I sindaci più amati nella storia di Giarre sono stati tre: Biagio Andò, Pippo Russo e Nello Cantarella. Ancora vengono ricordati per il loro carisma ma anche per quanto hanno realizzato. Nello Cantarella, il papà del neo sindaco Leo, amministrò la città dal 1976 al 1988. I libri di storia, e in particolare un testo di Gaetano Papa, racconta che la giunta Cantarella «consolidò le grandi realizzazioni dell’era Russo con una maggiore sensibilità verso i problemi sociali, civili e culturali». Durante le amministrazioni di Cantarella padre furono realizzati l’impianto di distribuzione del metano, parchi-giardino, piazza Tricolore a Macchia e vari edifici scolastici. Inoltre, «all’amministrazione Cantarella va ascritta la soluzione definitiva dell’approvvigionamento idrico della città».
Nello Cantarella conquistò la cittadinanza per il suo carattere aperto e gioviale. Lo ricorda l’arch. Salvo Patanè, militante nella Democrazia Cristiana, partito di Cantarella, che al tempo contava ben 7 sezioni a Giarre. «Storicamente Cantarella – dice Patanè - si dimostrò l’uomo giusto per potere amministrare questa città sotto lo scudo della Dc. Tutto questo transitava per l’uomo di spicco della Democrazia Cristiana che era Pippo Russo». Durante l’amministrazione Cantarella la frazione di Macchia cambiò volto, grazie alla realizzazione di nuove opere pubbliche. E determinante per mantenere la Dc al governo della città fu l’appoggio coeso della popolosa frazione che anche in queste ultime elezioni si è dimostrata fedele alla famiglia Cantarella: mentre in tutte le sezioni si è registrato, infatti, un calo delle preferenze, domenica e lunedì scorsi, nelle sezioni di Macchia l’affluenza alle urne è stata più alta e le preferenze a Cantarella hanno anche triplicato le preferenze del secondo candidato sindaco, Leo Patanè.
Seguendo le orme del padre, Leo Cantarella entra presto in politica: è stato vice sindaco di Giuseppe Toscano e poi vice sindaco di Teresa Sodano. Nella storia recente di Giarre è il primo figlio di un sindaco che diventa a sua volta sindaco. Come si ricorderà, infatti, l’ex ministro Salvo Andò, figlio del sindaco Biagio, non fu eletto sindaco nelle amministrative del 2013. I macchiesi sono molto legati a Macchia, a differenza dei giarresi che spesso non hanno senso di appartenenza e disprezzano la città. Domenica sera in piazza a Macchia mentre si festeggiava l'elezione qualcuno ha detto «Macchia torna a comandare». Ma Cantarella subito ha precisato: «Giarre è Giarre, Giarre è Macchia e tutte le altre frazioni. Viva Giarre».

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