martedì 25 settembre 2012

Primo giorno nella nuova sede degli uffici comunali

Primo giorno per gli uffici comunali nella nuova sede di via Federico II di Svevia già ieri mattina aperti al pubblico. Si entra dall’ingresso secondario di via Vittorini. Sia su via Federico II che
su via Vittorini vi è ampia possibilità di parcheggio. All’anche all’interno delle mura perimetrali sono marcati a terra degli stalli per la sosta.
L’apertura di ieri al pubblico degli uffici comunali segna la nuova vita di questa struttura nata per essere una casa albergo, portata a
termine, arredata, ma poi mai entrata in funzione con questa finalità;
per questo motivo l’immobile ha finito per essere annoverato tra le
incompiute giarresi. L’edificio è rimasto chiuso per tanti anni ed è
stato preda dei vandali. Anche ieri, entrando, si potevano notare i
segni lasciati dagli atti vandalici e dai furti che ha subito questo
edificio, come i quadri elettrici e le manichette antincendio rubate.
Non a caso, al pian terreno delle inferriate sono state collocate alle
finestre.
Gli uffici comunali sono stati aperti al pubblico ma l’inaugurazione
ufficiale dovrebbe tenersi più in là, forse a settembre. Nella nuova
sede di via Federico II di Svevia sono stati allocati gli uffici
demografici che prima si trovavano in via Lisi e gli uffici finanziari
del Comune che prima si trovavano in viale Aldo Moro e quelli che si
trovavano in via Teatro. Nei prossimi giorni dovrebbe essere attivato
all’interno dello stabile di viale Federico II anche lo sportello
polifunzionale della Serit. All’ingresso dello stabile vi è una sala
dove gli utenti che devono recarsi negli uffici attendono il loro
turno. Le operazioni di trasloco non si sono ancora concluse.
Il trasferimento degli uffici comunali nell’unica sede di viale
Federico II di Svevia era atteso da molto tempo ed è di certo una
grande conquista dell’amministrazione Sodano sotto tutti i punti di
vista perché dà un senso a un edificio rimasto chiuso e inutilizzato
per anni, per cui sono state spese somme ingenti di denaro pubblico;
perché è più comodo per gli utenti trovare i vari uffici comunali in
un’unica sede e poi perché così il Comune risparmierà i circa 150mila
euro che ogni anno ha speso per pagare gli affitti dei locali di viale
Aldo Moro, di via Lisi e di via Teatro. Un risparmio che, quindi, non
sarà una tantum ma strutturale.
Maria Gabriella Leonardi
2 agosto 2012

lunedì 24 settembre 2012

Ancora lamentele per la raccolta integrata

Sarebbe stata raccolta molta plastica ieri mattina a Giarre,
nell’ambito della raccolta integrata dei rifiuti e questo avrebbe
provocato un rallentamento nel servizio. L’aumento delle quantità di
rifiuti differenziati, se si mantiene, sarebbe una buona notizia in
mezzo a tante lamentele, tra cui quelle relative allo spazzamento. In
corso Lombardia, ad esempio, il passaggio della spazzatrice non è
sufficiente e a bordo strada restano dei rifiuti. «Stiamo
predisponendo con l’Aimeri un intervento straordinario di spazzamento,
determinato dal nuovo piano di raccolta dei rifiuti» ci ha detto in
proposito il rappresentante del Collegio dei liquidatori dell’Ato
Joniambiente, Francesco Rubbino.
Altre lamentele si registrano nelle zone di prossimità dove non sono
ancora state collocate del tutto le batterie di cassonetti per la
differenziata. Dall’Ato fanno sapere che gli abitanti delle zone di
prossimità, nell’attesa che vengano collocati i cassonetti, devono
lasciare i rifiuti differenziati accanto ai cassonetti rimasti.
Poi c’è il problema dei bidoni esposti davanti ai condomini: decoro
urbano zero perché se sono stati ritirati 100 cassonetti dalle strade
sono comparsi 1000 bidoni sui marciapiedi. «La gente va abituata a
conferire il rifiuto differenziato in base al programma delle giornate
e a tenerselo in casa negli altri giorni» ci spiega Rubbino: «se non
viene fatto così i contenitori condominiali in poco tempo saranno
puzzolenti».
Per evitare che i bidoni della differenziata vengano usati come i
vecchi cassonetti non si potrebbero apporre  dei lucchetti ai bidoni,
con le chiavi a disposizione solo dei condomini e degli operatori
ecologici? «In via limitata si potrebbe usare questo sistema – ci dice
il dirigente tecnico dell’Ato Giulio Nido -  ma non risolverebbe il
problema del decoro urbano». Insomma, i bidoni bisogna tenerli dentro
i recinti condominiali e esporli fuori a seconda del materiale che
viene raccolto di giorno in giorno.
Maria Gabriella Leonardi
27 luglio 2012

Botole rubate in varie strade giarresi

Razzia di botole in ghisa e in ferro in varie arterie stradali
giarresi: via Pio XII, via Ungaretti, via Federico II di Svevia e nel
parco di San Giovanni Montebello. Ormai, è proprio il caso di dirlo, i
ladri non sanno più cosa rubare, se si tratta di gesti frutto della
grave crisi economica in corso o se è frutto della follia. Fatto sta
che i vari pozzetti scoperti sono pericolosi: se qualcuno
inavvertitamente ci finisce dentro può farsi male. Per questo i vari
pozzetti scoperchiati sono stati transennati o coperti alla meno
peggio.
Su questo fenomeno dei furti delle botole abbiamo interpellato il
dirigente comunale della IV area, Venerando Russo che ci ha spiegato:
«abbiamo denunciato questi furti. Non è facile ripristinare queste
botole perché devono essere fatte fare appositamente. Quando le
ricollocheremo vuol dire che le salderemo, ma i pozzetti devono poter
essere ispezionabili. E’ diventata quasi una corsa, mentre andiamo a
ripristinare le botole in un posto le rubano da un’altra parte. E’ un
problema». Il Comune stava proprio ripristinando le botole dei
pozzetti del parco di San Giovanni Montebello che ospiterà della
manifestazioni estive. Nelle scorse settimane un analogo furto si era
verificato in una villetta di Trepunti ove erano state rubate tutte le
botole in ghisa. In un’altra villetta in via Emilia, invece, è stata
portata via una sezione di ringhiera della lunghezza di qualche metro.
Maria Gabriella Leonardi
27 luglio 2012

Consiglio comunale ancora bloccato

Le dimissioni dell’assessore Francesco Longo e il subentro in giunta
di Pippo Donzello evidentemente non bastano per ripristinare la
regolarità nei lavori consiliari: sia nella seduta di lunedì che in
quella di prosecuzione di martedì scorso è, infatti, mancato il numero
legale.
Su questa situazione il consigliere di opposizione del Pd, Tania
Spitaleri, non usa mezzi termini: «Ritengo profondamente intollerabile
il blocco dell'attività del consiglio comunale, da molto tempo
inefficace ed inefficiente, impantanato a causa di questioni interne
alla maggioranza o per volere dell'amministrazione. Da mesi, ormai, si
assiste ad un vergognoso svilimento della dignità dell'organo
consiliare, ridotto a satellite dell'attività del Sindaco e della
giunta, da questi diretto in ogni sua scelta». Per la Spitaleri la
mancanza di compattezza nella maggioranza ha messo all'angolo le
esigenze della città. «Le lotte intestine – afferma il consigliere -
le spaccature, la richiesta di poltrone, la lunghissima attesa, durata
più di due mesi, di ricomposizione della giunta e delle deleghe
assessoriali, hanno condotto il consiglio comunale all'inerzia più
assoluta, privandolo del ruolo di indirizzo e di controllo che gli è
proprio e riducendolo, quando va bene, a mero ratificatore di scelte e
volontà che hanno luogo altrove». La Spitaleri evidenzia che dopo il
recente conferimento delle deleghe agli assessori comunali non si è
assistito ad alcun cambio di passo e l'ordine del giorno del Consiglio
comunale lievita a dismisura arrivando a contenere adesso ventotto
punti da esaminare. Il consigliere evidenzia altresì l’assenza del
conto consuntivo e del bilancio di previsione, atti di cui il
Consiglio comunale avrebbe dovuto occuparsi da tempo, ma che secondo
la Spitaleri saranno sviliti del loro significato politico e sottratti
al controllo del civico consesso. La Spitaleri conclude dicendo:
«sarebbe più decoroso dichiarare alla città di non essere all'altezza
e andar via».
Il presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci sulla questione
dichiara: «Il Consiglio comunale da mesi è fermo: dobbiamo riprendere
l’attività consiliare perché ci sono importanti atti da approvare per
il bene della città. Mi auguro che la prossima seduta, che si terrà
martedì 31 luglio, sia lunga e proficua».
Maria Gabriella Leonardi
26 luglio 2012

mercoledì 19 settembre 2012

Il volontariato non va in ferie d'estate

Non va in ferie il volontariato d’estate. Tante persone continuano, in questo periodo, a prestare il loro  generoso aiuto verso chi ha più bisogno. Un’attività preziosa perché proprio l’estate può essere il
momento più triste dell’anno tanti per anziani soli e perché proprio nella stagione calda spesso aumentano le emergenze.  «Nonostante le ferie estive la presenza di buona parte dei volontari garantisce la
continuità e certezza del servizio» raccolta Valeria Ferro, presidente dell’Avulss di Giarre: «Viene mantenuta – dice - l'attività sinergica con le varie strutture private e pubbliche presso cui prestiamo la
nostra opera durante l'anno: il presidio ospedaliero  di Giarre, nelle unità operative di geriatria e medicina, le case di riposo e la “Casa della  speranza Viviana Lisi” di Riposto. Inoltre, rimaniamo sempre in
contatto, garantendo la presenza, con tutti i nostri assisti domiciliari segnalateci dai servizi sociali del Comune di Giarre».
Non subisce variazioni neanche l’attività della Croce rossa. Maria Giuseppina Caruso, commissario del Comitato locale jonico spiega: «per noi non cambia niente in estate, anzi, forse è il periodo in cui si
lavora di più perché i nostri giovani pionieri sono più liberi dagli impegni scolastici e hanno più tempo da donare». Molteplice l’attività della Croce rossa nei vari comuni che appartengono al comitato locale.
Tra queste, a Giarre i volontari collaborano con una casa famiglia; a Riposto con il Comune per le attività con i bambini in spiaggia; a Piedimonte Etneo e a Mascali sono vicini ai centri anziani. A Fiumefreddo di Sicilia la Cri è impegnata nell’utilissimo “pronto farmaco” con volontari che, per conto di anziani o ammalati
impossibilitati a spostarsi da casa, vanno a ritirare ricette o medicine in farmacia. Si tratta di attività che, come precisa il commissario Caruso, vengono svolte tutto l’anno e che non possono essere interrotte.
In estate come in inverno sempre operativi anche i volontari dell’Avis, supportati anche da ragazzi del servizio civile. Anzi in estate si lavora pure di più perché aumentano le emergenze sangue e
l’associazione deve fare fronte al calo stagionale di donazioni.
Francesco Strano, presidente provinciale dell’Avis elenca alcune delle attività: «La nostra sede è aperta tutti i giorni: nei fine settimana si effettuano le raccolte sangue, gli altri giorni bisogna andare a prendere le analisi, consegnarle ai donatori, contattare i donatori per le donazioni successive…». Importante anche l’attività di
sensibilizzazione: domenica scorsa l’Avis a S.Alfio ha raccolto alcune promesse di donazione, venerdì prossimo, dalle 7,30 alle 11,30, ha programmato una raccolta sangue, nella propria sede, all’interno del
vecchio ospedale di Giarre.

Maria Gabriella Leonardi

23 luglio 2012

Bilancio della prima settimana raccolta rifiuti

La prima settimana di nuova raccolta integrata dei rifiuti a Giarre ha generato confusione e malcontenti tra i cittadini. Il peccato originale è stato l’avvio del nuovo servizio senza un’adeguata
campagna informativa e l’essere partiti senza che fosse stata completata la distribuzione dei sacchetti nelle zone gialla e blu e senza che nelle zone di prossimità fossero stati collocati i
contenitori previsti. Il servizio è quindi partito senza che la popolazione fosse adeguatamente informata. A questo devono aggiungersi le resistenze di tanti cittadini ad adeguarsi a questa novità: la raccolta differenziata è ormai realtà pressocchè ovunque nel resto d’Italia e la Sicilia è il solito fanalino di coda. Il futuro
ineludibile è il riciclo dei rifiuti e un senso di responsabilità collettiva verso l’ambiente per scongiurare emergenze come quelle verificatesi a Napoli.
D’altra parte, la gente ha anche ragione nel chiedere che questa necessaria “fatica” del differenziare sia poi accompagnata da benefici, a partire da premialità o riduzioni nella Tassa sui rifiuti
solidi urbani. Ma, forse, per potere realizzare forme di premialità sarebbe necessaria la presenza a Giarre dell’isola ecologica che non c’è. E in questo ritardo c’è una responsabilità dell’amministrazione
comunale. A Giarre, inoltre, secondo quanto denunciato Cittadinanzattiva, gli utenti pagano più di quanto costa effettivamente il servizio dei rifiuti al Comune. E questo rende ancora più odioso nei cittadini il “fastidio” del differenziare.
Ma al momento i problemi più grossi sono altri. Il dirigente tecnico dell’Ato Joniambiente, Giulio Nido ha rilevato: «sono ancora tanti gli utenti che, erroneamente, continuano a conferire i rifiuti nei pressi
dei cassonetti capovolti. La conseguenza è la formazione di micro discariche e, tal proposito, abbiamo organizzato – ed ha già preso il via - un’opera di rimozione dei cumuli di rifiuti presenti in alcune
aree. Un automezzo è destinato a questo servizio». L’ing. Nido torna ad invitare gli amministratori dei condomini a raccordarsi con i propri condòmini per la sistemazione dei contenitori per le quotidiane
operazioni di raccolta rifiuti. Prosegue la rimozione dei cassonetti nelle zone di Giarre dedicate al “porta a porta”. Entro qualche giorno verrà completata la dislocazione dei contenitori per la differenziata
nelle aree destinate al servizio di “prossimità”.

Maria Gabriella Leonardi
22 luglio 2012

I dipendenti dei supermercati Platania temono per il loro posto di lavoro


Hanno paura per il loro posto di lavoro e per questo lanciano un appello alla proprietà dell’azienda in cui lavorano perché vengano mantenuti i livelli occupazionali. Sono i dipendenti dei supermercati
Platania, storica azienda presente nell’hinterland jonico-etneo dal 1961. Quattro i suoi punti vendita: due a Giarre, in viale Libertà e in viale delle Province, il terzo punto vendita a Riposto e il quarto
a Mascali.
In un documento, i lavoratori riferiscono che questi quattro punti vendita stanno per essere ceduti ad un gruppo imprenditoriale ennese.
Circolavano delle voci da tempo ma la trattativa sarebbe stata condotta nel riserbo assoluto e resa nota alle associazioni sindacali solo lo scorso 6 luglio. La cessione, secondo quanto riferisce il documento dei lavoratori, dovrebbe concretizzarsi entro il prossimo
mese di agosto. I motivi che hanno portato alla cessione dell’azienda sarebbero l’attuale crisi economica e l’accesa concorrenza. Attualmente i dipendenti dei supermercati Platania sono 39. Il gruppo subentrante, durante il primo e sinora unico incontro con i sindacati, ha dichiarato però di volerne acquisire solo 25, senza comunicare i criteri attraverso cui avverrà la selezione. Da qui i timori dei dipendenti, anche perché la loro età media non è giovanissima e per questo temono che, visti i tempi di crisi, le loro prospettive di reimpiego e la possibilità di sostenere le loro famiglie rischiano di divenire drammatiche.
I dipendenti riferiscono che le organizzazioni sindacali Filcams Cgil e Fisascat-Cisl hanno avviato un tavolo di trattative per salvaguardare tutti i posti di lavoro proponendo soluzioni alternative al licenziamento delle 14 unità di personale dichiarate in esubero.
Tra le proposte avanzate anche i contratti di solidarietà con riduzione di stipendio e di orario di lavoro.
Lunedì 23 luglio è in programma un incontro risolutivo e i dipendenti sapranno, in quella data, quale sarà il loro futuro. I supermercati Platania sono stati tra i primi supermercati ad aprire a Giarre, un pezzo di storia. Alcuni dei dipendenti hanno contribuito in questi anni a far crescere l’azienda e sono rammaricati per il loro
futuro adesso incerto. 
Su quanto sostenuto dal documento dei dipendenti abbiamo interpellato l’arch. Pietro Romano della Platania s.r.l. il quale ci ha dichiarato: «la Platania srl conferma che è in corso una procedura sindacale per il trasferimento dei quattro punti vendita e che al tavolo sindacale, la società, sensibile alle istanze dei lavoratori, si è dichiarata disponibile a valutare, congiuntamente alla società interessata alla cessione, ogni strumento idoneo per contenere  il più possibile i disagi per i lavoratori e  salvaguardare  al massimo i posti di
lavoro».
Maria Gabriella Leonardi
21 luglio 2012

Lunghe code all'ufficio postale: lavori in corso nell'ufficio postale succursale ma nei giorni già previsti di chiusura estiva

Gli orari ridotti di apertura degli uffici postali in estate creano un
po’ ovunque lunghe code ed estenuanti attese degli utenti. Nel centro
di Giarre, secondo quanto lamentato da alcuni utenti,  la situazione
in questi giorni è aggravata dalla temporanea chiusura dell’ufficio
postale succursale “Giarre 1” di via Luigi Orlando, 3, in cui sono in
corso dei lavori di ristrutturazione.
Il sito internet istituzione di poste italiane indica che l’ufficio di
via Luigi Orlando sarà chiuso nei prossimi giorni per riaprire lunedì
30 e martedì 31 luglio, solo la mattina. L’ufficio centrale di piazza
San Francesco d'Assisi in questi giorni, è, d’altra parte, aperto solo
la mattina, nell’ambito del piano di ottimizzazione degli orari estivi
degli uffici postali.
Alcuni utenti segnalano che ieri l’ufficio centrale di piazza San
Francesco era gremito. Comprensibili, quindi, i malcontenti delle
persone che devono attendere per ore in piedi il proprio turno, col
rischio, a causa dell’affollamento, di non riuscire arrivare nella
mattinata a effettuare le operazioni.
La responsabile della comunicazione territoriale per la Sicilia di
Poste italiane, dott.ssa Maria Grazia Lala, interpella in proposito,
ci ha spiegato che i lavori in corso nell’ufficio succursale di viale
Orlando sono urgenti e indifferibili, dureranno sino a mercoledì 25
luglio. Tali lavori, tuttavia, vengono realizzati proprio nei giorni
di chiusura dell’ufficio per il periodo estivo. Cioè se anche non ci
fossero stati questi lavori di ristrutturazione l’ufficio sarebbe
stato chiuso lo stesso in questi giorni.  In ogni caso, quando un
ufficio è chiuso, alla clientela viene, sempre segnalato l’ufficio
postale più vicino in cui può recarsi.
All’ufficio postale centrale di piazza San Francesco si sono formate
code per i servizi di corrispondenza.
Sempre in tema di uffici postali, a Giarre c’è anche da segnalare che
l’ufficio della frazione di San Leonardello è uno degli undici uffici
postali della provincia di Catania che, secondo quanto segnalato dal
sindacato Cisl-Poste, rientrano in un piano di chiusura e riduzione
degli orari di apertura degli uffici postali in Sicilia di Poste
italiane. Si tratta di uffici sotto i parametri di economicità. Per
non tagliarli Poste italiane, nei giorni scorsi, ha comunicato che si
sta accordando con gli enti locali per trasformarli in centri
multiservizi.  Bisognerà vedere, quindi, quale sarà il futuro
dell’ufficio postale di San Leonardello.

Guastata a causa di una manomissione la frigoemoteca prestata dall'Avis all'ospedale


Guastata, a causa di una manomissione, la frigoemoteca di proprietà dell’Avis che conservava le sacche di sangue nel pronto soccorso dell’ospedale di Giarre. A causa di questo guasto, non essendovi più certezza della temperatura mantenuta dalla macchina, sono state distrutte le quattro sacche di sangue conservate. Lo denuncia la sezione intercomunale Giarre-Riposto dell’Avis, presieduta da Agatino Grassia. Stando a quanto riferito dall’associazione, senza questa frigoemoteca, se al pronto soccorso di Giarre c’è necessità di una trasfusione di sangue per un’emergenza bisogna approvvigionarsi presso altri ospedali, con conseguente perdita di tempo prezioso.
La storia ha dell’incredibile perché, stando a quanto riferito dall’associazione di volontariato, si tratterebbe di un’incauta custodia sia di un macchinario importante per un pronto soccorso.
il vecchio ospedale dove ha adesso sede l'Avis
La vicenda ha inizio diversi mesi fa, con il trasferimento dell’Avis dai locali all’interno dell’ospedale di via Forlanini ai locali all’interno del vecchio ospedale di viale Don Minzoni. In quell’occasione, infatti, al fine di non interrompere la disponibilità di sangue interno per le urgenze dell’ospedale, l’Avis ha affidato al nosocomio la propria frigoemoteca. In cambio ha preso in affidamento la frigoemoteca dell’ospedale, meno efficiente dell’altra, in quanto mantiene la temperatura costante solo per qualche ora. Tuttavia, questa seconda frigoemoteca va bene per  l’attività dell’Avis che raccoglie donazioni di sangue per trasportarle, dopo qualche ora, all’azienda policlinico Ove di Catania per la lavorazione. A marzo la frigoemoteca dell’Avis affidata all’ospedale sarebbe stata manomessa: «la frigoemoteca - denuncia l’Avis ai Carabinieri - è stata aperta e poi richiusa da personale non specializzato ad intervenire su apparecchiature elettromedicale». La manomissione sarebbe avvenuta mentre era fuori sede il medico che aveva le chiavi della frigoemoteca. L’Avis ha quindi declinato ogni responsabilità dai danni che la manomissione avrebbe potuto causare alla conservazione del sangue e ha chiesto all’Asp, senza però ricevere risposta, la riparazione dell’apparecchio e la certificazione, da parte di una ditta specializzata, della funzionalità della macchina.
La seconda manomissione e la conseguente avaria della frigoemoteca dell’Avis affidata all’ospedale, avvenuta qualche giorno fa, ha causato la distruzione delle quattro sacche di sangue conservate nella macchina.  Il pronto soccorso può comunque rifornirsi di sangue presso altri presidi, ma l’amarezza e il disappunto dei donatori e dei volontari dell’Avis è notevole, senza contare che, soprattutto in estate, è risaputa la carenza di sangue. Ben 1160 i donatori di sangue all’Avis di Giarre-Riposto.
Sulla vicenda abbiamo interpellato l’Azienda sanitaria provinciale di Catania che invierà una propria replica a quanto denunciato dall’Avis.
Maria Gabriella Leonardi
17 luglio 2012

avvio confuso della raccolta integrata dei rifiuti a causa della scarsa informazione


Confuso avvio del servizio di raccolta integrata dei rifiuti per via soprattutto della scarsa campagna pubblicitaria che ha accompagnato l’inizio della nuova modalità di raccolta. Nelle zone gialla e blu di Giarre ieri tutti i cassonetti erano capovolti ma in tanti hanno continuato a gettare ugualmente i rifiuti sopra i cassonetti. Diversi cittadini dicono di non essere riusciti a parlare con gli operatori del numero verde dell’Ato Joniambiente 800911303 che sarà stato preso d’assalto dalle telefonate: qualcuno rileva che in vista dell’avvio del nuovo servizio e della prevedibile valanga di telefonate andava potenziato il numero degli operatori. Altro lamentela: la raccolta integrata è stata avviata senza che i sacchetti fossero stati portati in tutte le utenze delle zone gialla e blu. In proposito l’Ato comunica: «Chi non avesse ancora ricevuto i sacchetti potrà, al momento, conferire plastica e umido organico dentro i tradizionali sacchi per i rifiuti in attesa della fornitura».
La confusione maggiore regna però nelle frazioni di Altarello, Trepunti, Carruba di Giarre e San Leonardello dove non partirà il “porta a porta” ma sarà attuato il “servizio di prossimità” con cassonetti di diversi colori – a seconda della tipologia dei rifiuti – che saranno collocati nei pressi delle abitazioni e che saranno a servizio esclusivo dei residenti delle frazioni anzidette. Il servizio ieri è partito senza che i nuovi cassonetti fossero stati collocati e per questo la gente non sa cosa fare. Il dirigente tecnico dell’Ato, ing. Giulio Nido, contattato ci ha spiegato che occorrerà attendere tre, quattro giorni perché il servizio entri a regime in quanto è necessario qualche giorno prima che vengano collocati i nuovi cassonetti. «I residenti di Altarello, Trepunti, Carruba di Giarre e San Leonardello – ci ha detto – in questi pochi giorni possono depositare le loro buste con i rifiuti nei siti dove si trovavano i vecchi cassonetti perché le raccoglieremo». A Trepunti si lamenta l’assenza di manifesti informativi. In proposito l’ing.Nido ci ha risposto che l’Ato ha consegnato i manifesti al Comune il quale poi avrebbe provveduto ad affiggerli.
Ieri sopralluogo del Collegio dei Liquidatori, composto dal rappresentante Francesco Rubbino e dai componenti Antonello Caruso e Giuseppe Cardillo che assicurano monitoraggio costante in queste prime fasi in sinergia con l’Amministrazione comunale.
L’ing.Nido invita, infine, gli amministratori dei condomini a raccordarsi con i propri condòmini per la sistemazione dei contenitori in vista delle quotidiane operazioni di raccolta rifiuti.
Maria Gabriella Leonardi
17 luglio 2012

Giarresi scettici sull'avvio della differenziata


Giarresi, la città è nelle vostre mani ora più che mai: se da domani non differenzierete correttamente i rifiuti le condizioni di Giarre diventeranno pure peggiori di come già sono, con risvolti anche sul piano igienico-sanitario.
Occhio all’umido: avanzi di cibo, scarti di verdure e frutta, fondi di caffè. I rifiuti vanno messi nei sacchi biodegradabili sistemati dentro il contenitore da 10 litri (sottolavello). I sacchi, una volta pieni, dovranno essere raccolti  nel contenitore marrone da 25 litri da esporre nel giorno di raccolta dell’umido fuori dalla propria casa. Chi abita in condominio deve conferire il sacco dentro l’apposito contenitore condominiale. Domani l’umido si raccoglie nella zona gialla. Il secco indifferenziabile nella zona gialla. Chiamate all'800911303 se avete dubbi.
Domani il Collegio dei liquidatori, composto dal rappresentante Francesco Rubbino e dai membri Giuseppe Cardillo e Antonello Caruso, ha programmato dei sopralluoghi con il dirigente tecnico Giulio Nido, per verificare eventuali criticità nell’avvio del servizio. 
Tra i giarresi che ieri sono andati a ritirare i kit e i sacchetti nella postazione allestita a Trepunti all’interno dell’ex mercato dei fiori prevale lo scetticismo e appena si parla di rifiuti la gente elenca, come un fiume in piena, tutti i disservizi riguardanti i rifiuti a Giarre. «Della differenziata, se funzionerà, dico tutto il bene del mondo: dovevamo farla vent'anni fa - dice la signora Elvira Puglisi – ma sono scettica che funzioni a Giarre dove non funzionano tante cose: la via Pirandello non è mai spazzata, nelle vie del centro mancano i cestini per le cartacce…». Sulla stessa linea Salvatore Grasso: «se funzionasse è valida, ma dubito che funzionerà dalla nostre parti. Dove abito io mi tocca togliere la spazzatura degli altri trascinata dal vento».
Gli anziani, già frastornati per le pillole che devono prendere a pranzo e quelle che devono prendere a cena, ammettono che non potranno alzarsi la mattina presto o uscire la sera tardi per esporre i contenitori. E poi, tra le persone in fila per il kit, sbucano preoccupazioni del tipo: «il contenitore dell’umido è troppo piccolo: la buccia dell’anguria non ci entra!». Basta tagliarla. «Differenziamo per dovere – dice la signora Silvia Maugeri – ma sa cosa significherà con questo caldo tenere l’umido a casa? Puzza e zanzare. E poi che beneficio ne ho io come cittadina? Non c’è alcun risparmio. Davanti casa mia non c’è il marciapiede e c'è il rischio che le auto a velocità si portino via i contenitori». «Sono favorevole alla differenziata purchè funzioni – dice Filippo Timpone – differenzio da tempo ma ultimamente saltavano i ritiri e non mi lasciavano i sacchetti: il servizio deve funzionare come nel programma che ci hanno dato!».
Maria Gabriella Leonardi
15 luglio 2012

Conferenza stampa in Municipio su avvi differenziata


Lunedì a Giarre si comincia con la raccolta integrata dei rifiuti. La città è stata divisa in due: zona gialla e zona blu. Lunedì che abita nella zona gialla dovrà esporre entro le 6 del mattino i rifiuti non riciclabili, mentre chi abita nella zona blu dovrà esporre l’umido. La suddivisione delle zone gialla e blu è illustrata nei dépliant dell’Ato Joniambiente in distribuzione ma si può anche chiamare al numero 800911303 per sapere a quale zona si appartiene.
Ieri in Municipio il sindaco Teresa Sodano ha convocato una conferenza stampa al fine di promuovere l’avvio del nuovo servizio, ma non sono mancate le polemiche tra il sindaco e i rappresentanti dell’Ato. «Sono convinta – ha detto la Sodano – che con l’avvio del servizio in piena estate avremo più problemi e la campagna informativa dell’Ato è stata pari a zero. Tuttavia, è importante che si avvii questo servizio per avere vantaggi per l’ambiente e anche per ridurre il conferimento in discarica e i relativi costi». Il dott.Giuseppe Cardillo, membro della commissione dei liquidatori dell’Ato spiega: «nonostante siamo all’epilogo - dato che il 30 settembre la gestione dei rifiuti passera alle Società di regolamentazione dei rifiuti - abbiamo voluto far partire questo servizio». Poi rispondendo al sindaco ha rilevato che Giarre è stato assente alla riunione tra i Comuni dell’Ato in cui si è discusso dell’avvio del servizio. Il dirigente tecnico di Joniambiente Giulio Nido ha anche ricordato di avere proposto ai sindaci dell’Ato di recedere dal contratto con l’Aimeri, a cui sono state applicate numerose penalità, ma i sindaci hanno bocciato la proposta. Non c’erano rappresentanti giarresi alla riunione. In questi giorni dei volontari stanno girando per le case distribuendo i sacchetti: secondo Nido, il passaparola è la migliore pubblicità.
Il dirigente comunale della IV area, arch.Venerando Russo ha rimarcato che sinora non sono state elevate molte sanzioni, ma d’ora in poi non sarà più così perché bisogna raggiungere degli obiettivi. A tal fine, l’ing.Nido ha avanzato al Comune alcune richieste al Comune, tra cui affiancare i volontari con dei vigili urbani e individuare i responsabili delle microdiscariche anche rovistando tra i rifiuti.
Su come è stato realizzato sinora il servizio, critici anche i commercianti: «C’è una grande insoddisfazione per come è stato realizzato sinora il servizio – dice Gaetano Bonanno di Confcommercio - se il commerciante disattende viene multato, ma se è l’Ente che disattende oltre la protesta che possiamo fare non si va». Ma per iniziare al meglio il nuovo servizio, tuttavia le associazioni daranno il loro contributo: «avvertiremo i nostri soci e i nostri contatti Facebook - ha detto Pino Patanè di Cittadinanzaattiva – ma i tempi sono troppo stretti». 

Maria Gabriella Leonardi

13 luglio 2012 

venerdì 7 settembre 2012

Ritiro imballaggi utenze commerciali: ci vuole una migliore informazione e c'è un grosso problema da risolvere

Con l’avvio, lunedì prossimo, del nuovo servizio di “raccolta integrata dei rifiuti” bisognerà mettere a punto anche il servizio di raccolta degli imballaggi per le utenze commerciali. Sino ad ora l’Ato Joniambiente ha programmato il ritiro del cartone da lunedì a venerdì dalle ore 14 alle ore 16. Dalla settimana prossima, secondo quanto ci ha dichiarato l’ing.Giulio Nido, dirigente tecnico dell’Ato, i ritiri del cartone per le utenze commerciali dovrebbero essere effettuati martedì, giovedì e sabato e, nelle vie principali con maggiore densità di attività commerciali, tutti i pomeriggi.
Nel pieghevole distribuito mesi fa non ci sono, tuttavia, indicazioni per le utenze commerciali e, secondo il presidente di Confcommercio, Armando Castorina, sarebbe necessaria una migliore informazione su  questo servizio: «A meno di una settimana dall’inizio della raccolta integrata – afferma Castorina - abbiamo riscontrato confusione ed inadeguata informazione. Come associazione desideriamo correre ai ripari e contribuire a fornire, attraverso i nostri canali, una corretta informazione». Giovedì dovrebbe tenersi, quindi, un incontro tra rappresentanti della locale Confcommercio e i tecnici dell’Ato. Non si potrà non parlare del problema principale che l’Ato riscontra a Giarre in questo ambito: il ritiro, abusivo, del cartone da imballaggio delle utenze commerciali da parte di un privato. Il problema è stato segnalato più volte dalla stessa Ato che ha anche presentato una denuncia. Questo ritiro abusivo avviene alla luce del sole, è un’attività che prosegue tuttora ma, a meno di smentite ufficiali, non si sa di multe elevate né da parte dei carabinieri né da parte della polizia municipale.
L’aspetto strano è che questa attività abusiva, come tanti altre, non è mal vista neanche dai cittadini: alla gente in genere interessa solo che venga ritirato il cartone e non importa chi lo faccia; anzi, visti i tanti disservizi nella raccolta dei rifiuti, più volte segnalati anche dal Comune, c’è chi la vede come un’attività che sopperisce alle carenze del servizio pubblico. Altri ancora pensano che qualcuno ha trovato un modo per sbarcare il lunario, insomma, "vivi e lascia vivere".
Quello che manca è la consapevolezza del danno sociale che un’attività abusiva come questa arreca alla collettività che paga un servizio che non riceve e che non usufruisce dei benefici economici che il riciclo del cartone porta: recuperando il cartone e conferendolo nelle piattaforme del Conai, infatti, si guadagna. E dalle numerose attività commerciali giarresi si ritira un notevole quantitativo di cartone e plastica.
Maria Gabriella Leonardi
11 luglio 2012

La situazione politica

E’ mancato il numero legale nella seduta di Consiglio comunale di lunedì scorso. Un nulla di fatto mentre c’è un ordine del giorno andatosi via via ingrossatosi e diventato ora piuttosto lungo giunto ora a diciassette punti; e a breve, inoltre, al Comune bisognerà affrontare il tema più importante dell’anno: il bilancio.
Duro il consigliere di opposizione Josè Sorbello che, a margine della seduta, ha affermato: «La maggioranza non ha una identità perché i nodi dell’amministrazione non sono stati ancora sciolti. Il sindaco da quasi due mesi non sta conferendo le deleghe e si va avanti a fari spenti. Già due anni fa ci eravamo trovati in una situazione simile. Il sindaco deve avere la dignità di rimettere il mandato agli elettori». Nei giorni scorsi anche il consigliere provinciale del Pd Salvo Patanè e il circolo jonico di Sinistra ecologia e libertà avevano stigmatizzato il fermo amministrativo e la mancata distribuzione delle deleghe a un mese e mezzo da quando il primo cittadino le ha avocate a sé.
Ma alle parole di Josè Sorbello, il sindaco Teresa Sodano, in una nota, replica: «gli effetti della crisi politica non si riverberano sul Consiglio comunale in quanto esso viene convocato regolarmente  e diverse delibere sono state esitate. L’Amministrazione sta continuando ad operare a pieno regime e la Giunta si riunisce e delibera, anche due volte la settimana, sugli argomenti di propria competenza, pertanto non si comprendono le critiche mosse dall’opposizione che continua a fare solo demagogia».
Maria Gabriella Leonardi
11 luglio 2012

giovedì 6 settembre 2012

Giunta individua zona per nuova farmacia

La giunta municipale ha identificato la zona del territorio comunale dove potrà sorgere una nuova farmacia. La delibera di giunta n.76 del 3 luglio scorso ha, infatti, approvato il verbale di una conferenza dei servizi appositamente riuntasi in Municipio nei mesi scorsi per  individuare la zona del territorio comunale che ospiterà la nuova sede farmaceutica giarrese, che sarà l’ottava. La zona individuata è quella di “Altarello – Trepunti – strada statale 114” e le vie indicativamente interessate, «da approfondire ulteriormente» - dice la delibera - sono via Settembrini, corso delle Province, via Ungaretti, via Ugo Foscolo e traverse adiacenti.
A Giarre esistono sette farmacie di cui tre concentrate nel centro della città. Il decreto legge del 24 gennaio di quest’anno, convertito poi in legge, ha stabilito che è possibile l’apertura di una farmacia ogni 3300 abitanti e ha  previsto anche la possibilità di una ulteriore farmacia anche in quei Comuni ove la popolazione eccedente sia superiore al 50% di questo parametro.
A Giarre, sulla base dei dati Istat, al 31 dicembre 2010 erano residenti 27mila 785 abitanti. Lo scorso mese di maggio, in Municipio, nell’ufficio del segretario generale, si è tenuta una conferenza dei servizi a cui hanno partecipato il dott. Antonio Pampallona in rappresentanza dell’ordine provinciale dei farmacisti e la dott.ssa Maria Anna D’Agata, direttore dell’Unità operativa complessa “Vigilanza farmaceutica ed ispezioni” dell’Asp n.3 di Catania. La conferenza ha individuato la zona ove collocare la nuova farmacia, al fine di assicurare un’equa distribuzione sul territorio per garantire accessibilità al servizio farmaceutico anche ai cittadini residenti in aree scarsamente abitate.
Copia della deliberazione di giunta è stata inviata all’Assessorato della sanità – dipartimento regionale per la pianificazione strategica – servizio “farmaceutica”.
Maria Gabriella Leonardi
10 luglio 2012

Conto alla rovescia per l'avvio della raccolta integrata dei rifiuti, ci vorrebbe più pubblicità

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’avvio della raccolta integrata dei rifiuti che a Giarre partirà lunedì prossimo 16 luglio. In vista di questa data, il Comune intende organizzare una propria campagna informativa e oggi è in programma una riunione tra funzionari e amministratori a tal fine. Proprio una maggiore informazione è l’esigenza più avvertita tra i cittadini più sensibili alla tutela dell'ambiente. «Faccio la differenziata da quando mi sono sposata cioè quattro anni – riferisce una signora residente nell’area di piazza Immacolata - e ritengo sia un atto di civiltà ma il Comune, o chi per lui, deve farci sapere come procedere». Vita Raiti, presidente del Wwf jonico-etneo auspica che il servizio sia efficiente: «monitoreremo che il servizio funzioni bene - dice - e staremo attenti a i risultati. Speriamo che la ditta metta tutti i mezzi per il buon funzionamento poi, di certo, sarà fondamentale la collaborazione dei cittadini. A nostro avviso, il ritardo nell’avviare il servizio è stato deleterio, la gente era pronta a iniziare quando sono stati distribuiti i kit. Adesso è confusa, è necessaria una maggiore pubblicità per rinfrescare la memoria ai cittadini».
Dall’ing.Giulio Nido dirigente tecnico dell’Ato Joniambiente abbiamo appreso che ci sono dei manifesti pronti per far conoscere la nuova raccolta e che a breve saranno affissi. In settimana inizierà anche la distribuzione dei sacchetti per la raccolta dell’umido e della plastica. Lunedì, con l’avvio del nuovo servizio di raccolta, saranno anche ritirati i cassonetti per la raccolta generale dei rifiuti. «In vista di lunedì 16 luglio – afferma l’ing.Nido - la distribuzione dei sacchetti (sia quelli destinati al conferimento dell’umido – organico, sia quelli destinati al conferimento della plastica), in attesa della dislocazione dei distributori per sacchetti e della fornitura dei badge ad ogni utente, verrà garantita dai volontari delle associazioni locali coinvolte nel progetto.
A Giarre, così come a Riposto e Mascali, sono previste delle aree dove vigerà un servizio di raccolta svolto con “modalità di prossimità”, ovvero dove non verrà esteso, al momento, il metodo “porta a porta”. Non saranno, temporaneamente, coinvolte nel porta a porta, per il Comune di Giarre, le frazioni di Altarello, Trepunti, Carruba di Giarre e San Leonardello. Qui saranno dislocate delle batterie di contenitori per la differenziata a disposizione dei soli utenti residenti nelle zone individuate».
Gli utenti che ancora non hanno ritirato il kit per la raccolta differenziata potranno rivolgersi alle postazioni attive a Trepunti di Giarre, in via Vico Platano, tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. 
Nelle brochure fornite negli scorsi mesi con la distribuzione dei kit è indicato il calendario di ritiro, tuttavia, nei prossimi giorni, l'Ato ricorderà il calendario a zona.
Maria Gabriella Leonardi
10 luglio 2012

Si attivi a Giarre un quarto istituto comprensivo


Si attivi a Giarre un quarto istituto comprensivo che rispecchi la peculiare identità di un territorio. Lo chiedono i genitori degli alunni dell’istituto comprensivo “Ungaretti” di Macchia di Giarre, chiuso in concomitanza con la fine dell’anno scolastico 2011/12. I plessi scolastici dell’“Ungaretti”, infatti, insieme ai plessi che appartengono al 2°circolo didattico, nell’ambito del dimensionamento scolastico, sono stati redistribuiti nei tre macro istituti comprensivi cittadini di mille alunni circa. Tuttavia, la sentenza n°147/2012 della Corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità della norma varata dal governo Berlusconi che ha disposto il dimensionamento scolastico, perché interveniva in un ambito di competenza regionale. La sentenza, quindi, ha ripristinato i parametri della norma precedente, da 500 a 900 alunni, per cui nessun ente locale è obbligato a procedere alla formazione di istituti comprensivi di mille alunni.
Si riaprono, quindi, i giochi e per tale motivo il sindaco Teresa Sodano ha invitato i Dirigenti scolastici e le rappresentanze sindacali della città a partecipare a un tavolo tecnico, al quale prenderà parte anche il vice sindaco Leo Cantarella, e che è in programma per venerdì 13 luglio, alle 10,30,  in Municipio.
Il comitato dei genitori degli alunni dell’ “Ungaretti” ha apprezzato la disponibilità dell’amministrazione giarrese ad indire un tavolo tecnico e in un documento, indirizzato ai sindaci di Giarre e S.Alfio, scrive: «La scelta operata dalla riorganizzazione della rete scolastica che ha annullato l’autonomia dell’istituto “Ungaretti” contribuisce ad emarginare sempre di più le zone periferiche, minando l’identità della comunità che hanno fisionomie peculiari come le nostre». I genitori chiedono di ridare autonomia all’istituto “Ungaretti” che, accorpato al 2°circolo didattico, arriverebbe a 900 alunni. I plessi scolastici dell’“Ungaretti” e del 2°circolo insistono sullo stesso territorio: le frazioni di Macchia, Trepunti e S.Giovanni Montebello e il comune di S.Alfio. Il presidente del Consiglio d’istituto, dott.Cateno Maccarrone spiega: «salvaguardare le caratteristiche tipiche delle diverse comunità significa difendere l’identità culturale e territoriale di zone ben precise e dei suoi giovani abitanti, mentre, l’appiattimento e l’uniformità forzata insita in un istituto scolastico troppo numeroso e troppo frammentato  rischiano di far perdere questa identità territoriale e, ancor peggio, di far sentire “emarginati”, “lontani”, gli alunni dei plessi siti nelle frazioni di Giarre rispetto al plesso principale ubicato nel centro cittadino». Uno dei genitori, Filippo Sciacca, aggiunge: «apprezziamo che l’amministrazione comunale abbia riaperto il tavolo delle trattative e ci affidiamo alla sua sensibilità perché ci teniamo all’identità di un territorio che conta sui 13mila abitanti».
Maria Gabriella Leonardi
8 luglio 2012

lunedì 3 settembre 2012

Le associazioni intervengono sulla revisione del piano regolatore

Schema di massima della revisione del Piano regolatore generale, la parola alle associazioni e alla società civile. E’avvenuto giovedì scorso in Consiglio comunale, con l’intervento dei rappresentanti delle associazioni. La legge 15/91 prescrive che i comuni formulino un nuovo piano o rivedano quello esistente diciotto mesi prima della decadenza dei termini di efficacia dei vincoli. In questa fase vengono invitate le associazioni a formulare suggerimenti e proposte. 
La Confcommercio di Giarre, attraverso il presidente Armando Castorina, ha rilevato: «non si può pensare ad edificare nuove aree e fare business modificando le destinazioni d’uso dei terreni con la scusa di creare nuove aree urbanizzate o produttive; non si può fare business pensando di sottrare nuove aree al paesaggio, soprattutto in considerazione dell’esiguo incremento abitativo registrato dall’ultimo censimento, della presenza di numerose case ancora in cerca di locatari e di acquirenti e dell’attuale stagnazione del mercato edilizio». L’importanza di incentivi per la riconversione, il recupero, la riqualificazione e l’adeguamento del patrimonio edilizio esistente è stata sottolineata dall’ing.Alfio Torrisi, presidente dell’Associazione ingegneri ionico-etnei: «l’associazione – ha detto – ha da tempo elaborato un modello di autovalutazione preliminare dello stato di sicurezza generale dei fabbricati che ha proposto alle varie amministrazioni comunali ricevendo l’adesione solo del Comune di Maletto». Il presidente dell’associazione geometri Kallipolis, Salvatore Contarino, ha sottolineato la mancanza di piani particolareggiati, in certe zone del centro storico, e di piani di recupero, mentre, da almeno un lustro, molti proprietari di case degradate aspettano di potere eseguire demolizioni e ricostruzioni o ampliamenti ove è consentito. Per Alfredo D’Urso di Cittadinanzattiva: «è urgente, specie in un’area altamente fragile dal punto di vista idrogeologico e a forte rischio sismico, investire nella messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati al fine di evitare, come si è visto con il sisma in Emilia e con i precedenti, i gravissimi danni alle persone ed alle cose che i fenomeni naturali  comportano se non si interviene sulla sicurezza degli edifici». I residenti della zona di via delle Acacie, attraverso il consigliere comunale Josè Sorbello, hanno chiesto un ampliamento di via delle Acacie e che non si costruisca ulteriormente nell’area. I sindacati, per bocca di Mario Cocuccio della Cisl, hanno rilevato: «Si ha la sensazione di vivere in una città sempre più grande ma anche senza nuove identità. In ciascuna zona la comunità deve poter riconoscere i suoi luoghi centrali, i suoi punti di riferimento».
Maria Gabriella Leonardi
7 luglio 2012

Nel carcere di Giarre, in via sperimentale, regime a celle aperte

Partirà entro questa settimana, in via sperimentale, nella Casa circondariale di Giarre, la realizzazione del regime detto “a celle aperte”. I detenuti, grazie a questo regime, non resteranno reclusi dentro le celle ma potranno muoversi all’interno della sezione carceraria. Questo regime, come spiega una nota del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, è destinato ad alcuni detenuti del reparto comuni che possiedono i requisiti richiesti dalla circolare dipartimentale sulla individuazione, in ambito regionale, di circuiti previsti dal D.p.r. 230/2000, e che prevede per gli operatori di Polizia penitenziaria l'adozione di modelli di sorveglianza dinamica. Domenico Nicotra, vice segretario
dell'Osapp, spiega: «Questo progetto è di notevole importanza perché rappresenta uno dei primi passi, ove è possibile, per alleviare il sovraffollamento che ormai è la piaga più grave contro cui si scontra la realtà penitenziaria italiana».
Come ci spiega Nicotra, è stato il Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino, a portare avanti questo regime. «Si tratta – aggiunge Nicotra –  di un modo nuovo di pensare la pena all’interno del carcere per avviare gradualmente il detenuto alla libertà. Può anche sopperire alle carenze di personale».
Il direttore della Casa circondariale di Giarre, dott.Aldo Tiralongo, commenta così questa sperimentazione: «I detenuti resteranno reclusi dentro la sezione e non dentro le celle. Sinora questo regime era già attuato nella sezione a custodia attenuta (Icatt), adesso viene esteso ad un’altra sezione del carcere». La casa circondariale di Giarre, infatti, è suddivisa nel circuito Icatt e nel circuito a media sicurezza, quest’ultimo sarà ripartito in due: uno resta come prima, l’altro passerà a regime aperto. In ognuna delle tre sezioni ci sono, in media, 35 detenuti. «La custodia meno rigida - aggiunge il direttore Tiralongo – sarà estesa ai detenuti in base al loro spessore criminale, alla loro condotta, ai reati connessi». Nella prima fase sperimentale i detenuti che posseggono tutti i requisiti necessari potranno usufruire della custodia meno rigida; in una seconda fase è prevista anche l’implementazione con attività da realizzare insieme a realtà del territorio, come, ad esempio, associazioni di volontariato ed enti che possono offrire occasioni di natura trattamentale per avviare un percorso rieducativo.
«Giarre – sottolinea il direttore – è uno degli istituti scelti per questa sperimentazione anche grazie all’esperienza che ha maturato nella custodia attenuata».
Maria Gabriella Leonardi
5 luglio 2012

Rubate tutte le botole della villetta di via Cattaneo a Trepunti

Anche le botole di ghisa fanno gola ai ladri. Lo dimostrano tutti i pozzetti scoperti della villetta di via Cattaneo a Trepunti ove sono state portate via tutte le botole in ghisa. Non solo rame e ferro, i ladri sembra proprio che non lascino nulla.
Ogni spazio di verde pubblico a Giarre, d’altra parte, è  una storia di abbandono, sia al centro della città che nelle frazioni. Non fa eccezione neanche questa villetta di via Cattaneo, una traversa del prolungamento di via San Matteo. Tutta l’area versa nell’abbandono. La villetta, si trovano, infatti, nelle vicinanze del parco regionale incompiuto, noto ricettacolo di discariche abusive. La vicina via San Matteo è perennemente regno di rifiuti e a nulla sono valse le numerose bonifiche, né il cartello che indica che l’area è videosorvegliata. Il problema di questa zona forse è quello di essere appartata e questo farà sentire al sicuro chi viene qui ad abbandonare rifiuti.
La villetta di via Cattaneo, come gran parte degli spazi a verde giarresi, non è curata e l’erba è alta anche un metro.
Ma l’insidia più grande è l’assenza delle botole, temuta dai residenti della zona che hanno segnalato questo problema al consigliere provinciale Pdl Francesco Cardillo. Quest’ultimo, facendosi portavoce, riferisce: «i residenti mi hanno segnalato il furto di tutte le botole di ghisa della villetta, questo la rende pericolosa per i bambini e per chiunque dovesse venire qui e non si dovesse accorgere che mancano queste botole». Viene, quindi, chiesta la chiusura dei vari pozzetti e il ripristino delle botole anche se, visto che quelle che c’erano prima sono state rubate, forse è opportuno collocarne di nuove ma di plastica o, comunque, di un altro materiale che non susciti l’interesse dei ladri.
Anche la manutenzione del verde viene sollecitata dai residenti attraverso Cardillo. Ma questo è un problema che investe tutti gli spazi a verde della città da mesi, da quando cioè è scaduta la convezione con la ditta che si occupava della manutenzione di una parte del verde pubblico. Il Comune ha di recente emanato un avviso pubblico per verificare se ci sono cooperative sociali che intendono presentare la propria disponibilità per essere successivamente invitate a formulare una propria offerta per la manutenzione del verde pubblico, in zone diverse del territorio comunale, per sette mesi.  Le manifestazioni di interesse andavano presentate al Comune entro lo scorso 28 giugno. Al momento, quindi, al Comune si sta verificando, sulla base della documentazione ricevuta, i requisiti posseduti dalle cooperative sociali che  hanno presentato domanda.
Le  cooperative che risulteranno idonee verranno invitate a presentare la propria offerta sulla base del progetto predisposto dall’amministrazione. Il tutto fa pensare che c’è ancora da aspettare prima che venga ripristinata la manutenzione del verde pubblico.
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 4 luglio 2012

Locali ex tribunale: cosa farne?

A breve, dovrebbe essere consegnato dalla Provincia regionale di Catania palazzo Granata a Riposto, edificio che potrebbe, quindi, ospitare, a partire dal prossimo anno scolastico, il Liceo socio-psicopedagogico. Sino ad ora, in attesa della ristrutturazione di palazzo Granata, dal 2009, in via provvisoria, alcune classi del socio-psicopedagogico sono state ospitate nei locali di corso Sicilia dove un tempo si trovavano gli uffici giudiziari e il tribunale. Una volta che le aule scolastiche saranno trasferite a Riposto, i locali di corso Sicilia torneranno, quindi, disponibili.
Nel 2009, con l’inaugurazione del nuovo Tribunale di corso Europa, l’immobile di corso Sicilia tornò libero. Questo edificio è di proprietà della Regione e il Comune paga vi paga un canone ricognitorio. Si tratta di un immobile molto ampio che conta  al pian terreno 21 stanze, tra cui i bagni. L’edificio è dotato di un impianto di riscaldamento e di refrigerazione. Nel seminterrato l’edificio dispone di altri locali ancora.
Nel 2009 si era già discusso delle possibili destinazioni di questi locali e si ipotizzava di trasferirvi alcuni uffici comunali. Un’ altra ipotesi che girava era quella di concederli alla Compagnia dei carabinieri. Poi emerse l’urgenza di trovare dei locali al Liceo e le varie ipotesi furono tutte congelate; ma adesso è il momento di scongelarle.
In proposito, l’assessore uscente al patrimonio, Nicola Gangemi, afferma: «I locali sono della Regione e con quest' Ente occorre in primis dialogare. Riguardo l'utilizzo dell'immobile si stanno valutando diverse ipotesi in campo tra cui quella di consegnare la struttura ai carabinieri per potenziare al meglio il Comando di corso Sicilia. Ma quest'ultima  è la mia personale proposta. L'argomento sarà affrontato presto in Giunta».
La caserma dell’Arma, d’altra parte, è confinante e concedere questi locali ai Carabinieri potrebbe servire anche per creare nuovi alloggi e, di conseguenza, creare le premesse per potere accogliere nuovo personale. Questo asseconderebbe l’auspicato potenziamento delle forze dell’ordine a Giarre, invocato sia dalle istituzioni che dalla società civile per fare fronte all’emergenza criminalità. L’eventuale concessione dell’immobile alla compagnia dei Carabinieri presenta un solo inconveniente: non è possibile la condivisione, i locali dovrebbero andare per intero alla Compagnia dei Carabinieri e non c’è la possibilità di adibirne una parte per altri usi, ad esempio, per dare una sede a delle associazioni.
Comunque sia, è giunto il momento per pensare alla migliore destinazione da dare all’edificio di corso Sicilia.
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia
4 luglio 2012

Stasera maxischermo a Santa Maria la Strada per seguire Italia-Spagna

Tutto pronto nella frazione di Santa Maria la Strada per assistere alla finale degli europei di calcio, Italia-Spagna, che stasera potrà essere seguita attraverso un maxischermo in piazza, grazie all’organizzazione del comitato festeggiamenti in onore della Madonna “S.Maria della Strada”. «Per far rivivere il paese e per organizzare un’iniziativa nuova abbiamo pensato ad assistere insieme alle partite dell’Italia allestendo un maxischermo in piazza» spiega Andrea Grasso del comitato: «è un'occasione per raccogliere fondi sia per la festa della Madonna che per eseguire dei lavori nel santuario». 
Tutte occupate le 210 sedie messe a disposizione dal Comune in occasione della partita dell’Italia contro l’Inghilterra; ma quando l’Italia ha giocato contro la Germania, oltre alle sedie tutte occupate c’era il resto della piazza piena di persone in piedi. E tra un gol e l’altro, i presenti facevano la fila per consumare salsiccia, hamburger e patatine. Per stasera  sono stati prenotati 300 panini. A prepararli ci sarà Gianfranco Lombardo: «per me è una nuova esperienza, anche perché è la prima volta che partecipo all’organizzazione della festa patronale». In piazza, accanto al maxischermo, sarà distesa una bandiera tricolore 4 metri per 6. David Samperi si occupa dell’impianto audio: «siamo tutti coinvolti – racconta –. Anche chi abita attorno alla piazza partecipa: la signora Luigina Pettinato ci fornisce una presa per l’elettricità; Salvo Ferlito ci fornisce il proiettore. Poi c’è Gabriele Di Mauro, “addetto alla griglia”». «Stiamo cercando di rivitalizzare il paese – aggiunge Camillo Rosa – per assistere alla partite sono venute persone da tutto il circondario e anche da altri comuni. Ringraziamo il sindaco e l’amministrazione per le sedie e la polizia municipale che ci ha autorizzato». Ma in tema di ringraziamenti, per mantenere la pace in famiglia, gli organizzatori ci tengono a ringraziare le rispettive mogli per il loro contributo. Anche il parroco della frazione, don Mario Gullo, elogia il comitato: «E’ una bella occasione – dice – per svegliare il quartiere e per continuare quel progetto di rivalorizzazione della parrocchia attraverso la famiglia e i giovani».
1 luglio 2012
Maria Gabriella Leonardi