sabato 29 ottobre 2011

Visita del vescovo di Acireale mons. Raspanti a Giarre

Con numerosi applausi monsignor Antonino Raspanti è stato accolto nel Duomo di Giarre, ieri sera. Per il neo vescovo di Acireale questa è la seconda visita istituzionale in un comune della Diocesi, dopo l'ingresso ad Acireale, in occasione della sua ordinazione e presa di possesso della Diocesi. L'arciprete della chiesa Madre, don Domenico Massimino, ha accolto il pastore della chiesa acese, assicurando la profonda e sincera stima
e la docilità alla sua guida pastorale. Mons.Raspanti ha presieduto, quindi, la santa messa, animata dai sublimi canti della corale polifonica "Jonia". Presenti le principali autorità civili e militari della città. Nella sua omelia, il presule, ha commentato le letture del giorno parlando dei comandamenti, delle parole di Gesù e del fine della Rivelazione. Conclusa la celebrazione è seguita la visita al palazzo municipale che, tra l'altro, gode di una visione panoramica sull'Etna. Ieri sera, proprio all'arrivo del presule, il vulcano si è "fatto trovare" in eruzione: una visione mozzafiato e di certo insolita per un vescovo che proviene da Trapani e che ha arricchito un'atmosfera da grandi occasioni. Il presule, nel salone di rappresentanza del Municpio, è stato accolto dalle note di alcuni giovani musicisti in erba, alunni della scuola media "Macherione".
Il sindaco Teresa Sodano ha presentato al vescovo Giarre, definendola una città "colta e istruita" perchè sede di numerosi istituti scolastici e di servizi per il territorio; una città la cui economia ha i suoi punti di forza nell'artigianato e nel commercio. Orgoglio di Giarre è l'avere dato i natali al filosofo cattolico Michele Federico Sciacca di cui il sindaco ha citato alcuni scritti. Il primo cittadino ha quindi ringraziato per la visita monsignor Raspanti, auspicando che, come il suo predecessore, mons.Pio Vigo, sia spesso ospite a Giarre.
Anche il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci, ha espresso la felicità per questa visita importantissima per la comnità, "segno di come il fare degli uomini dipenda dalla mano divina".
Monsignor Raspanti ha assicurato la propria collaborazione chiara e reale nella distinzione dei ruoli e "nella volontà di concorrere al bene comune, l'unico fine - ha sottolineato - che ci accomuna".
Il vescovo ha benedetto, quindi, il nuovo gonfalone del Comune di Giarre.
Maria Gabriella Leonardi

24 ottobre 2011

giovedì 27 ottobre 2011

Sabato tra scienza e natura all'Acquario Mediterraneo

Per la prima volta un’associazione di volontariato con sede a Giarre porta una scolaresca a visitare l’Acquario Mediterraneo di piazza Mazzini. Un’iniziativa che coniuga la divulgazione scientifica e la valorizzazione di una struttura del territorio sconosciuta a buona parte dei giarresi. I primi a fare questo sono stati i volontari del Wwf jonico-etneo, presieduto da Vita Raiti, che anche quest’anno aderiscono a “Biodiversamente”, Festival dell’Ecoscienza organizzato in tutta Italia dal Wwf con l’Associazione nazionale musei scientifici. L’iniziativa lancia anche il bando per due progetti di ricerca dedicati alle specie italiane più preziose e ai servizi naturali che garantiscono. In tutta Italia il Wwf chiede sostegno per finanziare queste borse di studio
«Biodiversamente è alla seconda edizione – spiega Vita Raiti - l’anno scorso abbiamo aderito organizzando un’escursione sui Nebrodi. Quest’anno, con questa visita all’Acquario parliamo ai bambini, alunni del 2°circolo didattico di Giarre del valore della bio-diversità in un contesto urbano. La nostra intenzione è quella di organizzare iniziative anche più articolate».
A presentare ai ragazzini le specie ittiche che vivono nelle vasche dell’Acquario, il dott. Domenico Catalano, biologo del Cutgana: «l’Acquario – spiega – nasce per far conoscere le specie marine del Mediterraneo e soprattutto del litorale catanese, in sinergia con l’Area marina protetta dei ciclopi. Utile è anche la collaborazione con i pescatori locali. Nell’Acquario sono presenti anche vasche di acqua dolce. La struttura appartiene alla Provincia ed è gestita dal Cutgana, e soprattutto è fruita dalle scuole».
Un sabato tra scienza e natura, quindi, con al centro l’Acquario Mediterraneo di Giarre che potrebbe anche diventare un’attrazione turistico-culturale e meriterebbe una maggiore valorizzazione,  a partire da cose piccole e semplici, di cui si è parlato più volte, come la collocazione di segnaletica stradale direzionale che, nella selva di cartelli abusivi, servirebbe per far conoscere anche questa struttura. 
Maria Gabriella Leonardi

23 ottobre 2011

mercoledì 26 ottobre 2011

In Municipio incontro sul dimensionamento delle scuole di Giarre

Ieri pomeriggio in Municipio l’amministrazione comunale ha incontrato i dirigenti, i reggenti e i rappresentanti delle scuole primarie e medie giarresi per discutere l’organizzazione futura da dare a queste scuole, alla luce delle recenti norme. Per l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco Teresa Sodano, il vice Leo Cantarella e l’assessore alla pubblica istruzione Francesco Longo. L’orientamento, a livello nazionale, è quello di razionalizzare le risorse e di dimensionare le scuole secondo determinati parametri. A Giarre l’istituto comprensivo “G.Ungaretti” e il 2°circolo didattico hanno già perso la dirigenza e sono in reggenza essendo sottodimensionate. Così come ha riferito ieri il dirigente scolastico del 1°circolo, Vincenzo Ginardi, in base ad ultime disposizioni governative, anche le scuole con meno di 600 alunni perderebbero il dirigente scolastico e il direttore ammnistrativo. E se così fosse anche il 1° e il 2°circolo didattico perderebbero in futuro il dirigente scolastico e il dirigente amministrativo. Ginardi ha sottolineato l’esigenza di compiere adesso delle scelte durature nell’interesse della cittadinanza e ha proposto la creazione a Giarre di tre macro istituti comprensivi che raggruppino tutte le scuole primarie e medie di Giarre: uno per la zona nord, con 1188 alunni circa, uno per la zona sud con 1131 alunni circa e uno per il centro di Giarre con 858 alunni circa. La proposta ha suscitato un ampio e acceso dibattito e gli altri dirigenti e reggenti si sono riservati di sentire i rispettivi Consigli d’istituto. Letta, durante l’incontro, anche una lettera scritta del dirigente scolastico del Liceo artistico “Guttuso”–scuola media-centro Eda, prof.Alfredo Pappalardo, assente per impegni a scuola, che propone all’amministrazione il mantenimento del suo attuale complesso scolastico o in alternativa di aggregarvi un circolo didattico; se così non fosse il dirigente del Liceo “Guttuso” ha già avanzato proposta, a livello provinciale e regionale, per realizzare un polo artistico liceale con Acireale.
 «Abbiamo ascoltato i dirigenti che adesso  dovranno sentire i rispettivi consigli d’istituto – ha detto il sindaco Sodano al termine dell’incontro – adesso dovremo convocare i sindaci del distretto socio-sanitario per sentire l’organizzazione che ogni Comune vorrà darsi. Subito dopo incontreremo di nuovo i dirigenti scolastici. Dalla conferenza dei sindaci dovrà uscire fuori una proposta condivisa da inviare all’assessorato regionale entro il 10 novembre».
Maria Gabriella Leonardi

21 ottobre 2011

martedì 25 ottobre 2011

Crolla cornicione parrocchia Regina Pacis, urgono interventi messa in sicurezza

Nella notte tra lunedì e martedì è crollato una parte del cornicione della casa parrocchiale attigua alla chiesa “Regina Pacis”. Per fortuna il cornicione è caduto in una terrazza ma, come spiega il parroco, padre Vittorio Sinopoli, tutto l’edificio ha bisogno di un intervento di manutenzione straordinaria e urgente. Dalla terrazza, infatti, vi sono significative infiltrazioni di acqua piovana che finiscono fin dentro i locali parrocchiali: tre aule al piano terra usate per le riunioni dell’Azione Cattolica, dell’Acr, della Caritas e degli scout. Un anno fa esatto nella stessa parrocchia era crollata una parte del cornicione del salone.
Di certo sono state le recenti intense piogge ad assestare il colpo di grazia alla parte di cornicione che ha ceduto due notti fa. Ma le infiltrazioni che interessano la terrazza fanno temere per altri possibili crolli e questo potrebbe, nella peggiore delle ipotesi, rendere inagibili i locali parrocchiali e portare a doverli chiudere per evitare ogni possibile pericolo.
Padre Vittorio vuole scongiurare in ogni modo questa ipotesi che penalizzerebbe notevolmente una popolosa parrocchia di 6500 abitanti e per questo ha avviato una sottoscrizione libera con le famiglie della comunità, al fine di raccogliere i fondi necessari per eseguire i lavori. Un’impresa edile gestita da un parrocchiano della “Regina Pacis” è disposta a venire incontro alla comunità eseguendo i lavori in economia. Ma purtroppo – come spiega padre Vittorio – la cassa della parrocchia non vive una situazione economica florida e difficile risulta anche ottenere un contributo da parte della Diocesi, ente proprietario dell’immobile parrocchiale, a seguito della cessione da parte della Regione siciliana.
La situazione costringe, quindi, padre Vittorio a lanciare un appello alle istituzioni perché contribuiscano alle spese per i lavori urgenti che la parrocchia dovrà far eseguire per evitare l’inagibilità dei locali e rischi per l’incolumità di chi frequenta la comunità.
Il vice-sindaco Leo Cantarella, informato della situazione, ha espresso il proprio rammarico e ha assicurato che verificherà se il Comune può intervenire e che comunque l’Ente farà tutto quanto rientra nelle proprie competenze, anche portando le necessità di questa parrocchia nelle sedi opportune per chiedere finanziamenti per la messa in sicurezza dei locali.
 Maria Gabriella Leonardi

19 ottobre 2011

Maltempo e caditoie stradali chiuse dalla sabbia vulcanica

Il maltempo che qualche giorno fa si è abbattuto anche nell’hinterland ionico-etneo rende di nuovo attuale il problema della bonifica delle caditoie stradali per il deflusso delle acque meteoriche. Proprio di recente erano stati eseguiti dei lavori di pulizia di una parte delle grate stradali; ma le ultime emissioni di cenere vulcanica dell’Etna  sono tornate ad occluderle.
Se la pioggia che si è abbattuta a Giarre nella notte tra venerdì e sabato scorsi si fosse verificata di giorno avrebbe creato non pochi problemi alla circolazione veicolare e, con le caditoie di nuovo occluse, c’è da temere pericolosi allagamenti delle strade in occasione di intense piogge. Gli articolati lavori di rimozione della cenere vulcanica dalle strade non potranno dirsi conclusi fin quando non saranno state bonificate anche le caditoie.
In proposito, l'assessore ai Lavori pubblici, Orazio Scuderi sa come intervenire e in una nota afferma: «sulla scorta di una mia precisa direttiva, considerata la notevole quantità di cenere vulcanica e, con l'approssimarsi della stagione invernale, ho disposto l'attuazione di un monitoraggio, già in corso di esecuzione, al fine di verificare lo stato attuale delle caditoie, accertando se le stesse permettono il regolare deflusso delle acque meteoriche. Nel caso in cui dovessero essere riscontrate occlusioni, tali da determinare rischi idraulici, verrà invitata la società d'ambito Joniambiente ad eseguire i lavori cosi come previsto dal contratto di appalto».
Maria Gabriella Leonardi

18 ottobre 2011

venerdì 21 ottobre 2011

Un maggior numero di stalli bianchi attorno all'ufficio postale di piazza San Francesco

L’ufficio postale “Giarre centro” di piazza san Francesco è circondato dalle strisce blu, senza che nelle immediate vicinanze vi sia un pari numero di stalli liberi per la sosta. Non c’è quindi molta alternativa alla sosta a pagamento. Ma la posta è un servizio di cui non si può fare a meno e dove, talvolta, per aspettare il proprio turno, possono passare anche delle ore. Ed è così gli utenti che vi si recano per pagare le tasse, devono pagare il parcheggio per andare a pagare i bollettini. Sempre soldi da sborsare.
Il direttore dell’ufficio postale, Francesco Marano, ha quindi scritto al sindaco Teresa Sodano, e all’assessore alla viabilità, segnalando le lamentele degli utenti per la copertura di tutto l’isolato da stalli a pagamento e per la poca tolleranza per le soste brevi da parte degli ausiliari della sosta. Nella lettera si chiede che, nella prossima rimodulazione degli stalli, venga presa in considerazione la possibilità di alternare gli stalli di sosta a pagamento con stalli di sosta gratuita, a tempo, nelle immediate vicinanze di questo ufficio. Qualche stallo in più, gratuito ma a tempo, permetterebbe a più persone almeno le soste brevi, il tempo di scendere per prendere il biglietto del turno o il tempo di compiere qualche operazione veloce senza doversi ritrovare con la multa sul parabrezza.
Tra gli utenti dell’ufficio, messo a conoscenza della situazione, anche il consigliere Angelo Spina che ritiene le esigenze dell’ufficio postale meritevoli di attenzione: «a mio avviso – dice – l’amministrazione saprà trovare una soluzione di equilibrio tra quanto viene chiesto e quello che si può fare».
 «Non appena riceverò la nota del direttore delle Poste – afferma in una nota il sindaco Teresa Sodano - sarà mia cura inoltrare la richiesta alla Giarre parcheggi, al fine di  contemperare le esigenze degli utenti e della società che gestisce gli stalli blu».
Maria Gabriella Leonardi

16 ottobre 2011

La cura e il decoro degli spazi pubblici è pedagogica

Solo qualche mese fa è stato celebrato il 50° anniversario della scomparsa dell’on.Biagio Andò e nella centrale piazzetta giarrese dedicata all’illustre politico furono collocati dei fiori dinanzi al busto bronzeo. Dopodiché la piazzetta è tornata alla dimenticanza di sempre, con l’erba alta che cresce dietro il piedistallo con il busto dell’onorevole giarrese.
In fondo, si dirà, di erba più o meno alta è piena tutta Giarre e le aiuole comunali nell’incuria sono tante. Ma ad alcuni giarresi, ammiratori di Andò, quell’aiuola trasandata rammarica  perché vi vedono anche poco onorata l’immagine di un sindaco cui Giarre deve molto.  
La manutenzione del verde non può essere straordinaria e limitata alle grande occasioni. E non basta dedicare un monumento a un personaggio se non vi consegue l’impegno a una cura costante di quello spazio.
Molto spesso siamo costretti a denunciare i danni alle “cose pubbliche” causate dall’inciviltà e dal vandalismo. Ma è anche vero che la cura e il decoro degli spazi pubblici è pedagogica perchè viceversa l’incuria e la disattenzione da parte delle istituzioni rendono un luogo trasandato e lo fanno sembrare poco importante. E, invece, magari quel luogo, come in questo caso, esiste per rendere onore a qualcosa o a qualcuno che per una collettività è o è stato di grande valore.
Maria Gabriella Leonardi

14 ottobre 2011

Vertici di Confcommercio commentano esito Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza

 
«Prendiamo atto che per le autorità il fenomeno delinquenziale a Giarre non è in aumento. Pur non essendo di fronte ad un periodo dell’emergenza, il dato in possesso delle forze dell’ordine è falsato a causa dell’esiguo numero di denunce in loro possesso. Tuttavia, noi che stiamo sul territorio avvertiamo che i fenomeni delinquenziali non sono affatto in diminuzione». E’ il commento che ieri, a caldo, subito dopo la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ha fatto, Gaetano Bonanno, vicepresidente di Confcommercio, con delega per la sicurezza e la legalità, nonché membro dell’associazione antiracket Asaec. «Prendiamo anche atto – ha aggiunto Bonanno – della disponibilità a creare un’azione sinergica e esprimiamo apprezzamento per il forte intervento messo in campo sul territorio, di recente, dai Carabinieri con l’aumento di presidi e controlli». 
A Bonanno fa eco il presidente di Confcommercio, Armando Castorina:«E’ stato importante – ha detto – che a Giarre, per la prima volta, si sia tenuta una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica perché denota la sensibilità degli organi preposti alla sicurezza del territorio. Auspichiamo – ha aggiunto – che questo interessamento si traduca in azioni tangibili, in maggiori controlli da parte di tutte le forze, a partire dalla polizia municipale». 
I vertici di Confcommercio ricordano che l’associazione è pronta ad offrire il proprio sostegno agli imprenditori che decidessero di denunciare estorsioni o prestiti ad usura.
Maria Gabriella Leonardi

12 ottobre 2011

La proposta di "intercomunale Jonica", collegando strade già esistenti realizzare una circonvallazione di Giarre

Costruire nuove strade è difficile e costoso e le risorse sono scarse: perché allora non valorizzare quelle già esistenti, considerando che si ridimensionano i costi e di strade ve ne sono già molte, spesso collegate male tra loro? Con questo spirito un giarrese, il sociolgo Salvo Marino, da anni sta portando avanti la proposta di  una circumvallazione a valle di Giarre, o intercomunale jonica, che nascerebbe collegando tra loro strade già esistenti. Il tracciato partirebbe da Carrabba di Mascali per congiungersi con un tratto finale di via Vespri, a Riposto, e poi con la ex strada 37, ora via Di Pino. Quest’ultima necessiterebbe di un prolungamento che la faccia innestare con l’asse porto-casello, all’altezza del ponte ferroviario ad Altarello. Da qui si giungerebbe al casello di Giarre. Anni fa Marino aveva presentato la proposta ai comuni di Giarre, Riposto e Mascali e lo scorso luglio si è fatto promotore di un incontro tra amministratori di Giarre e Riposto. In vista della deliberazione del Piano di mobilità provinciale, è stato chiesto al consigliere provinciale Francesco Cardillo di presentare un apposito emendamento. «Ho accolto il suggerimento – spiega Cardillo - in quanto ho ritenuto che nel Piano territoriale provinciale potesse trovare spazio anche una strada che, in prospettiva, potesse contribuire ad alleggerire il traffico nel centro di Giarre». L’Ufficio del Piano mobilità della Provincia ha ritenuto la proposta fattibile per metà, dalla ex-strada 37 al casello di Giarre. «L’Amministrazione Provinciale - riferisce Cardillo - ha ritenuto di fare propria la proposta e il tutto verrà sottoposto alla valutazione del Consiglio che a breve chiuderà la discussione sul piano». 
La restante metà del tracciato è stata lasciata alla discrezionalità dei tre comuni. Nei prossimi giorni Marino riferisce che è in programma un incontro tra le tre amministrazioni, inclusi presidenti consiglio comunale, per discutere della restante metà dell’intercomunale jonica.
Maria Gabriella Leonardi

8 ottobre 2011

Incendiata discarica di via Pio XII

La discarica abusiva di rifiuti sita lungo la via Pio XII, nella porzione giarrese di Carruba, è nata mesi or sono, piano piano è cresciuta e ieri si è consumata, nel senso che qualcuno le avrà dato fuoco. Difficile, d’altra parte, pensare ad un’autocombusione che se non si è verificata con le alte temperature estive non si sarà verificata con quelle autunnali. Essendo una zona di campagna, poco transitata, chiunque avrà scaricato per mesi in questo luogo, lo avrà fatto al riparo di occhi indiscreti. E chissà, forse anche qualche passante, vedendo i rifiuti di ogni tipo, inclusi ingombranti e scarti edili, che vi si accumulavano avrà contribuito ad ingrossarla. Poi qualcuno, col passare dei mesi, si sarà reso conto che difficilmente l’area sarebbe stata bonificata e avrà pensato che l’unico modo per eliminare tutta quella spazzatura era darvi fuoco.
L’episodio dimostra la necessità di maggiori controlli da parte delle forze preposte in quanto solo la repressione e le sanzioni possono dissuadere gli incivili più ostinati, verso i quali l’indignazione non basta. Anche una maggiore pubblicizzazione del servizio di ritiro gratuito degli ingombranti, replicata periodicamente, potrebbe contribuire a ridurre il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti.
Maria Gabriella Leonardi

7 ottobre 2011

Domande senza risposta

Maggiori informazioni sul progetto “Nuovi Orizzonti”, finanziato dall’assessorato regionale alla Famiglia con uno stanziamento di 1milione e mezzo di euro e avente il Comune di Giarre come capofila di un’associazione temporanea di scopo appositamente creata. E’ la richiesta di alcuni cittadini che fanno le pulci agli atti del Comune di Giarre e che, navigando sul sito istituzionale dell’Ente, hanno trovato una serie di incarichi relativi al progetto in questione. Incarichi di 11mila, 15mila, 20mila euro affidati a dipendenti comunali. Tra questi anche un incarico al ragioniere generale del Comune dott.Letterio Lipari che firma il visto contabile dell’incarico di "rendicontatore del progetto" che il sindaco gli conferisce. Così qualcuno è anche andato visionare la delibera del Comune riguardante il progetto “Nuovi Orizzonti”. Il progetto è a favore dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati e mira a «garantire pari opportunità a coloro che sono ai margini della società e che si trovano ad affrontare maggiori ostacoli nell’accesso al mercato del lavoro». Destinatari sono disabili fisici, disabili psichici e giovani che vivono in una condizione di disagio e devianza. La delibera di giunta n.64 del 28/04/2011 approva il progetto esecutivo. Nella “sezione D: risorse umane” di questo progetto sono elencate tutte le figure professionali previste, cosa fanno, quanto vengono pagate l’ora e il costo totale. Sommando i costi per direttore, progettista, docenti, accompagnatori, tutor d’aula, tutor stage, tutor azienda, consulente accompagnamento alla creazione d’impresa, coordinatore corsi, coordinatore laboratorio, coordinamento priorità, segretaria, rendicontatore, esperto in monitoraggio, amministratore, esperto sistema di monitoraggio, comitato di valutazione, orientatore, coreografo, scenografo, eccetera, si arriva a una cifra intorno ai 730mila euro, cioè quasi la metà dell’intero finanziamento.
E’ sorta quindi una curiosità su questo progetto, di certo encomiabile nelle sue finalità, e ne sono nate della domande nei cittadini: il progetto iniziato? quali vantaggi ne avranno i soggetti svantaggiati destinatari degli interventi visto che quasi la metà del finanziamento regionale viene impiegato in spese per il personale? Abbiamo girato le domande al Comune di Giarre, per iscritto e oralmente, senza ottenere una risposta. E da qui ne nasce un'ulteriore ultima domanda: perché non rispondere? Un vecchio detto dice «chiedere è lecito rispondere è cortesia».
Maria Gabriella Leonardi

5 ottobre 2011

Cosa fanno i siciliani quando vedono una discarica?

Quando vedono una micro-discarica è più forte di loro: non possono non buttarvi anche la loro quota di rifiuti. Forse è nel Dna di molti siciliani questo gene dell’inciviltà perché è chiaro che le micro-discariche si formano con il concorso di molti cittadini, e non solo di qualcuno. Per fortuna molti altri abitanti di questa regione quando vedono una micro-discarica si indignano, differenziano i rifiuti e li conferiscono nei luoghi e nelle modalità corrette anche se vivono in un ambiente degradato. Ma accanto a questi siciliani più civili e rispettosi dell’ambiente ci sono quelli che i loro rifiuti ingombranti, i loro sacchetti di spazzatura li abbandonano con menefreghismo accanto ad altre montagne di rifiuti. Controlli tanto non ce n’è, e se c’è un passante che assiste allo scarico abusivo di rifiuti si farà i fatti suoi.
E così, tanto per citarne una, all’ingresso di San Giovanni Montebello, in via Giosuè Borsi, c’è uno di questi siti con perenni discariche abusive di rifiuti. Ogni tanto viene bonificato. Resta pulito per un po’. Poi qualcuno dà l’avvio ad una piccola micro-discarica che piano piano cresce. Adesso vi si trovano scatoli, scarti di potatura, bottiglie, bombolette, sacchetti di cenere, elettrodomestici, eccetera. Tutti questi rifiuti non saranno stati di certo portati lì da una sola persona. Il problema della micro-discariche non si risolverà mai finchè ci saranno dei cittadini che pensano: “pago le tasse e butto la spazzatura dove voglio”. L’unica soluzione in questi casi possono essere solo maggiori controlli e multe.
Maria Gabriella Leonardi

4 ottobre 2011

Inagibili palestra e laboratori del Majorana

Le intense piogge dei giorni scorsi hanno lasciato il segno anche nell’ Istituto professionale per l’industria e l’artigianato Ipsia “Majorana –Sabin” di Giarre, ove, da qualche giorno, è chiuso l’ingresso alla palestra e ai laboratori della sede “Majorana” di viale Libertà a causa di infiltrazioni di acqua piovana. La palestra registrava problemi già da qualche anno, e per l’esattezza da quando, cinque anni, fa venne sostituito il tetto in amianto. I lavori, con ogni probabilità non sonno stati eseguiti a regola d’arte visto che in seguito si sono registrate delle infiltrazioni di acqua piovana. Il responsabile del servizio prevenzione e Protezione dell’Ipsia, l’ing.Carmelo Clienti, ha effettuato, a tal proposito, un sopralluogo tecnico accurato della palestra, rilevando ciò che non andava. E già da tempo l’istituto aveva segnalato queste problematiche alla Provincia regionale di Catania, ente proprietario della scuola. Il colpo di grazia lo hanno poi dato le forti piogge dei giorni scors,i insieme alla cenere vulcanica. Nei giorni scorsi, la Pubbliservizi, per conto della Provincia, ha effettuato un intervento di rimozione della cenere vulcanica, ma il tetto della palestra, essendo a botte, è particolarmente difficile da pulire. Anche i danni causati dalle piogge di qualche giorno fa ai laboratori e alla palestra - che si trovano nello stesso edificio - sono stati segnalati dall’istituto scolastico alla Provincia. «In questo momento mi trovo nella difficoltà di dover garantire il diritto allo studio dei miei studenti – afferma la dirigente dell’Ipsia, Monica Insanguine – e di avere, contemporaneamente il resoconto dell’Rspp dell’istituto il quale ha effettuato un’indagine tecnica che mi obbliga a non far entrare i ragazzi in questi locali, per i rischi che si potrebbero correre. Si tratta di una condizione indefinita simile a un “limbo” che solo la Provincia regionale di Catania può risolvere». L’autunno è appena iniziato e con esso le piogge. In questo momento dell’anno un intervento si rende ancora più urgente per evitare che i danni peggiorino. Gli uffici della Provincia, contattati, informano che per quanto riguarda la rimozione della cenere vulcanica i lavori sono in corso e la Pubbliservizi sta tuttora operando in tre comuni. Per quanto riguarda l’inagibilità della palestra si stanno valutando i possibili interventi.
Maria Gabriella Leonardi

1 ottobre 2011

Comune di Giarre: incassi ridicoli per i diritti sulle pubbliche affissioni

Quanto ricava il Comune ogni anno dai diritti sulle pubbliche affissioni? Appena 10mila euro, e Giarre è piena di affissioni pubbliche abusive. E quanto deve rimborsare ad oggi il Comune alla Giarre Parcheggi per i 105 stalli blu disattivati nell’area ospedaliera ad aprile e non ricollocati altrove? Ben 56mila euro, ai sensi del contratto tra Comune e ditta. Sono alcuni dei dati emersi durante la seduta di Consiglio comunale sul Bilancio di previsione 2011, a seguito degli interventi dei consiglieri di opposizione Tania Spitaleri e Josè Sorbello. Durante la seduta è anche emerso che lo scorso 1 luglio il Comune doveva assumere altri vigili urbani, scorrendo la graduatoria del concorso esperito l’anno scorso, ma l’assunzione non è stata possibile perché non era ancora stato approvato il bilancio.
La seduta si è aperta con la relazione del vice-sindaco e assessore al bilancio Leo Cantarella che, tra l’altro, ha detto: «E’ già nota l’attività di recupero che l’Ente sta attuando. Ciò si associa ad una riduzione dei trasferimenti statali, pari a circa 800 mila euro già nel 2011, e regionali, pari a circa 300mila euro nel 2011». Cantarella ha annunciato che «finalmente si chiuderà il risultato negativo della gestione finanziaria», che sono state ridotte le spese per il personale rispetto all’anno precedente, traguardo che verrà realizzato pur prevedendo «la stabilizzazione di gran parte del personale precario dell’ente».
Il bilancio è stato approvato dai 18 consiglieri di maggioranza, per l’occasione tutti presenti. Pieno sostegno alla giunta Sodano dal Pdl, espresso dal capogruppo Orazio Pagano, a cui si sono aggiunti gli elogi espressi dal consigliere Santo Vitale per l’importante stabilizzazione dei precari, in un periodo di grave crisi economica. Non è passato, invece, un emendamento del consigliere Josè Sorbello per ripristinare con 70mila euro la pista di atletica. Ne è nato uno scambio di accuse con il capogruppo dell’Mpa Tanino Cavallaro che, insieme al sindaco Sodano, ha ribadito la volontà dell’amministrazione di ripristinare il campo e che l’emendamento era pleonastico.

Maria Gabriella Leonardi

29 settembre 2011

Acqua trascina sabbia in mezzo alle carreggiate

La pioggia di questi giorni sta trascinando la sabbia vulcanica che si trova nelle strade, ma, a seconda della pendenza, alcune strade vengono letteralmente "lavate", in altre, quelle più a valle, si formano cumuli di cenere vulcanica. E così, può capire di trovare nel centro della carreggiata dei pericolosi cumuli di cenere vulcanica che, impregnati di acqua, diventano quasi come di cemento. Basta fare un giro per la città e si trovano facilmente cumuli di cenere. Si tratta di cumuli di sabbia vulcanica che andrebbero rimossi perché potrebbero essere di ostacolo alla marcia delle auto e dei veicoli a due ruote. Spesso le montagne di cenere rimaste ai bordi della strada che con l’acqua si stanno “accorciando” e vengono trascinate dall’acqua. 
Capitolo a parte sono le caditoie stradali per il deflusso delle acque. Alcune, come quelle che si trovano sulla nazionale, scendendo da Trepunti verso Giarre, sono diverse piene di foglie e rifiuti rimasti imbrigliati tra le grate delle caditoie. E qui dovrebbe competere all’Atolo spazzamento. E poi ci sono quelle piene di sabbia vulcanica. E qui toccherà al Comune trovare una soluzione.
Ma a che punto sono rimasti i lavori di rimozione della cenere? L’assessore ai lavori pubblici Orazio Scuderi in una nota risponde: «I lavori si sono conclusi attendiamo che i cittadini ripongano i sacchetti di sabbia per la raccolta definitiva che sarà eseguita a breve. Fino ad ora sono stati spesi 220 mila euro».

Maria Gabriella Leonardi

28 settembre 2011

giovedì 13 ottobre 2011

Gli eterni problemi giarresi e la lotta contro i mulini a vento

Vi sono problemi a Giarre che non possono, a un certo punto, che suscitare rassegnazione, specie quando segnalazioni, denunce a mezzo stampa, proteste dei residenti non riescono a produrre alcun cambiamento e questi problemi restano, invece, sempre uguali lasciando semmai solo un senso di impotenza in chi se ne interessa, fino poi a stancarsene. Nell’elenco di questi “eterni” problemi giarresi, insieme alle micro-discariche abusive di rifiuti, al traffico caotico, alle strade dissestate, all’ambulantato abusivo, alla jungla della cartellonistica pubblicitaria e ad altro ancora, vanno annoverati anche i guasti all’impianto di pubblica illuminazione che lasciano la sera, periodicamente, interi quartieri, completamente al buio. E c’è una zona ben precisa di Giarre, quella che dipende dalla cabina di corso Sicilia e che comprende numerose vie del centro, che miriadi di volte è rimasta al buio per un guasto all’impianto di pubblica illuminazione. 
Le motivazioni del guasto sono state diverse di volta in volta, oppure il problema è sempre lo stesso ma definito in modo diverso: una volta dal Comune riferiscono che si è trattato di un corto circuito, un’altra volta dicono che c’è stato un guasto al quadro elettrico. Talvolta, ci si mettono pure i topi che, rosicchiando i cavi, hanno il potere di lasciare quartieri al buio. E questa volta, a cosa è dovuto il disservizio che ha interessato le strade che dipendono dalla cabina di corso Sicilia? La dirigente comunale della 3ª area “Lavori pubblici”, ing. Pina Leonardi, in una nota precisa: «Premesso che tutti i quadri sono stati messi a norma dalla Telecom, società aggiudicataria dell'appalto per la manutenzione di tutti gli impianti comunali, si sottolinea che il disservizio verificatosi nella zona attorno a corso Sicilia  è scaturito dalla mancanza di una fase di alimentazione del quadro da parte dell'Enel. L'ufficio ha già informato l'Enel del disservizio e a presto verrà ripristinato».
Ma ai residenti della zona forse conviene tenere sempre a portata di mano una lampadina tascabile. Per non trovarsi impreparati al prossimo guasto.
Maria Gabriella Leonardi

27 settembre 2011

Lavori urgenti nel santuario di Santa Maria la Strada, gioiellino di arte, fede e storia

Inizieranno a breve dei lavori di ristrutturazione del santuario di Santa Maria la Strada, guidato da don Mario Gullo. L’edificio sacro è un gioiellino di arte, fede e storia, che come tutti gli edifici antichi e preziosi necessita di una costante manutenzione. I lavori prevedono la pulizia e la manutenzione del manto della copertura, delle grondaie e dei pluviali. Si tratta di un intervento urgentissimo, specie in vista delle piogge autunnali, che costa circa 8mila euro e che dovrà essere sostenuto con le sole offerte dei fedeli. Per questo il parroco, don Mario, fa appello alla generosità non solo dei parrocchiani, ma anche di tutti coloro che frequentano il santuario.
Anche la sacrestia e gli uffici sono stati danneggiati da infiltrazioni di acqua piovana; anche questi locali necessitano di un intervento di manutenzione ed è stato chiesto ad una ditta un preventivo di spesa.
L’origine della chiesa, e del pozzo antistante, è molto antica e, secondo una tradizione, risale all’epoca dei Normanni, intorno al 1080. Per questo la chiesa di Santa Maria la Strada rappresenta un pezzo di storia di questo territorio. La devozione alla Madonna della Strada, tra l’altro, da sempre travalica i confini territoriali di Giarre. Questo santuario, caro a tanti fedeli, si appresta, inoltre, a breve, a vivere due importanti anniversari: il 19 dicembre ricorre il 90° anniversario di erezione a parrocchia e il 10 maggio 2012 sarà il 10°anniversario della dichiarazione di santuario.
Maria Gabriella Leonardi

25 settembre 2011

A Giarre,suor Maria Messina, una missionaria giarrese di 86 anni partita 50 anni fa per il Madagascar

Giarre rende omaggio ad una sua concittadina, suor Maria Messina, delle Suore del Sacro Cuore della Beata Schininà, una religiosa giarrese di 86 anni che cinquant’anni fa partì missionaria in Madagascar insieme ad altre tre consorelle. Il viaggio durò 22 giorni e loro erano le prime suore della congregazione in quella povera terra. Dovettero partire da zero, imparare la lingua, costruire della prima casa a Imady. In 50 anni le suore si sono moltiplicate, come pure le comunità, che ora sono undici. Le religiose hanno operato con generosità e intelligenza, affrontando le emergenze di questa terra: la cura dei malati, la realizzazione di un dispensario, la scuola per i bambini, la formazione delle aspiranti suore. Le religiose hanno organizzato anche delle scuole professionali per insegnare un mestiere agli adulti, il cucito per le donne e la lavorazione del legno per gli uomini; a questo si deve aggiungere la promozione rurale per lo sviluppo economico delle campagne. Un’intensa attività, unita a quella apostolica, in cui suor Maria Messina ha avuto un ruolo da protagonista, dirigendo le varie comunità e ricoprendo, negli anni, il ruolo di superiora in alcune comunità e anche il ruolo di Delegata, in contatto diretto con la Madre Generale. 
Lo scorso maggio, sono stati festeggiati in Madagascar i 50 di presenza nell’isola delle Suore del Sacro Cuore. Lì, ormai, suor Maria Messina è chiamata “Ranenj”, che vuol la “mamma”, ma con una carica sia di affetto che di ossequio. 
In questi giorni, Suor Maria è nella sua Giarre ove spera di trovare anche la generosità dei suoi concittadini verso queste missioni, nella certezza di offerte che vanno in buone mani. E ha chiesto alla superiora dell’istituto “Sacro Cuore” di Giarre, suor Marie Jeanne, di raccogliere eventuali offerte.
Questa mattina, domenica, alle ore 11,30, nella parrocchia di origine di Suor Maria, la “San Francesco d’Assisi al Carmine”, sarà celebrata una messa di ringraziamento presieduta da mons. Paolo Urso, vescovo di Ragusa. Venerdì 30 settembre alle 18,30 il Comune e la Società giarrese di storia patria organizzano al Teatro Rex un incontro dedicato a suor Maria. Un’altra messa di ringraziamento si terrà domenica 2 ottobre alle 19 nel Duomo. I tre appuntamenti saranno animati dai canti della corale giarrese “Mdagascar’s Angels”.
Maria Gabriella Leonardi

25 settembre 2011

Attesa per la gara per l'affidamento della tensostruttura

Sarà esperita questa mattina, alle ore 10, negli uffici del patrimonio di via Aldo Moro, la gara indetta dal Comune di Giarre per l’ affidamento in concessione della gestione e conduzione della Tensostruttura comunale di via Almirante. Entro le ore 13 di ieri andavano, infatti, presentate al Comune le istanze e  un plico sarebbe pervenuto.
Il bando di gara mira a selezionare un operatore che riqualifichi l’area tra largo Gaetano Martino e via Giorgio Almirante «attraverso interventi volti alla creazione di un polo di attrazione ludico-sportivo, nonché garantire il corretto accesso a tutti i cittadini in uno spazio di aggregazione per il tempo libero e la ricreazione». L’area comprende sia la tensostruttura che il parcheggio adiacente. Il bando prevede, inoltre, che la concessione duri otto anni con possibilità di proroga per altri otto anni, se il Comune manifesterà tale volontà almeno tre mesi prima della scadenza degli otto anni.
L’attesa, quindi, è tutta per l’esito della gara di questa mattina che potrebbe segnare una svolta, agognata da anni, per questa opera pubblica che a molti giarresi, ormai, sembra diventata l’ennesima incompiuta.
Lunghissimo l’iter che ha portato alla realizzazione di questa struttura, il cui progetto principale era stato redatto nel 2002 e per poi subire delle varianti nel 2005 e nel 2007. Il progetto fu poi finanziato nel 2004 con un mutuo alla Cassa depositi e prestiti; l’opera è costata complessivamente 1 milione e 617 mila euro. Le tre perizie di variante, sospensioni dei lavori e maggiori tempi di esecuzione hanno ritardato la consegna dell’impianto al Comune, da parte della ditta appaltatrice, avvenuta poi nel novembre del 2009. Ma da allora, la tensostruttura è stata preda di furti e atti vandalici, riscontrati dai tecnici del Comune ma anche dagli stessi amministratori che, periodicamente, vi hanno effettuato dei sopralluoghi. Difficile, d’altra parte, per il Comune gestire direttamente un simile impianto, anche solo per l’impegno economico che richiede la manutenzione. Quasi obbligato, quindi, l’affidamento ai privati. Tanta poi, in questi anni la rabbia dei cittadini, specie di giovani e sportivi, nel vedere questo impianto inutilizzato, mentre a Giarre c’è carenza di strutture sportive. 
Maria Gabriella Leonardi

23 settembre 2011

martedì 11 ottobre 2011

Forse bastano mille euro per eliminare le infiltrazioni da Sala Romeo

la "Sala Romeo" del palazzo delle culture
Potrebbero bastare mille euro per eliminare il problema delle infiltrazioni di acqua piovana dalla “Sala Romeo” del palazzo delle culture. La sala conferenze, cuore delle attività culturali giarresi, da mesi  è chiusa al pubblico per inagibilità. Ieri, su iniziativa della IV commissione consiliare permanente, presieduta da Angelo Spina, una ditta privata ha effettuato un sopralluogo sul tetto del palazzo delle culture al fine di valutare gli interventi necessari e la spesa conseguente. «Da quanto abbiamo appreso- spiega Angelo Spina – alcune tegole del tetto sovrastante la sala sono state spostate dal vento e in questo spostamento hanno provocato la rottura di altre tegole. Secondo la ditta occorre sostituire le tegole rotte e sistemare pluviale. Complessivamente il lavoro si aggirerà sui mille euro». La ditta – secondo quanto riferisce Spina – ha prodotto documentazione fotografica del tetto della “Sala Romeo” e, nei prossimi giorni, stilerà una relazione scritta  per la dirigente comunale dell’area Lavori Pubblici. «Noi della commissione – aggiunge Spina – avevamo ipotizzato che la spesa necessaria potesse essere di lieve entità. Ho subito contattato il sindaco che mi ha confermato la disponibilità a sistemare la "Sala Romeo" al più presto, anche perché con l’arrivo delle piogge autunnali i danni alla struttura potrebbero aumentare. Come commissione – conclude Spina - continueremo a monitorare questa situazione fin  quando la sala tornerà fruibile».
Una volta eliminato il problema delle infiltrazioni bisognerà vedere se la sala potrà tornare da subito ad ospitare le conferenze. Le infiltrazioni di acqua hanno, infatti, impregnato le pareti di umidità producendo vistosi aloni, per potere pitturare le pareti queste devono prima asciugarsi e l’autunno non è il periodo dell’anno giusto per agevolare questo processo.
Maria Gabriella Leonardi

22 settembre 2011

Cenere vulcanica rifiuto inerte: a Giarre non cambia nulla

Cenere vulcanica, rifiuto inerte o speciale. E’stato il dilemma in queste settimane nei paesi dell’hinterland etneo colpiti dal fenomeno naturale. La Regione la settimana scorsa ha risolto il dilemma stabilendo che la cenere va considerata rifiuto inerte; il che contiene le spese dei Comuni visto che smaltire la cenere come rifiuto inerte costa 10 euro a tonnellata,  mentre, come rifiuto speciale, costa 100 euro a tonnellata. Cosa cambia a Giarre, dove ancora montagnole di sabbia sono sparse per la città? In una nota, la dirigente dell’area Lavori pubblici, Pina Leonardi, spiega: «La cenere è stata trattata sin dall’inizio come inerte e, ai sensi dell’art.191 del decreto legislativo 152 del 2006, il sindaco ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente per derogare la sabbia in rifiuto inerte».  “Pertanto – aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici, Orazio Scuderi - non ci sono stati maggiori esborsi di denaro (le spese non hanno mai superato i 10 euro a tonnellata);  attualmente, la cenere, è depositata presso un sito del Comune per essere poi conferita nella più vicina discarica di inerti autorizzata. Per quanto riguarda l’Ato, attraverso apposita nota, è stato contattato solo per pulire marciapiedi e piazze, accantonando la sabbia, per essere poi prelevata dalle ditte incaricate dal Comune». 
Il presidente dell’Ato Joniambiente, Francesco Rubbino, conferma che non cambia nulla, in quanto il servizio di raccolta della cenere non è contemplato nel capitolato, a meno che un Comune non chieda questo intervento all’Ato. E proprio ieri il Comune di Piedimonte Etneo, colpito dalla cenere vulcanica e con la “Festa della Vendemmia” alle porte, ha chiesto all’Ato un intervento e il presidente Rubbino ha garantito un servizio straordinario di rimozione della cenere.
Sempre ieri si è tenuto un incontro tra il presidente Rubbino, il consigliere liquidatore dell’Ato Antonello Caruso, il presidente di Aimeri, Alfio Agrifoglio e il sindaco Teresa Sodano. L’incontro è stato organizzato in vista dell’arrivo autunno e considerata la presenza di sabbia sulle strade che insieme alla pioggia potrebbe creare disagi. Il sindaco Sodano ha chiesto un intervento più incisivo di pulizia: Ato e Aimeri hanno preso l’impegno di un servizio più particolareggiato in determinati siti individuati dal sindaco.
Maria Gabriella Leonardi

20 settembre 2011

martedì 4 ottobre 2011

Lavori in corso nella chiesa della Badia per eliminare infiltrazioni di acqua piovana

Lavori in corso nella chiesetta di Sant’Antonio da Padova o della Badia, sita in via Parini. Delle infiltrazioni di acqua piovana avevano, infatti danneggiato le pareti dell’edificio sacro, impregnandolo di umidità. Le infiltrazioni provenivano da un vecchio edificio affiancato alla chiesetta il cui proprietario si è accollato il costo dei danni. I lavori di eliminazione delle infiltrazioni di acqua piovana vengono attualmente realizzati grazie alle offerte dei parrocchiani della chiesa Madre “Sant’Isidoro agricola” di cui la chiesa della Badia è filiale.
L’edificio sacro risale alla seconda metà dell’ ‘800 ed era la cappella delle suore addette alla ruota dei proietti. In questa ruota, che si trovava nella casa accanto alla chiesa, venivano depositati i nati illegittimi per affidarli alle suore. 
Nei locali annessi alla chiesa sin dal 1900 operava l’associazione delle figlie di Maria che raccoglieva ragazze della borghesia le quali, con la guida spirituale delle suore dell’orfanotrofio, insegnavano ricamo e catechesi.
Ai giorni nostri la chiesa di Sant’Antonio da Padova viene aperta per i sepolcri del venerdì santo e in occasione della festa di Sant’Antonio, molto sentita e partecipata dall’intero quartiere e non solo.

Maria Gabriella Leonardi

18 settembre 2011

Emergenza sangue, appello dell'Avis

L’estate che sta finendo è stata una stagione di vera e propria emergenza sangue. Più volte l’Avis di Giarre-Riposto ha lanciato appelli, invitando alla donazione del sangue e organizzando raccolte sia nel proprio centro fisso sito all’interno dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro” sia nelle piazze. Sull’attuale situazione, il presidente dell’associazione, Agatino Grassia, testimonia: «Siamo alla fine della stazione balneare e delle ferie, si riscontra un leggero aumento delle donazioni, ma siamo ancora lontani dal fabbisogno nella provincia di Catania».
In estate, ogni anno, un po’ perché è periodo di ferie e la gente va in villeggiatura, un po’ perché fa caldo, si registra un calo fisiologico delle donazioni. Per contro, aumentando i veicoli in circolazione, specie su due ruote, aumentano anche gli incidenti stradali. A questo si aggiunga che nel meridione si dona meno sangue rispetto al nord Italia. Da qui l’emergenza sangue. 
L’ultima raccolta sangue si è tenuta ieri nel centro fisso dell’associazione, la prossima è in programma per venerdì 30 settembre, sempre nel centro fisso, e la successiva raccolta è in programma qualche giorno dopo, il 9 ottobre, nella chiesa “Gesù Lavoratore” di Giarre. Gli orari delle raccolte sono sempre gli stessi, dalle ore  8 alle ore 11.45.
Maria Gabriella Leonardi

18 settembre 2011

Consiglieri spostano armadi e libri antichi da parete con infiltrazioni d'acqua

Tre consiglieri comunali, nella insolita veste di “addetti ai traslochi”, insieme ad alcuni dipendenti comunali, hanno spostato in una zona asciutta e al riparo dall’umidità gli armadi della sala Romeo e i circa 600 volumi anche del XVIII e XIX secolo che contengono. I tre consiglieri sono Angelo Spina, Mario Marano e Tania Spitaleri e gli armadi sono stati spostati all’interno della stessa Sala Romeo. Angelo Spina,  presidente della IV commissione consiliare, Angelo Spina, che ha preso l’iniziativa, spiega: «il nostro obiettivo prioritario era la salvaguardia dei libri e degli armadi. Sette mesi fa, come commissione, avevamo sollevato il problema ma da allora non era cambiato nulla. Adesso, in vista delle piogge e delle ulteriori infiltrazioni che potrebbero esserci, abbiamo deciso di intervenire in prima persona. Ringrazio la commissione e in particolare Mario Marano e Tania Spitaleri». 
Spostando gli armadi è venuta fuori la parete che nascondevano e la gravità delle infiltrazioni che, una volta di più, testimonia quanto sia urgente intervenire nella sala Romeo per evitare che la situazione peggiori ulteriormente. Slitta intanto il sopralluogo che una ditta dovrebbe effettuare sul tetto del palazzo delle culture per stimare la spesa necessaria per eliminare le infiltrazioni e ripristinare la sala.
Maria Gabriella Leonardi

17 settembre 2011

Lavori in corso all'ospedale dopo crollo del 19 agosto: è necessario finanziamento per riqualificare prospetto

E’ ancora inagibile l’ingresso nord ovest del pronto soccorso dell’ospedale di Giarre, dopo che lo scorso 19 agosto è crollato il controsoffitto nel locale riservato al 118, attiguo al pronto soccorso. A tutt’oggi, per accedere al pronto soccorso, bisogna entrare dall’ingresso principale del nosocomio; lo spazio antistante questo ingresso è stato, quindi, riservato alle ambulanze e degli avvisi appesi al muro ricordano il divieto di parcheggio in quella precisa area. I lavori sono in corso e per tutto il perimetro, l’edificio ospedaliero è transennato. 
Gli interventi in itinere consistono nella messa in sicurezza della facciata. Come spiegano all’Asp catanese, si tratta di opere provvisionali che vengono realizzate per evitare qualsiasi pericolo per gli utenti. Non è ancora stato definito quando si concluderanno, lo stabiliranno ulteriori verifiche e sopralluoghi. Il pronto soccorso, anche se vi si accede da un ingresso differente, è pienamente operativo, come sempre e come il resto dell’ospedale.
I lavori sono in corso ma ciò che ci vorrebbe è un finanziamento significativo che serva per la riqualificazione  del prospetto dell’ospedale “Sant’Isidoro e San Giovanni di Dio”. Crescono, quindi, col tempo le esigenze dell’ospedale e anche il prospetto, quindi, come altre zone del nosocomio giarrese, esige, un’opera di manutenzione. E’, d’altra parte, risaputo come il presidio di via Forlanini sia stato inaugurato già vecchio, dopo che ci sono voluti per costruirlo trent’anni, decine di imprese e di miliardi delle vecchie lire. 
Maria Gabriella Leonardi

13 settembre 2011