venerdì 20 gennaio 2017

Blitz dei sindaci del distretto di Giarre nell'ospedale di Acireale

Alcuni sindaci presenti al blitz
I sindaci del distretto sanitario di Giarre ieri hanno effettuato un blitz a sorpresa nel pronto soccorso dell’ospedale di Acireale per verificare l’assistenza che ricevono i loro concittadini che, dopo la chiusura del pronto soccorso di Giarre, si recano nel nosocomio acese. Un gesto eclatante deciso dopo numerose altre iniziative che non hanno portato i risultati sperati. Pur essendo la loro una manifestazione pacifica, i sindaci avevano avvisato le forze dell’ordine.
I primi cittadini hanno parlato con i pazienti del pronto soccorso, qualcuno in attesa da otto ore.

Il direttore sanitario del Presidio, Salvatore Scala, ha protestato per la presenza delle telecamere e la violazione della privacy dei pazienti. I sindaci avevano chiesto ai giornalisti di non riprendere i pazienti, che, comunque, non sarebbero stati filmati. Gli stessi primi cittadini, in prima fila il sindaco di Mascali, Luigi Messina, hanno ribadito che la loro presenza lì era verificare l’assistenza che ricevono i loro cittadini. «Per venire qui ho impiegato 35 minuti – ha detto il sindaco Messina – a Taormina i pazienti miei cittadini vengono rifiutati perché, come qui, ci sono grandi difficoltà, così è insostenibile».
I sindaci nei corridoi del pronto soccorso di Acireale
35mila gli accessi annuali al pronto soccorso acese, quando quello di Giarre, quando era aperto, avendo un bacino molto più piccolo, ne aveva circa 23mila l’anno.  «Quando hanno chiuso il pronto soccorso di Giarre- ha rilevato il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano – hanno ritenuto di creare un punto di eccellenza nella sommatoria, si è perso, invece, un punto nascita e le prestazioni sono diminuite. La gente bypassa Acireale e va a Catania». «Abbiamo visto che il disagio è enorme – ha detto il sindaco di Giarre, Angelo D’Anna - e che c’è la necessità di un’altra struttura di emergenza a supporto per garantire il minimo di assistenza. I cittadini ricoverati in astanteria e nel pronto soccorso ce lo hanno testimoniato. Chiediamo a chi ha la responsabilità di tornare indietro nelle decisioni: Giarre non può essere l’unico ospedale chiuso in Sicilia».
Prossima tappa dei sindaci: Roma.
Frattanto ieri a Palermo l’assessore regionale alla sanità ha riferito in VI commissione sanità sulla rete ospedaliera e non sono mancati gli interventi pro riapertura pronto soccorso Giarre: «Il ridimensionamento dell’ospedale di Giarre e la chiusura del pronto soccorso – ha detto il deputato Alfio Barbagallo - provoca un intasamento del presidio di Acireale, lunghe attese con sovraccarico di lavoro del personale». «Chiediamo al governo regionale di rivedere la classificazione data al nosocomio giarrese – ha detto il deputato Nello Musumeci - per potere adeguatamente rispondere sia alle esigenze del territorio e sia ad una richiesta  di giustizia e di equità». «L’assessore Gucciardi – ha detto il deputato Salvatore Giuffrida – ha affermato che dobbiamo essergli grati perchè ha recuperato l’ospedale di Giarre dichiarato dal ministero dismesso. Il pronto soccorso di Giarre avrà funzione vicaria di Acireale. Dopo l’approvazione della rete ospedaliera si vedrà con quali servizi sarà rinforzato».
MGL
19 gennaio 2017


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