Un protocollo per prevenire il rischio autolesivo e suicidario delle persone detenute. L’Asp di Catania, con delibera n.2416 del 29-12-25 del direttore generale, ne ha deliberato la stipula con la Casa circondariale di Giarre, indicando come referente per l’attuazione il Direttore del Dipartimento Salute Mentale. Il protocollo punta ad attenuare gli effetti traumatici conseguenti alla privazione della libertà; tutelare l'incolumità fisica e psichica dei ristretti, individuare l'insorgenza di situazioni di rischio suicidario o autolesivo, cogliere segnali di disagio e sofferenza emotiva (per manifestazione di un evento specifico, per richiesta di aiuto, riscontro di una qualche criticità,nei casi silenti, per "eventi sentinella") e poi creare le migliori condizioni per le attività trattamentali di recupero e risocializzazione dei condannati e di sostegno delle persone detenute con posizione giuridica non definitiva e garantire la continuità terapeutica tra "dentro e fuori e tra fuori e dentro". La prevenzione inizierà sin dal primo ingresso di un detenuto, al momento della visita medica si cercherà di rilevare eventuali malattie fisiche o psichiche. A una unità di ascolto è affidato il compito di soccorrere le persone detenute che manifestano criticità rilevanti nel comportamento, anche se causati da fattori esterni al carcere Il protocollo indica dettagliatamente tutte le procedure che dovranno essere seguite e il personale che dovrà essere coinvolto.
In Italia 238 persone sono decedute in carcere nel 2025, di cui 79 si sono suicidate, come riporta il dossier 'Morire di carcere' di Ristretti Orizzonti. Nella casa circondariale di Giarre un detenuto si suicidò nel 2010.
MGL

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