martedì 7 agosto 2012

La Provincia vende l'Albergo Sicilia


La Provincia regionale di Catania ha pubblicato il bando per la vendita dell’ “Albergo Sicilia”. A dicembre 2010 il consiglio provinciale aveva approvato il piano delle alienazione degli immobili, tra cui era inserito anche l’albergo Sicilia di Giarre. La struttura, trovandosi su una delle principali arterie stradali giarresi, la via Callipoli, è molto conosciuta, sovente ospita conferenze e incontri, ma solo in pochi sanno che è di proprietà della Provincia. Viene venduto dalla  Provincia per 1milione542mila euro; se lo aggiudicherà il soggetto che avrà offerto il prezzo più elevato e non saranno ammesse offerte pari o inferiori al prezzo a base d’asta, nè offerte di aumento inferiori al 2% della base d’asta.
Come spiega lo stesso bando, l’albergo è attualmente occupato in extracontrattuale da una società a cui è stato richiesto il rilascio dell’immobile e che non può vantare diritto di prelazione. La Sovrintendenza ai Beni culturali, tra l’altro, ha dichiarato che non vi è interesse storico artistico e monumentale verso questa struttura, l’immobile non presenta nessuna particolare finitura Né elementi che qualificano il suo aspetto architettonico. Per quanto riguarda lo stato di conservazione, la  manutenzione generale dell’immobile è mediocre.
Per partecipare alla gara, le offerte dovranno esser presentate entro e non oltre le ore 10 del 4 settembre prossimo, presso l’ufficio informazioni del II Dipartimento 5° Servizio Appalti, sito in Via Etnea 83. La gara sarà esperita il 6 settembre.
«Questa alienazione – spiega il consigliere provinciale Pdl Francesco Cardillo – rientra nella razionalizzazione del patrimonio che l’Ente deve perseguire».
Un atto d’indirizzo sull’utilizzo dei proventi delle alienazioni era stato, tempo fa, proposto dal consigliere provinciale del Pd Salvo Patanè e poi approvato dal Consiglio: «in tale atto – afferma Patanè - si impegna l’amministrazione a impiegare i fondi ricavati dalle vendite negli stessi Comuni in cui si trovano i beni venduti, realizzando servizi o manutenzioni di competenza della Provincia. Vendere qualcosa di pubblico è sempre doloro – conclude Patanè - in tal modo si attua una forma di compensazione».
Maria Gabriella Leonardi
30 giugno 2012

Senza dimora si è stabilita dentro l'ospedale

Una storia triste viene segnalata dal presidente del Tribunale per i diritti del malato di Giarre, cav.Pino Patanè. Un’anziana signora con problemi psichiatrici, da alcuni giorni, staziona dentro l’ospedale di via Forlanini. Come racconta Patanè, la signora «lava la propria biancheria intima nei bagni e poi la stende per asciugarla nelle finestre della sala d’aspetto della Radiologia o in qualche altra sala. Quando si lava nel lavandino dei gabinetti allaga tutt’intorno con notevole pericolo di cadute per scivolamento». Patanè racconta che nella sala d’aspetto della Radiologia sono state tolte tutte le sedie per dissuaderla dal rimanere lì, ma il solo risultato ottenuto è che le persone che attendono il turno per sottoporsi agli accertamenti radiologici non hanno dove sedersi, mentre la signora si è procurata due sedie sulle quali dorme sdraiata, giorno e notte, poco vestita. «E’ nostro dovere come Tribunale per i Diritti del Malato di Giarre – dice Patanè - chiedere un intervento affinché la signora venga sistemata in qualche struttura adatta ai suoi bisogni e non abbandonata al proprio destino. In ospedale – rileva Patanè - non può stazionare perché è fonte d’inquinamento e di infezioni in un ambiente dove la pulizia deve essere eccellente ed è disturbo nei confronti del personale e dei pazienti specialmente di notte quando i corridoi sono deserti». 
Il Tdm e la direzione sanitaria dell’ospedale hanno più volte segnalato la situazione ai servizi sociali del Comune di Giarre. Questi ultimi, interpellati, ci hanno confermato di conoscere e di seguire la signora da parecchi anni. Purtroppo, la signora, che ha problemi di natura psichiatrica, non si lascia aiutare. Le sue condizioni sono via via peggiorate; è stato nominato anche amministratore di sostegno che non è riuscito a supportarla. Più volte si è cercato di aiutarla anche affittandole una casa, ma dopo un po’ di tempo sono sorti problemi con il vicinato perché la signora, anche se non consapevole, disturbava facendo rumore la notte o spostando i cassonetti. Difficile trovarle un alloggio, la signora ha rifiutato di andare presso un centro di accoglienza. I servizi sociali, che non possono contare su alloggi comunali per emergenza di questo tipo, adesso si stanno prodigando per trovare una sistemazione abitativa per la signora, con il supporto del volontariato.

Maria Gabriella Leonardi
29 giugno 2012

L'ospedale di Giarre piange, ma quello di Acireale ride?


Sono passati 38 giorni da quando il sindaco ha avocato a sé le deleghe assessoriali e la situazione ancora non è mutata. Martedì in Consiglio comunale il consigliere Josè Sorbello ha evidenziato la debolezza dell’amministrazione che ancora non riesce a distribuire le deleghe. Sorbello ha fatto anche un duro intervento in merito alla situazione dell’ospedale di Giarre ove qualche settimana fa era stato chiuso il blocco operatorio «per un batterio debellabile facilmente». Sorbello ha evidenziato che contestualmente è stata chiusa l’ortopedia e predisposta al suo posto la “piastra chirurgica” «che al momento – ha detto - viene tenuta in naftalina poiché in realtà la manovra è un’altra: quale?». Sorbello ha invitato le autorità competenti a verificare le condizioni dei locali e della struttura organizzativa delle sale operatorie di Acireale. «Ad Acireale – ha chiesto - esistono requisiti strutturali  quali “passa malati”? i pazienti sono portati dentro la sala operatoria con i letti dei reparti o con barelle sporche ed arrugginite con movimentazioni dannose soprattutto dopo l’intervento chirurgico? ad Acireale esiste a regime un sistema di tracciabilità e sterilità della strumentazione chirurgica per assicurare la sicurezza dei pazienti trattati? esistono tanti presupposti sanitari previsti  e specificati nei dettagli da norme nazionali ed europee?». Sorbello ha chiesto quindi al presidente della commissione ospedale di chiedere in proposito un Consiglio straordinario.
Il civico consesso ha anche ascoltato in audizione il presidente del consorzio di depurazione dei liquami Francesco Vasta. Il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci, presentatore di una mozione sulla gestione integrata dei rifiuti, spiega: «c’è la possibilità che il consorzio di depurazione si occupi della gestione dei rifiuti; questo porterebbe dei risparmi. Una richiesta in tal senso è al vaglio della Regione. Per supportarla, all’ordine del giorno del Consiglio, ho presentato un atto d’indirizzo che, non appena approvato, sarà trasmesso ai Consigli comunali degli altri comuni del consorzio affinchè lo approvino».
Agevolazioni fiscali e mutui facilitati per i cittadini che rendono antisismiche le proprie case: un tavolo tecnico che esamini la fattibilità di queste opportunità è stato chiesto poi dal consigliere Patrizia Lionti che sempre in tema di prevenzione del rischio sismico ha anche chiesto che, al primo Consiglio Comunale utile, si parli di quali misure l’Amministrazione comunale intende mettere in atto per predisporre quanto una prima un’esercitazione della Protezione Civile comunale per verificarne procedure ed efficienza in caso di sisma. 
Maria Gabriella Leonardi
28 giugno 2012

Coro di no alla proposta del consigliere comunale acese Finocchiaro di utilizzare il personale infermieristico in esubero all’ospedale di Giarre nel nosocomio di Acireale


Un coro di no ha suscitato a Giarre la proposta del consigliere comunale acese Finocchiaro di utilizzare il personale infermieristico in esubero all’ospedale di Giarre nel nosocomio di Acireale.  «Non ci sono infermieri in esubero all’ospedale di Giarre ma una al contrario una disastrosa situazione che a singhiozzo  gli sottrae  risorse e funzionalità  ormai da almeno dieci anni» replica il consigliere provinciale Salvo Patanè che rivolgendosi al Commissario straordinario dell'Asp Gaetano Sirna, chiede di non cedere alle pressioni politiche e di non toccare nulla, neanche uno sgabello da Giarre.  «Risponda – aggiunge Patanè   - che ogni razzia è stata compiuta con metodo scientifico da chi l'ha preceduta e che adesso i centomila e più del nostro territorio, attendono solo il giusto risarcimento».
Il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci, aggiunge: «Si propone al sig. Finocchiaro, vista la coscienza civile che manifesta e dato che è un operatore sanitario, in un’ottica di integrazione ospedale-territorio, di rendersi temporaneamente disponibile ad esercitare operativamente in ospedale. Inoltre, verifichi che l’ospedale di Giarre potrebbe assorbire il 50% delle attività con la propria piastra chirurgica diminuendo il carico di lavoro del personale di Acireale e ottimizzando anche i costi di gestione. Se confronta i parametri regionali posti letto/infermieri si accorgerà  che al presidio di Acireale sono ampiamente rispettati e quindi è probabile che sia necessaria un’ottimizzazione delle risorse umane in loco».
Maria Gabriella Leonardi
28 giugno 2012

Presidente Confcommercio: Giarre penalizzata dall'assenza di un piano commerciale


«Giarre è penalizzata dall’assenza di un piano commerciale» e ad essere penalizzate sarebbero sia le imprese che i consumatori. Lo sostiene il presidente della locale Confcommercio, Armando Castorina, che spiega anche a cosa serve un piano commerciale: « Questo piano – afferma - assolve alla funzione di utilità socio-economica rispetto ad un territorio. Nasce per garantire l' equilibrio dell'apparato distributivo, la libertà d'impresa, la libera circolazione delle merci e la concorrenza. L'incremento o il decremento disordinato di attività produttive potrebbe produrre anche un eccesso o un difetto di concorrenza; nel primo caso dannoso per l'impresa e nel secondo caso per il cittadino consumatore». Per queste ragioni, secondo Castorina, a Giarre l'assenza di un piano commerciale ad hoc, integrativo di quanto previsto dal piano commerciale regionale penalizzerebbe le imprese ed indirettamente anche i consumatori.  
Secondo il presidente dell’associazione di commercianti, un piano commerciale potrebbe anche avere una funzione strategica, servire per stimolare lo sviluppo in aree depresse: «Per riqualificare tali aree – afferma Castorina - potrebbe bastare, diversamente da come avviene adesso, in cui si attende esclusivamente l'apporto del pubblico, l'azione privata che trova concretezza nella nascita di nuove imprese anche attraverso detassazione dei tributi locali».
Esempi concreti che fa Castorina  sono detassare l’Imu a proprietari di botteghe che si trovano in determinate aree e che vengono affittate a prezzi calmierati; oppure ancora, si potrebbe detassare  la Tarsu a imprese che si insediano in particolari aree del territorio.
Castorina da quindi una stoccata all’attuale amministrazione: «L'assenza di un piano commerciale – afferma - la dice lunga sulla lungimiranza di chi ha amministrato questa città che non ha mai saputo immaginare di dare la giusta importanza alle attività produttive ed, in generale, alla progettazione della città».
La dirigenza Confcommercio sta, quindi, lavorando all'elaborazione di un piano commerciale, basato anche sull'analisi dei dati e dei bisogni. Secondo il presidente dell’associazione di commercianti, l'ente comunale «piuttosto che fare affidamento in maniera prevalente, come avviene adesso, alle entrate provenienti dalle multe “strisce blu” che penalizzano, in particolare, le attività commerciali del centro, potrebbe considerare, in maniera sempre più cospicua, le entrate tributarie provenienti dalle attività produttive che, allo stato attuale, cosa non da poco, sono quasi 3000».
Sulle questioni poste dal presidente della Confcommercio, Armando Castorina, l’amministrazione si riserva di rispondere nei prossimi giorni.
Maria Gabriella Leonardi
27 giugno 2012

Chiude lo storico 2°circolo didattico di Giarre


Si è tenuto, ieri sera, nel plesso scolastico “Alessando Manzoni” di viale Mediterraneo a Macchia, l’ultimo collegio dei docenti del 2°circolo didattico di Giarre. Il nuovo  riordino scolastico non prevede più, infatti, i circoli didattici ma solo istituti comprensivi.
Come spiega il reggente del circolo, il dirigente Pasquale Vinciguerra: «Tutti i circoli didattici di Giarre sono stati “smontati” e “rimontati” in senso a istituti comprensivi che includono sia le scuole primarie che le medie. Giarre avrà tre istituti comprensivi, coincidenti all’incirca con il nord, il centro e il sud della città».
Il 2° circolo, nell’anno scolastico appena conclusosi, contava circa 500 alunni, distribuiti in nove plessi che insistono su tre Comuni: Giarre, Sant’Alfio e Milo.
Ieri sera, dopo avere approvato in consiglio d’istituto gli ultimi atti, reggente e docenti hanno voluto solennizzare la chiusura amministrativa del circolo: «Abbiamo organizzato una cerimonia – spiega Vinciguerra - per rendere omaggio a questo istituto che dagli atti risulta esistere dal 1928. Il 2°circolo didattico è stato poi ufficialmente istituito nel 1951. Per la frazione di Macchia rappresenta la più antica istituzione pubblica».
Per l’occasione sono stati invitati a partecipare tutti i dirigenti scolastici che negli ultimi anni hanno diretto il circolo. Erano presenti ieri sera i dirigenti scolastici Angela Monterosso, Lucy Sciuto, Tiziana D’Anna e Maria Pia Russo. Presenti anche il sindaco di Giarre, Teresa Sodano, e il sindaco di Sant’Alfio, Salvatore Russo.
Il provveditore agli studi di Catania, Raffale Zanoli, impossibilitato a partecipare, ha inviato alla scuola un messaggio nel quale ha ringraziato il personale docente e non docente del circolo per quanto svolto in questi anni, augurando che anche la nuova denominazione porti a tutti gratificazioni e soddisfazioni personali.
I plessi del secondo circolo didattico saranno distribuiti in vari istituti comprensivi: il plesso di Milo sarà aggregato all’istituto comprensivo di Zafferana Etnea; il plesso di Sant’Alfio sarà aggregato al secondo istituto comprensivo di Giarre, che sarà diretto dal preside Carmelo Torrisi, e gli altri plessi, in pratica tutti quelli che si trovano nelle frazioni di Macchia e di San Giovanni Montebello saranno aggregati con il primo istituto comprensivo di Giarre, che sarà diretto dal dirigente Vincenzo Ginardi.
Maria Gabriella Leonardi
23 giugno 2012

lunedì 6 agosto 2012

Sabato e domenica il clou della festa di san Giovanni e San Giovanni Montebello

A San Giovanni Montebello la tradizione si sposa con la tecnologia ed è
così che la festa patronale in onore di san Giovanni Battista, che
culminerà domenica, potrà essere seguita su internet e su Facebook i
sangiovannesi stanno diffondendo il link a cui connettersi. Questo sabato
sera c’è il clou della festa: alle 21 i quattro partiti (agricoltori,
lavoratori edili, esercenti ed artigiani) sfilando con le fiaccole lungo le
quattro vie principali, giungeranno in piazza. Dopodichè inizieranno i
fuochi d’artificio: ogni partito prepara i suoi in una benevola
competizione tra paesani. E gli spari risuonano a lungo anche nei paesi
vicini. Gira voce che gli artigiani siano forti, ma gli altri partiti non
saranno da meno. «La festa di san Giovanni coinvolge tutta la popolazione –
racconta il parroco don Salvatore La Spina – arrivano pellegrini anche dai
paesi vicini. Il momento più sentito è la svelata del simulacro, la
domenica mattina».

«L’organizzazione della festa di san Giovanni dura un anno» spiega il
cassiere della commissione festeggiamenti, Paolo Contarino: «un altro
momento particolarmente celebrato – aggiunge – è il 29 agosto, per la
decollazione di san Giovanni. Come commissione quest’anno hanno provveduto
a restaurare la piangia madre di san Giovanni, in argento. La si espone
quando si raccolgono le offerte; in tutto sono 6, abbiamo restaurato la
prima che risale al 1825. Abbiamo anche restaurato il macchinario che viene
usato per far scendere dalla il simulacro del santo».

Per Nino Spina, che lavora in un sindacato a San Giovanni, il momento più
sentito della festa è la cantata, la domenica, all’uscita del simulacro. Ma
anche il sabato l’incontro dei quattro partiti in piazza è un momento molto
significativo. «I giovani – dice – stanno cercando di conservare la
tradizione e ci vuole molto impegno. Gli organizzatori fanno grandi
sacrifici». Nella sede del suo sindacato, nella piazza centrale della
frazione, è allestita una mostra d'arte del maestro Giovanni Currao.
Per Vincenzo Trovato, macellaio, la festa è tutta bella perché «sono
sangiovannese e san Giovanni ce l’ho sempre nel cuore». Ma un debole ce
l’ha per la fiaccolata dei quattro partiti, che si terrà stasera, e per la
cantata di domani sera all’uscita del santo. Trovato appartiene al partito
degli esercenti ma precisa: «tutta la comunità contribuisce alla riuscita
della festa perché tutti sentiamo il dovere di partecipare».
Maria Gabriella Leonardi
23 giugno 2012

Montagne di spazzatura ovunque, svuotamento dei cassonetti irregolare

La situazione della nettezza urbana a Giarre resta critica. Facendo un giro per le strade è evidente che i ritiri dei rifiuti e gli svuotamenti dei cassonetti della spazzatura sono del tutto inadeguati rispetto alle necessità e alla quotidiana produzione di rifiuti. Ieri pomeriggio era evidente che non erano stati ritirati i rifiuti in diverse centrali arterie giarresi, tra queste: via Garibaldi, piazza Immacolata, via Mascagni, via Tommaso Cannizzaro. Ovunque si sono formati cumuli di sacchetti dei spazzatura. E’ come se i ritiri avvenissero non in maniera omogenea in tutto il territorio ma a settori o a macchia di leopardo: una strada è pulita e quella accanto è piena di rifiuti. E con le elevate temperature di questi giorni si pone anche un problema sotto il profilo igienico sanitario.
Ancora poi si aspetta l’avvio della raccolta integrata dei rifiuti. E il periodo estivo non è logisticamente il momento migliore per avviarla: ci sono residenti che si spostano in villeggiatura in altri comuni e di converso da fuori, soprattutto nei fine settimana, arrivano villeggianti che si riversano nei comuni rivieraschi ove i residenti non hanno ancora sperimentato la raccolta integrata.
Sulla problematica dei rifiuti il dirigente tecnico dell’Ato Joniambiente Giulio Nido dichiara: «Da giorni si susseguono i sopralluoghi nei Comuni di Giarre, Riposto e Mascali per verificare lo stato dei servizi di igiene ambientale espletati dall’Aimeri Ambiente. Questo anche alla luce delle evidenti carenze nelle quotidiane operazioni di svuotamento dei cassonetti». L’Ato ha effettuato dei sopralluoghi, programmati, a Giarre, in due fasce orarie per verificare la condizione dei luoghi monitorati a distanza di ore. Joniambiente, inoltre, ha diffidato l’Aimeri Ambiente a volere provvedere, nell’immediato, all’esecuzione dello svuotamento dei cassonetti di nettezza urbana in maniera capillare nei territori di Giarre e Riposto. «Dopo diversi sopralluoghi – aggiunge Nido - infatti, è emerso il mancato espletamento di tale operazione in diverse aree dei due territori. Inoltre, a supporto delle contestazioni inoltrate alla ditta, anche una documentazione fotografica, redatta dall’Ato Joniambiente, dello stato degli spazi monitorati. Abbiamo, inoltre, diffidato l’Aimeri a volere provvedere, nell’immediato, all’esecuzione dei servizi di igiene ambientale nei Comuni di Giarre, Riposto e Mascali, con il dovuto impiego di uomini, mezzi e attrezzature così come stabilito dal vigente piano di organizzazione dei servizi».
A proposito dell’avvio della raccolta integrata dei rifiuti, l’ing.Giulio Nido afferma: «posso dire che prenderà il via entro luglio prossimo e che, nei prossimi giorni, annunceremo le date programmate per ogni territorio». 
Maria Gabriella Leonardi
22 giugno 2012