mercoledì 27 marzo 2013

L'on.Ando'si candida per le prossime comunali

Dopo  le votazioni nazionali che si tengono oggi e domani, a Giarre entrerà nel vivo la campagna elettorale per le prossime consultazioni amministrative che si terranno a maggio.
La settimana entrante, in programma c’è la presentazione pubblica della lista politica “Democratici, popolari e riformista,” una lista regionale che scaturisce da un movimento e di cui è espressione anche
un omonimo gruppo parlamentare dell’Assemblea regionale siciliana.
Ad annunciare la presentazione di questa lista è l’ex ministro Salvo Andò che, nel corso di una recente assemblea, ha manifestato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco alle prossime elezioni comunali.
Una candidatura che - come spiega lo stesso Andò – «è espressione di
un variegato schieramento ricco di personalità che potranno aiutare
Giarre a uscire dal guado».
In tema di schieramenti l’on.Andò ha le idee chiare: «Giarre – ha
detto – ha troppi problemi per impostare una campagna elettorale su
rigide appartenenze partitiche. Bisogna, invece, trovare il modo per
valorizzare le migliori energie, aldilà degli schieramenti partitici.
Si tratta ora di costruire questa rete. Una candidatura deve essere
espressione di idee e di persone che decidono di mettersi insieme,
nell’interesse comune».

M.G.L.
24 febbraio 2013

Sindaco consegna lettera dei sindaci a Crocetta su emergenza cenere


Appena sceso dall’auto che lo ha portato al Palagiarre, per tenere un intervento di campagna elettorale, il presidente della Regione Rosario Crocetta ha trovato ad aspettarlo il sindaco di Giarre, Teresa Sodano. Il primo cittadino aveva in mano una lettera firmata anche dai sindaci di Riposto, Mascali, Fiumefreddo, S.Alfio e Milo riguardante l’emergenza cenere. In essa i sindaci chiedono al governatore di attuare un accordo tra Comuni e Regione affinché quest’ultima si doti di mezzi e attrezzature da affidare, in comodato d’uso, a gruppi omogenei di Comuni, con l’individuazione di un Comune capofila. La lettera propone, altresì, che il Dipartimento regionale della Protezione Civile coordini la dislocazione dei mezzi nelle aree, di volta in volta, colpite.
Il sindaco Sodano ha consegnato la lettera al governatore spiegando che queste piogge di cenere vulcanica non sono più episodiche ma ricorrenti. Crocetta ha preso in mano il telefonino, ha chiamato il direttore della Protezione civile regionale Foti e ha passato il telefono al sindaco perché si accordassero per un appuntamento.
Ma fuori dal Palagiarre c’era anche una rappresentanza dei netturbini dell’Aimeri Ambiente che negli ultimi due mesi hanno ricevuto solo un acconto di 500 euro dello stipendio di dicembre.  
«I sindaci – ha detto loro Crocetta - con la nostra nuova legge regionale hanno la possibilità di gestire direttamente il servizio. Noi questo sistema degli Ato lo vogliamo smantellare, questo meccanismo produce un indebitamento continuo, sia dei Comuni che degli Ato e gli operatori non vengono pagati. Quando questo servizio era in mano ai Comuni costava poco».
I lavoratori hanno parlato con il Governatore Crocetta anche all’uscita dal Palagiarre. «Il governatore – dice Alfio Leonardi della Fp Cgil – ci ha riferito che si sta muovendo con il commissario della Provincia per fare arrivare i fondi alle Ato che hanno richiesto anticipazioni».
Maria Gabriella Leonardi
23 febbraio 2013

venerdì 8 marzo 2013

Comune non perda finanziamento per area mercatale


Il Comune di Giarre non perda l’opportunità di un finanziamento dal GAL “Terre dell’Etna e dell’Alcantara per la realizzazione di un’area mercatale permanente. E’ il senso di una lettera che il dirigente della IV area servizi tecnici, arch. Venerando Russo, ha inviato al Presidente del Consiglio comunale e che è stata letta durante l’ultima seduta del civico consesso. Il dirigente spiega che il suo ufficio aveva presentato al GAL una richiesta di finanziamento per il progetto di un’area mercatale permanente, all'interno della zona artgianale, la cui gestione sarebbe stata condivisa con i Comuni di Riposto, Mascali e Santa Venerina. Il progetto, dell’importo di 180mila euro circa, non è stato  inserito nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune di Giarre e per questo è stato escluso dalla graduatoria di finanziamento, dopo esserci classificato al primo posto.
Il GAL però ha riaperto i termini (stavolta la scadenza è il 26 febbraio) e l’ufficio potrebbe ripresentare la richiesta di finanziamento. Ma, ancora una volta, non sono stati predisposti gli atti necessari all’inserimento del progetto nel programma delle opere pubbliche, malgrado siano stati chiesti dal Presidente del Consiglio comunale agli uffici competenti. «Stante la scadenza, per non perdere l’opportunità di finanziamento, il sottoscritto – scrive l’arch.Russo – si vede costretto a revisionare il progetto e rimodulare il quadro economico, comunicando che lo stesso non potrà avere importo superiore a 100mila euro più Iva».
I consiglieri hanno dibattuto la questione. Tra i vari interventi, Leo Patanè ha commentato:«Leggere la lettera del dirigente in cui si paventa il rischio di perdere un importante finanziamento a causa di un’omissione di atti appare disarmante e scandaloso. Tutto ciò dimostra una mancanza di interazione tra i dirigenti ma soprattutto dimostra, il fallimento della politica e del Sindaco che quale capo dell’Amministrazione dovrebbe creare una maggiore armonia e interazione tra i dirigenti ed invece ha creato soltanto conflitti». Anche per il consigliere Josè Sorbello queste situazioni si creano perché la politica è assente.
Maria Gabriella Leonardi
22 febbraio 2013

Avviato restauro dipinto di San Leonardello


La Provincia regionale di Catania ha concesso un contributo di 1900 euro per il restauro di un settecentesco dipinto su tela raffigurante la “Sacra famiglia” del pittore Sebastiano Grasso e custodito nella parrocchia “Maria Santissima della Libertà” di San Leonardello.
La dott.ssa Carmela Cappa, della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania, spiega così il valore dell’opera: «L’autore, Grasso, è autore anche di altri due dipinti che si trovano a Trepunti. Il dipinto è raffinatissimo nei colori, nella scelta cromatica, nella definizione delle forme figure e soprattutto della figura di San Giuseppe.
Il quadro era rimasto nella sacrestia vecchia per molto tempo ed era molto rovinato.
Sempre appartenente alla chiesa di San Leonardello era stato già restaurato, con fondi della Regione Sicilia, il crocifisso ligneo del XVII secolo e in questa chiesa non ci sono più altre opere d’arte da restaurare».
La parrocchia contribuisce con altri fondi al restauro dell’opera che è stato avviato proprio in questi giorni.
Maria Gabriella Leonardi
22 febbraio 2013

martedì 5 marzo 2013

Commissione e sindaco effettuano sopralluogo nel reparto di psichiatria


Il sindaco Teresa Sodano e la commissione consiliare sull’ospedale, presieduta da Fabio Di Maria, come annunciato nei giorni scorsi, ha effettuato ieri un sopralluogo nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Giarre. Ad accogliere la commissione il direttore sanitario dott. Spampinato, tecnici e funzionari dell'Asp e il primario del reparto dott. Ancona.
La commissione si è recata nel reparto per verificare le voci di un possibile trasferimento del reparto stesso. «A nostro parere– dice Fabio Di Maria – questo trasferimento sarebbe illegale, non vi è alcun accertamento tecnico che dimostri che vi siano rischi per il reparto, lì dove si trova».  Una comunicazione dei tecnici dell’Asp parla di controlli tecnici da effettuare. «Nel reparto – continua Di Maria – abbiamo visto che tutto sembra perfetto e non si scorgono problemi visibili. Quindi, se vi sono altre motivazioni per ipotizzare un temporaneo spostamento, chi si prenderà tale responsabilità dovrà renderne conto perchè porteremo questo problema in ogni sede legale e istituzionale. Se invece è necessario effettuare un controllo tecnico dei locali questo potrà essere realizzato a più riprese, nelle stanze del reparto, isolando a scaglione le stanze; oppure bloccando per una settimana i ricoveri. Gli stessi tecnici dell’Asp ci hanno confermato che una settimana è sufficiente per effettuare dei controlli dell’importo di poche miglia di euro, piuttosto che, in un periodo di crisi come questo, andare a reperire fondi per sprecarli in trasferimenti temporanei».
La commissione e il Sindaco hanno già fissato un incontro con i Sindaci del Distretto su tale argomento per il 22 febbraio e un incontro con il Commissario dell’Asp, dott. Sirna, per il 26. L’1 marzo la commissione e il sindaco saranno a Palermo dall'assessore Regionale alla sanità Lucia Borsellino.
Maria Gabriella Leonardi
21 febbraio 2013

I giarresi e la cenere


Una difficile convivenza quella dei giarresi con la cenere vulcanica dell’Etna. I cittadini più zelanti che martedì si erano affrettati a ripulire terrazze e cortili dovranno tornare a spazzare tutto da capo a causa delle notti insonni del vulcano che  la notte fa piovere sabbia nera su Giarre e dintorni. Giulia Raciti nel suo negozio di ferramenta e bricolage ha già venduto diverse mascherine antipolvere: «Già in parecchi sono venuti a comprare le mascherine che proteggono dalla polvere. Qualcuno ha acquistato anche gli aspiratori per la cenere: il normale aspirapolvere con la cenere si rovina in quanto la sabbia vulcanica è molto abrasiva e quando passa nei tubi li buca». «Il problema non è solo quello di pulire la sabbia – racconta Mario Contarino, pensionato – ma anche quello di dove andarla a depositare, perché sul marciapiede, se la strada è stretta, i sacchi con le auto si spaccano. Ieri avevo già spazzato e oggi ho dovuto ripetere. Intanto non possiamo camminare sopra la sabbia e poi portarla dentro casa. Probabilmente il Comune non ha la possibilità di intervenire e la pioggia che si attende potrà combinare altri guai».
E poi c’è anche chi con tutta questa sabbia per strada ha problemi a respirare. La dott.ssa Sara Rapisarda, farmacista, spiega: «In questi casi vengono spesso persone a comprare le mascherine o qualche spray broncodilatatore. Sono soprattutto le persone asmatiche o i soggetti allergici che con le strade piene di sabbia soffrono». Daniela Magrì soffre di asma e di allergia e lamenta la poca efficienza da parte degli organi competenti: «I Comuni dovrebbero organizzarsi, tenere dei macchinari per queste evenienze, se è il caso potrebbero consorziarsi tra di loro in modo da essere pronti per le emergenze che l’Etna non ci fa mancare. A noi che soffriamo di asma, i danni alle vie respiratorie chi ce li ripagherà?».
Attrezzarsi in via permanente per le emergenze-cenere, magari insieme ad altri Comuni, è proprio l’obiettivo a cui stanno lavorando al Comune. Ieri l’assessore alla protezione civile Alfredo Foti ci ha detto: «Il Centro operativo comunale di protezione civile è rimasto aperto. Stiamo cercando di recuperare le somme per l’attività di pulizia ma di sicuro non inizierà domani (oggi ndc).
Venerdì pomeriggio, insieme ai sindaci di altri Comuni, contiamo di consegnare al presidente Rosario Crocetta, che sarà a Giarre, un documento in cui chiediamo una dotazione di mezzi e strumenti per affrontare le emergenze di questo tipo. Mezzi che magari potranno essere gestiti da un consorzio di Comuni o dalla stessa Protezione Civile».
Maria Gabriella Leonardi
21 febbraio 2013

Lavoratori ancora senza stipendi chiedono incontro dal Prefetto, Ato chiede ai Comuni di pagare. Aimeri dice: colpa dei Comuni


I lavoratori del servizio di nettezza urbana, che ancora attendono dalla loro azienda Aimeri Ambiente il saldo dello stipendio di dicembre, hanno chiesto un incontro urgente in Prefettura. Nella richiesta, i rappresentanti sindacali hanno fatto presente la situazione igienico-sanitaria che si sta creando nei Comuni a seguito dell'accumularsi dei rifiuti per strada, il mancato pagamento del saldo dello stipendio di dicembre e dell’intero stipendio di gennaio, la carenza dei mezzi usati dall’azienda per il servizio e l’inefficienza di quelli in circolazione. In più, come rileva Rosario Garozzo della Fit Cisl, secondo i sindacati, l’Aimeri non sta rispettando neanche il contratto nazionale di categoria in materia di avanzamento dei lavoratori nei vari livelli.
Gli operai, frattanto, dato che negli ultimi due mesi hanno ricevuto solo mezzo stipendio, devono fare i conti con le finanziarie le quali, non ricevendo i dovuti pagamenti, hanno inviato delle lettere ai lavoratori per intimare di rientrare.
L’azienda ieri, in una nota, in riferimento al pagamento del saldo degli stipendi di dicembre 2012 e, al ritardo rispetto della prevista data del 18 febbraio, ha dichiarato che tale situazione è da imputare «al perpetrarsi nei ritardi dei pagamenti da parte di alcuni Comuni e quindi dell’Ato CT1, con grave pregiudizio nei confronti dell’Aimeri in termini di liquidità. Purtuttavia, l’azienda – dice la nota -  prosegue con i propri sforzi per superare l’attuale impasse consentendo il pagamento degli emolumenti in tempi rapidi».
Ieri mattina i rappresentanti sindacali si sono recati nella sede dell’Ato Joniambiente dove era in corso un’assemblea dei sindaci. Il presidente Rubbino, assieme ai componenti del Cda Antonello Caruso e Giuseppe Cardillo hanno proposto ai sindaci di impegnarsi a pagare, da gennaio in poi, le proprie quote previste dal contratto, di collaborare maggiormente con la Joniambiente nel controllo del territorio e di riunirsi singolarmente in conferenza di servizi per verificare come organizzare meglio i servizi, valutando anche la possibilità di riportare per le strade i vecchi cassonetti. «Dopo le assemblee di dicembre – ha detto Rubbino ai sindaci - la situazione è peggiorata. Il servizio va male ed i Comuni non collaborano contribuendo ad una crisi finanziaria che piega le gambe all'Aimeri Ambiente. In questa maniera la Joniambiente non è più in condizione di continuare. Fino ad oggi la società ha coperto le negligenze dei Comuni morosi. Potevamo, infatti, interrompere loro il servizio, ma non lo abbiamo fatto per una questione di responsabilità. Non sì può però continuare così».
Ci sono state divergenze ma alla fine – come riferisce una nota dell’Ato - i sindaci all’unanimità hanno approvato la proposta del Cda e anche il rappresentante della Provincia regionale di Catania si è impegnato a pagare 600 mila euro, una parte del debito che la Provincia deve a Joniambiente.  
Maria Gabriella Leonardi
20 febbraio 2013

Piano di protezione civile e raccolta di dati per richiesta contributi


Le piogge di lapilli negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti e i comuni ai piedi dell’Etna non possono farsi trovare impreparati ogni volta.
Non a caso, l’anno scorso a seguito dell’ennesima emergenza cenere, al Comune di Giarre si era pensato a un apposito piano comunale. Ne abbiamo parlato con l’assessore alla protezione civile Alfredo Foti che ci spiega: «Abbiamo inserito nel piano di riequilibrio, fra le spese previste per la Protezione Civile, circa 150mila euro per effettuare alcuni acquisti, tra cui uno scarrabile, dei soffiatori e altri mezzi che potrebbero, comunque, essere usati anche per altre evenienze, oltre che per l’emergenza cenere. Ma il piano di riequilibrio non è ancora stato attivato e l’iter e ancora in corso». L’Etna, purtroppo, non aspetta i tempi dei Comuni.
Frattanto, ieri l’assessore è stato in costante contatto con la Protezione Civile regionale anche per avere aggiornamenti sull’attività vulcanica. Il vulcano resta un sorvegliato speciale. Anche i tecnici della Protezione civile ieri hanno effettuato una ricognizione sul territorio comunale: «I tecnici comunali e quelli della Protezione Civile – dice l’assessore - hanno effettuato una verifica delle quantità cadute sul territorio, raccogliendo dei campioni.  Faremo dei riscontri incrociati con la Protezione civile. Ho anche dato disposizione – continua l’assessore – di monitorare il territorio raccogliendo anche una documentazione fotografica. Queste rilevazioni serviranno per avere un riscontro oggettivo per future richieste d contributo». Ma non solo. «Il monitoraggio preventivo e la verifica a campione sul territorio – aggiunge l’assessore – servirà per stimare i costi in maniera corretta per dimensionare impegno di spesa».
Ieri è stata emanata la consueta ordinanza sindacale che vieta la circolazione ai veicoli su due ruote. Ma non c'è un’apposita segnaletica stradale che indichi il divieto. L’assessore Foti ci ha assicurato che si sta attivando per predisporla.
Maria Gabriella Leonardi
20 febbraio 2013

Emesse ordinanze sindacali per l'"emergenza cenere"


1chilo e 300 grammi di sabbia vulcanica al metro quadrato è mediamente piovuta ieri mattina a Giarre. La stima è stata effettuata dai tecnici del Comune di Giarre su richiesta dell’assessore alla protezione civile Alfredo Foti. Questo tipo di dati, rilevati forse per la prima volta, saranno incrociati con quelli raccolti dai funzionari della Protezione Civile e potranno rivelarsi utili per dare una stima dell’entità del fenomeno naturale.
I giarresi ieri di prima mattina hanno iniziato a spazzare gli spazi esterni delle loro abitazioni e ai bordi delle strade sono riapparsi i sacchetti pieni di sabbia vulcanica. La pioggia ha poi trasformato in fango la spessa coltre di cenere vulcanica che ha coperto la maggior parte della città.
Ieri stesso il Sindaco Teresa Sodano insieme all'Assessore Foti hanno attivato il Centro Operativo Comunale per il coordinamento delle operazioni.
Così come è avvenuto per ogni emergenza cenere, anche ieri il sindaco ha emanato l’ordinanza n.13 per vietare, su tutto il territorio comunale, per tutte le 24 ore e fino alla cessazione dei fenomeni piroplastici e al completamento della pulizia della sede stradale, la circolazione dei cicli-ciclomotori e motocicli e per porre il limite di velocità di 30 km/h per tutti gli altri veicoli.
Emessa anche l’ordinanza sindacale n.14 che vieta, invece, di conferire la cenere vulcanica nei cassonetti della nettezza urbana predisposti per la raccolta differenziata.  E’ stato disposto che i  cittadini, a mano a mano, che puliscono gli spazi privati, depositino la sabbia vulcanica raccolta in sacchetti contenenti davanti le proprie abitazioni, o in spazi appositi, senza  intralciare la circolazione.
Dal Comune di Giarre, attraverso dei comunicati, è stato reso noto che funzionari comunali hanno effettuato delle ricognizioni sul territorio, verificando che la pioggia di lapilli ha interessato quasi tutta la città, risparmiando le frazioni di San Leonardello e Carrubba.
La Protezione civile comunale predisporrà una relazione tecnica che sarà inviata alla Regione, alla Provincia e alla Prefettura.
Sempre ieri, l’assessore ai lavori pubblici Orazio Scuderi ha reso noto di avere informato la Provincia regionale di Catania della caduta copiosa di sabbia vulcanica. Scuderi ha invitato il legale rappresentante della Provincia regionale di Catania a disporre con urgenza un intervento a tutela del territorio comunale in quanto - si legge in una nota - a norma dell’art.13 L.R. 08-03-1986 n.11 come modificato dal’art.37 Legge Finanziaria Regione Sicilia n.11/2010, spetta alla Provincia Regionale di Catania la competenza in materia di manutenzione della viabilità danneggiata da attività eruttive di vulcani e la rimozione dei detriti e delle ceneri e dei lapilli.  
Maria Gabriella Leonardi
20 febbraio 2013

lunedì 4 marzo 2013

Ripetuti atti vandalici contro un'area di sgambamento


Non ha parole il presidente dell’associazione “Diamoci Una zampa”, Dino Grasso, dopo l’ennesimo atto vandalico ai danni dell’area di sgambamento che si sta realizzando all’interno del parco degli eroi di via Manzoni. Ma una cosa è certa: i volontari non si fermeranno, ultimeranno i lavori nell’area e la inaugureranno, così come si sono impegnati a fare con il Comune di Giarre dal quale hanno ottenuto la concessione del sito  per cinque anni.
«Avremmo potuto inaugurare l’area già da un mese – spiega Dino Grasso – ma ogni volta che avevamo ultimato una parte della recinzione abbiamo subito dei danni. Si è iniziato con dei piccoli tagli alla rete che è stata a mano a mano sempre più vandalizzata; sono stati divelti i pali. Abbiamo anche trovato una polpetta di carne dentro l’area. Abbiamo presentato denunce ai Carabinieri e anche l’assessore alle politiche animaliste Giuseppe Cavallaro ha presentato denunce».
L’associazione “Diamoci una zampa”, formata da una ventina di persone, è nata alla fine del mese di giugno 2012. Tra i siti individuati dal Comune per adibirli ad aree di sgambamento vi è anche questa all’interno del parco degli eroi; nel mese di dicembre l’associazione ha siglato con il Comune la concessione. Solo una parte del parco è adibita ad area di sgambamento per i cani, il resto del parco resta aperto al pubblico ma l’associazione si fa carico di tenere pulita non solo l’area di sgambamento, ma tutto il parco. In programma c’era anche la sistemazione dei giochi che si trovano nel parco ma il vandalismo sta intralciando i programmi.
Sabato scorso l’ultima bonifica effettuata dai volontari all’interno dello spazio a verde: «Dentro il parco abbiamo trovato di tutto. Abbiamo iniziato a pulire dalla mattina e abbiamo concluso nel pomeriggio».
Eppure c’è chi rema contro quest’area che, sinora, è stata abbandonata a se stessa, come tanti spazi verdi cittadini. Anche l’assessore alle politiche animaliste Giuseppe Cavallaro esprime il suo disappunto per queste atti di vandalismo: «Assurdo l’atteggiamento di qualche persona che vuole bloccare con questi atti l’apertura dell’area di sgambamento che oggi è sicuramente una conquista di grande civiltà per gli amanti dei cani e anche per chi non ha questa passione».
Ma i volontari non demordono e stanno pensando di realizzare all’interno del parco una videosorveglianza per scoraggiare ulteriori incursioni vandaliche. «Questo parco – dice Dino Grasso - è troppo bello per lasciarlo abbandonato».
Maria Gabriella Leonardi
19 febbraio 2013

Artigiani dell'Ula protestano in piazza Duomo


Sono scesi in piazza gli artigiani dell’Ula/Claai ieri mattina per protestare contro tutto ciò che opprime il loro settore. Tanti gli interventi sul palco in piazza Duomo, a partire dal vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti che ha detto: «E’inutile prendersela con i politici. L’attuale sistema è degradato da decenni in cui abbiamo assunto comportamenti fuori legge. Dobbiamo chiedere ai politici che pongano le condizioni per un solido sviluppo». Tra i vari interventi che si sono succeduti, Aldo Schilirò ha parato dell’elevato costo del lavoro: un operaio costa al datore di lavoro 2200 euro di cui la metà sono tasse. Mario Contarino ha puntato il dito contro l’abusivismo, da combattere e intollerabile in tempo di crisi. Salvo Toscano ha parlato della morsa di Equitalia e delle difficoltà che incontrano le imprese per ottenere il Durc, il documento di regolarità contributiva, senza il quale non si può né riscuotere né lavorare.
Presenti alla manifestazione i sindaci del comprensorio in rappresentanza dei quali è intervenuta il primo cittadino di Giarre, Teresa Sodano, che ha detto che il settore artigiano è quello che soffre di più la crisi e in cui si è registrato maggior numero di chiusure. Secondo il sindaco occorre cambiare le regole del patto di stabilità e il sistema di erogazione dei fondi europei.  «Quella di oggi è l’inizio di un percorso – ha detto il presidente dell’Ula Diego Bonaccorso – che porteremo avanti fino quando non vedremo dalla politica e dalle istituzioni più attenzione verso gli artigiani».
M.G.L.
18 febbraio 2013

Inaugurato l'oratorio di Santa Maria la Strada


Grande festa, ieri mattina, a Santa Maria la Strada per l’inaugurazione dell’oratorio “Don Bosco e Carlo Acutis” della parrocchia della frazione, realizzato nei locali dell’ex scuola. Per la prima volta è venuto a visitare la frazione il vescovo mons. Antonino Raspanti che ha presieduto la celebrazione della messa nel santuario sottolineando, durante l’omelia, la ricchezza dei legami che si creano nell’oratorio, luogo gratuito, libero da interessi.
Finita la Messa, dalla chiesa è partito un corteo alla volta dell’oratorio, con in testa mons.Raspanti. Ad accogliere il presule all’ingresso dell’oratorio due coloratissimi clown e un trampoliere. Tantissime le persone che hanno partecipato a questa festosa inaugurazione, allietata dalla musica dei giovani dell’oratorio.
Il vescovo, dopo il taglio del nastro, ha piantato nelle aiuole dell’oratorio un ulivo.  Il parroco di Santa Maria la Strada, don Mario Gullo, ha spiegato che i locali sono ogni giorno affollati di giovani: per la festa di Don Bosco erano presenti circa 150 persone e da marzo l’oratorio ospiterà anche gli incontri delle famiglie.  Sono stati alcuni papà della parrocchia che hanno pitturato e sistemato i locali concessi dal Comune. Erano presenti il sindaco Teresa Sodano e gli assessori Cantarella, Cavallaro e Foti. Il sindaco ha sottolineato l’importanza di questi spazi in una frazione che non ha luoghi di aggregazione e che soffre per la sua posizione. Il coordinamento diocesano degli oratori ha regalato al neonato oratorio un quadro di mons.Arista.
Maria Gabriella Leonardi
18 febbraio 2013

Salvo Patanè (Pd) non ci sta e si candida a sindaco per le prossime comunali


Non ci sta l’arch.Salvo Patanè alla decisione presa dal coordinamento del Pd di indire le primarie e ieri, in conferenza stampa, ha annunciato di restare nel Pd ma di candidarsi a sindaco per le prossime elezioni comunali. Nei prossimi giorni esporrà alla cittadinanza la propria piattaforma programmatica. «Questo partito è stato muto in questi anni – ha detto Patanè - non ha mai alzato la voce mentre come le associazioni, intervenivano nella vita cittadina; non ha mai fatto un manifesto, un’iniziativa, non c’è stato dibattito. Dopo essere stato in questi anni un fantasma, venerdì ha voluto effettuare la votazione anche in assenza di tre persone (il preside Mario Catanuto, il prof. Nicolò Mineo e Giovanni Patanè). A mio avviso questo coordinamento esprime una concezione di partito che non è quella del Pd, ma è familistica».
Patanè ha spiegato perché non crede nelle primarie: «Se vengono fate con lo schema delle nazionali, facendo votare iscritti e registrati, sono inutili e non rappresentano la necessità di potere parlare a tutti. Tra l’altro a Giarre i votanti alle primarie per le regionali sono stati un numero esiguo.
«Se invece si fa votare il primo che passa c’è il rischio di fare il gioco dell’avversario».
Patanè ritiene che non può essere cancellato l’impegno che ha profuso per la città nei cinque anni di consigliere provinciale, rappresentando nel Consiglio provinciale il Pd. E sulla decisione del coordinamento del partito dice: «Vedo molta cattiveria, poca politica e molto personalismo».
Maria Gabriella Leonardi
17 febbraio 2013

venerdì 1 marzo 2013

Il coordinamento del Pd A MAGGIORANZA decide di indire le primarie per le prossime elezioni comunali


Il coordinamento cittadino del Partito democratico ha deciso di indire le primarie di coalizione per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni comunali di maggio. Sono diverse le candidature a sindaco nell’area del centro-sinistra e questo, come spiegano dal coordinamento, motiva le primarie: Alfredo D’Urso, candidato di Sel, l’arch.Salvo Patanè, il prof.Salvo Vitale (già candidato sindaco alle scorse amministrative) e una parte del Pd vuole candidare Gaetano Bonanno, attuale presidente della Confcommercio, una candidatura non partitica ma rappresentativa del mondo del lavoro e di impegno civile. I quattro dovranno decidere se partecipare o meno e potranno esserci anche altre candidature.
La decisione delle primarie è stata presa a maggioranza, venerdì in una riunione del coordinamento. Erano presenti il segretario Salvo Cantarella e i membri del coordinamento arch.Salvo Calì, Vincenzo Cubito, Vito Cutuli, Francesca Fresta, Salvo Fresta, Anna Maria Guardalà, Simone Lo Castro, Melania Nucifora, Emilia Patanè, arch.Salvo Patanè, Enrico Ranocchia, Sebastiano Russo, Alfredo Spitaleri,  Tania Spitaleri, Gian Marco Torrisi e Carmelo Valastro.
«Il coordinamento del PD giarrese - spiega un comunicato - ha  incentrato il dibattito interno sulla volontà di proporre definitivamente un candidato da contrapporre al degrado lasciato da dieci anni di governo del  centrodestra nella città.  Si è ritenuto che le primarie del centrosinistra rappresentino il modo migliore per arrivare ad una candidatura unica.  Le primarie come strumento per il coinvolgimento e la partecipazione attiva alle scelte, in grado di consentire ai cittadini di riavvicinarsi alla buona politica e per il confronto non solo di candidati ma anche di idee per il futuro di Giarre. Il Pd lancia l’appello a tutte le forze politiche del centrosinistra, alle forze sociali ed economiche, ai movimenti civici, alle associazioni, che si riconoscono in valori comuni e che mirano, soprattutto, all’archiviazione della destra».
Tania Spitaleri spiega che le primarie dovranno tenersi entro marzo, per motivi burocratici. Dovranno essere definite regole e modalità di partecipazione.
In questi giorni è anche sceso in campo per le prossime amministrative l’ex ministro Salvo Andò: parteciperà alle primarie del centrosinistra? In proposito Tania Spitaleri afferma che non ci sono interlocuzioni con Andò.
Soddisfatto per la decisione del Pd, il candidato di Sel, Alfredo D’Urso: «Mi fa piacere – dice - che il Pd abbia deciso per le primarie, così come io avevo proposto parecchio tempo fa. Staremo a vedere se saranno primarie di tutto il centrosinistra e solo del centrosinistra. In tal caso non avrò difficoltà a partecipare ad un confronto che coinvolga tutta la città».
Maria Gabriella Leonardi
17 febbraio 2013

Destinare 40 armadi comunali custoditi in un deposito all'Ipab casa di riposo Marano


Quaranta armadi per vestiario acquistati per quella che doveva essere la casa albergo per anziani “Madre Teresa di Calcutta” sono rimasti in un deposito del Comune, inutilizzati. L’edificio di viale Federico II destinato a casa albergo, come si sa, è stato convertito in sede degli uffici comunali e nel 2010 materassi, reti e altri arredi sono stati donati dall’amministrazione comunale dall’Ipab Casa di riposo Leonardo Marano” di Giarre. I 40 armadi sono rimasti però al Comune e ieri la IV commissioni consiliare, presieduta da Angelo Spina, ha effettuato un sopralluogo negli uffici di viale Federico II per constatare lo stato di questi armadi e deciderne la destinazione.
Ma gli armadi sono stati trasferiti da tempo in un deposito comunale, al sicuro dai ladri che più volte hanno rubato nell’edificio di viale Federico II durante gli anni di chiusura.
Il presidente Spina ha chiesto al dirigente finanziario Letterio Lipari l’iter per destinare questi armadi all’Ipab. Il dirigente ha spiegato che dovrà essere il presidente della “Marano” a presentare richiesta al sindaco e l’amministrazione, con una delibera di giunta potrà donare gli armadi all’Ipab.
Il presidente Spina ha discusso con il dirigente di altri temi, tra cui il riordino dell’archivio storico comunale, forse possibile dopo la manovra di riequilibrio che il Comune a breve dovrà varare. «Il dott. Lipari – dice Spina – ci ha riferito che sarà possibile prevedere degli importi per il riordino dell’archivio e ci ha prospettato la possibilità di trasferire l’archivio storico nei locali dell’ex Pretura che il Comune condividerà con la Regione. Valuteremo questa possibilità anche in considerazione della fruibilità dell’archivio che in quella sede sarebbe ridotta».
16 febbraio 2013