giovedì 29 dicembre 2011

Ato Joniambiente senza un sito per il compostaggio: ecco perchè

Lo scorso mese di novembre l'Ato Joniamenbiente ha perso l'opportunità di potere accedere a dei finanziamenti per la realizzazione di impianti di compostaggio in quanto, nell'ambto dei 14 comuni dell'Ato, non è stato individuato un sito idoneo per questo tipo di impianti. L'impianto di compostaggio trasforma la frazione umida dei rifiuti in terriccio e concime. Il fatto di non disporre di un impianto di compostaggio nell'ambito dell'Ato comporta un inevitabile aumento di costi (che, in ultima analisi, ricadranno sui cittadini)dovendo portare i rifiuti da trattare altrove. Pare poi impossibile che nel territorio di 14 comuni, piuttosto estesi, non sia stato individuato uno spazio ideoneo. Ieri, in occasione del consueto incontro con la stampa per lo scambio di auguri, il presidente dell'Ato, Francesco Rubbino, ha spiegato perchè: "Questo tipo di impianti - ha detto - richiede determinati requisiti: deve, ad esempio, essere costruito ad una determinata distanza dalle case e gran parte del territorio dei comuni dell'Ato ricade all'interno del parco dell'Etna, del parco del Nebrodi e della valle dell'Alcantara, tutte zone ove vigono determinate limitazioni". L'impianto, inoltre, è di quelli più "odiati" dalle popolazioni in quanto crea cattivi odori. L'ultima parola, però non è detta: "mi sto attivando - afferma il presidente dell'Ato - affinchè ci sia possibile costruire un centro di compostaggio in un sito che non crei inconvenienti ai cittadini".
Un altro tipo di impianto molto utile nel ciclo del riciclo dei rifiuti è l'impianto che tratta la cosiddetta frazione secca: in questo impianto andrebbe conferita solo la plastica che qui sarebbe lavata, selezionata in base alla qualità, pressata e portata poi nei centri di riciclo. Questo tipo di impianto non crea gli inconvenienti di quello di compostaggio e potrebbe facilmente essere individuato un sito nell'ambito dei comuni dell'Ato con risparmio di risorse, visto che, al momento, la plastica dell'Ato Joniambiente viene conferita in un centro a Camporotondo Etneo. Purtroppo,al momento la Regione ha esaurito i finaziamenti della Comunità europea per questa finalità e si attende un rifinanziamento.
Per quanto riguarda poi, il comune di Giarre, il più grande dell'Ato Joniambiente, non è ancora giunto all'Ato il progetto per la realizzazione dell'isola ecologica, fondamentale per mettere a punto la raccolta differenziata dei rifiuti.
Maria Gabriella Leonardi
22 dicembre 2011 

mercoledì 28 dicembre 2011

Inaugurato museo degli strumenti musico-popolari nel mondo

Giarre, che da anni si propone come “città dei musei” si è arricchita di una nuova esposizione permanente: si tratta del nuovo museo degli strumenti musico-popolari nel mondo che raccoglie una sessantina circa di strumenti provenienti dalla collezione  privata di Carmelo Chillari, storico padre del folklore a Giarre, fondatore del gruppo folk “Kallipolis”. 
L’esposizione è stata inaugurata martedì sera, in una sala all’interno del palazzo  delle culture di piazza Macherione, alla presenza del sindaco Teresa Sodano, del vice-sindaco Leo Cantarella, dell’assessore Giuseppe Cavallaro e dei consiglieri Fabio Di Maria e Tania Spitaleri. I pezzi museali esposti permettono al visitatore un singolare viaggio tra le usanze, le musiche e i suoni dei popoli del mondo. Si scopre, così, che esistono dei marranzani anche in Corea e in Perù; si può ammirare un flauto messicano e sentire il suono che richiama i monaci tibetani, emesso da una campana “sui generis”. Uno spazio del museo è dedicato alle varie fasi della costruzione del tamburello.
Nel museo non potevano mancare le testimonianze delle attività del gruppo folkloristico “Kallipolis” che dal 1975, in giro per il mondo, porta il nome di Giarre. «Il gruppo Kallipolis è famoso nel mondo - ha commentato il sindaco Sodano – e con la sua passione per la cultura popolare esporta il nome di Giarre». Proprio qualche giorno fa, l’associazione Kallipolis, insieme ad altre sei associazioni giarresi, è stata riconosciuta quale istituzione di interesse culturale da parte del Ministero dei Beni culturali; in un albergo di Viagrande sono stati consegnati i riconoscimenti nel corso di una cerimonia alla quale hanno preso parte anche il sindaco e l’assessore Cavallaro. Martedì sera, a Carmelo Chillari l’amministrazione ha voluto consegnare una targa quale riconoscimento per l’attività svolta con la sua associazione, ora ampiamente documentata nel neo museo. Accanto all’esposizione si trova una sala usata dal gruppo Kallipolis per le prove. Negli intendimenti di Chillari vi è quello di allargare il museo arricchendolo anche di abiti folk. 
Trovandosi a piano terra, vicino l’ingresso di via De Roberto, il museo degli strumenti popolari nel mondo sarà anche facilmente visitabile. 

Maria Gabriella Leonardi

22 dicembre 2011

Consiglieri dell'Mpa (il partito del sindaco) abbandonano l'aula per chiedere verifica di maggioranza

Hanno abbandonato l’aula i consiglieri dell’Mpa e altri vicini al gruppo, facendo venir meno il numero legale nel Consiglio comunale di lunedì scorso. «Il gruppo dell’Mpa – ha detto il capogruppo Gaetano Cavallaro - fermo restando l’impegno a votare tutti i debiti fuori bilancio entro l’anno, ha ritenuto opportuno abbandonare i lavori del Consiglio in attesa di un incontro di verifica con il sindaco». Settimane fa l’Mpa aveva, infatti, chiesto al sindaco di verificare la sua maggioranza. «Questa maggioranza è alla frutta – hanno dichiarato i consiglieri di opposizione Josè Sorbello e Tania Spitaleri -: è un paradosso che il partito del sindaco abbandoni l’aula». 
All’ordine del giorno, c’era il riconoscimento di dieci debiti fuori bilancio, sette dei quali relativi a decreti ingiuntivi per somme spettanti alle ditte che hanno rimosso la sabbia vulcanica, ma non quella dell’estate scorsa, addirittura quella del 2007! Se questi debiti non saranno riconosciuti entro l’anno, andranno a gravare nel bilancio del 2012, complicando il rispetto del patto di stabilità. Sulla questione, in una nota, il sindaco Teresa Sodano dichiara: «Si è trattato di un’autodeterminazione da parte dei consiglieri comunali dell'Mpa che non è stata preventivamente comunicata al sindaco nè agli assessori di riferimento. Per quanto riguarda l'aspetto amministrativo, i consiglieri si assumono la responsabilità delle loro decisioni prese autonomamente; quanto all'aspetto politico, da qui a Natale, visti i molteplici impegni istituzionali, non sarà possibile avviare alcun confronto. Dopo le festività natalizie ci sarà occasione per capire le motivazioni che hanno spinto i consiglieri del mio partito ad assumere questa posizione». 
Maria Gabriella Leonardi

21 dicembre 2011

Contratto di quartiere: i lavori dovranno iniziare entro l'8 marzo 2012

Entro l’8 marzo dell’anno prossimo dovranno prendere il via i lavori relativi al contratto di quartiere di Giarre. Lo afferma l’ing.Pina Leonardi, dirigente comunale della III area a cui avevamo chiesto a che punto è giunto l’iter di questo importante progetto. «L’assessorato regionale alle Infrastrutture – ha risposto in una nota l’ing.Leonardi - ha comunicato l’approvazione del progetto esecutivo, da parte del comitato paritetico di Roma e, pertanto, con nota ufficiale, avendo già stanziato la somma di 6 milioni di euro per il “Contratto di quartiere” di Giarre, ha autorizzato il Comune di Giarre a procedere all’espletamento  della gara, la cui competenza è dell’Urega di Catania  (Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici). I lavori, cosi come previsto dal protocollo siglato a Palermo nella primavera scorsa dal sindaco Sodano, dovranno iniziare entro l’8 marzo 2012».
I contratti di quartiere sono programmi di recupero e riqualificazione urbana in aree degradate e in cui sono carenti i servizi. L’annuncio che Giarre aveva ottenuto un finanziamento di 6 milioni di euro per il Contratto di quartiere “Teatro al Carmine” venne dato, nel marzo 2010, dal Governatore Lombardo in visita in città. Da allora prosegue l’iter di questo importante progetto che prevede la demolizione degli alloggi popolari di via Carducci, di proprietà del Comune e la realizzazione di 48 nuovi alloggi di edilizia residenziale. Prevista anche la realizzazione, al piano terra del complesso di edilizia residenziale,  di un centro sociale. Il progetto contempla, altresì, la realizzazione di due strade perimetrali laterali al fabbricato e un parcheggio nell’area sud del lotto, tra il nuovo organismo edilizio e la via Teatro. 
Prevista, inoltre, la sistemazione del parcheggio a raso, non asfaltato di via Teatro e il recupero del teatro, che forse è l’opera pubblica incompiuta più “anziana” di Giarre. 
Maria Gabriella Leonardi

13 dicembre 2011

mercoledì 21 dicembre 2011

Dopo l'ospedale ora tocca al tribunale?

L'amministrazione comunali adotti tutti i provvedimenti necessari per il mantenimento a Giarre degli uffici giudiziari. E' il senso della mozione approvata ieri sera, all'unanimità, dal Consiglio comunale, a fronte del rischio che Giarre e il suo hinterland, ancora una volta corre: perdere altri servizi, e stavolta si tratta della sezione staccata del Tribnale e dell'ufficio del Giudice di Pace. La Legge n. 148 del 14/09/2011 di conversione del Decreto Legge n.138 del 13/08/2011, ha delegato, infatti, il Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, con la soppressione o la riduzione delle sezioni distaccate di Tribunali e degli Uffici del Giudice di Pace. Nel mirino anche gli uffici giudiziari giarresi.
Ieri la seduta si è aperta con con l'intervento in aula dell'avv.Giuseppe Fiumanò, presidente dell'Associazione giarrese avvocati Aga. Fiumanò ha spiegato che Giarre ha tutti i requisiti per mantenere la sezione staccata del Tribunale, a partire dalla sede di corso Europa e dalla popolazione che serve. Il problema è la competizione con le città vicine, ad esempio, Acireale. L'avvocato ha spiegato che non è ancora stato deciso nulla in proposito e che è importante parlarne ora per difendere questo presidio di legalità. Per salvare ufficio Giudice di pace sarà, invece, necessario che il Comune, o un consorzio di Comuni, si facciano carico di tutte le spese, incluse quelle del personale. Fiumanò ha sottolineato anche che la questione riguarda tutti i 10 comuni del comprensorio e che quindi è importante che anche loro approvino atti analoghi alla mozione giarrese.
Sono seguiti gli interventi dei consiglieri Gaetano Cavallaro, Tania Spitaleri, Josè Sorbello, Orazio Pagano, Santo Vitale, Leo Patanè e del presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci.
Il sindaco Teresa Sodano è quindi intervenuta sottolineando come i tagli che colpiscono la città, e tutta l'Italia, vanno inquadrati nella più generale crisi economica mondiale. Il sindaco ha elogiato l'attività delle associazioni ribadendo il ruolo che la politica, e segnatamente, l'amministrazione e i consiglieri hanno svolto nella difesa dell'ospedale, della Serit e ora anche del Tribunale. Il sindaco ha dichiarato che pretenderà che gli altri comuni del comprensorio si consorzino per dividere le spese per il Giudice di Pace.
A margine della seduta il consigliere provinciale Salvo Patanè, presente in aula, ha espresso la sua soddisfazione per avere contribuito ad aprire in città un confronto su questo tema, con il movimento "Liberi e cittadini" insieme all'Aga.
Maria Gabriella Leonardi

14 dicembre 2011

Distretto "Mare dell'Etna": ne valeva la pena aderire?

Il Consiglio comunale di Giarre ha approvato l’adesione alla costituenda società consortile denominata “Il Mare dell’Etna” che da vita all’omonimo distretto turistico. Questi distretti possono essere promossi da enti pubblici e da privati e comprendono ambiti territoriali appartenenti anche a più province e caratterizzati da offerte qualificate di attrazioni turistiche e/o di beni culturali, ambientali, inclusi i prodotti tipici dell'agricoltura o dell'artigianato locale. Aderirvi è importante per potere ottenere finanziamenti attraverso appositi progetti integrati.
In Consiglio comunale il sindaco Teresa Sodano ha ribadito le motivazioni che hanno portato il Comune di Giarre a uscire dal distretto “Taormina-Etna” per aderire al costituendo distretto turistico “Il mare dell’Etna”, a partire dall’esigua percentuale societaria detenuta dal Comune di Giarre nelle due società del “Taormina Etna” lo 0,63% in uno e l’1,18% nell’altro. Del nuovo distretto turistico “Mare dell’Etna” il Comune di Giarre è, invece, uno dei soci fondatori e vi partecipa con una percentuale maggiore: il 5%. Come già spiegato in passato dal sindaco, il Comune di Giarre non aveva ottenuto benefici di rilievo o finanziamenti attraverso il distretto “Taormina Etna” da qui la decisione di uscirne. Dall’opposizione Josè Sorbello ha definito, invece, incomprensibile l’adesione al distretto  “Mare dell’Etna” che raccoglie Comuni molto diversi tra loro. Peraltro i comuni confinanti con Giarre (Mascali, Riposto e Fiumefreddo) sono rimasti nel Taormina-Etna, mentre adesso Giarre aderisce a un distretto in cui si ritrova con realtà come Motta Sant’Anastasia o Camporotondo che sono molto diversi da Giarre. Tania Spitaleri ha, invece, rilevato che le associazioni e gli enti privati giarresi non hanno aderito a questo distretto, mentre, invece, ne fanno parte enti privati di Acireale. «A breve- ha annunciato l’assessore al turismo Giuseppe Cavallaro – inizieremo a concertarci con le associazioni e le attività economiche del territorio per presentare progetti che portino vantaggi economici».

Maria Gabriella Leonardi



Il Consiglio comunale di Giarre ha di recente approvato l’adesione al costituendo consorzio “Il mare dell’Etna” che da vita all’omonimo distretto turistico di cui Acireale è comune capofila. Ne fanno parte anche comuni lontani da Giarre - come Motta Sant’Anastasia e Camporotondo - mentre i comuni confinanti, Riposto e Mascali, sono rimasti con il distretto “Taormina Etna”. 
Anche Giarre, in precedenza, apparteneva al “Taormina Etna” e, in proposito, l’assessore al turismo Giuseppe Cavallaro ci ha spiegato: «Ci è sembrato doveroso transitare ne “Il mare dell’Etna” dato che il distretto “Taormina Etna” non aveva riconosciuto alcun tipo di iniziativa a vantaggio della città». 
Abbiamo, quindi, chiesto ad alcuni gestori di B&b cosa ne pensano di questo passaggio dal “Taormina-Etna” a “Il mare dell’Etna”. 
Lorenzo La Spina, che conduce un B&b a Macchia, ci dice: «Sul piano strettamente economico il distretto “Taormina Etna” non mi ha portato niente ma il ritorno d’immagine era buono, grazie alla pubblicità in ambito nazionale». Lorenzo si dice anche perplesso in merito all’aggregazione con comuni lontani da Giarre ma conclude: «il nuovo non per forza deve spaventare, vediamo che succede». 
Massimo Finocchiaro, nel suo B&b nel centro di Giarre,  lavora con i turisti solo d’estate mentre, in genere, ospita rappresentanti, operai temporaneamente a Giarre e anche siciliani emigrati che tornano per le vacanze. «Dal distretto “Taormina Etna” – dice – non ho avuto alcun beneficio, mi auguro che con il nuovo distretto sia diverso». 
Antonio Ansaldo gestisce, invece, un B&b a Carruba: «Di certo – afferma - c’era un ritorno di immagine molto forte col “Taormina-Etna”, anche se non altrettanto in termini di prenotazioni dirette, cioè tramite il loro portale. “Mare dell’Etna” è una scommessa dal potenziale tutto da scoprire, speriamo di avere una maggiore partecipazione e rilanciare il nostro territorio in una chiave nuova». 
Gaetano Ginardi conduce un B&b nel centro di Giarre e ha seguito da vicino la vicenda: «Sebbene – commenta - il distretto “Taormina Etna” non abbia portato benefici diretti, in termini di prenotazioni, presso il nostro B&b, riconosco che l'investimento pubblicitario condotto sul fronte nazionale ed internazionale (cartelloni pubblicitari in aeroporti e metrò anche all' estero) sia stato di grande utilità per la promozione del nostro territorio, con probabili ricadute positive su tutta la ricettività dell'area. La costituzione di un distretto concorrente piuttosto che sinergico, a mio parere, non rafforzerà il turismo nella nostra area ma rischierà di disperdere le energie apportate dai finanziamenti derivanti. I comuni di Giarre e Riposto, inoltre, avrebbero dovuto unirsi piuttosto che dividersi, per consolidare un'offerta turistica complementare dall'indiscusso valore. Mi auguro – conclude - che alla costituzione del distretto “Mare dell' Etna” seguano adeguati investimenti sulla pubblicità delle nostre risorse anche a livello internazionale, così come il distretto “Taormina Etna” aveva, con merito, già fatto».

Maria Gabriella Leonardi

8 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011

Incrocio via Sciuti via Carolina, senza specchio parabolico è pericoloso

L’incrocio tra via Sciuti e via Carolina, a due passi da piazza Duomo, da qualche settimana, è meno sicuro. Questo incrocio, infatti, tra due strade abbastanza strette, è senza visuale: chi scende da via Carolina non vede se un’auto sta uscendo da via Sciuti e chi si trova in via Sciuti e deve svoltare in via Carolina non vede se sta scendendo una vettura su questa arteria. Per questo motivo un utilissimo specchio parabolico permetteva agli automobilisti in marcia su via Carolina e su via Sciuti di vedersi. Ma da qualche settimana questo specchio non c’è più e, per evitare che si verifichino degli incidenti, sarebbe opportuno che venisse ripristinato al più presto. Lo abbiamo segnalato al Comune. In una nota, l'ufficio segnaletica e manutenzioni comunica che la necessità di ripristinare questo specchio «era stata oggetto di segnalazione. Lo specchio è  stato rotto probabilmente da un mezzo pesante sarà quanto prima collocato ex novo».

Maria Gabriella Leonardi

6 dicembre 2011

lunedì 19 dicembre 2011

A 828 utenti non è ancora arrivata la Tarsu

A Giarre ci sono molti abitanti che da mesi, ormai, aspettano l’arrivo del bollettino della Tassa sui rifiuti solidi urbani di quest’anno.
Alla fine dello scorso mese di agosto il Comune aveva comunicato le modalità di pagamento della Tarsu il cui importo totale, può essere suddiviso in quattro rate, con scadenza la prima rata il 31 agosto scorso, la seconda il 31 ottobre scorso, la terza 31 dicembre prossimo e la quarta il 29 febbraio 2012. Nella comunicazione del Comune veniva anche precisato che se i bollettini fossero pervenuti in ritardo rispetto al termine stabilito per il pagamento della prima rata, non sarebbe stata applicata alcuna sanzione. Siamo, ormai, a dicembre e a fine mese scade il termine per pagare la terza rata: chi non ha ancora ricevuto i bollettini potrà pagare, quindi, più tardi rispetto agli altri ed entro quando? Si tratta di una questione importante perché le persone devono potersi organizzare nelle spese che devono affrontare. E poi, perché molti utenti non hanno ancora ricevuto questi bollettini? Abbiamo posto queste domande al dirigente finanziario del Comune, il dott.Letterio Lipari, che, in una nota, ci ha risposto: «Premesso che il recapito della Tarsu per legge è ammesso entro il 31 dicembre 2012, gli utenti che fino ad ora non hanno ricevuto i bollettini Tarsu, sono complessivamente 828. Il ritardo del recapito è stato determinato da un disguido tecnico di software che è stato adesso risolto, e che trattasi, comunque, di soggetti per i quali risulta una superficie dichiarata notevolmente difforme da quella indicata nel catasto metrico. Tali utenti riceveranno quanto prima i bollettini e i termini di scadenza saranno considerati validi per tutti i versamenti che saranno effettuati entro il 30 aprile 2012.  Peraltro – conclude la nota del dott. Lipari – si evidenzia che trattasi di avvisi bonari rispetto ai quali, dal mese di giugno 2012, se ne solleciterà il pagamento ai contribuenti inadempienti».
Insomma, chi non ha ancora ricevuto la Tarsu deve aspettare un importo più salato rispetto a quanto ha pagato l’anno scorso.
Maria Gabriella Leonardi

6 dicembre 2011

venerdì 16 dicembre 2011

Apertura domenicale dei negozi e primi appuntamenti di dicembre

A partire da oggi, i negozi saranno aperti anche di domenica. In corso Italia la mattinata sarà animata dalla tradizionale “Coppa Natale”, raduno di auto d’epoca giunto quest’anno alla ventesima edizione. «La domenica – afferma il presidente di Confcommercio Armando Castorina – è il giorno propizio per fare acquisti: i clienti possono, infatti, parcheggiare gratuitamente nelle vie cittadine». L’assessore allo sport spettacolo e turismo, Giuseppe Cavallaro, sottolinea l’impegno dell’amministrazione che quest’anno ha già provveduto all’installazione delle luminarie per creare un’atmosfera natalizia, e afferma: «dopo l’assestamento di bilancio, con le poche risorse disponibili, sarà allestito un modesto cartellone per il Natale: nei prossimi giorni il programma sarà ufficializzato». Giarre, d’altra parte, non è l’unico Comune che appronta un calendario natalizio last minute e bene o male tutti i Comuni sono nella stesa situazione. Qualche attrattiva che serva a dirottare clientela dai centri commerciali al centro di Giarre appare necessaria. I commercianti, nei prossimi giorni, intanto allestiranno le varie composizioni decorative natalizie nelle vie commerciali.
Nell’attesa di una calendario di attività, in questa settimana, oltre alla Coppa Natale, un altro appuntamento tradizionale ritorna: il consueto concerto dell’Immacolata della corale polifonica Jonica, la più antica della Sicilia. L’8 dicembre, nel Duomo, la corale si esibirà insieme al gruppo corale Gialuth di Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone. Gruppo corale e sindaco della cittadina friulana saranno ospiti dell’assessorato alla cultura del Comune di Giarre, retto dal dott. Leo Cantarella.
Maria Gabriella Leonardi

4 dicembre 2011


Presentato il volume su Biagio Andò, sindaco del popolo

«Biagio Andò il sindaco del popolo» è il titolo del volume che raccoglie gli atti del convegno tenutosi a Giarre lo scorso 6 giugno, a 50 anni dalla morte dell’illustre politico giarrese. Ieri il volume è stato presentato nel salone degli specchi in un incontro organizzato dall’assessorato alla cultura e dalla Società giarrese di storia patria. «Questa iniziativa – ha spiegato il preside Girolamo Barletta, presidente della Società di storia patria – completa il ricordo che Giarre doverosamente ha tributato al primo sindaco del dopoguerra, deputato della Repubblica per due legislature». «Quando il 6 giugno scorso si è tenuto l’importante convegno dedicato a Biagio Andò – ha aggiunto il sindaco Teresa Sodano – è stato auspicata la pubblicazione degli atti. Questo volume è quindi un importante risultato e anche una testimonianza che va ad arricchire la storia locale». «E’ importante - ha concluso il vice-sindaco e assessore alla cultura Leo Cantarella - ricordare un personaggio come Andò, esempio per la collettività e per i giovani. Il senso delle istituzioni era il suo pane quotidiano, e questo è particolarmente significativo in un momento come questo di crisi delle istituzioni». Il libro è stato distribuito dietro una libera offerta devoluta per la realizzazione della porta di bronzo della chiesa madre. «Andò – spiega il preside Barletta- non era credente ma era rispettoso della fede. Durante la sua sindacatura il Consiglio comunale da lui presieduto dedicava una somma per il quaresimalista. Inoltre Andò contribuì per la sepoltura di don Tommaso Leonardi dentro la chiesa madre».
Maria Gabriella Leonardi

3 dicembre 2011

mercoledì 14 dicembre 2011

L'arte del presepio conquista i giovani

L’arte del presepe è antica, ma conquista i giovani e lo dimostra il fatto che anche dei giovani sono membri della sezione giarrese dell’associazione “Amici del presepio” che gestisce il Museo del presepio sito in via Meli 3. Uno di loro, Giuseppe Tripoli, autore di alcuni artistici presepi esposti nel Museo racconta: «Oltre alla passione nel creare le miniatura vi è anche un messaggio religioso. Attraverso queste opere si esprime la nostra cultura e ciò in cui si crede». Giuseppe ha iniziato giovanissimo, a 18 anni, a creare il primo presepe elaborato. «Portiamo avanti una tradizione – racconta Santo Giuffrida – altrimenti, se non lo facciamo noi che siamo giovani, questa tradizione finirà». Tra i collaboratori del Museo anche Giovanni Grassi che spiega: «il Museo è vivo, si rinnova in continuazione ed è da visitare ogni anno perché sistemiamo sempre opere nuove». 
Ma la persona simbolo del Museo è di certo il presidente dell’associazione “Amici del presepio”, Salvatore Camiolo che con orgoglio ci mostra l’ultimo pregiato acquisto del Museo, un presepe napoletano di Pietrangelo De Martino di Castellamare di Stabia. Il presepe napoletano è caratteristico perché è ambientato in un quartiere popolare di Napoli. 
Il Museo del presepio espone pezzi presepiali costruiti sia dai soci della locale sezione “Amici del presepio”, sia da insigni presepisti italiani. Al piano terra sono esposti i presepi provenienti da diverse tradizioni culturali presepistiche italiane e straniere. Al primo piano sono, invece, esposti i diorami (ambientazioni in scala ridotta) che rappresentano scene evageliche.
Con l’avvicinarsi del Natale si sono intensificate le visite delle scolaresche, provenienti da tutta la Sicilia. Ogni giorno di dicembre sono previste visite. In questo Natale 2011 i visitatori potranno ammirare opere nuove come “L’attesa” di Giacomo Scuri di Villa di Serio (Bg) che raffigura la Madonna prima del parto. Nuove anche “la visitazione”di Antonio Floris di Roè Vociano (Bs) e “il riposo” di Domenico Puglisi con figure di Alessandro Martinisi che raffigura la sacra famiglia durante la fuga in Egitto. Originali anche “L’annunciazione” di Massimo Storti di Piadena (Cr), il presepio romano di Andrea Romano di Fiumefreddo di Sicilia e la “Ricerca dell’alloggio” di Fabio Modeo di Statta (Taranto). «Questa arte – spiega Camiolo – è un catechismo visivo, oltre alla Natività molti altri passi del Vangelo sono rappresentanti. Cerchiamo di andare avanti e di migliorarci nella qualità e nella quantità dei presepi. Gli spazi, purtroppo, insufficienti. Auspichiamo – conclude – un maggiore interessamento da parte delle istituzioni per far conoscere maggiormente il Museo».

Maria Gabriella Leonardi

dicembre 2011

Il Consiglio approva assestamento di bilancio

Martedì sera il Consiglio comunale ha approvato una manovra di assestamento del Bilancio per l’esercizio finanziario 2011. Il sindaco Teresa Sodano, rispondendo ad alcune obiezioni del consigliere di opposizione Josè Sorbello, ha precisato che non si tratta di un riconoscimento di debiti fuori bilancio ma piuttosto di una previsione di spesa in più per debiti che, quando a settembre è stato approvato il bilancio, ancora non si conoscevano. La manovra serve per evitare che a fine esercizio ci siano debiti fuori bilancio riconosciuti, ma senza copertura. Dall’opposizione, il consigliere Josè Sorbello ha continuato ad obiettare che è strano che il 27 settembre, quando è stato approvato il bilancio, non si conoscessero tali debiti.
In una nota, l’assessore al bilancio Leo Cantarella, evidenzia che «la manovra di assestamento tiene conto, nella sua esiguità,  del rispetto dei vincoli di Finanza pubblica (Patto di Stabilità) e del fatto che, per la prima volta, da parecchi anni, non occorre prevedere il finanziamento di disavanzo di amministrazione negli esercizi successivi. Da tale constatazione ne è derivata, l’insussistenza di esigenze di variazioni alle annualità 2012/2013 del Bilancio Pluriennale 2011/2013». L’assessore, inoltre, spiega che, relativamente alle entrate, «la manovra contiene meri aggiustamenti di previsioni di risorse correnti, non incidenti, per numero ed entità, rispetto alle previsioni adottate due mesi fa. Quanto alle nuove spese previste – continua Cantarella - si evidenziano 232.965,70 euro per debiti fuori bilancio, finanziati con la previsione di alienazioni patrimoniali di pari importo». L’assessore aggiunge che altra voce significativa delle variazioni di spesa sono le spese legali, il cui ammontare revisionale è pari ad euro 595.535,81. A tal proposito, ricordiamo che a gennaio 2009 il Consiglio comunale aveva approvato, all’unanimità, un atto di indirizzo ove si impegnava l’Amministrazione ad istituire l’ ufficio legale dell’Ente, grazie al quale il Comune potrebbe risparmiare somme significative. Ma a questo atto di indirizzo non si è dato seguito.

Maria Gabriella Leonardi

1 dicembre 2011

Domenica mattina con BioEtnicaMente /'A Fera Bjonica via di mezzo tra il mercato biologico e l’agorà

Cresce piano piano la manifestazione BioEtnicaMente /'A Fera Bjonica che domenica mattina, nell’ex macello di piazza Ungheria ha portato di nuovo a Giarre produttori biologici da tutta la Sicilia e promosso l’integrazione multietnica. La manifestazione, una via di mezzo tra il mercato e l’agorà, ha messo assieme persone che lavorano tra l’educazione alla mondialità e l’educazione ambientale; la “terra” è il loro luogo di incontro. Tante le persone che sono venute ad acquistare o anche solo a dare un’occhiata. Varie le specialità esposte, a partire dai dolci dalla cooperativa sociale l'Arcolaio dove lavorano i detenuti del carcere di Siracusa. Tra le esperienza più originali quella di Antonio Grimaldi, di Catania, che opera in un consorzio che lavora con i Gruppi di acquisto solidale, gruppi di persone che insieme fanno una richiesta cumulativa ai produttori: i consumatori usufruiscono di un prezzo più basso, i produttori aumentano la merce venduta. Tra gli espositori anche Roberto Vinci che a Carlentini alleva la gallina siciliana, una razza naturale abbandonata.
Passeggiando tra i vari banchetti si incontrava anche Gurcharanjii, un indiano che faceva conoscere i samosa,  involtini tipici del suo Paese.  Girando ancora si potevano assaggiare anche le tisane de “La casa del tè” di Raddusa, sede dell’unico museo del thè della Sicilia. Vincenzo Rinaldi, di Zafferana Etnea, faceva conoscere il mercato del contadino che organizza nella sua azienda insieme a mini eventi.  
Tury Privitera, giarrese e promotore di BioEtnicaMente /'A Fera Bjonica spiega: «”A fera bjonica” è un mercato di prodotti e articoli di artigianato. “Bio…etnica…mente” è un’aggregazione di associazioni promossa dal distretto socio-sanitario n°17 per promuovere l’accoglienza degli immigrati. Adesso “A fera bjonica” è entrata a far parte di “Bio…etnica…mente”». 
BioEtnicaMente / 'A Fera Bjonica tornerà ad animare l’ex macello di piazza Ungheria domenica 18 dicembre, dalle 9,30 alle 14.

Maria Gabriella Leonardi

29 novembre 2011

lunedì 12 dicembre 2011

La V commissione chiede bagni chimici per la villa Margherita e il ripristino della fontana artistica

La situazione di degrado in cui versa la villa Margherita, storica area a verde di Giarre, non è una novità. La problematica è stata esaminata anche nel corso di un recente sopralluogo della V commissione consiliare, presieduta da Salvo Zappalà. Alla ricognizione, erano presenti i consiglieri Gaetano Cavallaro, Santo Vitale, Leonardo Patanè, Orazio Pagano e Vittorio Valenti.
I consiglieri hanno appurato come i vialetti dell’area a verde siano spesso invasi da sporcizia, carte, sacchetti di plastica, buste di spazzatura, cartoni ed escrementi sia umani che animali. Una situazione non tollerabile per una villetta che si trova nel centro di Giarre.
La villa Margherita – come evidenzia, infatti, il presidente Zappalà – trovandosi sulla via principale, all’ingresso nord del centro cittadino, è la prima immagine che vede chi entra nel centro di Giarre e anche per questo è importante che sia sempre decorosa. La commissione ha, quindi, chiesto al dirigente e all’assessore di competenza la collocazione all’interno della villa di bagni ecologici.
I consiglieri hanno anche attenzionato la fontana artistica di “Nettuno” che si trova all’interno della villa Margherita. Si tratta di una storica fontana che un tempo godeva di una maggiore valorizzazione e visibilità e che però ormai è stata dimenticata. La commissione ha chiesto che la fontana di Nettuno venga pulita e messa in funzione.
Maria Gabriella Leonardi

29 novembre 2011

La colletta alimentare e la solidarietà dei giarresi verso i giarresi più poveri

Giarre e il suo hinterland hanno dato ieri il loro contributo generoso alla Colletta alimentare con centinaia di volontari dinanzi ai supermercati e migliaia di acquirenti donatori. La crisi c’è e si fa sentire, ma non riesce a smorzare il bisogno di aiutare l’altro. «Da un po’ di anni partecipo alla colletta – testimonia una volontaria, Daniela Panzera -. Credo che sia importante aiutare chi ha più bisogno di noi e non stare con le mani in mano». Ferdinando Guarrera ieri ha fatto il volontario della Colletta insieme alla moglie: «in questo periodo di crisi è bello aiutare chi è povero e sta peggio di noi. E’ un gesto che compiamo con il cuore e che fa vivere meglio». 
Qualche cliente era un po’sospettoso. A rassicurarlo, tra i tanti volontari, anche la dott.ssa Maria Grasso, farmacista, impegnata nella Caritas della parrochia “San Francesco d’Assisi al Carmine”. «A chi non si fida – racconta – ho confermato che anche il Centro Santa Chiara di corso Messina viene rifornito dal Banco Alimentare». In seno alla Caritas della parrocchia “San Francesco” la dott.ssa Grasso tocca con mano la povertà del nostro territorio: «sono aumentate le richieste  di alimenti, di vestiti e di coperte. A chiederci coperte sono immigrati: a Giarre ci sono case in cui abitano sino a dieci o quindici persone. Ma come dormiranno? Per questo hanno bisogno di coperte». La maggior parte di queste persone è rumena o bulgara. Non sempre la Caritas ha coperte da dare, mentre di vestiti è sempre rifornita: «forse qualcuno spedisce in patria i vestiti che riceve da noi» afferma la dottoressa che aggiunge: «sempre più spesso vengono anche italiani, soprattutto a causa della disoccupazione».
Nella preoccupante situazione di crisi e povertà che investe anche il nostro territorio nascono però iniziative che danno speranza, come quella raccontata da uno dei responsabili, a livello locale, della Colletta alimentare, il dott.Gianni Gulisano: «da qualche anno, alcune famiglie di Comunione e Liberazione curano un banco di solidarietà: sono delle famiglie che si occupano stabilmente di altre famiglie bisognose, non solo portando la busta della spesa, ma anche aiutando i bimbi a studiare con il doposcuola e altri momenti educativi». Anche la fraternità giarrese di “Comunione e Liberazione” è rifornita dal Banco Alimentare e quindi alle famiglie bisognose porta alimenti provenienti dalla raccolta di ieri. «Ci si scopre poveri non solo di beni materiali, ma anche perchè soli – spiega Gulisano –. Chi partecipa alla Colletta, come volontario o donatore, scopre il sentimento di un popolo commosso dal bisogno dell’altro. La Colletta è un modo educativo per contribuire al bene comune». 
Maria Gabriella Leonardi

27 novembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

Celebrata la giornata sulla violenza contro le donne, nel ricordo di Maria Rita Russo

A Giarre la celebrazione della giornata internazionale sulla violenza contro le donne ha un significato particolare, perchè qui, appena due anni fa, una donna, una maestra di 31 anni, Maria Rita Russo, è stata uccisa dal marito. Maria Rita morì il 22 novembre 2009. Ieri, nel suo ricordo, nella Sala Messina, si è tenuto un incontro intitolato "Giù le mani. Stop alla vioenza sulle done", moderato dalla giornalista Mariagrazia Tomarchio e organizzato dal 3°circolo didattico, diretto da Maria Stella Cardillo, con il patrocinio del Comune di Giarre. L'insegnante Adele Finocchiaro, collega di Maria Rita, sta fondando un'associazione intitolata a Maria Rita. Il sodalizio aprirà nel palazzo delle culture, uno sportello di ascolto e supporto alle donne vittime di violenza. L'associazione collaborerà con i servizi sociali e i Carabinieri e si occuperà di sensibilizzare il territorio su questo fenomeno. A Maria Rita sarà anche dedicato un premio letterario destinato alle scuole. Nel 2011 alla Compagnia dei Carabinieri di Giarre - come testimoniato dal tenente dei Carabinieri Filippo Testa - sono giunte 45 denunce per reati che vanno dalla violenza sessuale, allo stalking, alle percosse. La violenza è più frequente tra le mura di casa che tra estranei. Il sindaco Teresa Sodano sarà presidente onorario dell'associazione che si sta costituendo. Insieme al vice sindaco Leo Cantarella ha sottolineato: "Questa associazione deve servire a non far dimenticare questa tragedia familiare e tenere alta l'attenzione su questo fenomeno anche al fine di stimolare le istituzioni a legiferare e lavorare a favore delle donne". "La violenza subita da Maria Rita - ha detto la prof.Marinella Fiume - è subita da tantissime donne al punto che si sta diffondendo il termine "femminicidio". Il sacrificio di Maria Rita non sarà vano se servirà a salvare altre donne". Significativa la presenza all'incontro, della mamma di Maria Rita, Maria Celeste Vasta, orgogliosa di sua figlia che porta sempre nel suo cuore. La sorella di Maria Rita, Cetti, si augura che quanto accaduto alla sorella possa essere utile ad altre donne, perchè il veleno si trasformi in medicina.
Maria Gabriella Leonardi


m.g.l.) Era il 12 novembre 2009 quando Maria Rita Russo, 31 anni, durante una drammatica lite, veniva colpita più volte al viso e alla testa dal marito, Salvatore Capone, sergente dell’aviazione. I due erano in procinto di separarsi. L’uomo, dopo avere gettato addosso alla moglie del liquido infiammabile, le ha dato fuoco. L’80% del corpo di Maria Rita rimase ustionato. La donna, dopo dieci giorni, è morta nel reparto grandi ustionati del Cannizzaro, lasciando due figli di tre anni.
26 novembre 2011

lunedì 5 dicembre 2011

Interventi da realizzare nella biblioteca

Una struttura da valorizzare sotto tutti i punti di vista è la Biblioteca comunale “Domenico Cucinotta”. Ieri i consiglieri della IV commissione, presieduta da Angelo Spina, hanno effettuato un sopralluogo nella struttura, insieme al vicesindaco e assessore alla cultura, Leo Cantarella, e al dirigente Maurizio Cannavò. Gli interventi necessari nella struttura sono innanzitutto di ordine strutturale. Il presidente Spina ha chiesto ai tecnici del comuni di predisporre un progetto, da sottoporre all’amministrazione, per realizzare una scivola per i disabili. «Abbiamo sollecitato inoltre – aggiunge Spina – l’attivazione delle due postazioni internet all’interno della biblioteca». 
Un ulteriore intervento riguarda l’impianto di riscaldamento: se è possibile sarà riparata la caldaia altrimenti si predisporrà un piano per installare delle pompe di calore. 
Ma gli interventi strutturali non bastano per rilanciare la biblioteca ove, ultimamente, si registra un brusco calo di utenti: un po’ perché internet soppianta la consultazione dei libri, un po’ perché ci sono le strisce blu davanti alla biblioteca. Per questo si pensa ad organizzare nella sala conferenze iniziative culturali come ad esempio conferenze tematiche con proiezioni. Su impulso dell’assessore Cantarella, inoltre, la settimana prossima, la commissione effettuerà un sopralluogo nelle biblioteche delle frazioni di Macchia e San Giovanni Montebello.
Maria Gabriella Leonardi

26 novembre 2011

venerdì 2 dicembre 2011

Pendolari stretti stretti sul Minuetto delle 6.55. Da gennaio Trenitalia annuncia posti in più

Ore 6.55 circa. Alla stazione ferroviaria di Giarre – Riposto, ogni mattina, ci sono centinaia di pendolari, sia studenti che lavoratori, che aspettano di prendere il treno proveniente da Fiumefreddo di Sicilia e che li porterà a Catania alle 7:25. Si tratta di 28 minuti circa di viaggio su di un treno che già arriva a Giarre abbastanza pieno ed è poco capiente rispetto al numero di passeggeri che lo deve prendere. E così che, appena si aprono le porte del treno, comincia la gara per trovare un posto in cui sedersi durante il viaggio sino alla sospirata meta. « C'è un vero e proprio arrembaggio, la mattina, a chi può salire per primo, e sedersi» testimonia una pendolare. Non essendoci posto per tutti, pur di arrivare a Catania alle 7,30, molti passeggeri restano in piedi durante il tragitto. Il treno viaggia alcuni chilometri già affollato e, nel poco spazio che rimane, altri passeggeri cercheranno di inserirsi alle fermate di Guardia e Acireale. 
Da sempre i treni che viaggiano sulla linea Messina - Catania nella stazione di Giarre-Riposto vedono salire il maggior numero di passeggeri.  E il treno ogni giorno stretto  e affollato fa rabbia ai pendolari che pagano un abbonamento di 53 euro al mese per viaggiare scomodi. Ancor di più perché il treno delle 6,57 circa è un Minuetto, cioè un treno nuovo, anche se quello che arriva a Giarre – come testimonia un pendolare - ha qualche acciacco: qualche porta che non funziona e la porta del bagno che spesso resta aperta durante tutto il tragitto.  
Così qualche pendolare chiede a Trenitalia di sostituire il Minuetto con un treno che abbia più carrozze, in modo che ci sia spazio per tutti.
Abbiamo quindi girato la richiesta a Trenitalia la quale ci ha risposto che la problematica sollevata è già stata attenzionata dalla direzione di Trenitalia che pensa di potere aumentare i posti offerti a partire dal prossimo mese di gennaio.
Maria Gabriella Leonardi

25 novembre 2011

giovedì 1 dicembre 2011

Perchè l'Ato Joniambiente non è tra gli Ato finanziati dalla Regione per la costruzione di impianti di compostaggio

Diversi Ato rifiuti siciliani hanno ottenuto un finanziamento per la realizzazione di impianti di compostaggio, cioè di impianti che si occupano della trasformazione della frazione umida dei rifiuti solidi urbani in terriccio (o compost) e concime per il commercio. Nell’elenco di questi Ato, non figura l’Ato Joniambiente che, proprio in questi giorni, sta avviando in alcuni comuni la raccolta integrata dei rifiuti, basata sulla separazione, fatta nelle case, di tutti i rifiuti (quindi anche di quelli classificati come umido) all'interno di appositi contenitori/sacchetti consegnati gratis dalla società agli abitanti. 
Nella parte prima della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n.48 di venerdì scorso, 18 novembre 2011, è stato pubblicato il “Programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti”. Per questo programma è stato disposto un finanziamento complessivo di 94milioni686mila329 euro. 
Nella Gazzetta sono elencate le Società d’ambito destinatarie dei finanziamenti e vengono distinti i progetti da realizzare “a breve termine” e quelli da realizzare “a medio termine”. In nessuno dei due elenchi figura l’Ato Joniambiente. Abbiamo chiesto come mai al presidente dell’Ato Joniambiente, Francesco Rubbino, che ci ha spiegato: «In merito al programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti attraverso un impianto di compostaggio, questo Ato non ha presentato alcun progetto in quanto non è stata individuata un’area ritenuta idonea tra i 14 Comuni. Tuttavia – prosegue Rubbino - va sottolineato come, l’Ato Joniambiente, rimanga in attesa di una risposta dopo un ricorso avanzato alla luce dell’esclusione di questo Ambito territoriale ottimale da alcuni finanziamenti relativi all’adeguamento dei centri comunali di raccolta (sulla scorta del Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008) e dal finanziamento relativo all’acquisto di contenitori per la frazione organica».
Maria Gabriella Leonardi

24 novembre 2011

mercoledì 30 novembre 2011

Quanto costa la politica a Giarre e cosa si potrebbe ridurre

Di questi tempi si sente spesso dire che la politica prima di chiedere ai cittadini ulteriori sacrifici deve dare l’esempio, riducendo i propri costi. Abbiamo, quindi, chiesto al Comune quanto costa la politica giarrese e cosa si potrebbe ridurre. Da una nota della Ragioneria centrale emerge che, ogni anno, giunta e consiglieri costano ai giarresi 473 mila 913,40 euro. Le indennità degli organi istituzionali corrisposte mensilmente sono: per il Sindaco € 3.553,72 che moltiplicato dodici mesi fa 42mila644,64 euro l’anno. Vice sindaco € 1.954,56, in un anno €  23.454.72. Quattro assessori percepiscono l’importo mensile intero, € 1.599,18, cioè 6.396,72 euro al mese che in un anno sono 76.760,64 euro. Due assessori, essendo dipendenti pubblici, percepiscono la metà dell’importo intero cioè €  799,59 al mese: in un anno queste due indennità sono pari a € 19.190.16. Il presidente del Consiglio percepisce quanto un assessore 1.599,18 euro al mese, cioè 19.190,16 euro l’anno. Ogni consigliere comunale al mese percepisce €  1.066,11 che per 19 consiglieri comunali fa 20mila 256,09 euro al mese; in un anno il totale è di  € 243.073,08. Infine c’è il rimborso per restituzione della retribuzione per i permessi di lavoro di tre consiglieri impiegati presso ditte private, questo rimborso ammonta a 49.600 euro l'anno. 
Come spiegano dalla Ragioneria comunale, queste indennità sono stabilite dalla Regione per i Comuni fino a 30 mila abitanti. 
Cosa si potrebbe, quindi, risparmiare? Dipende in pratica dalla Regione Siciliana in quanto, come spiega la nota comunale: «Relativamente alle spese di indennità di carica per gli organi istituzionali, in Sicilia vige la Legge Reg.le n. 30/2000, e il successivo decreto del Presidente della Regione del 19 ottobre 2001. Contrariamente la Legge nazionale prevede la decurtazione del 10%, ma non è stata ancora recepita dalla Regione Sicilia». 
Per il resto, unico benefit di giunta e presidente del Consiglio comunale è il cellulare: mediamente la spesa si attesta sui 7 mila euro l’anno. Dalla scorsa primavera i pass per le strisce blu sono stati soppressi per tutti: assessori, consiglieri e giornalisti.
Maria Gabriella Leonardi

22 novembre 2011


m.g.l.) Non ricevono uno stipendio fisso ma gettoni di presenza per le sedute consiliari e di commissione, il cui ammontare non può comunque superare il tetto di un terzo dello stipendio del sindaco (1.066,11 lordi). Ci tengono a precisarlo i consiglieri comunali a proposito dei costi della politica giarrese. Le somme a loro destinate  variano in base al numero di presenze in Consiglio e commissione, mentre la tassazione sulla somma lorda percepita varia in base al reddito personale. Dal 1° gennaio 2009 si è passati dal regime dell’indennità a quello dei gettoni,  in tal modo le somme destinate ai consiglieri comunali sono state decurtate e il Comune risparmia. 
23 novembre 2011

Diffida-esposto della Rete delle associazioni per la manutenzione dell'ospedale di Giarre

E’ indirizzata al Procuratore della Repubblica di Catania, al Prefetto di Catania e al Commissario straordinario dell’Asp 3 di Catania la diffida-esposto, sottoscritta ieri sera dai membri della Rete delle associazioni e dei cittadini , per diffidare l’Asp 3 a dare concreta attuazione a tutti gli interventi manutentivi necessari a recuperare la piena agibilità dell’ospedale di Giarre, attivando tutte le iniziative necessarie per  garantire continuità alle prestazioni sanitarie, utilizzando, a tal fine, tutti i locali idonei. La diffida-esposto sarà inviata nei prossimi giorni, in essa la Rete diffida l'Asp anche a realizzare quanto previsto nel decreto assessoriale n. 747 del 12 marzo 2010 di riordino dell’offerta sanitaria nel presidi ospedalieri di Giarre ed Acireale. In particolare la Rete chiede al Procuratore, al Prefetto e al Commissario, ciascuno per la propria competenza, «di accertare qual è l’effettiva situazione di degradodel presidio ospedaliero, se sussistono omissioni di manutenzione, anche protratte nel corso del tempo, e se ne derivinoresponsabilità penali a carico di alcuno». Chiesto inoltre di «accertare altresì se si sono verificate inadempienze o mancato esercizio di controlli da parte delle Autorità amministrative preposte». 
Nella diffida-esposto si afferma, tra l’altro, che dopo l’abbondante caduta di cenere vulcanica che ha interessato Giarre tra giugno e luglio scorso non sono state puliti pluviali del presidio e questa potrebbe essere stata causa o concausa degli ultimi eventi a seguito del ristagno di acque piovane sui tetti e conseguenti infiltrazioni e crolli di alcuni solai. 
Dalla Rete delle associazioni, Angelo D'Anna, sottolinea: "Particolarmente importante risulterà verificare quali siano i contenuti del contratto di manutenzione integrata (ordinaria e straordinaria) che ci risulta intercorrere tra l'Asp e una ditta appositamente incaricata. Nel dettaglio, la ditta ci risulta dovrebbe verificare e controllare annualmente le strutture verticali e orizzontali dell'ospedale, rilasciando, peraltro, una documentazione sull'idoneità e integrità delle strutture stesse. Qual è stato negli anni l'esito di tali verifiche?"

Maria Gabriella Leonardi
22 novembre 2011

La Cgil interviene sulla situazione strutturale dell'ospedale "S.Isidoro e S.Giovanni di Dio"

Sui crolli e sulle criticità strutturali dell’ospedale di Giarre interviene la locale Cgil con una nota, firmato da Salvatore Cubito: «Sarebbe facile oggi – vi si legge - se non fosse amaro, dire “l’avevamo detto”, infatti, è dalla sua apertura che questa organizzazione sindacale ha evidenziato, inascoltata, le gravi carenze strutturali presenti nell’ospedale che mettevano a rischio l’incolumità di operatori e pazienti. Ora è giunto il momento di dire basta a chi in maniera superficiale ed irresponsabile continua a mettere a rischio la vita di chi dentro la struttura ci vive e di chi è costretto a starci per curarsi».
Per la Cgil è inaccettabile che nel 2011 non si dia priorità alla sicurezza. «Le decine e decine di milioni di euro sprecati negli anni hanno delle precise responsabilità politiche – sostiene il sindacato - che riguardano i governi regionali che si sono succeduti e l’Amministrazione Comunale che di fatto ha accettato passivamente le scelte politiche di chi ha prodotto smantellamento di Servizi e Divisioni senza creare alternative per il territorio». Per la Cgil su eventuali responsabilità  sugli sprechi delle risorse sarà la magistratura a pronunciarsi. Il sindacato evidenzia che strutture sanitarie come l’ex Inam, l’ospedale di Linguaglossa ed il vecchio ospedale- dove sono state impegnate risorse per la sicurezza- continuano a rimanere vuoti ed inutilizzati nonostante la forte domanda di sanità. «Che si aspetta – chiede la Cgil - a potenziare i servizi in queste strutture considerato che  non ci vorrebbe grande dispendio di risorse?  E nel nuovo ospedale quali sono gli spazi che rimangono utilizzabili e sicuri per un’adeguata assistenza?». Sulla messa in sicurezza del presidio il commissario straordinario dell’Asp Gaetano Sirna dice «lunedì procederemo con le operazioni preliminari per il ripristino del solaio di copertura del corridoio panoramico, attualmente transennato, per il mantenimento del collegamento della zona Nord-Est con il laboratorio d?analisi, la radiologia e la tac. Inoltre, per assicurare gli interventi in urgenza e l?assistenza, verrà effettuata una verifica dei due corridoi di collegamento tra il Pta e la zona degenza, verranno avviati i lavori di impermeabilizzazione del terrazzo di copertura sovrastante il reparto di lungodegenza e l?ambulatorio di ginecologia, oltre alla verifica dei solai di copertura della predetta zona Nord-Est». 

Maria Gabriella Leonardi
19 novembre 2011

Liceali insegnano a pensionati come si usa internet

Internet che, di solito, allontana vecchie e nuove generazioni stavolta le avvicina grazie al progetto "Nonni sud internet" che ha preso il via ieri, nel Liceo scientifico "Leonardo". Sino a marzo 21 pensionati dell'Anteas Cisl (Associazione nazionale terza età onlus) saranno affiancati da altrettanti liceali che li aiuteranno nell'apprendimento dell'uso del computer e di internet. Il piano "Nonni sud internet" è promosso dalla fondazione “Mondo digitale” in partnership con l'Anteas, l'Auser e con il sostegno di Fondazione con il sud. Responsabile del progetto è la prof.ssa Grazia Raciti, docente del “Leonardo”. «Come circolo Anteas Fnp di Giarre abbiamo accolto con molto entusiasmo questa iniziativa anche attraverso l’Anteas nazionale», afferma Enzo Orazio Tornatore, presidente del circolo: «siamo consapevoli – continua - dei problemi che ogni giorno gli anziani si trovano ad affrontare con l’informatica. Con questo progetto vogliamo favorire una migliore conoscenza della materia e permettere la socializzazione attraverso le nuove tecnologie». Scopo del progetto è l’alfabetizzazione informatica dei pensionati: «a loro volta i pensionati che seguono questo trasmetteranno le conoscenze apprese ad altri pensionati» aggiunge Mario Cocuccio, responsabile zona della Cisl. La prof.ssa Pina Previtera, coordinatrice regionale delle donne pensionate della Cisl e membro del direttivo di Giarre, sottolinea come la maggior parte dei partecipanti al corso siano donne, forse più intraprendenti e pronte rispetto agli uomini nell’affrontare nuove sfide  dopo il pensionamento. «Spesso – spiega la Previtera- molti pensionati pur essendo laureati rischiano l’analfabetismo di ritorno perché non avendo dimestichezza con l’informatica ed internet restano esclusi dalle forme di socializzazione più avanzate. In Sicilia questa iniziativa, sollecitata dall’Anteas nazionale, si tiene a Marsala e a Giarre».
Maria Gabriella Leonardi

17 novembre 2011

giovedì 24 novembre 2011

In attesa della verifica politica tra Mpa e Pdl

Sono giorni di attesa per la politica giarrese dopo che nell’ultima seduta del Consiglio comunale il capogruppo dell’Mpa, Gaetano Cavallaro, ha chiesto al sindaco una verifica politica della maggioranza, a seguito della querelle tra l’amministrazione e il consigliere Pdl Patrizia Lionti, appoggiata dal collega di partito Fabio Cavallaro. Poco dopo la richiesta è venuto meno in aula il numero legale e la seduta è stata sospesa. «Ho formulato la richiesta – spiega Gaetano Cavallaro - a nome di tutto il gruppo dell’Mpa. La sera prima ne avevamo discusso e abbiamo concordato che qualora fosse proseguita questa diatriba avremmo preso posizione. Adesso l’iniziativa passa al sindaco perché veda chi sostiene l’amministrazione e chi no». Cavallaro sottolinea che divisioni nel Pdl se ne erano già registrate in passato e che con la crisi economica gli Enti locali dovranno stringere la cinghia: per questo è bene che sia chiaro quanti consiglieri sostengono la giunta sino alla fine della consiliatura. Cavallaro smentisce di chiedere un assessorato per il dott. Pippo Donzello, suo politico di riferimento: la sua è una richiesta di verifica politica vera e propria.
A Roma come a Palmero Pdl ed Mpa non sono più alleati da tempo e quello che accade a livello nazionale con ogni probabilità avrà ripercussioni a livello locale: forse prima di indire una verifica si attende che si definisca il quadro nazionale. Per intanto, il coordinatore cittadino del Pdl, l’assessore provinciale Pippo Pagano, dice soltanto: «Quando ci chiameranno per una verifica parteciperemo e in quel momento decideremo cosa fare».
Maria Gabriella Leonardi

17 novembre 2011

Nasce una bimba all'ospedale di Giarre dove non esiste il punto nascita

E’ nata una bimba ieri nel pronto soccorso dell’ospedale di Giarre. E’ la seconda volta, da quando nel 2008 è stato chiuso il reparto di ostetricia e ginecologia nell’ospedale “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro”, che c'è un parto nel pronto soccorso di Giarre. Così com’è avvenuto per la prima volta, anche in questo caso la bimba è figlia di genitori stranieri. Laura, questo il nome della bimba, ha i genitori cinesi ma, essendo nata a Giarre è giarrese a tutti gli effetti.
La bimba è venuta alla luce intorno alle ore 14,30 assistita dalla dott.ssa Maria Grazia Lauria, dalla dott.ssa Rossella Sallemi e dal medico chirurgo dott. Enzo Venuto. Il primario del reparto di ostetricia e ginecologia di Acireale, dott. La Spina, ha inviato a Giarre un équipe per trasferire la piccola al "S.Marta e S.Venera".
A gennaio del 2010 nell’ospedale di Giarre era già nato un bimbo, figlio di filippini che non sapevano della chiusura del punto nascita. Questo secondo parto dimostra l’importanza per il territorio di avere un presidio in grado di affrontare le urgenze. Meno di un mese fa in Consiglio comunale si è discusso della situazione critica dell’ospedale. Il presidente del civico consesso, Raffaele Musumeci, auspica che la nascita di Laura rappresenti un segno di speranza per il nosocomio giarrese. «Che questo segno  - dice - faccia comprendere a chi ha le responsabilità quanto sia necessario che l’ospedale di Giarre continui ad esistere per garantire la salute dei cittadini».
Maria Gabriella Leonardi

16 novembre 2011

La Giunta vuole riattivare stalli dentro ospedale anche se Giarre Parcheggi invece li voleva nel centro storico

La giunta comunale ha votato una delibera in cui ha approvato una proposta di convenzione da stipulare con l’Asp per la gestione del parcheggio interno al recinto dell’ospedale di Giarre. Dallo scorso aprile i 108 stalli dentro l’ospedale erano stati disattivati e la “Giarre Parcheggi” aveva chiesto al Comune di attivarli, invece, nel centro storico. Sulla questione, il sindaco Teresa Sodano, in una nota afferma: «con delibera di Giunta n.148 del 31/10/11 è stata approvata la proposta di convenzione da stipularsi tra il Comune di Giarre e l'Asp per la concessione in comodato delle aree del presidio sanitario per la gestione del parcheggio con allegato regolamento per l'accesso, il pubblico passaggio, lo stazionamento dei veicoli e la gestione del parcheggio nelle aree. L'amministrazione sulla scorta di una richiesta dell'Asp, ha rinnovato la convenzione; con la “Giarre Parcheggi” è comunque previsto un incontro operativo per fare il punto della situazione».
L'assessore alla Viabilità Salvo Camarda aggiunge «alla “Giarre Parcheggi” sottoporremo la convenzione siglata con l'Asp che, in precedenza, era stata condivisa dalla società che gestisce le strisce blu. L'incontro è programmato a breve scadenza e, in quell'occasione, saranno discussi altri importanti temi. Da parte nostra restiamo convinti che gli stalli a pagamento all'interno dell'area perimetrale del complesso sanitario metteranno ordine assicurando una maggiore sicurezza; all'esterno dell’ospedale, il parcheggio libero viene garantito all'utenza».
Maria Gabriella Leonardi

15 novembre 2011

mercoledì 23 novembre 2011

La manutenzione dei torrenti a Giarre

L’alluvione di Genova e l’esondazione dei fiumi a Calatabiano impongono una serie riflessione sulla manutenzione dei torrenti, il loro costante monitoraggio in modo che in occasione di eventi meteo eccezionali che, sempre più spesso interessano l’Italia, il letto di questi torrenti sia libero, non trovi “tappi” e ostacoli che potrebbero essere pericolosi e causare esondazioni.
Abbiamo interpellato in proposito il dott. Silvestro Menza, geologo della IV Area Servizi tecnici, in una nota ci ha spiegato: «premesso che la competenza sui torrenti e i corsi d’acqua interessa non solo il Comune ma anche il Genio civile, la Provincia e il Demanio, ciclicamente, in particolare il torrente Macchia e i sovrappassi delle strade di proprietà comunale - dove ha specifiche competenze l’Ente comunale - continuano ad essere oggetto di controlli e verifiche del regolare deflusso delle acque». Il geologo spiega che nel torrente Macchia, vi sono state, proprio di recente, interventi di bonifica con la rimozione di varie micro discariche abusive. Inoltre, compatibilmente con le risorse disponibili, ne saranno in futuro eseguite delle altre. 
Sovente, in alcuni tratti, il letto del torrente Macchia è invaso da vegetazione che potrebbe essere di ostacolo al deflusso dell’acqua. In proposito, Menza spiega: «fermo restando che alcuni interventi sono stati eseguiti dalla Forestale, il sindaco Teresa Sodano, invece, a seguito di una apposita conferenza dei servizi sul tema dei torrenti, con il Genio civile e la Provincia, ha emanato una ordinanza sindacale, la n.71 del 2 settembre 2010, con la quale si dispone che “tutti i proprietari dei terreni confinanti con torrenti, ricadenti al di fuori del perimetro urbano”, provvedano “alla pulizia di questi (diserbo ed eventuale raccolta dei rifiuti) relativamente al tratto prospiciente la proprietà». Con la medesima ordinanza si dispone altresì il sistema sanzionatorio in caso di inosservanza della stessa. «Prescindendo dall’ordinanza sindacale – conclude il geologo - in caso di segnalazioni relative a situazioni che possano compromettere l’incolumità pubblica, l’Ente si attiva tempestivamente per la eliminazione di eventuali pericoli». E quindi anche i cittadini possono fare la loro parte con opportune segnalazioni, in modo da prevenire ogni rischio.    

Maria Gabriella Leonardi
13 novembre 2011

martedì 22 novembre 2011

Piove dentro la scuola media Verga

Dentro il plesso scolastico “G.Verga” piove sul bagnato, sarebbe il caso di dire. Ieri mattina la V commissione consiliare, presieduta da Salvo Zappalà, si è recata nella scuola media per rendersi conto della situazione dell'istituto scolastico, inagibile al primo piano a causa di infiltrazioni di acqua piovana. I consiglieri hanno visitato tutto l’istituto. «Al primo piano non c’è più alcuna classe – racconta Zappalà – l’aula di informatica non viene utilizzata, la segreteria è stata trasferita a piano terra e tutto il primo piano è chiuso. Le infiltrazioni di acqua piovana sono abbondanti il e cartongesso è fradicio». Zappalà intende, a nome della commissione,  presentare una richiesta di intervento urgente al sindaco, all’assessore ai lavori pubblici e al dirigente Venerando Russo.  «Dentro la scuola – continua Zappalà – abbiamo visto i secchi sul pavimenti messi lì per raccogliere l’acqua piovana che cade dal soffitto. Tutta la struttura è rovinata, anche il salone è impraticabile. Le aula chiuse saranno una decina».
La situazione del plesso “G.Verga” è così ormai da molto tempo. Già lo scorso febbraio erano state effettuate delle verifiche al tetto della scuola, erano state revisionate le tegole e pulite le canalette per il reflusso dell’acqua, ostruite da detriti e da sabbia vulcanica.
Lo scorso mese di settembre, a inizio di anno scolastico, il primo piano è stato chiuso in quanto reso inagibile dalle infiltrazioni di acqua piovana.

La soluzione definitiva al tetto della scuola media “Verga” è rappresentata, dai fondi che il Cipe ha stanziato per nell’ambito dell’accordo sul primo stralcio relativo alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Tali fondi prevedono anche la revisione del tetto di copertura, dei cornicioni di coronamento e della controsoffittatura; la sostituzione dei vetri degli infissi, l’adeguamento dell’impianto elettrico e antincendio.
L’assessore ai lavori pubblici Orazio Scuderi spiega che sono state ricavate al pian terreno quattro aule. Nell’attesa che venga realizzato l’intervento finanziato dalla delibera del Cipe l’assessore, insieme al sindaco, sta valutando o di intervenire, con fondi comunali, per il ripristino della funzionalità del tetto della scuola media “Verga” o di individuare dei locali alternativi.
Maria Gabriella Leonardi

11 novembre 2011

martedì 15 novembre 2011

Restano a terra pendolari perchè il treno è meno capiente

Sul treno non c’era più posto e così, ieri mattina, diversi pendolari, lavoratori e studenti, sono rimasti a terra, nella stazione ferroviaria di Giarre-Riposto, senza poter salire sul treno che li avrebbe portati a destinazione. In pratica ieri viaggiava un vagone più piccolo rispetto a quello che solitamente si ferma alla stazione. Per questo motivo molti pendolari non hanno trovato posto e hanno potuto guardare allontanarsi il loro treno abituale.
Comprensibili la rabbia di questi pendolari. Abbiamo quindi interpellato Trenitalia che, in proposito, ha comunicato che ieri si è verificata una «temporanea indisponibilità della normale composizione del treno». La situazione nella giornata di ieri, a causa del maltempo, è peggiorata nel corso della giornata, in quanto a partire dalle ore 11,05 è stata pure sospesa la circolazione dei treni nel tratto Alcantara-Giarre per le forti piogge e per l’esondazione di tre fiumi. La stazione ferroviaria di Fiumefreddo si è pure allagata.
Per questo già ieri Trenitalia ha comunicato che, a causa dell’interruzione della linea, la normale programmazione del materiale rotabile potrà subire alcune variazioni.
Maria Gabriella Leonardi

10 novembre 2011

lunedì 14 novembre 2011

Furto dentro la tensostruttura

Da qualche settimana sono iniziati i lavori di ripristino e riconversione della tensostruttura di via Almirante e già i ladri sono entrati dentro l'impianto. Mille euro l'importo complessivo dei danni causati, due notti fa. Nell’impianto sono in corso i lavori portati avanti dalla Lion Constructions, l’azienda che ha ottenuto in concessione la tensostruttura dal Comune, che intende realizzarvi una pista di pattinaggio sul ghiaccio.
La scoperta del furto ha provocato stupore e incredulità. I malviventi hanno scavalcato il cancello d’ingresso, sono entrati dentro l’impianto, saccheggiando le strutture che si affacciano su largo Gaetano Martino. E’ stato portato via parte dell’impianto d’illuminazione, sia interno che esterno ai primi immobili d’ingresso, asportato del tutto il nuovo corpo illuminante nei due locali sanitari; tranciati anche dei cavi elettrici.
Appena quattro giorni fa, in un sopralluogo alla presenza di assessori e consiglieri comunali, l’amministratore unico della Lion, Kimberley Baxendale, aveva presentato i lavori in corso. Ieri, l’avvocato della Lion, Silvia Catalano, ha presentato la denuncia ai Carabinieri. In un comunicato dell’azienda, l’amministratore unico Kimberley Baxendale, ha dichiarato: «Siamo senza parole è avvilente un simile gesto perché, chi crede di arricchirsi depauperando una struttura che vuole essere una risorsa, un punto di riferimento, un valore aggiunto per un territorio, ha capito ben poco del progresso e della crescita futura. Chi danneggia una struttura, ostacolando investimenti che guardano al turismo, danneggia, in primo luogo, se stesso. Andremo avanti augurandoci che l’Enel acceleri le procedure per la fornitura dell’elettricità. Da stasera, saremo costretti a prevedere una sorveglianza in grado di monitorare l’intera struttura».
«Prima che un danno materiale, quello di stanotte, per quanto ci riguarda, è un danno morale – ha aggiunto l’avvocato Catalano – crediamo moltissimo in questa struttura, stiamo lavorando costantemente e continueremo a farlo. A questo punto è fondamentale che l’Enel si attivi per accelerare l’iter di fornitura di elettricità che ci consente di illuminare l’impianto anche di notte».
Come detto dai rsponsabili della Lion, il danno più significativo non è tanto quello dei mille euro, ma è il danno all’immagine di Giarre. Non è solo un furto, è un episodio che conferma i peggiori stereotipi sulla Sicilia e che può scoraggiare un qualunque imprenditore che viene da fuori a investire in questa terra, per non dovere fare i conti con la delinquenza locale; mentre questo territorio ha, invece, un disperato bisogno di nuove risorse che creino sviluppo e lavoro.
Maria Gabriella Leonardi

8 novembre 2011

venerdì 11 novembre 2011

Entro novembre sarà istituita la consulta della cultura

Dopo un iter durato mesi, entro questo mese dovrebbero, finalmente, essere convocate le consulte comunali, o almeno quella della cultura. Lo scorso 23 ottobre è stata pubblicata all’albo pretorio la determina sindacale che istituisce l’albo delle associazioni, ai sensi dell’art. 71, comma 1, dello Statuto Comunale. Le richiesti di iscrizione all'albo delle associazioni erano scadute ad aprile e da allora si attende l'istituzione. Ieri, in una nota, l'assessore Leo Cantarella ha dichiarato: «Chiederò di convocare, entro il i novembre, le due commissioni di competenza per verificare i requisiti in possesso delle associazioni che hanno fatto richiesta e quindi avviare procedure per l'istituzione delle varie consulte comunali». Per Angelo Spina, presidente della IV commissione consiliare permanente, le consulte «sono uno strumento democratico importante di concertazione e di dialogo con la cittadinanza. Come commissione – aggiunge  – abbiamo cercato di rendere il regolamento più semplice possibile. Ho intenzione di convocare una riunione della consulta della cultura per organizzare a Giarre la settimana della cultura, così come avviene già in altri Comuni».
Le consulte istituite sono otto, ognuna dedicata ad un ambito: cittadini; sport e tempo libero; economia e lavoro; cultura; ambiente e protezione civile; volontariato sociale; giovanile; famiglia e pari opportunità.  
Maria Gabriella Leonardi

8 novembre 2011

giovedì 10 novembre 2011

L'ospedale cade a pezzi

«Tutti i locali dell’ospedale di Giarre presentano criticità strutturali e impianti tecnologici obsoleti che rendono il presidio poco idoneo a proseguire l’attività sanitaria a cui è preposto. L’eventuale riduzione dell’offerta sanitaria del presidio di Giarre può essere sopperita dal poco distante presidio di Acireale». Sono le ultime righe della lettera che il commissario straordinario dell’Asp, Gaetano Sirna, scrive alla commissione parlamentare sugli errori in campo sanitario, di cui far parte l’on.Burtone che ha girato la missiva alla Rete delle associazioni giarrese. Tra le prime reazioni quella di Alfredo D’Urso, membro della Rete, che dice: «E' una sconfitta per il nostro territorio e per la classe dirigente politica. Per parte nostra, dei cittadini e delle associazioni che si sono battute per l’ospedale, ritengo necessario continuare nella lotta perchè si dia un’identità a questa struttura: diversamente è inutile questa lunga agonia. Bisogna intervenire perché si spendano i soldi necessari».
Il commissario Gaetano Sirna, interpellato, ci ha spiegato come prioritaria sia la sicurezza del presidio: «Giovedì 10 –dice – incontrerò la conferenza dei sindaci del distretto di Giarre ma prima andrò in ospedale per effettuare insieme ai tecnici delle verifiche alla struttura. Farò quello che è previsto nel piano di riordino ma, prima di investire, la struttura dev’essere sicura». Il commissario spiega che a Roma, nell’ambito di una serie di interventi, è stata anche presentata una richiesta di finanziamento di 4milioni e 800mila euro per la mesa in sicurezza di una parte dell’ospedale. Bisogna vedere se, data la situazione generale di crisi, questo finanziamento verrà concesso. Intanto,  Sirna annuncia che entro il 16 novembre entreranno in servizio al pronto soccorso tutti i medici vincitori del concorso indetto ed entro l’anno il commissario intende anche attivare a Giarre due posti letto di neurologia, all’interno della Medicina. Prevista anche la creazione di una “piattaforma chirurgica” che ogni giorno realizzi piccoli interventi che non richiedono anestesia e che prevedono le dimissioni in giornata. Giarre, ove già c’è la geriatria, potrebbe diventare punto di riferimento della zona per la cura dell’anziano a 360 gradi, attivando la riabilitazione e la lungodegenza. Ma tutto dipende dalla sicurezza di un edificio che quando fu inaugurato, nel 2001, era già vecchio di trent'anni.

Maria Gabriella Leonardi

6 novembre 2011

Giarre, strade al buio

Trovare a Giarre ogni sera tutte le strade illuminate sembra un obiettivo impossibile in quanto ogni notte qualche arteria resta al buio. Martedì sera è toccato a un tratto di via Carolina, un tratto di via Teatro, a via Vigo, un tratto di via Nicolò Tommaseo e ad altre strade vicine. Si tratta di vie dove non vi sono negozi, e quindi vetrine e insegne luminose; strade che senza l’impianto di illuminazione pubblica funzionante, escludendo le luci accese di qualche portone, piombano nelle tenebre. E percorrere delle strade completamente al buio non è affatto rassicurante. Un disagio che si avverte maggiormente adesso in cui le giornate nuvolose sono poco illuminate già di loro e alle cinque del pomeriggio già fa buio. 
Su questa ennesima avaria abbiamo interpellato la dirigente comunale della III Area Lavori pubblici Pina Leonardi, la quale in una nota ci ha dichiarato: «A seguito delle piogge di questi giorni l'impianto è andato in protezione. La ditta che espleta le manutenzioni 24 su 24 ore sul territorio è stata già informata ed ha ripristinato l'impianto».
I residenti della zona restano però perplessi: è normale che dopo ogni pioggia vi sia una qualche zona di Giarre che resti al buio? Negli altri Comuni il fenomeno si verifica con la stessa sequenza con cui si verifica a Giarre? Sono necessari interventi radicali all’impianto di pubblica illuminazione per evitare questi disservizi? Nell’attesa di capire tutto ciò non resta che tenere a portata di mano una lampadina tascabile.
Maria Gabriella Leonardi

3 novembre 2011

Petizione dei residenti e dei lavoratori di via Carolina

Si moltiplicano a Giarre le petizioni contro le strisce blu. In passato sono state raccolte firme contro gli stalli blu dinanzi alla stazione ferroviaria e contro quelli su entrambi i lati di via Callipoli. Hanno promosso raccolte firme partiti e Rete delle Associazioni. A febbraio un’altra petizione di cittadini era stata presentata in Consiglio dal consigliere Gaetano Cavallaro. L’ultima in ordine di tempo è stata portata al civico consesso, lunedì scorso, dal consigliere d’opposizione Tania Spitaleri che ha presentato in aula le firme dei residenti e dei lavoratori di via Carolina i quali denunciano la violazione dell’art. 157 comma 4 del Codice della strada relativo alle strisce blu. Tale articolo prevede che “nelle strade urbane a senso unico di marcia, la sosta sia consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata purchè, ai fini della sicurezza veicolare e dei pedoni, vi sia uno spazio residuo per la circolazione non inferiore a tre metri di larghezza”. I residenti di via Carolina evidenziano che nella loro strada questo “spazio residuo” è di 2,30 metri di larghezza e chiedono la cancellazione delle strisce blu da via Carolina. La Spitaleri ha chiesto chi per conto del Comune ha autorizzato questa violazione e poi chiesto conto anche della diffida che la “Giarre Parcheggi” ha inviato al Comune in merito ad inadempienze dell’amministrazione. La Giarre Parcheggi reclama, infatti, i mancati incassi delle somme che le spettano per gli accertamenti di violazione del Codice della strada, connessi alla problematica della rendicontazione dei verbali effettivamente introitati da parte dell’Ente, e i mancati incassi derivanti dalla gestione del parcheggio Jolanda. La ditta contesta che, in occasione di manifestazioni o di lavori, l’Amministrazione non le ha mai comunicato l’occupazione degli stalli concessi in gestione e, altresì, contesta la mancata attivazione del servizio di ganasce e di rimozione auto e il mancato riposizionamento dei 105 stalli disattivati nell’ospedale. Tania Spitaleri ha chiesto perché l’Amministrazione, malgrado i preavvisi, ha reiterato le inadempienze e quanto danno questo arrecherà alla città. 
Sulla questione, abbiamo interpellato il sindaco Sodano la quale ci ha risposto che l’amministrazione affronterà la questione nei prossimi giorni, nelle sedi opportune.



Lunedì scorso in Consiglio comunale diverse questioni sono state sollevate durante l’attività ispettiva. Tra queste, il consigliere Patrizia Lionti ha chiesto chiarimenti sulla determina n°166 del o6/06/11, disposta dalla II area, ed avente oggetto la gestione dei servizi postali per la corrispondenza del Comune. La Lionti ha chiesto perché un’amministrazione con “difficoltà economiche” gravissime abbia determinato per questo servizio, per il triennio 2011-14, un impegno di spesa pari a 150 mila euro. 
Dai banchi dell’opposizione il chiesto rilevato quali provvedimenti il sindaco intende adottare contro l’elevato numero di impianti pubblicitari abusivi che deturpano l’immagine e il decoro di Giarre e arrecano una grave danno alle casse del Comune.
Tania Spitaleri ha chiesto chiarimenti anche in merito all’avvio di un procedimento penale con successivo rinvio a giudizio a carico di due dipendenti comunali per una presunta produzione di atti pubblici non conformi agli originali, ai danni del dott. Antonino Alberti, già segretario comunale generale a Giarre.
Nel corso della seduta è stata anche approvato il conferimento della cittadinanza onoraria al prof. Vincenzo Caruso, già dirigente dell’Istituto statale e della scuola media annessa d’Arte e al prof. Giuseppe D’Urso, già dirigente scolastico dell’Itis “E.Fermi”. 

Maria Gabriella Leonardi
2 novembre 2011