domenica 28 agosto 2016

Ricercatore giarrese studia per trovare rimedi per malattie incurabili

Da bambino sognava di trovare cure per malattie incurabili, da grande il sogno si sta avverando. E’la storia del ricercatore giarrese Giuseppe Pettinato che adesso lavora negli Usa e ha sviluppato alla Harward Medical School un protocollo di differenziazione per l’ottenimento di cellule epatiche che potranno essere usate in un futuro come ponte tra un evento acuto di grave disfunzione epatica ed il trapianto, permettendo così la sopravvivenza del paziente. Un lavoro importante che di recente è stato pubblicato su Scientific Reports, rivista scientifica della catena editoriale di Nature.

- Cosa hai fatto da grande per realizzare il tuo sogno da bambino?

Dopo le superiori mi sono iscritto alla facoltà di Scienze biologiche dell’Università di Catania. E dopo la laurea ho  intrapreso un dottorato di ricerca in  andrologia e riproduzione umana presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Catania. Durante questo dottorato ho avuto la possibilità di andare all’estero per uno stage di formazione presso il Centro andaluso di biologia molecolare e medicina rigenerativa in Spagna. Qui ho sviluppato un’ampia conoscenza sulle cellule staminali embrionali umane sotto la guida del prof. Bernat Soria, uno dei ricercatori di fama mondiale nell’ambito della differenziazione pancreatica. Da quel momento la mia carriera fu orientata verso quella che viene definita medicina rigenerativa, tutte quelle terapie che mirano alla cura di malattie degenerative quali diabete di tipo 1, Alzheimer, ed in generale tutte le malattie che sono determinate da una perdita della funzione cellulare.

- Poi dove ti hanno portato i tuoi studi?

 Nel 2010 ho avuto l’opportunità di andare a studiare in America presso un gruppo di bio-ingegnieria alla Medical school of south Carolina (MUSC), ove ho potuto sviluppare diverse metodologie che mi hanno portato alla pubblicazione di svariati articoli scientifici in riviste di rilievo internazionale. Tali metodologie mirano alla differenziazione di cellule staminali embrionali umane in cellule produttrici di insulina per la cura del diabete di tipo 1. Dopo la mia esperienza presso l’MUSC, mi sono trasferito alla Virginia Commonwealth University. Adesso la mia ricerca si sta svolgendo presso l’Harvard Medical School dove sono direttore del laboratorio di medicina rigenerativa del dipartimento di trapianti diretto dal prof. Robert A. Fisher, noto chirurgo di fama mondiale nei trapianti di fegato.

- In Italia avresti raggiunto questi risultati?

No, non a caso si parla di “fuga dei cervelli”.

E il tuo sogno?

Ogni scoperta scientifica, piccola o grande, è un piccolo mattone nella costruzione del sapere. Spero che un giorno potrò realizzare il mio sogno e guarire malattie che oggi mietono milioni di vittime ogni anno. 

MGL
Pubblicato sul quotidiano La Sicilia il 26 agosto 2016



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