Il 13 e 16 febbraio 2026 torna ad Acireale “I Sapori dell';Etna”, il
progetto promosso dall'Associazione Culturale Terramadre, in
collaborazione con l'APCI - Associazione Professionale Cuochi
Italiani - Regione Sicilia e la Fondazione del Carnevale di Acireale.
I Sapori dell’Etna giunge, quest’anno, alla seconda edizione e si struttura
sempre di più come viaggio fra tradizione, talento e cultura gastronomica. Il
progetto culturale, formativo e gastronomico è inserito nel programma
ufficiale del Carnevale di Acireale, una delle manifestazioni identitarie più
radicate e partecipate della Sicilia orientale. Giunto al secondo anno, il
progetto si configura come una piattaforma di dialogo tra gastronomia,
cultura, formazione e governance territoriale, con l’obiettivo di valorizzare il
patrimonio etneo come bene culturale vivo, dinamico e generativo di futuro.
La manifestazione intende riconoscere la cucina e i saperi gastronomici del
territorio etneo come espressione profonda del paesaggio, della storia delle
comunità locali e delle tradizioni popolari, in particolare quelle legate al
Carnevale di Acireale.
« Si tratta di un’iniziativa che racconta l’anima più autentica del Carnevale
di Acireale – dichiara il Presidente della Fondazione Carnevale di
Acireale, Giuseppe Sardo – Il Carnevale non è solo spettacolo ma anche
cultura, tradizione e identità del territorio. Con queste masterclass vogliamo
offrire al pubblico un’esperienza che valorizza i sapori, le storie e le
eccellenze dell’Etna. Iniziative come questa – conclude Sardo - rafforzano il
legame tra il Carnevale e la città, coinvolgendo visitatori e comunità in un
percorso di condivisione e crescita culturale. È la direzione che vogliamo
continuare a seguire: un Carnevale sempre più diffuso, capace di
emozionare e raccontare Acireale in tutte le sue forme».
Il progetto si articola in un percorso integrato che comprende: esperienze
gastronomiche collettive, momenti di formazione tecnico-professionale,
attività educative dedicate ai bambini e un workshop istituzionale e scientifico
di alto profilo. L’obiettivo è creare connessioni reali tra gastronomia, cultura,
formazione, politiche territoriali e futuro delle giovani generazioni.
«I Sapori dell’Etna rappresenta un’occasione per raccontare Acireale
attraverso ciò che profondamente ne custodisce l’identità: la tradizione, il
Carnevale e la cultura del cibo. – dichiara il Sindaco Roberto Barbagallo
- Questo progetto si inserisce in modo naturale nel programma del nostro
Carnevale, una delle espressioni più autentiche e partecipate alla vita della
comunità, capace di unire: festa, memoria e senso di appartenenza. Il
Carnevale di Acireale non è solo spettacolo e creatività ma anche racconto
del territorio, delle sue storie e dei suoi sapori. La tradizione gastronomica,
con i suoi piatti simbolo, è parte integrante di questo patrimonio: un sapere
condiviso che nasce dal paesaggio etneo, dal lavoro agricolo e dalla
trasmissione delle pratiche culinarie di generazione in generazione». –
conclude il primo cittadino.
Il 12 febbraio avremmo dovuto vivere insieme una giornata intensa di
Masterclass, racconti e sapori.
Le condizioni meteo avverse non ce lo hanno permesso.
Come organizzatori de I Sapori dell’Etna 2026, insieme alla Fondazione
Carnevale di Acireale e ai partner del progetto, abbiamo condiviso una scelta
prudente e responsabile: mettere al primo posto la sicurezza del pubblico,
degli chef, degli studenti e di tutti i professionisti coinvolti.
Non è stata una decisione semplice. Ma I Sapori dell’Etna non è solo un evento in calendario. È una visione, una comunità, un percorso.
Per questo vi diamo appuntamento alla Festa dei Fiori, dove torneremo con le nostre Masterclass d’autore di cinque prestigiosi chef: Pasquale Caliri, Salvo Sardo, Giovanni Gambuzza, Rosario Leonardi e Mario Faillacon tutta l’energia che questo progetto porta con sé. Trasformiamo una difficoltà in un nuovo slancio. Acireale fiorirà ancora. E noi saremo lì, a celebrare insieme tradizione, talento e cultura gastronomica.
Si parte quindi il 13 febbraio, a partire dalle 10:30, si entra nel vivo della
manifestazione che si sposta presso la Sala Pinella Musumeci di Villa
Belvedere. Qui si svolgerà il Concorso di Cucina e Pasticceria – II
edizione “Trofeo Re Burlone” riservato agli Istituti Alberghieri. Gli
studenti sono chiamati ad ideare e realizzare un piatto, dolce o salato, ispirato
al Carnevale e al territorio etneo. Il concorso valorizza creatività, competenza
tecnica, rispetto della tradizione e capacità narrativa, offrendo ai giovani
un’importante occasione di confronto e crescita. L’evento trae ispirazione
dalla ricchezza simbolica e culinaria dei Carnevali d’Italia, mettendo al centro
piatti dolci e salati della tradizione, riletti in chiave contemporanea.
Un racconto gastronomico che unisce memoria e innovazione, identità
territoriale e visione futura.
Il 16 febbraio, a partire dalle 10, sempre alla Villa Belvedere, spazio ad un
altro target, quello dei più piccoli con un laboratorio ludico-didattico che
avvicina i bambini ai saperi gastronomici, alle storie del Carnevale e al
patrimonio culturale locale, favorendo la trasmissione delle tradizioni
culinarie.
Parallelamente si terrà il workshop cuore concettuale del progetto, dal titolo:
“Etna e Cucina italiana Patrimoni Unesco: nuove prospettive per
i giovani e i territori” dedicato al riconoscimento UNESCO dell’Etna e
della Cucina Italiana, intesi come patrimoni capaci di orientare politiche
pubbliche, modelli di sviluppo territoriale e nuove opportunità per le giovani
generazioni.
Il workshop si propone come spazio di confronto qualificato tra istituzioni,
università, Distretti del Cibo, scuole, enti pubblici, operatori
dell’agroalimentare e del turismo, comunità locali e studenti.
“I Sapori dell’Etna è un progetto che affonda le sue radici nella pratica: le
masterclass e il concorso ne costituiscono il fondamento, il luogo in cui il
sapere gastronomico viene trasmesso, sperimentato e messo in dialogo con
le nuove generazioni. Come organizzatrice e curatrice del progetto, - afferma
Liana De Luca, Organizzatrice e Curatrice de “I Sapori dell’Etna”
nonché Ideatrice del workshop - ho sentito l’esigenza di dare a questo
percorso una prospettiva ulteriore, capace di trasformare l’esperienza in
visione. Da qui nasce il workshop, in programma il prossimo 16 febbraio,
che ho ideato in collaborazione con la Consulta Distretti del Cibo, come
punto programmatico dell’intera manifestazione. Il workshop è lo spazio in
cui ciò che accade nelle cucine e nei contesti formativi diventa riflessione
strategica, Etna e Cucina Italiana vengono letti come patrimoni culturali
vivi, in grado di orientare politiche, modelli di sviluppo territoriale e nuove
opportunità per i giovani. È un passaggio necessario per costruire futuro a
partire dall’identità.” – conclude Liana De Luca.
L’Etna viene interpretata come paesaggio culturale vivo, modellato dal lavoro
agricolo, dalle produzioni di eccellenza, dalle esperienze e dalle relazioni tra le
comunità. La Cucina Italiana è riconosciuta come patrimonio culturale
immateriale fatto di saperi, pratiche e gesti che trasformano la materia prima
in identità condivisa e racconto dei territori.
Agricoltura, gastronomia e turismo diventano strumenti integrati di
valorizzazione dei patrimoni UNESCO, capaci di generare occupazione
qualificata e nuove economie locali.
Particolare rilievo è attribuito al ruolo dei Distretti del Cibo come
strumenti di governance territoriale, in grado di connettere filiere produttive,
istituzioni e comunità su orizzonti di medio-lungo periodo.
“I patrimoni UNESCO non sono solo beni da tutelare, ma strumenti di
governance culturale per orientare lo sviluppo dei territori. – dichiara
Mariagrazia Pavone, Coordinatrice dell’Associazione Gusto di
Campagna - Con il Manifesto dell’Agricoltura delle Relazioni proponiamo
un modello operativo in cui agricoltura e turismo diventano un’unica
infrastruttura di relazioni tra paesaggio, comunità e filiere. Non un
documento simbolico, ma l’avvio di un processo concreto che mette in rete
istituzioni e territori, riconoscendo nell’agricoltura il presidio vivo
dell’identità culturale.
È da qui che possono nascere nuove economie locali e opportunità reali per
le giovani generazioni.” – conclude Mariagrazia Pavone.
In questo quadro, dunque, la sottoscrizione del Manifesto
dell’Agricoltura delle Relazioni rappresenta l’avvio di un percorso di
cooperazione interistituzionale e pone le basi per la creazione di un Tavolo
Permanente dedicato alla progettazione condivisa su agricoltura, cucina,
turismo e territori.
I Sapori dell’Etna 2026 si conferma, dunque, piattaforma operativa per la
messa in rete delle competenze e per la definizione di interventi capaci di
rafforzare identità, strategie, competitività territoriale e sviluppo sostenibile.


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