giovedì 31 gennaio 2013

La raccolta differenziata prosegue...

24 gennaio 2013

mercoledì 30 gennaio 2013

Polemica assessore Cavallaro e dirigente finanziario


Per il dirigente finanziario del Comune di Giarre, Letterio Lipari, le dichiarazioni dell’assessore Cavallaro, non smentite, rendono difficoltoso l’espletamento del suo incarico, anche nella gestione del personale per la perdita di autorevolezza e credibilità.
Nella lettera inviata al sindaco, il dott. Lipari parla di frequenti attacchi alla sua persona e della continua preoccupazione di subire danni o insidie personali e professionali. Il dirigente ha ricordato la sua dedizione professionale, di non aver maturato alcun giorno di malattia, di avere oltre 200 giorni di ferie non godute, di essere stato in servizio anche di sabato senza compenso aggiuntivo e anzi di aver rinunciato a compensi dovuti per erogarli a favore dei dipendenti. «Sovente – ha scritto – è risultato utile, e comodo, scaricare allo scrivente le conseguenze delle azioni ed omissioni altrui. L’esercizio delle nuove competenze attribuite allo scrivente dal nuovo testo dell’ordinamento finanziario degli enti locali evidentemente crea difficoltà all’esercizio dell’attività altrui».
Ma in una nota l’assessore Giuseppe Cavallaro replica: «Senza dubbio il contenuto della nota del dott. Lipari appare grave ed inconcepibile; il dirigente finanziario in alcuni passaggi fa riferimento a “discredito, perdita di autorevolezza e credibilità”, perché, invece, non riflette sul danno di vario genere cagionato agli utenti che si sono visti recapitare errate notifiche di accertamento? Non solo. Tra poco si vedranno gli effetti derivanti dall’aumento del canone del servizio idrico, originato da una sua errata presunzione nel mantenere alte le tariffe Ici, tentando di imporle al Consiglio comunale che si è visto costretto a respingerle con forza. La nota del dirigente finanziario, oltretutto conferma, seppure velatamente, la sua posizione dispotica e di indirizzo nei confronti della politica, permettendosi financo di "consigliare" al sindaco un’azione punitiva nei miei confronti, per smentire e soffocare una verità che, evidentemente, a qualcuno disturba; tutto a discapito delle tasche dei cittadini».
Maria Gabriella Leonardi
23 gennaio 2013

Una lettera del dirigente finanziario infiamma il dibattito in Consiglio comunale


Una lettera del dirigente finanziario del Comune, Letterio Lipari, ha infiammato il dibattito in Consiglio comunale lunedì sera. Nella missiva, indirizzata al sindaco, il dirigente definisce lesive della propria dignità le dichiarazioni rilasciate ai media dall’assessore Giuseppe Cavallaro che accusava l’ufficio finanziario di dettare gli indirizzi politici. Lipari ha chiesto al sindaco se sussiste ancora il rapporto fiduciario per la prosecuzione dell’incarico conferitogli o di agire di conseguenza in caso contrario.
Fabio Di Maria, consigliere di riferimento dell’assessore Cavallaro, ha definito l’agire del dirigente «mediocre», dato che il Comune è sull’orlo del dissesto. Di Maria inoltre ha detto che per il trasloco e la sistemazione degli uffici comunali nella sede di viale Federico II di Svevia è stato speso quasi 1 milione di euro e lunedì, negli uffici finanziari, i consiglieri verificheranno le fatture. Di Maria ha contestato anche l’invio delle cartelle pazze la cui spedizione sarebbe costata sui 70mila euro, molte di queste cartelle sono errate e dovevano essere verificate: «Cosa farà per questo il nucleo di valutazione?» ha chiesto Di Maria secondo cui vanno sottratti i servizi a chi non li porta a buon fine e «il primo servizio da togliere – ha detto riferendosi al dott.Lipari - è la competenza sul personale».
Di diverso avviso il presidente del Consiglio Raffaele Musumeci che ha detto: «La Giunta ha utilizzato le competenze del dott.Lipari per bypassare sempre il Consiglio comunale. Ora un componente dell’esecutivo ammette pubblicamente una forma di prevaricazione: solo per il fatto di averlo dichiarato dovrebbe dimettersi insieme all’assessore che lo supporta», e il riferimento è all’assessore Leo Cantarella. Musumeci ha chiesto al sindaco di prendere posizione.
Tra i vari interventi, Gaetano Cavallaro ha rifiutato i toni da 25 aprile. Per Tania Spitaleri e Josè Sorbello quanto accaduto è colpa dell’assenza della politica. Per Leo Patanè dovrebbe dimettersi il sindaco, incapace di gestire i dirigenti, mentre per Santo Vitale se Cavallaro non condivide la linea della giunta si dimetta. 
Maria Gabriella Leonardi
23 gennaio 2013

Guasto l'impianto fognario case popolari viale delle Province


Da giovedì scorso, dagli alloggi popolari di viale delle Province una vistosa fuoriuscita di liquido fognario ha invaso la carreggiata stradale. Il liquido attraversa il cortile interno delle case popolari per andare a riversarsi sul viale delle Province. Le auto hanno creato una scia di questo liquido che ha invaso anche le arterie stradali vicine e, come riferiscono gli abitanti degli alloggi, pure un pedone che stava passeggiando è scivolato su quest’acqua sporca che scorre per strada.
Ma il problema più serio è per chi vive negli alloggi: intere famiglie con bambini, anche molto piccoli, che non possono convivere con simili condizioni igieniche, il cattivo odore e le zanzare. Alcuni degli abitanti di questi insediamenti abitativi, da giorni sono, quindi, costretti a stare con le porte e le finestre chiuse o a portare i figli piccoli da parenti: chiunque sconsiglierebbe a queste persone di vivere in un ambiente simile ma i residenti negli alloggi popolari non hanno un altro posto dove potrebbero andare a vivere.
Come riferiscono alcuni degli abitanti degli alloggi, ancora non si sa se questa fuoriuscita di liquami sia dovuta a una condotta otturata o a un tubo rotto.
Non è la prima volta che si verifica questo tipo di inconveniente, tutt’altro: il problema si ripresenta periodicamente per via dello scadente impianto fognario degli alloggi di viale delle Province.
La proprietà di questi alloggi è dell’Istituto autonomo case popolari di Acireale e l’intervento necessario è urgente. Sulla questione, ieri, abbiamo interpellato il dirigente della IV area “Servizi Tecnici” del Comune di Giarre, arch. Venerando Russo, che, in proposito, ci ha riferito: «Abbiamo già effettuato un sopralluogo sul posto e abbiamo contattato telefonicamente lo Iacp di Acireale.
Ho già firmato una diffida affinchè lo Iacp intervenga entro 48 ore. Qualora non intervenisse lo farà il Comune di Giarre ma in danno allo Iacp».
Frattanto, c’è chi vedendo la scia di liquido fognario che si è creata su viale delle Province e sulle vie limitrofe auspica che vengano disinfettate anche le strade.
Maria Gabriella Leonardi
22 gennaio 2013

martedì 29 gennaio 2013

Un punto di primo intervento pediatrico nel Pta di Giarre


Da un mesetto circa, nel Pta di Giarre, che si trova all’interno dell’ospedale di via Forlanini, è stato attivato un Punto di primo intervento pediatrico, indicato in sigla Ppi-P. Questo servizio specialistico è attivo nei giorni di sabato e domenica, dalle ore 10 alle ore 20, e nelle giornate pre-festive. Il servizio del Ppi-P è rivolto ai minori di 14 anni e vi prestano servizio alcuni  pediatri, a turnazione.
Nel Ppi-P vengono trattati i cosiddetti codici bianchi e codici verdi pediatrici, casi quindi non gravi come, ad esempio, le coliche, l’intossicazione o la febbre. Il Ppi-P non va utilizzato, pertanto, per farsi scrivere le ricette.
Il vantaggio che offre questo servizio è quello che i genitori possono rivolgersi a uno specialista pediatrico nei fine settimana e nei giorni pre-festivi, momenti in cui, in genere, i pediatri di famiglia non sono reperibili.
Il direttore del Distretto sanitario di Giarre, dott. Ignazio Gambino, spiega: «Questo servizio va a completare l’offerta sanitaria del territorio e va a implementare il Ppi».
All’interno del Pta, infatti, era già attivo il Punto di primo intervento, aperto nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 20. I Punti di primo intervento sono nati per offrire un riferimento alternativo all’ospedale, nelle ore diurne, per la gestione delle urgenze di basso-medio livello e in continuità con le ore notturne della Continuità assistenziale. I Ppi in genere servono, quindi, per decongestionare i pronto soccorso degli ospedali dai codici bianchi e parte dei codici verdi.
I Ppi-pediatrici sono, invece, specifici per i bambini; tra l’altro, sovente, i genitori quando portano al pronto soccorso i loro figli chiedono che siano visitati da un pediatra. Come riferisce il dott. Gambino, in questo primo mese di apertura, già in tanti si sono rivolti a questo nuovo servizio.
mgl
22 gennaio 2013

lunedì 28 gennaio 2013

Il servizio rifiuti a Giarre ha tanti problemi ma non per questo i cittadini devono smettere di fare la raccolta differenziata.

La Sicilia 20 gennaio 2013

domenica 27 gennaio 2013

Pendolari lamentano treni pieni e spesso in ritardo


Consiglieri intervengono su cartelle pazze emesse dal Comune


Lunedì prossimo in Consiglio comunale all’ordine del giorno è prevista anche una discussione sugli avvisi di pagamento Ici, Tarsu e Servizio idrico integrato che, da giorni, stanno arrivando nelle case dei giarresi. Gli avvisi di pagamento inviati dal Comune sono circa 2500 relativi al servizio idrico, altrettanti per l’Ici e 4000 sono invece i solleciti di pagamento per la Tassa sui rifiuti.
Il punto è stato inserito all’o.d.g. su richiesta di undici consiglieri comunali che, nei giorni scorsi, hanno partecipato ad una seduta della III commissione consiliare in cui è intervenuto in audizione il dirigente finanziario del Comune, Letterio Lipari. Il presidente della III commissione, Carmelo Strazzeri, riferisce: «Il dirigente ci ha parlato di un 10%-15% di avvisi sbagliati e il resto corretti, ma siamo rimasti dubbiosi su queste cifre». Secondo quanto detto dal dirigente gli avvisi sarebbero arrivati o a chi non ha pagato, o a chi ha pagato in ritardo o ai cittadini che hanno pagato non utilizzando il conto corrente postale (ad esempio pagando al tabacchino): in quest'ultimo caso ci sarebbero stati problemi di incrocio dei dati e al Comune non sarebbero risultati gli avvenuti pagamenti. «Abbiamo chiesto al dirigente – dice Strazzeri – di mettere a disposizione una casella di posta elettronica e un numero di fax che i cittadini potranno usare per inviare le ricevute dei pagamenti effettuati e chiedere l’annullamento degli avvisi: in tal modo, per i casi più semplici, si potrà evitare la fila negli uffici. Abbiamo anche chiesto che, almeno sino a marzo, non si dia inizio ad alcun tipo di procedura esecutiva di riscossione, per dare tempo ai contribuenti con i casi più complessi di recarsi negli uffici». 
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Josè Sorbello che, in un’interpellanza, ha chiesto al sindaco «di far luce sulla vicenda affinché si possa valutare l’efficacia della scelta amministrativa e la performance dell’offerta dei servizi amministrativi e inoltre si possano individuare i responsabili di una azione che nel suo complesso ha creato e sta creando disagio e allarmismo nei cittadini». 
mgl
17 gennaio 2013

Il sindaco adesso può contare su 9 consiglieri su 20


Si assottiglia ulteriormente il numero di consiglieri che sosterrà gli ultimi mesi della giunta Sodano. Lunedì ha lasciato la maggioranza anche il consigliere avv.Leo Patanè che spiega: «Sono stato eletto in una lista civica non apparentata con la Sodano, e sin dall’inizio sono stato critico nei confronti dell’Amministrazione. Strada facendo, ho voluto dare fiducia entrando in maggioranza per migliorare l’azione amministrativa. Senonchè ho constatato che il Sindaco, con un atteggiamento a dir poco autoritario, ha spesso assunto decisioni in maniera unilaterale, senza tener conto dell’apporto costruttivo che volevano dare i consiglieri tanto di maggioranza quanto di opposizione. Pertanto non condividendo più criteri e scelte operate dal Sindaco, specie quelle relative al tentativo non riuscito, grazie anche a me, di aumentare le aliquote Imu, l’avvenuto raddoppio, con determina sindacale, del canone acqua, le conflittualità createsi fra i dirigenti per il modo con cui è stata gestita la cosa pubblica e l’insoluto problema della Giarre Parcheggi, ho maturato la decisione di non sostenere più l’attuale maggioranza».
Nessuna maggioranza più per il sindaco che adesso dovrebbe contare solo su nove consiglieri su venti; alcuni consiglieri decidono, di volta in volta, cosa votare.
Sempre lunedì, il consigliere Patrizia Lionti ha chiesto al sindaco Sodano di rendere ufficialmente edotto, nei luoghi istituzionali, il Consiglio Comunale sulla vicenda giudiziaria “Nuova Ionia”. La Lionti ha anche chiesto di conoscere la spesa che il Comune sta affrontando per il recapito ai cittadini di ben 9000 cartelle esattoriali«dalla dubbia intelligibilità che stanno mettendo in subbuglio la quiete di numerosissime famiglie». Fabio Cavallaro ha polemizzato sull’incontro tra l’assessore Cantarella e il Movimento5stelle per accogliere una proposta degli attivisti, mentre le proposte del Consiglio comunale non vengono calcolate. Altre interrogazioni sono state presentate da Tania Spitaleri sulle strisce blu; da Josè Sorbello sulle cartelle pazze e da Angelo Spina sui topi in biblioteca.
mgl
16 gennaio 2013

venerdì 25 gennaio 2013

Nuova Ionia/ 4 Alcune accuse rigettate per differenti interpretazioni di alcune intercettazioni

La Procura di Catania ha presentato ricorso al Tribunale del riesame contro tutte le parti rigettate dal Giudice per le indagini preliminari nella richiesta di misure cautelari dell’inchiesta Nuova Ionia della Dia. Tra le parti rigettate, figurano anche alcuni fatti - contestati ad Alfio Agrifoglio, direttore generale per la Sicilia e a Roberto Russo, direttore per il personale per la stessa ditta - che sono interessanti perché spesso oggetto di reclami anche da parte dei cittadini e cioè l’utilizzo di mezzi numericamente insufficienti alla necessità del servizio o con vetustà superiore a quella consentita dal capitolato; l’omesso lavaggio dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, secondo le modalità previste dal contratto; l’omessa pulizia delle caditoie stradali, secondo le modalità previste dal contratto; l’omessa pulizia delle micro-discariche, secondo le modalità previste dal contratto. Questi fatti vengono descritti in due imputazioni: frode in pubbliche forniture e truffa aggravata in danno di enti pubblici. Secondo la tesi accusatoria si facevano apparire falsamente idonei i mezzi e svolti questi servizi in modo da ingenerare nell’ente appaltante o nei comuni la convinzione della necessità di ulteriori e straordinarie pulizie, affidate con successivi contratti in urgenza sia alla medesima Aimeri Ambiente sia ad altre società collegato con Roberto Russo. P.M. e Gip danno, però, interpretazioni differenti ad una serie di conversazioni intercettate e indicate come prova. Tra i rilievi del Gip, il fatto che in alcune conversazioni «emerge come il problema della insufficienza e della vetustà dei mezzi costituisse oggetto di discussione tra i funzionai della Aimeri Ambiente, che si prodigavano anzi nella ricerca di soluzioni» e anche che alcuni mezzi, nella disponibilità della ditta appaltatrice fossero intestati ai Comuni consorziati. In altre conversazioni il Gip non rileva valenza indiziaria.
Maria Gabriella Leonardi
15 gennaio 2013

giovedì 24 gennaio 2013

NUOVA IONIA/3 Il servizio rifiuti dopo Nuova Ionia. Come evitare la falsificazione dei formulari relativi alle quantità di rifiuti conferiti in discarica o il furto del carburante


Come evitare che, nei prossimi nove mesi di vita dell’Ato Joniambiente, possano verificarsi altri episodi come quelli emersi nell’inchiesta Nuova Ionia riguardanti, ad esempio, la falsificazione dei formulari relativi alle quantità di rifiuti conferiti in discarica o relativi al furto del carburante. Quale cittadino sarebbe, infatti, disposto a pagare una tassa sapendo che parte dei propri soldi saranno intascati dalla malavita?
Ne abbiamo parlato con il rappresentante del collegio dei liquidatori dell’Ato Joniambiente, Francesco Rubbino, che ci ha spiegato: «Per quanto riguarda i furti di carburante il danno non lo hanno subito i cittadini ma lo ha subito l’azienda appaltatrice Aimeri Ambiente. Relativamente alla falsificazione dei formulari essa dovrebbe essere limitata a un periodo di cinque mesi del 2009  durante i quali abbiamo conferito l’umido in uno stabilimento di Enna, indicatoci dalla Regione, un piccolo impianto aperto da poco. Ma se gli inquirenti accerteranno cose diverse ne prenderò atto. Nelle due discariche dove conferiamo i controlli sono serrati, vi sono ogni giorno camion in fila per essere pesati, c’è la videosorveglianza, gli autisti devono firmare, non si può sgarrare. In ogni modo, accentueremo i controlli coinvolgendo maggiormente le amministrazioni comunali perchè effettuino controlli con la polizia municipale».
Gli fa eco il dirigente tecnico dell’Ato ing.Giulio Nido: «Il primo controllo che effettuiamo è sulla coerenza dei grandi numeri delle quantità conferite, poi effettuiamo dei controlli sui carichi in partenza. Ciò che possiamo fare in più sono dei sopralluoghi, senza preavviso, nelle discariche». Il dirigente tecnico indica anche un’altra possibilità: pesare i camion in partenza nelle isole ecologiche di ogni comune per verificare che il peso della partenza e quello conferito coincidano. Ma questo controllo non può essere effettuato perché o nelle isole ecologiche non ci sono le apposite macchine per la pesatura dei camion che portano i rifiuti o direttamente, come nel caso di Giarre, non ci sono le isole ecologiche.
I cittadini pagheranno anche per i servizi non ricevuti in questi mesi, il caos rifiuti, le strade che continuano ad essere sporche? L’ing.Nido ci fa vedere l’elenco delle penali che l’Ato intende applicare all’Aimeri per i disservizi verificatisi nei comuni di Giarre, Riposto e Mascali: 81mila euro per il mese di luglio; 399mila euro per il mese di agosto, 520 mila euro per il mese di settembre, 638mila per il mese di ottobre, cifre che potrebbero però essere contestate dall’azienda.
Al momento l’Ato sta tenendo incontri con tecnici e amministratori dei vari comuni per organizzare i servizi per i prossimi mesi; non ha ancora incontrato i rappresentanti di Giarre ove è rimasto irrisolto, tra l’altro, il problema dei bidoni esposti in strada. 
Maria Gabriella Leonardi
15 gennaio 2013

mercoledì 23 gennaio 2013

NUOVA IONIA/2 - falsificazione formulari, furto della nafta e controlli col trucco...


A Giarre, dove la Tassa sui rifiuti è elevatissima e le strade sono piene di spazzatura, dove nel 2009 i cittadini protestarono sotto il Municipio contro l’aumento di questa tassa che ora tanti non pagano, chi per protesta, chi perché non ce la fa; a Giarre, chissà cosa ne penseranno i cittadini della fine che faceva il loro denaro, così come emerge dall’inchiesta “Nuova Ionia” e come riporta l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari Marina Rizza.
Falsificazione dei formulari sulle quantità di rifiuti conferiti in discarica.
La Tarsu è così cara anche perché conferire in discarica costa molto: un ritornello che più volte a Giarre si è sentito dire. In proposito è interessate un’intercettazione del 2009 tra Alfio Agrifoglio, allora direttore dell’Aimeri Ambiente per la Sicilia orientale e tra gli arrestati, e Roberto Russo, allora responsabile tecnico-operativo dell’Aimeri, già in carcere a seguito di un’altra operazione e tra i destinatari di provvedimenti restrittivi emessi per "Nuova Ionia". I due «alludono, con evidenza – scrive il Gip - ad un’operazione da essi preordinata, con la complicità di altri soggetti finalizzata a riportare nei formulari di carico/scarico dei rifiuti, da compilare all’atto dei singoli conferimenti, dati non corrispondenti ai reali quantitativi di rifiuti conferiti, ma corrispondenti invece al peso massimo di rifiuti che ciascun mezzo era in grado di trasportare ovvero che la discarica era in grado di volta in volta di ricevere». In un dialogo intercettato Russo dice: «Quando dobbiamo andare a scaricare là, gli dobbiamo fare i formulari. Quanto può portare 15000 chili? 15000 chili! Quanto può portare 18000 chili? Magari se pesa 1000. Tanto quello ce lo fa, soldi guadagna, non gli interessa».
Furto del carburante destinato ai veicoli.
«Usualmente – scrive il Gip - i rifornimenti di nafta ai camion avvenivano due giorni ogni settimana, in un numero imprecisato di occasioni uno di tali rifornimenti avveniva in realtà non già utilizzando il buono nella disponibilità della società, bensì pagando in contanti un quantitativo notevolmente inferiore di carburante, scambiando il buono che veniva ceduto al benzinaio dietro corresponsione di una quota parte del suo importo, restando l’altra parte a quest’ultimo quale compenso per la collaborazione prestata, e simulando quindi il furto del carburante, in realtà mai immesso nel mezzo, attraverso una falsa denunzia». In un altra intercettazione, Russo a un interlocutore diceva: «Facendola pulita, stretta, stretta e ti dividi i soldi col benzinaio, non te li dividi metà ciascuno, certo il regalo, perché altrimenti non converrebbe. Tu ti puoi mettere d’accordo col ragazzo, ti possono restare puliti puliti, minimo 2000 euro al mese…perché quando passi la carta…quando accucchi 6-700 euro, 1000 euro prendi e fai una denuncia che ti futteru a nafta».
Controlli col trucco.
Il capitolato d’appalto prevede che l’Ato effettui dei controlli sui servizi prestati dalla ditta appaltatrice. L’ordinanza riporta una serie di conversazioni, avvenute tra dicembre 2008 e febbraio 2009, che spiegano come avvenivano questi controlli. Vi figura anche Giuseppe Grasso, impiegato del Comune di Fiumefreddo ed ex dipendente di Joniambiente, tra gli arrestati. «Da tutte le conversazioni – commenta il Gip -emerge come il Grasso per un verso informasse il Russo, e per il tramite di questi l’Agrifoglio, in merito ai controlli che di volta in volta l’Ato Joniambiente deliberava di effettuare sul territorio per valutare l’efficienza e la produttività dell’Aimeri Ambiente nell’esecuzione dell’appalto affidatole, in modo tale da consentire a costoro di poter approntare tempestivamente i rimedi necessari a dissimulare o occultare gli eventuali disservizi».
Ieri, la Procura di Catania ha presentato un ricorso di 60 pagine al Tribunale del riesame contro tutte le parti rigettate dal Gip nella richiesta di misure cautelari dell'inchiesta Nuova Ionia. 
Maria Gabriella Leonardi
13 gennaio 2013

Adeguate all'indice Istat le tariffe delle strisce blu


La Giarre Parcheggi, la società che gestisce a Giarre la sosta a pagamento e il parcheggio di piazza Jolanda, ha aggiornato e adeguato agli indici Istat dei prezzi al consumo le tariffe orarie unitarie degli stalli blu a raso, il recupero tariffa evasa e le tariffe orarie unitarie del parcheggio Jolanda. L’adeguamento annuo è previsto dal contratto tra il Comune di Giarre e la Giarre Parcheggi.
Un’ora di sosta nelle strisce blu passa così da 0,75 centesimi a 0,77 centesimi; il recupero della tariffa evasa passa da €7,50 a €7,70. Un’ora di sosta nel parcheggio multipiano di piazza Jolanda passa da €1,67 a €1,77. Restano invariate la sottoscrizione degli abbonamenti e le tessere prepagate per la sosta nel parcheggio Jolanda. Le tariffe sono state aggiornate in base all’indice Istat del novembre 2012.
L’aumento delle tariffe per la sosta sulle strisce blu suscita comprensibili malcontenti. Abbiamo sentito il presidente della locale Confcommercio, Gaetano Bonanno, che ci ha dichiarato: “Ogni contratto prevede aggiornamenti annuali Istat ma rinunciare ad essi in momenti così difficili, rappresenta un segno tangibile di disponibilità. A tal proposito, Confcommercio aveva proposto la riduzione del costo orario della sosta per il solo mese di dicembre, poichè dal proprio osservatorio è fermamente convinta che tale riduzione avrebbe comunque portato ad un incremento del fatturato mensile. La proposta purtroppo non ha avuto seguito. Resta sancito il principio che un' impresa debba creare profitto e che pochi spiccioli non risolvano i problemi di una tassazione diventata oggi efferata, ma continuiamo a consigliare alla società di prestare molta attenzione alla "customer satisfaction" per avvicinare a sé un cittadino oggi scontento per la massiva occupazione degli stalli nel centro storico ed irritato per una multa davvero eccessiva. Investire su questo significa investire sul proprio futuro”.
L’assessore alla viabilità Alfredo Foti interpellato ci ha spiegato: “Purtroppo l’aumento della tariffa era previsto dal contratto. Tuttavia, l’amministrazione sta valutando la possibilità di ridurre il più possibile la quota del Comune nelle multe per la sosta oltre il termine stabilito, multa pari a 25 euro”. Il Comune ha chiesto in proposito un parere a un legale. “Sembrerebbe - dice l’assessore - che per la sosta oltre il termine stabilito non si debba fare riferimento al Codice della Strada (tra l’altro il Governo ha aumentato questa multa dall’1 gennaio) e, pertanto, il Comune potrebbe (ma bisogna usare il condizionale) fissare l’importo della sanzione autonomamente, fermo restando gli obblighi con Giarre Parcheggi. Ci sarà un minore introito per il Comune tuttavia è possibile che un importo più basso della sanzione riduca i ricorsi e le contestazioni e, quindi, si potrebbero abbassare i costi per il recupero di queste multe e avere una sorta di compensazione tra minori entrate e minori costi”.
Maria Gabriella Leonardi
12 gennaio 2013

martedì 22 gennaio 2013

INCHIESTA NUOVA IONIA - Le dichiarazioni di Rubbino, del sindaco e di Cittadinanzattiva


«Siamo fiduciosi riguardo a questa inchiesta perché farà chiarezza sul mondo dei rifiuti e sui rapporti con le discariche». Lo ha detto ieri Francesco Rubbino, rappresentante del Collegio dei liquidatori dell’Ato Joniambiente in cui opera l’azienda Aimeri Ambiente. «Il servizio è assolutamente indispensabile e non si può interrompere – afferma Rubbino -. Convocherò l’assemblea del soci e mi consulterò con il Prefetto per sapere come muovermi». Rubbino ricorda di avere, da parecchio tempo, fatto pressanti richieste all’Assessorato regionale all’Energia e dei Servizi di Pubblica per effettuare una nuova gara di appalto o diverse gare: «L’Aimeri – dice – creava inefficienze e disservizi. L’assemblea dei soci aveva deciso di non rescindere il contratto, malgrado la relazione critica del dirigente tecnico; una decisione presa per via dell’impossibilità di affidare ad altre ditte l’appalto e del quadro normativo incerto. L’Aimeri non è stata in grado di espletare il servizio: abbiamo comminato pesanti sanzioni sia per i disservizi che per la mancanza di mezzi».  
Il sindaco di Giarre, Teresa Sodano, ricorda di essere stato il socio più critico dell’Ato e non esclude la possibilità che il Comune si costituisca parte civile: «L’Amministrazione – dice - ha sempre denunciato i disservizi. Nell’ultimo anno il servizio è stato sempre più scadente, se l’Aimeri ha avuto “condizionamenti” come amministrazione non lo sappiamo: di certo abbiamo fatto contestazioni, interventi sostitutivi e tutto ciò che era in nostro potere».
Ieri gli inquirenti sono stati al Comune: «So che sono andati all’urbanistica – dice il sindaco - hanno voluto copie dei contratti, tutto quello che riguarda le pratiche amministrative, le segnalazioni dei disservizi. Mi diceva il dirigente che hanno riempito una macchina di carpettoni! abbiamo l’ufficio tutela ambientale, abbastanza efficiente, e ogni giorno effettua sopralluoghi e segnalazioni». E adesso? «Joniambiente – dice la Sodano - deve prendere delle decisioni, chi ci deve garantire adesso il servizio? Se l’Aimeri ha problemi immediatamente l’Ato dovrebbe affidarlo ad altri».
Tra le prime reazioni all’inchiesta vi è quella di Alfredo D’Urso di Cittadinanzattiva, candidato sindaco di Sel:« Più volte abbiamo denunciato nel settore rifiuti si muovano interessi criminali favoriti dalla opacità e dalla mancanza di controlli del sistema delle Ato che ci ha portati ad avere la spazzatura per le strade, senza che la differenziata sia riuscita a partire con costi di gestione pagati dai cittadini con una Tarsu a peso d'oro e debiti elevatissimi verso le imprese.
E' evidente la responsabilità politica di chi ha permesso e consentito questo perverso sistema».
11 gennaio 2013
Maria Gabriella Leonardi

Più fame c'è, più si gioca: le vittime del vizio del gioco a Giarre

Se c’è un’attività che non risente della crisi è il gioco d’azzardo, le lotterie e le scommesse. Anche a Giarre si sono moltiplicati agenzie e centri scommesse . Ma in questo ci colpa anche lo Stato italiano che per fare cassa inventa nuovi giochi a premi e lotterie puntando quindi su una debolezza dei suoi cittadini che può diventare anche un vizio.
Lo Stato poi si contraddice pure, visto che un recente decreto del ministro alla sanità Balduzzi, convertito in legge,  aggiorna i Livelli essenziali di assistenza, tenendo conto anche di nuove patologie tra cui la “ludopatia”. Centri scommesse, ma anche i tabacchini che vendono i tagliandi delle lotterie istantanee, devono esporre adesso un’informativa contenente una serie di indicazioni, che servono per capire se la passione del gioco è diventata patologica, con l’elenco delle strutture territoriali che trattano le dipendenze patologiche. «L’Asp di Catania ha recepito subito la normativa – afferma  il dott. Carmelo Mazza Direttore del Dipartimento dipendenze patologiche dell’Asp 3 – chi gestisce strutture ove si pratica il gioco deve esporre l’informativa sui rischi del gioco d’azzardo patologico e che può essere scaricata dal sito dell’Asp www. aspct.it».
L?ingresso della sede del Sert a Giarre
A Giarre la struttura preposta a trattare la dipendenza dal gioco è il Ser.t., Servizio Tossicodipendenze, che si trova nel vecchio ospedale, con ingresso da piazza Giovanni Verga  n.9. Il responsabile è il dott.Salvo Di Dio che spiega: «Trattiamo già persone affette dal vizio del gioco, una patologia che è in fase di conoscenza e che da molti non è ancora ritenuta una malattia, anche per timore dell’ “occhio sociale”».
I casi trattati dal Ser.t. di Giarre sono circa una decina, per la maggior parte uomini, in linea con il trend nazionale.
«Con le persone che seguiamo – aggiunge il dott. Di Dio – teniamo colloqui di psicoterapia individuale o con le famiglie dei giocatori. Ove fosse necessario, sono possibili anche trattamenti con farmaci». Tra i casi seguiti dal Ser.t di Giarre anche qualcuno che è incappato nei giochi on line. Il dott. Di Dio spiega che alla dipendenza non si arriva mai per caso e che c’è una sorta di predisposizione; e poi stigmatizza programmi tv e gli spot che incentivano al gioco: «Si stimola – spiega il medico – chi gioca per indigenza, chi non lavora, chi non ha denaro, prospettando la possibilità di arricchirsi facilmente. Ricordo quanto mi disse un pensionato che tanti anni fa vidi scommettere 200mila lire su una schedina: “Più fame c’è, più si gioca”». 
mgl

10 gennaio 2012

lunedì 21 gennaio 2013

All'albo pretorio la determina con il raddoppio della tariffa dell'acqua


Il Consiglio comunale non ha aumentato le aliquote Imu, il Sindaco, per salvaguardare gli equilibri di bilancio, ha raddoppiato il canone dell’acqua. Una manovra che già si sapeva e ieri è stata pubblicata all’albo pretorio on line del Comune di Giarre la determina sindacale con le nuove tariffe del servizio idrico integrato 2012 che, in pratica, raddoppiano le precedenti.
La determinazione, la n.75 bis del 31 ottobre 2012, spiega che si è reso necessario adottare tutti gli atti che servono per salvaguardare gli equilibri di bilancio posti a repentaglio dalla mancata adozione, da parte del Consiglio comunale, della proposta deliberativa consiliare II° area n.73 del 22 ottobre 2012 riguardante le aliquote Imu 2012. La determina spiega anche che la variazioni delle tariffe attiene alle competenze del sindaco e, rielaborando le tariffe del servizio idrico, si diminuisce sensibilmente il saldo negativo tra le entrate e le spese previste per l’esercizio finanziario 2012.
In uno schema sono presentate le tariffe precedenti e le nuove. Ad esempio, per le utenze domestiche, per un tipo di fornitura molto comune, la 50 metri cubi, la tariffa del canone quadrimestrale prima era di 24 euro a cui andava aggiunta l’Iva al 10% (€2,40). Chi ha questo tipo di fornitura sino al 2012 ha pagato, con l’arrotondamento, 80 euro di canone dell’acqua. Nel 2013 la nuova tariffa sarà esattamente il doppio: 48 euro a cui va aggiunta l’Iva al 10%. Quindi quest’anno, arrotondando, l’utente pagherà 160 euro.
Mentre l’Imu ha interessato i proprietari di casa e di case, il raddoppio della tariffa dell’acqua interessa tutti, anche chi non è proprietario di casa e non fa differenze di reddito: la tariffa dell’acqua è raddoppiata per tutti, poveri e ricchi.
Il raddoppio della tariffa dell’acqua interessa tutti i tipi di utenza, domestiche, non domestiche, speciali e tutte le altre.
mgl
10 gennaio 2013

Poste italiane dice che ha avviato i lavori nell'ufficio postale di San Giovanni Montebello


Poste Italiane, attraverso la responsabile territoriale comunicazione per la Sicilia, Maria Grazia Lala, fa sapere che nell’ufficio postale di San Giovanni Montebello, chiuso da più di due mesi, i lavori sono iniziati lunedì scorso. Gli interventi di messa in sicurezza, «indefettibili»,  erano stati inseriti in un calendario e per avviarli si è attesa la conclusione delle festività. Una volta che saranno conclusi questi interventi, l’ufficio postale potrà riaprire. Non è stato possibile sapere la data di conclusione di questi lavori e, quindi, di riapertura dell’ufficio, anche se i tempi non dovrebbero essere tempi lunghi.
Dall’esterno dell’ufficio postale ieri, comunque, non si vedeva nulla.
L’ufficio postale di San Giovanni Montebello alla fine di ottobre era stato preda di un furto. Da allora è stato chiuso in attesa di lavori di adeguamento, con conseguenti disagi per la popolazione della frazione. L’ufficio, essendo distante sia da quello di Macchia che da quello di Sant’Alfio, ha una notevole utenza. I maggiori disagi in questi mesi li stanno patendo i pensionati e, soprattutto, chi deve trovarsi un passaggio per recarsi a Macchia per ritirare la pensione.
Pressante, quindi, la richiesta di riapertura dello sportello postale da parte della popolazione sangiovannese che, in massa, ha aderito in massa alla petizione popolare indetta dal circolo “Liberiecittadini” sia per chiedere con forza a Poste Italiane la riapertura dell’ufficio di San Giovanni Montebello sia per chiedere alla Provincia il ripristino urgente del ponte sulla strada provinciale che collega San Giovanni Montebello con Sciara.
Su questo avvio dei lavori all’ufficio postale il leader di Liberiecittadini, il consigliere provinciale Pd Salvo Patanè, afferma: «Ne prendiamo atto anche se più che sapere quando sono iniziati sarebbe meglio sapere anche quando finiranno.
Venerdì chiuderemo la petizione popolare che ha già superato le 150 firme, pensiamo di arrivare a 200 sottoscrizioni. Le invieremo sia a Poste Italiane che al commissario straordinario della Provincia regionale di Catania.
Siamo estremamente soddisfatti della risposta che ha dato la società civile su due problematiche della frazione».
mgl
9 gennaio 2013

domenica 20 gennaio 2013

Affidare a privati la gestione di un chiosco all'interno del parco Chico Mendez


Realizzare un chiosco all’interno del parco Chico Mendez da affidare a un privato che si occuperà anche di aprire il parco e curarne la manutenzione. E’ la proposta della IV commissione consiliare permanente, presieduta da Angelo Spina, che, dopo aver seguito l’iter per l’affidamento a privati della tensostruttura di via Almirante, adesso ci riprova con il parco “Chico Mendez”.
Su questa questione ieri era prevista una seduta della commissione che, però, è stata rinviata alla settimana prossima.
Il parco Chico Mendez versa in stato di abbandono ed è sempre chiuso. Già nel giugno del 2011 si parlava  di realizzare all’interno del parco uno spazio ludico e di trasformare il locale adibito ad alloggio del custode del parco, in un chiosco. Un progetto su cui anche il sindaco si era impegnato. Furono pure previste delle somme in bilancio per la realizzazione dell’area ludica ma l’iniziativa non andò avanti. In una seduta di un paio di mesi fa, però, il Consiglio comunale ha individuato i siti dove potranno nascere dei nuovi chioschi, e tra questi figura anche il parco “Chico Mendez”. «Non vogliamo pensare, come si faceva una volta – afferma Angelo Spina – prima al reperimento dei fondi per realizzare l’area ludica e poi alla gestione del parco: sarebbe inutile realizzare uno spazio giochi se poi il parco resta sempre chiuso. Vogliamo, invece, prima pensare alla gestione del parco: la casa del custode, all’ingresso del parco, dovrà essere trasformata in chiosco e chi lo gestirà dovrà anche avere l’onere di aprire e chiudere il parco, provvederne alla pulizia e alla cura del verde. Il tutto dovrà essere a costo zero per l’amministrazione. La settimana prossima la IV commissione incontrerà il dirigente comunale dell’area IV "gestione urbanistica, territorio ed ambiente", Venerando Russo, per definire il bando per l’affidamento del chiosco». L’operazione potrebbe essere realizzata entro la primavera. A incoraggiare i consiglieri su questa strada vi è il riuscito affidamento a un privato della tensostruttura che, se fosse rimasta nella gestione del Comune, sarebbe con ogni probabilità diventata l’ennesima incompiuta.  Spina ribadisce la volontà di realizzare un’area ludica all’interno del parco Chico Mendez: «Sarebbe l’unico parco giochi per bambini della città» ricorda. Giarre, infatti, non offre servizi per i più piccoli, non solo non c’è più da anni un asilo nido comunale ma non c’è neanche un parco giochi dove i genitori, quando fa bel tempo, possono portare i loro bambini. Per trovare un parco giochi pubblico e fruibile dove accompagnare i propri figli bisogna recarsi almeno alla villa Pantano di Riposto. «All’interno del parco Chico Mendez – aggiunge il presidente Spina – vorremmo realizzare anche un percorso benessere per rivitalizzare quest’area anche da un punto di vista ambientale: nei vari sopralluoghi abbiamo constatato che l’area si presta».
Maria Gabriella Leonardi
9 gennaio 2013

Giarre è pronta per le calamità? il punto sull'organizzazione della Protezione Civile

In Sicilia, regione ad alto rischio sismico, non si può mai abbassare la guardia verso i terremoti e una buona prevenzione può fare la differenza in caso di calamità.
I sismi sono frequenti: qualche giorno fa delle scosse hanno interessato la zona tra l’Etna e i Nebrodi e a novembre una sequenza sismica ha coinvolto anche il giarrese. Appena qualche giorno prima si era insediato l’assessore alla protezione civile ing.Alfredo Foti con cui abbiamo fatto il punto della situazione.
Aree di raccolta della popolazione in caso di calamità.
Secondo quanto risulta nella pagina internet della Protezione Civile regionale sono 67 le aree di protezione civile nel Comune di Giarre, incluse quelle non fruibili da adeguare. In molte di queste aree da tempo è assente pure la segnaletica. Emblematica è l’area di Santa Maria la Strada dove vi si trovano auto abbandonate, micro-discariche di rifiuti, camion, una roulotte e pure una coltivazione di piante.
«E’ stata effettuata – spiega l’assessore Foti – una ricognizione in cui sono state verificate le condizioni delle singole aree e gli interventi necessari per ripristinarle. Al momento si sta predisponendo un computo metrico delle somme necessarie. Servirà un impegno di spesa».
Piano comunale di Protezione Civile.
E’ il progetto di tutte le attività coordinate e di tutte le procedure che dovranno essere adottate per fronteggiare un evento calamitoso.
«Mercoledì – afferma l’assessore Foti – incontrerò l’arch.Venerando Russo, dirigente dell’area “gestione urbanistica, territorio ed ambiente", l’ing. Gaetano Bonaccorso, responsabile del servizio comunale di protezione civile, e il geologo del Comune Silvestro Menza per la predisposizione di un piano comunale di protezione civile aggiornato. In più ho anche chiesto il censimento di attività a rischio in caso di calamità, come case di riposo o asili nido».
Piani di protezione civile nelle scuole.
«Abbiamo chiesto alle scuole i loro piani aggiornati – spiega l’assessore - non tutte ci hanno già risposto, forse perché i piani non sono stati modificati; comunque andrebbe comunicato al Comune».
Centro operativo comunale.
A Giarre si trova accanto alla pista di atletica, ma la strada che bisogna percorrere per raggiungerlo è stretta e, in caso di calamità, con un viavai di mezzi di soccorso sarebbe un problema. «Nell’ambito del progetto per l’eliporto – spiega l’ing.Foti - sono state previste nuove aree di accesso. Inoltre, nel piano regolatore, nell’area compresa tra le tribune e l’albergo Sicilia è prevista una viabilità. Si sta valutando la possibilità di realizzarla con un minimo intervento, ad esempio o con un accesso condiviso con privati o ottenendola in cessione».
Maria Gabriella Leonardi
8 gennaio 2013

venerdì 18 gennaio 2013

Una chiesa per un giorno trasformata in sala da pranzo per una banchetto della solidarietà


Ieri a ora di pranzo la chiesa “Gesù Lavoratore” si è trasformata in un’enorme sala da pranzo per un banchetto della solidarietà a cui hanno preso parte oltre un centinaio di persone. L’iniziativa è stata promossa da una rete di organizzazioni solidali: Caritas parrocchiali, la comunità di S.Egidio, il Centro di aiuto alla vita, l’Avulss e le suore di Macchia, con la benedizione del vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti. «Per il secondo anno – spiega il parroco di “Gesù Lavoratore”  don Nino Russo – stiamo organizzando questo pranzo solidale insieme alla comunità di S.Egidio. Nella nostra città molte persone sopportano la povertà con dignità e dato che il Natale è la festa della famiglia e la parrocchia è una famiglia che accoglie tutti abbiamo allestito questo banchetto dentro la chiesa, proprio a dire che ci sentiamo tutti una grande famiglia».
Il pranzo è stato preparato dai volontari che hanno condiviso il pasto alla stessa tavola degli invitati.
Per la comunità di S.Egidio il pranzo di Natale con i poveri è una tradizione nata a Roma nel 1982 nella Basilica di S.Maria in Trastevere. «A dicembre – spiega Walter Cerreti della comunità di S.Egidio – abbiamo realizzato altri pranzi a Catania, nella chiesa di Santa Chiara, sede della comunità, ad Aciplatani in chiesa madre e in altre città siciliane, oltre a feste in alcuni istituti per anziani».
Andrea Grasso, membro del gruppo ministranti e del gruppo “S.Isidro” della Chiesa madre per il secondo anno partecipa da volontario: «E’un’esperienza che lascia tanti bei ricordi  - dice - riempie di gioia vedere che puoi servire le persone e renderle felici con poco. E’ anche importante che questa iniziativa si tenga nel tempo di Natale per completare questo cammino nel migliore dei modi, servendo gli altri sul modello di Gesù».
Anche i volontari dell’Avulss sono stati coinvolti nella preparazione del pranzo: «Condividiamo lo spirito di questo pranzo – dice la presidente Valeria Ferro - per questo abbiamo accettato l’invito di padre Nino a collaborare, mettendo a disposizione risorse economiche e umane. Abbiamo di recente anche chiesto la collaborazione di alcune Caritas per realizzare un altro progetto a favore dei bisognosi».
Ogni invitato ha ricevuto un regalino e il pranzo si è concluso con l’arrivo di Babbo Natale.
mgl 
6 gennaio 2013

Natale, il bilancio dei commercianti

3 gennaio 2013

Respinta la sfiducia al sindaco Sodano


Erano le due di notte inoltrate quando il Consiglio comunale ha esaminato la mozione di sfiducia contro il sindaco Teresa Sodano presentata dal consigliere Josè Sorbello e sottoscritta da altre sette consiglieri comunali. Sorbello ha spiegato che l’atto era stato ponderato e non era stato presentato a cuor leggero. Nella suo ampio intervento, tra l’altro, ha ricordato che il Consiglio ha operato su atti principali a ridosso da scadenze, sotto il ricatto che la mancata approvazione avrebbe portato allo scioglimento del Consiglio stesso. Poi ha anche ricordato anche che per diversi mesi il sindaco ha operato in assenza di giunta o con gli assessori senza delega come se fosse un organo monocratico. Poi ha menzionato i tantissimi incarichi esterni affidati durante la sindacatura reclamando che non è stato mai portato un report. Tra i vari interventi che sono seguiti, Gaetano Cavallaro e Orazio Pagano hanno replicato parlando della insufficienza delle motivazioni addotte da Sorbello e sottolineando che la mozione di sfiducia veniva presentata a meno di 6 mesi dalle elezioni.
La sfiducia al sindaco è stata respinta con 8 voti contrari mentre i favorevoli erano 5.
mgl
29 dicembre 2012

giovedì 17 gennaio 2013

Comune approva bilancio ma non rispetta patto di stabilità


L’aumento del canone dell’acqua e gli avvisi di pagamento dell’Ici per gli “immobili fantasma” sono alcuni dei provvedimenti previsti da un emendamento approvato dal Consiglio comunale e che ha portato in equilibrio il bilancio del Comune di Giarre. L'ente, tuttavia, non è riuscito a rispettare per il 2012 il patto di stabilità e questo comporta alcune importanti conseguenze. Ma tornando all’emendamento, formalmente presentato venerdì sera in Consiglio comunale dal consigliere Carmelo Strazzeri del Pds-Mpa, tra le voci di entrata più significative previste dal Comune vi è l’incremento delle entrate del Servizio idrico integrato: una determina sindacale del 31 ottobre scorso ha disposto, infatti, l’adeguamento tariffario. Il canone dell’acqua, in pratica, raddoppierà ma non le altre voci del servizio che sono l’eccedenza, la fognatura e la depurazione. In compenso è stata ritirata la proposta di aumento delle aliquote dell’Imu.
Altro provvedimento previsto dall’emendamento, sono le emissioni di avvisi Ici relativi ad annualità pregresse dei cosiddetti “immobili fantasma” segnalati dall’Agenzia delle Entrate. Come ci ha spiegato il dirigente finanziario Letterio Lipari, questi immobili sarebbero circa 450. Altri avvisi Ici sono stati emessi per le aree edificabili di cui una delibera di giunta comunale del 17 dicembre scorso ha determinato i valori venali, in comune commercio, per zone omogenee. L’emissione di questi avvisi di pagamento, come ci ha spiegato il dott. Lipari, non era stata svolta gli anni scorsi. Il Comune in più attende un importo erogato dalla Regione a titolo di compensazione per la soppressione dell’addizionale comunale sul consumo di energia elettrica. Altri 200mila euro il Comune li ha introitati attraverso l’estinzione anticipato di uno swap  (strumento finanziario derivato) sottoscritto nel 2002. Infine, alcuni debiti fuori bilancio non sono ancora stati riconosciuti e di conseguenza sono stati ridotti gli stanziamenti di uscita.
Il Comune, comunque, non rispetta il patto di stabilità e questo comporta alcune conseguenze tra cui la riduzione delle indennità di giunta e consiglieri. Inoltre, come ha ricordato il consigliere Santo Vitale in Consiglio, non sarà possibile stabilizzare i precari, ma sarà comunque possibile proseguirne i contratti.
Un secondo mini-emendamento è stato presentato dal presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci: 3.500 euro per la riparazione degli orologi del Duomo.  Proprio da Musumeci le critiche più pesanti al riequilibrio del bilancio «effettuato – ha detto - con una serie di emendamenti tecnici, che altro non sono che un gioco di numeri al fine di una malriuscita alchimia contabile della quale se ne avrà piena contezza, solo sulle tasche dei contribuenti e con la prossima amministrazione che si troverà davanti ad un siffatto disastro finanziario al momento camuffato».
mgl 
29 dicembre 2012

Comune vende Centro diurno per anziani


E’ andata a buon fine una delle tre aste che il Comune aveva programmato per ieri mattina. Negli uffici di viale Federico II di Svevia ieri si sono tenute, infatti, tre gare per l’alienazione di altrettanti beni comunali: un terreno che si trova nella frazione di Miscarello, un altro terreno che si trova nella frazione di Trepunti,  e, infine, l’immobile denominato “Centro diurno di assistenza ed incontro per gli anziani e gli inabili” che si trova nel comparto 8 di viale Aldo Moro.
In una nota, il dirigente finanziario del Comune di Giarre, dott. Letterio Lipari, ha dichiarato che per i terreni di Trepunti e Miscarello non sono pervenute offerte e pertanto la gara è stata infruttuosa. Per l’immobile di viale Aldo Moro, invece, è pervenuta una sola offerta al rialzo, che è stata giudicata ammissibile. Il prezzo posto a base d’asta era pari a 399mila476 mila euro e l’importo, invece, offerto è stato di 400 mila euro.
In questo frangente, la vendita del Centro diurno ha una doppia valenza: da un lato giova alle casse del Comune che sta attraversando un momento finanziario delicato e, in secondo luogo, è anche un’opera pubblica giarrese rimasta incompleta in meno.
Del lungo elenco di incompiute di certo il “Centro diurno per anziani” è una di quelle meno conosciute e appariscenti, anche perché nello stato in cui si trova non ne era possibile alcuna fruizione. Di quello che doveva essere un centro diurno per anziani i lavori iniziarono nel 2004 ma si arrivò a realizzare solo lo scheletro dell’edificio in cemento armato. E, purtuttavia, il comitato di quartiere “San Camillo – Peri” proprio di recente aveva auspicato che questo edificio incompleto potesse essere trasformato in centro polifunzionale a servizio del quartiere.
Come spiegato venerdì sera in Consiglio comunale il dott. Lipari, «il ricorso all’alienazione dei beni del Comune si è rivelato sempre meno efficace per via della congiuntura economica». Nel contempo il patrimonio dell’ente a mano a mano si è assottigliato.
Il ricavato della vendita del centro diurno, come ha spiegato, sempre venerdì sera, il dirigente finanziario, non sarà utilizzato per finanziare i debiti fuori bilancio ma «potrà essere utilizzato per la parte costituente plusvalenza, per il rimborso delle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui»
Per le due gare andate deserte relative al terreno di Miscarello e al terreno di Trepunti è prevista la riproposizione del bando con l’esercizio finanziario del 2013.  
mgl
29 dicembre 2012

Natale tra i rifiuti in molte strade giarresi

Natale 2012 a Giarre è trascorso tra i rifiuti. In occasione delle festività natalizie e di fine anno normalmente aumenta la produzione di rifiuti: ci sono cenoni, pranzi, persone che lavorano fuori che rientrano nei comuni di origine... Ma i rifiuti che in giro si vedevano a Natale non dipendevano solo da questo: infatti, in tante arterie stradali, al solito a macchia di leopardo, la spazzatura non era stata raccolta né il sabato né la vigilia di Natale, lunedì 24, che era giorno lavorativo. Risultato: la formazione di cumuli di rifiuti indifferenziati. A questo va aggiunta la mancanza di uno spazzamento adeguato per cui anche se vengono ritirati i rifiuti, cartacce e scarti restano comunque a terra.
I disservizi sono ormai all’ordine del giorno, la raccolta differenziata di fatto non esiste più e la situazione non accenna a migliorare.
Sulla questione abbiamo interpellato, ancora una volta, l’Ato Joniambiente che è al corrente della situazione, tramite i sopralluoghi quotidiani che vengono effettuati dai funzionari dell’Ato non solo nel Comune di Giarre.
In base alle ultime novità dalla Regione Siciliana, gli Ato saranno prorogati sino a settembre 2013. Ma nei prossimi nove mesi non si può proseguire così, vorrebbe dire un anno di continui disservizi e la seconda estate di emergenza rifiuti. Senza dimenticare che nel 2013 la Tarsu scomparirà e al suo posto subentrerà una nuova tassa, “Tassa rifiuti e servizi” e, in tutta Italia, con questa nuova tassa sono attesi aumenti. Si rischia di dovere pagare ancora di più, continuando ad avere strade sempre sporche.
Il dirigente tecnico dell’Ato, ing. Giulio Nido, ci spiega: «Sino al 30 settembre 2013 saremo qui, dopo l’ennesima proroga. A questo punto si tratta di decidere se prorogare ancora il servizio con l’Aimeri Ambiente oppure se dobbiamo individuare un’altra soluzione.
Ormai – aggiunge l’ing. Nido - attendiamo solo la pubblicazione sull’a Gazzetta Ufficiale della proroga degli Ato e di conoscere cosa la legge ci concederà di fare».  Come spiega il dirigente dell'Ato, il servizio dovrà essere messo a punto a prescindere dalla possibilità che la legge conceda o o meno all’Ato di indire una nuova gara di appalto. «Ci siederemo allo stesso tavolo con l’azienda Aimeri per capire se ci garantirà, nei prossimi mesi, tutti i servizi o meno – sottolinea l’ing. Nido – altrimenti dovremo individuare una soluzione diversa».
28 dicembre 2012
mgl

Via Fratelli Cairoli - zona franca dal rispetto delle regole


La via Fratelli Cairoli è una zona franca dal rispetto delle regole. Il punto critico è il tratto compreso tra le vie Quintino Sella e Massimo D’Azeglio. Qui da un lato è previsto il parcheggio delle auto parallelamente al marciapiede mentre dal lato opposto il parcheggio dei veicoli è previsto a lisca di pesce. Ma nella quotidianità ognuno fa come meglio crede e a qualunque ora del giorno è possibile trovare auto lasciate in sosta in doppia fila, senza che ci sia mai un vigile urgano che sanzioni le irregolarità.
Via Fratelli Cairoli, come tutte le strade del quartiere Jungo è ampia, tant’è che è a doppio senso di circolazione e nel contempo vi è la possibilità di parcheggio su entrambi i lati. Ma con le auto sempre in sosta a casaccio la carreggiata si restringe e finisce sovente che vi è lo spazio per una sola fila di auto, con conseguente gara dei veicoli a chi si infila prima.
Aldilà di questi ordinari intoppi della viabilità la via Fratelli Cairoli è emblematica del consolidato mancato rispetto delle regole di tutta la zona che gravita attorno a viale Libertà dove gli automobilisti sono abituati all’assenza di controlli.
Una situazione che è nota anche all’assessore alla Viabilità, Alfredo Foti, che, in una nota, spiega come intende intervenire: «Sulla scorta anche di alcune richieste dei residenti del quartiere, di concerto con la parrocchia della chiesa Gesù Lavoratore, al fine di razionalizzare le soste, è mia intenzione, subito dopo le festività natalizie, ridisegnare in via Cairoli gli stalli però a spina di pesce, evitando in tal modo le doppie file ottenendo, nel contempo, un  maggiore numero di posti auto. Resta inteso che occorre una maggiore vigilanza e, in tal senso, l’idea è quella di un vigile di quartiere che, a fasi alterne, sarà distaccato per alcune ore per un presidio permanente nella zona tra viale Libertà, via Cairoli sino al largo Fleming». 
28 dicembre 2012
mgl

mercoledì 9 gennaio 2013

Il garante dei diritti dei detenuti Fleres al carcere di Giarre: «Che non si sprechi il patrimonio strutturale della casa circondariale di Giarre»


«Che non si sprechi il patrimonio strutturale della casa circondariale di Giarre». E’ questo l’auspicio del sen.Salvo Fleres,  Garante dei diritti dei detenuti, in visita, la vigilia di Natale, nel penitenziario di via Foscolo.
Il sen.Fleres ha portato gli auguri al personale del carcere e ai detenuti e ha personalmente illustrato due proposte di legge di loro interesse: «Una – ci spiega – riguarda le pene alternative ma, a livello nazionale, si ritiene che non porterà grandi cambiamenti perché interesserà 500 persone in tutta Italia. La seconda proposta di legge, invece, riguarda lo sconto di pena e prevede di portare da 45 a 60 giorni lo sconto di pena per buona condotta. Questa seconda proposta di legge  inciderebbe su 5-6000 detenuti in Italia».
Secondo il garante Fleres, la casa circondariale giarrese è in condizioni migliori rispetto a tante altre strutture, sia per quanto riguarda l’affollamento, sia per ciò che concerne la situazione strutturale: «I problemi che qui ho riscontrato sono di natura trattamentale – spiega – e non riguardano solo Giarre». Il senatore fa riferimento alle serre e ai laboratori per la creazione di prodotti artigianali: «Se ci fossero le risorse – spiega il sen.Fleres – i detenuti potrebbero svolgere in maniera differente la loro pena, la carenza di fondi ha, purtroppo ridotto le capacità trattamentali». La casa circondariale di Giarre, tra l’altro, è anche Istituto a custodia attenuata e ospita detenuti tossicodipendenti che hanno chiesto di partecipare volontariamente ad un programma di recupero e riabilitazione: il lavoro nelle serre e nei laboratori è una fondamentale attività di recupero. Secondo il senatore Fleres con un  piccolo investimento, anche di una decina di migliaia di euro, potrebbe dare slancio alle attività nelle serre e nei laboratori. E l’attività artigianale e agricola gioverebbe al reinserimento dei detenuti, una volta usciti dal carcere. In questo ambito, la competenza per l’erogazione di questi fondi spetterebbe al Ministero della Giustizia o al fondo della Cassa delle Ammende. Secondo il senatore Fleres il rilancio delle attività nelle serre e nei laboratori potrebbe rendere la casa circondariale di Giarre un esempio anche per altre. Da qui l’auspicio che il patrimonio strutturale di Giarre non venga perduto.
27 dicembre 2012
Maria Gabriella Leonardi