mercoledì 21 settembre 2016

Giarre, la relazione di inizio mandato del sindaco

«Una situazione di stallo e di estrema difficoltà finanziaria». Definisce così il sindaco Angelo D’Anna quella del Comune di Giarre nella sua relazione di inizio mandato, obbligo di legge che fotografa il quadro finanziario, patrimoniale dell’Ente e la misura dell’indebitamento all’inizio del mandato amministrativo. I dati riportati risalgono al 2014, cioè all’ultimo bilancio approvato, mentre la maggioranza dei Comune adesso ha già approvato il preventivo 2016. «La città – dice il sindaco - paga le conseguenze della mancata approvazione del bilancio 2015 da parte del precedente Consiglio. La situazione  è stata poi aggravata dalla revoca della giunta e dalle dimissioni del sindaco. Per tre mesi poi il commissario non ha approvato alcun atto programmatorio-finanziario».
- Cosa l’ha colpita di più?
«L’Ente ha un contenzioso enorme che dimostra la mancata gestione di tante situazioni che potevano essere evitate, debiti con grossi fornitori riguardanti l’acqua, la Telecom, l’Ato. Alcuni di questi sono stati evidenziati dalla passata amministrazione; in varie situazioni stiamo cercando di giungere ad una transazione per rateizzare i debiti».
-Oltre alla sfera economica quali altre difficoltà avete incontrato?
«Sul piano organizzativo mancano professionalità specifiche».
- Ad esempio?
«Quando pensiamo alla progettazione per la richiesta di finanziamenti incontriamo difficoltà, nell’area tecnica sarebbero necessari più progettisti con competenze specifiche per agire in modo celere ed efficace. Vi sono regolamenti vetusti: ad esempio per l’utilizzo dei pulmini l’ultimo regolamento approvato risale al 1992, perché se n’è sinora approvato uno aggiornato? E altre materie non sono state disciplinate tenendo conto dell’evoluzione e delle esigenze dell’Ente. Nel settore delle case popolari se va in pensione chi se n’è occupato per anni non è stato formato chi doveva subentrare. Nell’area finanziaria vi è una forte parcellizzazione del lavoro senza però una visione unitaria che veniva garantita dal dirigente finanziario. L’area dei servizi sociali, che svolge un ottimo lavoro, è in sofferenza perché mancano figure che contabilizzano. Vi sono poi contratti non aggiornati, immobili senza agibilità, documentazione che non si trova, problemi di cui tutti hanno parlato negli anni ma poi rimasti irrisolti. E per far dare uno scatto all’Ente sono importanti le persone che hai in organico».
- Come uscirne?
«La situazione è oggettivamente critica, ci sono persone di buona volontà in tutti i settori ma è necessario un lavoro sull’organizzazione, sulle competenze, vanno ridefiniti incarichi, carichi di lavoro e regolamenti. Nel mentre siamo sommersi dall’emergenza che però vogliamo trasformare in programmazione per non inseguire l’emergenza. C’è lo scoglio della riformulazione del piano di riequilibrio per evitare il dissesto: stiamo facendo il possibile ma non dipenderà solo da noi». 
MGL
Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 20 settembre 2016
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