mercoledì 31 marzo 2010

Pali sbilenchi? Il Comune non li vede



In diverse strade cittadine si trovano dei pali della luce sbilenchi, in genere ridotti così a causa di qualche incidente, e che, probabilmente, meriterebbero un intervento. Uno di quelli che risalta maggiormente all’occhio per la sua inclinazione si trova nella frazione di Macchia, in viale dello Jonio, accanto alla farmacia. Ma non è il solo. Da tutt’altra parte, in via Federico II di Svevia, nei pressi dell’incrocio con il viale delle Province, se ne trova un altro particolarmente sbilenco da non fare stare tanto tranquilli i pedoni che passano per la zona. Tra l’altro, il viale Federico II di Svevia ospita ogni giovedì la fiera e quindi in quel giorno è frequentato da molte persone a piedi. Addirittura questo palo pare appoggiato a dei fili della luce.
In via Trieste i pali della luce sono nuovi e sono stati collocati di recente perché i precedenti presentavano delle criticità. Tuttavia, un paio di questi pali, accanto al Liceo scientifico “Leonardo” di certo a causa di qualche incidente, sono pure sbilenchi.
Maria Gabriella Leonardi
28 marzo 2010

Le associazioni staranno col fiato sul collo al governatore


La Rete delle associazioni si porrà come garanzia affinché le parole del Governatore sull'ospedale di Giarre siano confermate dai fatti e riafferma che ai numeri devono essere associati contenuti, reparti, servizi medici che devono operare con qualità. A distanza di qualche giorno dall’incontro con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, la Rete delle associazioni puntualizza l’esito dell’incontro, definendolo “proficuo nei toni e nei contenuti”. In una lettera aperta, a firma dei rappresentanti di 26 associazioni e condivisa anche da tre club service, si spiega che l’incontro con il Governatore (chiesto al sindaco e ottenuto) è servito per comunicargli le proposte e le iniziative avviate sul “caso ospedale”. Tra tutte la petizione popolare che ha superato di molto le 7mila firme. Nella lettera si sostiene:«apprendere dal colloquio come la rimodulazione avvenga attraverso un progetto che ci sembra basato su dati parziali e sposta dei posti letto come fossero solo numeri, non corrisponde alla nostra visione dell’uomo ed al rispetto dei suoi diritti fondamentali». Il Governatore alle associazioni ha ribadito la necessità della rimodulazione ospedaliera, richiesta anche dal governo nazionale. Tuttavia ha lasciato intendere che una volta ottenuto il via libera sul piano di rientro, si potrebbe rivalutare la riassegnazione di reparti al momento destinati ad altri nosocomi. La Rete ritiene positivo che l’on. Lombardo le abbia pubblicamente riconosciuto un ruolo fondamentale, affermando che questa presenza ha fatto da freno al depotenziamento del presidio ospedaliero e che il “peso politico” del distretto risulta accresciuto. L’aumento dei posti letto confermerebbe questo aspetto. I rappresentanti delle associazioni hanno assicurato al Governatore che «sentirà il loro fiato sul collo» e ribadiscono l’esigenza di una vigilanza attiva, ad esempio: ancora si attende l’annunciato potenziamento del Pronto Soccorso.
Concluso il colloquio con l’on. Lombardo, la Rete ha contattato il direttore generale dell’Asp Calaciura per concordare un incontro.
Maria Gabriella Leonardi
27 marzo 2010

Il Governatore Raffaele Lombardo a Giarre













E’ iniziata presto ieri mattina la visita istituzionale a Giarre del presidente della regione Raffaele Lombardo. Il governatore, in ordine, si è recato nell’ospedale di Giarre, poi nell’albergo Sicilia per una riunione dell’MpA, poi di nuovo nell’ospedale e infine la visita si è conclusa nel Municipio un gruppo di contestatori di Rifondazione comunista. In un salone degli specchi gremito, il presidente del consiglio comunale Raffaele Musumeci ha chiesto al governatore che vengano prese in considerazione le numerose istanze di questo territorio. L’assessore Giovanni Spada ha ribadito che ancora si aspetta conferma per le promesse ricevute dall’assessore Regionale Russo riguardo l’ospedale. Poi l’importante annuncio: è stato finanziato a Giarre il contratto di quartiere nella zona Carmine. I contratti di quartiere sono programmi di recupero e riqualificazione urbana in aree di degrado edilizio e urbanistico, a scarsa coesione sociale, in presenza di carenza di servizi. Ben sei milioni di euro finanzieranno a Giarre un progetto importante che, nel dettaglio, prevede la riqualificazione e l’arredo delle vie Quattrocchi, Tommaseo, Anselmi, corso Messina e via Maria Santissima del Carmelo. Prevista la demolizione delle due palazzine popolari di via Carducci, di proprietà comunale, e la realizzazione, in altro sito, di 48 nuovi alloggi di edilizia residenziale. Sarà eseguito un parcheggio a raso in via Teatro, a servizio della vicina zona commerciale di corso Italia e un altro interrato nell’area di via Carducci. Ma l’intervento davvero storico per Giarre è il recupero strutturale del teatro nuovo di via Teatro, una delle opere pubbliche incompiute più famose di Giarre. Prevista anche la realizzazione di una infrastruttura da adibire a centro commerciale. Tuttavia, siamo a Giarre, una città denominata anche “capitale delle incompiute”, che garanzie hanno i cittadini che questi milioni saranno spesi bene e non produrranno altre incompiute? Ieri il presidente Lombardo si è detto scettico sull’eventualità di nuove opere pubbliche incompiute.
Per Giarre il governatore ha assunto altri due impegni: il completamento della messa in sicurezza del Duomo, simbolo della città, per cui più volte l’arciprete ha sollecitato l’intervento della Regione. Secondo impegno preso, dietro sollecitazione del sindaco, risolvere in tempi brevi, anche attraverso una delibera di Giunta, la questione del finanziamento di 3 milioni di euro per il completamento dei 60 alloggi di via Trieste che, in termini di competenza, vede contrapposti Iacp di Catania e Iacp di Acireale. A tal proposito è stato preannunciato un vertice sul tema al quale prenderà parte il sindaco Sodano.

In occasione della visita del presidente Lombardo nell’ospedale di Giarre il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Calaciura, ha reso noti i posti letto assegnati al presidio di via Forlanini. Novità principali sono la tanto attesa allocazione nell’ospedale di Giarre della geriatria (12 posti letto) e della neurologia (9 p.l.). Accorpate cardiologia e medicina generale (20 p.l. ordinari più 4 day ospital e day service); chirurgia generale 12 p.l. ordinari più 2 dh/ds; otorinolaringoiatria 4 p.l. più uno in dh/ds;ortopedia 12 p.l. più 2 dh/ds; la psichiatria 15 p.l. Per otorinolaringoiatria e ortopedia, entro un anno, in base a degli indicatori, il direttore generale dovrà decidere l’eventuale accorpamento delle unità operative complesse di Giarre e Acireale. A questi posti letto occorre aggiungere 4 p.l. indistinti di area media e altrettanti di area chirurgica. Totale dei posti letto a Giarre è di 101. Ancora da precisare il numero dei p.l. della riabilitazione. Da tenere presente che attualmente nell’ospedale di Giarre sono attivi solo 60 p.l.
Dentro l’ospedale di Giarre sarà inoltre allocata la Casa della salute, già finanziata.
Dentro l’ospedale il neo direttore del Dipartimento regionale della Protezione civile, dott.Lo Monaco, i tecnici della regione e del Comune hanno con il presidente Lombardo e il sindaco discusso anche della via di accesso all’ospedale di Giarre. Accantonata, perché troppo costosa, l’ipotesi di finanziare una circonvallazione che collega la via Forlanini con S.Maria la Strada si è convenuti sulla necessità di migliorare l’attuale viabilità.
Soddisfatti sindaco e presidente perché è stata sconfessata l’ipotesi di chiusura e ridimensionamento del presidio. Per Lombardo la politica ha avuto sì un suo peso nella rimodulazione ospedaliera ma a favore di Giarre. Concetto ribadito alla Rete delle associazioni che ha incontrato il presidente presentando le proprie istanze e annunciando una petizione con 7000 firme e assicurando la vigilanza su quanto verrà fatto per il presidio.
Maria Gabriella Leonardi
22 marzo 2010

lunedì 22 marzo 2010

Nasce a Giarre il Centro commerciale naturale


Si è ufficialmente costituito, con atto notarile, il Centro commerciale naturale Giarre. Si tratta di uno dei primi Ccn a costituirsi nella provincia di Catania. Venerdì sera, dal notaio, erano presenti tutti i rappresentanti delle 40 aziende che formano il Ccn giarrese. E’ stato eletto anche il consiglio d’amministrazione del Ccn che vede presidente Tony Nocita, titolare di un’attività economica in via Callipoli, vice presidente Ezio Epaminonda, presidente dell’associazione Esonemea. Completano il c.d.a. altri tre titolari di attività economiche Salvo Bonanno, Tonino Torrisi e Armando Grasso.
Secondo quanto prevede il decreto dell’Assessorato regionale alla Cooperazione e al Commercio, datato 9 aprile 2009, «i Ccn sono l'insieme di attività terziarie private, fra loro vicine, che, agendo in rete come soggetti di un'offerta commerciale integrata, hanno lo scopo di riqualificare l'immagine e migliorare la vivibilità urbana negli spazi in cui operano, accrescere le capacità attrattive delle attività che ne fanno parte e migliorare il servizio offerto ai consumatori ed ai turisti». A Giarre il Ccn ricade nelle vie commerciali del centro storico. Come prevede lo stesso decreto, i Ccn possono ricevere incentivi, sia economici che di supporto tecnico, dalla Regione, dallo Stato, dall'Unione Europea, dagli altri enti locali e territoriali.
Il presidente del Ccn giarrese, Toni Nocita, spiega:«Nostro compito sarà quello di rivitalizzare le attività produttive a Giarre, oltre che ridare fiducia agli operatori economici, ai clienti e alla collettività in genere. In questa fase iniziale i soci sono 40, ma si punta a consorziare tutte le attività produttive. Qualunque centro storico ha avuto corsi e ricorsi. E’ importante che ci sia un’associazione di attività che crei promozione e sviluppo, anche per superare questo momento di stasi e anche per essere da stimolo ai vari enti».
Nei prossimi giorni si terranno delle riunioni dei soci, il Ccn è aperto al contributo di idee di tutti i soci.
Maria Gabriella Leonardi
21 marzo 2010

venerdì 19 marzo 2010

Plesso Manzoni nuovo, ci manca poco


Tra una ventina di giorni si concluderanno i lavori del nuovo plesso scolastico “Manzoni” sito in viale Mediterraneo a Macchia e appartenente al 2°circolo didattico. La realizzazione di questa scuola è attesa dal 2002 da quando, cioè, il terremoto ha gravemente danneggiato il plesso di via Russo, sempre a Macchia. Da allora gli alunni e il personale sono stati trasferiti nei locali del Centro Cusmano, relativamente lontano dall’abitato di Macchia in cui il 2°circolo è fortemente radicato. Adesso, il direttore dei lavori, arch. Alberto Vecchio della Protezione civile dichiara, in una nota, che i lavori sono in dirittura d’arrivo e sono in corso gli interventi di rifinitura.
In vista di questa fase di ultimazione, sono stati predisposti gli allacci per la rete idrica e quelli del metano. Entro aprile è previsto l’inizio della fase dei collaudi, prima quello statico e poi quello amministrativo. Seguiranno le valutazioni tecniche ed eventuali rilievi.
L’ing. Pina Leonardi, dirigente comunale dell’area Lavori pubblici dichiara: «il 17 marzo, su richiesta dell’Ufficio tecnico comunale, l’Enel Gas ha effettuato un sopralluogo operativo al fine di redigere il preventivo per la posa della condotta della rete gas a servizio della scuola di viale Mediterraneo. Una volta conosciuto il preventivo si procederà con l’affidamento dei lavori. In merito agli allacci della rete idrica, la prossima settimana sarà eseguito un sopralluogo al quale parteciperà anche l’arch.Vecchio per programmare i lavori per l’interramento della condotta».
E’ di 3 milioni di euro il finanziamento erogato dal Dipartimento regionale Protezione Civile per realizzare il nuovo plesso scolastico “Manzoni”. L’edificio scolastico si estende su una superficie di 6 mila m². Al piano terra sono state realizzate 5 aule, servizi igienici e gli uffici di segreteria e di presidenza. Al primo piano, altre 5 aule scolastiche, servizi igienici e un cortile esterno. La struttura dispone di un campetto all’aperto di basket e pallavolo, su un’area di 600 m²; previsto anche un grande spazio a verde attrezzato. Grande attenzione è stata posta al superamento delle barriere architettoniche e ai sistemi di evacuazione. Inoltre si è tenuto conto della possibilità di realizzare in futuro ampliamenti per la realizzazione di un auditorium-teatro e altre attività parascolastiche.
Maria Gabriella Leonardi
19 marzo 2010

giovedì 18 marzo 2010

"Vu cumpra u capannuni?" "Ora no"


Per sanare i propri debiti e uscire dal regime di gestione limitata il Comune, nei giorni scorsi, attraverso delle notifiche, ha proposto alle imprese che hanno affittato i capannoni della zona artigianale di acquistare i capannoni. Ai locatari il Comune ha preventivato anche, su richiesta, un’eventuale erogazione, da parte del Comune stesso, di un contributo per l'acquisto del capannone pari al 30%. Entro 60 giorni gli affittuari devono aderire o meno a questo proposta. Ma ieri l’Unione liberi artigiani in un comunicato ha criticato l’atteggiamento “ricattatorio” dell’Amministrazione e ha dichiarato: «L’Amministrazione non può e non deve dimenticare che gli assegnatari dei capannoni si sono allocati meno di due anni fa, affrontando spese rilevanti per investimenti in attrezzature, impianti ed adeguamenti. Gli artigiani hanno sempre mostrato ampia disponibilità a creare tutte le condizioni per rendere fruibile l’insediamento produttivo. Ricordiamo che in un recente passato è stato evitato il dissesto finanziario consentendo all’Amministrazione, nella necessità di fare cassa, la vendita di capannoni ad altre attività snaturando l’originaria destinazione e finalità della zona artigianale. Un sacrificio fatto esclusivamente per l’amore che gli artigiani nutrono per Giarre. Ora sono costretti a denunciare l’atteggiamento ricattatorio dell’Amministrazione che pure di fare, ancora una volta, “cassa” in maniera alquanto semplicistica e miope sacrifica una categoria che ha determinato la nascita di una realtà che può rappresentare il volano per la crescita socio-economica della città e del suo hinterland».
Gli artigiani auspicano quindi un risveglio della “politica vera” e danno la disponibilità ad incontrare l’Amministrazione per una soluzione condivisa dei problemi. In caso contrario gli artigiani dell’Ula dichiarano che intraprenderanno tutte le legittime iniziative che riterranno utili per tutelare il loro bene comune.
Maria Gabriella Leonardi
17 marzo 2010

TRANQUILLI, NON VI BUTTIAMO FUORI

Nessuna vessazione ma un aiuto al mondo produttivo. Così il sindaco Teresa Sodano risponde agli artigiani affittuari dei capannoni della zona artigianale che hanno ricevuto dal Comune un perentorio invito a procedere, entro 60 giorni, all’acquisto o meno del capannone affittato. Ieri l’Unione liberi artigiani si opponeva a questa scelta. Oggi il sindaco in una nota spiega che la proposta di acquisto non pregiudica la durata del contratto di locazione e l’invito all’acquisto è accompagnato da tante agevolazioni, solo per gli affittuari. «Chi non intende aderire – spiega il sindaco - rimarrà locatario dei capannoni assegnati sulla base dei contratti stipulati, per tutta la durata degli stessi. Su proposta dell’Amministrazione il Consiglio comunale ha deliberato l’allungamento della locazione a 12 anni rinnovabili per altri 12. L’Amministrazione non intende porre in vendita a terzi i capannoni che non saranno acquistati dagli affittuari, né potrebbe farlo attualmente in quanto il Consiglio ha deliberato solo la possibilità di acquisto da parte degli affittuari». Con parte del ricavato della vendita il Comune finanzierà un contributo a fondo perduto per gli affittuari acquirenti.
M.G.L.
18 marzo 2010

mercoledì 17 marzo 2010

Senza Re, nè Regno


L’attività amministrativa a Giarre segna il passo. L’esempio più lampante è il Consiglio comunale che da gennaio a oggi, escludendo due sedute straordinarie, è stato convocato in via ordinaria solo due volte: una a gennaio e l’altra a febbraio e in questa seconda convocazione è mancato il numero legale. Per vedere riunito di nuovo il Consiglio bisogna adesso aspettare martedì 23 marzo. «A gennaio non c’erano proposte di deliberazione – afferma il presidente dell’assise consiliare Raffaele Musumeci -. A febbraio il Consiglio è stato convocato per venerdì 26 e in quella seduta è poi venuto a mancare il numero legale. Dopodiché ho convocato la conferenza dei capigruppo che ha deciso di riunire il Consiglio per il 23 marzo».
L’attività consiliare è paralizzata e in queste settimane vari consiglieri comunali stanno, frattanto, effettuando sopralluoghi, palmo a palmo, in tutta Giarre.
Due fatti hanno segnato la politica giarrese in questi primi mesi del 2010: l’autosospensione del vice-sindaco Leo Cantarella, - autosospesosi dalla carica istituzionale e dall’indennità – e, all’interno del PdL, l’attacco del capogruppo Orazio Scuderi al presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci, accusato di volere procrastinare sine die la deliberazione definitiva della “Commissione trasparenza”; ultimamente non si sono tenute riunioni di partito del PdL.
Il 23 marzo all’ordine del giorno dei lavori consiliari c’è anche l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’isola ecologica, importante deliberazione che la città attende dall’anno scorso.
Mentre la politica è in stand by a Giarre restano i problemi di sempre: viabilità senza controlli, strade allagate quando piove, discariche abusive, manto stradale sempre più degradato, ambulantato abusivo finito nel dimenticatoio, come altri problemi irrisolti ma nemmeno più affrontati. Finito nel dimenticatoio anche il regolamento per la gestione degli impianti pubblicitari, rimasto vanamente all’ordine del giorno del Consiglio per un anno. Il risultato è che a Giarre si moltiplicano i manifesti pubblicitari abusivi di tutte le misure. Ma a questo punto è il minore dei problemi.
Maria Gabriella Leonardi
16 marzo 2010

A Giarre, finalmente, si parla pubblicamente dei problemi della città


Finalmente a Giarre si comincia a discutere pubblicamente dei problemi della città. Venerdì sera, al teatro Rex, l’assemblea cittadina “Salviamo l’ospedale di Giarre”, organizzata dalla Rete delle associazioni, ha registrato una buona partecipazione di pubblico. L’incontro, condotto da Rosario Salanitri e Massimiliano Raciti, voleva presentare quanto fatto sinora dalla Rete: i vari incontri, le proposte elaborate e presentate agli amministratori e al direttore generale dell’Asp Calaciura, le e-mail all’assessore regionale alla sanità, la sensibilizzazione su internet e su Facebook, l’iniziativa di appendere ai balconi un lenzuolo in difesa del presidio e adesso la raccolta di firme in sostegno di un documento che individua le specialità mediche da potenziare nel presidio ospedaliero e chiede qualità nei servizi. Oltre 3000 le firme già raccolte. Angelo D’Anna presidente di “Insieme…persone” ha spiegato che i fogli con le firme, certificati da un notaio, saranno inviati al presidente della Regione e c’è anche l’intenzione di scrivere al presidente della Repubblica, perché si ritiene violato il diritto alla salute dei cittadini di questo territorio. Se l’atto aziendale dell’Asp mortificherà ulteriormente le attese dei cittadini tra le iniziative che si intendono intraprendere c’è l’invio-restituzione alla Regione delle tessere elettorali, gesto a cui saranno invitati ad aderire anche gli amministratori. Andrea Torrisi, presidente dell’associazione “Il Cantastorie” ha annunciato una manifestazione degli studenti degli istituti superiori giarresi in programma dopo Pasqua. Giampiero Maugeri, presidente dell’Azione Cattolica del Duomo, ha spiegato che l’AC sta intervenendo perché negare il diritto alla salute vuol dire negare l’uomo stesso. Andrea La Ganga, presidente de L’Agora, ha sottolineato che sull’ospedale, come su altri temi, si unisce l’impegno di associazioni laiche e cattoliche. Diversi e qualificati gli interventi dal pubblico.
A dimostrazione di una sensibilità nuova che si sta diffondendo a Giarre, venerdì scorso, alcuni rappresentanti della Rete hanno partecipato all’assemblea d’istituto dell’Ipsia “Majorana-Sabin”. Come conferma la dirigente scolastica Monica Insanguine, sono stati gli alunni a proporre l’argomento e per questo è stato richiesto l’intervento di chi sta seguendo la vicenda.
Maria Gabriella Leonardi
14 marzo 2010

Al Comune si parla di emergenza casa


L’emergenza abitativa deve essere una priorità per le amministrazioni comunali e la Cisl e il Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio) propongono alle amministrazioni locali la sottoscrizione di un documento. Per questo giovedì, nel Comune di Giarre, si è tenuto un incontro tra il sindacato e l’amministrazione comunale. Presenti il segretario provinciale del Sicet, Carlo D’Alessandro, Alfio Sottile della segreteria provinciale Sicet, Paolo Pintabona, Cisl provinciale, Mario Cocuccio, responsabile Cisl Giarre, Pietro Vitale, Cisl Acireale. Per il Comune il sindaco, Teresa Sodano, e l’assessore ai Lavori pubblici, Pippo Donzello.
In vista dell’emanazione della normativa sul Piano Casa, per Cisl e Sicet è fondamentale che le amministrazioni comunali verifichino la disponibilità di abitazioni nei loro Comuni rispetto alle richieste, individuino le aree da destinare all’edilizia residenziale pubblica, sia convenzionata che sovvenzionata; senza dimenticare la manutenzione degli edifici esistenti. «Stiamo anche preparando - spiega Mario Cocuccio – una convenzione (ai sensi della legge 431/98) per calmierare gli affitti. Essa prevede la suddivisione di un Comune in zone: i prezzi degli affitti variano a seconda della zona ma sono concertati e più bassi rispetto a quelli del mercato libero. Questo servirebbe anche per incentivare la regolarizzazione dei contratti in nero».
« A Giarre – afferma il sindaco in una nota - non c’è proprio una vera emergenza abitativa ma sono numerose le richieste di alloggi, soprattutto di giovani coppie e di persone sfrattate rimaste senza un tetto, che necessitano di un sostegno dell’Amministrazione comunale. In tal senso appare prioritario e urgente il completamento dei 60 alloggi di via Trieste». Il segretario provinciale D’Alessandro, spiega:«Vogliamo capire le esigenze abitative dei singoli Comuni per proporre una atto unitario che possa servire da stimolo alla Regione. La firma dei sindaci serve a testimoniare il disagio abitativo che necessita di adeguati strumenti di risposta».
Alle altre amministrazioni dell’hinterland assenti all’incontro il sindaco Sodano inoltrerà il documento discusso giovedì per raccogliere adesioni o richieste di modifica.
Maria Gabriella Leonardi
13 marzo 2010

lunedì 15 marzo 2010

L'ospedale traballante


L’ospedale di Giarre resta un sorvegliato speciale. Ieri, accompagnati dal direttore sanitario del presidio dott.Salvatore Scala, hanno effettuato un sopralluogo nel presidio il direttore sanitario dell’Asp, dott.Domenico Barbagallo, l’ing.Marcello Pezzino e l’ing.Piero Marano, del Dipartimento di Protezione civile, l’ing.Santo Saluzzo del Comando provinciale Vigili del Fuoco, l’ing. Salvo Pirrone del Genio Civile, l’ing.Vitale e il geom.Pippo Castonina dell’Ufficio tecnico dell’Asp. Presenti il sindaco Teresa Sodano, l’assessore alla Sanità, Francesco Longo, il presidente della Commissione ospedale, Fabio Di Maria, la dirigente dell’area Lavori pubblici, ing.Pina Leonardi e l’assessore del Comune di Linguaglossa Nino Pavone. «Siamo venuti per verificare lo stato del piano interrato dell’ospedale per gli interventi necessari – ha spiegato il dott. Barbagallo – è un primo sopralluogo, l’area interessata era già interdetta».
L’ing. Saluzzo agli amministratori del Comune ha confermato che strutturalmente i locali dell’ex radiologia sono compromessi e in alcuni punti i muri perimetrali sono stati realizzati con cemento impoverito. Per questo tale settore dovrà essere interdetto al pubblico. E’ emersa la necessità di sgomberare i locali dove alloggiano le suore del Boccone del Povero e che si trovano sopra l’ex laboratorio di analisi. Necessario un adeguamento antisismico di tutto l’ospedale e richiedere un finanziamento alla Protezione civile per la ristrutturazione della zona interdetta. Urge anche spostare altrove la Tac dell’ospedale. Ma in una nota, il sindaco Sodano e l’assessore Longo hanno espresso la loro contrarietà:«l’eventuale spostamento della Tac comporterebbe un grave disservizio per l’utenza atteso che il trasferimento di una struttura diagnostica così complessa necessita di una serie di adeguamenti strutturali oltre che un congruo investimento economico. Se davvero esiste questa necessità – sostiene il sindaco – è opportuno prima di interrompere ogni servizio, attrezzare i nuovi spazi per la Tac e, solo una volta completati i lavori, disporre il trasferimento».
Sul cemento impoverito, il sindaco intende sollecitare l’Asp ad avviare accertamenti legali nei confronti dell’impresa (delle 15 che hanno lavorato per il presidio) che ha effettuato i lavori nel plesso interessato.
Stamattina i membri della Rete delle associazioni incontreranno gli studenti dell’Ipsia “Majorana-Sabin”. Alle 19 al Teatro Rex, assemblea pubblica “Salviamo l’ospedale di Giarre".
Maria Gabriella Leonardi
12 marzo 2010

Ladri delle macchinette delle merendine


Per l’ennesima volta, due sere fa, dei ladri si sono introdotti in un plesso del 3°circolo didattico di Giarre per rubare i soldi che si trovano dentro le macchinette che erogano merendine. Ad essere preso di mira questa volta è stata la macchinetta che si trova all’interno del plesso di scuola primaria “Monsignor Alessi”, sito in piazza Ragusa. I ladri hanno rubato solo i soldi all’interno della macchinetta lasciando intatto tutto il resto, compresi i computer.
Il 3°Circolo didattico purtroppo non è nuovo a questi episodi. In passato, per lo stesso motivo, per ben due volte degli ignoti erano entrati dalle finestre del bagno dentro il plesso di scuola primaria “San Giovanni Bosco”; anche in questo caso i malviventi hanno rubato solo i soldi contenuti dentro la macchinetta delle merendine. Dopo il secondo episodio, è stato deciso di togliere questa macchinetta dal plesso “San Giovanni Bosco”, visto che attirava i ladri. L’unico plesso del 3°circolo didattico dove era rimasta una macchinetta delle merendine era il plesso “Monsignor Alessi” di piazza Ragusa.
Anche se all’interno della scuola non è stato poi portato via nulla, questi ladri, in ogni incursione, creano comunque danno perché per introdursi dentro gli edifici devono forzare le aperture. Nel plesso di piazza Ragusa, d’altra parte, non esiste un sistema di video-sorveglianza e quella dell’altra sera è stata la seconda volta che i ladri sono entrati dentro. «Dopo questo ennesimo episodio siamo costretti a togliere questa macchinetta dalla scuola – ha affermato il dirigente scolastico dott. Rosaria Stella Cardillo – vuole dire che dovremo rinunciare alle merendine. D’altra parte come scuola stiamo conducendo un progetto di educazione alimentare e quindi l’assenza delle merendine sarà un incentivo in più per promuovere una corretta alimentazione».
Maria Gabriella Leonardi
12 marzo 2010

Il vice-sindaco si autosospende


Il vice-sindaco dott. Leo Cantarella ufficializza la propria autosospensione dalla carica istituzionale. Da diverse settimane il vicesindaco, nonché assessore allo sport, turismo e spettacolo, non partecipa più alle riunioni di giunta. «La motivazione di tale scelta, da tempo ponderata – afferma – nasce dall’esigenza di un confronto sereno riguardo alcuni atti non condivisi che, per la loro delicatezza, necessitano di un approfondimento politico-amministrativo».
Cantarella ha autosospeso anche l’indennità di assessore in quanto, afferma: «questo aspetto sarebbe stato oggetto di strumentalizzazione politica».
Il vice-sindaco dichiara anche di avere anticipato la sua scelta al presidente della Regione Raffaele Lombardo, quale rappresentante politico, e contestualmente anche al sindaco di Giarre, Teresa Sodano. «In attesa di nuovi sviluppo – aggiunge il medico – ritengo opportuno autosospendermi, per consentire un auspicabile e sereno confronto che possa portare a un chiarimento nei rapporti politico-amministrativi, nell’interesse supremo dei cittadini che hanno condiviso la mia presenza in questa amministrazione comunale».
Stringato il commento del primo cittadino Teresa Sodano che, dal canto suo, in relazione alla decisione manifestata dal vice sindaco Leo Cantarella di autosospendersi dalla carica istituzionale, in una nota, afferma soltanto di «prendere atto di questa volontà e che in merito si riserva di fare le proprie valutazioni».
Maria Gabriella Leonardi
11 marzo 2010

Neanche la Fisiatria sfugge alla mannaia sull'ospedale


E adesso tocca alla fisiatria. La spoliazione che da anni sta subendo l’ospedale di Giarre passa anche dal servizio di fisiatria: lo afferma in un comunicato il coordinatore della Cgil zona ionica-etnea Salvatore Cubito che sostiene: «Emblematica è la situazione esistente nel servizio di fisiatria del presidio ospedaliero di Giarre dove da anni ormai il rapporto medici fisiatri/tecnici di fisioterapia continua ad assottigliarsi, al momento è di 3 a 4 rispetto al 3 a 6 precedenti». Il sindacalista denuncia che le due unità mancanti rispetto a prima non sono mai state sostituite, nonostante l’enorme domanda esistente sul territorio. «Le liste d’attesa relative alle patologie croniche risalgono al 2008 – accusa Cubito – e centinaia d assistiti non possono usufruire del servizio in quanto i pochi fisioterapisti rimasti sono tutti impegnati con le prestazioni agli acuti». Cubito chiede quindi cosa si aspetta a potenziare il servizio di fisioterapia del presidio aumentando il numero di tecnici di fisioterapia: il potenziamento di un servizio – afferma – è più semplice del trasferimento di una divisione. «Procede inesorabilmente l’opera di smantellamento del presidio ospedaliero di Giarre – continua Cubito – contestualmente nessun nuovo servizio o divisione, nonostante gli impegni assunti, viene trasferito o aperto nella medesima struttura o nel territorio. Questo modo di procedere comincia a delineare il fallimento di una politica sanitaria che, partita con proclami e propaganda trionfalistici, si sta dimostrando incapace di dare assistenza a tutto il territorio». Secondo Cubito si assiste a un eccessivo accentramento dei servizi verso l’area metropolitana senza tenere conto delle esigenze delle centinaia di migliaia di cittadini al di fuori di essa.
Intanto in questi giorni a Giarre è in corso una petizione popolare in difesa del nosocomio di via Forlanini per chiedere, tra l’altro, servizi connotati da qualità, efficacia ed efficienza. E’ possibile firmare in numerosi negozi ed esercizi pubblici e da qualche giorno anche in tutte le farmacie. Sabato e domenica prossimi sarà possibile firmare anche in chiesa Madre di al termine delle Messe. Venerdì 12 marzo alle ore 19 al teatro Rex si terrà un’assemblea pubblica sul tema “Salviamo l’ospedale di Giarre”.
Maria Gabriella Leonardi
10 marzo 2010

Cercasi acquirente disperatamente


Dal novembre 2008 il Comune di Giarre si trova sotto il regime di gestione limitata (art.191 comma 5 D.Lgs. 267/00) che consente all’ente di potere effettuare solo spese urgenti e indifferibili. Sembrerebbe una questione tecnica da addetti ai lavori e invece riguarda tutti i giarresi. Facciamo un esempio sulle conseguenze di questa situazione: ci sono parecchie strade a Giarre in pessime condizioni? Al momento, trovandosi il Comune in regime di gestione limitata, non è stato possibile accendere un mutuo per finanziare gli interventi di bitumazione e ripristino delle arterie stradali maggiormente deteriorate.
Difficile amministrare in questa situazione. Sinora per ripianare i debiti per il Comune sono state molto utili le vendite dei capannoni della zona artigianale di Trepunti. Ma, ormai, tutti i capannoni liberi che si potevano vendere sono stati venduti e sono rimasti solo i capannoni affittati. Che si fa adesso? Fin quando il Comune resterà in gestione limitata? Cosa intende fare l’amministrazione per uscire da questa situazione? In un comunicato, a questa spinosa domanda risponde il dott.Letterio Lipari, dirigente finanziario del Comune che dichiara: «Stiamo proponendo ai locatari dei capannoni della Zona artigianale e industriale di Trepunti l'acquisto degli immobili, preventivando, ove gli offerenti intendano farne richiesta, anche l'eventuale erogazione da parte del Comune, di un contributo per l'acquisto del capannone pari al 30% del prezzo, cosi come previsto nel Regolamento per la gestione della Zona artigianale. E' stato assegnato un termine di 60 giorni per aderire a tale proposta (è in fase di espletamento la notifica delle proposte di acquisto). Complessivamente i capannoni che potrebbero essere acquistati - afferma Lipari - sono 23 e il ricavo della loro vendita, a seconda dell'accettazione o meno del contributo comunale, varia tra i 7 e i 9 milioni di euro». Il prezzo dei capannoni è di circa 385 mila euro per quelli da 450 m² e di 480 mila euro per i capannoni da 600m².
Il dirigente finanziario Lipari sottolinea che vi sarebbero numerose richieste formali di adesione alla proposta di acquisto da parte di artigiani locatari degli opifici di contrada Codavolpe.
Il Comune quindi punta ancora sui capannoni di Trepunti per risanare i suoi debiti. Per uscire dal regime dell'art.191, al Comune occorrerebbe incamerare 600 mila euro.
Maria Gabriella Leonardi
10 marzo 2010

mercoledì 3 marzo 2010

La Commissione ospedale scrive all'assessore regionale alla sanità, la città si mobilità in difesa dell'ospedale


La Commissione consiliare sull’ospedale di Giarre, presieduta da Fabio Di Maria, su proposta del consigliere Angelo Spina, ha scritto all’assessore regionale alla Sanità per denunciare che sono stati del tutto disattesi gli impegni presi nell’incontro svoltosi a Palermo a gennaio con lo stesso assessore e a cui hanno partecipato i rappresentanti politici del distretto sanitario di Giarre. «Il pronto soccorso d’eccellenza, definito da lei come obiettivo primario – scrive Di Maria all’assessore – non ha avuto alcun potenziamento, anzi si evidenzia che continuano ad essere deficitari di organico e servizi sia il pronto soccorso che i servizi di diagnosi che afferiscono allo stesso tanto da non poter assicurare la normale copertura h24 e, inoltre, continua a persistere la presenza di un solo medico di pronto soccorso». La commissione chiede quindi un incontro urgente per «porre rimedio all’inerzia manifestata dai vertici aziendali Asp».
Intanto a Giarre si moltiplicano le iniziative in difesa dell’ospedale poste in essere dalla Rete delle associazioni sino al 31 marzo, data entro cui dovrà essere pronto l’atto aziendale e la pianta organica dell’Azienda sanitaria provinciale. Numerose lenzuola con scritte in difesa del nosocomio di via Forlanini sono esposte in vari punti di Giarre, tra cui uno è appeso davanti al Duomo, principale monumento cittadino.
E’ in corso una raccolta firme per sostenere un documento della Rete che individua le specialità mediche da potenziare o implementare, si riserva di approfondire il trasferimento del “Punto nascita, sostiene l’esigenza di una capillare opera di informazione sulle prestazioni erogate e chiede che i servizi siano connotati da qualità, efficacia ed efficienza. I fogli firma saranno consegnati entro il 31 marzo ai massimi rappresentanti istituzionali, a cominciare dal Presidente della Regione e dall’assessore regionale alla sanità. E’ possibile firmare anche in alcuni esercizi commerciali che hanno dato la disponibilità a tenere i fogli.
E’ attivo un sito internet www.salviamolospedaledigiarre.com.
Venerdì 12 marzo nel teatro Rex la Rete delle associazioni organizza un’assemblea pubblica e domenica 28, in piazza Duomo, organizza un evento, sempre dedicato all’ospedale.
Maria Gabriella Leonardi
3 marzo 2010

martedì 2 marzo 2010

Mi si è ristretta l'autostrada


Entrati nel casello autostradale di Giarre, subito dopo la rampa che immette sull’autostrada Messina-Catania, in direzione Catania, da diverse settimane c’è un restringimento della carreggiata che costringe i veicoli a transitare su una sola corsia. Diverse sono le lamentele degli automobilisti visto che si tratta di un punto particolarmente critico: chi arriva da Messina vede arrivare sulla propria destra le auto provenienti dal casello di Giarre che vanno ad accelerare per immettersi sull’autostrada. Di norma le auto da Messina dovrebbero spostarsi sulla sinistra in modo da permettere alle auto provenienti da Giarre di immettersi sull’autostrada. Ma invece, subito dopo la rampa, le auto si ritrovano con una sola corsia e devono decelerare per mettersi in fila. Potrebbe essere pure pericoloso. Domenica scorsa, giornata di intenso traffico, in questo tratto si è formata una coda di auto. La cosa più curiosa è che gli automobilisti non vedono qualcosa che giustifichi il restringimento della carreggiata. Abbiamo quindi interpellato il Consorzio per le autostrade siciliane e, dopo diverse telefonate, siamo riusciti a parlare con il geom.Spitaleri che ci ha spiegato: «il tratto dell’autostrada in cui vi è il restringimento della carreggiata passa sopra il ponte che sovrasta la strada che congiunge Giarre con Santa Venerina. Delle bedoniere, essendo troppo alte, passando sotto questo ponte lo hanno danneggiato al punto che sono saltate delle parti in cemento ed è rimasto il ferro scoperto». Per evitare che le vibrazioni dei veicoli che marciano sopra il ponte creino ulteriori danni si evita di fare transitare i veicoli dal lato danneggiato. «E’ già stato predisposto un progetto – spiega Spitaleri - e sono state attivate le procedure per la gara di appalto che hanno dei tempi tecnici da rispettare».
Finchè quindi non saranno ultimati i lavori in questo tratto di autostrada occorre una dose di prudenza in più.
Maria Gabriella Leonardi
2 marzo 2010

Donati all'Ipab Marano gli arredi della "Madre Teresa di Calcutta"



Con la delibera n°15 del 3 febbraio scorso la giunta comunale ha deciso di donare all’Ipab “Casa di riposo Leonardo Marano” tutti gli arredi che si trovano dentro l’edificio di via Federico II di Svevia, quello che doveva essere la casa-albergo per anziani “Madre Teresa di Calcutta”. La corposa donazione è consistita in 50 reti, 50 materassi, 3 lavatrici ad uso collettività, una stiratrice, una cella frigorifero ad uso collettività, un letto visita, 42 comodini, 2 sedie a rotelle e 5 kit banco cucinino.
La casa-albergo “Madre Teresa”, pur essendo stata completata, non è mai entrata in funzione, ed è rimasta di fatto un’opera pubblica incompiuta, vandalizzata, deturpata da grafiti e preda dei ladri. La struttura era stata progettata per accogliere 73 anziani, ma col passare degli anni è diventato antieconomico per il Comune adibirla a casa di riposo pubblica, per gli elevati costi che l’ente locale avrebbe dovuto sostenere. Oltre tutto, ormai, la tendenza è quella di realizzare delle case di riposo di piccole dimensioni ove gli anziani possono trovare un clima familiare, più a loro misura; e nel territorio, infatti, si sono diffuse tante piccole case di riposo.
Nel 2008 il Consiglio comunale, all’unanimità, ha quindi deciso il cambio di destinazione d’uso della casa-albergo per trasformarla in sede unica degli uffici comunali. Per il Comune significherebbe risparmiare tutti i soldi che spende ogni anno per gli affitti degli immobili che ospitano gli uffici comunali, cioè circa 300mila euro l’anno. Ma anche la ristrutturazione per il cambio di destinazione d’uso della struttura di via Federico II ha dei costi elevati, insostenibili per le casse comunali. E, quindi, al momento, tutto è rimasto fermo.
Tuttavia, all’interno dello stabile sono rimasti, nuovi nuovi, tutti gli arredi, a suo tempo acquistati dalla giunta Toscano e che, in tutti questi anni, hanno accumulato tanta polvere.
Lo scorso giugno dalla “Casa di riposo Marano” è giunta al Comune la richiesta di tutti gli arredi della “Madre Teresa”. La “Marano” è un Ipab e quindi la donazione degli arredi è un passaggio di beni da un ente pubblico (il Comune) a un altro ente pubblico (l’Ipab) e di conseguenza non cambia la finalità pubblica di utilizzo degli stessi beni.
Maria Gabriella Leonardi
28 febbraio 2010

I capigruppo della maggioranza attaccano il presidente del Consiglio comunale


Nella seduta di Consiglio comunale di venerdì si è consumata una grave lacerazione dentro la maggioranza di centro-destra. I capigruppo della maggioranza, infatti, Salvo Camarda dell’MpA e Orazio Scuderi del PdL, nella fase preliminare dei lavori, hanno pesantemente attaccato il presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci. «Esprimo il più sentito sdegno a nome del gruppo dell’MpA – ha affermato Camarda - per come è avvenuta la programmazione di questa seduta». Camarda ha accusato Musumeci di "autoreferenziale arroganza" perché ha convocato la seduta del Civico consesso senza avere prima convocato la conferenza dei capigruppo, così come stabilito dal regolamento del Consiglio, non solo per definire l’ordine del giorno ma anche per rendere noti ai consiglieri gli atti dell’amministrazione. Camarda ha attaccato Musumeci anche per il mancato inserimento all’o.d.g., in un primo momento, l’istituzione della “Commissione speciale di studio e monitoraggio dell’attività amministrativa” o “Commissione trasparenza” e ha invitato il presidente a rivedere il mudus operandi «perché esso rischia di creare insanabili divisioni nella maggioranza».
Duro anche il capogruppo del PdL Orazio Scuderi che ha accusato il presidente Musumeci di avere assunto «un comportamento che collide con il suo ruolo di garanzia e diretto a procrastinare sine die, con motivazione apparente, la deliberazione definitiva della “Commissione trasparenza” ponendo concreti ostacoli all’ istituzione della commissione stessa». Scuderi ha precisato che questa commissione non richiede parere di regolarità contabile e ha chiesto ai colleghi consiglieri se c’è ancora la fiducia verso Musumeci.
Da parte sua il presidente Musumeci ha precisato che la conferenza dei capigruppo è un organo consultivo, che la stessa conferenza il 9 febbraio aveva determinato di trasmettere copia del verbale al Segretario-Direttore generale per averne il parere e che questo parere è giunto solo giovedì 25 febbraio. Per questo non è stato possibile convocare la conferenza dei capigruppo prima della seduta di Consiglio, ma la seduta era necessario convocarla per permettere ai consiglieri di svolgere l’attività ispettiva; comunque, il Civico consesso può cambiare l’ordine dei lavori.
La seduta non è andata avanti per mancanza del numero legale.
Maria Gabriella Leonardi
28 febbraio 2010

La Regione ha finanziato la Casa della Salute


L’Assessorato regionale alla Sanità ha finanziato un progetto per la realizzazione, all’interno dell’ospedale di Giarre, di una "Casa della salute". Ad annunciarlo è stato il direttore generale dell’Asp di Catania, dott.Giuseppe Calaciura, nel corso di una trasmissione radiofonica. Il direttore generale ha chiarito che solo una piccola porzione dell’ospedale sarà dedicato a “Casa della Salute”. Per saperne di più ci siamo rivolti al direttore sanitario dell’Asp, dott.Domenico Barbagallo: «Il progetto di “Casa della Salute” era già stato presentato mesi or sono all'assessorato – spiega -. La Regione Siciliana ha già finanziato una prima tranche di 500mila euro. La “Casa della Salute” è un Presidio territoriale di assistenza (P.T.A.) in cui sono allocate strutture e servizi e prevede la presenza dei medici di medicina generale. Vi sono previsti una serie di ambulatori e di servizi e la sua attività servirà per alleggerire il lavoro dell’ospedale, soprattutto in riferimento ai codici bianchi». In termine tecnico il "codice bianco" indica i pazienti che richiedono prestazioni sanitarie che non rivestono alcun carattere di urgenza e che dovrebbero essere risolte dal medico di medicina generale, dal medico di continuità o presso poliambulatori. Spesso, invece, pazienti che potrebbero essere assistiti dal medico di medicina generale si rivolgono ai pronto soccorso, contribuendo a intasarli.
Le prestazioni offerte nella “Casa della Salute” - secondo quanto spiegano dall’Asp – non saranno un doppione dei servizi offerti nel poliambulatorio di corso Sicilia. Riguardo poi alla presenza dei medici di medicina generale all’interno della “Casa della Salute” è in corso nell’Assessorato regionale alla Sanità una trattativa per stabile le modalità di utilizzo dei medici di medicina generale nei P.T.A.
Per quanto riguarda l’ospedale di Giarre, il direttore generale dell’Asp, dott Calaciura, si sta occupando in questo momento anche della messa in sicurezza del presidio di via Forlanini. Il dott.Calaciura ha incontrato in proposito, nei giorno scorsi, il Prefetto e ha annunciato che la settimana prossima dei tecnici effettueranno un sopralluogo nell’ospedale.
Maria Gabriella Leonardi
27 febbraio 2010

Disagi al cimitero di San Giovanni Montebello


Arrivare al cimitero di San Giovanni Montebello non è una cosa facile. La strada che bisogna percorrere è stretta, eccessivamente ripida e vi è il doppio senso di circolazione. Per questo nei giorni in cui si intensificano le visite al cimitero, agli automobilisti può capitare di rimanere imbottigliati ed essere costretti a manovre disagiate su una strada con una forte pendenza. Per non parlare dei giorni di pioggia intensa.
Giunti davanti al cimitero non tutti vi possono entrare: i portatori di handicap di sicuro no, per loro non vi sono le apposite rampe. Ma neanche per tutti gli altri l’accesso è facile, a causa delle condizioni in cui versa la scalinata centrale. Come se non bastasse, da mesi le palme contagiate dal punteruolo rosso sono state tagliate e i vari tronchi sono lasciati lì dov’erano le palme, accanto alla tombe. Insomma, andare a trovare i propri cari defunti può essere un’impresa.
Gli abitanti di San Giovanni Montebello hanno fatto pervenire al Comune una petizione e numerose istanze presentate al sindaco e ai dirigenti comunali. Su tutti questi problemi, l'assessore ai Servizi cimiteriali Piero Mangano in una nota spiega: «prescindendo dalla petizione dei cittadini di S.Giovanni Montebello, nei mesi scorsi è stato programmato un intervento per la sistemazione della scalinata centrale del cimitero di S.Giovanni Montebello. I lavori, sollecitati dagli stessi residenti e che si realizzano per la prima volta grazie alla sensibilità di questa Amministrazione comunale, si avvalgono di fondi comunali e avranno inizio la prossima settimana. Relativamente alle scivole per i disabili - continua l'assessore - esse non sono state realizzate per la troppa pendenza e le differenze di quota delle superfici in cui ricade il cimitero. Gli accertamenti eseguiti hanno confermato che non è possibile realizzare opere cementizie. La stessa strada di accesso è ripida proprio per la posizione logistica del cimitero che sorge in una zona collinare, ovvio che per un mutamento dell'attuale assetto, subordinato peraltro al Prg, occorrerebbe un intervento radicale, particolarmente esoso per il Comune, intervenendo su un campo Santo la cui conformazione architettonica risale a tempi lontani. Per la rimozione delle palme, infine, si provvederà si spera in tempi rapidi».
Maria Gabriella Leonardi
26 febbraio 2010

Assemblea costituente centro commerciale naturale


L’Assessorato Regionale delle Attività Produttive ha comunicato la definizione dell’iter istruttorio della richiesta di adesione al Centro commerciale naturale (Ccn) di Giarre. La Regione ha accolto la richiesta di adesione al Consorzio di 47 aziende giarresi, tutte site in via Callipoli, in corso Italia e nelle vie limitrofe. Le aziende partecipanti avevano espresso solo una dichiarazione di volontà, adesso per ottenere da parte della Regione il decreto di accreditamento del Ccn queste 47 aziende dovranno costituire un consorzio.
Nei giorni scorsi, nella sede della Confcommercio di Giarre, si è tenuta l’assemblea costituente del Ccn di Giarre a cui hanno preso parte una ventina delle 47 aziende. Il segretario della locale Confcommercio, Saro Previtera, e il vice Direttore Generale Confcommercio Catania., dott.Giuseppe Cusumano, hanno presentato il progetto del Centro commerciale naturale giarrese. Il segretario Saro Previtera ha affermato: «Auspico che gli operatori commerciali di Giarre capiscano l’importanza di questo strumento per rivitalizzare il centro storico. Quando saranno riaperti i termini – ha aggiunto – potranno inserirsi anche altri aziende».
La costituzione del consorzio dovrà avvenire entro il 20 marzo. Una volta costituito, il consorzio potrà partecipare ai bandi proposti dalla Regione Siciliana per finanziare progetti con un contributo a fondo perduto del 50%. I bandi potranno finanziare attività di marketing comune come pubblicizzazione delle imprese attraverso vari strumenti come le affissioni, la realizzazione di brochure turistico-commerciali, fidelity card, corsi di formazione per le imprese e i dipendenti, convenzioni con aziende di servizio allo scopo di ridurre i costi di gestione, baby parking, ristrutturazione degli edifici, attività culturali, feste ed eventi promozionali.
Nei prossimi giorni un altro incontro verrà proposto alle imprese al fine di raccogliere altre adesioni.
Il progetto del Ccn di Giarre è stato tra i primi della provincia di Catania ad essere esaminato ed accolto dalla Regione.
Maria Gabriella Leonardi
25 febbraio 2010

Una strada chiusa da anni

E’ da anni ormai chiusa, a causa di una frana, la strada provinciale Cavanuda-Cavagrande, la via più breve di collegamento tra Giarre e Milo. Ieri, su richiesta dei consiglieri provinciali Francesco Cardillo e Raffaele Strano, la IV commissione consiliare provinciale “Lavori Pubblici e viabilità”, presieduta da Edmondo Pappalardo, ha effettuato un sopralluogo su questa arteria per verificarne le condizioni, a cinque anni circa dalla frana che l’ha interessata. La strada è chiusa per un tratto di circa 300 metri che passa accanto un costone. Immersa nel verde, la Sp Cavanuda-Cavagrande è anche di pregio ambientale ma, negli anni, in assenza di interventi, le sue condizioni sono peggiorate.
Al sopralluogo di ieri hanno preso parte l’ing.Michele Grimaldi del Servizio Viabilità della Provincia, il geom. Di Bartolo, il presidente della commissione Pappalardo e i consiglieri Alfio Barbagallo, Francesco Cardillo, Nunzio Parrinello, Salvo Patanè e Raffaele Strano. I consiglieri hanno ascoltato il disagio e le proposte dei residenti della zona che hanno avanzato ai rappresentanti della Provincia l’idea di realizzare un nuovo percorso alternativo al tracciato interrotto. Tuttavia, inconvenienti di questa proposta sono i costi elevati e il fatto che comunque il costone non viene messo in sicurezza.
La commissione ha quindi deciso di convocare i rappresentanti dei tre comuni su cui ricade la strada (Giarre, Milo e S.Alfio), il Genio Civile e la Protezione Civile. Sarà indetta una conferenza dei servizi che dovrà decidere un progetto per la messa in sicurezza del costone e il ripristino della strada. «La messa in sicurezza del costone - spiega il consigliere Cardillo- compete alla Protezione Civile, la Provincia può intervenire solo nella sistemazione della strada». L’obiettivo è quello quindi finanziare i lavori necessari nella Sp Cavanuda-Cavagrande con i fondi della Protezione Civile destinati al dissesto idrogeologico. La commissione ritiene inoltre importante il monitoraggio di tutte le situazioni critiche riguardanti la viabilità provinciale.
Maria Gabriella Leonardi
24 febbraio 2010

Un occhio alla villa Margherita


La storica villa Margherita è stata meta di uno dei tanti sopralluoghi della V commissione consiliare, presieduta da Salvo Zappalà. I consiglieri hanno attenzionato la situazione della villa e hanno evidenziato che l’impianto di illuminazione non funziona, per cui la villa la sera piomba nel buio. La commissione ha inoltre rilevato che, pur essendo piantati gli appositi paletti, mancano nella villetta i cestini porta rifiuti. I consiglieri hanno in particolare esaminato la situazione dell’artistica fontana di Nettuno che si trova all’interno della villa Margherita e che è opera dello scultore Giuseppe Di Francesco; un tempo la fontana si trovava in piazza monsignor Alessi, poi fu modificata e trasferita nella Villa Margherita, dove però è caduta nell’oblio. Tuttavia, esiste un progetto per ricollocarla in un sito che le ridoni maggiore visibilità. «Organizzeremo un ulteriore commissione – ha affermato il presidente Salvo Zappalà – per capire questo progetto che fine ha fatto. E’ un peccato lasciare questa fontana qui dove si trova. Sarebbe meglio posizionarla in un luogo più visibile per i cittadini e i turisti. Al suo posto, nella villa, potrebbe essere invece collocata una piattaforma che sarebbe utile nel momento in cui si organizzano serate danzanti».
Maria Gabriella Leonardi
24 febbraio 2010

La GiarreParcheggi presenta alla Confcommercio proposta di riordino delle strisce blu


I funzionari della GiarreParcheggi hanno presentato alla Confocommercio di Giarre la proposta di riordino delle strisce blu presentata dalla GiarreParcheggi stessa al Comune. All’incontro, tenutosi nella sede della Confcommercio, per l’associazione dei commercianti erano presenti il segretario Saro Previtera e alcuni componenti il comitato promotore: Tony Nocita, Gianluca Sangricoli, Daniele Delicato, Andrea Parisi e Armando Castorina. Il nuovo riassetto è legato all’apertura del parcheggio multipiano di Piazza Jolanda prevista per marzo. Come spiega una nota della Confcommercio, tra le principali novità della proposta vi è l’eliminazione delle strisce blu nell’area esterna al perimetro dell’area ospedaliera; l’eliminazione delle strisce blu sul marciapiedi nel tratto di via Callipoli sopra il monumento ai caduti; l’eliminazione delle strisce blu nello spazio antistante la stazione ferroviaria (piazza Mazzini) e in via Pirandello. Nella proposta della GiarreParcheggi che dovrà essere esaminata dal Comune sono previsti anche nuovi stalli a strisce blu in via Callipoli (da entrambi i lati della carreggiata stradale), in via Libertà, in via Barbagallo e in altre vie del centro storico. La proposta prevede anche l’istallazione di dissuasori per limitare il parcheggio selvaggio sui marciapiedi del centro e l’istallazione di parcometri ogni 50 metri.
La GiarreParcheggi, attraverso l'ing.Mario Stanganelli, esprime la propria disponibilità ad interloquire con qualunque organizzazione cittadina al fine di migliorare il servizio. La Confcommercio, esaminata la proposta, ha chiesto alla GiarreParcheggi l’individuazione di 4 aree in via Callipoli, 3 aree in corso Italia e 3 aree in viale Libertà per consentire la sosta per il carico e scarico delle merci. Inoltre, l’associazione di commercianti esprime il suo forte dissenso su alcune di queste novità e segnatamente "la creazione degli stalli-strisce blu su entrambi i lati di via Callipoli, l’inesistenza di un piano parcheggi che preveda l’impiego di misure idonee nell’area di via Teatro e la funzionale collocazione dei dissuasori". L’associazione dei commercianti ritiene, quindi, urgentissimo un incontro con l’amministrazione comunale perché venga definito meglio e di concerto con la categoria un piano degli stalli a strisce blu della viabilità in generale legata all’attivazione del parcheggio multipiano.
Maria Gabriella Leonardi
23 febbraio 2010

Esami di III livello nell'ospedale di Giarre


Dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro” se ne parla quasi ogni giorno relativamente ai reparti di cui è stato privato, alle lotta che stanno portando avanti le istituzioni e la società civile contro il suo depotenziamento. Non fanno invece notizia i servizi che funzionano bene. Tra questi di certo è da annoverare l’unità operativa di cardiologia di cui è responsabile il dott.Rocco Romeo. Quanti sanno che l’ospedale di Giarre è l’unico in tutta l’azienda sanitaria provinciale a effettuare il Bnp? Si tratta di un indicatore diagnostico specifico dello scompenso cardiaco. Sempre nell’ospedale di Giarre vengono effettuate altre tre indagini di III livello, cioè molto difficili: si tratta dell’ecocardiocontrastografia, che permette la visualizzazione di “comunicazioni” patologiche tra le “camere cardiache”, per esempio l’identificazione di difetti del setto interatriale. Altre due indagini che possono essere effettuate nel presidio ospedaliero di via Forlanini sono l’ecostress (uno stress indotto al muscolo cardiaco con un farmaco e che evidenzia anomalie del movimento cardiaco indicative di ischemia) e l’ecografiatransesofagea tramite la quale viene introdotta dalla bocca una sonda che permette la visualizzazione delle strutture cardiache attraverso l’esofago.
L’unità operativa di cardiologia è dotata di un’attrezzatura altamente tecnologica e supportata da ottime professionalità. Sono ben 20mila le prestazioni che effettua ogni anno.
In questi mesi di mobilitazione in difesa dell’ospedale di Giarre, una delle richieste che è stata avanzata da parte della società civile è stata proprio quella di conoscere quali servizi funzionano nel presidio di via Forlanini. Questo perché, talvolta, anche la disinformazione può generare negli utenti disaffezione verso un presidio.
Maria Gabriella Leonardi
21 febbraio 2010

La Commissione provinciale sanità incontra il Dg dell'Asp Calaciura


A quasi un mese dall’incontro che i sindaci del distretto di Giarre hanno avuto con l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo nulla è cambiato all’ospedale di Giarre e si attende ancora il potenziamento del pronto soccorso. Ieri mattina, nel presidio ospedaliero “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro”, su richiesta del consigliere provinciale arch.Salvo Patanè, si è riunita la commissione provinciale sanità, presieduta da Fina Abbadessa, per verificare cosa è stato fatto di quanto promesso. Presenti il direttore generale dell’Asp 3 Giuseppe Calaciura, il direttore sanitario dell’ospedale Salvatore Scala, l’assessore provinciale Pippo Pagano, i consiglieri provinciali Salvo Patanè, Francesco Cardillo e Raffaele Strano, assessori e consiglieri comunali e una folta rappresentanza di associazioni e comuni cittadini. «Siamo al momento clou di tutta la rimodulazione ospedaliera e territoriale – ha spiegato il d.g. Calaciura – entro il 31 marzo dovrà essere pronto l’atto aziendale e la pianta organica. Di nuovo, rispetto all’incontro con l’assessore Russo, c’è il lavoro che sto compiendo per il rafforzamento del pronto soccorso. Spero l’1 marzo di potere comunicare con più precisione cosa si sta facendo».
Numerosi e accesi gli interventi all’incontro. Tra questi l’assessore provinciale Pagano ha chiesto al d.g. Calaciura di assumere «decisioni di equilibrio». «Troppa incertezza sul reale ruolo e la composizione dei reparti nell'ospedale» è stata evidenziata dal consigliere provinciale Cardillo secondo cui tra amministratori, associazioni e cittadini c’è la preoccupazione che le attenzioni promesse dall’assessore Russo non si stiano concretizzando. Colpita dalla passione dei giarresi nel difendere il loro ospedale la presidente della commissione Fina Abbadessa che ha riscontrato la discrepanza tra le richieste dei giarresi e la risposta del direttore generale, disponibile tuttavia al confronto. Tra i vari interventi, le associazioni hanno chiesto che vengano fornite ai cittadini informazioni certe su ciò che funziona nell’ospedale di Giarre e hanno pure prospettato la possibilità di rivolgersi, come esterna ratio, alla magistratura. «Il direttore Calaciura ha visto che a Giarre c’è una forte pressione politica e sociale – ha dichiarato il consigliere Patanè – spero potrà mettere in pratica le finora vane promesse dell’assessore regionale sul pronto soccorso di eccellenza e la riabilitazione. La commissione provinciale si riunirà per verificare cosa verrà fatto».
Maria Gabriella Leonardi
19 febbraio 2010

Dequalificata l'Agenzia delle Entrate di Giarre

L'Agenzia delle Entrate di Giarre è stata "dequalificata" dalla prima alla terza fascia. Ne consegue che dal 1° di febbraio non c'è più un dirigente nell'Agenzia delle Entrate di Giarre e c'è adesso, invece, un responsabile; inoltre, già alcuni servizi sono stati trasferiti direttamente a Catania e il timore, adesso è che gli uffici dell'Agente della riscossione possano essere pure chiusi. A lanciare questo allarme è il prof.Salvo Vitale, membro del Partito Democratico giarrese, già assessore in una giunta Toscano. Il rischio che il prof.Vitale paventa è, quindi, la chiusura degli uffici dell'Esattoria siti a Giarre nella centralissima via don Tommaso Leonardi, accanto al teatro nuovo incompiuto. In questi uffici è possibile pagare tribunti come la Tassa sui rifiuti solidi urbani o l'Ici, l'Imposta comunale sugli immobili (tributi che comunque possono essere pagati alla posta) ma anche altri tributi. Se dovesse chiudere quest'ufficio gli utenti saranno costretti a recarsi nell'ufficio di Acireale ove l'Agenzia delle Entrate è stata pure dequalificata ma dalla prima alla seconda fascia. Tra l'altro l'Agenzia delle Entrate di Giarre ha competenza non solo su Giarre ma su un vasto territorio che arriva sino a Randazzo.
Questa del ridimensionamento pure dell'Agenzia delle Entrate è un ulteriore brutto colpo per una città come Giarre che un tempo era stata individuata come "città dei servizi" e che invece adesso sta patendo da anni il depotenziamento dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Sant'Isidoro" e di recente anche il depotenziamento del Tribunale, come denunciato dall'associazione giarrese degli avvocati.
Anche per queste ragioni, a proposito di questa dequalificazione dell'Agenzia delle Entrate di Giarre, il prof.Salvo Vitale fa appello ai politici locali perchè "Fermino questa emorragia di servizi da Giarre. La città sta diventando una colonia - afferma -. Stiamo perdendo quota dappertutto".
Maria Gabriella Leonardi
18 febbraio 2010

Urgono interventi nella scuola dell'infanzia di via Siracusa


Nella scuola dell'Infanzia di via Siracusa è stato riparato in questi giorni l'impianto di climatizzazione con il ripristino della caldaia. Lo comunica, in una nota, l'assessore ai Lavori pubblici, Pippo Donzello. Si tratta, tuttavia, solo di un minino intervento, uno solo dei tanti interventi necessari nella scuola e che sono stati richiesti dalla scuola stessa mesi or sono, oltre ad essere stati poi sollecitati anche da qualche genitore. Tra gli interventi che urgono vi è il ripristino dell’impianto elettrico. In proposito, la Protezione Civile a seguito di un sopralluogo, ha invitato l’amministrazione a predisporre tutte le iniziative atte a garantire la pubblica e privata incolumità. Necessario anche il ripristino dei pavimenti dove, a causa delle piastrelle saltate, sono rimasti dei buchi e non ultimo l’umidità ha gravemente danneggiato le pareti e si rende necessaria anche la loro pitturazione.
Per i bambini è necessario offrire il massimo, anche a costo di tagliare qualche altra spesa. E le scuole dovrebbero essere gli edifici maggiormente curati, perché ospitano i più piccoli e indifesi individui della società. E invece, purtroppo, a Giarre come in tutta Italia, gli edifici scolastici sono carenti di manutenzione. Al momento, l’assessore Donzello può affermare solo che “Quanto agli altri interventi, si procederà non appena
saranno disponibili le risorse".
Maria Gabriella Leonardi
17 febbraio 2010

Sospese le prenotazioni per le radiografie

Se telefonate in questi giorni al numero verde dell’Asp (800 553131) per prenotare un qualunque esame radiografico e chiedete di eseguirlo a Giarre, l’operatrice vi risponderà che non è possibile e che il posto più vicino dove effettuare l’esame è Acireale. Ieri abbiamo telefonato al numero verde per prenotare una radiografia dell’arcata dentaria da eseguire a Giarre, e l’operatrice ci ha risposto che non era possibile effettuare a Giarre questo esame e che bisognava andare ad Acireale.
In questo periodo massima attenzione verso la sanità nel distretto di Giarre non c’è da stupirsi se per un “disagio” di questo tipo si crei preoccupazione tra gli utenti. Il poliambulatorio di corso Sicilia è l’unico posto, nel distretto di Giarre, dove si possono eseguire radiografie con il servizio pubblico: nei dieci comuni del distretto, infatti, non vi sono neanche ambulatori privati convenzionati.
Interpellata l’Azienda sanitaria provinciale rassicura: «è stato notificato solo da alcuni giorni l’ordine di servizio con il quale il Direttore della U.O. di Radiologia del P.O. di Acireale, dott Nello Battiati, oltre che alla Direzione del servizio di Radiologia del P.O. di Giarre deve provvedere al coordinamento delle attività del servizio di Radiologia territoriale allocato al Poliambulatorio di Corso Sicilia. Il dott. Battiati, dopo una ricognizione del personale a disposizione per assicurare l’attività presso l’Ospedale di Acireale, l’Ospedale di Giarre ed il Poliambulatorio del Distretto di Giarre, nel quale nel frattempo aveva autorizzato l’effettuazione delle prestazioni già prenotate per tutto il mese di febbraio 2010, ha sospeso temporaneamente le ulteriori prenotazioni per predisporre appositi turni di servizio relativamente all’attività da effettuare proprio su quel territorio. Da lunedì prossimo, senza interruzione delle prestazioni, già prenotate, sarà ripreso il normale servizio di prenotazione. Inutili ed ingiustificati, pertanto, si ritengono le preoccupazioni sollevate».
Maria Gabriella Leonardi
16 febbraio 2010