Sull'orlo di un'emergenza rifiuti ingombranti

Avete un vecchio frigorifero da buttare? Tenetevelo, dall' 11 marzo scorso, infatti, la “Fg Recycling” di Belpasso, che per la società Ato rifiuti Joniambiente effettua la raccolta dei rifiuti ingombranti, ha interrotto il servizio nei Comuni eccessivamente morosi. Spiccano Giarre, Linguaglossa e Risposto che non hanno pagato neanche una rata del 2008. Giarre, in particolare, è debitore con l’Ato di 5 milioni e 492 mila euro. Ma se i cittadini non sanno come disfarsi dei rifiuti ingombranti, il rischio che si corre è l’ulteriore proliferare di discariche abusive, cioè un'emergenza rifiuti ingombranti. Dalla Joniambiente si apprende che Giarre, solo nel 2008, con questo servizio ha smaltito 8.500 kg di pneumatici, 12.860 kg di frigoriferi, 5.080 di Tv,monitor e simili, 14.640 kg di lavatrici, 20.540 kg di ingombranti imbottiti come materassi e 75.220 kg di legno come mobili.
L’assessore all’ecologia, Piero Mangano e il dirigente dell’area “Gestione Territorio e Ambiente”, arch.Venerando Russo, in una nota precisano:«La mancata liquidazione delle fatture alla Joniambiente è dovuta a dubbi interpretativi tra Comune e Joniambiente, determinati da pareri discordanti in ordine alla obbligatorietà di presentazione del “Documento unico regolarità contributiva”, in allegato alle fatture, da parte di Joniambiente. A causa della mancata liquidazione delle fatture, la Joniambiente ha sospeso alcuni servizi, tra cui il conferimento in discarica dei beni durevoli (1/3 dell’importo da liquidare alla Joniambiente, è costituito dalla quota destinata al gestore della discarica di Grotte S.Giorgio per il conferimento dei rifiuti).
Per risolvere la questione il sindaco Teresa Sodano ha convocato per giovedì un tavolo di concertazione, tra l'area "Gestione risorse e organizzazione", l'area "Gestione territorio e ambiente" e Joniambiente Spa». Ieri, inoltre, l'assessore Piero Mangano ha comunicato che «è stato sbloccato un mandato di pagamento in favore di Joniambiente, per un importo di 500 mila euro».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 24 marzo 2009)

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