martedì 21 febbraio 2017

Giarre, scoperte "false caditoie"

Non sono caditoie ma pozzetti chiusi, all’insaputa del Comune. E’ la singolare scoperta fatta, nei giorni scorsi, dai funzionari del comune durante la bonifica delle caditoie. La scoperta è avvenuta nelle vie Campania, Lazio e  Capuana e non è da escludere che altre strade limitrofe abbiano lo stesso problema. Di fatto si tratta di un intero quartiere. Al momento, infatti, dei lavori di bonifica gli operai, alla presenza dei funzionari comunali, hanno constatato che le caditoie non risultano collegate ad alcun condotto di scarico, né hanno sfogo a perdere; sono in pratica dei semplici contenitori stagni,  delle pre-caditoie ove manca il tubo che permette di portare l’acqua alla condotta e che la trascini verso il mare o il torrente. Le stesse sono poi impermeabilizzate con il cemento. Probabilmente la scoperta non è stata fatta prima perché queste caditoie non sono state mai bonificate.
«È scandaloso – ha commentato il sindaco Angelo D’Anna - è un esempio di quello che è stata in passato la nostra città». Il primo cittadino, appena appresa questa incredibile scoperta, ha subito chiesto agli uffici di approfondire la vicenda per conoscere chi ha eseguito i lavori a suo tempo e, a prescindere dal fatto che sia ormai sopravvenuta la prescrizione, intende valutare con i legali del Comune azioni consequenziali.
Ma non solo, prima o poi, i lavori non fatti a suo tempo, dovranno essere fatti: visto il rischio idrogeologico che corre Giarre a ogni intensa pioggia, non si può lasciare un quartiere senza le caditoie allacciate alla condotta.
E pensare che sulle caditoie, oltre la bonifica c’era un’altra buona notizia questa settimana: il protocollo d’intesa tra il Comune di Giarre e l’istituto tecnico per geometri di Risposto per la mappatura digitale delle caditoie comunali che verrà effettuato con dispositivi smartphone o tablet apple per ottenere una buona geolocalizzazione con approssimazione di un metro su una mappa Gis digitale.





La mappatura avverrà su una cartografia digitale e sarà dinamica. Non sarà solo indicata l’ubicazione delle caditoie ma sarà anche corredata da foto e da dati inerenti le dimensioni, la tipologia e la profondità delle caditoie. E chissà che in occasione di questa mappatura non emergano altre “false caditoie”.
MGL
Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 19 febbraio 2017
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