domenica 13 novembre 2016

Il Comune di #Giarre compra da privati più acqua del dovuto

Il Comune di Giarre compra da fornitori privati più acqua di quella che serve per il fabbisogno della popolazione?  Acqua che poi lo stesso Comune paga una seconda volta al momento dello smaltimento nel depuratore consortile, ove è emerso che arriva da Giarre una portata superiore a quella dovuta? Vi sono delle perdite nella condotta idrica o vi sono, invece, delle anomalie da correggere?
Per ora queste sono solo domande ma sulla questione, che interessa un servizio fondamentale, l’amministrazione comunale intende avviare un apposito gruppo di lavoro. 
L’acquisto dell’acqua da fornitori è una delle voci di spesa più consistenti nel bilancio, intorno (se non oltre) il milione di euro. Se, per ipotesi, fossero possibili dei risparmi anche i cittadini ne potrebbero beneficiare.

Sulla questione acqua in Consiglio comunale ha acceso i riflettori il consigliere di opposizione Fabio Di Maria che ha chiesto quanto ha speso il Comune, dal 2014 al 2016, per l’acquisto di acqua da fornitori privati, copia dei contratti e le tariffe praticate per ogni fornitore. Di Maria ha anche chiesto, per gli stessi anni, i costi di energia elettrica per alimentare i pozzi comunali, qual è la portata in uscita dei pozzi e quali sono i motivi tecnici per cui è necessario ricorrere a forniture esterne. Infine, ha chiesto di consocere i costi sostenuti per la manutenzione e riparazione dei pozzi comunali. Sull’argomento il consigliere Di Maria e il sindaco D’Anna si sono trovati, forse per la prima volta, concordi e lo stesso sindaco ha riferito in Consiglio comunale alcune circostanze da chiarire. «L’acquisto dell’acqua – ha detto il primo cittadino - è per il Comune di Giarre una delle voci più onerose del bilancio. In buona parte la acquistiamo da privati e ne abbiamo anche una fornitura cospicua anche dai pozzi comunali. Tuttavia, per ogni anno abbiamo osservato che l’ultimo bimestre di acquisto dell’acqua non rientra mai nelle previsioni di spesa. Per cui si sono accumulati, negli ultimi anni, anche dei debiti non coperti dalla previsione del bilancio;e anche quest’anno si è verificata la stessa cosa e stiamo cercando di intervenire per coprire il fabbisogno che ammonta a circa 300mila euro. 
Abbiamo anche notato che vi sono dei contratti che sono stati prorogati di anno in anno, senza che si sia mai andato a verificare le clausole e le condizioni. Ma soprattutto crediamo che sull’acqua ci sia un acquisto di fornitura molto più abbondante di quella che normalmente ogni cittadino dovrebbe avere. E’ probabile che ci siano delle perdite. Ma occorre capire quali sono le cause. Abbiamo per questo pensato di costituire un gruppo di lavoro che approfondisca il tema e lavori per individuare le perdite. Anche perché l’acqua acquistata quando non viene utilizzata poi va a finire nel depuratore e depurarla è un ulteriore significativo costo che va ad aggravare le casse comunali. Ecco perché è un tema a cui dobbiamo prestare grande attenzione e contiamo di poter chiarire meglio la situazione che per certi aspetti rimane un po’oscura». 
In Consiglio, il sindaco si è chiesto come mai  in questi anni nessuno si sia accorto di tutte queste circostanze.
Insomma, se non è scoppiato un caso, poco ci manca.
MGL
Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 12 novembre 2016
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