giovedì 19 novembre 2009

In attesa della raccolta dell'umido

La raccolta del “rifiuto umido” tra le utenze domestiche giarresi doveva partire, in via sperimentale, all’inizio di questo mese. Ma l’avvio di questo nuovo servizio è stato, invece, posticipato, di un mese. Come, spiegano, infatti, in una nota, l'assessore Piero Mangano e il responsabile dell’Ato Joniambiente per la raccolta differenziata, Nino Germanà:«L'avvio della raccolta dell'umido slitta ai primi di dicembre prossimo, in quanto dal Comune di Giarre sono pervenuti in ritardo alla Joniambiente i dati relativi ad alcune utenze che ricadono nell'area geografica in cui sarà sperimentalmente eseguito questo servizio». Per avviare la raccolta dell’umido è stata, infatti, individuata un’area ben precisa di Giarre: la zona di viale Aldo Moro in quanto rispondente alle caratteristiche ottimali per l’avvio di questo servizio: strade larghe su cui insistono numerosi condomini. Il Comune ha trasmesso all’Ato l’elenco di circa 3000 utenti residenti in questa zona.
Il rifiuto "umido" consiste negli scarti e negli avanzi del cibo, bucce di frutta, verdura, carne e ossa, pesce e lische, pane, pasta e riso, gusci d’uova, filtri di thè e camomilla, fondi di caffè, fiori recisi, foglie di piante domestiche, eccetera.
Il presidente dell’Ato Joniambiente Francesco Rubbino spiega: «L’avvio della raccolta della frazione umida tra le utenze domestiche, previsto per il primo di novembre, è stato rinviato al primo di dicembre per ottimizzare al meglio una organizzazione che, come potete immaginare, è particolarmente complessa. Pensate che abbiamo bisogno di 5 mila e 200 bio-contenitori da 10 litri, 2400 bio–contenitori da 25 e 30 litri, 300 bio–contenitori da 120 litri e 180 bio–contenitori da 240 litri. A questi vanno aggiunti i 400 mila sacchetti da utilizzare.
Non vi nascondiamo – soggiunge Rubbino - che faremo il possibile per avviare il servizio ancora prima della data programmata, ma siamo dell’idea che una migliore organizzazione all’inizio, possa evitare il sorgere di disservizi in seguito».
I quantitativi di umido che l’Ato stima di raccogliere, la durata della fase di sperimentazione e altri dati sulla raccolta differenziata sono in fase di elaborazione. Potranno essere forniti tra qualche settimana.
Maria Gabriella Leonardi
19 novembre 2009

martedì 17 novembre 2009

In cerca di uno spazio pubblico di partecipazione democratica. In attesa delle consulte


Al Comune si lavora per l’istituzione delle consulte cittadine. La commissione consiliare per l'aggiornamento dei regolamenti comunali, presieduta da Patrizia Lionti, sta infatti rinnovando l’apposito regolamento. La consulta più importante è quella dei cittadini prevista dall’art.71 dello statuto comunale:«Gli iscritti all’albo comunale costituiscono la consulta dei cittadini che si riunisce almeno una volta l’anno, prima della discussione in consiglio per esprimere pareri e formulare proposte in merito al bilancio preventivo, pluriennale e al piano triennale delle opere pubbliche nonché ogni qualvolta si deliberi su: adozione piano regolatore generale; varianti al piano regolatore generale che attengano alla zonizzazione di piano e a nuova viabilità di rilevante interesse; piano viario; piano commerciale; istituzione o ristrutturazione di servizi di interesse generale».
Tale consulta non è mai stata costituita a Giarre e neanche le altre di settore: sport e tempo libero, dell’economia e del lavoro, della cultura, dell’ambiente e della protezione civile, del volontariato sociale, giovanile e della famiglia e pari opportunità.
Al momento la Commissione sta comparando il regolamento delle consulte con altri regolamenti vigenti in altre regioni ove le consulte sono attive. Lo scopo è quello di rendere il regolamento snello e chiaro. Entro un paio di settimane l’aggiornamento sarà concluso. Dopodichè il regolamento passerà alla I commissione e poi dovrà essere votato in Consiglio. Di seguito dovrà essere istituito l’albo. Sul piano formale, l’anno prossimo tutto potrebbe essere pronto per istituire le consulte.
Maria Gabriella Leonardi
15 novembre 2009

venerdì 13 novembre 2009

Cambiare il destino del parco regionale di Trepunti


Realizzato alla fine degli anni ’80, non è mai stato inaugurato e reso fruibile, è invaso da rovi e sterpaglie, da anni è uno dei siti preferiti dagli scaricatori abusivi di rifiuti di ogni genere, eppure vi sarebbero a Giarre diverse associazioni interessate a chiederne al Comune la gestione in affido: possibile che il parco regionale di Trepunti, malgrado le pessime condizioni in cui versa, attiri interesse attorno a sé? L'assessore alle Incompiute, Piero Mangano, in una nota, conferma: «alcune associazioni del territorio hanno avanzato richiesta al Comune di completare e riqualificare il parco regionale di Trepunti». Perché, allora, il Comune non lo affida in gestione? Lasciarlo nello stato in cui versa a chi serve? «L'Amministrazione – dichiara Mangano - è ben lieta di rivitalizzare una delle storiche incompiute della città, consegnando, oltretutto, ad una folta comunità come quella di Trepunti, al centro di una qualificata piattaforma commerciale, un parco attrezzato con aree ludiche e sportive (campi da tennis, automodellismo, calcetto) incentivando l'aggregazione sociale. L'intendimento, alla luce della recente approvazione del regolamento sugli impianti sportivi, è quello di predisporre un bando pubblico per l'affidamento del parco alle associazioni che vorranno aderire».
Un bando pubblico per l’affidamento del parco, visto le richieste già formalmente avanzate al Comune, sarebbe un modo per passare dalle parole ai fatti. Un anno fa, assessori e consiglieri hanno effettuato un sopralluogo in questo parco, evidenziando lo stato di degrado e formulando proposte per un rilancio. Ma nulla è cambiato, se non l’interesse manifestato da diverse associazioni che, evidentemente, riescono a immaginare questo parco, ora devastato dall’incuria, come potrebbe diventare e quali iniziative all’aperto potrebbe ospitare, una volta ripulito e bonificato dalle numerose micro-discariche. E chissà - fatto da non tenere in secondo piano- se il rendere in qualche modo fruibile il parco regionale di Trepunti non serva anche a preservarlo proprio dalle micro-discariche. In ogni caso, affidarlo in gestione a privati servirà per rendere giustizia, almeno in parte, alla sfortunata frazione di Trepunti sul cui territorio si ritrova la maggiore concentrazione di incompiute: la piscina, il mercato dei fiori, il centro polifunzionale (dietro la piscina) e il parco regionale, appunto.
Non resta che sperare che la politica dia una svolta al destino di questo parco. Al più presto.

Il parco regionale di Trepunti è stato realizzato con fondi dell’Assessorato regionale alla Presidenza, alla fine degli anni ’80, ha un’estensione di oltre 12 mila m² ed è di proprietà della Regione. Al suo interno vi è uno spiazzo pensato per essere una pista di automodellismo, un anfiteatro con 350 posti a sedere, due campi da tennis, aree adibite a verde e i servizi igienici. Da un lato il parco dà sulla nazionale e si trova di fronte l’ufficio postale di Trepunti. Dall’altro lato il parco ha un ingresso sul prolungamento di via San Matteo. L’ingresso del parco è perennemente invaso da discariche abusive, malgrado le ripetute bonifiche compiute.
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 13 novembre 2009

giovedì 12 novembre 2009

Dalla Provincia soldi per finanziare attività rieducative per i detenuti del carcere di Giarre

La Provincia di Catania finanzia attività di rieducazione per i detenuti del carcere di Giarre. Ad un anno, infatti, dall’interpellanza del Consigliere provinciale del PD arch. Salvo Patanè, sui laboratori di ceramica e vivaismo all’interno del Carcere di Giarre sezione Custodia attenuata, la Provincia regionale di Catania interviene con un proprio finanziamento a sostegno delle attività di rieducazione dei detenuti. E’ stato lo stesso consigliere Patanè nell’ambito dell’ultima manovra di riequilibrio finanziario del corrente anno, a portare a Palazzo Minoriti la proposta con un proprio emendamento votato in Aula per un ammontare di 20.000 Euro. Nel carcere di Giarre sono adesso 111 i detenuti. Di questi, poco meno della metà provengono dal mondo della tossicodipendenza e tra questi moltissimi sono gli extracomunitari.
«L’apprendimento di un’attività lavorativa con le conseguenti gratificazioni personali, i cicli di formazione e di addestramento,- ha dichiarato Patanè - risultano oggi essere gli unici a sostenere i detenuti nel loro futuro inserimento sociale e lavorativo e nella necessaria indipendenza economica. La direzione dell’Istituto penitenziario, ha attuato una intelligente politica di interazione con il territorio e con il dott. Aldo Tiralongo attuale direttore, stiamo strutturando un percorso formativo e di promozione dei prodotti. Saremo sulle piazze dei maggiori centri del territorio per esporre, promuovere e commercializzare i prodotti realizzati nei laboratori dell’Istituto con l’unico obiettivo di dare alla detenzione il giusto valore rieducativo usando il tempo della misura restrittiva per la costruzione di un progetto individuale lavorativo e di reinserimento sociale. In un prossimo incontro già programmato, il Direttore dell’Istituto giarrese, sarà ricevuto dal Presidente Castiglione al quale presenterà i lavori di artigianato ceramico progettati e realizzati dai detenuti a custodia attenuata».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 12 novembre 2009

martedì 10 novembre 2009

Nell'attesa dell'inaugurazione

Fare chiarezza sui tempi necessari per l’apertura del nuovo plesso elementare Manzoni di viale Mediterraneo a Macchia. Con questo intento ieri si è svolta una riunione nei locali del centro Cusmano che ospitano il plesso Manzoni da quando il sisma del 2002 rese inagibile la scuola di via Russo. Erano presenti per la Protezione Civile l’arch.Alberto Vecchio e il geom. Enrico Azzia; per il Comune il vicesindaco Leo Cantarella, gli assessori Giovanni Spada e Piero Mangano, il consigliere Salvo Camarda, il geom.Sebastiano D’Anna dell’ufficio tecnico e la dott.Aurelia Miceli, capo servizio delle politiche scolastiche; per la scuola il dirigente del 2°circolo didattico Giuseppe Lupinacci, il presidente del circolo Antonino La Spina, insegnanti e genitori. Il dott.Lupinacci ha spiegato quanto sia importante per la scuola dare certezze alle famiglie di Macchia, entro gennaio-febbraio, in modo che tornino a iscrivere i loro figli al 2°circolo didattico che, in questi anni di esodo forzato, ha perso numerose iscrizioni. L’arch.Vecchio ha assicurato che i lavori saranno completati nei tempi contrattuali, forse anche prima. Stralciati dal progetto originario la palestra e l’auditorium, all’esterno della scuola è stato realizzato un campo sportivo, con tribuna e spogliatoi, oltre che ampie zone a verde. Avviato anche l’iter per il rilascio delle certificazioni: conclusi i lavori, infatti saranno necessari tempi tecnici per i collaudi strutturale e amministrativo, il rilascio dell’agibilità, del certificato prevenzione incendi e il nulla osta sanitario. Il vicesindaco Cantarella ha garantito che non vi saranno intoppi per ciò che compete al Comune. Per quanto riguarda gli arredi bisognerà vedere quali sono ancora utilizzabili e quali no. L’assessore Spada ha riferito di avere chiesto alle scuole del Comune se avevano surplus di arredi, ma tutte le scuole hanno dichiarato carenze; per sopperire a questi bisogni il Comune dovrà, quindi, chiedere ad altri enti dei finanziamenti. Per il plesso Manzoni occorrerà stimare gli arredi necessari per aprire la scuola e trovare nel bilancio comunale eventuali fondi. L’assessore Mangano ha sottolineato l’importanza di far conoscere la scuola alla popolazione entro gennaio. Se è certo, infatti, che l’anno scolastico 2010/2011 il plesso Manzoni lo inizierà in viale Mediterraneo (e forse sarà pure completato l'anno scolastico in corso nel nuovo plesso) sarà importante, come ha rimarcato l’insegnante Mario Pafumi, organizzare a gennaio una manifestazione che dia certezze alle famiglie sulla prossima apertura della scuola.
Maria Gabriella Leonardi

10 novembre 2009

venerdì 6 novembre 2009

Novità per la Zona Artigianale


Novità importanti per gli affittuari dei capannoni della zona artigianale. Il Consiglio comunale, infatti, mercoledì ha integrato il regolamento per la cessione dei lotti con diritto di superficie, per la locazione e l’acquisto dei capannoni ed aree annesse urbanizzate e la gestione delle aree artigianali. Tra le novità rilevanti per gli affittuari c’è la riduzione dell’indennità di mora, il prolungamento della durata dell’affitto da 6 anni a 9 e soprattutto il diritto di prelazione nel momento in cui il Comune metterà in vendita i capannoni affittati. Se i locatari decideranno di acquistare i capannoni che hanno affittato potranno chiedere al Comune un contributo a fondo perduto pari al 30% del valore di stima del capannone. Il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci Ha commentato:«questo risultato è stato ottenuto grazie alla volontà dell’Amministrazione, del Consiglio ma soprattutto grazie alla ferma volontà del “vecchio leone” degli artigiani, Diego Bonaccorso, che ha lavorato con passione a questo regolamento».
Tuttavia, il regolamento è stato votato solo dalla maggioranza: l’opposizione, infatti, aveva abbandonato l’aula per protestare contro la scelta della maggioranza di trattare solo alcuni punti all’o.d.g.: il regolamento anzidetto e i debiti fuori bilancio:«questa scelta – hanno spiegato i consiglieri di minoranza Tania Spitaleri e Santo Vitale – sovverte ingiustificatamente l’ordine dei lavori seguendo criteri soggettivi non volti a risolvere tutti i problemi all’o.d.g. e di eguale importanza, tra tutti il regolamento sugli impianti pubblicitari all’o.d.g. da dicembre 2008».
Maria Gabriella Leonardi
(La Sicilia, 6 novembre 2009)

giovedì 5 novembre 2009

Una rete di associazioni in difesa dell'ospedale


La rete delle associazioni giarresi ha incontrato in Municipio la Commissione consiliare sull'ospedale: si tratta del primo incontro tra la rete delle associazioni e le istituzioni e a richiederlo è stata la stessa rete, motivata a conoscere la situazione del presidio giarrese e a offrire anche proposte alla Commissione. Una ventina circa le associazioni in rete a Giarre: importante per loro l'essere prese in considerazione dalle istituzioni. Numerosi sono stati gli interventi sia dei rappresentanti delle associazioni che dai consiglieri. In apertura, il presidente della Commissione Fabio Di Maria ha ripercorso le battaglie condotte in questi anni e ha riferito del recente incontro con la Commissione regionale sanità. Di Maria ha riportato le rassicurazioni ricevute dall'assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, e dal direttore generale dell'Asp Calaciura sul fatto che ogni decisione che riguarderà l'ospedale di Giarre sarà prima concertata. Tra i numerosi interventi seguiti, Angelo D'Anna, di "Insieme...persone" ha espresso l'esigenza per la popolazione di un pronto soccorso che sia efficiente oltre che la garanzia della qualità dei servizi che restano. Cesare Scuderi del Centro di aiuto alla vita ha esposto la situazione dell'ostestricia e manifestato perplessita sulla"piastra chirugica" che dovrebbe restare a Giarre. Salvo Garraffo del Centro promozione famiglia e dell'Aimc ha evidenziato l'importanza di far tornare a Giarre l'ostetricia. Mario Castorina dell'associazione l'Agorà ha chiesto quale supporto in difesa dell'ospedale può dare la società civile. Le associazioni hanno palesato la voglia di pianificare ulteriori occasioni di incontro con le istituzioni per una migliore condivisione delle iniziative. L'assessore con la delega per l'ospedale, Giovanni Spada, ha invitato, quindi, le associazioni a sensibilizzare la società sulle problematiche dell'ospedale e ha auspicato di ricevere in un prossimo incontro delle proposte dalle associazioni. Ha concluso l'incontro il sindaco Teresa Sodano che si è detta felice per la presa di coscienza della società civile sulla questione dell'ospedale e, dopo avere ripercorso le battaglie degli ultimi anni, ha concluso:"Ci batteremo insieme per avere a Giarre un polo di cardiologia, l'Utic e il labotratorio di analisi, disponibili a rinunciare alla geriatria".
Maria Gabriella Leonardi
5 novembre 2009