lunedì 27 febbraio 2017

Giarre, parenti disabili mentali in agitazione preparano manifestazione di piazza

Il Dipartimento di salute mentale di Giarre pare seguire le orme dell'ospedale di Giarre: smontato a poco a poco; e i parenti degli assistiti sono in agitazione. Hanno appreso, infatti, che dall'1 marzo gli infermieri attualmente in servizio  in orario pomeridiano  saranno trasferiti ad Acireale e il Dsm di Giarre sarà chiuso, quindi, di pomeriggio. Inoltre, resterà un solo psichiatra in servizio: adesso sulla carta sono 3 e nei fatti 2 visto che uno è in malattia. Ma un solo psichiatra per tutto il bacino di utenza del Dipartimento è troppo poco. Basti pensare che nel solo pomeriggio di mercoledì i medici hanno dovuto affrontare un paziente che aveva perso il controllo e trattare un caso di tentato il suicidio. Come se non bastasse, l’unico medico che dovrebbe restare in servizio a Giarre il giovedì dovrà andare ad Acireale e quindi il Dsm sarà chiuso anche di mattina.
Ieri i familiari dei pazienti, riuniti nell’associazione “Oltre l’orizzonte”, si sono incontrati nei locali del Dipartimento, angosciati per quanto sta per accadere.
La presidente dell’associazione, Santina Bucolo, ci spiega: «Il Dsm di Giarre assiste 3500 persone appartenenti a tutto il distretto che conta un bacino di 80mila persone. I due soli psichiatri nell’ultimo anno hanno aperto 1300 cartelle nuove. Il Dsm di Giarre era un fiore all’occhiello della sanità siciliana che contava il più basso numero di trattamenti sanitari obbligatori (Tso), proprio grazie all’attività di prevenzione che svolge». Una realtà che funziona da una ventina d’anni e che sarebbe una disdetta per i familiari dei pazienti se venisse chiusa. Vincenzo Leotta, padre di un paziente, spiega: «Mio figlio per tanti anni è stato in Tso per un difetto della prevenzione. La psichiatria non è fatta di emergenze, queste avvengono solo quando fallisce la prevenzione». Leotta sottolinea per questo che accentrando i dipartimenti non si diminuiscono i costi per la salute mentale: «I costi maggiori si vedranno con Tso o con gli aggravamenti della salute degli utenti – dice – il risparmio è solo apparente». E la presidente Bucolo aggiunge:  «In Sicilia l’80% delle risorse per la salute mentale viene spesa nelle case di cura, nelle Cta e per i servizi del territorio poi non resta nulla».  
Si sono rivelate, quindi, infondate le rassicurazioni che l’associazione aveva ricevuto da personale dell’Asp e da qualche esponente politico. Lunedì i familiari dei pazienti intendono organizzare una manifestazione di protesta in piazza.

All’incontro di ieri era presente anche l’assessore alle politiche sociali Enza Rosano che ha assicurato: «L’amministrazione si muoverà insieme alle altre amministrazioni per individuare soluzioni». E il sindaco Angelo D’Anna aggiunge: «Per il servizio effettuato dal Dsm di Giarre e l’aiuto dato alle famiglie è necessario mantenerlo. Interverrò nei confronti dell’Asp per chiedere che sia ripristinato un servizio più ampio possibile». Ieri, in Consiglio comunale, il consigliere Giusi Savoca ha letto un documento, a nome dei gruppi “Città viva” e “Giarreèviva” in cui si annuncia una diffida che il sindaco invierà all’Asp affinchè sospenda il paventato trasferimento del personale.
MGL
24 febbraio 2017
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