martedì 31 gennaio 2012

Conclusi i lavori del comune per riaprire tutto il primo piano della scuola media Verga

Nei giorni difficili che stiamo vivendo, una buona notizia viene per fortuna dal plesso “G.Verga” della scuola media “G.Macherione”, ove il Comune ha ultimato degli importanti lavori di ristrutturazione che hanno permesso la riapertura di tutto il primo piano. Ieri mattina, la cerimonia di consegna, nell’aula magna della scuola. Il dirigente scolastico Carmelo Torrisi ha ringraziato gli alunni e i genitori per il loro senso di responsabilità, perché hanno pazientato e sopportato disagi senza prenderli a pretesto per non fare lezione. Il sindaco Teresa Sodano ha rimarcato di avere mantenuto la promessa, fatta alle famiglia prima di Natale, di riconsegnare la scuola bella e funzionale. Dentro la scuola pioveva e secchi erano collocati nei corridoi e dentro le aule per raccogliere l’acqua, mentre gli alunni erano costretti a fare lezione dentro alcune aule ricavate dentro la palestra. Il sindaco ha colto l’occasione per ricordare alcuni finanziamenti importanti ottenuti dall’amministrazione, tra cui 500mila euro per la ristrutturazione della palestra della scuola media “G.Macherione”.
L’assessore ai lavori pubblici Orazio Scuderi si è detto orgoglioso per quanto fatto: i lavori sono stati realizzati con un finanziamento di 70mila euro provenienti dalle casse comunali. «Avremmo voluto realizzare questo intervento l’anno scorso – ha detto Scuderi – ma non c’era la disponibilità economica». L’assessore ha anche detto che altri interventi sono stati realizzati in altre scuole, come nella scuola “Don Bosco”, e un altro intervento, grazie a un co-finanziamento tra il Comune e la Regione, è in programma nella scuola dell’infanzia “M.F.Sciacca” sita sulla nazionale, vicino la chiesa “S.Camillo”. 
Il presidente del consiglio d’istituto, Massimo Beccaria, dopo avere ringraziato per l’esecuzione dei lavori ha però precisato che le esigenze della scuola non si sono esaurite e che saranno presentati altri progetti per migliorare la scuola.
All’arch.Venerando Russo, dirigente comunale dell’area servizi tecnici, è toccato spiegare quindi in concerto gli interventi realizzati dalla società cooperativa Jonica 2001 di Filippo Calvagno: l’impermeabilizzazione del tetto e il consolidamento della struttura del controsoffitto, un intervento non semplice ma realizzato a regola d’arte e nei tempi giusti. 
A coronamento della cerimonia, l’orchestra Macherione, fiore all’occhiello della scuola, ha eseguito alcuni brani musicali.
Maria Gabriella Leonardi

22 gennaio 2012

Continua il presidio dinanzi al casello autostradale

Non mollano i manifestanti del presidio che si trova dinanzi al casello autostradale di Giarre e, sino a ieri sera, erano determinati a portare avanti la protesta ad oltranza. Accanto ai tir, ai furgoni e alle auto parcheggiate davanti al casello è stato allestito anche un gazebo, la sera, per riscaldarsi, viene acceso un fuoco. Oggi la protesta continua: i rifornimenti per i vigili del fuoco o per il 118, i mezzi che portano alimenti per bambini potranno passare. Ma il cittadino comune, neanche oggi, con ogni probabilità, potrà rifornirsi di carburante alle pompe di benzina. I distributori sono tutti chiusi. Per strada ci sono poche auto, c’è meno gente in giro e tra i commercianti c’è chi esprime disappunto per il calo di vendite che sta registrando in questi giorni. Ma se nelle strade non c’è il consueto traffico, in compenso ci sono montagne di sacchetti di rifiuti che si sono accumulate in questi giorni in cui la raccolta non è stata effettuata perché i camion della nettezza urbana hanno finito il carburante.
«Da domani (oggi per chi legge) questa non sarà più una protesta di categoria ma la protesta del popolo siciliano» dice il prof. Salvo Musumeci, studioso della storia della Sicilia che spiega cosa chiedono i manifestanti: «Se fosse stato applicato lo statuto siciliano la Sicilia sarebbe stata confederata con l’Italia. Con l’applicazione degli articoli 36, 37 e 38 cambierebbero di molto le sorti economiche della Sicilia. La protesta – continua Musumeci – nasce dal non poter comprendere perché in Valle d’Aosta,  ove non si produce e non si raffina petrolio, la benzina si paga molto meno rispetto a qui ove estraiamo il 20% del fabbisogno nazionale e raffiniamo il 60% del fabbisogno nazionale».
Giuseppe Battiato, trasportatore, conosciuto nel suo ambiente col nome di “cioccolata”, ci tiene a fare una precisazione: «in tv si sente dire che nei vari presidi di protesta ci sono infiltrazioni mafiose: chi lo dice venga a constatare chi siamo e vedrà che siamo liberi cittadini che reclamiamo i nostri diritti».
Tanti i giovani presenti nel presidio, con tante ragionevoli ragioni per protestare. Loro sono quelli che non sono partiti da questa terra, come invece, hanno voluto o dovuto fare tanti loro coetanei. E questo è quello che dicono: «siamo diplomati e siamo senza lavoro, vogliamo lavorare con dignità, in regola e non in nero» dice Luca Longhitano. «Sono diplomata contabile indirizzo turistico – racconta Miriam Patanè – ho lavorato mentre andavo a scuola ma non sono mai stata messa in regola. Ho inviato curriculum per cercare un lavoro ma mi sono sentita dire che “prendono solo tirocinanti”, perché non li devono pagare. Ho fatto anche la domanda per fare il servizio civile, ma sapevano già chi dovevano prendere». «Quando potremo formarci una famiglia? – aggiunge Giovanna Cutuli – studiamo e facciamo sacrifici inutili».
Maria Gabriella Leonardi

21 gennaio 2012

Protesta degli autotrasportatori al casello di Trepunti

Fa un freddo pungente e dal casello autostradale si vede che sull’Etna la neve è bassa. Ma il freddo non dissuade gli autotrasportatori fermi, con i loro camion, le loro motrici, i loro furgoni sul piazzale all’ingresso del casello autostradale di Giarre, intenti a portare avanti la loro protesta sino a venerdì 20 gennaio. Tra di loro si danno il cambio. Qualcuno di loro è anche disposto a manifestare anche dopo, a oltranza, finchè non si otterranno dei risultati concreti. 
Le auto che entrano o escono dal casello possono passare senza problemi; una pattuglia dei carabinieri e un’altra dei vigili urbani presidiano la zona. «Non siamo solo autotrasportatori – dice uno dei manifestanti – ci sono con noi anche contadini e commercianti». «E’ una manifestazione autorizzata e infatti ci sono i carabinieri e i vigili urbani a presidiare», sottolinea un altro autotrasportatore. 
Si discute su quello che sta succedendo, su come si sta allargando la protesta nell’isola e sul da farsi. Le raffinerie sono state bloccate e i manifestanti si aspettano che, nell’arco di qualche giorno, non ci saranno auto in circolazione e resteremo tutti a piedi. 
Sui camion sono stati appesi i manifesti del movimento “Forza d’urto”, ma i presenti ci tengono a precisare che tra loro non c’è un capo e che sono tutti alla pari. 
Intorno alle 14 i manifestanti pranzano sul piazzale antistante il casello con dei panini e qualche bevanda per riscaldarsi. Uno di loro, Vincenzo Trovato, spiega le ragioni di questa protesta: «il gasolio è troppo caro, le autostrade, le tasse, l’assicurazione sono diventate troppo care e i nostri guadagni si sono ridotti. Ci si priva di tante cose. E’ come se fossimo su delle sabbie mobili: appena ci muoviamo andiamo giù». Qualcuno di loro, un commerciante, vende poco e si dice prossimo al fallimento. Ascoltandoli viene da pensare che si tratta di problemi diffusi, ormai, tra la gente e che chissà a quanti cittadini viene voglia di protestare: sarà questo l’inizio?
Nel pomeriggio, dinanzi alla piazza di Trepunti un presidio di trenta, quaranta manifestanti ferma, su entrambi i sensi di marcia, i furgoncini che transitano sulla nazionale. Rispetto alla mattina e al giorno precedente questo presidio è cresciuto. Il traffico veicolare rallenta un po’, ma si cammina. Quando arriva un furgoncino i manifestanti gli si mettono davanti e invitano il conducente a sostare sulla piazza di Trepunti, per mezz’ora, un’ora. La piazza si popola di furgoni, da quello del pittore a quello del pescivendolo. Oggi la protesta continua.

Maria Gabriella Leonardi

18 gennaio 2012

Chiusi due ambulatori nell'ospedale

«Non c’è il tempo di rincuorarsi per il rientro dell’ambulatorio di Ginecologia che già arriva un nuovo dispiacere per la chiusura di altri due ambulatori». E’ costernato il presidente del Tribunale per i diritti del malato di Giarre, Giuseppe Patanè, per quella che definisce la lenta agonia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro”. Stavolta l’amarezza è dovuta alla chiusura dell’ambulatorio di geriatria e di quello di allergologia per – riferisce Patanè - «mancanza di stanze».
Nei giorni scorsi – secondo quanto afferma Patanè in una lettera - molte persone, venute per effettuare degli esami nell’ambulatorio di geriatria sono dovute tornare indietro perché l’ambulatorio era messo fuori servizio per mancanza di locali idonei. «L’unità operativa di geriatria e quella di medicina, tra l’altro – ricorda Patanè -  funzionano a mezzo servizio perché accorpati dove prima funzionava la sola U. O. di Medicina». 
Chiuso, a causa dei lavori in corso e per via della carenza di locali, anche l’ambulatorio di allergologia che, come riferisce Patanè, esegue circa 1600 prestazioni l’anno. Anche in questo caso il presidente del Tdm segnala i disagi per gli appuntamenti saltati e i pazienti costretti a rivolgersi altrove.
Dall’Asp spiegano che i disagi sono dovuti a criticità strutturali che l’azienda sta cercando di risolvere il più in fretta possibile. L'azienda precisa che tali criticità non apporteranno modifiche ai servizi offerti i quali verranno ripristinati una volta che i lavori di manutenzione saranno conclusi.
I due ambulatori saranno, quindi, al più presto riattivati anche se con limitazioni dovute alla carenza di locali. Il direttore sanitario del presidio Salvatore Scala, in proposito, precisa che si dovranno allocare più ambulatori negli stessi locali, ma attivi in giornate diverse. A causa di questa carenza di spazi il presidio ha anche la necessità di recuperare i locali sinora usati da associazioni.
Maria Gabriella Leonardi

17 gennaio 2012

giovedì 26 gennaio 2012

Zafferana Etnea e Giarre i comuni più piovosi del 2011 nella provincia di Catania

Nel 2011 i comuni della provincia di Catania dove ha piovuto di più sono stati Zafferana Etnea e Giarre. Secondo alcuni siti internet specializzati a Giarre sarebbero stati registrati nel 2011 circa 1900 mm di pioggia e a Zafferana oltre 2000 mm. 
La particolare piovosità di questa zona è, d’altra parte, risaputa. Per capire perché a Giarre piove di più che altrove ci siamo rivolti a Emilio Lo Savio, responsabile dell’associazione MeteoSicilia. «In questa zona – spiega – si forma il cosiddetto “effetto Stau”: l’Etna fa da barriera alle correnti che provengono da est e che qui vengono bloccate; il mare contribuisce a dare spessore all’umidità. Questa zona è anche molto ripida perché nell’arco di pochi chilometri si passa da 3000 metri al livello del mare. L’aria che “urta” nella “parete” montana risale si umidifica ulteriormente e quindi si formano altre nubi e, rispetto ad altre zone limitrofe, resta una cappa». Quando la pioggia viene portata da correnti provenienti da est, quindi, qui rimane di più rispetto che altrove. 
Per fortuna il terreno lavico assorbe parecchio l’acqua piovana. Ad esempio, nelle zone alluvionate del messinese – come riferisce  Lo Savio – piove di meno rispetto a qui, ma il tipo di terreno è diverso. «Zafferana, Giarre e Linguaglossa – continua  Lo Savio – sono il triangolo più piovoso della Sicilia e, a mio avviso, pure di buona parte del sud».
La maggiore piovosità di questo territorio andrebbe maggiormente approfondita e tenuta in considerazione dalle nostre parti, dai cittadini e dalle amministrazioni, per tutti i risvolti che ha nella vita di tutti i giorni, a partire dalla pulizia delle caditoie stradali per evitare allagamenti, all’importanza della manutenzione dei pluviali e dell’impermeabilizzazione delle nostre case e degli edifici pubblici. Pensate solo in quante scuole giarresi o in quanti edifici pubblici anche dell'hinterland ci sono problemi di infiltrazioni di acqua piovana: se qui piove di più l’impermeabilizzazione degli edifici deve richiedere un’attenzione maggiore rispetto ad altre zone meno piovose della Sicilia.
Maria Gabriella Leonardi

15 gennaio 2012

mercoledì 25 gennaio 2012

Grazie a due giovani parrocchiani la chiesa di S.Matteo non sarà chiusa

Grazie a due giovani parrocchiani non sarà chiusa la chiesa “San Matteo apostolo” di Trepunti la cui croce sommitale era pericolante al punto da richiedere, lunedì scorso, l’intervento dei vigili del fuoco e il transennamento dello spazio sottostante. Don Nino Cristaudo, parroco da una trentina d’anni di Trepunti, dopo l’intervento dei vigili del fuoco si era scoraggiato ed era decisamente pronto a chiudere la chiesa in attesa di ottenere, in qualche modo, i fondi necessari per il ripristino della croce, circa 850 euro. La chiesa di Trepunti è del 1869 e quindi ha anche un valore storico, artistico e culturale. La parrocchia ha proprio, di recente, sostenuto un'altra spesa consistente per riparare l’orologio campanario guastato dal maltempo; una spesa che si è aggiunta alle altre ordinarie di telefono, luce, eccetera. E con quanto si raccoglie dalle offerte della domenica non si sarebbero ricavati i soldi per sistemare anche la croce sommitale. Ma per fortuna, si sono interessati a trovare una soluzione al problema due giovani parrocchiani, Alfio Di Bartolo e Christian Pulvirenti, membri del comitato festeggiamenti “San Matteo apostolo”. «Parte della somma – raccontano i due ragazzi – è stata anticipata dal comitato festeggiamenti, la restante parte viene invece concessa dal Comune di Giarre dietro interessamento del vice-sindaco Leo Cantarella che abbiamo interpellato e che è stato subito disponibile nei nostri confronti».
Ieri mattina, quindi, è venuta a Trepunti una ditta specializzata di Catania, contattata dall’ing.Di Prima della curia di Acireale. La ditta, con i propri operai e un automezzo dotato di gru, ha messo in sicurezza la croce sommitale. «Dato che la gru è stata affittata per un giorno intero - spiegano Alfio e Christian – una volta sul tetto della chiesa, gli operai si sono occupati anche di sistemare le tegole, rimuovere la sabbia vulcanica non ancora rimossa e ripulire i pluviali ove è pure cresciuta dell’erba».
Don Nino ha, quindi, potuto tirare un sospiro di sollievo, ed esalta l’ottimo lavoro fatto dai suoi ragazzi che, in pochi giorni, hanno risolto un annoso problema. E sappiamo bene quanto tempo passa in Sicilia perché qualunque problema venga risolto.
Maria Gabriella Leonardi

14 gennaio 2012

martedì 24 gennaio 2012

La settimana prossima dovrebbero iniziare i lavori per riaprire sala Romeo chiusa da quasi un anno

«Oh “Sala Romeo”, “Sala Romeo”, ma perché ci vuole così tanto per riaprirti, “Sala Romeo”?». Shakeaspeare non approverebbe questa adattamento dei suoi poetici versi, ma vari cittadini giarresi, frequentatori delle conferenze culturali, da quasi un anno, come Giulietta, anelano a ritrovarsi nell’amata sala del palazzo delle culture dedicata all’illustre storico giarrese Rosario Romeo.

Ai primi di febbraio dell’anno scorso, infatti, a seguito del maltempo, delle infiltrazioni di acqua piovana hanno causato la chiusura al pubblico, per ragioni di sicurezza, di questa sala deputata ad ospitare, settimanalmente, incontri culturali.
Nei mesi successivi, era poi emerso che per il ripristino della sala era necessario un intervento straordinario di manutenzione sulla copertura del palazzo delle culture, al fine di eliminare le infiltrazioni di acqua piovana. Da qui si poteva dedurre che era necessaria una spesa consistente e che quindi la sala sarebbe rimasta chiusa a lungo. Frattanto, le conferenze e gli incontri culturali sono stati trasferiti nella bella “Sala Messina” di via Calderai, che però è soprattutto una sala espositiva e non ha l’acustica di una sala conferenze.


Lo scorso settembre, su iniziativa della IV commissione consiliare permanente, presieduta da Angelo Spina, è stata interpellata un’impresa privata perché verificasse, previo sopralluogo sul tetto del palazzo delle Culture, le condizioni strutturali e fornisse una valutazione al fine di stimare quanto costasse il ripristino della sala. Nell’arco di qualche giorno si comprende che per eseguire questi lavori sarebbero bastati tra i 1000 e i 1500 euro. Lo scorso ottobre era già stato confermato l'impegno di spesa per l'esecuzione dei lavori nella sala Romeo e se ne prevede l’inizio a breve.
Ieri, abbiamo appreso che è stata impegnata la somma di 1260 euro (da fondi di riserva del Comune) per l'esecuzione dei lavori che avranno inizio la prossima settimana. Come confermato anche dal dirigente comunale, arch. Venerando Russo, gli interventi consistono nella sistemazione delle tegole e nella pulizia dei pluviali.
Sembra incredibile che per dei lavori di mille euro una sala, importante luogo della vita sociale cittadina, resti chiusa per un anno. Nell’attesa, quindi, dell’inizio di questi lavori non resta che concludere, a modo nostro, con Shakeaspere: «sarà o non sarà la volta buona che la riaprono? Questo è il problema».


Maria Gabriella Leonardi
12 gennaio 2012

Nel 2011 le nuove aperture di negozi (o subentri) sono state 81, le cessazioni di attività 47

La crisi si fa sentire, le vendite calano, gli sconti sono iniziati nei negozi prima della data ufficiale con ribassi da subito molto alti, i centri commerciali, disseminati in maniera spropositata nella provincia di Catania, fanno una concorrenza spietata ai negozi al dettaglio minacciandone ormai la sopravvivenza, molte botteghe del centro storico di Giarre sono sfitte, ma, malgrado tutte queste avversità, Giarre resta una piazza commerciale appetibile. Lo dimostra il numero di esercizi commerciali aperti lo scorso anno a cui, anche sottraendo un consistente numero di chiusure effettuate nel 2011, il risultato resta in attivo.

Entrando più nel dettaglio, secondo quanto risulta al Comune, nel 2011 le nuove aperture e subentri di nuove attività commerciali sono state 81; le cessazione di attività, invece, sono state 47, un numero, tuttavia, destinato a crescere proprio in questo mese di gennaio in cui, così come avviene ogni anno, sono previste altre comunicazioni di chiusura. Queste ultime, tuttavia, stando a quanto accaduto negli scorsi anni, saranno circa un’altra decina. La maggior parte delle nuove aperture registrate nel 2011 sono attività non alimentari, dato che testimonia, una volta di più, come stiano a mano a mano scomparendo le piccole botteghe di alimentari, soppiantate dai supermercati che propongono ogni settimana prezzi scontati verso cui è troppo difficile, per il piccolo bottegaio, competere.
Data la crisi era lecito aspettarsi altri dati in merito alle chiusure e alle cessazioni di attività commerciali nel 2011 che, invece, stanno mantenendo gli stessi numeri degli anni precedenti.
Il presidente di Confcommercio, Armando Castorina, così commenta questi dati: «Nonostante il mercato della distribuzione sia in forte trasformazione ed il commercio risulta penalizzato a causa della riduzione dei consumi e la massiccia e spropositata presenza di centri commerciali artificiali nel raggio di 30km – dice - il sistema commerciale “Giarre” risulta ancora molto appetibile. I dati sono chiari, lo scorso anno sono state registrate più aperture rispetto alle chiusure. Noi di Confcommercio per il nuovo anno appena iniziato porteremo avanti delle iniziative volte a promuovere il commercio e l’immagine della città anche attraverso le convenzioni tra negozianti, negozianti e consumatori finali ed negozianti con le associazioni che hanno richiesto già da tempo di attivare sconti per i loro soci. In collaborazione con il “Centro commerciali naturale” di Giarre cercheremo di utilizzare al meglio le risorse che potrebbero arrivare partecipando ai bandi previsti per i Ccn. In più – conclude- speriamo che verranno attivate le proposte da noi presentate alla commissione consiliare che ci ha più volte consultato durante lo scorso anno e chiesto quali iniziative avrebbero potuto intraprendere per incentivare il commercio ed il turismo a Giarre».
Maria Gabriella Leonardi
11 gennaio 2012

mercoledì 18 gennaio 2012

A Giarre il cartone da imballaggio va "letteralmente" a ruba

I cartoni da imballaggio esposti dai commercianti alla chiusura dei negozi, da qualche mese, vengono ritirati da un camion privato e non dall’Aimeri ambiente. La questione era già stata segnalata, mesi fa, dal presidente dell’Ato Francesco Rubbino e da allora è rimasta immutata.
Ai giarresi, in sostanza, non interessa chi ritira il cartone: interessa solo che gli imballaggi non stiano per strada. Ma la questione, invece, dovrebbe importare alla popolazione visto che il riciclo della carta produce un guadagno, dato che le cartiere pagano la carta che ricevono in base al peso. Pensate a quanto cartone da imballaggio producono in un anno i negozi di Giarre e si intuisce che un ritorno economico c’è. Ma se l’Ato Joniambiente non realizza più questo guadagno come compenserà questo mancato introito? insomma, c’è il rischio, a lungo andare, di un aumento dei costi del servizio e quindi della tassa sui rifiuti?
In proposito, il presidente dell’Ato Joniambiente, Francesco Rubbino, dice: «Abbiamo segnalato agli Organi competenti preposti questo che rappresenta un problema di ordine pubblico. Chi procede, senza alcuna autorizzazione, al ritiro di carta e cartone e di qualsiasi altro materiale da differenziare, commette un reato. Si tratta, infatti, di un servizio abusivo gestito da una ditta non autorizzata. È evidente la ricaduta negativa di questo fenomeno che provoca un calo nel conferimento di carta e cartone nelle discariche autorizzate a tale smaltimento. Mi rivolgo principalmente ai commercianti: diffidate da chiunque non abbia riferimenti riconducibili all’Aimeri Ambiente, ditta autorizzata che gestisce il servizio per conto dell’Ato e che è identificabile con il logo Aimeri riportato in ogni automezzo. Ricordo, inoltre i numeri di riferimento Ato per qualsiasi esigenza o informazione 800911303; 095930993 – www.atoct1.it, info@atoct1.it».
Il presidente di Confcommercio, Armando Castorina da parte sua afferma: «Come da accordi intercorsi durante un incontro con i vertici dell’Ato Joniambiente, il deposito dei cartoni avviene alla chiusura dei negozi alle ore 13. Da parte dei nostri colleghi non vi è alcuna responsabilità rispetto al prelievo non autorizzato degli imballaggi, in quanto il commerciante si limita a depositarli all’esterno e non li consegna ad alcuno. La nostra associazione ha informalmente segnalato questa situazione nei mesi scorsi sia l’Ato sia l’amministrazione comunale».
Maria Gabriella Leonardi 
10 gennaio 2012

Anche nei B&b si sente la crisi

 
La crisi economica si fa sentire anche nel numero di turisti nel nostro territorio che hanno soggiornato nei Bed and Breakfast cittadini, anche se non si può fare di tutta l’erba un fascio. Chi sceglie di alloggiare nella nostra città la preferisce per la sua posizione strategica che permette di raggiungere facilmente le mete più ambite e che sono Taormina e l’Etna.
Aldo Finocchiaro, che gestisce un Bed and Breakfast nel centro di Giarre, individua tre tendenze: «innanzitutto c’è stato un ribasso dei prezzi dettato dal momento di crisi. In secondo luogo, i soggiorni dei nostri ospiti sono diventati sempre più brevi e ormai si sono ridotti a un solo giorno di permanenza. In ultima analisi, abbiamo registrato anche una drastica riduzione degli stranieri».
Sulle possibili cause di questo calo di stranieri Aldo Finocchiaro avanza alcune ipotesi: «di certo la crisi economica si fa sentire anche all’estero. Inoltre, molti stranieri prenotano all’ inizio dell’anno per il resto dell’anno e, tra i possibili fattori che, quindi, possono aver scoraggiato un viaggio in Sicilia, bisogna considerare le problematiche connesse con Lampedusa e anche la guerra in Libia che ha chiuso l’aeroporto di Trapani su cui atterra una buona parte degli stranieri».
Per quanto riguarda gli italiani e i siciliani, in particolare, a Giarre vengono a soggiornare per visitare non solo l’Etna, Taormina ma, ormai, anche per i centri commerciali: «i palermitani che abbiamo ospitato – conferma Aldo Finocchiaro - una volta che sono nella nostra zona, non perdono l’occasione di andare all’Ikea o nei centri commerciali che nella loro provincia sono del tutto assenti».
Ha registrato, invece, un numero di presenze stabile rispetto all’anno scorso Antonio Ansaldo, titolare di un B&b a Carrubba di Giarre: «ho ospitato – ci spiega – sia stranieri che italiani per soggiorni di più giorni e non ho registrato variazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli stranieri, in particolare, erano tedeschi».
Anche Antonio Ansaldo ha ospitato siciliani provenienti dall’area occidentale dell’isola che vengono a soggiornare qualche giorno dalle nostre parti per visitare l’Etna, Taormina e i centri commerciali; e sono soprattutto i palermitani che arrivano pagarsi un alloggio in un Bed and Breakfast pur di trascorrere la giornata nei centri commerciali, assenti nella loro provincia mentre eccessivamente presenti nella nostra.
E’ iniziato ben il 2012 per il Bed and Breakfast di Lorenzo La Spina, sito nella frazione di Macchia di Giarre, anche se le prospettive per il resto dell’anno non sono esaltanti. Anche La Spina conferma la tendenza ad abbassare i prezzi, soggiorni brevi ridotti, ormai, a un solo giorno di permanenza e l’assenza di stranieri: «chi ha e ha sempre avuto soldi da spendere – commenta – sceglie altre mete; il nostro target di visitatori appartiene, invece a quello che viene definito “ceto medio” e che è proprio quella porzione di di popolazione che sta risentendo maggiormente della crisi e, quindi, forse, solo il turismo a basso costo potrà ancora continuare a lavorare».
 
Maria Gabriella Leonardi
6 gennaio 2012

martedì 17 gennaio 2012

Finalmente il bando regionale per i Ccn, Parla il presidente del Ccn Giarre Toni Nocita

Dopo una lunga attesa, finalmente il 30 dicembre scorso, sulla Gazzetta ufficiale la Regione ha emanato il bando che concede agevolazioni ai Centri commerciali naturali, alle piccole e medie imprese commerciali, artigianali e di servizi e dei consorzi di p.m.i. commerciali insediate in questi centri. A Giarre, in vista di queste agevolazioni, quasi due anni fa si era costituito il Centro commerciale naturale Giarre Scarl (Società consortile a responsabilità limitata). Vi hanno aderito 40 soci tra esercizi commerciali, servizi e associazioni culturali. A ottobre del 2010 il Ccn Giarre è stato ufficialmente accreditato da parte della Regione Siciliana; e solo qualche giorno fa la Regione ha emanato il bando che concede agevolazioni economiche: tempi biblici per i piccoli imprenditori che operano sul territorio. Malgrado ciò, il presidente del Ccn di Giarre, Toni Nocita vede in questo bando una ventata di speranza e vuole infondere fiducia agli operatori economici, specie in questo periodo di crisi. «Al Ccn – spiega – aderiscono attività vicine in ambito urbano che si sono poste l’obiettivo di riqualificare l’immagine della città, di migliorarne gli spazi, facendo crescere la capacità attrattiva delle attività stesse attività, migliorando i servizi all’utenza e verso i turisti. Ma questo – aggiunge – non è un obiettivo che si può ottenere da soli e per raggiungere degli obiettivi amministratori, forze sociali e commercianti devono lavorare insieme». In totale, le risorse finanziarie messe in campo in questo bando, che fanno riferimento alla linea di intervento 5.1.3.3 del Programma operativo Fesr Sicilia 2007-2013, ammontano a 19 milioni 295 mila euro per tutta la Sicilia. Il presidente Nocita spiega che il singolo Ccn o la singola impresa potrà attingere a somme che vanno da 25mila euro a 35mila euro: somme inferiori rispetto alle voci che sono circolate in questi anni. Ma su queste si può e si deve scommettere per un rilancio dell’economia che - come sottolinea Nocita - «non deve essere solo una frase fatta». A metà gennaio si terrà l’assemblea generale dei soci del consorzio, prima ancora dovrà tenersi il Cda. Entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta dovranno essere presentate le domande con relativo progetto.
Maria Gabriella Leonardi 
5 gennaio 2012

Cosa ha fatto il Consiglio comunale nel 2011. Ma adesso si aspetta la resa dei conti

Sono state 108 le deliberazione del Consiglio comunale nel 2011, gli atti più importanti varati sono stati di certo il riconoscimento dei debiti fuori bilancio che nel 2011 sono ammontanti a ben 2milioni e mezzo di euro; la maggior parte di questi debiti fuori bilancio è relativa a sentenze passate in giudicato e, in alcuni casi, con il commissario insediato.
Il presidente del Civico consesso, Raffale Musumeci indica alcuni tra gli atti più significativi varati l’anno scorso: «Abbiamo inserito – dice - la tensostruttura nell’elenco dei beni da alienare, permettendo, in tal modo, all’amministrazione di emanare l’apposito bando per affidare la gestione dell’impianto a un privato che così ha realizzato il  Palagiarre».
Il presidente ricorda anche che quest’anno saranno finalmente trasferiti parte dei dipendenti comunali nella nuova sede di via federico II di Svevia, l’ex casa-albergo “Madre Teresa di Calcutta” trasformata in sede degli uffici comunali così come deliberato all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2008.
Altro capitolo importante i lavoratori precari del comune: «Con l’approvazione del bilancio di previsione – dice Musumeci - abbiamo creato le condizioni finanziarie per la stabilizzazione dei lavoratori precari del Comune. Sempre con il bilancio di previsione – continua - il Consiglio ha permesso il mantenimento dei parametri finanziari necessari per lo scorrimento della graduatoria del concorso per agenti di polizia municipale, senza dimenticare che ha altresì permesso al Comune di uscire dal regime di spesa limitata, dettato dall’art. 191 comma 5 del Testo unico degli Enti locali. 
Nell’ultima parte del 2011 il Consiglio comunale ha anche approvato un atto di indirizzo in difesa del tribunale di Giarre che, a seguito di recenti disposizioni, rischia la soppressione. La nota più dolente riguarda l’ospedale: «più volte – commenta Musumeci - anche nel 2011 sono state dedicate apposite sedute di Consiglio e di commissione alla “questione ospedale”; ma il presidio resta con un destino sospeso e la politica che conta non riesce a dare risposte concrete».
Sul fronte politico il 2011 si è concluso con la richiesta avanzata  al sindaco Teresa Sodano da parte del suo stesso partito, l’Mpa, di una verifica politica. Il capogruppo consiliare dell’Mpa, Gaetano Cavallaro, in proposito spiega: «Abbiamo sollevato una questione politica nel luogo che ritenevamo opportuno, non abbiamo bloccato l’attività amministrativa: il gruppo politico dell’Mpa, anche se con dei distinguo, è stato sempre compatto, ha sempre sostenuto l’azione amministrativa del sindaco votando qualsiasi atto ed è per questo che quando noi avanziamo una richiesta ci aspettiamo di essere ascoltati. Se il sindaco è riuscita ad ottenere dei risultati è stato anche grazie al lavoro del Consiglio  comunale. Aspettiamo adesso che il sindaco ci incontri e si apra una verifica politica che porti a compimento l’ulteriore programma del sindaco da un lato e dall’altro ci possa portare con una certa serenità alle prossime consultazioni elettorali».
Maria Gabriella Leonardi 
4 gennaio 2012

I rifiuti prodotti nel periodo natalizio a Giarre

I giorni di festa sono di intensa attività per gli operai dell’Aimeri Ambiente, l’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nei comuni dell’Ato Joniamiente. Aumenta, infatti, in questo periodo la produzione dei rifiuti per via di cenoni e pranzi con numerosi commensali. Malgrado la crisi, ai piaceri della tavola non si rinuncia, almeno per quanto riguarda le quantità di alimenti consumati; la conseguente produzione di rifiuti è rimasta invariata rispetto all’anno scorso. In proposito, il direttore di Aimeri Ambiente, Alfio Agrifoglio, spiega: «durante il periodo natalizio il lavoro delle unità operative impegnate sul territorio di Giarre per la raccolta dei rifiuti aumenta fisiologicamente in seguito alla lievitazione dei consumi alimentari, e, pertanto, nel periodo delle feste i servizi vengono rafforzati, proprio per ottimizzare il servizio di raccolta. In occasione del Natale 2011 sono stati conferiti in discarica circa 122 mila chili di rifiuti, mentre lo scorso anno, la situazione è stata pressochè analoga: sono stati conferiti poco più di 123 mila chili». Il direttore Agrifoglio aggiunge che nei giorni normali, mediamente, i rifiuti raccolti e conferiti in discarica hanno un peso di circa 100 mila chili, con le feste aumentano quindi di un 20% i rifiuti prodotti. Alle prossime feste la situazione dovrebbe essere diversa perché bisognerà, frattanto, imparare in fretta a differenziare anche i rifiuti umidi.
Maria Gabriella Leonardi

4 gennaio 2012

Finisce con il rimpatrio un caso di sottrazione internazionale di una bambina giarrese

Si chiama "sottrazione internazionale di minore" l’atto con cui un genitore decide volontariamente e senza il consenso dell’altro, di sottrarre il figlio all’altro genitore, con per nasconderlo e tenerlo con sé in modo permanente. Il fenomeno è cresciuto negli ultimi anni, di pari passo con l’aumento dei matrimoni misti tra persone di nazionalità diversa. Difficile in questi casi il rimpatrio del bambino nella sua residenza abituale, precedente alla sottrazione, spesso perché si sconoscono le convenzioni internazionali che regolano questi casi.
E’, invece, andato a buon fine un caso seguito dall’avv. Patrizia Pellegrino dello studio Ruggieri di Catania e riguardante una sottrazione internazionale di una bambina di 7 anni di Giarre, che chiameremo con un nome di fantasia, Francesca. 

Un anno fa, la madre di Francesca, mentre era in corso la procedura di separazione dal padre della bambina, ha portato via la figlioletta in Germania; in un primo momento la donna ha detto che Francesca sarebbe rientrata in tempo in Italia per tornare all’asilo, ma poi così non è stato. Da allora il padre non ha più rivisto Francesca.
Ricorrendo alla convenzione de l’Aia sulla sottrazione internazionale di minore, l’avv. Pellegrino ha attivato una procedura presso il ministero della Giustizia ove un’apposita “Autorità centrale convenzionale” si occupa di questi casi. Questa Autorità, attraverso il magistrato competente, ha contattato l’autorità tedesca omologa la quale, ricorrendo anche a controlli della Polizia di Stato, ha individuato il luogo dove si trovava la donna. E’ stato, quindi, in questi giorni, disposto il rimpatrio della bimba, riportata in Sicilia direttamente dal padre. La mamma è rimasta in Germania e potrà rivedere la figlia quando vuole, ma in Italia: «per lo Stato, infatti -  spiega l'avv. Patrizia Pellegrino - l’allontanamento di un bambino dal luogo di origine, senza il consenso dell’altro genitore, è considerato pregiudiziale». Il padre e la madre di Francesca, entrambi con meno di trent’anni, sono in attesa della sentenza di separazione. Frattanto, un tribunale italiano ha disposto l’affidamento condiviso, cioè entrambi i genitori sono responsabili della bimba, ma in Italia.
Le storie dei figli contesi tra genitori separati o divorziati sono già difficili quando i genitori vivono e appartengono allo stesso Stato, diventano ancor più complicate quando si verificano in contesti internazionali. L’avv. Pellegrino spiega la rilevanza di questo caso: «E’ importante sapere che quando si teme che un bambino venga portato all’estero da uno dei genitori, senza il consenso dell’altro, occorre attivare al più presto la procedura de l’Aia e iscrivere il bambino al Sistema di informazione Schengen (SIS)». 


Maria Gabriella Leonardi

gennaio 2012

lunedì 9 gennaio 2012

Brusco calo dei viaggi tra Natale e Capodanno dei giarresi

Brusco calo dei viaggi programmati dagli abitanti dell'hinterald giarrese nel periodo Natale – Capodanno ma con dei distinguo: i più ricchi, quelli che hanno sempre potuto permettersi dei viaggi continuano a partire a dispetto della crisi; l’impoverimento riguarda, infatti, una fascia ben definita della popolazione, quella che potremmo definire intermedia. Giusy De Farfalla lavora in un’agenzia viaggi di corso Italia, in proposito, afferma: «rispetto all’anno scorso, abbiamo registrato un calo del 50-60% di prenotazioni per viaggi in questo periodo dell’anno, ma i prezzi sono rimasti invariati, le persone preferiscono partire in altri periodi dell’anno». Difficile, secondo Giusy, dare consigli a chi vorrebbe viaggiare risparmiando: le offerte migliori si trovano partendo da Milano o da Roma mentre la Sicilia risente dei pessimi collegamenti con il resto del mondo.
Stesso crollo di prenotazioni, rispetto all’anno scorso, è stato registrato da Caterina Raciti che lavora in un’altra agenzia viaggi sita in via Callipoli: «il capodanno, insieme al ferragosto – spiega - è il periodo più caro dell’anno: le persone non rinunciano al cenone ma risparmiano eliminando ciò che è superfluo, come un viaggio di piacere. E’ sparita quella fascia media di persone che una volta riusciva a risparmiare per un viaggio. Lavoriamo con chi aveva prima molto denaro da spendere e continua ad averne anche adesso e poi con altre tipologie di clienti come, ad esempio, gli sposi». Sconti è possibile trovarne, ma proprio all’ultimo minuto: mercoledì scorso, due giorni fa, avreste potuto prenotare da Catania il volo che è partito ieri, giovedì, per Istanbul e avreste usufruito di un 30% di riduzione.
Gianfranco lavora, invece, in una storica agenzia viaggi giarrese, una delle prima della zona. Qui non si registrano cali rispetto all’anno scorso perchè chi è più facoltoso continua a mantenere un certo livello di prenotazioni. «I viaggi di 700-800 euro per le capitali europee,  quattro giorni e tre notti, sono ormai proibitivi per tante persone – spiega Gianfranco -. Chi prima poteva spendere 400 euro adesso ne spende 150, chi partiva per quattro giorni adesso parte per due, sono, infatti, aumentati i soggiorni brevi e sono aumentate anche le difficoltà nei pagamenti – aggiunge- più spesso ci capitano assegni che tornano indietro».
Un viaggio che prima costava 500-600 euro adesso costa 800 euro. Intanto si cerca di pensare al futuro e in anticipo, rispetto all’anno scorso, in agenzia sono già arrivati i cataloghi per l’estate 2012.
Maria Gabriella Leonardi

30 dicembre 2011

giovedì 5 gennaio 2012

Sul sito dell'Asp la pagina dell'ospedale di Giarre non viene aggiornata da anni

Sul sito dell’Azienda sanitaria provinciale Asp di Catania (www.aspct.it) la pagina relativa all’ospedale di Giarre non viene aggiornata da qualche anno, visto che, almeno sino a ieri, vi comparivano reparti che non ci sono più da tempo, come, ad esempio, la pediatria per la quale nel sito si legge, invece, che è possibile effettuarvi “ricoveri ordinari per patologie complesse; urgenti per patologie acute non infettive; programmati in day hospital”.
Sempre nella pagina del sito dedicata all’ospedale giarrese, nella sezione relativa all’unità operativa di ostetricia e ginecologia (reparto chiuso nel 2008) compare pure il numero della sala parto.
Più che una pagina con indicazioni utili per pazienti e medici che cercano informazioni sulle prestazioni che è possibile effettuare nel nosocomio di via Forlanini la pagina dedicata all’ospedale di Giarre nel sito dell’Asp sembra una pagina di ricordi sul come eravamo. Ad accorgersi di queste informazioni ormai superate Rosario Pistorio, un giarrese da sempre attento a quanto avviene nell’ospedale di Giarre. E con tutti i problemi del nosocomio giarrese non si tratta di cercare il pelo nell’uovo perché più volte i cittadini hanno chiesto all’Asp di far conoscere alla popolazione quali prestazioni sanitarie eroga il presidio di Giarre e per quali prestazioni i pazienti devono, invece, andare altrove; disporre di queste informazioni almeno on line sarebbe un primo passo, e pure a costo zero per l’azienda.
Abbiamo, in proposito, interpellato l’Asp che ci ha comunicato che la direzione dell’azienda sta provvedendo tempestivamente ad aggiornare le pagine del sito relative all’ospedale di Giarre. 
Maria Gabriella Leonardi 
29 dicembre 2011

All'ufficio postale di Piazza S.Francesco guasta di nuovo elminacode e quale apparecchio per pagamento con bancomat

Mettersi in fila alla posta per pagare le tasse è odioso, e nell’ufficio postale di piazza San Francesco a Giarre alla consueta paziente fila che bisogna fare si aggiungono gli inconvenienti causati dalle avarie di alcune apparecchiature, a partire da quella comunemente detta eliminacode, con cui l’utente prenota il proprio turno, digitando il tasto corrispondente alla operazione che deve eseguire. Proprio questo apparecchio, appena due mesi fa, si era già guastato ed era stato riparato. Ma gli effetti della riparazione non sono durati a lungo visto che, dopo qualche settimana appena, è di nuovo guasto. E, quindi, utenti tutti in fila, uno dietro l’altro, nell’attesa del proprio turno. Ma quando finalmente arriva il proprio turno non è detto che nello sportello che si è liberato si può pagare con il bancomat, sempre a causa di qualche apparecchio guasto, e, quindi, se non si hanno contanti, bisogna attendere che si liberi uno sportello dove funziona tutto.
Comprensibile il malcontento di qualche utente che si chiede cosa aspetta Poste italiane a sostituire gli apparecchi avariati.
Abbiamo posto la questione alla responsabile comunicazione territoriale di Poste italiane per la Sicilia, Maria Grazia Lala, la quale ci ha spiegato che tutte le apparecchiature degli uffici sono monitorate da remoto e che per le riparazioni vengono allertate le ditte specializzate. Per quanto riguarda, invece, la sostituzione degli apparecchi guasti questa deve rientrare in un piano di investimenti, in quanto si tratta di apparecchiature costose. La sostituzione avviene solo dopo che la ditta specializzata incaricata per la riparazione dichiara che l’apparecchio guasto si deve sostituire in quanto non più riparabile.
Maria Gabriella Leonardi
28 dicembre 2011

martedì 3 gennaio 2012

In questo periodo di crisi possiamo imparare dalla forza di volontà di due diversabili giarresi

I giorni difficili di crisi economica che l’Italia sta vivendo ci fanno riflettere su cosa è davvero importante nella vita e mettono alla prova la nostra capacità di reagire ai problemi che incontriamo nel nostro cammino. In questi momenti si vede lo spessore di una persona e si possono meglio apprezzare storie come quella di Venera Contarino e di Nunzia Trovato che, pur vivendo sulla loro pelle la diversabilità, non solo non si sono arrese alla difficoltà ma, attraverso l’attività di volontariato, aiutano altri diversabili.
Venera Contarino è responsabile della sezione giarrese dell’Unione italiana ciechi (Uic). Grazie a un protocollo d’intesa tra il Comune e l’Uic, all’interno del palazzo delle culture è attivo uno sportello che si rivolge a utenti di tutto il distretto socio-sanitario ove sono state stimate circa 600 persone non vedenti o ipovedenti. «Cerchiamo di coinvolgere persone spesso ai margini della società che possono cadere in depressione – racconta Vera Contarino –. Ci occupiamo anche di prevenzione e di fornire, grazie al nostro centro di Catania, gli ausili per i non vedenti». 
Chi a un certo punto della sua vita, per motivi vari, si ritrova disabile sperimenta una moltitudine difficoltà; tra queste, le barriere “mentali” che gli altri costruiscono, anche senza rendersene conto, verso i disabili. A volte anche il pietismo può ferire: «il non vedente – spiega la Contarino – è abile diversamente, non è un minorato mentale e può lavorare in tanti impieghi. C’è la necessità di supportare le persone sole che hanno bisogno di sentirsi con la stessa dignità e le opportunità che hanno gli altri. Io sono anche andata a cercare alcuni non vedenti che stavano relegati dentro casa per aiutarli a vivere la vita». Per sostenerli in questo reinserimento nella vita sociale, l’Uic di Giarre ha ottenuto quattro unità di servizio civile per i non vedenti del distretto, che così potranno essere accompagnati nelle piccole commissioni quotidiane, come fare la spesa o ritirare una ricetta medica.
Sulla stessa linea d’onda anche Nunzia Trovato, referente in Sicilia dell’associazione Aniep, associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali degli handicappati. A Giarre, l’associazione ha sede nei locali del centro Cusmano; qui il 3 gennaio i soci si ritroveranno per giocare a tombola. «I disabili non hanno bisogno solo di assistenza ma anche di sentirsi protagonisti- spiega Nunzia Trovato -. La difficoltà più grande che incontriamo è quando si sentono passivi: a volte, non si rendono conto di quanto possono dare anche per via della superprotezione o dell’assistenzialismo che ricevono dagli altri, anche in buona fede. Con l’associazione cerchiamo di superare queste barriere, oltre a quelle architettoniche come gradini o ascensori stretti per le carrozzine». 
L’anno prossimo l’Aniep a Giarre festeggerà la maggiore età: 18 anni passati a promuovere i diritti dei disabili: «è vero – conclude Nunzia Trovato – abbiamo bisogno degli occhi, delle braccia e delle gambe degli altri, ma anche noi abbiamo tanto da dare agli altri».

Maria Gabriella Leonardi

27 dicembre 2011

lunedì 2 gennaio 2012

Il decreto svuota-carceri non porterà benefici di rilievo al carcere di Giarre


Il decreto legge n.211, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due giorni fa e noto come svuota-carceri non porterà benefici significativi nella casa circondariale di Giarre. Ne abbiamo parlato con il direttore, Aldo Tiralongo, che ci ha dichiarato: «Non ci aspettiamo grossi vantaggi da questo decreto per quanto riguarda il sovraffollamento».
La legge n.199 del 2010 disponeva la possibilità per i detenuti di concludere l’ultimo anno di detenzione ai domiciliari; il decreto legge 22 dicembre 2011 n.211 estende da 12 a 18 mesi il periodo di pena finale da scontare ai domiciliari per le condanne non gravi. «Non c’è in questo un automatismo – precisa il direttore Tiralongo – non tutti i detenuti che devono scontare gli ultimi 18 mesi potranno farlo ai domiciliari: il magistrato di sorveglianza deve, infatti, valutare il detenuto, se è recidivo, i suoi pregressi, la sua pericolosità… Vi sono poi tipologie di reati per cui è esclusa questa possibilità dei domiciliari». Insomma, il detenuto per potere accedere ai domiciliari nell’ultima fase di detenzione deve possedere determinati requisiti. «Con la legge 199/2010 – continua il direttore - solo sei detenuti del carcere di Giarre sono andati ai domiciliari e anche con questo decreto non saranno molti i detenuti che concluderanno la pena ai domiciliari». Un numero, quindi, davvero esiguo su una popolazione carceraria che nella casa circondariale di Giarre è di 102 detenuti. «I posti – spiega il direttore Tiralongo – qui potrebbero essere sino a 120, ma qui c’è l’Icatt (l’istituto a custodia attenuata) un reparto di media sicurezza in cui i detenuti dovrebbero essere sessanta mentre invece sono di più».
La casa circondariale di Giarre si distingue, infatti, dalle altre carceri della provincia perché è anche Istituto a custodia attenuata ove sono ospitati detenuti tossicodipendenti che hanno chiesto di partecipare volontariamente ad un programma di recupero e riabilitazione. All’interno della struttura i detenuti che partecipano a questo programma possono lavorare nelle coltivazioni in serra e in attività artigianali.
Il sovraffollamento della casa circondariale di Giarre non è una novità, se ne sono occupati anche le inchieste dei radicali. Nota è anche la carenza di organico della polizia pentiziaria nella struttura giarrese, come più volte denunciato dai sindacati. Neanche dal drammatico fenomeno dei suicidi in carcere il penitenziario giarrese è rimasto immune: nel 2010, un detenuto si suicidò.
Qualche giorno fa, a portare una parola di conforto ai detenuti è andato, per la prima volta, il nuovo vescovo di Acireale, mons.Antonino Raspanti che ha presieduto nel penitenziario una celebrazione molto sentita e partecipata.   
Maria Gabriella Leonardi 
24 dicembre 2011