lunedì 29 aprile 2013

Ancora a proposito di spese telefoniche dei cellulari di servizio del Comune


Le spese effettuate dal Comune ancora una volta sotto i riflettori a seguito di una nuova interrogazione del consigliere Fabio Di Maria che questa volta punta il dito sulle fatture telefoniche dei cellulari d’ufficio di dipendenti comunali. Nella richiesta, presentata nell’ultima seduta del civico consesso dal consigliere Fabio Di Maria e ottoscritta anche da altri consiglieri, si legge: “Viste delle voci insistenti secondo cui vi sono state delle fatture telefoniche per varie migliaia di euro relative a uno o più telefoni mobili assegnati per servizio a dipendenti del Comune di Giarre, in quest’ultimo anno, per il buon nome dell’Amministrazione comunale e dello stesso Consiglio comunale (organi di controllo) e visto il nuovo codice di comportamento dei dipendenti, del Consiglio dei Ministri chiedo che il Sindaco e il Consiglio comunale vengano messi in condizioni di potere verificare che un fatto così grave mai accaduto in questo Comune, avendo in tempi brevissimi dal dirigente dell’ufficio finanziario, dott. Letterio Lipari, copia delle fatture di tutta la telefonia mobile dei dipendenti comunali, evidenziando, qualora ce ne fossero, i costi fuori contratti”.
Di Maria ha anche chiesto al Collegio dei revisori dei conti di effettuare la stessa richiesta per una maggiore trasparenza dei costi del nostro Ente e che lo stesso Collegio, “nell’eventualità di fondatezza di queste voci, chieda anche i tabulati e i nominativi dei dipendenti”.
Il consigliere, infine, ha chiesto al presidente del Consiglio comunale e a tutto il civico consesso di costituire una commissione straordinaria per il monitoraggio delle spese e fatturazioni, visto il periodo di gravi problemi economici in cui versa il Comune di Giarre.
In proposito, il sindaco Teresa Sodano si dice favorevole a questa richiesta: “Il controllo degli atti - ricorda il primo cittadino - è nelle competenze dei Consiglieri comunali”.
Maria Gabriella Leonardi
14 marzo 2013

venerdì 19 aprile 2013

Gli artigiani che hanno lavorato per la sede di viale Federico II di Svevia scrivono ai consiglieri comunali una lettera pungente

Una lettera indirizzata all’Amministrazione e al Consiglio comunale, scritta dagli artigiani che hanno effettuato i lavori per il trasloco degli uffici comunali nella nuova sede di viale Federico II di Svevia, ha infiammato, lunedì, il dibattito della seduta consiliare. La lettera fa riferimento ad alcuni interventi in aula di consiglieri in merito alle spese effettuate per la nuova sede e alla richiesta delle fatture dei lavori avanzata dalla III commissione consiliare.
Giarre - la sede degli uffici finanziari
Tutti i consiglieri che sono intervenuti hanno espresso il loro sdegno verso la missiva, a partire da Fabio Di Maria, principale "imputato"per via di alcuni sue dichiarazioni: “E’vergognoso che ditte che hanno lavorato per questo ente entrino nel merito dell’attività politica”, ha detto Di Maria che poi ha precisato: “Le mie accuse si riferivano all’opportunità di talune spese in un momento in cui si accertava la situazione di quasi dissesto dell’Ente. Chi ha scritto la lettera parla di lavoro fatto per amore della città, ma così non è, visto che le ditte sono state pagate regolarmente; si parla anche dell’assenza di richieste di pizzo, cosa che nessuno ha mai detto perchè se me ne fossi accorto non l’avrei denunciato in Consiglio comunale ma agli organi competenti”.
Critici anche gli altri consiglieri:Santo Vitale ha ribadito che in commissione è stato fatto un controllo sull’opportunità delle spese e non sulla loro congruità. Raffaele Musumeci ha puntato il dito sull’indirizzo politico che ha permesso queste spese e sul fatto che il Consiglio non poteva controllare, non avendo “uno straccio di bilancio”, pervenuto in aula, come sempre, all’ultimo momento.  
Tania Spitaleri, invece, nella lettera ha colto uno stile che le è sembrato non appartenere all’operosità delle maestranze con delle firme usate come “cavallo di troia”. Nel ribadire che nessuno ha mai messo in discussione le persone e il lavoro, la Spitaleri ha detto che la velata minaccia della lettera va rispedita al mittente. Josè Sorbello ha rilevato come il dirigente finanziario del Comune sia anche il responsabile del controllo di gestione e quindi è controllore e controllato, diversi ruoli affidati ad un unico soggetto per colpa della politica. “I bilanci di questo Comune - ha detto Josè Sorbello - sono falsi, con entrate fittizie gonfiate a dismisura per coprire spese certe”. Angelo Spina ha rivendicato al Consiglio comunale l’atto di indirizzo per la conversione della casa albergo in sede degli uffici comunali: “Senza questo atto - ha detto - la casa albergo sarebbe stata un’altra incompiuta”.



Pungente la lettera firmata dagli artigiani in cui gli stessi rivendicano di avere lavorato per la nuova sede anche nei mesi estivi, di sabato e domenica mentre “Alcuni evidentemente erano intenti a godersi ferie e bagordi piuttosto che interessarsi della gestione dei beni pubblici e degli interessi della collettività. Meno male -dice la lettera - che l’avvicinarsi di scadenze elettorali suscita interesse per la cosa pubblica, in chi per mesi ha manifestato totale disinteresse”.
La missiva riferisce che durante i lavori era presente solo un dirigente e alcuni suoi collaboratori.  Secondo gli artigiani, i giarresi devono essere orgogliosi di avere un’opera compiuta: la nuova sede rappresenta la laboriosità professionale delle maestranze locali. Gli autori della lettera affermano altresì di avere rifatto i lavori anche più volte, senza protestare per il tempo impiegato e per le spese sostenute per i materiali, oltre che per i tempi brevi entro i quali si esigeva il completamento dei lavori. Gli artigiani precisano che nessuno ha chiesto loro “pizzi” e si dicono dispiaciuti del fatto che la struttura sia diventata occasione di chiacchiere da taverna. 
Maria Gabriella Leonardi 
13 marzo 2013

Inaugurato sgambatoio di via Gramsci


Con una bella festa domenica è stata inaugurata l’area di sgambamento che si trova all’interno della villetta di via Gramsci. L’area è stata affidata dal Comune all’associazione “Sguinzagliati”, presieduta da Giuseppe Vinci, che si è fatta carico della pulizia di tutta la villetta, dei lavori per montare la recinzione acquistata dal Comune e ha promosso una raccolta fondi per l’installazione dell’illuminazione.
Giochi, sfilate cane-padrone e prove di abilità hanno allietato la giornata; premiate la coppia cane-padrone più affiatata, la più atletica e la più simpatica. I proprietari dei cani hanno potuto microchippare gratis i loro fedeli amici. Presenti anche i volontari dell’associazione animalista “L’Arca” che hanno proposto l’adozione di amici a quattro zampe.
I proprietari dei cani hanno pure conosciuto l’educatrice cinofila Junia Georgia che, nei prossimi giorni, valuterà i cani. «Ringrazio quanti ci hanno collaborato e quanti hanno aderito alla nostra raccolta fondi– afferma Giuseppe Vinci –. Per potere accedere all’area chiediamo un certificato medico del cane e la valutazione positiva dell’educatrice cinofila».
Nell’area saranno installate delle colonnine eroga sacchetti per la raccolta dei bisognini dei canti. «La polizia municipale – aggiunge Vinci - si è impegnata a  effettuare dei controlli, anche con agenti in borghese, per elevare sanzioni a chi dentro la villetta, come in tutta la città, non raccoglie le deiezioni del proprio cane. Come prevede il regolamento comunale le multe vanno  da 171,98 euro a 516,45 euro».
«Giarre ed i giarresi – afferma l’assessore alle politiche animaliste Giuseppe Cavallaro - sotto il profilo di politiche animaliste hanno raggiunto un traguardo storico: siamo riusciti ad inaugurare il primo dei due sgambatoi previsti sul nostro territorio. Le aree sono destinate ai cani perchè vi possano scorazzare senza guinzaglio e museruola. Questo risultato è frutto di un lavoro svolto in grande sinergia all'interno del Comune tra l’assessorato alle politiche animaliste i dirigenti Maurizio Cannavò, Venerando Russo ed alcuni consiglieri comunali: Patrizia Lionti, Salvo Zappalà e Maurizio Arena, i quali sostenuti dai volontari, dott. Giovanni Garofalo, Rosellina Fiannacca e da soci dell’Arca, hanno redatto il regolamento, propedeutico all’apertura di queste aree». 

    ...

Una polpetta avvelenata è stata rinvenuta, un paio di mesi fa, avvolta in un foglio di carta da cucina trasparente, all’interno del parco degli Eroi, dove sorgerà la seconda area di sgambamento per cani comunale. I volontari dell’associazione “Diamoci una zampa”, a cui l’amministrazione ha affidato l’area, hanno presentato denuncia alla polizia municipale e ai Carabinieri. Sono state disposte delle analisi di questa polpetta presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo. Adesso si sono conosciuti i risultati: l’esame tossicologico ha confermato la presenza di esteri-fosforici e diserbanti: veleno.  «E’ un atto vile che penalizza la crescita sociale e civile della città» ci ha dichiarato l’assessore alle politiche animaliste Giuseppe Cavallaro.
Si tratta dell’ennesimo attacco contro l’area di sgambamento del parco degli Eroi, già pesantemente vandalizzata nelle scorse settimane. I volontari, tuttavia, hanno previsto la possibilità di esche avvelenate tant’è che sia nell’area di sgambamento del parco degli Eroi che in quella di via Gramsci è previsto che ogni giorno il primo socio che entra nell’area ha l’obbligo di effettuare un controllo anti-esche. Nell’area del parco degli Eroi è, inoltre, prevista l’installazione di una videosorveglianza.
I volontari che gestiranno l’area di sgambamento all’interno del parco degli eroi sperano di potere inaugurare l’area entro la prima settimana del mese di aprile. 
Maria Gabriella Leonardi
12 marzo 2013

giovedì 18 aprile 2013

Ex delegazione comunale San Giovanni Montebello diventa centro incontro


San Giovanni Montebello - la delegazione comunale
diventata centro incontro
Già da qualche settimana i locali della delegazione comunale di San Giovanni Montebello, in via Filippo Meda, sono stati adibiti a centro di incontro per gli anziani e per i ragazzi della frazione. Ieri l’inaugurazione ufficiale dei locali, con tanto di spumante, pasticcini e torte fatte in casa.
I locali sono stati affidati dall’amministrazione comunale a dei residenti sangiovannesi. Tra questi c’è Carmelo Mammino che ci racconta: «Abbiamo chiesto al Comune di potere usare i locali delle delegazione comunale e ci siamo presi la briga di pulire l’immobile.
Nella stanza dove si trovava l’anagrafe adesso si incontrano gli anziani. La sala della biblioteca, invece, è usata il sabato pomeriggio dai bambini e ragazzi dagli 8 ai 15 anni. Al momento stiamo facendo le prove di una commedia che metteremo in scena e con una trama ancora molto attuale, si intitola “Sciopero in famiglia”».
Un altro degli incaricati è il signor Giovanni Bruno che aggiunge: «Ogni giorno apriamo la sede intorno alle ore 16. Ad aprirla sono io, oppure Carmelo Mammino o Sebastiano Musumeci. Qui giochiamo a briscola, leggiamo il giornale e chiacchieriamo. Stiamo fino alle 19 circa e poi torniamo a casa. Qui a San Giovanni Montebello noi anziani non avevamo più dove incontrarci, eravamo nel buio più oscuro e allora abbiamo chiesto questo locale».
Gli stessi residenti volontariamente si sono presi la briga di ripulire le aiuole esterne dai rovi e a rendere la struttura presentabile.
«La frazione di San Giovanni Montebello – dice il sindaco Teresa Sodano – era rimasta senza centro incontro anziani: dopo che era scaduto, infatti, il contratto con il precedente locale in piazza che il Comune aveva in affitto non eravamo più riusciti a trovare altri locali disponibili. In questo modo è stato ridato alla frazione un luogo di incontro per gli anziani e grazie anche ai volontari sarà svolta in questa stessa sede anche un’attività teatrale».
«Un gruppo di residenti di San Giovanni Montebello – riferisce il vice sindaco Leo Cantarella – sono venuti a propormi di potere utilizzare i locali della delegazione comunale come centro incontro. Abbiamo accolto questa iniziativa, dando la possibilità dell’autogestione che permetterà a questa comunità di ritrovarsi.
Partiranno iniziative che saranno rivolte sia agli anziani che ai ragazzi. Dei volontari metteranno a disposizione dei ragazzi la propria attività di vario tipo».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia - 10 marzo 2013

Ordinanza sindacale indica sito stoccaggio temporaneo cenere


Ieri il commissario della Provincia regionale di Catania ha emesso l’ordinanza per lo smaltimento corretto di sabbia e lapilli ove sono indicati diversi centri di recupero e trasformazione d’inerti e alcune ditte di stoccaggio ove i Comuni dovranno poi portare la sabbia e i lapilli che rimuovono dalle strade. Ieri stesso il sindaco Teresa Sodano ha emesso una propria ordinanza in cui indica l’ex discarica di Sciara come sito scelto per lo stoccaggio temporaneo della sabbia e dei lapilli che, entro sei mesi, dovranno poi essere conferiti in uno dei centri di recupero; uno di questi, tra l’altro, si trova a Macchia di Giarre ma il Comune non aveva le risorse per portare la cenere direttamente nei centri di stoccaggio (il conferimento si paga). Tuttavia, come conferma l’assessore alla protezione civile Alfredo Foti, il conferimento della cenere nei centri di stoccaggio costa meno che in discarica.
Lo stoccaggio temporaneo della cenere nell’ex discarica di Sciara sta suscitando polemiche anche perché ignoti vi starebbero conferendo anche scarti edili e rifiuti di tutti i tipi. La discarica, peraltro, non è ancora stata bonificata. «Di recente – afferma l’assessore Foti - con il dirigente della IV siamo stati a Palermo al dipartimento energia acqua e rifiuti della Regione: abbiamo trovato la disponibilità a individuare risorse per finanziare la  caratterizzazione (cioè l’individuazione delle caratteristiche di inquinamento del terreno) e la bonifica successiva del sito. Il Comune dovrà procedere con un progetto preliminare per le indagini di caratterizzazione». L’iter è in corso ma intanto bisogna bloccare il conferimento abusivo di rifiuti nell’ex discarica. «Abbiamo dato indicazione alle ditte di chiudere i cancelli quando entrano e quando escono. Faremo una maggiore vigilanza per evitare che abusivi si introducano».
Le operazioni di rimozione della cenere nel fine settimana non si terranno: dopo le piogge la cenere bagnata non si rimuove efficacemente.
Maria Gabriella Leonardi
9 marzo 2013

Sindaco e consiglieri spiegano le buone ragioni del piano di riequilibrio


Una conferenza stampa per dare la loro versione dei fatti sul piano di riequilibrio finanziario approvato, nei giorni scorsi, dal Consiglio comunale e al centro di molte polemiche soprattutto per via dell’aumento al massimo dell’Imu. L’iniziativa è partita dal consigliere Salvo Zappalà e vi hanno aderito il sindaco Teresa Sodano, il vice Leo Cantarella e alcuni consiglieri che hanno votato a favore. «L’adesione al piano di riequilibrio – spiega  il consigliere Gaetano Cavallaro capogruppo PdS-Mpa - non ha fatto schizzare alcunchè alle stelle: il canone dell’acqua era stato aumentato dal sindaco con propria determina lo scorso ottobre. Per quanto riguarda l’Imu c’è l’impegno per portare l’aliquota della prima casa al 4,8 per mille.
Abbiamo votato questa manovra di riequilibrio per impedire che il Comune arrivasse al dissesto e che, di conseguenza, i 34 lavoratori precari dell’Ente venissero mandati a casa; ma anche per evitare che i fornitori si vedessero pagati solo il 40% di una fattura emessa al Comune, oltre le aliquote portate al massimo per cinque anni. I debiti sono stati spalmati negli anni a venire. La prossima amministrazione non potrà accampare scuse: potrà gestire serenamente il bilancio».
«Il piano di riequilibrio era necessario – ha detto il sindaco - perchè nel 2012 vi sono stati minori trasferimenti dallo Stato per 3milioni 600mila euro che dovevano essere colmati con l’aumento delle aliquote Imu, imposta disposta dal Governo. Questo aumento – come si sa – non c’è stato e quindi si è determinato uno squilibrio nel bilancio. Il ricorso alla manovra di riequilibrio ci è stato consentito dal D.L. 174/12 che consente di spalmare il disavanzo in 5 anni con l’opportunità di pianificare le spese nei 5  anni, acquisendo il consenso dei creditori.
Durante i miei mandati, complessivamente, sono stati ripianati 20milioni di euro di debiti, 7milioni 900 mila euro i debiti fuori bilancio ripianati e nel 2011 avevamo chiuso con un avanzo di amministrazione.
Il piano è già stato presentato al ministero dell’interno a Roma e ci sono stati fatti i complimenti per come è redatto. Si spera ora che in tempi brevi sia esaminato, approvato e inviato alla Corte dei conti».
«Ho parlato con gli uffici finanziari – aggiunge il consigliere Carmelo Strazzeri – e ho saputo che la struttura del bilancio è a buon punto, anche entro metà aprile potrebbe essere approvato. In sede di approvazione si potrà abbassare l’aliquota Imu per la prima casa. Per quanto riguarda la Tares il costo del servizio non è aumentato; la legge prevede che la nuova tassa sia frutto di un calcolo misto tra i metri quadrati dell’immobile e il numero dei familiari: chi produce di più dovrà pagare di più».
Maria Gabriella Leonardi
9 marzo 2013

Il Comune emette un'ordinanza per vietare la sosta delle auto nelle strade che vengono pulite dalla cenere


I bobcat che rimuovono la cenere dalle strade mentre le auto sono posteggiate e senza che alcun avviso dal Comune informi gli automobilisti di non parcheggiare per consentire la pulizia è un peccato che i giarresi non perdonano: sotto le auto in sosta la sabbia resta e la strada viene, in pratica, pulita a metà.
Dopo tutte le emissioni di cenere vulcanica che la città ha vissuto negli ultimi anni, ormai il cittadino medio è diventato esperto e si aspetta una programmazione delle operazioni di pulizia. Non è quindi sfuggito a molti giarresi come venivano condotti gli interventi di rimozione della sabbia vulcanica. Modalità che hanno suscitato un disappunto ulteriore, dopo quello provocato dalla cifra impegnata dal Comune per questi interventi: 250mila euro per un fenomeno che si ripropone ciclicamente e per cui i Comuni già colpiti avrebbero dovuto essere organizzati, almeno dopo gli eventi dell’anno scorso.
Ieri, finalmente, il sindaco ha emesso l’ordinanza n. 18 che istituisce il divieto di sosta su tutte le vie cittadine al fine di consentire il completamento della pulizia della sede stradale dalla sabbia vulcanica.
Le varie ditte incaricate del servizio, in collaborazione con l'Ufficio tecnico comunale come prevede l’ordinanza -  dovranno avere cura di apporre, di volta in volta, con un preavviso di 48 ore, la relativa segnaletica  sulle strade oggetto del servizio. I contravventori saranno puniti e l’amministrazione comunale non risponderà degli eventuali danni dovuti al mancato rispetto dell’ordinanza stessa.
«Confidiamo nella collaborazione dei cittadini» ha detto l’assessore alla protezione civile Alfredo Foti che ieri ha dato disposizione ad ogni singola impresa di stilare una programmazione per eseguire i lavori in maniera adeguata.
Adesso, però, bisognerà vedere  se gli opportuni avvisi e divieti saranno collocati e se i cittadini li rispetteranno.
Frattanto ieri la pioggia ha ritardato i lavori di rimozione della cenere. La sabbia trascinata dall’acqua forma sulla sede stradale dei cumuli e questo richiede maggiore attenzione da parte degli automobilisti. Senza contare le caditoie stradali che si riempiono di sabbia e che portano le strade ad allagarsi. 
Maria Gabriella Leonardi
7 marzo 2013

Che fine hanno fatto i soldi per la scuola media di San Giovanni Montebello


Che fine ha fatto il finanziamento per la scuola media di San Giovanni Montebello? Lo chiede il consigliere provinciale del Pd Salvo Patanè, candidato sindaco alle prossime amministrative.
Nel 2011 il sindaco e alcuni componenti della giunta avevano sottoscritto un protocollo d'intesa con l’istituto comprensivo “G.Ungaretti” per aderire  a un  bando del Ministero della pubblica istruzione che finanzia progetti per la riqualificazione degli edifici scolastici. Erano stanziati 350 mila per ogni scuola; la media “Macherione” e la media “Ungaretti” di S.Giovanni erano state entrambe ammesse a finanziamento. Ma mentre per la “Macherione” tutto sembra avviato a buon fine, per la scuola di San Giovanni non se ne sa più nulla.
Sulla questione il sindaco Teresa Sodano ci ha detto: «Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, Vincenzo Ginardi, a cui appartiene il plesso di S.Giovanni, ci ha comunicato di non avere interesse a questo finanziamento che doveva essere gestito direttamente dalla scuola. Il dirigente ha trasferito gli alunni  nel plesso di via Trinacria. L’amministrazione sta valutando interventi migliorativi della struttura, per renderla comunque fruibile anche se non per  fine didattici». Il finanziamento comunque è perso.
Polemico Patanè: «Avendo il sindaco altre idee per la scuola di S.Giovanni, ha mandato avanti senza opporvisi, il determinismo del dirigente Ginardi. Ci dice solo adesso che abbiamo scoperchiato la pentola, che i soldi non ci sono più. E con quali risorse intende restituire agibilità alla scuola? Non è una domanda che si pone perché la verità, è tutta nel doppio fondo della valigia che tirerà fuori per il gran finale.  Nei piani del Sindaco, non c'è la scuola, non c'è ovviamente San Giovanni».
Maria Gabriella Leonardi

La Sicilia 6 marzo 2013

martedì 9 aprile 2013

Quanto ci è costato il trasferimento degli uffici comunali nella nuova sede di viale Federico II di Svevia


Pubblicati all’albo pretorio on line del Comune di Giarre gli impegni di spesa sostenuti dall’Ente per il trasferimento degli uffici comunali nella nuova sede di viale Federico II di Svevia. Tra le varie spese figurano quelle per la fornitura di specie vegetali, collocazione piante e sistemazione del terreno: per questo intervento la determinazione dirigenziale n.521 del 23 ottobre 2012 è stata impegnata la spesa di 30mila535,40 euro Iva inclusa.
Per la fornitura e sistemazione dell’impianto di irrigazione dell’area a verde annessa alla sede, la determina n.448 del 3 ottobre 2012 ha impegnato la spesa di 19mila euro, Iva inclusa.
Per realizzazione segnaletica interna nella struttura comunale di via Federico di Svevia, la determina n.399 del 12 settembre 2012 ha impegnato la spesa di 16mila005, 88 euro, Iva inclusa.
Per la fornitura e il trasporto di piante nell'area a verde annessa alla struttura comunale, la determina n.397  del 12 settembre 2012 ha impegnato la spesa di 7mila525,10, Iva inclusa.
Per la bonifica e la pulizia dell’area a verde annessa alla struttura comunale, con la determina dirigenziale n.274 del 13 giugno 2012 è stata impegnata la somma di €10mila285,00, Iva inclusa.
Per gli interventi di finitura pitturazione e rifiniture edili, con la determina n.355 del 10 agosto 2012 è stata impegnata la spesa di € 24mila800.
Per l’elaborazione del piano viabilità e della segnaletica stradale e la realizzazione dello stesso nelle aree esterne alla struttura comunale, la determina dirigenziale n.346 del 23 luglio 2012 ha impegnato la somma di 8mila605,53, Iva inclusa.
Per la fornitura e la collocazione di armature e corpi illuminanti esterni e pluviali e per la raccolta di rifiuti ingombranti presso le sedi comunali, con la determina n°366 del 21 agosto 2012 è stata impegnata la spesa di 15mila euro, Iva inclusa.
Per  la sistemazione dell’impianto di allarme nei locali degli uffici comunali, con la determina dirigenziale n.293 del 16 giugno 2012 è stata impegnata la somma di 22mila990 euro, Iva inclusa.
Per la fornitura e collocazione di estintori, manichette ecc. per normativa sicurezza antincendio, la determina dirigenziale n°270 del 12 giugno 2012 ha impegnato la spesa di € 7mila961,07, Iva inclusa.
Maria Gabriella Leonardi
3 marzo 2013

Disagi cenere vulcanica: il bicchiere mezzo pieno


Emergenza, seccatura, dispendio di soldi pubblici e polemiche, disorganizzazione dei Comuni, problemi alle vie respiratorie, disagi alla circolazione stradale, eccetera. Ma oltre a tutto questo le piogge di cenere vulcanica sono anche un’occasione per riscoprire lo spirito di collaborazione tra le persone e l’impegno individuale, anche per un’utilità collettiva e non solo per la propria. Basti pensare alle persone che spazzano i marciapiedi o interi tratti di strada e non solo davanti alle loro case. Una prospettiva magari curiosa ma a cui ha fatto caso il prof. Enrico Rizza che ci ha detto: «E’ commovente vedere un popolo che davanti a situazioni come questa, in modo silenzioso, composto, rimuove la cenere vulcanica, consapevole che il giorno dopo tutto può essere vanificato da una nuova emissione dall’Etna. E’ bello vedere gente che davanti alle necessità non sta con le mani in mano. Non è solo pensare al proprio interesse:  quando raccogli la sabbia dalla tua terrazza o dal tuo balcone eviti che cada sotto per strada». Il non rassegnarsi e il mettersi a lavoro per se stessi e per gli altri magari può essere un motivo di sprone per altre problematiche più grosse che affliggono la nostra terra.
Che poi la cenere sia anche stimolo alla collaborazione e possa aiutare a riscoprire l’amore per gli spazi comuni lo possono testimoniare i ragazzi dell’oratorio festivo “Sant’Isidoro agricola” di via Carlo Alberto che ieri, armati di scope, pale, palette e cariola hanno pulito gli spazi aperti dell’oratorio. Uno di loro, Claudio Di Bartolo ci racconta:«L’oratorio è anche un po’ casa nostra. Stiamo pulendo anche per il piacere di stare insieme, sia crea collaborazione e senso di comunità e questo incarna lo spirito dell’oratorio. A pulire siamo i più grandi ma anche i più piccoli vogliono farlo: sono stati risparmiati dalla mancanza di scope e palette. Ci arrangiamo, qualcuno si è portato qualche attrezzo da casa. Nessuno si sottrae al lavoro e ognuno appena arriva dice “Che cosa posso fare?”».
E c’è anche chi fa di più della propria parte. «L’altro giorno – racconta Salvo Catalano - sono arrivato in oratorio dopo la prima pioggia di cenere e ho trovato tutto pulito: un signore che viene la domenica a giocare nel campetto aveva rimosso la cenere tutto da solo, raccogliendo ben 25 cariole di sabbia».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 3 marzo 2013

Sciopero dei lavoratori Aimeri


Ancora una volta, i netturbini dell’Aimeri Ambiente ieri hanno scioperato per reclamare quello che è un loro fondamentale diritto: lo stipendio mensile. Oggi, restano in stato di agitazione. Ancora aspettano il saldo dello stipendio di dicembre, lo stipendio di gennaio e, ormai, anche lo stipendio di febbraio. Li abbiamo incontrati nel cantiere dell’Aimeri, a Macchia. Il loro umore è nero come il cielo di questi giorni. «Siamo stanchi e impossibilitati a lavorare - dice Alfio Leonardi, rappresentante sindacale della Fp Cgil - . Per farci lavorare devono pagarci gli stipendi: è una necessità per potere sopravvivere. C’è un continuo rinvio di date e, così facendo, sono passati tre mesi, senza contare le somme pregresse che ancora attendiamo». Qualcuno dei lavoratori dice di non avere più neanche i soldi per la benzina per andare a lavorare. Rosario Garozzo, rappresentante sindacale della Fit Cisl però puntualizza: «Abbiamo garantito, comunque, i servizi essenziali all’ospedale e alle scuole».
Vivere senza stipendio per due mesi ha portato gli operai in enorme difficoltà. C’è chi, pur avendo dei figli da mantenere ormai è costretto a vivere carico dei genitori pensionati.  Altri che non hanno il conto corrente bancario e ricevono lo stipendio tramite assegno, dopo l’emolumento di novembre non hanno percepito più nulla. «Da sette mesi - dice un altro operaio - l’azienda non paga le finanziarie. Ci sono lavoratori che sono stati anche protestati, persone che non riescono a pagare il mutuo».
Gli operai raccontano che appena le banche sentono che sono dipendenti Aimeri li mandano via, e non concedono loro più credito; una volta, invece, erano bene accolti, anche perché sono lavoratori a tempo indeterminato. «Vogliamo che gli operai percepiscano ciò che spetta loro - aggiunge  Leonardi - il resto non è più di nostra competenza. Quando scioperiamo ci viene tolta dallo stipendio la giornata di lavoro, ma dovremmo essere rimborsati perchè protestiamo per avere lo stipendio, e invece manifestiamo a nostre spese». Il sindacalista è anche polemico con la ditta incaricata dal comune di Riposto che effettua il servizio di nettezza urbano mentre loro dell’Aimeri sono in sciopero: «E’ una violazione del diritto di sciopero».
Palpabile il generale malumore e l’amarezza.  Qualcuno se la prende con l’azienda: «La società - dice Giuseppe Finocchiaro non ne vuole sapere dei nostri disagi. I coordinatori non si sono fatti vedere, non abbiamo più i soldi per mangiare. Questa situazione ci sta portando alla disperazione». Ma altri ricordano che l’azienda ha anticipato quanto doveva.
I sindacati attendono la convocazione per un incontro in Prefettura ma ormai il servizio rifiuti è un’emergenza cronica: le strade sono sempre sporchissime, i lavoratori non vengono pagati, i cittadini devono pagare una Tassa altissima e tutti sono scontenti. A chi giova tutto ciò?
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 2 marzo 2013

Riapre la discarica che era chiusa per i rifiuti di Giarre


Riaprirà oggi la discarica della Sicula Trasporti di Lentini ove vengono conferiti i rifiuti di Giarre. La discarica aveva chiuso i battenti per via di somme arretrate che vanta nei confronti di Giarre. Ieri la situazione è stata sbloccata a seguito di un incontro tra i rappresentanti della Sicula Trasporti, De Meo e Trapani, e per il Comune, il sindaco Teresa Sodano, l’assessore Alfredo Foti, il capo di gabinetto Serena Cantale, il dirigente finanziario Letterio Lipari e la dott.ssa Anna Maria Castorina, in rappresentanza del dirigente della IV area. Come spiega una nota, dall’incontro è emerso che l’Ato ha ricevuto dal Comune di Giarre pagamenti per oltre un milione di euro ma ha versato al gestore della discarica solo 20mila euro.
«Stiamo effettuato – spiega la Sodano – un ulteriore pagamento di 400mila euro che verseremo all’Ato con l’indicazione che sia destinato esclusivamente alla discarica». Se non fosse rispettata questa destinazione il Comune agirà in via sussidiaria.
Il sindaco sottolinea che all’incontro i rappresentanti dell’Ato erano assenti. «Questa riunione– spiega - era scaturita da una richiesta che mi era stata fatta in un recente incontro, in presenza anche del dirigente dell’Ato Musso. Era stato deciso che era opportuno un confronto tra Comune, Ato e Sicula Trasporti per definire i pagamenti effettuati dal Comune direttamente alla discarica». Il Comune, infatti, a settembre ha versato 600mila euro direttamente alla discarica, ma l’Ato non li riconosce.
Ma anche se oggi la discarica riapre, i netturbini sono in sciopero, per via degli stipendi arretrati che ancora attendono.
Il sindaco Sodano rileva, tuttavia, che la situazione di Giarre è peggiore rispetto agli altri Comuni dell’Ato, benchè negli altri Comuni gli operai siano  in stato di agitazione come a Giarre. «Evidentemente – dice il sindaco - il personale a Giarre è minore, mentre invece dovrebbe essere garantita omogeneità del servizio in tutti i Comuni».
Maria Gabriella Leonardi
1 marzo 2013

sabato 6 aprile 2013

Ancora cenere e lapilli a Giarre

Scope e palette di questo passo diventeranno lo stemma del Comune di
Giarre al posto delle sette torri. Il vulcano non dà tregua ai
giarresi e mentre le precedenti emissioni di cenere vulcanica sono
avvenute di notte o nelle prime ore del mattina, quella di ieri è
avvenuta in pieno giorno sono gli occhi increduli ed anche un
po’stanchi ed spazientiti dei giarresi. Anche questa volta, le
frazioni di San Leonardello e Carrubba sono state risparmiate dalla
colonna nera che si è alzata dal vulcano.
L’emissione di ieri è stata copiosa come quella del 19 febbraio in cui
era stata stimata la caduta di quasi un chilo e mezzo di sabbia
vulcanica per metro quadrato. E non era solo sabbia ma erano presenti
anche lapilli di cinque centimetri di lunghezza, tant’è che qualcuno
ha rievocato Pompei.
Sui social network è scattata la corsa alle foto più incredibili e,
appena conclusa questo ennesimo fenomeno piroclastico, i giarresi, di
buona lena si sono riarmati di scope e hanno rispazzato davanti casa,
balconi, terrazze e tetti. I marciapiedi di via Callipoli e corso
Italia, grazie ai negozianti, sono quelli che tornano subito puliti.
Ma le nuvole di cenere che si sollevano dalle strade al passaggio
delle auto non lasciano scampo per nessuno: la sabbia si infila
ovunque, sempre più persone camminano per strada coprendosi il naso, o
alzano i tergicristalli delle loro auto sono per evitare di graffiare
i vetri.
In una nota l’assessore alla protezione civile ing. Alfredo Foti ha
ricordato che sono ancora vigenti le ordinanze sindacali n.13 del 19
febbraio scorso (che dispone il divieto di circolazione per
ciclomotori e il limite di 30 km orari per gli altri veicoli) e
l’ordinanza n.14 dello stesso giorno che, invece, vienta il
conferimento della cenere vulcanica nei contenitori per la raccolta
differenziata e dispone che i sacchetti contenenti la cenere vulcanica
a seguito della pulizia degli spazi privati siano depositati dinanzi
alle proprie abitazioni, senza che creino intralcio alla circolazione.
In tanti non rispettano le ordinanze e non mancano gli incidenti
stradali a causa della sabbia vulcanica sulla carreggiata stradale.
L’assessore inoltre ricorda che saranno raccolti i sacchetti di sabbia
depositati davanti le abitazioni, mentre è sospesa la pulitura dei
tetti e delle grondaie delle scuole e degli edifici pubblici.
Proprio ieri erano state convocate le ditte. L’assessore Foti aveva
dato disposizione di avviare le operazioni di rimozione delle cenere
di notte per non creare disagi alla circolazione. Ma finchè l’Etna non
si calma sarebbe inutile avviare ogni intervento.
L’amministrazione aveva già distribuito, anche in collaborazione con
la Croce Rossa 3000 mascherine nelle scuole comunali. «Abbiamo
concordato – afferma l’assessore Foti –  l’acquisto di altre 5000
mascherine da distribuire negli istituti superiori».

Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 1 marzo 2013

giovedì 4 aprile 2013

Si chiudono per Giarre le porte della discarica

Si chiudono oggi, per i rifiuti provenienti da Giarre, le porte della
discarica della Sicula trasporti di Lentini. Un ulteriore disagio che
si aggiunge a quelli creati, ormai da settimane, dallo stato di
agitazione degli operatori ecologici dell’Aimeri Ambiente che
protestano perchè, sino ad ora, hanno ricevuto solo un acconto dello
stipendio dicembre, neanche un centesimo dello stipendio di gennaio e,
a giorni, secondo calendario, dovrebbero percepire lo stipendio di
febbraio.
Appresa la notizia della chiusura della discarica il sindaco di
Giarre, Teresa Sodano, in una nota, ha dichiarato: «Il Comune di
Giarre nei giorni scorsi ha versato la somma di 780mila euro alla
società d’ambito Joniambiente, quest’ultima ha girato alla discarica
solo 20mila euro e da qui la decisione della serrata.
Stiamo valutando l’opportunità di tornare ad avere un rapporto diretto
con la società che gestisce la discarica, così da evitare problemi di
questo tipo».
Ma il presidente del Collegio dei liquidatori dell’Ato Joniambiente,
Francesco Rubbino, replica: «Il Comune di Giarre è assolutamente
inadempiente. L’assemblea dei soci aveva approvato di pagare almeno le
spettanze relative al mese di gennaio, cosa che non hanno fatto.
La discarica  - continua Rubbino - chiude perché il Comune di Giarre
non paga la sua quota e gli operai dell’Aimeri Ambiente non
percepiscono il loro stipendio perché il Comune di Giarre non paga la
sua quota».
Il presidente Rubbino spiega che il servizio di nettezza urbana costa
al Comune di Giarre circa 340mila euro al mese e che l’ultimo
versamento che ha effettuato il Comune di Giarre, di cui parla il
sindaco Sodano, «è relativo – dice Rubbino - a debiti molto
pregressi». Con questo versamento l’Ato in parte ha pagato la
discarica e in parte altri fornitori, anch’essi importanti per
l’espletamento del servizio.
Secondo il presidente Rubbino, il problema resta sempre lo stesso: «I
Comuni non versano le somme dovute per questo che è un servizio
essenziale». C’è da dire che le discariche hanno chiuso le porte anche
nei confronti di altri Comuni della stessa Ato.
Oggi dovrebbe tenersi un incontro tra i rappresentanti di Ato, Comune
e Sicula Trasporti.
Frattanto l’Ato non ha ancora ricevuto il versamento che la Provincia
regionale di Catania ha effettuato nei giorni scorsi. La stessa Ato fa
presente che domani le organizzazioni sindacali hanno indetto una
giornata di sciopero degli operatori di Aimeri Ambiente e che quindi
si verificheranno disservizi nella raccolta dei rifiuti. I sindacati
avrebbero scioperato anche prima ma per legge in occasione di
consultazioni elettorali sono vitati gli scioperi. Sinora i lavoratori
Aimeri hanno effettuato un turno unico e i risultati sono cumuli di
rifiuti ammassati nelle strade. Un paesaggio con cui gli abitanti di
Giarre si sono abituati a convivere.

28 febbraio 2013

Avvocato inquilini case popolari incontra sindaco in Prefettura

Il legale degli inquilini delle case popolari di via Carducci ha
chiarito con il sindaco, in Prefettura, le problematiche legate al
trasferimento dei suoi clienti nelle nuove case che li ospiteranno,
per tutto il tempo dei lavori del Contratto di quartiere. A breve
adesso si attende che vengano prodotti i documenti per il trasferimento.
Ieri in Prefettura, dinanzi al dott. Massimo Signorelli, erano presenti l’avv.Cristofero Alessi, legale rappresentante degli inquilini di via Carducci, il sindaco Teresa Sodano, il capo di gabinetto del sindaco, avv.Serena Cantale e la dirigente comunale della III area, ing. Pina Leonardi.
«E’stata – ha dichiarato in un comunicato il sindaco – una riunione
interlocutoria e dai toni sereni nel corso della quale
l’amministrazione ha comunicato tutti gli adempimenti fin qui assolti
e in fase di esecuzione. L’avv. Alessi ha potuto riscontrare che
l’amministrazione ha già avviato, attraverso l’attività dell’Ufficio
Case, tutte le procedure propedeutiche per la fase esecutiva del
contratto di quartiere. Sono stati individuati gli alloggi temporanei
e si stanno perfezionando tutte le procedure previste; tra pochi
giorni è in programma un incontro con l’avv. Alessi e sarà l’occasione
per illustrare e pianificare tutte le operazioni che si rendono
necessarie».
L’avv.Alessi, da parte sua, ringrazia il sindaco, l’avv.Cantale e
l’ing.Leonardi per avere accettato l’invito in Prefettura, per aver
compreso la problematica e per l’immediata disponibilità dimostrata
per trasferimento degli inquilini, nel più breve tempo possibile,
dalle vecchie case di via Carducci ai nuovi alloggi temporanei, che,
tra l’altro, sono dei residence già ammobiliati. «Un ringraziamento –
dice l’avv. Alessi - va anche al Prefetto Francesca Cannizzo che ci ha
subito convocati. Di comune accordo con il sindaco abbiamo concordato
un incontro per stabilire nei dettagli le modalità e i termini del
trasferimento dai vecchi ai nuovi immobili. Ci sono stati
rassicurazioni che verranno trasferiti tutti i 48 abitanti degli
alloggi». L’avv. Alessi si recherà al Comune affinchè per la redazione
del verbale di trasferimento. «Una volta fissate le modalità di
trasferimento – conclude il legale - saranno convocati tutti gli
abitanti degli alloggi».



Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 28 febbraio 2013

Dopo 22 anni Giarre ha di nuovo un senatore

Dopo 22 anni Giarre torna ad avere un proprio rappresentante al Senato
della Repubblica. E’ il neo-senatore Pippo Pagano, già assessore
provinciale della giunta Castiglione, nonché coordinatore cittadino
del Pdl.
A Giarre non vi erano neanche manifesti che annunciavano la sua
candidatura: «I manifesti – ci ha detto – avrebbero forse indotto le
persone a sbagliare nel voto, ma abbiamo avvicinato le persone
telefonicamente e di persona, per cui si sapeva che ero candidato». Il
neo senatore dichiara il suo amore per la città: «Avrò difficoltà a
ricambiare quello che Giarre ha fatto per me, ma la mia elezione non è un risultato mio ma di tutto il territorio».
L’ultimo senatore che Giarre ebbe fu il compianto Santi Rapisarda, in
un certo senso un “giarripostese” visto che fu anche sindaco di
Riposto. Da allora è mancato alla città un rappresentante in
Parlamento, un’assenza che è pesata specie negli ultimi anni, nel
depotenziamento dell’ospedale e non solo. «Metterò tutto il mio
impegno nell’interesse di Giarre e dell’hinterland – ribadisce Pagano
– anche se per il mio mandato dovrò pensare all’interesse di tutto il
territorio italiano. Quando ho vissuto la bella esperienza di
assessore provinciale ho compreso le difficoltà della società e per
questo una particolare attenzione voglio dedicarla ai giovani e alle
fasce più deboli».
Il senatore si appresta ad andare a Palermo per un incontro con tutto
il gruppo parlamentare e rimarca gli artefici del successo del Pdl in
Sicilia: il presidente Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino
Alfano e il coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione.
Pagano assicura che non trascurerà il Pdl giarrese e annuncia che nei
prossimi giorni sarà presentata una proposta politica per la città.

Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 27 febbraio 2013

mercoledì 3 aprile 2013

"La Psichiatria non sarà trasferita"

La commissione consiliare sull’ospedale, presieduta da Fabio Di Maria,
il sindaco Teresa Sodano, in rappresentanza dei sindaci del distretto
sanitario e il presidente del Tribunale per i diritti del malato,
Giuseppe Patanè ieri mattina nella sede dell’Asp a Catania hanno
incontrato il commissario straordinario  dott. Gaetano Sirna e il
direttore sanitario dell’Asp, Spampinato.
Tra gli argomenti trattati la paventata chiusura del reparto di
Psichiatria: «Ci è stato garantito – spiega Di Maria - che non ci sarà
alcun trasferimento del reparto, né temporaneo né parziale, per il
controllo strutturale, o saggio, che l’ufficio tecnico dell’Ast dovrà
effettuare nel reparto. Il commissario ha accolto la nostra richiesta:
se il controllo dovrà essere effettuato saranno bloccati i ricoveri
per una settimana/dieci giorni al massimo. Il commissario ci ha
assicurato che saranno effettuate le dovute sistemazioni».
Venerdì 1 marzo la commissione incontrerà a Palermo l’assessore
regionale alla sanità Borsellino: «Parleremo – riferisce Di Maria - di
tutte le problematiche i soprusi che ha subito l’ospedale di Giarre
durante il passato governo. Parleremo altresì nella Psichiatria,
chiederemo all’assessore di garantirci che tutti i controlli vengano
effettuati nella massima trasparenza».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia - 27 febbraio 2013

martedì 2 aprile 2013

Approvato piano di riequilibrio al momento l'Imu e'al massimo

Con 7 voti a favore, 3 contrari e un astenuto ieri sera il Consiglio comunale ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario che, se non  interverranno altre modifiche, prevede, tra l’altro, per il 2013, l’aumento al massimo delle aliquote Imu per la prima e per la seconda casa. L’assessore al bilancio Nicola Gangemi si è scusato con il Consiglio per il ritardo con cui hanno ricevuto il piano e ha sottolineato come la situazione finanziaria di Giarre sia analoga a quella di tanti enti locali.
Approvato un emendamento proposto dal presidente della III commissione
consiliare, Carmelo Strazzeri, che prevede la limitazione delle spese per risparmiare quante più risorse possibili da destinare all’abbassamento dell’aliquota Imu per la prima casa, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2013; prevista anche la
riduzione dell’indennità degli amministratori, anche per gli anni in
cui verrà rispettato il patto di stabilità; la riduzione delle spese per le utenze e il mantenimento così com’è dell’integrazione oraria per i precari e per i dipendenti part time di tutte le aree comunali.
Il sindaco Teresa Sodano ha ribadito l’opera di risanamento effettuata dalle sue amministrazioni e ha accusato quanti speculano su questa manovra di essere dei «miseri avvolti politici».
Molto duro, invece, l’intervento del consigliere Fabio Di Maria che ha puntato il dito contro il dirigente finanziario del Comune Letterio Lipari. «E’facile – ha detto Di Maria - riequilibrare un bilancio aumentando le tasse». Dopodichè Di Maria ha elencato una serie di spese effettuate nella nuova sede comunale di viale Federico II di Svevia inopportune per un Comune sull’orlo del dissesto tra cui 67mila euro per le aiuole, 24mila euro per la tinteggiatura delle parenti, 16mila euro per le tende. Tra le spese inopportune anche una cucina installata negli uffici comunali. E tutto ciò mentre nella strada in cui si trova la nuova sede, la via Federico II di Svevia, mancano i tombini e ci sono già 7 denunce al Comune per incidenti stradali.
Contrario al piano anche Leo Patanè secondo cui il piano è frutto di errori e superficialità e va a tassare i cittadini.
Il presidente Raffaele Musumeci ha invece puntato il dito contro l’assenza dei consiglieri di opposizione, ha ribadito che l’amministrazione non ha operato la diminuzione della spesa corrente e risparmi di gestione e poi ha difeso il dirigente Lipari: «la cucina e il frigorifero – ha replicato Musumeci – sono stati acquistati con una colletta dei dipendenti».
Il capogruppo dell’Mpa, Gaetano Cavallaro ha ringraziato i consiglieri presenti alla seduta.


M.G.L. 
26 febbraio 2013

Avvio rimozione cenere

Potrebbero iniziare anche oggi le operazioni di rimozione della sabbia
vulcanica che vedrà in azione, in tutto il territorio comunale, una
decina di ditte.
Ieri è stata emanata l’ordinanza sindacale n.17 del 2013 che dispone
l’avvio delle operazioni di pulizia e sono state predisposte, altresì,
le determine per l’affidamento dell’incarico. Il costo ipotizzato per
queste operazioni di pulizia della sabbia vulcanica è di 250mila euro,
ma forse è sottostimato.
L’avvio dell’intervento è stato volutamente ritardato di qualche
giorno per evitare che una nuova sbuffata di cenere dell’Etna
vanifichi tutto. Il dirigente della IV area “Servizi tecnici”, arch.
Venerando Russo, infatti, afferma: «Il rischio, in questi casi, è
quello di avere troppa fretta, mentre, invece, bisogna evitare di fare
delle spese per poi dovere ripetere l’intervento. E poi dobbiamo avere
la certezza della disponibilità economica prima di avviare un
intervento».
Ma se l’Etna è pur sempre imprevedibile, la sabbia provoca disagi alla
salute e alla circolazione stradale. In questi giorni, ad esempio,
come ci ha confermato il comandante della polizia municipale Maurizio
Cannavò, si sono verificati quattro incidenti riconducibili alla
presenza di sabbia vulcanica sulla carreggiata stradale; di questi
quattro incidenti uno è stato con feriti lievi.
Le dieci ditte incaricate dal Comune saranno in azione
contemporaneamente su tutto il territorio che sarà diviso in settori.
«Innanzitutto – spiega l’assessore alla protezione civile Alfredo Foti
– dovranno essere rimossi i sacchetti di cenere vulcanica per evitare
la commissione con i rifiuti a causa della quale i rifiuti non vengano
ritirati. A tal proposito, invito i cittadini a ultimare, prima
possibile, le operazioni di rimozione della sabbia dalle loro
abitazioni e di evitare di depositare i sacchetti con la cenere
vulcanica accanto ai rifiuti. Dalla scorsa domenica – aggiunge
l’assessore Alfredo Foti – in collaborazione con la Croce rossa
italiana sono state distribuite centinaia di mascherine protettive per
consentire ai cittadini di mitigare in qualche modo il contatto con le
polveri della cenere vulcanica. La medesima distribuzione, questa
volta per iniziativa dell’Amministrazione comunale, è avvenuta anche
nei tre istituti scolastici comprensivi di pertinenza dell’Ente
comunale.
Complessivamente – continua l’assessore. Ne sono state già distribuite
circa 2000 ad altrettanti studenti. Altre 1000 saranno in
distribuzione nella giornata di domani (oggi ndc)».
Ma a fare i conti con le risorse economiche per rimuovere la cenere
vulcanica dai cortili o dai tetti non è solo il Comune, ma anche i
singoli cittadini. Complice la crisi, per le vie cittadine si stanno
diffondendo annunci di persone che si propongono per la pulizia dei
tetti. In qualche modo, l’Etna da lavoro.

Maria Gabriella Leonardi
26 febbraio 2013