giovedì 21 febbraio 2013

Nella biblioteca comunale, troppo caldo d’estate e troppo freddo d’inverno


Troppo caldo d’estate e troppo freddo d’inverno. E’ questa la situazione che si sperimenta all’interno dei locali della biblioteca comunale “D.Cucinotta”, oggetto di una recente attività ispettiva del consigliere comunale Angelo Spina, presidente della IV commissione consiliare. Già da due anni, la caldaia di alimentazione dell’impianto di riscaldamento è guasta e questo condiziona la fruizione dei locali tant’è che in questi anni l’utenza della biblioteca si è più volte lamentata.
L’aspetto più spiacevole, secondo quanto riferisce il consigliere Angelo Spina, è che a causa dell’umidità, una parte del patrimonio librario della biblioteca comunale, e soprattutto libri del XIX secolo, sono andati perduti, una vera disdetta soprattutto per chi ama i libri e ne comprende la preziosità.
Secondo Spina però i locali della Biblioteca potrebbero essere climatizzati con una spesa non eccessiva, basterebbero 6500 euro. Spina intende organizzare per venerdì 22 febbraio alle ore 10 nei locali della stessa biblioteca un incontro con le rappresentanze sindacali degli impiegati comunali, visto che ad essere penalizzati da questa situazione sarebbero anche i lavoratori.
Sugli interventi di cui necessita la biblioteca abbiamo sentito l’assessore alla cultura e pubblica istruzione, Leo Cantarella che ci ha spiegato: «Era già stata prevista la spesa per l’acquisto dei climatizzatori per la biblioteca nel piano triennale dell’assessorato alla cultura e P.I. ma per le note difficoltà finanziarie dell’Ente ci siamo dovuti fermare. Lo stesso è accaduto per il riordino dell’archivio storico comunale già inserito anch’esso nel piano triennale dell’assessorato.  Entro il 26 febbraio, tuttavia, dovrà essere varata una manovra di riequilibrio e dopodichè potremo procedere con queste due azioni amministrative».
L’assessore Cantarella annuncia che è stata impegnata la spesa per effettuare la disinfestazione e la derattizzazione dei locali della Biblioteca. «Daremo a breve comunicazione agli utenti – dice l’assessore – dei giorni in cui la Biblioteca resterà chiusa al pubblico».
Maria Gabriella Leonardi
13 febbraio 2013

Di nuovo infiltrazioni di acqua piovana dentro la Sala Romeo


La Sala Romeo del palazzo delle culture
Ci sono nuovamente infiltrazioni d’acqua piovana all’interno della sala conferenze dedicata a Rosario Romeo e che si trova all’interno del palazzo delle culture, di piazza Macherione.
Non è la prima volta che succede. La sala all’inizio del 2011, a causa di infiltrazioni copiose di acqua piovana al suo interno, era rimasta chiusa alla fruizione del pubblico per un lungo periodo, protrattosi poi per più di un anno.
La “Sala Romeo”, molto utilizzata e richiesta dalle associazioni per tenervi conferenze, incontri culturali e di vario genere, era tornata poi fruibile al pubblico lo scorso mese di ottobre. Al Comune era bastato eseguirvi un piccolo intervento di restyling costato poco più di un migliaio di euro e consistente nell’impermeabilizzazione di una parete, il ripristino di una grondaia che si era staccata e la sistemazione delle tegole che erano state spostate dagli agenti atmosferici. Si era dovuto attendere che “si asciugasse” l’umidità di cui si erano impregnate le pareti per eseguirvi degli interventi  di tipo estetico: l’intonaco delle parti ammalorate era stato rifatto e le pareti della sala erano state tinteggiate.
Ma adesso, dopo appena qualche mese dal completamento di questi lavori, all’interno della sala sono ricomparse le infiltrazioni di acqua piovana che si spera non inibiscano, anche questa volta, l’accesso alla sala.
Ne abbiamo parlato con il dirigente comunale della IV area “Servizi Tecnici”, arch.Venerando Russo, che ci ha confermato la circostanza e ci ha assicurato: «Abbiamo già incaricato una ditta perché esegua la riparazione. L’intervento, questa volta, sarà più costoso perché sarà più consistente».
L’infiltrazione questa volta proviene da un altro punto.
Anche questa volta, gli interventi che si rendono necessari riguardano l’impermeabilizzazione di una porzione del tetto della sala e la sistemazione della grondaia.
Maria Gabriella Leonardi
12 febbraio 2013

lunedì 18 febbraio 2013

Gli angeli custodi degli ammalati


La Sicilia 12 febbraio 2013

sabato 16 febbraio 2013

Gli inquilini alloggi popolari via Settembrini 100 chiamano in causa anche lo Iacp di Acireale per la sistemazione dell'impianto fognario


La Sicilia 10 febbraio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

Pure la psichiatria vogliono portare via dall'ospedale di Giarre


Le voci di un trasferimento del reparto di psichiatria dall’ospedale di Giarre a quello di Acireale e lo sblocco dei fondi nazionali ex art.20 previsti per Giarre sono stati al centro di una seduta della commissione consiliare sull’ospedale, presieduta da Fabio Di Maria, tenutasi ieri in Municipio a cui ha partecipato il sindaco Teresa Sodano e il presidente del Tribunale per i diritti del malato, Giuseppe Patanè.
«Il reparto di psichiatria è attivo da decenni a Giarre- spiega Di Maria – si occupa anche di tossicodipendenze, salute mentale e  all’interno vi è un centro Alzheimer con un ambulatorio. Vi sono 9 posti letto più 2 in day hospital. Gli spazi sono ampi e adeguati: il reparto dispone di due grandi saloni e di diverse stanze, più uno spazio esterno all’aperto. Le voci di questo trasferimento hanno messo apprensione ad operatori, pazienti e parenti, anche perché il reparto verrebbe trasferito nel presidio acese in uno spazio angusto, con solo quattro stanze, che penalizzerebbe i pazienti. Questo eventuale trasferimento non ha neanche una logica visto che il reparto, ad Acireale, sarebbe a pochi chilometri dal “Cannizzaro” dove esiste giàun altro reparto di psichiatria. 
«Sembrerebbe - continua Di Maria - che il commissario dell’Asp Sirna stia cercando di reperire 100mila euro per l’adeguamento dei locali. Ma se così fosse, in un periodo di spending review, il commissario Sirna dovrebbe spiegarci lo spreco di questo denaro pubblico, visto che c’è a Giarre un reparto efficiente. Allo stesso modo, secondo alcune voci che ci sono giunte, alcuni arredi e attrezzature appartenenti al reparto giarrese sarebbero stati trasferiti nell'ospedale di Acireale. Se ciò fosse vero, chiederemo che il primario del reparto, Angona, ci spieghi, in ogni sede, come è stato possibile spostare queste attrezzature e chi ne ha dato autorizzazione».
La commissione ha chiesto l’autorizzazione per effettuare la prossima settimana un sopralluogo all’ospedale di Giarre, nel reparto di psichiatria. «Occorre lottare per garantire quel numero di posti letto che era stato originariamente inserito nel Piano di riordino dell’ospedale»  ha ribadito in una nota il sindaco Teresa Sodano che, a proposito del paventato trasferimento della Psichiatria, ha detto: «Convocherò quanto prima un Comitato dei sindaci del distretto sanitario e, in quella sede, appronteremo una relazione nella quale si espliciteranno quali sono tutte le problematiche  dell’ospedale S.Isidoro, compresa la vicenda del reparto di Psichiatria.
«Contemporaneamente è stato programmato anche un incontro con il direttore generale dell’Asp Gaetano Sirna e, successivamente, con l’assessore  regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, fissato per il primo marzo prossimo. Da questo incontro ci attendiamo quanto meno che si possa bloccare, in primis, il trasferimento della Psichiatria e procedere poi con il coinvolgimento del Governatore Crocetta, ad una rivisitazione di quelle che sono state le scelte finora attuate».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia - 9 febbraio 2013

Apre a Giarre la mensa solidale


La Sicilia 9 febbraio 2013

martedì 12 febbraio 2013

Nuovi indirizzi all'Alberghiero e all'"Amari"

La Sicilia 7 febbraio 2013

Lavori quasi ultimati nelle due aree di sgambamento


Lavori quasi ultimati nelle due aree di sgambamento che a breve potranno essere inaugurate. Nell’area di via Emilia, in particolare, è stata collocata la recinzione che delimita la porzione di villa che sarà riservata allo sgambamento. L’area sarà gestita dall’associazione “Sguinzagliati”, presieduta da Giuseppe Vinci. «Siamo cercando di sensibilizzare i residenti delle vie Gramsci ed Emilia – ci racconta -. L’idea è quella di ripristinare la fruibilità di tutto il parco. Stiamo promuovendo per questo una raccolta fondi per riattivare l’illuminazione, realizzare uno spazio giochi per i bimbi. Stiamo recapitando una nostra  lettera ai residenti di via Gramsci e via Emilia per spiegare progetto. L’associazione si occuperà dell’area di sgambamento, in più c’è la richiesta di un piccolo contributo per sistemare il parco: ciò che riusciremo a raccogliere spenderemo». Nella lettera Vinci specifica che «l’area che verrà adibita a sgambatoio non rientra nell’offerta che vi chiediamo, ma verrà realizzata a spese dell’associazione e in parte del Comune».
Importante il tentativo di ripristinare l’illuminazione pubblica
per evitare che la villetta sia di nuovo luogo di ritrovo ove già in passato sono stati abbandonati motorini incendiati e moto rubate. I volontari di “Sguinzagliati” in questi giorni gireranno nelle due strade per promuovere l’iniziativa, un esempio di educazione civica vissuta.
Soddisfatto l’assessore alle politiche animaliste Giuseppe Cavallaro che commenta: «Mi devo complimentare con i componenti delle due associazioni che gestiranno le due aree per l’impegno profuso in ambito economico e sociale. A breve Giarre ed i giarresi avranno la possibilità di usufruire di due aree dedicate esclusivamente ai cani, dove potranno scorazzare e giocare senza guinzaglio, per la gioia dei numerosi conduttori presenti sul nostro territorio».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 7 febbraio 2013

Condotta fognaria rotta in varie zone


In diverse parti di Giarre si registrano problemi agli impianti fognari all’interno di alcuni complessi di edilizia popolare. La situazione più grave, probabilmente, è quella in via Gorizia ove un pozzetto dell’Enel si è letteralmente riempito di uno sversamento di liquido fognario.
Una dei residenti nel palazzo, la signora Manuela Nasca, da settimane protesta con forza. «In un tombino dell’Enel, dove passa una tensione di 380 volt, e a cui sono collegati i contatori del nostro palazzo, sta andando a finire una perdita della fogna.
Un cattivo odore nauseabondo entra nel palazzo, nel pianerottolo viene da vomitare. Abito al primo piano e a casa mia non possiamo neanche mangiare dalla puzza. Io e la mia famiglia non possiamo vivere così – reclama la signora -. E’ diritto mio e della mia famiglia di stare bene. Ho un figlio di 28 mesi che non può crescere in un ambiente simile!».
Guardando le pareti a pian terreno si scorge l’umidità che sale da terra. L’aria è irrespirabile. Gli inquilini dei piani superiori, quando escono e quando entrano, si coprono il naso con il maglione. E poi c’è il timore per questi cavi elettrici immersi nell’acqua sporca.
Sulla questione i tecnici dell’Ufficio tecnico comunale ci hanno spiegato che compete intervenire all’Istituto autonomo case popolari di Acireale.
Non la pensa così la signora Nasca che afferma: «La rete fognaria appartiene al Comune di Giarre: tocca al Comune intervenire. Abito in queste case da più di vent’anni e non ho mai visto lo Iacp intervenire sul nostro palazzo. Siamo abbandonati a noi stessi».
L’auspicio è che lo Iacp di Acireale intervenga al più presto.
Altro sversamento di liquido fognario ma in un altro insediamento di alloggi popolari. Prosegue, infatti, ormai da alcuni settimane ancora la perdita di scarichi fognari su viale delle Province. Un rivolo di liquido fognario attraversa un cortile all’interno degli alloggi popolari. Anche qui vi abitano famiglie con bambini piccoli che da settimane stanno convivendo con i miasmi fognari. 
Nei giorni scorsi, lo Iacp di Acireale era stato diffidato ad intervenire. Ieri, all’ufficio tecnico, i funzionari ci hanno riferito che, secondo l’Istituto autonomo case popolari di Acireale, l’intervento richiesto in questo caso rientra nella manutenzione ordinaria e, pertanto, compete a chi vive negli alloggi popolari di viale delle Province effettuare la riparazione.
Un altro problema alla condotta fognaria si sta verificando in via Strada 21 Franca dove da diversi giorni a causa di un tubo rotto c’è un altro sversamento di liquido fognario e la strada è maleodorante.
Anche per questo abbiamo interpellato l’ufficio tecnico comunale: il Comune sta predisponendo un intervento di spurgo, tramite un’apposita ordinanza sindacale. 
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 6 febbraio 2013

Antenna di telefonia della discordia: parla il dirigente comunale


Sul possibile trasferimento dell’antenna di telefonia mobile di via Luigi Orlando sul tetto dell’edificio comunale di viale Federico II di Svevia, dopo le proteste preventive di alcuni residenti della zona di via Federico II, interviene adesso il dirigente comunale della IV area “Servizi tecnici” Venerando Russo che precisa: «Non esiste alcun progetto che preveda la realizzazione di antenne sull’immobile comunale di viale Federico II. Le antenna della Wind e della H3G, ubicate nel fabbricato di via L.Orlando, sono state oggetto di numerose proteste da parte di cittadini che convivono con i problemi che queste antenne arrecano: sarebbe auspicabile poter utilizzare un immobile comunale e l’edificio di via Federico II si presterebbe ad ospitare queste antenne, permettendo loro di prestare il medesimo servizio.
La protesta non trova fondamento in quanto attualmente non c’è alcuna istanza. Si spera che la protesta non serva a giustificare interventi in terreni privati, in prossimità del sito comunale, che non priverebbero la comunità delle onde elettromagnetiche prodotte dalle antenne e che sarebbero a vantaggio esclusivo di privati. Per questo i cittadini che stanno protestando dovrebbero essere contrari anche alla possibilità di installazione delle antenne in terreni privati. Quando le onde elettromagnetiche rientrano nei parametri previsti, infatti, l’installazione delle antenne è supportata da una normativa che la consente anche se il Comune non concede l’autorizzazione e le stesse antenne vengono installate per effetto di sentenze giuridico-amministrative».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 5 febbraio 2013

venerdì 8 febbraio 2013

Arrivati i soldi, ripreso il servizio rifiuti, ma forse solo per qualche giorno


Finalmente ieri è arrivato all’Ato Joniambiente l’atteso e annunciato bonifico del Comune di Giarre di 780mila euro che ha sbloccato la situazione di stallo creatasi nel servizio rifiuti. Ma tra una decina di giorni, se non arriveranno all’Ato altri versamenti dai Comuni morosi, il servizio di nettezza urbana potrebbe subire una nuova battuta d’arresto.
Le porte della discarica, che venerdì scorso erano rimaste chiuse in attesa dei pagamenti arretrati, ieri si sono riaperte,  gli operai hanno ripreso a lavorare. Dato l’arretrato accumulatosi, occorrerà qualche giorno per rimuovere i cumuli di rifiuti che si erano formati nelle strade. Ma il tutto è “come d'autunno sugli alberi le foglie”, per dirla con Ungaretti.
 Ieri, il rappresentante del Collegio dei liquidatori dell’Ato, Francesco Rubbino, ci ha dichiarato: «Il pagamento effettuato dal Comune di Giarre ci ha consentito di dare parte delle somme dovute alla Sicula Trasporti per la discarica e parte all’Aimeri Ambiente che potrà pagare gli stipendi ai lavoratori. Ma se i Comuni non pagheranno le altre somme che devono all’Ato, tra una decina di giorni si ripresenterà lo stesso problema».
L’Aimeri Ambiente ieri, in una nota, ha comunicato che «in relazione al pagamento delle retribuzioni del mese di dicembre 2012, in  considerazione della intervenuta rimessa, da parte dell’Ato Joniambiente, pari ad euro 500  mila, procederà, non appena la predetta somma sarà materialmente introitata, alla corresponsione degli  emolumenti in favore dei dipendenti».
Entro venerdì gli operatori dell’Aimeri dovrebbero, quindi, percepire lo stipendio, ma tra qualche giorno, secondo il calendario, dovrebbero percepire l’altro stipendio. E stavolta i dipendenti non hanno intenzione di restare ad aspettare. Rosario Garozzo, responsabile provinciale servizi ambiente della Cisl dichiara: «Dopo che questa volta stiamo attendendo più di 20 giorni prima ricevere gli stipendi non intendiamo ripetere una seconda volta questo errore. Per cui abbiamo già proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero per sabato 16 febbraio, se entro venerdì 15 (l’ultimo giorno utile) non ci sarà accreditato lo stipendio».
E non pare ci sia da ben sperare. Il rappresentante del collegio dei liquidatori, Rubbino, ci ha elencato le somme di cui è debitrice l’Ato: quasi 8 milioni di euro con la ditta Aimeri Ambiente e circa 2milioni di euro verso le discariche. «Tutti i comuni – ci ha dichiarato – tranne Bronte, Fiumefreddo e Maletto sono morosi». Per quanto riguarda il Comune di Giarre, il suo debito verso l’Ato è di circa 2milioni 400mila euro, secondo quanto risulta all’Ato.
La situazione di stallo durerà ancora: l’Ato, che continuerà ad esistere sino al 30 settembre, non può fare un appalto per qualche mese. L’Aimeri Ambiente, quindi, per i prossimi mesi resta in prorogatio.
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia del 5 febbraio 2013

giovedì 7 febbraio 2013

E l'antenna dove la metto?

3 febbraio 2013

Approvato finanziamento ricostruzione ponte di Sciara


Finalmente la Provincia regionale di Catania ha approvato il progetto esecutivo dei “Lavori di ricostruzione di un tratto di strada crollato sulla trazzera "San Giovanni - Sciara - Croce" per un importo complessivo di € 360mila. Il progetto è stato approvato lo scorso 31 gennaio  dal commissario straordinario, dott.ssa  Antonina Liotta e a renderlo noto è il consigliere provinciale Francesco Cardillo.
Il crollo del ponte era avvenuto a maggio del 2011 e da allora - soprattutto gli abitanti delle frazioni di San Giovanni Montebello e Sciara - hanno patito i maggiori disagi. Nell’ultimo periodo una serie di inconvenienti ne ha ritardato l’approvazione; Cardillo ripercorre quanto accaduto: «Il progetto – spiega - è stato predisposto dagli uffici della Provincia, aveva ottenuto tutti i pareri favorevoli dagli enti interessati, già da novembre era pronto e poteva essere votato. Ma ci sono state le dimissioni presidente della Provincia, l’insediamento del nuovo commissario e l’impossibilità di votare alcuni progetti ritenuti fondamenti per via del debito della Provincia con l’Ifi che ha bloccato l’attività sino alla fine dell’anno scorso.
Malgrado tutto ciò – continua Cardillo – sia il commissario straordinario che il dirigente mi avevano assicurato che nei primi giorni del nuovo anno, con il nuovo esercizio finanziario si sarebbe potuto procedere all’approvazione di questo progetto, insieme ad altri ritenuti urgenti nel territorio provinciale». Sempre il 31 gennaio, infatti, sono stati approvati anche altri progetti ritenuti urgenti.
Varato il progetto esecutivo, si potrà adesso  procedere con il bando di gara per l’assegnazione dei lavori.
Il progetto prevede la ricostruzione del  ponte crollato tramite la realizzazione di opere strutturali dette “a gabbioni”. «Finalmente – aggiunge Cardillo - si giunge all’approvazione di un progetto fondamentale per le frazioni di San Giovanni Montebello e Sciara che rischiavano di rimanere isolate e spesso si sono verificati anche dei problemi quando capitava che per via di incidenti le altre strade venivano chiuse. E’ passato molto tempo dal crollo ma, nel frattempo, i consiglieri del territorio abbiamo seguito l’iter e dato la spinta, con interrogazioni e varie iniziative  aventi l’unico obiettivo di conseguire questo risultato per la comunità».
Maria Gabriella Leonardi
3 febbraio 2013

L'avvocato degli inquilini di via Carducci consegna nelle mani del Prefetto una lettera degli inquilini per chiedere tavolo tecnico


L’avvocato degli inquilini delle case popolari di via Carducci, Antonio Cristofero Alessi, ha consegnato ieri mattina, personalmente, nelle mani del Prefetto Francesca Cannizzo, una lettera dei suoi assistiti in cui si chiede la convocazione di un tavolo tecnico che tratti le problematiche di questi alloggi popolari. “Il Prefetto - dichiara l’avv.Alessi - ha ascoltato con attenzione, ha compreso l’urgenza della questione e mi ha assicurato che, a breve, sarà convocato un tavolo tecnico. Mi auguro che così, finalmente, venga fuori la verità. Chiederò la presenza non solo dei rappresentanti del Comune di Giarre, ma anche dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto del contratto di quartiere al Carmine”.
Nella lettera consegnata al Prefetto di Catania gli inquilini fanno presente il pericolo per la loro incolumità e per l’incolumità pubblica rappresentato dai fatiscenti alloggi di via Carducci. Hanno descritto la vetustà delle case e degli impianti e che il Comune di Giarre, nonostante vi sia una ditta che si è aggiudicata l’appalto per il risanamento della zona, continua ad annunciare il trasferimento degli inquilini ma che, ad oggi, tutto è rimasto immutato, compresa la pericolosità delle abitazioni.
Per queste ragioni i firmatari del documento hanno chiesto la convocazione di un tavolo tecnico in Prefettura a cui partecipino tutti i soggetti interessati e “gli organi che dovessero disgraziatamente trovarsi a rispondere di gravi danni a persone o cose già denunciate in questa missiva”.
Maria Gabriella Leonardi
2 febbraio 2013

Pendolari St arrabbiati. Trenitalia: è vero, a gennaio più ritardi. Qualche pendolare sta rischiando il posto di lavoro


Sempre più arrabbiato il folto gruppo di dipendenti St pendolari ferroviari dell’area giarrese. Mercoledì il treno di rientro da Catania-Bicocca ha portato 50 minuti di ritardo e, secondo i pendolari, ormai i ritardi sono molto frequenti, quasi ogni due giorni. Interpellata, Trenitalia ha confermato la percezione dei viaggiatori: a gennaio si è, in effetti, registrata una certa frequenza di ritardi, dovuti sempre a cause diverse. Ma ciò non modifica l’elevato dato statistico di puntualità dei treni sulla tratta Me-Ct, in quanto il dato è riferito a periodi medio-lunghi.
Abbiamo anche chiesto se i pendolari possono chiedere una qualche forma di rimborso o bonus, ma questi sono previsti per tratte medio-lunghe, a determinate condizioni, superata una certa soglia di ritardo. L’azienda ribadisce il suo impegno quotidiano affinchè il servizio funzioni nel modo migliore. Frattanto, però, ci sono persone che stanno avendo seri problemi. Una pendolare, Maria Previtera, ci ha detto: “Viaggio da Giarre a Catania e il treno ritarda spesso. Ci sono persone e in particolare una signora che, per via di questi ritardi, rischia il licenziamento ed è disperata. Per noi comunque, aspettare ogni volta 30-40 minuti è esasperante”.
Maria Gabriella Leonardi
2 febbraio 2013

Passa l'atto di indirizzo per la risoluzione del contratto con la GiarreParcheggi


Passa in Consiglio comunale l’atto di indirizzo presentato dal presidente Raffaele Musumeci per chiedere all’amministrazione comunale la risoluzione del contratto con la Giarre Parcheggi, a seguito della richiesta di risarcimento che la stessa società ha presentato al Comune per presunti danni che avrebbe subito.

Undici i consiglieri comunali presenti alla seduta che hanno votato l’atto di indirizzo all’unanimità: Raffaele Musumeci, Josè Sorbello, Orazio Pagano, Salvo Zappalà, Patrizia Lionti, Maurizio Arena, Leo Patanè, Angelo Spina, Vittorio Valenti,

 Santo Vitale

  e

 Salvatore Agatino Zappalà

  . “E’ un atto di indirizzo tardivo - ha detto Josè Sorbello - se fosse stata istituita la commissione di indagine nel 2007, quando ne avevo fatto richiesta io, si sarebbe fatta maggiore chiarezza”. “Da anni - ha detto il consigliere Leo Patanè - sono critico nei confronti della Giarre Parcheggi: da un'analisi costi/benefici è evidente un rapporto eccessivamente favorevole alla Ditta e poco conveniente per il Comune. La durata di 40 anni è vergognosa! L'unico beneficio per il Comune è il parcheggio multipiano, ma anche questo verrà gestito per 40 anni dalla ditta. Quindi, è chiaro che a queste condizioni, come da me già affermato ad inizio consiliatura, è necessario risolvere al più presto il contratto e liberare Giarre dal peso e dallo strapotere esercitato dalla ditta parcheggi".

Angelo Spina ha sottolineato come questo contratto sia stato uno dei motivi che ha fatto uscire il suo partito, il Pdl, dall’amministrazione: “Più volte abbiamo voluto che questo argomento venisse trattato in una riunione di maggioranza - ha detto - ma l’atteggiamento remissivo dell’amministrazione ci ha portato ad andare all’opposizione. All’inizio eravamo favorevoli al project financing perchè lo abbiamo inteso come un’opportunità eliminare un’incompiuta. Ma poi abbiamo visto cose che non andavano bene, soprattutto nei rapporti tra l’amministrazione e la Giarre parcheggi, oltre alle lamentele dei cittadini vessati dalle multe”.

L’assessore alla viabilità Alfredo Foti ha dichiarato che l’amministrazione si muoverà nell’interesse della città, sia esso rappresentato dalla rescissione o dalla revisione del contratto, senza preclusione alcuna, al solo scopo di migliorare il servizio.
Compiaciuto il presidente Raffaele Musumeci, soprattutto per la nuova maggioranza che si è formata in Consiglio dinanzi a questa sua iniziativa: “Il sindaco - ha detto Musumeci - non ha più una maggioranza e alla luce di ciò deve, con urgenza, venire a riferire in Consiglio”.
Maria Gabriella Leonardi
2 febbraio 2013

mercoledì 6 febbraio 2013

Dipendenti Aimeri di nuovo senza stipendi


Alla ricerca del mandato di pagamento perduto. Potrebbe essere intitolata così la mattinata che ieri hanno trascorso gli operatori del servizio di igiene ambientale in forza nella ditta Aimeri Ambiente. Come annunciato, i dipendenti ieri hanno tenuto un’assemblea sindacale e si sono recati dinanzi al Municipio di Giarre. Rosario Garozzo, responsabile provinciale servizi ambiente della Cisl spiega: “Anche con l’aiuto del consigliere Tania Spitaleri - che aveva presentato un’interpellanza per avere notizie sul mandato di pagamento emesso dal Comune di Giarre a favore dell’Ato Joniambiente - abbiamo scovato il ragno dal buco. Il dirigente finanziario del Comune, Letterio Lipari, ha fornito la data del mandato, 25 gennaio: il 30, quindi, il pagamento doveva essere visualizzato sul conto dell’Ato Joniambiente”.
I lavoratori dell’Aimeri da via Callipoli si sono allora spostati in corso Lombardia, dinanzi alla sede dell’Ato Joniambiente. “Sul conto della Joniambiente - continua Garozzo - il mandato però non risultava. L’ing.Giulio Nido dell’Ato ha, quindi, chiesto al Comune il numero di Cro (che è il numero che esce sulla ricevuta ed attesta la reale esecuzione del bonifico) ma il Comune non ha potuto fornire il numero di Cro”. “Il Comune di Giarre - spiega l’ing. Nido - da una settimana ci comunica di avere effettuato il mandato di pagamento n°37 per un importo di 780mila euro. Ma, stamattina, chiedendo il Cro abbiamo appreso che la banca ancora non aveva lavorato il mandato e quindi il numero di Cro non c’era”. “Forse - aggiunge Garozzo - il numero di Cro sarà visibile tra lunedì pomeriggio e martedì mattina”.
Nel frattempo, i dipendenti dell’Aimeri, per l’ennesima volta, non stanno percependo lo stipendio a tempo debito e, con l’arrivo del mese di febbraio, a giorni dovrebbero riscuotere lo stipendio in pagamento questo mese. “Oggi - ci spiega ancora Garozzo - dalla discarica i nostri mezzi sono tornati indietro pieni: la discarica di Lentini è chiusa sino a quando non riceverà dei pagamenti. Il problema non riguarda solo Giarre ma tutti i Comuni che scaricano a Lentini”. E ad andarci di mezzo saranno i comuni dell’Ato che scaricano i rifiuti a Lentini ma che sono in regola con i pagamenti.
Oggi, sabato, le banche sono chiuse e quindi bisogna aspettare la settimana prossima per i bonifici. “Avendo mezzi pieni - dice Garozzo - domani (oggi per chi legge) saremo a disposizione dell’azienda per lo spazzamento o qualsiasi altro servizio che non sia la raccolta che, avendo i mezzi colmi, non possiamo fare.
I lavoratori dei Comuni che scaricano nella discarica di Motta Sant’Anastasia, invece, lunedì terranno un’assemblea sindacale per chiedere l’intervento dei Comuni che sono in regola con i pagamenti, affinchè sollecitino i comuni morosi con l’Ato, che sono sempre gli stessi Giarre, Riposto, Randazzo e Calatabiano”.
Maria Gabriella Leonardi
2 febbraio 2013

martedì 5 febbraio 2013

Scontro in Consiglio tra il presidente del Consiglio comunale e l'assessore allo sport


Lo scontro tra l’assessore allo sport e turismo, Giuseppe Cavallaro, e il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci, ha catalizzato la seduta di Consiglio comunale di mercoledì sera. In via preliminare, l’assessore Cavallaro è tornato a parlare della sua diatriba con il dirigente dell’area finanziaria, Letterio Lipari. Cavallaro aveva accusato il dirigente di ingerenza nelle scelte politiche ma mercoledì, in Consiglio, l’assessore ha riferito di un confronto politico avuto in giunta sul problema perché «Se ci sono delle responsabilità sono sicuramente della politica». Cavallaro ha poi avuto unchiarimento con il dirigente che lo portano ad essere fiducioso.
L’assessore non è stato però tenero con Musumeci che, durante la diatriba, aveva chiesto le dimissioni dell’assessore. Ne è seguito uno scambio di accuse. «Mi sembra assurdo – ha detto Cavallaro - che proprio il presidente del Consiglio incensi il dirigente in quanto, più volte, lo stesso Civico consesso da lui rappresentato è stato maltratto con l’imposizione di convocare le sedute consiliari solo il pomeriggio, nei giorni di rientro dei dipendenti comunali». Musumeci per contro ha accusato la giunta di essere stata nelle condizioni di poter prevedere per tempo le decurtazioni dei trasferimenti statali e limitare, quindi, le spese: invece, ha scelto di presentare al Consiglio, l’ultimo giorno utile, la proposta di delibera che aumentava le aliquote Imu, al fine di caricare la responsabilità sui consiglieri.
Il consigliere Fabio Di Maria ha quindi tirato fuori una determina dirigenziale ad oggetto “Spese di rappresentanza della presidenza del Consiglio” con cui era stato concesso un finanziamento ad uno spettacolo, però a pagamento, tenutosi a Giarre nel 2011, senza che i consiglieri fossero stati invitati.
Sulla questione Musumeci ci ha precisato: «L’impegno di spesa era stato concordato precedentemente con l’ex assessore allo spettacolo Cantarella. I capitoli a cui attinge la determina sono dello sport e spettacolo. Ho dato il patrocinio all’evento ma non sono stati spesi soldi destinati al Consiglio comunale e se vi sono anomalie di carattere amministrativo occorre reclamare con il dirigente. In Segreteria erano arrivati gli inviti per tutti i consiglieri».
Consumato lo scontro, la seduta è proseguita con l’attività ispettiva. Tra le interrogazioni presentate, il consigliere Leo Patanè ha chiesto interventi urgenti per il complesso residenziale di via Angelina Damiani Lanza dove i residenti lamentano la presenza di ratti, rovi e sterpaglie lungo le strade che circondano il complesso. Patanè ha già segnalato la problematica all’ufficio tecnico ma, sinora, alcun intervento risulta attuato.
Maria Gabriella Leonardi
1 febbraio 2013

lunedì 4 febbraio 2013

Sporcizia al cimitero


Montagne di fiori marci coprono i secchi e i cestini porta rifiuti del cimitero di Trepunti. Una situazione che ha suscitato le proteste di alcune persone che si recano spesso al cimitero, proteste dovute non solo a una questione di decoro: ieri, infatti, un signore ci ha raccontato di essere scivolato su questi fiori.
L’immagine che si presenta ai parenti dei defunti che si recano al cimitero è desolante: i cestini lungo i viali sono stracolmi, montagne di fiori sovrastano e circondano i secchi, tutto dà una sensazione di trascuratezza. I parenti dei defunti si recano al cimitero per visitare o pregare sulla tomba dei loro cari e se ne vanno via indignati per le condizioni in cui lo hanno trovano.
Non rassegnandosi a questa situazione, qualcuno dei visitatori ha, quindi, chiesto agli operai come mai il cimitero non viene pulito e si è sentito rispondere che manca la benzina per la motoape che viene utilizzata dagli operai per girare nei viali del cimitero per raccogliere gli scarti dei fiori e svuotare i cestini.
L'assenza del carburante nei mezzi comunali avrebbe creato vari inconvenienti: addirittura, alcuni cittadini che dovevano installare in un’abitazione un contatore dell’acqua si sono sentiti rispondere dagli operai: «Se ci venite a prendere con la macchina veniamo perché abbiamo i mezzi senza carburante!».
Che sia mancato il carburante nei veicoli del Comune viene confermato dall’assessore Alfredo Foti, ma il problema adesso dovrebbe essere stato risolto: «C’è stato un periodo, negli ultimi giorni – riferisce l’assessore - in cui abbiamo avuto dei problemi dovuti a degli arretrati nel pagamento del carburante. Ma proprio oggi il dirigente mi ha detto che sono stati effettuati i pagamenti e che la situazione si è sbloccata».
Sull’esigenza di ripristinare il decoro e la pulizia all’interno del cimitero l’assessore Foti, che ha la delega ai servizi cimiteriali, assicura: «Effettueremo un sopralluogo nel cimitero per verificare se la situazione si è regolarizzata e qualora non si fosse  normalizzata interverremo subito».
I parenti dei defunti chiedono anche la collocazione di una vetrata in una cappella comunale che servirebbe come riparo: dicono che non si sa se competa all’impresa che ha la concessione comunale o direttamente al Comune. «Anche su questo – dice l’assessore Foti – verificheremo le competenze».
Maria Gabriella Leonardi
 31 gennaio 2013

domenica 3 febbraio 2013

Consiglieri comunali giarresi invitano la VI commissione dell'Ars a vedere di persona l'ospedale


I Consiglieri comunali di Giarre hanno invitato la VI commissione "Servizi sociali e sanitari" dell’Assemblea regionale siciliana a venire a Giarre per tenere una seduta nell’ospedale di via Forlanini e verificarne le condizioni. L’invito è stato formulato da una delegazione della commissione consiliare per l'Ospedale che ieri si è recata a Palermo per essere ricevuta dalla VI commissione regionale. La delegazione giarrese era composta dal presidente della commissione ospedale, Fabio Di Maria, e dai consiglieri Patrizia Lionti, Angelo Spina e Tania Spitaleri.
La VI commissione regionale, presieduta dall’on.Giuseppe Di Giacomo e fresca di insediamento, è composta per la maggior parte da membri nuovi che si sono detti disponibili a venire a Giarre per verificare quanto denunciato dai consiglieri giarresi e visionare tutta la documentazione prodotta. Quasi tutti i deputati regionali che compongono la commissione ieri erano presenti.  «Abbiamo sottolineato – spiega Fabio Di Maria – che nulla è stato fatto per il nostro presidio ospedaliero, negli anni passati e a tutt'oggi, vittima di costanti depotenziamenti, fino ad arrivare al mancato rispetto del Decreto Assessoriale. Di contro – continua Di Maria - si assiste a un potenziamento smisurato dell'ospedale di Acireale, nel quale è stato trasferito buona parte del patrimonio di specialità, reparti, attrezzature e personale dell'Ospedale di Giarre. I Direttori generali, da Scavone a Sirna, non hanno fatto altro che attuare direttive politiche incentrate sulla lenta morte dell'ospedale giarrese per favorire la crescita di quello acese. Da ultime notizie fondate si parla di un imminente trasferimento ad Acireale del reparto di Psichiatria, riferimento fondamentale per il tutto il territorio». Su quest’ultimo punto, i consiglieri comunali hanno chiesto un immediato intervento della Commissione regionale per bloccare tale provvedimento. «Temiamo – dice Di Maria - che il Commissario Sirna, vicino alla scadenza del proprio mandato, come abitudine di chi lo ha preceduto, possa fare quest'ulteriore regalo al presidio acese prima di andar via».
I consiglieri comunali hanno chiesto la piena attuazione del Decreto Assessoriale, il potenziamento del Pronto Soccorso e la piena funzionalità della radiologia e diagnostica per immagini. Chiesti anche chiarimenti sulla destinazione dei Fondi ex art. 20 destinati ad interventi strutturali e in cui rientrerebbe anche l’ospedale di Giarre. Questo tema sarà approfondito in un prossimo incontro che la commissione giarrese sta programmando con il nuovo assessore alla Sanità, Lucia Borsellino.
«Abbiamo ricominciato ad interloquire con le istituzioni regionali – afferma Di Maria - sperando che il cambio di Governo possa anche essere portatore di un cambio reale nella gestione della sanità pubblica, basata sull'equità e sulle reali esigenze di salute territoriali e non per mere logiche di scambio politico, come è accaduto fino ad oggi».
Maria Gabriella Leonardi
31 gennaio 2013

Artigiani dell'Ula stanno organizzando manifestazione di protesta per il 17 febbraio


Gli artigiani dell’Unione liberi artigiani di Giarre scenderanno in piazza la domenica precedente le elezioni politiche, il 17 febbraio, per protestare contro tutto ciò che sta bloccando l’economia: dall’aumento indiscriminato delle tasse alle banche che investono i soldi dei piccoli risparmiatori nei “loro” affari e non nell’economia reale, contribuendo così alla chiusura di tante alle imprese.
Di questo si è discusso ieri sera nella sede dell’Ula di Giarre nel corso di una riunione. «La manifestazione di protesta – ha detto il presidente dell’Ula Diego Bonaccorso – si terrà il 17 febbraio, fermo restando l'ottenimento delle autorizzazioni da parte degli organi preposti. Sarà un’azione di lotta per lo sviluppo a cui invitiamo a partecipare tutti i sindaci della provincia di Catania. L'iniziativa sarà aperta anche ad altre categorie e l’intendo è quello di smuovere le acque per un’inversione di tendenza, visto che la tendenza attuale sta portando le imprese artigiane a morire».
Ieri sera, per intanto, alla manifestazione sono stati invitati a partecipare gli artigiani insieme alle loro famiglie, alle loro manovalanze e ai loro mezzi. L’iniziativa di protesta – come spiega un volantino - vuolescuotere le coscienze della politica e degli amministratori «affinche’ rivedano l’attuale disastroso sistema e immettano/modifichino tutte quelle  normative, delibere e circolari che stanno portando al collasso il sistema imprenditoriale e quello italiano». Gli artigiani dell’Ula chiedono, in particolare, ai partiti di tener conto nei loro programmi, di tali catastrofi e di dimostrare, «non con le solite parole elettorali, ma con fatti concreti, come e se  intendono debellarle».
 «Nessun partito – spiega Aldo Schilirò – sta dicendo cosa intende fare per risolvere i problemi degli artigiani e molte piccole imprese negli ultimi periodi sono tentate di chiudere perché non riescono a mantenere il personale per mancanza di lavoro, per la tassazione arrivata agli estremi, per la concorrenza delle multinazionali, oltre che per il lavoro abusivo». Salvatore Toscano, vicepresidente dell’Ula soggiunge: «Siamo piccole imprese, viviamo del lavoro che ci chiede la gente ma, ultimamente, il lavoro ci viene a mancare: le persone sono spaventate dalle tasse e anche chi ha risorse economiche non spende. Non vediamo come i partiti intendono aiutare le piccole imprese. Chi ha fatto investimenti non è in condizione di restituire alla banca il prestito».
30 gennaio 2013
Maria Gabriella Leonardi

sabato 2 febbraio 2013

Giarre fa acqua da tutte le parti


«Giarre fa acqua da tutte le parti» verrebbe da dire vedendo le perdite della condotta idrica in giro per la città e i fiumi di acqua che si riversano copiosi sulle arterie stradali.
Si tratta di perdite che i residenti hanno segnalato e continuano a segnalare a chi di competenza e che da settimane attendono gli interventi; e nel frattempo, l’acqua si perde.
Nella periferia della città, i residenti della zona di via Ungaretti segnalano che da una ventina di giorni su questa arteria stradale c’è un’abbondante fuoriuscita d’acqua. Le auto hanno creato una scia che è copre quasi tutta la lunghezza della strada. Le piogge la nascondono ma, appena ricompare il sole, torna evidente lo spreco di prezioso liquido.
Questa perdita è stata segnalata sia agli amministratori che agli uffici competenti ma ancora attende che qualcuno intervenga. Frattanto, i residenti deplorano il dispendio di acqua che da giorni si sta consumando sotto i loro occhi impotenti. La via Ungaretti è peraltro una strada martoriata e tra coloro che la percorrono quotidianamente c’è pure qualcuno che ha contato  le buche che deve schivare con l'auto: ben ventinove!
La situazione non va meglio nel centro di Giarre dove ci sono alcune strade del quartiere del camposanto vecchio che sono letteralmente allagate per via di un’altra vistosa perdita d’acqua. Problematico percorrere queste strade a piedi o sulle due ruote, meglio cambiare strada. Il peggio è per i residenti.
Anche qui le segnalazioni al Comune di Giarre sono cadute nel vuoto. Anzi, più di una persona che in questi giorni ha contattato gli uffici comunali per segnalare un guasto o per chiedere un intervento degli operai comunali si è sentito dire che «non ci sono soldi». Il che a inizio anno è strano visto che, in genere, gli enti locali finchè non viene approvato il bilancio preventivo dell’anno in corso effettuano spese attraverso il cosiddetto “sistema dei dodicesimi”: si prende il bilancio dell’anno precedente, lo si divide rigidamente per i 12 mesi dell'anno, e si definiscono i tetti di spesa mensili.
Abbiamo, quindi, interpellato il dirigente comunale della IV area “Servizi tecnici”, arch. Venerando Russo che ci ha spiegato: «Conosciamo bene tutte queste perdite. Ci sono stati dei ritardi a causa della tardiva approvazione del bilancio preventivo 2012. Da qualche giorno l’ufficio finanziario ci ha comunicato gli importi di spesa e quindi ripresenterò l’impegno di spesa per gli interventi necessari».
In tema di soldi del Comune per la manutenzione di strade, c’è da ricordare che da quest’anno, se non subentreranno altre novità legislative, entrerà in vigore la Tares, la nuova tassa che prenderà il posto della Tarsu e che costerà di più perché oltre a dover finanziare per interno il servizio di nettezza urbana dovrà anche coprire i costi per l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade e così via. Insomma, i cittadini saranno sempre più…con l’acqua alla gola.
Maria Gabriella Leonardi
30 gennaio 2013

venerdì 1 febbraio 2013

Il presidente consiglio comunale presenta atto di indirizzo per chiedere risoluzione contratto con Giarre Parcheggi


Lavoratori St pendolari ferroviari protestano per continui ritardi e soppressione di treni


Sempre più frequenti i ritardi o le soppressioni dei treni sulla tratta ferroviaria Messina-Catania. A protestare stavolta sono i lavoratori della St Microelectronics: 63 di loro, di Giarre e di altri Comuni, sono abbonati di Trenitalia; un abbonamento ritirato proprio ieri e giusto ieri il treno che prendono questi lavoratori ha portato un’ora di ritardo e i lavoratori sono arrivati in azienda un’ora dopo l’orario di ingresso. «Da circa un mese i disagi sono diventati settimanali – racconta Enzo Di Maria, lavoratore St pendolare ferroviario - senza preavviso vengono annullati i treni, o arrivano con ritardi notevoli. Per il ritardo di oggi ho dovuto telefonare all’autista del bus navetta che ci viene a prendere alla stazione di Bicocca perché ci facesse la cortesia di aspettarci».
Il treno 8755 che parte da Giarre alle ore 6,55, proprio per accogliere le richieste dei lavoratori della St, ferma alla stazione di Bicocca. Qui un bus navetta viene a prendere i lavoratori per portarli in azienda. Mentre all’inizio i pendolari St erano 45, negli ultimi anni, con la crisi e l’aumento del prezzo della benzina, sono andati aumentando fino ad essere quest’anno 63: la maggior parte di loro sono di Giarre ma altri pendolari partono anche da Fiumefreddo, Mascali, Acireale e da altre stazioni.
Ogni volta che i lavoratori arrivano a lavoro in ritardo subiscono o una decurtazione di ore di ferie o una trattenuta economica in busta paga. «Abbiamo inviato più volte dei reclami a Trenitalia – spiega Enzo Di Maria – al massimo abbiamo ottenuto delle scuse ma mai dei rimborsi».
I pendolari St intendono chiedere alla commissione sindacale trasporti dell’azienda di inviare una lettera di protesta a Trenitalia.
MGL
29 gennaio 2013

La Giarre Parcheggi ha notificato al Comune di Giarre una richiesta di risarcimento per oltre 1milione e mezzo di euro

27 gennaio 2013

Problemi nelle ore di punta su viale Mediterraneo

Viale Mediterraneo bolgia infernale nelle ore di punta quando entrano ed escono gli alunni dalla scuola. Lo hanno appurato, con un sopralluogo, i consiglieri della IV commissione consiliare permanente, presieduta da Angelo Spina. «Con la chiusura al traffico pesante della via San Matteo – spiega il presidente Spina – i mezzi pesanti vengono dirottati su viale Mediterraneo. Qui, però, le auto dei genitori degli alunni del plesso "A.Manzoni" all’ora di ingresso e di uscita  sono parcheggiate sui due lati della strada e restringono la carreggiata; i camion, quindi, non riescono a passare e si crea una situazione caotica». L'inconveniente è stato sottoposto ai consiglieri dai genitori degli alunni; tra l'altro, è stato rilevato che anche i Carabinieri della locale stazione, se si verificasse un'emergenza nelle ore di punta, avrebbero difficoltà, a uscire con le loro auto da viale Mediterraneo. Le macchine possono parcheggiare sui due lati della strada in quanto su viale Mediterraneo non ci sono divieti di sosta e, di conseguenza, gli agenti di polizia municipale non possono intervenire elevando delle multe. «A seguito del sopralluogo – continua Spina – abbiamo inviato una lettera al sindaco Teresa Sodano, al dirigente della IV area, Venerando Russo e al comandante della polizia municipale Maurizio Cannavò affinchè realizzino su viale Mediterraneo adeguata segnaletica orizzontale e verticale e sia anche modificato il piano viario, soprattutto all’orario  di ingresso e uscita dalla scuola. La nostra proposta è quella di istituire il  divieto di sosta con rimozione da un lato della strada per liberarlo dalle auto: con la collocazione di questi divieti la polizia municipale potrà intervenire ed elevare delle multe».
Maria Gabriella Leonardi
27 gennaio 2013

Gli inquilini delle case popolari di via Carducci chiedono l'intervento del Prefetto


Il Prefetto convochi il Comune, la ditta che ha vinto l’appalto per il contratto di quartiere “Teatro al Carmine” e gli abitanti delle case popolari di via Carducci perchè sia fatta luce sull’iter procedurale dell’appalto e si trovi una soluzione affinchè gli inquilini degli alloggi popolari vivano al sicuro. E’quanto chiedono gli abitanti degli alloggi popolari di via Carducci che, ieri pomeriggio, hanno organizzato una conferenza stampa per dare risalto alle loro richieste e denunciare una volta di più il degrado delle abitazioni in cui vivono. “Lunedì stesso - ha affermato l’avvocato degli inquilini, Cristofero Alessi - provvederemo a chiedere al Prefetto la convocazione di un tavolo tecnico affinchè si diffidino gli organi competenti a fornire risposte chiare sui tempi in cui gli abitanti verranno trasferiti, sia su eventuali ostali che giustifichino questo inizio dei lavori del "Contratto di quartiere" sempre annunciato ma mai avviato.
Queste case sono un pericolo per l’incolumità pubblica - sottolinea il legale - sono ridotte in condizioni di grande pericolo. C’è da temere non solo nel caso di un evento sismico: anche gli impianti elettrici, antincendio, idrico e fognario sono fuori norma, anni luce rispetto alle recenti disposizioni normative, risalendo a decenni or sono. Vi sono crepe nei muri, i balconi sono scrostrati: gli abitanti di queste case vogliono sapere se i ritardi nell’avvio dei lavori del "Contratto di quartiere" dipendono solo dal fatto che la ditta appaltatrice non trova gli alloggi o ci sono anche altri motivi: dalle parole adesso - conclude l’avvocato - si deve passare i fatti”.
Gli abitanti degli alloggi, si sono radunati nel tratto di strada tra le due palazzine di via Carducci. Molti di loro sono delusi ed amareggiati. Uno di loro, Francesco Messina, afferma: “Chiediamo una supervisione dei tecnici del Comune: non si può vivere in queste case, vi sono infiltrazioni di acqua nelle pareti. Quando in un piano si apre il rubinetto quelli del piano di sotto si ritrovano con l’acqua dentro casa. Siamo invasi da topi e blatte. Abbiamo scritto al Comune, ai Vigili di Fuoco...ci sentiamo ignorati. Al Comune ci dicono sempre “Stiamo provvedendo” ma poi siamo sempre allo stesso punto”. 
Anche il geometra di parte, Salvo Neri, conferma il rischio per chi vive in queste case: “Lo stato di queste abitazioni è obsoleto, da trent’anni non sono manutenzionate adeguatamente, sono pericolosissime”.
Maria Gabriella Leonardi
26 gennaio 2013

Anche a Giarre una delle 222 nuove sedi farmaceutiche

Sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia concorsi dello scorso 11 gennaio è stato pubblicato il bando di concorso pubblico regionale straordinario per titoli per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche disponibili per il privato esercizio nella Regione siciliana. 222 le sedi farmaceutiche da assegnare tra quelle di nuova istituzione, quelle vacanti e quelle eventualmente diventate vacanti a seguito delle scelte effettuate dai vincitori di concorso straordinario. Tra queste 222 sedi è inclusa anche la sede per quella che sarà l’ottava farmacia di Giarre e che coprirà una vasta zona compresa  tra le frazioni di Altarello e Trepunti e precisamente le seguenti vie: via Settembrini, Strada 21 Franca, viale delle Provincie, via Ungaretti, via Foscolo, viale Don L. Sturzo, Strada 18 Rovettazzo - Altarello, Strada 17 Altarello - S.Leonardello, via Gerardo Marrone, via Almirante, via Trieste, I Traversa via Settembrini, II traversa via Settembrini, II traversa viale delle Provincie, via G. La Pira, via De Amicis, piazza Maria SS. di Portosalvo, via Montale, Vico Platano, via Gobetti,
via P.P. Pasolini, via Damiani Lanza, via Coffa, via De Amicis, via Sac. Angelo Rocca, via Michele Federico Sciacca, via Carlo Sada.
Questa zona era stata individuata dalla delibera di giunta n.76 dello scorso 3 luglio. La nuova sede farmaceutica, come le altre, sorge a seguito del Decreto Liberalizzazioni  del 24 gennaio 2012, n. 1convertito con la legge 24 marzo 2012, n. 27 che ha stabilito un nuovo quorum di 3.300 abitanti per aprire una farmacia.
25 gennaio 2013
Maria Gabriella Leonardi