domenica 18 dicembre 2016

Giarre, lavoratori precari aderiscono a maxi ricorso contro Stato e Regione per la stabilizzazione

Anche i lavoratori precari del Comune di Giarre stanno aderendo ad un maxi ricorso collettivo contro lo Stato e la Regione Siciliana per ottenere l’agognata stabilizzazione. L’iniziativa non parte da Giarre e già in tutta la Sicilia sarebbero circa 2000 i lavoratori precari che hanno deciso di praticare questa strada. A Giarre per ora hanno deciso di ricorrere alle vie legali oltre una decina di lavoratori, sui 34 precari in forza all’Ente, ma anche altri lavoratori sono interessati a percorrere questa strada.
Per illustrare le azioni di tutela nei confronti degli abusi del rapporto di lavoro a termine nella pubblica amministrazione siciliana e le ragioni di questo ricorso, il personale precario dell’Ente e, in particolare uno dei loro rappresentanti, Salvo Scuderi, ha organizzato nella sala Messina di via Calderai un convegno con due  relatori “addetti ai lavori”: il dott. Gaetano Aiello, esperto in materia di lavoro e pubblica amministrazione, legislazione sul precariato pubblico ed attualmente presso la vice presidente vicaria dell’Assemblea regionale siciliana e l’avv. Sergio Galleano, giuslavorista e legale delle cause dei dipendenti precari in tutte le giurisdizioni italiane e in Corte di giustizia dell’Unione Europea. Al convegno è intervenuto anche il sindaco di Giarre Angelo D’Anna ed erano presenti anche lavoratori precari di altri Comuni.
Il ricorso viene presentato al Tribunale di Roma e anche alla Corte di Giustizia Europea. Una precisa direttiva europea la 70 del 1999, infatti, impone il divieto di reiterazione di rapporti a tempo determinato. I contratti ai precari, in pratica, non potrebbero essere rinnovati oltre i tre anni, altrimenti non si tratta più di un’esigenza temporanea di un Ente e subentra quindi l’obbligo della stabilizzazione. La direttiva europea è stata recepita in Italia e nella maggior parte delle regioni della penisola i lavoratori precari degli enti pubblici sono stati stabilizzati. Il problema della Sicilia è l’elevato numero di lavoratori precari che si aggira intorno ai 15mila. Tuttavia, il perdurare di queste reiterazioni di contratti precari disapplica la normativa europea. «Ormai – spiega Salvo Scuderi – tra i lavoratori precari si è diffusa la consapevolezza di subire da anni un abuso».
MGL
Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 16 dicembre 2016
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