Distretto sanitario Giarre, taglio servizi per malati mentali, la denuncia pacata dell'associazione di familiari
La presidente ricorda che l’accordo Stato-Regioni ha definito i percorsi di cura da attivare nei servizi di salute mentale, con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei malati, mantenere le loro autonomie, evitare gli episodi acuti e le ricadute con conseguenti ricoveri ospedalieri o in strutture residenziali a medio-lungo termine. «Tali ricoveri – aggiunge la presidente - rappresentano la maggiore voce di spesa nel bilancio della salute mentale regionale, rischiando talvolta di risultare controproducenti nel processo di cura, poiché paradossalmente possono indurre perdita dell’autonomia e allontanamento dalla famiglia e dal territorio del soggetto». Secondo quanto spiega, quindi, l’associazione, le risorse andrebbero spese meglio: «A poco varrà, comunque, tale dispendio di risorse economiche e professionali – aggiunge, infatti, la presidente Bucalo - se, al termine del percorso di cura residenziale, il malato trova il territorio impreparato al suo reinserimento, per carenza di strutture e di personale competente che lo accompagni e lo sorregga nella prosecuzione del percorso di recupero delle sue autonomie».
MGL
Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 3 gennaio 2017
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