Della fusione delle due opere pie giarresi si parla da tempo. Anche il precedente Cda della Marano aveva deliberato in tal senso ma a quella deliberazione poi non fu dato seguito per varie circostanze.

La Marano si occupa dell’accoglienza per assistenza temporanea di anziani e soggetti bisognosi, dietro segnalazione dei servizi sociali dei Comuni. L’opera pia ha un pesante disavanzo accumulatosi nell’arco di decenni. Si tratta, soprattutto, di debiti nei confronti del personale in forza nell’opera pia. Un tempo la Regione interveniva e sosteneva le Ipab attraverso dei finanziamenti. Tutto ciò ormai è solo un ricordo lontano e per questo ormai, un po’ ovunque nell’isola, le Ipab annaspano.
La Bonaventura, viceversa, vanta un rilevante patrimonio ma è inattiva da anni. Di recente, il commissario in carica ha approvato il nuovo statuto della Bonaventura che ha notevolmente esteso le finalità dell’opera pia, includendo assistenza ai minori, alle ragazze madri, agli anziani, ai disabili, alle categorie svantaggiate in genere. Il commissario in carica, peraltro, si è espresso contro la fusione con la Marano.
L’ultima parola la dirà l’assessorato regionale alla famiglia a cui compete decidere sulla fusione o meno delle due opere pie, visto che, peraltro, manca una legge regionale organica sulle Ipab.
Maria Gabriella Leonardi
Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 3 ottobre 2014
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