giovedì 26 luglio 2012

Operazioni polizia municipale per nomadi e ambulanti


Tornano i nomadi nella zona di corso  Messina. L’area da sempre è stata meta di carovane di roulotte di nomadi che in una rientranza di corso Messina stazionano. Ieri, una residente della zona riferiva che già da diversi giorni una colonia di nomadi si era fermata nell’area, e nei giorni precedenti i nomadi erano stati anche più numerosi. Di norma, i nomadi possono stazionare in un luogo per non più di 24 ore.
Quando si parla di nomadi è sempre difficile trovare un giusto equilibrio tra l’accoglienza e l’esigenza di mantenere ordine e decoro in una zona. A Giarre più volte si è parlato di individuare un’area da attrezzare e da riservare ai nomadi. Ma si tratta di un argomento spinoso in quanto poi nessuno accetta di avere un’area nomadi accanto alla propria casa e sovente nei siti dove si fermano i nomadi, non essendo attrezzati, si creano anche problemi sotto il sul profilo igienico sanitario. La questione dell’area attrezzata per i nomadi per questo a Giarre è stata sempre messa a mollo.
Ieri, alcune pattuglie della polizia municipale hanno effettuato un sopralluogo nella zona di corso Messina, per diffidare la colonia di nomadi presenti sul luogo a lasciare l’area che hanno occupato da svariati giorni.
Sempre ieri, una nota riferisce che, su disposizione del sindaco Teresa Sodano, il Comando di Polizia locale è stato sollecitato a programmare un intervento di controllo dell’ambulantato selvaggio e abusivo nella zona di piazza Ungheria.
Anche l’ambulantato selvaggio è una delle piaghe di Giarre. Appena si arriva in città dall’autostrada, dopo poche decine di metri, Trepunti pullula di baracche di ambulanti che più volte nel corso degli anni sono state smontate e poi, dopo ogni volta, dopo un certo lasso di tempo, sono state rimontate. Nella frazione la presenza degli ambulanti contribuisce a creare disordine in una delle zone più trafficate della città.
Ma Trepunti, in fatto di ambulanti, è superata dal viale Libertà, dove ad ogni angolo stazionano ambulanti. Il viale è così affollato che ormai i nuovi ambulanti che via via si sono aggiunti sono andati a posizionarsi nelle vie limitrofe. E piazza Ungheria è a pochi passi da viale Libertà.
Anche l’individuazione di un sito da potere destinare agli ambulanti è un’altra incompiuta giarrese, un nodo difficile da districare perché gli ambulanti cercano un’area di passaggio ove potere vendere ma la loro presenza così numerosa appesantisce la viabilità, diminuisce le aree di sosta, crea caos. Oltretutto l’esperienza insegna che le varie operazioni interforze antiambulantato abusivo hanno avuto solo effetti di breve durata, visto che poi gli ambulanti ritornano, poco dopo, nei posti in cui si trovavano. Se questa amministrazione, questa maggioranza, non riuscirà a trovare un rimedio a questo problema toccherà a chi verrà dopo, se ci riuscirà, sbrogliare la matassa per rendere più vivibile la città.
Maria Gabriella Leonardi
16 giugno 2012

Compito d'italiano i consigli di due prof.giarresi


Notte prima degli esami stanotte per i maturandi che domani affrontano la prima prova, il compito d’italiano. Giarre insieme a Riposto ospita tanti istituti  superiori che attirano studenti da tutto l’hinterland. L’appuntamento di domani tocca da vicino, quindi, la nostra realtà e per questo abbiamo chiesto a due docenti giarresi consigli per gli studenti.
Il prof.Dario Consoli, docente di lettere all’I.i.s. “Amari” e italianista per il tema d’italiano consiglia: «Non dilungatevi. Eliminate aggettivi inutili. Le parole siano precise, i verbi scolpiscano le azioni. Avverbi solo se necessari, con misura. Andate alla tenace ricerca delle parole giuste. Concentratevi sul testo, annotate e buttate a caso in brutta le idee che vi vengono. Le ordinerete dopo.Dopo aver letto e sottolineato tutti i testi, rileggeteli ancora. E poi ancora una volta. Con calma, perché il tempo lo avete. Non temete di perder tempo: scegliere la traccia più adatta è la decisione più importante da prendere. Sia che scegliate l’analisi del testo o il saggio/articolo, rileggete le vostre idee fino a vederle riunite in un diagramma, o anche un elenco. Citate più volte dalle fonti, stanno lì per quello. Ma non ricopiate interi paragrafi: piuttosto, singoli concetti o sintagmi. A volte le intuizioni più brillanti nascono dall’umile commento di un testo dato, più che da una divinazione. Siate umili e precisi, a questo serve la scrittura saggistica. Non barate (si vede subito).Fate brevi pause e mangiate qualcosa (pensate ad altro, rilassatevi). Rileggetevi e correggete il vostro testo.In bocca al lupo!».
Alla prof.ssa Grazia Messina, docente di storia e filosofia al Liceo “Leonardo” dà alcune dritte per la prova orale: «La normativa ministeriale – spiega - riserva la fase iniziale del colloquio dell’esame di Stato all’esposizione di un percorso interdisciplinare (un progetto, una ricerca) scelto dal candidato. Nei giorni precedenti sarà dunque importante predisporre, al posto della tradizionale “tesina”, una mappa concettuale sull’argomento individuato, con riferimento a più ambiti disciplinari. Alla mappa potranno essere allegati, in base all’indirizzo di studio, alcuni documenti utili per l’esposizione e inerenti alle materie d’esame. Sempre secondo la normativa, “preponderante rilievo deve essere riservato alla prosecuzione del colloquio”, che riguarderà tutte le discipline rappresentate  dai commissari interni ed esterni. E’ importante dunque iniziare prima possibile il ripasso dei programmi  svolti nel corso dell’ultimo anno. E’ proprio in questa fase di riepilogo che il metodo appreso a scuola aiuta ad ordinare, classificare, relazionare le conoscenze acquisite. Nel corso del colloquio sarà fondamentale dare risposte precise alle domande poste dai commissari ma anche mostrare autonomia nei collegamenti tra le discipline, pensiero critico, originalità argomentativa».
Maria Gabriella Leonardi
19 giugno 2012

Lo switch off coglie tutti di sorpresa


«Pronto, il televisore nuovo non mi funziona più: non vedo nessun canale!». «Ma è da stamattina che non le funziona?» chiede il rivenditore. «Si», risponde il cliente. «E allora non si preoccupi – rassicura il rivenditore - deve solo risintonizzare l’apparecchio».
Numerose telefonate di questo tipo sono giunte ieri al titolare di un negozio di elettrodomestici di Giarre; e c’è da credere che anche ai suoi colleghi sarà capitata la stessa cosa.
A Catania la data dello switch off, cioè del passaggio al digitale terrestre, è prevista per il 19 giugno e lo stesso giorno lo switch off è in programma anche a Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e in parte delle relative province. Ma a Giarre lo switch off, inaspettatamente, è avvenuto ieri, in corrispondenza con lo spegnimento del segnale analogico a Messina. Nel comune delle sette torri, infatti, i canali televisivi vengono ricevuti dall'area dello stretto e non da Catania, ma questa differenza a Giarre si è colta solo ieri, dopo che il televisore al buio ha colto di sorpresa un po’ tutti, sin dalle prime ore della giornata.
Già da qualche giorno, un po’ di confusione l’avevano incontrata molte persone anziane, impegnate a fronteggiare, in questi stessi giorni, le due “rivoluzionarie” novità di questa metà giugno 2012: lo switch off e l’Imu! Ieri però il televisore buio ha colto alla sprovvista anche i più giovani: su Facebook sono comparsi  post impauriti del tipo: «ma da voi la tv si vede?».
Nelle case il televisore muto ha causato persino beghe tra moglie e marito. Una signora si è sfogata dall’estetista: «mio marito a pranzo non si è potuto vedere il telegiornale e se l’è presa con me. Mi ha detto: ma ta vidi tu chi mungisti na televisioni!».
Impennate nella giornata di ieri, com’era prevedibile, anche le vendite di decoder; qualche rivenditore pensa pure di restare aperto anche nella giornata di domani, anche se è domenica, per arrotondare i magri incassi che si fanno in questo periodo di crisi.
E poi c’è chi sperava che finalmente, con la scusa dello switch off, per qualche giorno, ci si sarebbe liberati tutti della televisione. Ma con buonapace di questi ultimi, c’è da chiedersi quanti vorranno mai rischiare di non riuscire a vedere lunedì, dopodomani, la partita dell’Italia contro l’Irlanda?
Maria Gabriella Leonardi
16 giugno 2012

Il procuratore aggiunto Bertone parla ai giovani del Leonardo


«Il ruolo dei giovani e della scuola nella lotta alla illegalità è notevole. I giovani, informati e consapevoli delle sacche di illegalità che ci sono nel Paese hanno una capacità di indignarsi maggiore rispetto agli adulti, assuefatti spesso a un clima di disinteresse». Così il procuratore aggiunto presso il tribunale Catania, Amedeo Bertone, ha parlato ieri agli studenti del liceo “Leonardo in occasione della cerimonia di conclusione dei progetti scolastici. Bertone ha rimarcato come anche la strage di Brindisi, i cui contorni sono ancora da chiarire, sia un segno di insofferenza nei confronti della tensione pedagogica della scuola verso la legalità e ha quindi invitato i giovani a reagire, denunciando le ingiustizie, se è il caso anche arrabbiandosi in maniera civile per tentare sempre di cambiare la realtà che li circonda.
Il dirigente scolastico del “Leonardo”, la prof.ssa Carmela Scirè, ha evidenziato come l’educazione alla legalità nella scuola avvenga non solo attraverso iniziative e progetti che riguardano i temi della legalità, ma attraverso tutte le attività che prevedono un impegno dei ragazzi e che comportano un’assunzione di responsabilità.
Attraverso il progetto “Le(g)ali al sud” suddiviso nei due moduli ”Sarebbe il peggio per l’omo in terra se non fosse cive?” e “Leggi dell’uomo-leggi della natura” i ragazzi hanno avuto modo di vivere intense esperienze formative, come la visita ai terreni confiscati alla famiglia mafiosa dei Riela. 
Significativa anche la realizzazione di un video sulle incompiute giarresi e sulle attese che hanno tradito; il video è stato premiato in un concorso bandito dal Liceo “Lombardo-Radice” di Catania.
Presentate sempre ieri le attività di astrofisica, quelle “Clil” riguardanti l’insegnamento in lingua di discipline curriculari e i risultati del progetto “Intercultura”.
Maria Gabriella Leonardi
13 giugno 2012

Il Comune di Giarre voleva effettuare il diserbo e farlo pagare all'Ato a cui compete. Ma dopo 15 giorni l'Ato dice che lo effettuerà gratis per tutti i Comuni


Al Comune con un’ordinanza sindacale dello scorso 29 maggio era stato disposto il diserbo delle strade  comunali e di addebitare poi la spesa all’Ato Joniambiente, a cui compete questo servizio. Ieri, 11 giugno, una nota della Joniambiente comunica che è stato predisposto “un servizio di estirpazione erbacce, rovi e piante infestanti sui cigli delle strade”, a costo zero per i comuni. Non sappiamo se i due atti siano collegati tra loro, di certo c’è che l’erba alta è da molto tempo la sgradevole cornice di molte strade.
Nella nota dell’Ato, il dirigente tecnico Giulio Nido dice: «Occorre un servizio di scerbamento che risponda alle esigenze del territorio. Alla luce delle condizioni climatiche del periodo che favoriscono la proliferazione, massiccia, di erbe infestanti, considerato che l’Ato Joniambiente è chiamata a garantire un’opera di pulizia che includa anche l’eliminazione delle piccole sterpaglie ai lati delle strade di competenza ma valutata l’esigenza di mettere in atto un servizio di scerbamento certamente più funzionale ma anche mirato e più corposo rispetto a quanto contemplato nel capitolato d’appalto, pochi giorni fa, in aggiunta ai servizi previsti e così come deliberato dall’Assemblea dei Soci, questo Ato ha predisposto un servizio di estirpazione erbacce, rovi e piante infestanti sui cigli delle strade». Il servizio interesserà tutti i Comuni dell’Ato, verrà affidato con gara pubblica e non comporterà costi per i Comuni poiché sarà pagato con le “economie” recuperate dall’Ato per mancati servizi.
Maria Gabriella Leonardi
12 giugno 2012

Comune ripara sistema smaltimento acque reflue in avaria, ma artigiani zona artigianale lamentano odore nauseabondo di fogna


Un importante intervento ha visto impegnati i tecnici comunali. Il sistema di smaltimento delle acque reflue a supporto della Zona artigianale di Trepunti, infatti, era andato in avaria creando notevoli inconvenienti, soprattutto di ordine igienico sanitario.
Il sistema di smaltimento delle acque reflue a supporto della zona artigianale di Trepunti è attivo da oltre un decennio a mezzo di due pompe di sollevamento che prelevano i reflui da una vasca di accumulo convogliandoli nella fognatura  di via Luminaria-Strada 85. L’avaria ha causato riversamenti delle acque reflue nell’asta torrentizia a valle dell’impianto produttivo.
Come spiega un comunicato, pressanti segnalazioni dei residenti della zona a sud di Giarre e del Corpo Forestale  sono giunte al Comune. Per questo la IV area servizi tecnici è intervenuta con celerità per risolvere gli inconvenienti di carattere igienico sanitario che si erano creati riattivando queste pompe di sollevamento e, procedendo, altresì, alla disotturazione della condotta fognaria su via Luminaria-Strada 85. Grazie alla realizzazione di tale intervento, sono stati definitivamente eliminati gli sversamenti convogliando i reflui all’interno dell’esistente condotta.
Su questo intervento il dirigente della IV Area, Servizi Tecnici, arch.Venerando Russo, nella nota stampa dichiara: «L’inconveniente è stato eliminato, tuttavia è stato riscontrato, durante le operazioni di manutenzione, che la funzionalità della condotta fognaria realizzata su via Luminaria-Strada 85, è limitata solo ai reflui provenienti attraverso le pompe della Zona Artigianale, e ciò in quanto la dimensione della medesima condotta (realizzata in seno alla zona artigianale) è insufficiente a sostenere ulteriori immissioni da parte di utenti privati residenti nella zona, per i quali sono state presentate apposite richieste ovviamente respinte dall’ufficio per le predette ragioni».   
Ieri pomeriggio, comunque, alcuni lavoratori della zona artigianale ci hanno riferito che, da oltre un mese a questa parte, un odore nauseabondo di fognatura è avvertito soprattutto da chi lavora nei capannoni che si affacciano sulla nazionale. Gli artigiani riferiscono di avere visto più volte venire del personale del Comune, che ci sono stati degli interventi, ma ancora il problema del cattivo odore non è stato risolto.
Oltre a disturbare chi quotidianamente lavora nella zona artigianale l’odore di fogna è anche una pessima accoglienza per la clientela e quindi urgono interventi per ovviare anche a questo inconveniente.
12 giugno 2012
Maria Gabriella Leonardi

lunedì 23 luglio 2012

I dissuasori della sosta non dissuadono perchè c'è un buco. Cestini porta rifiuti in via Callipoli e corso Italia chissà quando

«Tutti i divieti sono uguali, ma alcuni sono meno uguali degli altri». Potremmo parafrasare Orwell per esprimere quello che accade in piazza Duomo. Essendo una piazza destinata al passeggio delle persone, non vi si può posteggiare e dei dissuasori lo impediscono. Ma questo non è un divieto assoluto, perché la sera, da tempo, le auto vi parcheggiano.

Da qualche mese, sul lato di piazza Duomo antistante via Garibaldi, il Comune,  grazie a un contributo di 100 mila euro per interventi di arredo urbano, ha collocato dei nuovi dissuasori della sosta alternati con eleganti fioriere. E in più comunicati comunali è stato annunciato, che questi dissuasori avrebbero impedito l’accesso e la sosta dei veicoli. Ma la sera le auto continuano a posteggiare sopra la piazza perché dal lato dei bagni pubblici è rimasto aperto un varco che consente l’ingresso delle auto. E quindi quando la polizia municipale non espleta più servizio, le auto continuano a parcheggiare sopra il blasonato salotto buono della città. Possibile che nessuno al Comune in questi mesi si sia accorto che la notte si continua a posteggiare malgrado i nuovi dissuasori? È stato questo varco lasciato apposta?

Sulla piazza si tengono sovente delle manifestazioni e quindi una via d’accesso è utile che ci sia anche per agevolare l’ingresso di mezzi che trasportano materiale di montaggio per palchi, stand e quant’altro. Ma allora andava pensata una modalità di chiusura che all’occorrenza poteva essere aperta: la collocazione di una catena, di una sbarra, non mancano di certo soluzioni, anche migliori, in tal senso, basta cercarle. Ma come si dice spesso a Giarre dinanzi a qualunque questione: «i problemi sono ben altri» e tutto resta così com’è, perché i problemi sono sempre altri.

L’intervento di arredo urbano non ha incluso un elemento di cui si discute da sempre: i cestini porta rifiuti in corso Italia e via Callipoli. Nelle due più importanti vie commerciali giarresi, infatti, non c’è un cestino ove buttare una carta. Al Comune si era ipotizzato di realizzare queste cestini utilizzando le somme risparmiate dal ribasso d’asta della gara d’appalto per gli interventi di arredo urbano. Sono passati mesi e ancora di questi cestini non vi è traccia.
Sui dissuasori di piazza Duomo e sui cestini porta rifiuti, interpellato, il dirigente comunale arch. Venerando Russo in una nota dichiara: «i dissuasori di piazza Duomo e in generale quello presenti nel centro storico hanno carattere estetico funzionale; nessuno ha intenzionalmente lasciato  varchi per consentire gli accessi! Quanto ai parcheggi arbitrari  nella zona del Duomo, essi avvengono come più volte precisato durante le ore notturne quando la polizia municipale non effettua servizio. Riguardo, invece, i cestini, è intenzione collocarli: si sta lavorando per reperire le somme del ribasso d'asta del finanziamento dell'arredo urbano».
Maria Gabriella Leonardi
12 giugno 2012

All'assemblea del Comitato consultivo aziendale dell'Asp documento sull'ospedale di Giarre

La causa dell’ospedale di Giarre viene perorata in tutte le sedi possibili. Anche in sede di Comitato consultivo aziendale dell’Asp ove i membri giarresi hanno presentato al presidente del comitato, Luigi Anile, un documento per sottoporre alcuni temi, a partire dalla situazione creatasi nell’ospedale a seguito della chiusura delle sale operatorie. Nel documento si parla anche del trasferimento del consultorio dentro l’ospedale e dell’esigenza di potenziare il servizio di mammografia.
Il comitato mira a coinvolgere la società civile nel miglioramento della qualità dei servizi; dà pareri consultivi sugli atti di indirizzo aziendale, valuta la qualità dei servizi e formula proposte di miglioramento.
 Ne fanno parte una quarantina di associazioni di tutta la provincia. Quattro i membri giarresi che hanno tutti sottoscritto il documento: Francesco Strano dell’Avis, Francesco Camuglia dell’Avulss, Salvo Garraffo del Cpf e Angelo D’Anna di “Insieme…persone”. «Abbiamo consegnato il nostro documento a margine dell’assemblea del comitato per renderla edotta delle criticità che la popolazione avverte – spiega Angelo D’Anna -. Ci chiediamo perché trasferire da un’altra parte il consultorio che lì dov’era offriva già servizi di qualità? Abbiamo anche rilevato che con la chiusura delle sale operatorie i medici del pronto soccorso restano senza supporto e devono mandare altrove i pazienti». Nel documento i sottoscrittori affermano che se entro pochi giorni la situazione non verrà ripristinata si assisterà di fatto alla definitiva scomparsa di un ospedale. I membri giarresi del comitato chiedono altresì, in un’ottica di miglioramento degli standard di servizio, la presenza di un anestesista rianimatore h 24. Chiesto anche un potenziamento del servizio delle mammografie: «si tratta – dice Francesco Camuglia - di un servizio importante per la prevenzione; chiediamo che venga potenziato nel personale e nel numero di prestazioni».
Maria Gabriella Leonardi
9 giugno 2012

Consiglio ancora contro la vendita di un terreno di corso Messina destinato a verde pubblico

Il Consiglio comunale mercoledì scorso ha votato all’unanimità contro l’alienazione del terreno di corso Messina al centro di un rimpallo tra l’amministrazione e l’assise consiliare. Questo terreno, destinato a verde pubblico, era stato inserito l’anno scorso dall’amministrazione comunale tra i beni da vendere, ma il Consiglio aveva compatto votato contro. Malgrado ciò, l’amministrazione comunale, mesi dopo, ha di nuovo inserito il terreno di corso Messina tra i beni da vendere. Mercoledì, durante la seduta del civico consesso, i consiglieri d’opposizione Josè Sorbello e Tania Spitaleri hanno chiesto al Consiglio di esprimersi sulla questione, rinviando indietro all’ufficio proponente e alla giunta la proposta di delibera, affinché il piano delle alienazioni possa essere approvato senza questo terreno. «Non ha senso per il Comune – sottolinea Tania Spitaleri -  vendere come verde privato un terreno destinato a verde pubblico, sia perché non è consentito sia perché  assolutamente svalutato dal punto di vista monetario». 
M.G.L.
8 giugno 2012

mercoledì 18 luglio 2012

In Consiglio comunale nasce nuovo gruppo consiliare. Consiglio approva regolamento per la tutela degli animali

Il gruppo consiliare del Pdl a Giarre continua a perdere pezzi e dopo avere perso il presidente del Consiglio Raffaele Musumeci che ha lasciato il Pdl per formare, insieme al consigliere Santo Vitale, il Cdr, mercoledì scorso è stata la volta dei consiglieri Fabio Cavallaro e Patrizia Lionti che hanno costituito il gruppo “Alleanza per Giarre”. I due consiglieri hanno espresso il loro dissenso verso il commissario locale del Pdl, comm.Pippo Pagano che in un’intervista tv ha annunciato un imminente allontanamento del partito dalla maggioranza avanzando all’amministrazione tre richieste: l’imposizione dell’aliquota minima Imu, l’abbassamento della Tarsu e la revisione o lo scioglimento del contratto con la Giarre Parcheggi. Per Cavallaro e Lionti, che si ritengono ancora strutturati nel Pdl attraverso la loro comunità politica, le parole di Pagano sono tardive e la dirigenza locale del Pdl ha invece lasciato soli i ragazzi di Italia Avvenire (area Pdl) quando raccoglievano firme «per dire basta alla vessazione delle strisce blu» o quando con dei gazebo in piazza hanno chiesto la riduzione della Tarsu. Lionti e Cavallaro hanno deciso di passare all’opposizione. Per il capogruppo consiliare del Pdl, Orazio Pagano, bisognerà vedere l’identità del nuovo gruppo a livello comunale, provinciale e regionale. Plaude invece alla nascita di “Alleanza per Giarre” l’associazione Italia Avvenire che in una nota dichiara: «Lavoreremo strenuamente affinchè “Alleanza per Giarre” possa essere non un museo della destra che fu, ma un laboratorio che forte delle proprie idee e dei propri valori, possa guardare al futuro con forza, fiducia e speranza».
Mercoledì, il Consiglio ha finalmente approvato il regolamento per la tutela degli animali, elaborato dalla commissione sulla revisione, aggiornamento e informatizzazione dei regolamenti, presieduta da Patrizia Lionti, ed esitato dalla I commissione consiliare, presieduta da Maurizio Arena. Come spiega la Lionti: «le modifiche più importanti apportate al regolamento riguardano, circa il titolo dedicato ai cani, la prevenzione contro il randagismo e l'individuazione di apposite aree comunali per lo sgambamento. In generale, sono state inasprite le sanzioni per chi usa violenza contro gli animali e per chi non cura la pulizia e l'igiene dei luoghi di detenzione e delle strade durante la passeggiata del proprio cane. Ringraziamo per la collaborazione l'Arca, la dott. Angela Carbone, il dott. Giovanni Garofalo ed i cittadini che spontaneamente hanno contributo». Soddisfatto l’assessore uscente alle politiche animaliste, Giuseppe Cavallaro, che annuncia: «domenica 24, al parco degli eroi, si terrà una manifestazione canina, la villa sarà destinata dall’amministrazione allo sgambamento degli animali. Finalmente, con l’approvazione di questo regolamento gli amanti degli animali potranno lasciare liberi i loro amici a quattro zampe in aree attrezzate». L’assessore annuncia anche il Comune sta comprando un lettore elettronico che servirà per controllare se i cani del territorio sono provvisti del microchip, ormai obbligatorio. Un mese fa, proprio grazie al microchip, un cane abbandonato rinvenuto a Trepunti è stato “restituito” al proprietario, residente ad Acireale.

Maria Gabriella Leonardi
8 giugno 2012

venerdì 13 luglio 2012

Comune fa causa alla Provincia per avere tornate indietro le somme anticipate per pagare i docenti dell'istituto musicale

La chiusura dell’istituto musicale “F.Pennisi” è stata una perdita per Giarre che grazie a questo istituto poteva offrire ai giovani una formazione musicale a prezzi abbordabili. A distanza di anni la chiusura dell’istituto ha ancora degli strascichi sul piano economico, visto che il Comune sta promuovendo un’azione legale contro la Provincia regionale di Catania per il recupero delle somme anticipate dallo stesso Comune ai docenti della scuola musicale negli anni accademici 2006/07 e 2008/09. La delibera di giunta comunale n°69 del 28 maggio 2012 autorizza il sindaco a conferire un incarico ad un avvocato per questo fine.
L’istituto “F.Pennisi” era  nato a Giarre nel 2005 grazie a un protocollo d’intesa tra la Provincia regionale di Catania, il Comune di Giarre e l’istituto "V.Bellini" di Catania. La Provincia si era impegnata a contribuire alle spese di mantenimento dell’istituto per gli anni accademici 2006/07 e 2008/09 versando 150mila euro per annualità, ma poi non ha poi accreditato al Comune le somme spettanti. Il Comune ha quindi intimato alla Provincia il pagamento della somma complessiva di euro 351mila circa.
C’è però da dire che per altre questioni la Provincia vanta crediti per centinaia di migliaia di euro dal Comune di Giarre e forse questo ha bloccato i finanziamenti verso l’ente comunale. Frattanto, per il Comune di Giarre il mancato stanziamento dalla Provincia ha comportato maggiori oneri: l’Ente comunale ha dovuto sostenere la spesa delle spettanze contrattuali di consulenza e docenza ed anche le spese scaturenti da procedure esecutive già attivate dai professori nei confronti del Comune. L’ultima diffida presentata dal Comune contro la Provincia lo scorso gennaio non ha prodotto alcun risultato. Ora l’amministrazione ha deciso di promuovere un’azione legale nei confronti della Provincia per recuperare le somme anticipate dal Comune per pagare i docenti della scuola musicale.
Maria Gabriella Leonardi
7 giugno 2012

Dove nascono i neonati giarresi: nel 2011 a Catania ne sono nati 150 ad Acireale 88

Dove nascono i bambini giarresi da quando è stato chiuso il punto nascita di Giarre? Ebbene, le famiglie giarresi dovendo scegliere tra Catania e Acireale preferiscono per la maggior parte fare nascere i propri pargoli a Catania, ove ci sono sia aziende ospedaliere pubbliche sia cliniche private. Lo rivelano i dati dell’anagrafe del Comune di Giarre attraverso il semplice calcolo del numero di nati per luogo di nascita negli anni dal 2009 al 2011.
Nel 2008, come ricorderete, è stato chiuso il punto nascita dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro” di Giarre perchè non arrivava ai 400 parti l’anno. Una chiusura con strascichi di proteste e malcontenti e che è stata anche la prima chiusura di una serie graduale di chiusure all’interno del presidio giarrese.
L’anno successivo, nel 2009, sono nati a Catania 121 bambini giarresi e 106 ne sono nati ad Acireale. Ma l’anno successivo ancora, nel 2010, la quota di bebè nati ad Acireale è scesa a 86, mentre i neonati giarresi venuti al mondo a Catania si sono mantenuti costanti a 129. Il calo di nascite di bambini giarresi ad Acireale si è mantenuto anche nel 2011 quando sono nati nella città barocca 88 bebè giarresi; ma lo stesso anno, a Catania, sono nati ben 150 bambini giarresi.
Dai dati dell’anagrafe risulta anche che dopo Catania e Acireale, la terza località di nascita dei neonati di casa nostra è Taormina; ma qui i numeri sono molto più bassi. Nel 2009 sono nati, infatti, a Taormina 11 bambini residenti a Giarre, nel 2010 ne sono nati 17 e nel 2011 ne sono nati 14.
Negli ultimi tre anni il numero di neonati a Giarre si è mantenuto intorno ai 240 l’anno.
Maria Gabriella Leonardi
7 giugno 2012

Cassonetti dei rifiuti circondati dalla spazzatura non raccolta da giorni

Prima c’è stato il rogo dei mezzi nel deposito di Macchia di Giarre, poi  dovevano arrivare i mezzi da altre località, ormai è passato un mese ma le montagne di rifiuti attorno ai cassonetti sono sempre più frequenti e quella che doveva essere una situazione emergenziale temporanea sembra diventata uno stato permanente. Ieri mattina alle 9 bastava fare un giro per le vie di Giarre per vedere che i sacchetti dei rifiuti in diverse parti della città non erano stati ritirati da giorni. In via Musumeci angolo via Nicolò Tommaseo, nel centro di Giarre, una montagna di rifiuti circondava i cassonetti: una scena che faceva pensare a Napoli o a Palermo. Ma proseguendo verso Altarello, Carrubba e San Leonardello: anche qui le montagne di rifiuti attorno ai cassonetti dimostrano che i rifiuti non vengono ritirati da giorni. Le temperature vanno ad aumentare e montagne di rifiuti non raccolti per giorni significano cattivi odori e problemi igienici. Una situazione insostenibile.
Interpellato, il dirigente tecnico dell’Ato, Giulio Nido ha dichiarato: «Dopo un controllo effettuato dall’Ato nel territorio, nei Comuni di Giarre, Riposto e Mascali, relativamente ai servizi d’igiene ambientale, è emerso come le operazioni di svuotamento dei cassonetti di nettezza urbana, in molti spazi dei Comuni indicati, non vengano espletate in modo del tutto funzionale. Mi rendo conto dei disagi della ditta Aimeri Ambiente, disagi legati alla temporanea carenza di automezzi – ieri, dalla ditta, mi è stato garantito che sono in arrivo altri mezzi – ma alla luce di questo quadro, abbiamo diffidato la ditta Aimeri a provvedere, entro oggi (ieri n.d.c.) all’esecuzione del servizio di svuotamento cassonetti nelle aree indicate considerando che, come previsto dalla legge, i servizi di igiene ambientale, in nessun caso possono subire interruzioni. Sono, tuttavia, certo che una volta avviato anche il terzo step della raccolta integrata dei rifiuti nei Comuni di Giarre, Riposto, Mascali, Milo e Sant’Alfio, l’intero servizio migliorerà gradualmente. Mi auguro di poter annunciare il calendario di avvio già in settimana».
Maria Gabriella Leonardi
6 giugno 2012

giovedì 12 luglio 2012

Sindacato Or.sa denuncia inefficienze al pronto soccorso dell'ospedale. Replica direttore sanitario

Ospedale di Giarre sempre al centro delle cronache stavolta per un comunicato del segretario confederale del sindacato Or.S.A. territoriale, Antonio Luigi Carmelo Labate, che fa sapere di avere presentato formale denuncia nei confronti dell'Asp 3 di Catania per le condizioni lavorative dei medici del pronto soccorso dell'ospedale giarrese. «In questi giorni capitando sfortunatamente al pronto soccorso dell'Ospedale di Giarre – scrive Labate –ho potuto constatare le condizioni poco igieniche e la scarsa sicurezza del presidio in cui operavano solamente un medico e due infermieri, che, a causa dell'intensa presenza di utenti, non riuscivano ad accogliere i pazienti in modo consono. Questo fatto risulta molto grave in quanto non è possibile nemmeno assegnare un codice ad ogni paziente che arriva al pronto soccorso». Il sindacalista ribadisce che l’ospedale serve un bacino di utenza di circa 120 mila abitanti e fa sapere di avere inviato lettere anche al Ministero della Sanità e al sindaco di Giarre per organizzare una riunione urgente dei sindaci del distretto sanitario servito dal nosocomio.
Il direttore sanitario dell’ospedale, dott. Salvatore Scala, spiega che il pronto soccorso di Giarre ha un afflusso di circa 20mila accessi l’anno e che viene erogata l’assistenza prevista dalla legge per i pronto soccorso con questo afflusso di utenti. Non superando i 35mila accessi l’anno non va attivato il triage. Il direttore garantisce l’efficacia di controlli sull’igiene e  l’immediato intervento quando è emerso qualcosa che non andava bene: questo, secondo il dott.Scala, è indice di qualità e non di disservizi. «Al reparto di medicina, a cui fa riferimento il pronto soccorso – conclude il dott. Scala – è stato assegnato il più elevato numero di infermieri». Il dott.Giovanni Rapisarda, primario del reparto di medicina e responsabile del pronto soccorso, aggiunge che l’organico del pronto soccorso conta sette medici, di cui solo uno con ore ridotte. «Il pronto soccorso - afferma il medico - serve gli utenti con celerità nella misura in cui la diagnostica funziona celermente». Il dott.Rapisarda inoltre annuncia che dall'1 luglio  sarà istituita la reperibilità infermieristica e ausiliaria per necessità e/o per trasferimenti. Inoltre ci si adopererà per assicurare, mattina e pomeriggio, due medici per turno.
Maria Gabriella Leonardi
5 giugno 2012

"La rinascita della politica comincia dai municipi", incontro organizzato dalla Fondazione di Salvo Andò

Otto sindaci di altrettanti comuni siciliani si sono ritrovati ieri nell’albergo Sicilia di Giarre per parlare della rinascita della politica che comincia dai municipi; un incontro organizzato dalla fondazione Nuovo Mezzogiorno, presieduta dal prof.Salvo Andò, già rettore dell’università Kore di Enna nonché ex ministro della Difesa.
L’incontro era la quindicesima lezione del corso di formazione "Scuola della Democrazia" organizzato dalla fondazione Nuovo Mezzogiorno e vi hanno partecipato i sindaci Nino Di Guardo di Misterbianco (Ct); Nello Di Pasquale di Ragusa; Giuseppe Intelisano di Calatabiano (Ct); Salvatore Sanzeri di Cianciana (Ag); Teresa Sodano di Giarre (Ct); Carmelo  Spitaleri di Riposto (Ct);  Giovanni Verga di Licodia Eubea (Ct) e Angelo Giuffrida di Motta S.Anastasia (Ct).
Molto concreti gli interventi dei sindaci: «ogni giorno registro il termometro della situazione» ha detto il sindaco Intelisano di Calatabiano che ha auspicato una riforma elettorale per evitare che in Parlamento siedano i “nominati”. «E’ luogo comune che chi fa politica si arricchisce - ha asserito il sindaco Di Guardo di Misterbianco  - in campo deve ritornare la passione, dagli amministratori può partire la riscossa politica». Il sindaco Sanzeri di Cianciana ha snocciolato le impellenze quotidiane con cui si devono confrontare i sindaci, dalle tasse alla mancanza di lavoro; e poi, commentando le ultime amministrative ha notato come, in mancanza della politica, la gente si sia affidata ai leader naturali e più capaci delle comunità.
Il sindaco di Ragusa, Di Pasquale, ha parlato del “commissariamento della democrazia” avvenuto con lo svuotamento dei partiti, il taglio del legame tra parlamentari e popolo e la concentrazione nelle mani di pochi anche dei piccoli canali tv. Spitaleri di Riposto ha auspicato l’avvicinamento dei giovani alla politica: ma prima la politica deve fare pulizia al suo interno. Anche il sindaco Verga di Licodia Eubea ha stigmatizzato la lontananza della politica dai cittadini. Per la Sodano di Giarre la politica non va demonizzata e bisogna saper rispondere all’antipolitica con i fatti. Il sindaco Giuffrida di Motta S.Anastasia, infine, ha posto l’accento sulle difficoltà economiche e le restrizioni che vivono i Comuni che talvolta non possono spendere neanche i soldi che hanno.
«Questo corso – ha detto il prof.Andò – non è una scuola di partito ma vuole offrire una migliore conoscenza delle politiche pubbliche e consentire alla gente di avere le idee più chiare su temi di cui si parla spesso. L’augurio è che delle grandi questioni di sviluppo non ne parlino solo segretari di partito ma anche quanti ogni giorno affrontano difficili problemi amministrativi».
Maria Gabriella Leonardi
2 giugno 2012

Ambulantato abusivo, problema irrisolto

Il recente episodio di cronaca, che ha visto protagonista un ambulante barricatosi nella scuola media di via Trieste per sfuggire a due individui armati che lo inseguivano, ha riportato all’attualità il problema dell’ambulantato selvaggio che vede ad ogni angolo di viale Libertà e delle vie adiacenti stazionare venditori ambulanti abusivi.
La mancata regolamentazione in questo settore resterà una delle incompiute anche di questa amministrazione. In tanti anni, infatti, non si è mai riusciti a trovare un giusto compromesso tra le esigenze degli ambulanti che hanno bisogno di vendere la loro merce in un luogo di passaggio e le esigenze di ordine e decoro di una città.  Inutili sono state,  ogni volta, anche le operazioni di polizia municipale e carabinieri, con sequestri di merce ed elevazione di verbali: come tutti hanno visto, passata qualche ora dall’ operazione interforze, gli ambulanti sono ritornati ai loro posti.
Sovente, residenti di viale Libertà hanno lamentato l’assenza degli agenti di polizia municipale su questa importante arteria, malgrado sia stata più volte assicurata una presenza più capillare anche sul viale Libertà, soprattutto a seguito dell’assunzione dei nuovi vigili. In proposito, il comandante Maurizio Cannavò, in una nota, afferma che «la presenza della polizia locale è confermata da un pattugliamento sistematico nella zona del viale. I vigili più volte al giorno effettuano dei passaggi e si fermano in loco a seconda delle necessità. Quanto alle operazioni di controllo esse vengono eseguite ciclicamente con le altre forze di polizia».
Sui siti da destinare a mercati rionali ove far trasferire gli ambulanti, il presidente della II commissione consiliare, Diego Bonaccorso, spiega che i siti erano già stati individuati; Bonaccorso intende incontrare gli ambulanti per individuare una soluzione, sottoporre i siti già scelti e discutere di altri eventuali siti.
 Maria Gabriella Leonardi
5 giugno 2012

 

A causa di un "agente inquinante" chiuse le sale operatorie dell'ospedale

La presenza di “elemento inquinante” sarebbe stata la causa della chiusura, da alcuni giorni, delle sale operatorie dell’ospedale “Sant’Isidoro e San Giovanni di Dio”.
Sulla delicata questione, ieri mattina, la commissione consiliare sull’ospedale, presieduta da Fabio Di Maria,  ha contattato il direttore sanitario del presidio ospedaliero, dott. Salvatore Scala, per avere notizie ufficiali sulla interruzione del servizio di sala operatoria e si è immediatamente attivata e riunita al fine di esaminare attentamente la vicenda e decidere le azioni da intraprendere per arrivare ad una pronta risoluzione del problema.
Presenti all’ incontro anche il presidente e il vice del Tribunale per i diritti del malato, Giuseppe Patanè e Alfio Cristaldi, in un'ottica di approfondimento e collaborazione con la commissione.
Il dott. Scala ha riferito al presidente Di Maria che l'interruzione temporanea dei servizi è stata dovuta ad un batterio rilevato in un rubinetto, fatto che obbliga a procedere ad una disinfestazione dei locali interessati.
Sulla questione abbiamo anche interpellato l’Azienda sanitaria provinciale di Catania. La presenza di questo agente inquinante potrebbe essere dovuta a qualche piccolo errore di procedura; tuttavia, dall’Asp precisano che questo “elemento inquinante” è stato subito individuato, a riprova che i controlli ci sono e che la sicurezza è garantita. Si è già proceduto ad una clorazione choc, una particolare procedura d’urto che si attua per eliminare gli egenti inquinanti. Dopodomani, lunedì sarà effettuato un controllo e la settimana prossima si conta di riaprire le sale operatorie.
La commissione consiliare, che vigila costantemente sullo stato dell'arte dell'ospedale nella sua interezza, intende fare altrettanto sulla questione della "sospensione" del servizio operatorio e fa sapere che sono già stati fissati un'audizione, in seduta di commissione consiliare, del dott. Scala, in programma per mercoledì 6 giugno, e un incontro con il Commissario straordinario dell'ASP di Catania, dott. Gaetano Sirna.
La commissione rileva il verificarsi di eventi che definisce “poco chiari” all'interno del presidio ospedaliero giarrese «scaturenti certamente da un approccio quantomeno 'distratto' della politica regionale circa il presente e il futuro dell'Ospedale di Giarre». La commissione afferma che il presidio «scientemente continua ad essere depauperato dei livelli minimi di assistenza, approccio che sembra irrimediabilmente condannarlo a morte lenta, ma certa».
Maria Gabriella Leonardi
2 giugno 2012

Pubblicato sulla Gurs del 25 maggio 2012 il decreto del Dirigente del Dipartimento regionale dell’urbanistica relativo alla variante al piano di recupero del quartiere Carmine

E’stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 25 maggio 2012 il decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale dell’urbanistica  relativo all’approvazione di variante al piano di recupero del quartiere Carmine. La variante urbanistica era stata adottata con la delibera del Consiglio comunale n. 92 del 6 dicembre 2010, mentre il decreto del Dirigente regionale è del 18 aprile 2012.
Come già noto, sono due le modifiche alle previsioni del piano di recupero: la prima è relativa alla realizzazione nell’area sulla via Dante (di mq. 6.877) di un parcheggio a raso al posto della prevista zona C5 per edilizia economica e popolare; la seconda modifica riguarda la realizzazione sulla maggior estensione dell’area di via Carducci (tra via Alfieri e via Teatro, pari a 3mila mq circa), al posto del previsto parcheggio, di un corpo di fabbrica a 5 elevazioni in cui saranno realizzati 40 alloggi mono e bivani da destinare a edilizia economica e popolare. Al piano terra del fabbricato sarà realizzato un centro sociale. La variazione in pratica consiste nello scambio delle destinazioni urbanistiche (zona edilizia economica e parcheggio) e, come si legge nel decreto, è compatibile con il generale assetto territoriale ed urbanistico. Il decreto precisa che «dagli atti pervenuti non risultano, sulle aree interessate, vincoli ambientali che potrebbero condizionare la realizzazione dell’intervento e che è stato eseguito l’adempimento prescritto dall’art. 13 della legge n. 64/1974 ai fini dell’accertamento della compatibilità della variante con le condizioni geomorfologiche del territorio». Non ci sono state opposizioni contro la delibera di Consiglio comunale di adozione e tutte le procedure amministrative sono state eseguite correttamente.
La variante è stata quindi ritenuta dal Dirigente generale del dipartimento regionale dell’urbanistica meritevole di approvazione, limitatamente alle ulteriori modifiche apportate al P.R.G. e considerando che l’attuazione della prevista zona C5 dovrà avvenire mediante formazione di piano particolareggiato da approvare in sede comunale.
La variante dovrà essere depositata, unitamente ai relativi allegati, a libera visione del pubblico presso l’ufficio comunale competente e del deposito dovrà essere data conoscenza mediante avviso affisso all’albo pretorio ed in altri luoghi pubblici.
Il contratto di quartiere “Teatro al Carmine” prevede una serie di interventi per un importo intorno ai 4,4 milioni di euro; oltre alla realizzazione di 40 alloggi di edilizia residenziale popolare con annesso centro sociale è previsto anche il recupero strutturale del teatro incompiuto e la sistemazione del parcheggio a raso di via Teatro.
Le procedure della gara d’appalto sono attualmente in corso.
Maria Gabriella Leonardi
1 giugno 2012