giovedì 29 dicembre 2011

Ato Joniambiente senza un sito per il compostaggio: ecco perchè

Lo scorso mese di novembre l'Ato Joniamenbiente ha perso l'opportunità di potere accedere a dei finanziamenti per la realizzazione di impianti di compostaggio in quanto, nell'ambto dei 14 comuni dell'Ato, non è stato individuato un sito idoneo per questo tipo di impianti. L'impianto di compostaggio trasforma la frazione umida dei rifiuti in terriccio e concime. Il fatto di non disporre di un impianto di compostaggio nell'ambito dell'Ato comporta un inevitabile aumento di costi (che, in ultima analisi, ricadranno sui cittadini)dovendo portare i rifiuti da trattare altrove. Pare poi impossibile che nel territorio di 14 comuni, piuttosto estesi, non sia stato individuato uno spazio ideoneo. Ieri, in occasione del consueto incontro con la stampa per lo scambio di auguri, il presidente dell'Ato, Francesco Rubbino, ha spiegato perchè: "Questo tipo di impianti - ha detto - richiede determinati requisiti: deve, ad esempio, essere costruito ad una determinata distanza dalle case e gran parte del territorio dei comuni dell'Ato ricade all'interno del parco dell'Etna, del parco del Nebrodi e della valle dell'Alcantara, tutte zone ove vigono determinate limitazioni". L'impianto, inoltre, è di quelli più "odiati" dalle popolazioni in quanto crea cattivi odori. L'ultima parola, però non è detta: "mi sto attivando - afferma il presidente dell'Ato - affinchè ci sia possibile costruire un centro di compostaggio in un sito che non crei inconvenienti ai cittadini".
Un altro tipo di impianto molto utile nel ciclo del riciclo dei rifiuti è l'impianto che tratta la cosiddetta frazione secca: in questo impianto andrebbe conferita solo la plastica che qui sarebbe lavata, selezionata in base alla qualità, pressata e portata poi nei centri di riciclo. Questo tipo di impianto non crea gli inconvenienti di quello di compostaggio e potrebbe facilmente essere individuato un sito nell'ambito dei comuni dell'Ato con risparmio di risorse, visto che, al momento, la plastica dell'Ato Joniambiente viene conferita in un centro a Camporotondo Etneo. Purtroppo,al momento la Regione ha esaurito i finaziamenti della Comunità europea per questa finalità e si attende un rifinanziamento.
Per quanto riguarda poi, il comune di Giarre, il più grande dell'Ato Joniambiente, non è ancora giunto all'Ato il progetto per la realizzazione dell'isola ecologica, fondamentale per mettere a punto la raccolta differenziata dei rifiuti.
Maria Gabriella Leonardi
22 dicembre 2011 

mercoledì 28 dicembre 2011

Inaugurato museo degli strumenti musico-popolari nel mondo

Giarre, che da anni si propone come “città dei musei” si è arricchita di una nuova esposizione permanente: si tratta del nuovo museo degli strumenti musico-popolari nel mondo che raccoglie una sessantina circa di strumenti provenienti dalla collezione  privata di Carmelo Chillari, storico padre del folklore a Giarre, fondatore del gruppo folk “Kallipolis”. 
L’esposizione è stata inaugurata martedì sera, in una sala all’interno del palazzo  delle culture di piazza Macherione, alla presenza del sindaco Teresa Sodano, del vice-sindaco Leo Cantarella, dell’assessore Giuseppe Cavallaro e dei consiglieri Fabio Di Maria e Tania Spitaleri. I pezzi museali esposti permettono al visitatore un singolare viaggio tra le usanze, le musiche e i suoni dei popoli del mondo. Si scopre, così, che esistono dei marranzani anche in Corea e in Perù; si può ammirare un flauto messicano e sentire il suono che richiama i monaci tibetani, emesso da una campana “sui generis”. Uno spazio del museo è dedicato alle varie fasi della costruzione del tamburello.
Nel museo non potevano mancare le testimonianze delle attività del gruppo folkloristico “Kallipolis” che dal 1975, in giro per il mondo, porta il nome di Giarre. «Il gruppo Kallipolis è famoso nel mondo - ha commentato il sindaco Sodano – e con la sua passione per la cultura popolare esporta il nome di Giarre». Proprio qualche giorno fa, l’associazione Kallipolis, insieme ad altre sei associazioni giarresi, è stata riconosciuta quale istituzione di interesse culturale da parte del Ministero dei Beni culturali; in un albergo di Viagrande sono stati consegnati i riconoscimenti nel corso di una cerimonia alla quale hanno preso parte anche il sindaco e l’assessore Cavallaro. Martedì sera, a Carmelo Chillari l’amministrazione ha voluto consegnare una targa quale riconoscimento per l’attività svolta con la sua associazione, ora ampiamente documentata nel neo museo. Accanto all’esposizione si trova una sala usata dal gruppo Kallipolis per le prove. Negli intendimenti di Chillari vi è quello di allargare il museo arricchendolo anche di abiti folk. 
Trovandosi a piano terra, vicino l’ingresso di via De Roberto, il museo degli strumenti popolari nel mondo sarà anche facilmente visitabile. 

Maria Gabriella Leonardi

22 dicembre 2011

Consiglieri dell'Mpa (il partito del sindaco) abbandonano l'aula per chiedere verifica di maggioranza

Hanno abbandonato l’aula i consiglieri dell’Mpa e altri vicini al gruppo, facendo venir meno il numero legale nel Consiglio comunale di lunedì scorso. «Il gruppo dell’Mpa – ha detto il capogruppo Gaetano Cavallaro - fermo restando l’impegno a votare tutti i debiti fuori bilancio entro l’anno, ha ritenuto opportuno abbandonare i lavori del Consiglio in attesa di un incontro di verifica con il sindaco». Settimane fa l’Mpa aveva, infatti, chiesto al sindaco di verificare la sua maggioranza. «Questa maggioranza è alla frutta – hanno dichiarato i consiglieri di opposizione Josè Sorbello e Tania Spitaleri -: è un paradosso che il partito del sindaco abbandoni l’aula». 
All’ordine del giorno, c’era il riconoscimento di dieci debiti fuori bilancio, sette dei quali relativi a decreti ingiuntivi per somme spettanti alle ditte che hanno rimosso la sabbia vulcanica, ma non quella dell’estate scorsa, addirittura quella del 2007! Se questi debiti non saranno riconosciuti entro l’anno, andranno a gravare nel bilancio del 2012, complicando il rispetto del patto di stabilità. Sulla questione, in una nota, il sindaco Teresa Sodano dichiara: «Si è trattato di un’autodeterminazione da parte dei consiglieri comunali dell'Mpa che non è stata preventivamente comunicata al sindaco nè agli assessori di riferimento. Per quanto riguarda l'aspetto amministrativo, i consiglieri si assumono la responsabilità delle loro decisioni prese autonomamente; quanto all'aspetto politico, da qui a Natale, visti i molteplici impegni istituzionali, non sarà possibile avviare alcun confronto. Dopo le festività natalizie ci sarà occasione per capire le motivazioni che hanno spinto i consiglieri del mio partito ad assumere questa posizione». 
Maria Gabriella Leonardi

21 dicembre 2011

Contratto di quartiere: i lavori dovranno iniziare entro l'8 marzo 2012

Entro l’8 marzo dell’anno prossimo dovranno prendere il via i lavori relativi al contratto di quartiere di Giarre. Lo afferma l’ing.Pina Leonardi, dirigente comunale della III area a cui avevamo chiesto a che punto è giunto l’iter di questo importante progetto. «L’assessorato regionale alle Infrastrutture – ha risposto in una nota l’ing.Leonardi - ha comunicato l’approvazione del progetto esecutivo, da parte del comitato paritetico di Roma e, pertanto, con nota ufficiale, avendo già stanziato la somma di 6 milioni di euro per il “Contratto di quartiere” di Giarre, ha autorizzato il Comune di Giarre a procedere all’espletamento  della gara, la cui competenza è dell’Urega di Catania  (Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici). I lavori, cosi come previsto dal protocollo siglato a Palermo nella primavera scorsa dal sindaco Sodano, dovranno iniziare entro l’8 marzo 2012».
I contratti di quartiere sono programmi di recupero e riqualificazione urbana in aree degradate e in cui sono carenti i servizi. L’annuncio che Giarre aveva ottenuto un finanziamento di 6 milioni di euro per il Contratto di quartiere “Teatro al Carmine” venne dato, nel marzo 2010, dal Governatore Lombardo in visita in città. Da allora prosegue l’iter di questo importante progetto che prevede la demolizione degli alloggi popolari di via Carducci, di proprietà del Comune e la realizzazione di 48 nuovi alloggi di edilizia residenziale. Prevista anche la realizzazione, al piano terra del complesso di edilizia residenziale,  di un centro sociale. Il progetto contempla, altresì, la realizzazione di due strade perimetrali laterali al fabbricato e un parcheggio nell’area sud del lotto, tra il nuovo organismo edilizio e la via Teatro. 
Prevista, inoltre, la sistemazione del parcheggio a raso, non asfaltato di via Teatro e il recupero del teatro, che forse è l’opera pubblica incompiuta più “anziana” di Giarre. 
Maria Gabriella Leonardi

13 dicembre 2011

mercoledì 21 dicembre 2011

Dopo l'ospedale ora tocca al tribunale?

L'amministrazione comunali adotti tutti i provvedimenti necessari per il mantenimento a Giarre degli uffici giudiziari. E' il senso della mozione approvata ieri sera, all'unanimità, dal Consiglio comunale, a fronte del rischio che Giarre e il suo hinterland, ancora una volta corre: perdere altri servizi, e stavolta si tratta della sezione staccata del Tribnale e dell'ufficio del Giudice di Pace. La Legge n. 148 del 14/09/2011 di conversione del Decreto Legge n.138 del 13/08/2011, ha delegato, infatti, il Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, con la soppressione o la riduzione delle sezioni distaccate di Tribunali e degli Uffici del Giudice di Pace. Nel mirino anche gli uffici giudiziari giarresi.
Ieri la seduta si è aperta con con l'intervento in aula dell'avv.Giuseppe Fiumanò, presidente dell'Associazione giarrese avvocati Aga. Fiumanò ha spiegato che Giarre ha tutti i requisiti per mantenere la sezione staccata del Tribunale, a partire dalla sede di corso Europa e dalla popolazione che serve. Il problema è la competizione con le città vicine, ad esempio, Acireale. L'avvocato ha spiegato che non è ancora stato deciso nulla in proposito e che è importante parlarne ora per difendere questo presidio di legalità. Per salvare ufficio Giudice di pace sarà, invece, necessario che il Comune, o un consorzio di Comuni, si facciano carico di tutte le spese, incluse quelle del personale. Fiumanò ha sottolineato anche che la questione riguarda tutti i 10 comuni del comprensorio e che quindi è importante che anche loro approvino atti analoghi alla mozione giarrese.
Sono seguiti gli interventi dei consiglieri Gaetano Cavallaro, Tania Spitaleri, Josè Sorbello, Orazio Pagano, Santo Vitale, Leo Patanè e del presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci.
Il sindaco Teresa Sodano è quindi intervenuta sottolineando come i tagli che colpiscono la città, e tutta l'Italia, vanno inquadrati nella più generale crisi economica mondiale. Il sindaco ha elogiato l'attività delle associazioni ribadendo il ruolo che la politica, e segnatamente, l'amministrazione e i consiglieri hanno svolto nella difesa dell'ospedale, della Serit e ora anche del Tribunale. Il sindaco ha dichiarato che pretenderà che gli altri comuni del comprensorio si consorzino per dividere le spese per il Giudice di Pace.
A margine della seduta il consigliere provinciale Salvo Patanè, presente in aula, ha espresso la sua soddisfazione per avere contribuito ad aprire in città un confronto su questo tema, con il movimento "Liberi e cittadini" insieme all'Aga.
Maria Gabriella Leonardi

14 dicembre 2011

Distretto "Mare dell'Etna": ne valeva la pena aderire?

Il Consiglio comunale di Giarre ha approvato l’adesione alla costituenda società consortile denominata “Il Mare dell’Etna” che da vita all’omonimo distretto turistico. Questi distretti possono essere promossi da enti pubblici e da privati e comprendono ambiti territoriali appartenenti anche a più province e caratterizzati da offerte qualificate di attrazioni turistiche e/o di beni culturali, ambientali, inclusi i prodotti tipici dell'agricoltura o dell'artigianato locale. Aderirvi è importante per potere ottenere finanziamenti attraverso appositi progetti integrati.
In Consiglio comunale il sindaco Teresa Sodano ha ribadito le motivazioni che hanno portato il Comune di Giarre a uscire dal distretto “Taormina-Etna” per aderire al costituendo distretto turistico “Il mare dell’Etna”, a partire dall’esigua percentuale societaria detenuta dal Comune di Giarre nelle due società del “Taormina Etna” lo 0,63% in uno e l’1,18% nell’altro. Del nuovo distretto turistico “Mare dell’Etna” il Comune di Giarre è, invece, uno dei soci fondatori e vi partecipa con una percentuale maggiore: il 5%. Come già spiegato in passato dal sindaco, il Comune di Giarre non aveva ottenuto benefici di rilievo o finanziamenti attraverso il distretto “Taormina Etna” da qui la decisione di uscirne. Dall’opposizione Josè Sorbello ha definito, invece, incomprensibile l’adesione al distretto  “Mare dell’Etna” che raccoglie Comuni molto diversi tra loro. Peraltro i comuni confinanti con Giarre (Mascali, Riposto e Fiumefreddo) sono rimasti nel Taormina-Etna, mentre adesso Giarre aderisce a un distretto in cui si ritrova con realtà come Motta Sant’Anastasia o Camporotondo che sono molto diversi da Giarre. Tania Spitaleri ha, invece, rilevato che le associazioni e gli enti privati giarresi non hanno aderito a questo distretto, mentre, invece, ne fanno parte enti privati di Acireale. «A breve- ha annunciato l’assessore al turismo Giuseppe Cavallaro – inizieremo a concertarci con le associazioni e le attività economiche del territorio per presentare progetti che portino vantaggi economici».

Maria Gabriella Leonardi



Il Consiglio comunale di Giarre ha di recente approvato l’adesione al costituendo consorzio “Il mare dell’Etna” che da vita all’omonimo distretto turistico di cui Acireale è comune capofila. Ne fanno parte anche comuni lontani da Giarre - come Motta Sant’Anastasia e Camporotondo - mentre i comuni confinanti, Riposto e Mascali, sono rimasti con il distretto “Taormina Etna”. 
Anche Giarre, in precedenza, apparteneva al “Taormina Etna” e, in proposito, l’assessore al turismo Giuseppe Cavallaro ci ha spiegato: «Ci è sembrato doveroso transitare ne “Il mare dell’Etna” dato che il distretto “Taormina Etna” non aveva riconosciuto alcun tipo di iniziativa a vantaggio della città». 
Abbiamo, quindi, chiesto ad alcuni gestori di B&b cosa ne pensano di questo passaggio dal “Taormina-Etna” a “Il mare dell’Etna”. 
Lorenzo La Spina, che conduce un B&b a Macchia, ci dice: «Sul piano strettamente economico il distretto “Taormina Etna” non mi ha portato niente ma il ritorno d’immagine era buono, grazie alla pubblicità in ambito nazionale». Lorenzo si dice anche perplesso in merito all’aggregazione con comuni lontani da Giarre ma conclude: «il nuovo non per forza deve spaventare, vediamo che succede». 
Massimo Finocchiaro, nel suo B&b nel centro di Giarre,  lavora con i turisti solo d’estate mentre, in genere, ospita rappresentanti, operai temporaneamente a Giarre e anche siciliani emigrati che tornano per le vacanze. «Dal distretto “Taormina Etna” – dice – non ho avuto alcun beneficio, mi auguro che con il nuovo distretto sia diverso». 
Antonio Ansaldo gestisce, invece, un B&b a Carruba: «Di certo – afferma - c’era un ritorno di immagine molto forte col “Taormina-Etna”, anche se non altrettanto in termini di prenotazioni dirette, cioè tramite il loro portale. “Mare dell’Etna” è una scommessa dal potenziale tutto da scoprire, speriamo di avere una maggiore partecipazione e rilanciare il nostro territorio in una chiave nuova». 
Gaetano Ginardi conduce un B&b nel centro di Giarre e ha seguito da vicino la vicenda: «Sebbene – commenta - il distretto “Taormina Etna” non abbia portato benefici diretti, in termini di prenotazioni, presso il nostro B&b, riconosco che l'investimento pubblicitario condotto sul fronte nazionale ed internazionale (cartelloni pubblicitari in aeroporti e metrò anche all' estero) sia stato di grande utilità per la promozione del nostro territorio, con probabili ricadute positive su tutta la ricettività dell'area. La costituzione di un distretto concorrente piuttosto che sinergico, a mio parere, non rafforzerà il turismo nella nostra area ma rischierà di disperdere le energie apportate dai finanziamenti derivanti. I comuni di Giarre e Riposto, inoltre, avrebbero dovuto unirsi piuttosto che dividersi, per consolidare un'offerta turistica complementare dall'indiscusso valore. Mi auguro – conclude - che alla costituzione del distretto “Mare dell' Etna” seguano adeguati investimenti sulla pubblicità delle nostre risorse anche a livello internazionale, così come il distretto “Taormina Etna” aveva, con merito, già fatto».

Maria Gabriella Leonardi

8 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011

Incrocio via Sciuti via Carolina, senza specchio parabolico è pericoloso

L’incrocio tra via Sciuti e via Carolina, a due passi da piazza Duomo, da qualche settimana, è meno sicuro. Questo incrocio, infatti, tra due strade abbastanza strette, è senza visuale: chi scende da via Carolina non vede se un’auto sta uscendo da via Sciuti e chi si trova in via Sciuti e deve svoltare in via Carolina non vede se sta scendendo una vettura su questa arteria. Per questo motivo un utilissimo specchio parabolico permetteva agli automobilisti in marcia su via Carolina e su via Sciuti di vedersi. Ma da qualche settimana questo specchio non c’è più e, per evitare che si verifichino degli incidenti, sarebbe opportuno che venisse ripristinato al più presto. Lo abbiamo segnalato al Comune. In una nota, l'ufficio segnaletica e manutenzioni comunica che la necessità di ripristinare questo specchio «era stata oggetto di segnalazione. Lo specchio è  stato rotto probabilmente da un mezzo pesante sarà quanto prima collocato ex novo».

Maria Gabriella Leonardi

6 dicembre 2011

lunedì 19 dicembre 2011

A 828 utenti non è ancora arrivata la Tarsu

A Giarre ci sono molti abitanti che da mesi, ormai, aspettano l’arrivo del bollettino della Tassa sui rifiuti solidi urbani di quest’anno.
Alla fine dello scorso mese di agosto il Comune aveva comunicato le modalità di pagamento della Tarsu il cui importo totale, può essere suddiviso in quattro rate, con scadenza la prima rata il 31 agosto scorso, la seconda il 31 ottobre scorso, la terza 31 dicembre prossimo e la quarta il 29 febbraio 2012. Nella comunicazione del Comune veniva anche precisato che se i bollettini fossero pervenuti in ritardo rispetto al termine stabilito per il pagamento della prima rata, non sarebbe stata applicata alcuna sanzione. Siamo, ormai, a dicembre e a fine mese scade il termine per pagare la terza rata: chi non ha ancora ricevuto i bollettini potrà pagare, quindi, più tardi rispetto agli altri ed entro quando? Si tratta di una questione importante perché le persone devono potersi organizzare nelle spese che devono affrontare. E poi, perché molti utenti non hanno ancora ricevuto questi bollettini? Abbiamo posto queste domande al dirigente finanziario del Comune, il dott.Letterio Lipari, che, in una nota, ci ha risposto: «Premesso che il recapito della Tarsu per legge è ammesso entro il 31 dicembre 2012, gli utenti che fino ad ora non hanno ricevuto i bollettini Tarsu, sono complessivamente 828. Il ritardo del recapito è stato determinato da un disguido tecnico di software che è stato adesso risolto, e che trattasi, comunque, di soggetti per i quali risulta una superficie dichiarata notevolmente difforme da quella indicata nel catasto metrico. Tali utenti riceveranno quanto prima i bollettini e i termini di scadenza saranno considerati validi per tutti i versamenti che saranno effettuati entro il 30 aprile 2012.  Peraltro – conclude la nota del dott. Lipari – si evidenzia che trattasi di avvisi bonari rispetto ai quali, dal mese di giugno 2012, se ne solleciterà il pagamento ai contribuenti inadempienti».
Insomma, chi non ha ancora ricevuto la Tarsu deve aspettare un importo più salato rispetto a quanto ha pagato l’anno scorso.
Maria Gabriella Leonardi

6 dicembre 2011

venerdì 16 dicembre 2011

Apertura domenicale dei negozi e primi appuntamenti di dicembre

A partire da oggi, i negozi saranno aperti anche di domenica. In corso Italia la mattinata sarà animata dalla tradizionale “Coppa Natale”, raduno di auto d’epoca giunto quest’anno alla ventesima edizione. «La domenica – afferma il presidente di Confcommercio Armando Castorina – è il giorno propizio per fare acquisti: i clienti possono, infatti, parcheggiare gratuitamente nelle vie cittadine». L’assessore allo sport spettacolo e turismo, Giuseppe Cavallaro, sottolinea l’impegno dell’amministrazione che quest’anno ha già provveduto all’installazione delle luminarie per creare un’atmosfera natalizia, e afferma: «dopo l’assestamento di bilancio, con le poche risorse disponibili, sarà allestito un modesto cartellone per il Natale: nei prossimi giorni il programma sarà ufficializzato». Giarre, d’altra parte, non è l’unico Comune che appronta un calendario natalizio last minute e bene o male tutti i Comuni sono nella stesa situazione. Qualche attrattiva che serva a dirottare clientela dai centri commerciali al centro di Giarre appare necessaria. I commercianti, nei prossimi giorni, intanto allestiranno le varie composizioni decorative natalizie nelle vie commerciali.
Nell’attesa di una calendario di attività, in questa settimana, oltre alla Coppa Natale, un altro appuntamento tradizionale ritorna: il consueto concerto dell’Immacolata della corale polifonica Jonica, la più antica della Sicilia. L’8 dicembre, nel Duomo, la corale si esibirà insieme al gruppo corale Gialuth di Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone. Gruppo corale e sindaco della cittadina friulana saranno ospiti dell’assessorato alla cultura del Comune di Giarre, retto dal dott. Leo Cantarella.
Maria Gabriella Leonardi

4 dicembre 2011


Presentato il volume su Biagio Andò, sindaco del popolo

«Biagio Andò il sindaco del popolo» è il titolo del volume che raccoglie gli atti del convegno tenutosi a Giarre lo scorso 6 giugno, a 50 anni dalla morte dell’illustre politico giarrese. Ieri il volume è stato presentato nel salone degli specchi in un incontro organizzato dall’assessorato alla cultura e dalla Società giarrese di storia patria. «Questa iniziativa – ha spiegato il preside Girolamo Barletta, presidente della Società di storia patria – completa il ricordo che Giarre doverosamente ha tributato al primo sindaco del dopoguerra, deputato della Repubblica per due legislature». «Quando il 6 giugno scorso si è tenuto l’importante convegno dedicato a Biagio Andò – ha aggiunto il sindaco Teresa Sodano – è stato auspicata la pubblicazione degli atti. Questo volume è quindi un importante risultato e anche una testimonianza che va ad arricchire la storia locale». «E’ importante - ha concluso il vice-sindaco e assessore alla cultura Leo Cantarella - ricordare un personaggio come Andò, esempio per la collettività e per i giovani. Il senso delle istituzioni era il suo pane quotidiano, e questo è particolarmente significativo in un momento come questo di crisi delle istituzioni». Il libro è stato distribuito dietro una libera offerta devoluta per la realizzazione della porta di bronzo della chiesa madre. «Andò – spiega il preside Barletta- non era credente ma era rispettoso della fede. Durante la sua sindacatura il Consiglio comunale da lui presieduto dedicava una somma per il quaresimalista. Inoltre Andò contribuì per la sepoltura di don Tommaso Leonardi dentro la chiesa madre».
Maria Gabriella Leonardi

3 dicembre 2011

mercoledì 14 dicembre 2011

L'arte del presepio conquista i giovani

L’arte del presepe è antica, ma conquista i giovani e lo dimostra il fatto che anche dei giovani sono membri della sezione giarrese dell’associazione “Amici del presepio” che gestisce il Museo del presepio sito in via Meli 3. Uno di loro, Giuseppe Tripoli, autore di alcuni artistici presepi esposti nel Museo racconta: «Oltre alla passione nel creare le miniatura vi è anche un messaggio religioso. Attraverso queste opere si esprime la nostra cultura e ciò in cui si crede». Giuseppe ha iniziato giovanissimo, a 18 anni, a creare il primo presepe elaborato. «Portiamo avanti una tradizione – racconta Santo Giuffrida – altrimenti, se non lo facciamo noi che siamo giovani, questa tradizione finirà». Tra i collaboratori del Museo anche Giovanni Grassi che spiega: «il Museo è vivo, si rinnova in continuazione ed è da visitare ogni anno perché sistemiamo sempre opere nuove». 
Ma la persona simbolo del Museo è di certo il presidente dell’associazione “Amici del presepio”, Salvatore Camiolo che con orgoglio ci mostra l’ultimo pregiato acquisto del Museo, un presepe napoletano di Pietrangelo De Martino di Castellamare di Stabia. Il presepe napoletano è caratteristico perché è ambientato in un quartiere popolare di Napoli. 
Il Museo del presepio espone pezzi presepiali costruiti sia dai soci della locale sezione “Amici del presepio”, sia da insigni presepisti italiani. Al piano terra sono esposti i presepi provenienti da diverse tradizioni culturali presepistiche italiane e straniere. Al primo piano sono, invece, esposti i diorami (ambientazioni in scala ridotta) che rappresentano scene evageliche.
Con l’avvicinarsi del Natale si sono intensificate le visite delle scolaresche, provenienti da tutta la Sicilia. Ogni giorno di dicembre sono previste visite. In questo Natale 2011 i visitatori potranno ammirare opere nuove come “L’attesa” di Giacomo Scuri di Villa di Serio (Bg) che raffigura la Madonna prima del parto. Nuove anche “la visitazione”di Antonio Floris di Roè Vociano (Bs) e “il riposo” di Domenico Puglisi con figure di Alessandro Martinisi che raffigura la sacra famiglia durante la fuga in Egitto. Originali anche “L’annunciazione” di Massimo Storti di Piadena (Cr), il presepio romano di Andrea Romano di Fiumefreddo di Sicilia e la “Ricerca dell’alloggio” di Fabio Modeo di Statta (Taranto). «Questa arte – spiega Camiolo – è un catechismo visivo, oltre alla Natività molti altri passi del Vangelo sono rappresentanti. Cerchiamo di andare avanti e di migliorarci nella qualità e nella quantità dei presepi. Gli spazi, purtroppo, insufficienti. Auspichiamo – conclude – un maggiore interessamento da parte delle istituzioni per far conoscere maggiormente il Museo».

Maria Gabriella Leonardi

dicembre 2011

Il Consiglio approva assestamento di bilancio

Martedì sera il Consiglio comunale ha approvato una manovra di assestamento del Bilancio per l’esercizio finanziario 2011. Il sindaco Teresa Sodano, rispondendo ad alcune obiezioni del consigliere di opposizione Josè Sorbello, ha precisato che non si tratta di un riconoscimento di debiti fuori bilancio ma piuttosto di una previsione di spesa in più per debiti che, quando a settembre è stato approvato il bilancio, ancora non si conoscevano. La manovra serve per evitare che a fine esercizio ci siano debiti fuori bilancio riconosciuti, ma senza copertura. Dall’opposizione, il consigliere Josè Sorbello ha continuato ad obiettare che è strano che il 27 settembre, quando è stato approvato il bilancio, non si conoscessero tali debiti.
In una nota, l’assessore al bilancio Leo Cantarella, evidenzia che «la manovra di assestamento tiene conto, nella sua esiguità,  del rispetto dei vincoli di Finanza pubblica (Patto di Stabilità) e del fatto che, per la prima volta, da parecchi anni, non occorre prevedere il finanziamento di disavanzo di amministrazione negli esercizi successivi. Da tale constatazione ne è derivata, l’insussistenza di esigenze di variazioni alle annualità 2012/2013 del Bilancio Pluriennale 2011/2013». L’assessore, inoltre, spiega che, relativamente alle entrate, «la manovra contiene meri aggiustamenti di previsioni di risorse correnti, non incidenti, per numero ed entità, rispetto alle previsioni adottate due mesi fa. Quanto alle nuove spese previste – continua Cantarella - si evidenziano 232.965,70 euro per debiti fuori bilancio, finanziati con la previsione di alienazioni patrimoniali di pari importo». L’assessore aggiunge che altra voce significativa delle variazioni di spesa sono le spese legali, il cui ammontare revisionale è pari ad euro 595.535,81. A tal proposito, ricordiamo che a gennaio 2009 il Consiglio comunale aveva approvato, all’unanimità, un atto di indirizzo ove si impegnava l’Amministrazione ad istituire l’ ufficio legale dell’Ente, grazie al quale il Comune potrebbe risparmiare somme significative. Ma a questo atto di indirizzo non si è dato seguito.

Maria Gabriella Leonardi

1 dicembre 2011

Domenica mattina con BioEtnicaMente /'A Fera Bjonica via di mezzo tra il mercato biologico e l’agorà

Cresce piano piano la manifestazione BioEtnicaMente /'A Fera Bjonica che domenica mattina, nell’ex macello di piazza Ungheria ha portato di nuovo a Giarre produttori biologici da tutta la Sicilia e promosso l’integrazione multietnica. La manifestazione, una via di mezzo tra il mercato e l’agorà, ha messo assieme persone che lavorano tra l’educazione alla mondialità e l’educazione ambientale; la “terra” è il loro luogo di incontro. Tante le persone che sono venute ad acquistare o anche solo a dare un’occhiata. Varie le specialità esposte, a partire dai dolci dalla cooperativa sociale l'Arcolaio dove lavorano i detenuti del carcere di Siracusa. Tra le esperienza più originali quella di Antonio Grimaldi, di Catania, che opera in un consorzio che lavora con i Gruppi di acquisto solidale, gruppi di persone che insieme fanno una richiesta cumulativa ai produttori: i consumatori usufruiscono di un prezzo più basso, i produttori aumentano la merce venduta. Tra gli espositori anche Roberto Vinci che a Carlentini alleva la gallina siciliana, una razza naturale abbandonata.
Passeggiando tra i vari banchetti si incontrava anche Gurcharanjii, un indiano che faceva conoscere i samosa,  involtini tipici del suo Paese.  Girando ancora si potevano assaggiare anche le tisane de “La casa del tè” di Raddusa, sede dell’unico museo del thè della Sicilia. Vincenzo Rinaldi, di Zafferana Etnea, faceva conoscere il mercato del contadino che organizza nella sua azienda insieme a mini eventi.  
Tury Privitera, giarrese e promotore di BioEtnicaMente /'A Fera Bjonica spiega: «”A fera bjonica” è un mercato di prodotti e articoli di artigianato. “Bio…etnica…mente” è un’aggregazione di associazioni promossa dal distretto socio-sanitario n°17 per promuovere l’accoglienza degli immigrati. Adesso “A fera bjonica” è entrata a far parte di “Bio…etnica…mente”». 
BioEtnicaMente / 'A Fera Bjonica tornerà ad animare l’ex macello di piazza Ungheria domenica 18 dicembre, dalle 9,30 alle 14.

Maria Gabriella Leonardi

29 novembre 2011

lunedì 12 dicembre 2011

La V commissione chiede bagni chimici per la villa Margherita e il ripristino della fontana artistica

La situazione di degrado in cui versa la villa Margherita, storica area a verde di Giarre, non è una novità. La problematica è stata esaminata anche nel corso di un recente sopralluogo della V commissione consiliare, presieduta da Salvo Zappalà. Alla ricognizione, erano presenti i consiglieri Gaetano Cavallaro, Santo Vitale, Leonardo Patanè, Orazio Pagano e Vittorio Valenti.
I consiglieri hanno appurato come i vialetti dell’area a verde siano spesso invasi da sporcizia, carte, sacchetti di plastica, buste di spazzatura, cartoni ed escrementi sia umani che animali. Una situazione non tollerabile per una villetta che si trova nel centro di Giarre.
La villa Margherita – come evidenzia, infatti, il presidente Zappalà – trovandosi sulla via principale, all’ingresso nord del centro cittadino, è la prima immagine che vede chi entra nel centro di Giarre e anche per questo è importante che sia sempre decorosa. La commissione ha, quindi, chiesto al dirigente e all’assessore di competenza la collocazione all’interno della villa di bagni ecologici.
I consiglieri hanno anche attenzionato la fontana artistica di “Nettuno” che si trova all’interno della villa Margherita. Si tratta di una storica fontana che un tempo godeva di una maggiore valorizzazione e visibilità e che però ormai è stata dimenticata. La commissione ha chiesto che la fontana di Nettuno venga pulita e messa in funzione.
Maria Gabriella Leonardi

29 novembre 2011

La colletta alimentare e la solidarietà dei giarresi verso i giarresi più poveri

Giarre e il suo hinterland hanno dato ieri il loro contributo generoso alla Colletta alimentare con centinaia di volontari dinanzi ai supermercati e migliaia di acquirenti donatori. La crisi c’è e si fa sentire, ma non riesce a smorzare il bisogno di aiutare l’altro. «Da un po’ di anni partecipo alla colletta – testimonia una volontaria, Daniela Panzera -. Credo che sia importante aiutare chi ha più bisogno di noi e non stare con le mani in mano». Ferdinando Guarrera ieri ha fatto il volontario della Colletta insieme alla moglie: «in questo periodo di crisi è bello aiutare chi è povero e sta peggio di noi. E’ un gesto che compiamo con il cuore e che fa vivere meglio». 
Qualche cliente era un po’sospettoso. A rassicurarlo, tra i tanti volontari, anche la dott.ssa Maria Grasso, farmacista, impegnata nella Caritas della parrochia “San Francesco d’Assisi al Carmine”. «A chi non si fida – racconta – ho confermato che anche il Centro Santa Chiara di corso Messina viene rifornito dal Banco Alimentare». In seno alla Caritas della parrocchia “San Francesco” la dott.ssa Grasso tocca con mano la povertà del nostro territorio: «sono aumentate le richieste  di alimenti, di vestiti e di coperte. A chiederci coperte sono immigrati: a Giarre ci sono case in cui abitano sino a dieci o quindici persone. Ma come dormiranno? Per questo hanno bisogno di coperte». La maggior parte di queste persone è rumena o bulgara. Non sempre la Caritas ha coperte da dare, mentre di vestiti è sempre rifornita: «forse qualcuno spedisce in patria i vestiti che riceve da noi» afferma la dottoressa che aggiunge: «sempre più spesso vengono anche italiani, soprattutto a causa della disoccupazione».
Nella preoccupante situazione di crisi e povertà che investe anche il nostro territorio nascono però iniziative che danno speranza, come quella raccontata da uno dei responsabili, a livello locale, della Colletta alimentare, il dott.Gianni Gulisano: «da qualche anno, alcune famiglie di Comunione e Liberazione curano un banco di solidarietà: sono delle famiglie che si occupano stabilmente di altre famiglie bisognose, non solo portando la busta della spesa, ma anche aiutando i bimbi a studiare con il doposcuola e altri momenti educativi». Anche la fraternità giarrese di “Comunione e Liberazione” è rifornita dal Banco Alimentare e quindi alle famiglie bisognose porta alimenti provenienti dalla raccolta di ieri. «Ci si scopre poveri non solo di beni materiali, ma anche perchè soli – spiega Gulisano –. Chi partecipa alla Colletta, come volontario o donatore, scopre il sentimento di un popolo commosso dal bisogno dell’altro. La Colletta è un modo educativo per contribuire al bene comune». 
Maria Gabriella Leonardi

27 novembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

Celebrata la giornata sulla violenza contro le donne, nel ricordo di Maria Rita Russo

A Giarre la celebrazione della giornata internazionale sulla violenza contro le donne ha un significato particolare, perchè qui, appena due anni fa, una donna, una maestra di 31 anni, Maria Rita Russo, è stata uccisa dal marito. Maria Rita morì il 22 novembre 2009. Ieri, nel suo ricordo, nella Sala Messina, si è tenuto un incontro intitolato "Giù le mani. Stop alla vioenza sulle done", moderato dalla giornalista Mariagrazia Tomarchio e organizzato dal 3°circolo didattico, diretto da Maria Stella Cardillo, con il patrocinio del Comune di Giarre. L'insegnante Adele Finocchiaro, collega di Maria Rita, sta fondando un'associazione intitolata a Maria Rita. Il sodalizio aprirà nel palazzo delle culture, uno sportello di ascolto e supporto alle donne vittime di violenza. L'associazione collaborerà con i servizi sociali e i Carabinieri e si occuperà di sensibilizzare il territorio su questo fenomeno. A Maria Rita sarà anche dedicato un premio letterario destinato alle scuole. Nel 2011 alla Compagnia dei Carabinieri di Giarre - come testimoniato dal tenente dei Carabinieri Filippo Testa - sono giunte 45 denunce per reati che vanno dalla violenza sessuale, allo stalking, alle percosse. La violenza è più frequente tra le mura di casa che tra estranei. Il sindaco Teresa Sodano sarà presidente onorario dell'associazione che si sta costituendo. Insieme al vice sindaco Leo Cantarella ha sottolineato: "Questa associazione deve servire a non far dimenticare questa tragedia familiare e tenere alta l'attenzione su questo fenomeno anche al fine di stimolare le istituzioni a legiferare e lavorare a favore delle donne". "La violenza subita da Maria Rita - ha detto la prof.Marinella Fiume - è subita da tantissime donne al punto che si sta diffondendo il termine "femminicidio". Il sacrificio di Maria Rita non sarà vano se servirà a salvare altre donne". Significativa la presenza all'incontro, della mamma di Maria Rita, Maria Celeste Vasta, orgogliosa di sua figlia che porta sempre nel suo cuore. La sorella di Maria Rita, Cetti, si augura che quanto accaduto alla sorella possa essere utile ad altre donne, perchè il veleno si trasformi in medicina.
Maria Gabriella Leonardi


m.g.l.) Era il 12 novembre 2009 quando Maria Rita Russo, 31 anni, durante una drammatica lite, veniva colpita più volte al viso e alla testa dal marito, Salvatore Capone, sergente dell’aviazione. I due erano in procinto di separarsi. L’uomo, dopo avere gettato addosso alla moglie del liquido infiammabile, le ha dato fuoco. L’80% del corpo di Maria Rita rimase ustionato. La donna, dopo dieci giorni, è morta nel reparto grandi ustionati del Cannizzaro, lasciando due figli di tre anni.
26 novembre 2011

lunedì 5 dicembre 2011

Interventi da realizzare nella biblioteca

Una struttura da valorizzare sotto tutti i punti di vista è la Biblioteca comunale “Domenico Cucinotta”. Ieri i consiglieri della IV commissione, presieduta da Angelo Spina, hanno effettuato un sopralluogo nella struttura, insieme al vicesindaco e assessore alla cultura, Leo Cantarella, e al dirigente Maurizio Cannavò. Gli interventi necessari nella struttura sono innanzitutto di ordine strutturale. Il presidente Spina ha chiesto ai tecnici del comuni di predisporre un progetto, da sottoporre all’amministrazione, per realizzare una scivola per i disabili. «Abbiamo sollecitato inoltre – aggiunge Spina – l’attivazione delle due postazioni internet all’interno della biblioteca». 
Un ulteriore intervento riguarda l’impianto di riscaldamento: se è possibile sarà riparata la caldaia altrimenti si predisporrà un piano per installare delle pompe di calore. 
Ma gli interventi strutturali non bastano per rilanciare la biblioteca ove, ultimamente, si registra un brusco calo di utenti: un po’ perché internet soppianta la consultazione dei libri, un po’ perché ci sono le strisce blu davanti alla biblioteca. Per questo si pensa ad organizzare nella sala conferenze iniziative culturali come ad esempio conferenze tematiche con proiezioni. Su impulso dell’assessore Cantarella, inoltre, la settimana prossima, la commissione effettuerà un sopralluogo nelle biblioteche delle frazioni di Macchia e San Giovanni Montebello.
Maria Gabriella Leonardi

26 novembre 2011

venerdì 2 dicembre 2011

Pendolari stretti stretti sul Minuetto delle 6.55. Da gennaio Trenitalia annuncia posti in più

Ore 6.55 circa. Alla stazione ferroviaria di Giarre – Riposto, ogni mattina, ci sono centinaia di pendolari, sia studenti che lavoratori, che aspettano di prendere il treno proveniente da Fiumefreddo di Sicilia e che li porterà a Catania alle 7:25. Si tratta di 28 minuti circa di viaggio su di un treno che già arriva a Giarre abbastanza pieno ed è poco capiente rispetto al numero di passeggeri che lo deve prendere. E così che, appena si aprono le porte del treno, comincia la gara per trovare un posto in cui sedersi durante il viaggio sino alla sospirata meta. « C'è un vero e proprio arrembaggio, la mattina, a chi può salire per primo, e sedersi» testimonia una pendolare. Non essendoci posto per tutti, pur di arrivare a Catania alle 7,30, molti passeggeri restano in piedi durante il tragitto. Il treno viaggia alcuni chilometri già affollato e, nel poco spazio che rimane, altri passeggeri cercheranno di inserirsi alle fermate di Guardia e Acireale. 
Da sempre i treni che viaggiano sulla linea Messina - Catania nella stazione di Giarre-Riposto vedono salire il maggior numero di passeggeri.  E il treno ogni giorno stretto  e affollato fa rabbia ai pendolari che pagano un abbonamento di 53 euro al mese per viaggiare scomodi. Ancor di più perché il treno delle 6,57 circa è un Minuetto, cioè un treno nuovo, anche se quello che arriva a Giarre – come testimonia un pendolare - ha qualche acciacco: qualche porta che non funziona e la porta del bagno che spesso resta aperta durante tutto il tragitto.  
Così qualche pendolare chiede a Trenitalia di sostituire il Minuetto con un treno che abbia più carrozze, in modo che ci sia spazio per tutti.
Abbiamo quindi girato la richiesta a Trenitalia la quale ci ha risposto che la problematica sollevata è già stata attenzionata dalla direzione di Trenitalia che pensa di potere aumentare i posti offerti a partire dal prossimo mese di gennaio.
Maria Gabriella Leonardi

25 novembre 2011

giovedì 1 dicembre 2011

Perchè l'Ato Joniambiente non è tra gli Ato finanziati dalla Regione per la costruzione di impianti di compostaggio

Diversi Ato rifiuti siciliani hanno ottenuto un finanziamento per la realizzazione di impianti di compostaggio, cioè di impianti che si occupano della trasformazione della frazione umida dei rifiuti solidi urbani in terriccio (o compost) e concime per il commercio. Nell’elenco di questi Ato, non figura l’Ato Joniambiente che, proprio in questi giorni, sta avviando in alcuni comuni la raccolta integrata dei rifiuti, basata sulla separazione, fatta nelle case, di tutti i rifiuti (quindi anche di quelli classificati come umido) all'interno di appositi contenitori/sacchetti consegnati gratis dalla società agli abitanti. 
Nella parte prima della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n.48 di venerdì scorso, 18 novembre 2011, è stato pubblicato il “Programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti”. Per questo programma è stato disposto un finanziamento complessivo di 94milioni686mila329 euro. 
Nella Gazzetta sono elencate le Società d’ambito destinatarie dei finanziamenti e vengono distinti i progetti da realizzare “a breve termine” e quelli da realizzare “a medio termine”. In nessuno dei due elenchi figura l’Ato Joniambiente. Abbiamo chiesto come mai al presidente dell’Ato Joniambiente, Francesco Rubbino, che ci ha spiegato: «In merito al programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti attraverso un impianto di compostaggio, questo Ato non ha presentato alcun progetto in quanto non è stata individuata un’area ritenuta idonea tra i 14 Comuni. Tuttavia – prosegue Rubbino - va sottolineato come, l’Ato Joniambiente, rimanga in attesa di una risposta dopo un ricorso avanzato alla luce dell’esclusione di questo Ambito territoriale ottimale da alcuni finanziamenti relativi all’adeguamento dei centri comunali di raccolta (sulla scorta del Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008) e dal finanziamento relativo all’acquisto di contenitori per la frazione organica».
Maria Gabriella Leonardi

24 novembre 2011