domenica 29 aprile 2012

Giarre non ha ancora inviato all'Ato il progetto e il sito ove realizzare l'isola ecologica


Era il 31 maggio 2010 quando il Consiglio comunale approvò il  progetto definitivo per la realizzazione di un’isola ecologica in un’area localizzata a Trepunti, con ingresso dalla statale. Da anni già si parlava di questo progetto e dell’importanza di realizzare a Giarre una piazzola ecologica per migliorare le percentuali di raccolta differenziata. Ma dopo quasi due anni il Comune non ha ancora neanche trasmesso all’Ato Joniambiente il progetto, comunicato il sito scelto e la raccolta differenziata dei rifiuti nel 2011 a Giarre è stata appena il 3%, un disonorevole primato.
Contorta l'iter di questo progetto. A dicembre del 2010 il Comune aspettava il parere dell’Assessorato regionale territorio e ambiente in riferimento alla valutazione ambientale strategica; dopodichè avrebbe inviato il progetto alla Joniambiente. Dieci mesi dopo al Comune si stava redigendo un elaborato da trasmettere all'assessorato regionale Territorio e ambiente per evidenziare che «l'area destinata ad isola ecologica non è soggetta alla valutazione ambientale strategica». Siamo ad aprile 2012 e ieri, in una nota,  la dirigente della III area “Lavori pubblici”, ing.Pina Leonardi, ci ha dichiarato «attualmente la fase procedurale è subordinata all'adempimento di una procedura e cioè la verifica della non assoggettabilità alla Vas e per tale ragione si rende necessario incaricare un professionista esterno per predisporre gli elaborati di rito». Il che fa presuppore che ancora passerà molto tempo prima che l’iter sia concluso. E comunque una volta che il progetto viene trasmesso all'Ato, ci vorrà poi altro tempo prima di ottenere i finanziamenti.
Un'isola ecologica è un'area attrezzata per la raccolta differenziata dei rifiuti. Solo tre comuni dei 14 che appartengono all’Ato Joniambiente ce l’hanno; eppure, ormai, molti comuni del catanese già ne dispongono: anche in questo Giarre è ancora all’anno zero.
Dal responsabile per la raccolta differenziata dell’Ato Joniambiente, dott.Antonino Germanà, abbiamo anche appreso che a Bronte l’isola ecologica c’è e c’è pure una colonnina informatizzata per la raccolta differenziata dei rifiuti, uno strumento che pesa i rifiuti e può servire per concedere delle premialità ai cittadini che portano all’isola ecologica i vari materiali differenziati: carta, vetro, plastica. Al momento il Comune di Bronte deve decidere come realizzare questa premialità per i cittadini.
Per fare una cosa simile a Giarre servono investimenti e, per cominciare, uno spazio dedicato, una piazzola ecologica, quella che qui è ancora allo stato embrionale.
Nel menefreghismo generale, frattanto, a Giarre c’è chi indisturbato, e abusivamente, continua a ritirare quei cartoni che per negozianti e artigiani sono solo rifiuti ma che, per chi lo capisce, sono fonte di guadagno.
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 4 aprile 2012

Niente sacchetti della differenziata: l'Ato dice che non ne sa niente...



L’avvio della raccolta integrata dei rifiuti dovrebbe avvenire a breve e di sacchetti per la “vecchia” raccolta differenziata, ancora in corso, non ce n’è. Avviene nella zona di via Teatro ma anche nella zona di piazza Immacolata, niente sacchetti da settimane. Nello stesso periodo in più sono saltati alcuni ritiri e i rifiuti differenziati sono rimasti in strada.
Chiamando al numero verde, qualche giorno fa, un’operatrice ha spiegato che i sacchetti erano finiti.
Il piano operativo di gestione del servizio di igiene urbana dell’Ato Joniambiente prevede che, per quanto riguarda la raccolta della frazione secca differenziata, per le utenze domestiche «la ditta appaltatrice deve provvedere alla fornitura e consegna di sacchetti da lt 50-60». Un sacchetto trasparente si rimedia sempre, il punto è il rapporto fiduciario con l’utente che differenzia i rifiuti e che poi li vede non ritirati o non trova il sacchetto. E questo è ancora più importante in vista dell’avvio di un servizio ancora più impegnativo per i cittadini.
Il responsabile del servizio di raccolta differenziata per l’Ato, Nino Germanà: «Verificheremo la distribuzione dei sacchetti nella zona indicata. Tuttavia, non ci risulta la carenza di sacchetti. Verificheremo anche il regolare svolgimento del ritiro della differenziata nella zona segnalata».
L’Ato inoltre ricorda che rimane a disposizione dell’utenza la postazione per il ritiro dei kit destinati alle utenze domestiche sita in via vico Platano, a Trepunti, ogni giovedì dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19. 
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia del 29 marzo 2012

mercoledì 18 aprile 2012

Verde comunale nell'incuria perchè è scaduta la convenzione con la ditta incaricata

Guardando come sono ridotte le aiuole comunali di San Leonardello si potrebbe dire che si tratta di una frazione abbandonata. Quelle spartitraffico, usate anche come parcheggio, sono con l’erba alta e segnali stradali di tutti i tipi e mal ridotti. Anche le aiuole che, sul marciapiede, circondano gli alberelli sono in pessimo stato. Infine, non poteva mancare neanche l’erba alta nella villetta, quella dove una volta si trovava la “chiesa di legno”.
Eppure San Leonardello è la porta sud di ingresso a Giarre, la prima immagina della città che viene il visitatore che transita sulla nazionale.
Di certo, in quanto a cura del verde e delle aiuole, non se la passano meglio altre villette comunali, come la villetta “Garibaldi” sita nel centro di Giarre. Erba incolta, rifiuti a cui fanno più facilmente caso i cittadini, soprattutto in questo periodo primaverile, con le giornate più lunghe che invogliano a fare passeggiate.
Il perché di questo abbandono ce lo ha spiegato il dirigente comunale a cui compete la manutenzione del verde, l'arch. Venerando Russo che, in una nota, ci ha  dichiarato:  «gli addetti al verde sono insufficienti e dallo scorso dicembre è scaduta la convenzione con la ditta incaricata della manutenzione; si  sta prenotando la spesa per affidare  a una ditta esterna la gestione dei lavori di manutenzione attraverso l'indizione di una gara».  
Insomma, ancora per qualche tempo bisognerà rassegnarsi al verde incolto negli spazi di competenza del Comune: il tempo di avere disponibili i fondi necessari a cui va aggiunto il tempo necessario perché venga espletata la gara.
L’alternativa a questa situazione potrebbe essere l’adozione di spazi verdi da parte degli operatori economici. In due aiuole spartitraffico per il momento l’esperimento sta riuscendo: l’aiuola di via Luminaria a Trepunti e l’aiuola tra via Marsala e il viale Don Minzoni.
In altri comuni vicini gli spazi curati da privati, in cambio di uno spazio pubblicitario, sono molto più numerosi ma a Giarre questo tipo di attività promozionale non decolla.
E pensare che un’aiuola tenuta bene da un’attività economica è una pubblicità molto più civile e gradevole rispetto alla giungla di cartelloni pubblicitari abusivi o alla montagna di volantini che intasano le buche delle lettere.
La Sicilia 28 marzo 2012
Maria Gabriella Leonardi

martedì 10 aprile 2012

Perchè gli impianti pubblicitari abusivi non sono stati ancora rimossi, visto che il Comune aveva annunciato di farlo

Com’è andata a finire con le iniziative che il Comune aveva annunciato di avviare per rimuovere gli impianti pubblicitari abusivi? La questione è sollevata dal consigliere comunale di opposizione Josè Sorbello che all’amministrazione ha chiesto perchè gli impianti non sono stati ancora rimossi: «la tutela del paesaggio – rileva Sorbello – trova pieno riconoscimento all’art.9 della Costituzione italiana e gli impianti pubblicitari abusivi costituiscono un pericolo per la circolazione veicolare».
E sulla tutela del paesaggio basta pensare allo scempio a cui si assiste sul ponte di Santa Maria la Strada con un panorama etneo mozzafiato nascosto da maxi-cartelloni.
Ma dal Comune fanno sapere di essere all’opera: l’ufficio competente in impiantistica pubblicitaria comunica, in una nota, che, attualmente, si è nella fase di accertamento di inottemperanza alla rimozione dei cartelloni 6x3 abusivi. Questa fase che è stata preceduta da una complessa attività, a cominciare dal monitoraggio di tutti gli impianti presenti sul territorio, dalla redazione dei verbali di sopralluogo, gli accertamenti per identificare i titolari degli impianti e i titolari delle ditte responsabili dell’immagine espositiva. Ad oggi, sono state verbalizzate 66 ditte, a cui si contesta una sanzione di 398 euro, ai sensi dell’art.23 comma 4 e comma 11 del Codice della Strada “posa non autorizzata di pubblicità” e in virtù di quanto previsto dal Piano generale degli impianti pubblicitari approvato con delibera di giunta del 13-01-03. 
Inoltre, agli stessi trasgressori viene contestata una seconda sanzione anche dall’ufficio comunale tributi dipendente dalla II area.
Il dirigente della IV Area Servizi tecnici, arch.Venerando Russo afferma:«è stata già preventivata la spesa per finanziare la rimozione dei cartelloni e quanto prima si procederà con la fase attuativa». La nota spiega che le spese sostenute dal Comune per la rimozione, il deposito e la custodia delle strutture, verranno poste a carico dei responsabili della violazione; trascorso il termine di 180 giorni dalla rimozione, senza che vi sia stata richiesta di restituzione e il pagamento dell’intero debito, il Comune procederà alla distruzione dell’impianto con spese a carico dei responsabili o in subordine l’impianto verrà definitivamente acquisito al patrimonio comunale.
pubblicato su La Sicilia del 27 marzo 2012
Maria Gabriella Leonardi

venerdì 6 aprile 2012

Il Consultorio sarà trasferito dentro l'ospedale. Pro e contro

l'ingresso dell'ex ospedale di Giarre in viale Don Minzoni
dove sinora ha avuto sede il Consultorio familiare
Dal prossimo 10 aprile il consultorio familiare di Giarre sarà trasferito all’interno dell’ospedale, nei locali che furono della ginecologia. Un posto non vale l’altro e questa diversa collocazione rischia, secondo alcuni, di snaturare la funzione del consultorio compromettendone la fruizione.
Spiega perché è contraria a collocare il consultorio dentro l’ospedale il consigliere comunale Patrizia Lionti, che parla anche a nome di utenti del consultorio che, per motivi di privacy, non si espongono. «Il servizio consultoriale – ha detto la Lionti in una mozione - è un servizio territoriale che deve operare in seno al contesto cittadino e deve fornire all’utenza la massima riservatezza ed il minor impatto possibile». Citando il documento “Organizzazione e attività dei consultori familiari pubblici in Italia” la Lionti sottolinea che i consultori familiari devono essere visibili e facilmente accessibili, specie da quei gruppi di popolazione a rischio. Il servizio deve essere predisposto in maniera da creare un’atmosfera informale che faciliti la relazione, la costruzione di percorsi socio-sanitari e l’accompagnamento verso i servizi specialistici. Ecco perché un
ospedale non si addice ad ospitare un consultorio. La Lionti ha chiesto, quindi, al sindaco di attivarsi per evitare i disagi che potrebbero seguire a questo trasferimento.
A disporre il cambio di sede è stato il commissario straordinario dell’Asp, Gaetano Sirna, con l’ordinanza n°8 del 22/03/12. «Il dott. Sirna – commenta la Lionti - evidentemente, intende il consultorio come un presidio meramente attinente alla maternità e alla preparazione al parto, quando invece, esso offre una molteplicità di
servizi complessi e multidisciplinari, come corsi di educazione alla affettività ed alla sessualità all’interno della struttura stessa e coinvolgendo anche le scuole del territorio, preparazione alle problematiche menopausali, spazio giovani, informazione, prevenzione e screening del carcinoma al seno e al collo dell’utero, assistenza
psicologica alla scelta consapevole della gravidanza. Tutto ciò e tanto altro in un contesto riservato e di accoglienza che nulla ha a che fare con una struttura prettamente ospedaliera».
La pensa diversamente il direttore sanitario del presidio “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro”, dott. Salvatore Scala che ha una visione completamente diversa: «questa nuova collocazione del consultorio può
avere vantaggi e svantaggi: i primi saranno un’agevolazione nell’eseguire degli accertamenti; gli svantaggi possono essere un’iniziale diffidenza degli utenti in quanto l’ospedale viene associato alla malattia mentre il consultorio si occupa anche di prevenzione o di adolescenti, attività che non sono di cura ma che
svolte in un contesto ospedaliero potrebbero suscitare diffidenza.
Superato questo approccio iniziale i risultati saranno migliori». Per il direttore Scala la nuova collocazione del consultorio è positiva perché l’attività potrà essere incrementata. «L’integrazione tra ospedale e territorio – dice – migliora i servizi territoriali; anche il consultorio all’interno dell’ospedale rientra in un processo di
integrazione di cui fanno già parte il Pta, il Ppi, la guardia media e il pronto soccorso». E il dott.Scala parla di un salto di qualità: «non bisogna pensare più all’ospedale solo come centro di cura della malattia ma anche come centro di promozione della salute».
Maria Gabriella Leonardi
25 marzo 2012

giovedì 5 aprile 2012

La proposta di abbassare la Tarsu infiamma il Consiglio comunale

La proposta di ridurre l’aliquota Tarsu ha infiammato la seduta del Consiglio comunale di venerdì conclusasi alle 2,30 di notte. La proposta di ridurre l’aliquota Tarsu del 4%, attraverso gli incassi della lotta all’evasione ed elusione, era stata presentata in aula dal presidente del civico consesso Raffaele Musumeci. In un’atmosfera tesa, Musumeci, Pdl, ha parlato della consapevolezza di ruolo che ogni consigliere ha, aldilà del partito di appartenenza, dell’importanza di diffondere costi per diffondere i benefici e del sentimento di
vergogna del Consiglio che nella scorsa seduta ha preso posizione senza avere sinora ottenuto risultati. Musumeci ha anche ribadito l’importanza per Giarre di creare una propria classe politica indipendente da politici esterni.
Il capogruppo dell’Mpa Gaetano Cavallaro ha tacciato di populismo l’iniziativa di Musumeci e ha paventando il rischio di una brutta figura con i cittadini nel caso in cui un aumento dei costi del servizio costringa a riaumentare la Tarsu. Cavallaro ha quindi presentato una controproposta per impegnare l’amministrazione a
rinegoziare con l’Ato il nuovo contratto, valutare i costi dei servizi e, una volta sicuri dei costi, applicare la tariffa più agevole per i cittadini, fermo restando la copertura dei costi. Il capogruppo Pdl Orazio Pagano ha definito l’iniziativa di Musumeci “personale” utile solo a ricompattare l’Mpa e a mettere in difficoltà il Pdl. «Della Tarsu non importa niente a nessuno – ha detto dall’opposizione Tania Spitaleri – è solo un pretesto per una resa dei conti politica».
Dopo una lunga e combattuta sospensione della seduta per una riunione di maggioranza, al ritorno in aula sono state presentate entrambe le proposte, ma Musumeci resta solo a votare a favore della propria
proposta perché i suoi colleghi di partito si astengono. Passa, invece, la proposta dell’Mpa Cavallaro.
Il Consiglio si era aperto con l’attività ispettiva. Tra le questioni presentate dai consiglieri, Tania Spitaleri ha segnalato la nomina, a suo avviso, inopportuna di due membri del nucleo di valutazione che potrebbero non avere serenità di giudizio nel valutare l’operato dei dirigenti  essendo uno legale di un dirigente, e l’altra, moglie di un dipendente comunale. Il sindaco Teresa Sodano ha difeso le nomine dei due valutatori, scelti per il loro curriculum e ha spiegato perché per entrambi non sussistono motivi di incompatibilità con il ruolo che
vanno a ricoprire. Patrizia Lionti ha puntato i riflettori sul prossimo trasferimento del Consultorio nei locali dell’ospedale, compromettendone la fruizione. La Lionti ha quindi chiesto al sindaco di attivarsi per scongiurare i disagi che ne conseguiranno.
24 marzo 2012
Maria Gabriella Leonardi

mercoledì 4 aprile 2012

Consiglio provinciale individua fondi (360mila euro) per il ripristino del ponte di via del Santuario

Sono stati reperiti i fondi per il ripristino del ponte di via del Santuario che collega le frazioni giarresi di Sciara e di San Giovanni Montebello. La strada è di competenza della provincia regionale di Catania. Dopo un lento deterioramento, avvenuto sotto gli occhi di tutti, sia abitanti che istituzioni, il ponte era venuto giù l’anno scorso, nel mese di aprile, e probabilmente il colpo di grazia fu dato dalle intense piogge invernali. Da allora, la piccola frazione di Sciara, trecento abitanti circa, è rimasta con una sola strada di accesso e di uscita. Disagi anche per gli scuolabus che transitavano da questa strada.
Ma non solo. Via del Santuario è, infatti, anche un’importante arteria di collegamento tra Giarre e la zona pedemontana. E questo è apparso ancora più evidente qualche mese fa, a seguito di una temporanea chiusura al traffico di via delle Acacie per via di un camion in avaria; una temporanea chiusura che ha quasi isolato la frazione collinare di San Giovanni Montebello.
Oggi, quasi ad un anno di distanza, è il consigliere provinciale Francesco Cardillo ad annunciare che la situazione si avvia a soluzione: «finalmente – spiega Cardillo – è stata reperita la somma necessaria per eseguire i lavori di ripristino della strada e di allargamento del ponte, pari a circa  360mila euro.  L’intervento è stato inserito tra quelli da eseguire nell’anno in corso, nell’ambito del piano triennale dei lavori pubblici, approvato dal Consiglio provinciale all’inizio di questa settimana.  L’amministrazione e l’ufficio tecnico provinciali – continua Cardillo - hanno ritenuto prioritaria questa arteria anche grazie a un sopralluogo effettuato dalla commissione consiliare lavori pubblici, a cui hanno partecipato anche l’assessore provinciale  ai lavori pubblici, Francesco Nicodemo e funzionari dell’ufficio tecnico».
Tanti i residenti della zona che hanno sollecitato, in questi mesi, il ripristino di questo ponte, anche per una questione di sicurezza e per non trovarsi in trappola in caso di calamità.  Come spiega il consigliere Cardillo, dopo l’inserimento del ponte di via del Santuario nel piano triennale della provincia, i prossimi passaggi saranno la definitiva approvazione in giunta del progetto e l’indizione della gara.  «Spero – aggiunge Cardillo - che quest’iter  in brevissimo tempo possa giungere a termine affinché inizino al più presto i lavori».
Sul passaggio in giunta provinciale, l’assessore Pippo Pagano, giarrese, rassicura: «dopo che il Consiglio ha individuato via del Santuario tra  le priorità, la giunta provinciale farà la sua parte e avvierà tutti gli atti sequenziali. Da parte nostra e del presidente Catiglione c’è tutto l’interesse a risolvere questa situazione di disagio per i residenti della zona».   
Maria Gabriella Leonardi
23 marzo 2012

martedì 3 aprile 2012

Solo il 3% degli incassi dalle multe per la manutenzione stradale: data l'emergenza buche non sarebbe opportuno aumentare questa quota?

Una parte dei soldi che il Comune incassa dalle multe, per legge, deve essere destinata anche alla manutenzione delle strade. A Giarre solo il 3% di questi proventi viene destinata alla manutenzione stradale.
L’art.208 del d.lgs 285/1992 del nuovo codice della strada (modificato dalla legge 120/10) stabilisce che il 50% dei proventi spettanti ai Comuni deve essere destinata per alcune precise finalità: non meno di un quarto alla manutenzione della segnaletica stradale comunale; non meno di un altro quarto al potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso all’acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature; e, infine, ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale. I comuni, ogni anno, determinano con delibera di giunta le quote da destinare alle varie finalità. Lo scorso 16 febbraio la giunta ha approvato la delibera in cui vengono determinate le quote dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per il 2012. Il 12,5% è stato destinato per interventi di manutenzione o potenziamento della segnaletica delle strade comunali; un altro 12,5% è stato destinato al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale anche attraverso l’acquisto di automezzi e attrezzature e il 25% ad altre finalità. Tra queste, il 3% è destinato alla «manutenzione delle strade di proprietà dell’ente, alla installazione, all’ammodernamento, al potenziamento, alla messa a norma e alla manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle medesime strade».
Ma quanto incassa il Comune dalle multe? Dal comando di Polizia municipale abbiamo appreso che per il 2011 le multe già incassate ammontano a 250 mila euro, mentre quelle ancora a ruolo (da incassare sempre nel 2011) ammontano a 180 mila euro. Insomma, viste le pessime condizioni di tante strade non sarebbe il caso di aumentare quel 3%? Il comandante della polizia municipale, Maurizio Cannavò, autore della proposta di delibera, spiega che la proposta è stata fatta all’inizio dell’anno. Con le piogge che ci sono state dopo le condizioni di molte strade si sono notevolmente aggravate: «l’amministrazione – ha precisato il comandante – può comunque, variare la quota da destinare alla manutenzione delle strade».
Maria Gabriella Leonardi
22 marzo 2012

Ripristinati i dissuasori su piazza Duomo, i frequentatori contrari al parcheggio delle auto sulla piazza

Sono stati ripristinati i cinque dissuasori in pietra lavica di piazza Duomo che, nei giorni scorsi, quando ancora il cemento non si era solidificato, erano stati scardinati. L’area è ancora transennata e accanto ai dissuasori sono state collocate anche le fioriere. A difesa di questi nuovi elementi di arredo urbano, il dirigente comunale della IV area, servizi tecnici, arch.Venerando Russo, oltre ad avere condannato fermamente gli atti vandalici, ha allertato carabinieri e polizia municipale affinchè potenzino i controlli nella zona dei lavori al fine di assicurare all’impresa incaricata di continuare in sicurezza la regolare esecuzione degli interventi di restyling dell’arredo urbano.
Malgrado i nuovi dissuasori, quasi tutte le sere, anzi, le notti, quando i vigili urbani non prestano servizio, sopra la piazza ci sono auto parcheggiate che approfittano del varco rimasto tra l’ultimo dissuasore e il candelabro, dal lato dei bagni. E quindi i dissuasori a che servono se non bloccano del tutto l’accesso delle auto alla piazza?
Ma cosa ne pensano i frequentatori della piazza dei dissuasori e delle auto sopra la piazza? Il pomeriggio sono soprattutto anziani coloro che vengono a passeggiare in piazza. «Sono contrario alle auto posteggiate qui – dice uno di loro – perché la piazza è fatta per i bambini e gli anziani». «Non è bello parcheggiare sulla piazza – aggiunge un altro – la piazza è nata per il passeggio». Qualcuno ricorda che sino agli anni ’80 in piazza Duomo si parcheggiavano le auto e la pavimentazione era tutta rovinata. Poi la piazza è stata ristrutturata, pavimentata come si deve ed è stato vietato il parcheggio. Adesso le auto ritornate selvaggiamente a violare questo spazio sono un vero e proprio regresso.
I dissuasori in pietra lavica posizionati in piazza Duomo riscuotono gli apprezzamenti dei passanti, a differenza di quelli posizionati in piazza Arcoleo. Ricevono apprezzamenti anche le fioriere. Qualcuno commenta: «dopo questa spesa per dissuasori e fioriere adesso potrebbero sostituire tutte le mattonelle frantumate, forse in occasione del montaggio di qualche palco».
Tra i passanti incontriamo anche l’arciprete Domenico Massimino che, un anno fa circa, in occasione di un’assemblea pubblica lamentò i motorini incontrollati che scorrazzavano sulla piazza mettendo in difficoltà i pedoni; adesso, invece, dice: «non sto sempre qua a controllare ma non ne ho più visti, se non in qualche caso sporadico». Almeno questo piccolo passo avanti è stato fatto.
Maria Gabriella Leonardi
21 marzo 2012

Piazza Arcoleo: i dissuasori della discordia

Fanno discutere i dissuasori collocati in piazza Arcoleo per impedire il parcheggio disordinato. I lavori devono ancora concludersi ma c’è già chi ne chiede la rimozione. Abbiamo chiesto ad alcune persone che lavorano attorno alla piazza cosa ne pensano. «Li ritengo utili – dice Gianfranco Grasso - perché così le auto non parcheggiano sulla piazza.  Le strisce pedonali sono sempre occupate e i pedoni, specie le mamme con i passeggini o i disabili hanno difficoltà a passare». «Non ne vedo l’utilità» afferma, invece, Mario Strano: «se un posto non deve essere più un parcheggio basta mettere un servizio d’ordine. Piazza Arcoleo è una rara piazza ottagonale, per valorizzarla bastava collocare delle fioriere». Molto critica verso i dissuasori la signora Gaetana Guglielmino: «sono antiestetici e controproducenti non possiamo lavorare più, i posti sulle strisce sono sempre occupati, non possono fermarsi per una sosta breve né i clienti, né i fornitori». Dario Di Bella ritiene i dissuasori non eleganti e sottolinea che prima di eseguire questi lavori non è stata chiesta l’opinione di chi lavora qui. Ci sarebbe bisogno di altro, come un passamano per salire le scale e una migliore illuminazione visto che la sera piazza Arcoleo è buia.
Gli architetti infiammano la discussione. Critico il consigliere provinciale architetto Salvo Patanè, che chiede la rimozione dei “birilli”: «Se c'era una cosa da fare, questa era l'esatto opposto di ciò che  è stato fatto. Bisognava ricucire con elementi ortogonali all'asse viario, lo spazio adesso segato in due da file di birilli assecondando con ciò  la dilatazione naturale nord-sud della piazza ridotta a scarto viario, oppure molto più semplicemente lasciare ai Vigili urbani il compito di presidiarla contro l'assedio delle macchine. Molto altro ancora, si può pensare come ad esempio dare centralità alle due esedre sfruttando il naturale anfiteatro dei gradini e la differenza di quota con il piano viario». Replica il dirigente comunale della IV area, l’architetto Venerando Russo, stupito dalle valutazioni di Patanè: «la preparazione conosciuta dell’arch. Patanè evidentemente, è rimasta schiacciata dall’avvio della campagna elettorale» e aggiunge: «le alternative valutazioni tecniche dell’arch.Patanè, come la ricucitura con elementi ortogonali all’asse viario non può essere trattata con lavori di arredo urbano e, in ogni caso, non in questa fase, semmai all’epoca in cui è stata rifatta a pavimentazione di piazza Duomo: soluzione mai contesta dall’arch.Patanè».
Maria Gabriella Leonardi
20 marzo 2012