martedì 28 febbraio 2012

Dal prossimo anno scolastico il plesso Jungo sarà accorpato alla Macherione

Le scuole giarresi si riorganizzano a seguito del  dimensionamento scolastico recentemente approvato dalla Regione Siciliana. A Giarre, dal prossimo anno scolastico, le scuole giarresi dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado saranno accorpate in tre macro istituti comprensivi che avranno all’incirca mille alunni ciascuno: l’ istituto comprensivo “M. Federico Sciacca”, l’istituto comprensivo “S.G.Bosco” e l’istituto comprensivo G.Macherione. Il Comune di Giarre, come gli altri Comuni siciliani, ha presentato alla Regione la propria proposta di riorganizzazione della rete scolastica e la Regione ha, in pratica, confermato tutte le proposte di riorganizzazione presentate dai Comuni.
Tra le novità di questa riorganizzazione, dal prossimo anno scolastico, la scuola dell’infanzia e la scuola primaria del plesso Jungo saranno accorpate alla scuola media “Giuseppe Macherione”. «La “Macherione” – spiega il dirigente scolastico prof. Carmelo Torrisi - intende creare una stretta collaborazione con le famiglie, affinchè i ragazzi possano crescere in un ambiente sereno e ricco di stimoli educativi». Il dirigente Torrisi si dichiara a disposizione delle famiglie per fornire ulteriori chiarimenti. «L’edificio del plesso Jungo – aggiunge - recentemente ristrutturato, sarò fornito di lavagne interattive e di nuove tecnologie utili alla didattica».
Il dirigente Torrisi non nasconde, tuttavia, il disappunto della “Macherione” per come è stata realizzata la riorganizzazione della rete scolastica a Giarre: in particolare, perché le proposte avanzante dal consiglio d’istituto della “Macherione” non sono state non solo prese in considerazione, ma neanche esaminate in sede di tavolo tecnico. Il nodo della questione è l’assenza di continuità territoriale tra i plessi per cui, ad esempio, all’istituto comprensivo “Macherione” sono state aggregate delle scuole primarie e dell’infanzia territorialmente lontane dai plessi “G.Macherione” di viale don Minzoni e plesso “G.Verga” di piazza Immacolata che si trovano entrambi nel centro di Giarre.

Maria Gabriella Leonardi
25 febbraio 2012

La Cgil denuncia la situazione organizzativa dell'ospedale di Giarre

La Cgil denuncia la situazione organizzativa che si riscontra al Pronto Soccorso dell'ospedale "S.Giovanni di Dio e S.Isidoro" di Giarre, anche a causa della riduzione dei posti letto nell’ospedale dovuta alle scelte politiche del governo regionale e della direzione  aziendale. In una nota, a firma del responsabile funzione pubblica Cgil del Distretto sanitario di Giarre, Angelo Melita, l’organizzazione denuncia che «negli ultimi tempi,  oltre ai quattro posti letto dell’astanteria costantemente occupati, si verifica con sempre maggiore frequenza il ricovero di pazienti, anche con gravi patologie,  in barella». Secondo il sindacato questa situazione che, determina difficoltà oggettive nella pratica delle prestazioni sanitarie e assistenziali, è aggravata dalla carenza di personale  assegnato al Pronto Soccorso che con due sole unità infermieristiche, in media, per turno non può garantire contemporaneamente le emergenze e l’assistenza per i ricoverati.
Secondo la Cgil è indispensabile il potenziamento delle unità di personale infermieristico nei turni di Pronto Soccorso, al fine di ridurre i rischi per i pazienti ricoverati e garantire una più adeguata assistenza ai pazienti che sono costretti a rimanere nei locali del Pronto Soccorso. «Questa situazione di disagio e precarietà – afferma Angelo Melita - è la testimonianza che le scelte della politica regionale ed aziendale sono volte esclusivamente ai tagli indiscriminati anche sui servizi essenziali per i cittadini e  compromettono ulteriormente i livelli essenziali di assistenza».
Sulla questione abbiamo sentito il direttore sanitario del presidio ospedaliero, dott. Salvatore Scala, che ci ha dichiarato: «l’ospedale sta dando la migliore risposta sanitaria possibile. Le cronache di questi giorni ci dimostrano che la crisi interessa tutto il territorio nazionale e anche città e ospedali blasonati sono in pessime condizioni». Al momento, dato l’accorpamento dei reparti di medicina e di geriatria e la conseguente riduzione di posti letto, i pazienti ricoverati sono seguiti da un maggior numero di medici e infermieri. «Ai pazienti del pronto soccorso - continua Scala - si sta offrendo la migliore assistenza medica. Si solleciterà la direzione dell’unità operativa di medicina di rivalutare l’assegnazione di infermieri al Pronto Soccorso».
Maria Gabriella Leonardi
22 febbraio 2012

Una culla per la vita anche a Giarre

Domenica prossima, alle ore 19,30, nei locali della parrocchia “Gesù Lavoratore” sarà inaugurata una “culla per la vita”. Si tratta di una sorta di riedizione delle ruote degli esposti dei secoli scorsi. L’iniziativa si rivolge a quelle mamme disperate che pensano di abbandonare il loro neonato. La culla potrà accoglierlo in sicurezza, garantendo alla madre  l’anonimato. La culla sarà collegata con il 118 che, attraverso una telecamera potrà accertare la presenza di un neonato nel lettino e da qui scatterà il soccorso.
Quella che verrà inaugurata a Giarre è la quarantesima culla in Italia del Movimento per la vita. Ad allestirla è il Centro di aiuto alla vita di Giarre, presieduto da Cesare Scuderi, associazione attiva da anni nei locali della “Gesù Lavoratore” a sostegno di tante mamme in difficoltà del territorio. Tanti bambini, destinati ad essere abortiti, sono invece nati grazie al sostegno dei volontari del Cav. Tra le donne aiutate, come riferiscono gli stessi volontari, vi sono anche mamme che avevano deciso di abbandonare il bambino e che non volevano neanche partorire in ospedale.
L’inaugurazione di domenica sarà preceduta sabato da un convegno sul tema “La dignità del vivere” che si terrà nel salone dell’istituto Sacro Cuore. Interverranno la dott.ssa Rosa Rao, consigliere nazionale del movimento per la vita e referente nazionale per le culle per la vita; Cesare Scuderi, presidente del Centro di aiuto alla vita di Giarre; il dott.Carmelo Denaro, direttore dell’U.o.c. anestesia e rianimazione dell’ospedale Cannizzaro di Catania e direttore del dipartimento di emergenza del “Cannizzaro” e il dott.Felice Lima, magistrato.
Maria Gabriella Leonardi
21 febbraio 2012

Carnevale a Giarre, nelle frazioni ci si organizza, nel centro neanche sembra carnevale

C’era una volta la tradizione, a Giarre, di organizzare a carnevale, lungo le vie del centro, una sfilata dei bambini in maschera. Con gli anni questa tradizione si è però persa e nel centro di Giarre in questi giorni neanche sembra sia carnevale.
I più piccoli hanno comunque un loro spazio: per loro, da qualche anno, viene organizzata dal Comune una festa in maschera, la Baby Carnival party, nell’ex pescheria di via Calderai. In proposito, l’assessore allo spettacolo, Giuseppe Cavallaro, ci spiega che anche le famiglie preferiscono un momento di festa in un luogo al chiuso, per evitare che con le temperature rigide esterne i bambini si possano ammalare; ma se le scuole decidessero di tornare a organizzare nel centro di Giarre una sfilata l’amministrazione sarebbe disponibile. «Acireale, Misterbianco e Sciacca – spiega  in una nota Cavallaro - hanno una forte tradizione carnascialesca, per questo abbiamo voluto realizzare un programma di animazione sfruttando i locali al chiuso dell’ex pescheria, già più volte collaudata per analoghe iniziative, così da coinvolgere i bambini, anche i più piccoli, rendendoli i veri protagonisti in una struttura sicura e al riparo dal freddo».
Una sfilata di gruppi in maschera per le vie cittadine, giovedì, è stata intanto organizzata a Macchia dal 2°circolo didattico di Giarre, diretto da Pasquale Vinciguerra. La sfilata ha voluto coinvolgere il territorio grazie ai docenti del plesso “Manzoni” che hanno voluto ridare alla festa del carnevale il suo vero significato di festa popolare, trovando il sostegno dell’amministrazione. I docenti del circolo hanno parlato con i genitori nelle scuole, ne hanno ricostruito i ricordi per far rinascere la voglia di vivere la città con gioia. La sfilata è stata, quindi, preceduta da momenti di confronto e dibattito, ricerche, giochi e cartelloni sul valore educativo delle feste popolari. 
Le frazioni giarresi si dimostrano più attive del centro per il carnevale: oggi alle 15,30 a S.Maria la Strada, nei locali dell’ex scuola elementare, si terrà un concorso di carnevale organizzato dalla parrocchia e patrocinato dall’assessorato allo spettacolo. Domenica a Miscarello, il Comitato Pro-festeggiamenti Maria SS. del Rosario organizza il "Carnevale a Miscarello" per raccogliere fondi per ricostruire la chiesa distrutta da un incendio lo scorso agosto.
Maria Gabriella Leonardi
18 febbraio 2012

E la fiera dove la metto?

Nella prossima primavera gran parte degli uffici comunali saranno trasferiti nella nuova sede di via Federico II di Svevia, l’ex casa albergo per anziani “Madre Teresa di Calcutta”. In questi ultimi mesi si dovrà, quindi, individuare una nuovo sito ove tenere la fiera del giovedì che viene allestita nella stessa via Federico II. Si tratta di un trasferimento di cui si parla ormai da anni ma che ormai non è più procrastinabile. Della questione si sta occupando la II commissione consiliare permanente, che ha competenza su economia e commercio. Il suo presidente, Diego Bonaccorso, spiega: «giovedì prossimo, 23 febbraio, la commissione si riunirà per definire un nuovo sito per la fiera. A tal proposito abbiamo dato incarico ai tecnici comunali perché individuino i siti idonei. Valuteremo quali riterremo più opportuni per proporli in Consiglio comunale». La fiera da tempo andava comunque trasferita altrove perché la via Federico II di Svevia, in caso di calamità, è una via di fuga individuata dalla Protezione civile. Ma spostarla non è facile perché nessuno la vuole vicino casa propria: «ogni sito – spiega in proposito Bonaccorso – ha i pro e i contro. E’ comunque nostra intenzione, prima di inviare la proposta in Consiglio comunale, incontrarci con gli operatori della fiera, affinché la decisione che verrà presa sia il più possibile condivisa».
Frattanto nella prossima seduta di Consiglio comunale vi è all’ordine del giorno l’istituzione a Giarre del “mercato del contadino”, un'iniziativa che già in altri comuni riscuote ampio successo. Proprio la II commissione consiliare ha individuato come sito idoneo per il mercato del contadino, piazza De Andrè, la piazza del camposanto vecchio. «In via sperimentale – precisa Bonaccorso – il mercato del contadino si terrà in piazza de Andrè, ma se riscuote successo, vorremmo si trasformasse in un’iniziativa itinerante per la città che tocchi anche le frazioni».

Maria Gabriella Leonardi
17 febbraio 2012

giovedì 23 febbraio 2012

Delibera comunale introdurrebbe altri 105 stalli nel centro di Giarre. Il Sindaco: tutto è rinviato all'esito di un incontro con la Giarre Parcheggi

Due diverse proposte di rimodulazione delle strisce blu sono state sottoposte alla Giarre Parcheggi dall’amministrazione comunale. Le due proposte sono contenute in due delibere differenti: la prima (la n.148 del 31/10/11) mantiene le cose così come sono, prevedendo il rinnovo dei 105 stalli all’interno del perimetro dell’ospedale di via Forlanini. La seconda proposta, invece, toglie gli stalli dall’ospedale e li distribuisce nella città. La delibera in questione è la n.192 del 29 dicembre 2011 avente per oggetto “Approvazione terza rimodulazione degli attuali stalli a raso e individuazione di nuovi a pagamento del territorio comunale, definite strisce blu, in previsione dell’avvio della gestione del parcheggio multipiano, giusto contratto 29/08/2008 rep.998 (art.10.2)”. Le novità più grandi previste in questa delibera sono l’istituzione di 29 stalli su piazza Mazzini,  l’istituzione di altri 35 stalli su via Pirandello – via Don Minzoni, l’istituzione di 24 stalli in via Principe di Piemonte a Macchia di Giarre e l’aumento da 123 a 136 stalli su corso Italia.
Se quanto previsto da questa delibera sarà attuato sono prevedibili dei malcontenti. Ad esempio, piazza Mazzini è la piazza antistante la stazione ferroviaria. Qui gli stalli blu erano stati disegnati tempo fa, ma i pendolari avevano sottoscritto una petizione contro questi stalli e le strisce blu furono quindi tolte da piazza Mazzini. Questa nuova delibera li introdurrebbe di nuovo ma ancora non vi è nulla di deciso, come precisano, in una nota congiunta, il sindaco Teresa Sodano e l'assessore alla Viabilità, Salvo Camarda:  «Sono state fatte due delibere – spiegano - : una con i 106 stalli all'interno dell'ospedale, grazie anche alla disponibilità rinnovata dall'Asp; una seconda delibera, invece, ha posizionato gli stalli nei centri storici  delle frazioni e in alcuni luoghi richiesti dagli stessi residenti. Dalla Giarre Parcheggi, in merito alle due delibere, non c'è stata alcuna riposta alle due proposte, nel frattempo, da entrambi le parti, è giunta la richiesta di revisionare il contratto e pertanto ogni eventuale decisione è rinviata all'esito di un incontro tra il Comune e la Giarre parcheggi che allo stato non è stato ancora fissato».
Molto importante è quindi questo ultimo passaggio della dichiarazione del sindaco e dell’assessore: ogni decisione è rinviata all’esito di un incontro tra l’Ente e la Giarre Parcheggi, quindi, non è detto se è quando questa terza rimodulazione entrerà in vigore e soprattutto l’attesa a questo punto è su questa annunciata revisione del contratto. Già nei giorni scorsi, durante una seduta di Consiglio comunale si è anche parlato di questa intenzione bilaterale di riaprire la trattativa e che, in proposito, l’amministrazione avrebbe pure chiesto un parere legale per appurare quali sono i margini di manovra. 
Maria Gabriella Leonardi
15 febbraio 2012

mercoledì 22 febbraio 2012

Giarre, da ottobre a oggi, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso si sono triplicate le domande di indennità di disoccupazione ordinaria

«Dal dopoguerra a oggi, per quanto riguarda l’occupazione, quella che stiamo attraversando è, in assoluto, la crisi più grave. E lo affermo anche dopo essermi confrontato con altri colleghi più anziani». Ad affermarlo è Vincenzo Cubito, responsabile zonale del patronato Inca-Cgil e segretario della locale camera del lavoro. Il suo sindacato nella zona jonica serve un bacino di 8000-9000 utenti, tra cui diverse migliaia di lavoratori. Solo a Giarre i pensionati iscritti sono 2000. La sua visuale è, quindi, molto significativa.
Che stiamo attraversando un brutto periodo di crisi lo sapevamo, ma fanno impressione i numeri snocciolati dal sindacato: «dallo scorso mese di ottobre a oggi - afferma Cubito – ho trattato tra le 500 e le 600 domande di disoccupazione, sia  ordinaria che con requisiti ridotti». La disoccupazione ordinaria, in particolare, riguarda i lavoratori a tempo indeterminato, quelli con il tanto ambito “posto fisso”; per questa categoria di lavoratori, Cubito stima addirittura un 300% in più di domande di disoccupazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre definisce “esponenziale” l’aumento della indennità di mobilità, nello stesso periodo. «I settori a cui appartengono questi lavoratori – spiega Cubito – sono, innanzitutto l’edilizia, poi il florovivaismo, l’agroindustria e anche il commercio, anche se in parte minore». La disoccupazione colpisce entrambi i sessi e tutte le fasce di età. Ad aggravare ancor di più la situazione ci sono anche i lavoratori stagionali:  con la riduzione delle ordinazioni, infatti, le aziende che durante l’anno chiamavano a lavorare dei lavoratori stagionali adesso non li stanno richiamando o hanno ridotto il numero di lavoratori chiamati: «il caso dei lavoratori stagionali rimasti senza lavoro – sottolinea Cubito – non emerge nei dati dei Centri per l’impiego perchè non risultano licenziati. Tuttavia, la disoccupazione reale, quella che vediamo intorno a noi, in pratica aumenta».
Ma come fanno tutte queste persone rimaste senza un lavoro ad andare avanti, ad arrivare alla fine del mese? Dal suo punto di vista Cubito la vede così: «può capitare – spiega – che, ad esempio, nell’edilizia un lavoratore venga sganciato, percepisce la disoccupazione, e poi viene riassunto. Ma il rischio reale è l’aumento del lavoro nero. Anzi – rimarca il sindacalista – il rischio è che la crisi possa creare un alibi per licenziare e, di conseguenza, per il lavoro in nero».
Bisogna a questo punto concentrarsi su come uscire da questa crisi che è internazionale ma che ha effetti ancor più devastanti in zone economicamente depresse come la Sicilia:  «E’ necessario – conclude Cubito - che a livello regionale e nazionale i governi creino sviluppo, incoraggino i mercati e creino le condizioni perché l’economia riparta; un aiuto potrebbe venire dallo snellimento della burocrazia».
Maria Gabriella Leonardi
12 febbraio 2012

I residenti di Altarello reclamano maggiore attenzione per la frazione

I residenti di Altarello alzano la voce per reclamare maggiore attenzione per la loro frazione che sentono abbandonata. E i segni di questa dimenticanza sono palesi – secondo gli abitanti - a partire dalla piazza principale, luogo simbolo di Altarello: non esistono più le strisce pedonali tra la piazza e la chiesa, cancellate dall’intenso traffico veicolare e non più ripristinate. Sulla piazza, alcune bocce dei lampioni sono rotte da tempo e devono essere sostituite. Su via Ungaretti - segnalano ancora alcuni residenti - a seguito di alcuni lavori sono stati tolti i segnali stradali verticali e non sono stati più ricollocati. E, sempre a proposito di segnaletica stradale, una volta a Trepunti c’era un cartello stradale che indicava la direzione per “Altarello” ma adesso non c’è più. Una complicazione per chi arriva dall’autostrada, deve andare ad Altarello ma non sa dov’è.
La frazione, condivisa tra Giarre e Riposto, conta circa 3600 abitanti, e, secondo qualcuno, è trascurata perché non ha un proprio consigliere comunale che la rappresenti.
Su queste questioni abbiamo interpellato l’amministrazione e, in una nota, l'assessore alla viabilità, Salvo Camarda, risponde che «già da alcune settimane è in corso di aggiornamento, in diverse zone della città, la segnaletica orizzontale e che pertanto anche nella frazione di Altarello si procederà quanto prima a ridisegnare strisce pedonali, e i segnali a ridosso di scuole e incroci.  In via Ungaretti e nelle altre zone di accesso alla frazione di Altarello saranno ripristinati i segnali verticali, compresa la collocazione della segnaletica di indirizzamento. Di concerto con il dirigente della IV Area “Servizi tecnici”, arch. Venerando Russo – continua l’assessore - farò in modo di accelerare i tempi procedurali per l'esecuzione dei predetti lavori».
Per quanto riguarda l'illuminazione pubblica, l'assessore ai Lavori pubblici, Orazio Scuderi, afferma di essere a conoscenza della problematica: «Sono già a lavoro da tempo – dice - per impegnare le somme che si rendono necessarie per l'acquisto dei corpi illuminanti della piazza, pesantemente vandalizzati ad opera di ignoti autori. Altarello è tra le nostre priorità – sottolinea - e lo dimostrano i recenti interventi eseguiti in via Foscolo (la bitumazione della strada) e le opere eseguite per la regimentazione delle acque piovane in caso di intense piogge».
Maria Gabriella Leonardi
11 febbraio 2012

Nessun giarrese nel cda del distretto "Mare dell'Etna": Giarre penalizzata?

Nel consiglio di amministrazione del distretto turistico “Mare dell’Etna” - a cui il comune di Giarre ha aderito - non vi è alcun rappresentante della nostra città. La circostanza fa discutere: è il segno questo di una marginalità di Giarre in seno al Distretto? Se lo chiede anche il presidente di Confcommercio, Armando Castorina, che, in proposito, afferma: «In questi mesi si è fatto un gran parlare della partecipazione del comune di Giarre al Distretto “Mare dell’Etna”, argomentando sui numerosi vantaggi che ne sarebbero derivati ed il peso che l’ente avrebbe avuto nel suo contesto rispetto alla passata partecipazione al distretto “Taormina-Etna”: può l’assenza di un componente giarrese nel Consiglio di amministrazione essere letta come una mancanza di peso nella politica locale? Noi ci auguriamo ovviamente di no ma solo i fatti legati alle scelte strategiche che si faranno in attività future daranno la risposta al nostro quesito». Dubbi a cui risponde, rassicurando, l’assessore al turismo, Giuseppe Cavallaro, che afferma: «Inizialmente si è pensato di organizzare il consiglio di amministrazione con alcuni paesi che fanno parte del distretto, poi magari, in corso d’opera, probabilmente ci saranno dei turn over, ma questo non prelude alcun svantaggio per il comune di Giarre: i finanziamenti, infatti, generalmente vengono distribuiti in base alle percentuali che si posseggono all’interno della società. In questo distretto abbiamo una percentuale superiore al 5%, a differenza di quella che il Comune di Giarre possedeva all’interno del distretto Taormina - Etna che era intorno all’1%».
Maria Gabriella Leonardi
10 febbraio 2012

venerdì 17 febbraio 2012

Il sindaco incontra vertici ospedale, distretto sanitario e rappresentanti Comuni per difendere la psichiatria

Il Comune prende posizione contro la possibile chiusura del reparto di psichiatria nell’ospedale di Giarre. Ieri, sulla questione il sindaco Teresa Sodano ha organizzato in Municipio un incontro con il direttore sanitario dell’ospedale, Salvatore Scala, il direttore del distretto sanitario, Ignazio Gambino, e i rappresentati degli altri Comuni del distretto; presenti il sindaco Carmelo Spitaleri e l’assessore  Carmelo Spina di Riposto e l’assessore Giuseppe Barbarino di Mascali. Per il Comune di Giarre hanno partecipato all’incontro anche l’assessore giarrese con delega ai rapporti con l’ospedale, Giuseppe Cavallaro, il presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci e per la commissione consiliare sull’ospedale, Tania Spitaleri,  in rappresentanza del presidente Fabio Di Maria, fuorisede, e Patrizia Lionti. Presente anche il presidente del Tribunale per i diritti del malato, Giuseppe Patanè.
Qualche giorno fa, gli infermieri del reparto di psichiatria si sono recati dal sindaco per rappresentare il disagio causato dall’ imminente chiusura del reparto, per inagibilità dei locali, con il conseguente probabile trasferimento, temporaneo, altrove. Anche per il reparto di psichiatria vi sono, infatti, problemi di ordine strutturale, indicati anche in un’ordinanza di non agibilità del reparto. Da qui l’esigenza di trovare soluzioni alternative per evitare la chiusura del reparto e il trasferimento. «A breve - dice il sindaco – convocherò una conferenza dei servizi per trovare soluzioni che possano scongiurare il trasferimento della psichiatria che è attiva a Giarre dal 1979 e che è un punto di riferimento per tutti i comuni del distretto. Ho anche chiesto all'Asp che un nostro tecnico comunale possa partecipare alla valutazione tecnica della struttura. Tra l’altro non è neanche possibile il trasferimento della psichiatria nei locali del vecchio ospedale. Al limite si potranno temporaneamente ridurre i posti letto per eseguire gli interventi necessari prima un’ala e poi in un’altra».  L’assessore Cavallaro riferisce che l’amministrazione ha trovato una grandissima disponibilità nel dottor Scala affinchè il reparto resti a Giarre, ma è indispensabile che vengano effettuati al più presto i lavori. «Siamo disposti a collaborare in ogni modo – afferma l’assessore - perché il reparto rimanga a Giarre e non restino scombussolati i pazienti ormai abituati a frequentare un determinato ambiente, considerando anche che questo tipo di malattia condiziona le loro famiglie».
Il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci, aggiunge: «Confido nella disponibilità per l’ospedale di Giarre dimostrata dal commissario straordinario Sirna che, sino ad oggi, ha mantenuto gli impegni presi».
Maria Gabriella Leonardi
9 febbraio 2012

giovedì 16 febbraio 2012

Come si potrebbero realizzare i cestini-porta rifiuti nel centro storico

E’ in programma per domani, lunedì, la ricognizione dei siti ove saranno collocati i nuovi arredi urbani, realizzati e acquistati dal Comune di Giarre grazie allo stanziamento di 100 mila euro concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alla ricognizione parteciperà l’assessore al verde pubblico e arredo urbano, Giovanni Finocchiaro, e il dirigente comunale Venerando Russo. Con ogni probabilità i lavori saranno consegnati martedì alla ditta che si è aggiudicata l’appalto.
L’ intervento per l’arredo urbano prevede, tra l’altro, la collocazione di sedili, fioriere e dissuasori nel centro storico ma non include, tuttavia, i cestini portarifiuti, assenti quasi del tutto nelle due principali arterie giarresi.
Già le cattive abitudini dalle nostre parti la fanno da padrona, se poi mancano pure i cestini, le persone meno civili si sentono ancor di più autorizzate a buttare a terrà cartacce e sigarette. Qualche commerciante per questo motivo ha pure provveduto in proprio, posizionando davanti al proprio negozio un trespolo che regge un sacco per i rifiuti. Chi fa da se fa per tre, dice il detto.
Su come intende provvedere il Comune in merito all’assenza di cestini porta rifiuti nelle arterie del centro di Giarre abbiamo interpellato il dirigente comunale arch.Venerando Russo che ci ha spiegato: «i cestini porta rifiuti nel centro storico ci sono sempre stati, attualmente sono in numero ridotto e forse insufficienti per le esigenze. Si pensa di realizzarli impiegando il ribasso contrattuale ottenuto con la gara per l’affidamento dei lavori di arredo». Per il nuovo arredo urbano del centro storico il Comune ha, infatti, espletato due diverse gare, e in una delle due l’appalto è stato affidato con un ribasso del 27%. La somma risparmiata, quindi, potrà essere impiegata per realizzare finalmente i cestini porta rifiuti. Un piccolo servizio in più per mantenere più pulite le vie centrali.

Maria Gabriella Leonardi
5 febbraio 2012

Rifiuti nascosti dietro campane e discariche in via San Matteo

Avete presente quando si nasconde la polvere sotto il tappeto? E’ quello che viene in mente nel vedere i rifiuti ingombranti nascosti dietro le vecchie campane per la raccolta differenziata dei rifiuti, che sembrano ormai solo cimeli di un tempo che non fu. Accade su un marciapiede in via Principe di Piemonte all’ingresso di Macchia. Sarebbe bastato, invece, telefonare al numero verde 900.911.303 per prenotare il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti.
Le discariche sembrano riformarsi anche se con un po’ di “circospezione”. E’ il caso del prolungamento della via San Matteo, nei pressi della barriera autostradale. Nello spiazzo antistante il parco regionale alias pista di automodellismo, da quando è stato installato il cartello di divieto scarico rifiuti – area videosorvegliata, di rifiuti non se n’è visti. Ultimamente, in un angolo, qualcosa sta spuntando. Evidentemente saranno pure incivili ma non analfabeti e quel cartello intimorisce. Quindi, gli ignoti scaricatori abusivi si sono spostati, sulla stessa stradina, di qualche metro e nelle altre due rientranze hanno abbandonato scarti edili, tubi rotti, teli di plastica ricoprenti, eccetera. Di certo, le “aree videosorvegliate” dissuadono ma altrattento lo farebbero dei controlli specifici della polizia municipale: se i blitz della Guardia di Finanza hanno notevole risonanza e provocano l’ “impennata” degli scontrini fiscali, degli appositi controlli della polizia municipale non dissuaderebbero parimenti dal trasportare e scaricare abusivamente, in siti reconditi, rifiuti ingombranti?
Maria Gabriella Leonardi 
4 febbraio 2012

venerdì 10 febbraio 2012

L'assenza di segnaletica orizzontale in via Marsala causa incidenti stradali

Quando la segnaletica stradale fa la differenza. E’ il caso della rotonda che si trova tra via Marsala e la parte alta di viale Don Minzoni, nei pressi del ponte di Macchia. L’assenza della segnaletica stradale orizzontale, ormai cancellata, porta gli automobilisti che percorrono la via Marsala a non rispettare il senso di circolazione della rotonda, girandovi, quindi, attorno. Secondo, infatti, quanto riferisco persone che frequentano questa zona, sovente gli automobilisti tirano dritto e questo provoca, inevitabilmente degli incidenti stradali. E pensare che questa rotonda era stata realizzata proprio per incrementare, invece, la sicurezza stradale.
Su viale Don Minzioni sono ancora installati regolarmente i segnali stradali verticali che indicano la rotatoria. Ma la segnaletica stradale orizzontale è importante tanto quanto quella verticale e, anzi, degli studi specializzati hanno accertato che sovente i conducenti dei veicoli vedono meglio la segnaletica orizzontale che quella verticale.
E’ anche vero la segnaletica orizzontale in tante parti della città andrebbe revisionata. In proposito, l'assessore alla Viabilità Salvo Camarda, in una nota, afferma che :«le squadre di manutenzione della segnaletica stradale sono, attualmente, impegnate in alcune scuole per il rifacimento delle strisce pedonali.
A seguire si procederà negli incroci più pericolosi compresa la rotonda di via Marsala».
Maria Gabriella Leonardi
3 febbraio 2012 

giovedì 9 febbraio 2012

Consiglieri restituiscono pass che consentono sosta davanti al Municipio

Hanno restituito i pass che autorizzano i consiglieri a sostare con le loro auto sul marciapiede antistante il Municipio. Con questo gesto i consiglieri Pdl Patrizia Lionti e Fabio Cavallaro, durante il Consiglio comunale, hanno espresso il loro disappunto per questo “privilegio” avviato di recente dall’amministrazione. «In un momento di gravoso sacrificio collettivo che sta investendo l’intera Nazione – ha detto la Lionti – chi ha l’onere e l’onore di rappresentarla e amministrarla ha il dovere morale di rinunciare a quei piccoli o grandi benefici che poco hanno a che fare con un equo compenso per il tempo impiegato a servizio della cosa pubblica».
Tra le varie interrogazioni presentate dai consiglieri, Fabio Di Maria ha presentato un’interrogazione su delle tabelle apparse nel centro storico di Giarre: in alto recano la dicitura “Comune di Giarre” e in basso invece di un’indicazione stradale c’è il nome diun’assicurazione. Di Maria ha chiesto chi ha installato questi cartelli, se il Comune percepisce denaro in cambio di tale servizio, chi ha dato l’autorizzazione e con quale criterio venga data la possibilità a una società privata anziché ad un’altra.
Il consigliere comunale Josè Sorbello ha chiesto la revoca, per vizio di competenza, della delibera di Giunta municipale n°139 del 13/10/2011 che ha modificato il regolamento per l’ordinamento  degli uffici e dei servizi, in quanto la competenza in materia è del Consiglio comunale. Tania Spitaleri ha reiterano un’interrogazione riguardante il provvedimento penale a carico di due dipendenti comunali, non avendo ricevuto, dopo settimane, alcuna risposta dall’amministrazione. Ne è nato un acceso dibattito con il capogruppo Mpa Gaetano Cavallaro il quale ha spiegato che l’amministrazione ha tenuto un profilo basso sulla questione non per nascondere, ma perché l’unico organo deputato a giudicare è la magistratura e che l’Ente ha avviato tutte le procedure del caso, tra cui l’inizio di un procedimento disciplinare.
Maria Gabriella Leonardi 
1 febbraio 2012

Il Consiglio comunale rinvia discussione su strisce blu. I rappresentanti delle associazioni applaudono e vanno via

Niente verifica di maggioranza, niente regolamento per la tutela e i diritti degli animali, niente discussione sulla petizione popolare per la rimodulazione delle strisce blu. E’finita con un nulla di fatto la seduta di Consiglio comunale di lunedì. In aula erano presenti rappresentanti della Rete delle associazioni che da settembre - da quando cioè hanno inviato al Sindaco e al Consiglio una petizione con 1.347 firme per chiedere la rimodulazione delle strisce blu - attendono che l’argomento venga trattato in Consiglio. E lunedì l’argomento era all’ordine del giorno.
Con la petizione la Rete chiede un pronunciamento dell'Amministrazione comunale e del Consiglio comunale su alcune domande, molto tecniche, riguardanti gli aspetti economici e organizzativi dell’appalto quarantennale per la gestione delle strisce blu.
Durante la seduta, completata l’attività ispettiva, il consigliere di opposizione Josè Sorbello ha chiesto di anticipare la trattazione del punto riguardante le strisce blu visto che tra il pubblico erano presenti rappresentanti della Rete. La proposta viene respinta, la seduta viene sospesa e i capigruppo escono per stabilire l’ordine dei lavori. Ma al rientro viene annunciato che l’argomento dovrà essere studiato in commissione e che la discussione è quindi rinviata. Dal pubblico i membri della Rete applaudono, si alzano e lasciano l’aula. Uno di loro, Angelo D’Anna, a margine della seduta ci ha dichiarato: «Avremmo voluto avviare un confronto approfondito sul tema strisce blu. La nostra presenza ai lavori consiliari serviva a far sentire la nostra fattiva vicinanza ai consiglieri impegnati ad approfondire un problema serio e sentito dai cittadini. Dietro ragionamenti e formalismi distanti dai problemi della gente si è persa l’occasione di dare un forte segnale. Rimane la delusione ma al contempo l’immutato impegno della Rete su questo ed altri temi di interesse della cittadinanza».
La seduta è proseguita con un acceso dibattito, a partire da Tania Spitaleri che ha rimarcato che la maggioranza in quattro mesi aveva avuto tutto il tempo per studiare l’argomento, al capogruppo del Pdl Orazio Pagano che ha invitato tutti a un bagno di umiltà, al capogruppo dell’Mpa Gaetano Cavallaro che ha rimarcato che in aula c’era un’aria da stadio e non il clima giusto per trattare l’argomento. La seduta è stata rinviata al 7 febbraio.
Maria Gabriella Leonardi 
1 febbraio 2012

Il distretto socio-sanitario n°17 riceve una premialità dalla Regione per piano di zona, attuato a regola d'arte

Il distretto socio-sanitario n°17, di cui Giarre è il comune capofila, ha ricevuto dalla Regione una premialità di 270mila euro, spalmati in tre anni, per come è stato attuato il Piano di zona 2010/2012. Questo piano è il programma dei servizi socio-sanitari del distretto e la premialità che è stata ricevuta è un buon risultato, anche perché altri distretti vicini e più grandi hanno ricevuto somme inferiori.  La premialità è stata stanziata al distretto n°17 per «l’esecutività dei piani di zona, attuati nei tempi e con modalità rispondenti alle esigenze del territorio, nonché per l’approvazione del secondo Piano di zona i cui progetti sono stati già avviati».
I novanta mila euro annui in più di cui i 10 comuni del distretto adesso dispongono saranno impiegati in tre progetti predisposti dal “Gruppo piano”, formato dai rappresentanti dei Comuni e dei servizi socio-sanitari. Ieri, nel salone degli specchi del Municipio, il comitato dei sindaci ha approvato questi  progetti che consistono in un servizio di educativa domiciliare per minori disabili da realizzarsi nel periodo estivo(30 mila euro); l’assegno civico che i Comuni potranno corrispondere alle persone disagiate a seguito di attività socialmente utili (57 mila euro) e la promozione dell’istituto dell’affido familiare (3 mila euro).
Presenti, ieri pomeriggio in Municipio, i rappresentanti di alcuni dei 10 comuni del distretto: per il Comune di Giarre, l’assessore alle politiche sociali Giovanni Finocchiaro, il dirigente Giuseppe Panebianco e la caposervizio Anna Vasta, il sindaco di Piedimonte Etneo, Giuseppe Pidoto, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Riposto, Carmelo Spina, e, per il Comune di Mascali, l’assessore alla solidarietà sociale Giuseppe Barbarino e l’assistente sociale Daniele Belfiore. «Questa premialità – ha detto l’assessore Finocchiaro – è la dimostrazione che il distretto lavora nei tempi e nei modi previsti dalla Regione. Siamo soddisfatti del lavoro fin qui espletato dal "Gruppo piano" che ha dimostrato competenza e professionalità. Un impegno profuso in favore del territorio oggi testimoniato dal riconoscimento della premialità da parte della Regione che ci riempie di orgoglio. Questa premialità finanzierà tre progetti importanti che assecondano le esigenze del territorio». Il grosso della somma, 57mila euro, finanzierà una sorta di “Borsa lavoro”, il dirigente comunale Giuseppe Panebianco spiega: «abbiamo evitato di elargire contributi a pioggia che alimentano l’assistenzialismo. Sarà, invece, elargito alle famiglie disagiate un corrispettivo a seguito di attività socialmente utili».
Maria Gabriella Leonardi 
31 gennaio 2012

martedì 7 febbraio 2012

Molte associazioni non si sono ancora iscritte alle consulte

Ancora molte associazioni non hanno fatto richiesta per partecipare alle consulte cittadine. Lo conferma il presidente della IV commissione consiliare, Angelo Spina, che ha seguito tutto l’iter per la costituzione delle consulte: «sino ad ora – afferma – hanno aderito 51 associazioni che, su una popolazione di 27mila abitanti circa quale è quella giarrese, sono poche. A Riposto, che conta sui quindicimila abitanti, si sono iscritte più di cento associazioni».
Il presidente Spina fornisce il dettaglio delle associazioni che sinora hanno presentato richiesta per iscriversi all’albo delle consulte cittadine: 24 associazioni ha chiesto di aderire alla consulta della cultura, 6 a quella dello sport, 6 a quella della famiglia e pari opportunità, 5 alla consulta dell’economia e lavoro, 6 alla consulta giovanile, 4 a quella dedicata al volontariato sociale. Altre sei associazioni hanno fatto richiesta per aderire alla consulta dei cittadini anche se a quest’ultima consulta sono automaticamente inserite tutte le associazioni che partecipano alle altre consulte.
Una riflessione va fatta sul perché le iscrizioni sono così poche: ad esempio, sono molto più numerose le associazioni sportive a Giarre, ma solo sei si sono iscritte alla consulta. «Forse le consulte non sono state abbastanza pubblicizzate – ipotizza Angelo Spina – oppure si ritiene che non siano importanti, mentre invece rappresentano un significativo luogo di confronto tra i cittadini e l’amministrazione. Per questo invitiamo le associazioni del territorio ad aderire alle consulte, servirà anche per conoscerle e sapere i loro obiettivi. Inoltre, ogni volta che ci confrontiamo con le associazioni nascono nuove idee».
Le associazioni interessate potranno visionare il regolamento presso l’ufficio di coordinamento delle consulte, che si trova negli uffici dell’assessorato alla cultura nel palazzo delle culture in piazza Macherione o presso i vari uffici comunali competenti per materia.
Ogni associazione potrà far parte di una sola consulta. La  domanda di iscrizione dovrà essere presentata entro e non oltre il 29 febbraio 2012 presso l’ufficio protocollo del Municipio.


Maria Gabriella Leonardi
27 gennaio 2012

lunedì 6 febbraio 2012

Anche quest'anno il 25 aprile si incontreranno a Giarre i gruppi di san Pio

Nei giorni scorsi era circolata la notizia che il tradizionale raduno regionale dei gruppi di San Pio da Pietrelcina non si sarebbe più tenuto a Giarre. Ma oggi è la storica organizzatrice dell’iniziativa, Nerina Melita, a comunicare che la “Casa sollevo della sofferenza” di San Giovanni Rotondo ha dato il suo benestare e l’incontro potrà tenersi a Giarre nella tradizionale data del 25 aprile. Non si chiamerà, però, più “raduno”, ma “Giornata di spiritualità e di fraternità” e a promuoverla sarà il gruppo di preghiera di san Pio da Pietrelcina della chiesa madre di Giarre.
Altra importante novità di quest’anno sarà che l’incontro si terrà per intero in chiesa madre. Per l’occasione, in piazza Duomo sarà allestito un maxischermo attraverso il quale le migliaia di fedeli che ogni anno giungono per l’occasione a Giarre potranno seguire le celebrazioni.
Già pronto il programma che prevede alle ore 9 in chiesa madre la recita delle lodi animate da padre Enzo La Porta, coordinatore reginale dei gruppi di preghiera di san Pio. L’arciprete del Duomo, don Domenico Massimino, darà il benvenuto ai partecipanti. Alle ore 10, padre Marciano Morra, segretario generale dei gruppi di preghiera terrà una relazione sul tema: “La fede: radice di ogni pensiero, impegno e attività dei gruppi di preghiera di san Pio da Pietrelcina”. Alle 11 sarà il coordinatore diocesano, don Roberto Strano, a dare il benvenuto ai convenuti; seguirà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti. Alle ore 16, in chiesa madre, padre Nazario Vasciarelli, cappuccino della provincia religiosa di Foggia, guiderà l’adorazione eucaristica. Alle 16,30 sarà la volta della consueta processione con il simulacro della Madonna di Fatima dal Duomo sino a piazza Immacolata. «I relatori – afferma Nerina Melita- ci aiuteranno con le loro riflessioni a professare con più consapevolezza la nostra fede che non è un astratto elenco di idee, ma un rapporto vitale e costante con Dio».
Maria Gabriella Leonardi 
26 gennaio 2012

venerdì 3 febbraio 2012

Farmacie: cosa potrebbe cambiare a Giarre con il decreto sulle liberalizzazioni

Altre due o tre farmacie potrebbero essere aperte a Giarre, a seguito del decreto sulle liberalizzazioni varato dal Governo e che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale tra oggi e domani. Bisognerà però vedere quali modifiche il Parlamento apporterà al testo. 
Abbiamo interpellato il dott. Salvatore Buda, segretario di Federfarma Catania,  per conoscere la sua opinioni su questo decreto e anche per capire cosa potrebbe cambiare a Giarre.
- Dott. Buda, lei è titolare di una storica farmacia a Giarre, cosa pensa delle liberalizzazioni?
Non siamo contrari alle liberalizzazioni in via pregiudiziale, ma non potremo mai essere d'accordo su misure ispirate a un “liberismo sfrenato”, come quelle messe a punto dal Governo, che rischia di danneggiare irrimediabilmente il tessuto di alcune categorie, non solo quella dei farmacisti, che pure hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del nostro paese. Non dimentichiamo che, secondo un'indagine Confcommercio, la farmacia risulta in testa al gradimento dei cittadini: è un servizio che funziona e riscuote la fiducia della popolazione, così com'è, per la sua capillare presenza sul territorio. Noi siamo favorevoli a portare i servizi dove sono di utilità ai cittadini.
 - Cosa cambierebbe a Giarre per effetto dell'entrata in vigore del decreto sulle liberalizzazioni?
- La previsione di una farmacia ogni tremila abitanti consentirebbe di aprire altre due o tre farmacie, in aggiunta alle sette già esistenti nel comune. Questo vuol dire che aumenterebbe del 20-30% l'offerta, senza che ciò si traduca in un vantaggio per il cittadino, perché non è pensabile incentivare il consumo di farmaci come avverrebbe per un altro prodotto qualsiasi.
Quali potrebbero essere le conseguenze di queste nuove aperture? 
Il primo problema sarebbe quello dell'ubicazione: le farmacie esistenti sono concentrate in  centro, perciò le nuove dovrebbero sorgere in zone decentrate, per dare un effettivo servizio alla popolazione e garantire un'adeguata copertura territoriale. Ma questo aspetto è di competenza degli enti locali. Ciò che ci preoccupa maggiormente è invece il profilo occupazionale. Si è fatta tanta propaganda sull'ipotetica creazione di posti di lavoro come effetto dell'apertura di nuove farmacie, senza considerare, dall'altro lato, che le farmacie preesistenti si vedranno ridurre il fatturato e quindi avranno difficoltà a mantenere gli attuali livelli occupazionali. Un serio dibattito dovrebbe tener conto di questi problemi e dei reali riflessi che l'apertura di nuove farmacie può avere sui cittadini e sui dipendenti delle farmacie stesse. Quello che chiediamo da tempo, come Federfarma Nazionale, è appunto di sederci al tavolo del dialogo con il Governo e poter dire la nostra, senza restare vittima di sterili pregiudizi che rischiano di danneggiare non solo noi, ma anche il cittadino, che è il primo fruitore del servizio farmaceutico

Maria Gabriella Leonardi
25 gennaio 2012

mercoledì 1 febbraio 2012

Sindaco preannuncia restauro del Duomo

m.g.l.) Nel corso della cerimonia di consegna dei lavori nella scuola media “Verga”, ieri, il sindaco Teresa Sodano ha anticipato una buona notizia da tempo attesa e che oggi, in occasione della festa di san Sebastiano, sarà annunciata ufficialmente dall'arciprete del Duomo, don Domenico Massimino: si tratta del finanziamento di un milione di euro, erogato dalla Regione per il restauro del Duomo. Come si sa, vistosi ponteggi con i tubi innocenti, ormai da anni, sono collocati all’interno della chiesa.
Il sindaco ha sottolineato l’importanza di questo e di altri cantieri che saranno aperti a Giarre per dare lavoro e ossigeno all’economia.
Il Duomo, oltre ad essere la principale chiesa cittadina, è anche il monumento simbolo della città. Per questo motivo, il suo restauro è una buona notizia sia per chi crede che per chi non crede.
Oggi, intanto, il Duomo ospiterà le celebrazioni in onore di san Sebastiano. Momenti culmine saranno alle ore 10,30 la trionfale uscita del simulacro del santo; alle ore 18 lo spettacolo pirotecnico  in piazza e alle ore 18,30 il pontificale presieduto da mons. Pio Vittorio Vigo, arcivescovo-vescovo emerito di Acireale.
Maria Gabriella Leonardi 
22 gennaio 2012