giovedì 19 gennaio 2017

Wwf Sicilia nord orientale denuncia caccia fuorilegge a specie protette

Il Wwf Sicilia nord orientale denuncia la caccia fuorilegge a specie protette nell’area jonico-etnea. L’associazione ambientalista, che ha sede a Giarre nel palazzo delle culture, appena qualche giorno fa, si è occupata di un gheppio ferito, un uccello rapace della famiglia del falco. 

Nell'arco di sei mesi sono stati sei gli esemplari che i volontari del Wwf hanno trovato impallinati: due aironi, un fenicottero, due gheppi e un'aquila minore. Si tratta di specie che non possono essere assolutamente cacciate. Le zone in cui sono stati rinvenuti questi uccelli impallinati sono a Calatabiano l’area del fiume Alcantara, il fiume Fiumefreddo e  la zona della Gurna di Mascali. Sull’Etna, sono stati rinvenuti un gheppio a Trecastagni e a Milo un’aquila minore impallinata, quest’ultima è la più importante tra tutti gli uccelli che i volontari hanno rinvenuto perché è più rara.

Di certo questa caccia a specie protette va avanti da tempo. Ultimamente si è sparsa la voce che i volontari del Wwf si impegnano per soccorrere queste specie e per questo motivo molte persone si sono rivolte a loro per salvare qualche esemplare che viene trovato ferito. Le condizioni del giovane gheppio rinvenuto qualche giorno fa sono apparse subito gravi per la forte denutrizione e per la ferita da arma da fuoco riportata ad un’ala, così come è stato evidenziato dalle radiografie. Date le condizioni critiche non è detto che questo gheppio sopravviva.

Per salvare un uccello rapace ferito occorre rivolgersi a uno dei pochi centri specializzati esistenti. I volontari hanno organizzato una staffetta per portare il rapace al “Centro di recupero fauna selvatica stretto” di Messina che adesso se ne sta occupando. Come riferiscono, infatti, i volontari, in provincia di Catania non esiste alcun centro che si occupa di recuperare questi esemplari e i centri più vicini si trovano a Enna e Messina. I volontari per questo organizzano delle staffette, accordandosi con altri ambientalisti che abitano in  altri comuni, per trasportare gli animali feriti fino ai centri specializzati. Per le tartarughe marina è ancora più complicato visto che l’unico Centro che si occupa del soccorso e della cura di questi animali si trova a Lampedusa. E, negli scorsi mesi, per salvare delle tartarughe marine rinvenute nelle spiagge catenesi è stata organizzata una staffetta sino a Lampedusa.

Al momento l’emergenza è la caccia ai rapaci. «La caccia ha delle regole - ribadisce Vita Raiti del Wwf - e queste regole devono essere rispettate. Gli esemplari che rinveniamo noi saranno l'1 per cento di quelli che vengono colpiti, gli altri faranno una brutta fine».
MGL
18 gennaio 2017
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