lunedì 5 giugno 2017

Giarre, maggioranza abbandona l'aula per non dare voce all'opposizione

«Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo», dice una celebre frase di Evelyn Beatrice Hall in “The Friends of Voltaire”. A Giarre, in Consiglio comunale, giovedì, è accaduto l’esatto contrario, con la maggioranza che ha abbandonato l’aula per non "dare voce" alle dichiarazioni di un consigliere di opposizione.
Si stava discutendo delle domande del consigliere Leo Patanè ai revisori dei conti sul conto consuntivo 2015. A nome della maggioranza, Armando Castorina, ha espresso fiducia al lavoro dei revisori, dichiarando che «Non desideriamo dare voce a chi si è mosso nella volontà di ostacolare il percorso di approvazione del rendiconto finanziario, atto che permetterà di liberare risorse provenienti dallo Stato», aggiungendo «Non vogliamo dare voce a Lei (Patanè ndc) poiché questo documento non lo voterà».
La maggioranza ha quindi lasciato l’aula, tranne Francesco Cardillo, presidente della commissione “Bilancio e finanze” che non ha nascosto il suo disappunto precisando di restare per il suo ruolo di garante della commissione. E non è la prima volta che Cardillo fa dei distinguo.
In aula è rimasta un’atmosfera di disapprovazione. «Le mie erano domande legittime – dice Patanè – è lecito chiedere spiegazioni per votare con  consapevolezza. La maggioranza ha abbandonato l’aula dicendo di non volere dare spazio a chi non avrebbe votato il bilancio e a chi aveva contribuito al deficit del Comune, come se noi avessimo contribuito al deficit del 2015, quando non eravamo neanche in carica. Non attacco i revisori, evidenzio lacune negli uffici e nell’amministrazione. Inoltre, a seguito delle mie prime domande è stata modificata la proposta di delibera, quindi ho visto bene». «E’ stato grave– aggiunge il consigliere di opposizione Giannunzio Musumeci –  dire di non dare voce a chi non voterà il bilancio: noi non votiamo per dato preso ma dobbiamo avere contezza. I revisori ci avrebbero dato delucidazioni e la maggioranza non ce lo ha permesso, visto che è caduto il numero legale».
In aula il sindaco Angelo D’Anna a Patanè ha detto che «c’è già una commissione che lavora bene e una seduta di Consiglio dedicata al bilancio: dietro le serie di domande proposte, legittime, e i tecnicismi in realtà c’è un giudizio politico». Aggiungendo che non si possono invitare le cooperative in aula per reclamare i pagamenti e ritardare un atto che agevolerà quei pagamenti.
MGL
3 giugno 2017

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