domenica 14 febbraio 2010

Quale futuro per le incompiute giarresi


Le telecamere della Rai ieri sono tornate nuovamente a Giarre per riprendere, per l’ennesima volta, le incompiute e parlare del progetto del collettivo artistico di “Alterazioni Video” di un "Parco dell’incompiuto". Una nuova occasione per deridere la città? «No assolutamente – spiega Claudia D’Aita di “Alterazioni Video”- anzi si tratta di prendere le distanze da questo fenomeno e dimostrare che Giarre sa reagire, riappropriandosi di questi spazi, riqualificandoli. Il nostro progetto è quello di costituire una fondazione artistica che gestisca un osservatorio nazionale sul fenomeno delle opere pubbliche incompiute e che renda Giarre una città modello da cui ripartire. Per ciascuna opera artisti, architetti e ingegnerei saranno invitati a realizzare un progetto di riqualificazione di questi “buchi neri” nelle città».
Qualche settimana fa le incompiute giarresi e il loro futuro sono stati al centro di un servizio, in prima serata, del Tg1. Ieri a Giarre sono venute le telecamere della trasmissione Crash di Rai 3 per un servizio andrà in onda a marzo. Un progetto quello di Alterazioni Video, quindi, sempre più noto a livello nazionale, da cui però la cittadinanza è rimasta lontana: cosa ne pensano i giarresi della riqualificazione delle incompiute? Sono favorevoli ad un uso diverso rispetto a quello per cui erano state progettate queste incompiute? Può essere uno spunto per un progetto complessivo di sviluppo della città? «A giugno – aggiunge Claudia D’Aita – intendiamo organizzare il “Festival dell’Incompiuto”, cinque giorni durante i quali prevediamo una mostra, un’assemblea cittadina che raccolga idee e critiche e un incontro con studiosi (un filosofo, uno storico e un architetto) per discutere sull’incompiuto. Nell’ambito del Festival pensiamo anche ad un’azione performativa su di un’opera». Nell’immediato il collettivo Alterazioni Video incontrerà due ricercatori della Luiss, un giurista e un commercialista, per sviluppare un progetto che possa partecipare a bandi pubblici per essere finanziato.
Maria Gabriella Leonardi
14 febbraio 2010

Qualcosa si muove per il difensore civico


Eppur qualcosa si muove…per quanto riguarda il Difensore civico. E’ stato, infatti, avviato il procedimento di modifica dello Statuto comunale. Entro 30 giorni dal 9 febbraio tutti i cittadini possono presentare, per iscritto, all’Ufficio di Protocollo generale, osservazioni o proposte da sottoporre all’esame del Consiglio comunale. La modifica dello statuto comunale riguarda i requisiti e le modalità di elezione del Difensore civico. Il testo originario, infatti, prevedeva che il Difensore civico, oltre ad essere in possesso dei requisiti di eleggibilità e di compatibilità con la carica di consigliere comunale, fosse “iscritto liste del Comune”, in possesso di laurea in giurisprudenza o economia e commercio o scienze politiche e materia affini e con almeno dieci anni di comprovata esperienza giuridico-amministrativa. Nel nuovo testo, invece, non viene richiesta l’iscrizione alle liste del Comune e gli anni di esperienza richiesti sono solo cinque. L’orientamento quindi che si è privilegiato è stato quello di agevolare i più giovani con meno anni di esperienza.
Il Difensore civico, garante del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa, posto a tutela dell'interesse dei cittadini, nel Comune di Giarre è assente da oltre un anno. Se presente avrebbe potuto essere interpellato, ad esempio, nella vicenda dell’aumento della Tarsu o nelle varie situazioni in cui cittadini protestano contro un’antenna di telefonia mobile. Tuttavia, in Parlamento si sta discutendo di abolire questa figura. Vedremo tra il Comune e il Parlamento chi per primo concluderà l’iter.
Maria Gabriella Leonardi
13 febbraio 2010

Le case popolari di San Giovanni Montebello versano in un grave degrado

Cornicioni pericolanti, balconi e facciate da rifare, persino pilastri portanti di cui occorre verificare la staticità. E’ di generale degrado la situazione strutturale delle case popolari site in via Etna 2 a San Giovanni Montebello. Il plesso, di competenza dell’Istituto autonomo case popolari di Catania, consta di 60 alloggi ed è stato consegnato nel 1983. Senza la dovuta manutenzione la struttura è andata via via degradando, malgrado le numerose segnalazioni effettuate dai residenti allo Iacp e cadute nel vuoto. Ieri mattina, la V commissione consiliare, presieduta da Salvo Zappalà, accogliendo le pressanti richieste dei residenti, ha effettuato un sopralluogo per constatare di persona la situazione degli alloggi. La commissione ha appurato la presenza di cornicioni pericolanti che rappresentano un pericolo per l’incolumità dei cittadini. Tetti e grondaie sono da ripristinare, seria anche la situazione dei pilastri; da non sottovalutare anche la presenza di fili elettrici scoperti. I residenti hanno fornito ai consiglieri comunali anche alcuni documenti: tra questi l’elenco dei lavori di manutenzione straordinaria, autorizzati dal Comune nel 2005, ma mai eseguiti. Da questi documenti ufficiali si evince l’esigenza di effettuare la sostituzione delle colonne di scarico, il risanamento dei pilastri, delle travi, dei setti in cemento armato, dei frontalini, dei parapetti dei balconi e dei solai; necessario anche il rifacimento delle impermeabilizzazioni e dell’intonaco esterno. Un progetto di manutenzione straordinaria degli alloggi (per un importo di 433mila euro) ha anche partecipato a un bando emanato nel 2007 dall’Assessorato regionale ai lavori pubblici. Il progetto però non è riuscito ad aggiudicarsi il finanziamento, il tempo è passato, e adesso la situazione delle case è ulteriormente peggiorata.
Alcuni dei residenti dei 60 alloggi popolari hanno acquistato la casa e adesso, dopo avere sostenuto una spesa impegnativa, si ritrovano a vivere in una struttura gravemente danneggiata dall’incuria. «Come commissione – afferma Zappalà - inviteremo a un prossimo sopralluogo un funzionario dello Iacp di Catania per capire, e per sollecitare, interventi urgenti che possano essere eseguiti al più presto in questi alloggi popolari».
Maria Gabriella Leonardi
12 febbraio 2010

Questione ospedale, la Rete delle associazioni incontra il direttore generale dell'Asp 3 Calaciura


Una rappresentanza della Rete delle associazioni cittadine, nei locali dell’ospedale “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro” ha avuto, ieri, un incontro informale con il direttore generale dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Calaciura, per discutere del destino del nosocomio di via Forlanini. Diversi gli aspetti trattati. Tra i rappresentanti della Rete, il dott.Salvo Garraffo del Centro promozione famiglia ha ribadito la necessità di ripristinare a Giarre il punto nascita e la pediatria. Angelo D’Anna di “Insieme..persone” ha evidenziato come mentre è stato chiuso a Giarre il punto nascita di un ospedale pubblico a Catania ci sono otto cliniche private convenzionate ove si partorisce e, tra l’altro, senza la rianimazione. Il direttore generale ha spiegato che in base alle risorse e al personale disponibile non è possibile garantire due punti nascita ad Acireale e a Giarre. Inoltre, Calaciura ha aggiunto che a seguito dell’”Atto Aziendale”, dopo il 31 marzo, sarà possibile avere maggiore chiarezza sulla situazione dell’organico dell’Azienda. Il direttore Calaciura, intanto, la settimana prossima prenderà accordi con la Protezione Civile per la messa in sicurezza dell’ospedale di Giarre.
A seguito dell’incontro, i rappresentanti delle associazioni invieranno nei prossimi giorni una proposta sul futuro dell’ospedale all’assessore regionale alla sanità Russo, al direttore generale Calaciura e ai sindaci del distretto. In merito al punto nascita e al numero di neonati nei Comuni del distretto, le associazioni intendono approfondire l’argomento e far conoscere all’opinione pubblica e alle autorità gli esiti di questo studio. La Rete intende, tra l’altro, insistere sull’importanza di un servizio di pediatria a Giarre, di una guardia attiva di ginecologia e della geriatria.

m.g.l.) Dopo il Liceo classico “M.Amari” anche gli studenti di altri istituti scolastici, accogliendo l’invito della Rete delle associazioni cittadine, hanno esposto uno striscione davanti alla scuola, in difesa dell’ospedale “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro”. Si tratta dell’Ipsia “Majorana - Sabin”, dell’istituto professionale Alberghiero, (sia la sede di Giarre che quella di Riposto) e dell’istituto d’arte di Giarre.
Maria Gabriella Leonardi
7 febbraio 2010

A quando il concorso per 7 vigili urbani?


Era il 30 novembre del 2007 quando è stato emanato a Giarre il bando di concorso per sette posti di agente di polizia municipale. A distanza di due anni e mezzo però questo concorso non è stato esperito, benché la carenza di organico del corpo della polizia municipale sia uno dei problemi più importanti del Comune. Senza un adeguato numero di vigili urbani come regolare la viabilità, contrastare i parcheggi selvaggi, l’ambulantato abusivo, fare rispettare gli stalli e le scivole per i disabili, monitorare il territorio, far rimuovere le auto abbandonate, prevenire la formazione di discariche e quant’altro? Insomma, buona parte dei problemi di cui si lamentano i cittadini derivano dalla carenza di vigili e soprattutto di quelli destinati alla viabilità. Quest’anno dovrebbe essere la volta buona: «Il concorso non è stato espletato nel 2009 - afferma in una nota il dirigente finanziario del Comune, dott.Letterio Lipari - in quanto le spese per il personale sostenute, a fronte di numerosi contenziosi, non hanno consentito di esperire le procedure concorsuali. Si sottolinea che nel 2010, essendo stato pienamente rispettato il Patto di Stabilità, il concorso sarà eseguito fruendo delle risorse previste». L’assessore alla viabilità, Giovanni Spada esprime la propria soddisfazione per l'espletamento del concorso e sottolinea:«con l’implementazione dell’organico, i servizi di istituto potranno essere potenziati e migliorati, assicurando alla città un accurato controllo della viabilità, con positive ricadute sulla collettività».
Ma anche con sette agenti in più la polizia municipale resterà sotto organico, non solo perché dal 2007 a ora ci sono stati dei pensionamenti (e altri due sono previsti nel 2010) ma anche perché l’organico, come spiega il Comandante, Maurizio Cannavò «stando alle previsioni del decreto regionale, dovrebbe essere costituito da oltre un centinaio di agenti, mentre in pianta organica, allo stato, ne sono previsti circa 55 unità».
In questi giorni inoltre è in corso un gara, per un importo a base d'asta di circa 25 mila euro, per la fornitura delle nuove divise invernali del Corpo di Polizia municipale, ma, a seguito di un problema tecnico presentatosi durante l’apertura delle proposte pervenute, la gara è stata sospesa in autotutela ed aggiornata a 15 giorni.
Maria Gabriella Leonardi
4 febbraio 2010

Il Liceo classico espone uno striscione in difesa dell'ospedale


Da qualche giorno sulla facciata del Liceo classico “Michele Amari” è esposto uno striscione recante la scritta “La salute è un diritto. Giù le mani dal nostro ospedale”. Lo striscione è stato realizzato dagli alunni del Liceo che sono stati i primi così ad aderire all'invito rivolto dalla Rete delle associazioni giarresi che sta chiedendo agli istituti superiori di esporre uno striscione contro il depotenziamento dell’ospedale di Giarre. Dopo il Classico anche gli studenti dell'Ipsia "Majorana-Sabin" hanno esposto il loro striscione. Tra i promotori dell’iniziativa Andrea Torrisi, membro della Rete delle associazioni cittadine che, coadiuvato dal consigliere Patrizia Lionti, sta girando per le scuole:«Abbiamo trovato – spiega Andrea Torrisi - riscontri positivi all'Industriale, all’istituto d'Arte e all’Alberghiero che nei prossimi giorni esporranno i loro striscioni». Anche le altre scuole saranno contattate. In alcuni istituti, inoltre, sono in programma sulla problematica dell’ospedale conferenze o interventi durante le assemblee d'istituto. Aperto su internet anche il blog www.salviamolospedaledigiarre.com
Maria Gabriella Leonardi
3 febbraio 2010

Il punteruolo rosso fa strage di palme, anche a Giarre


E’ una strage di palme quella che il punteruolo rosso sta compiendo anche a Giarre. Dai dati dell’Ufficio Verde pubblico emerge che solo nel 2009 sono state rimosse 25 palme ma altre 40 sono state segnalate al Servizio fitosanitario e si attende l’intervento dell’apposita squadra. L’epidemia è diffusa su tutto il territorio comunale. Tra le 40 palme segnalate, 6 si trovano nelle aiuole delle case popolari via Trieste, 4 nella villa di via Pertini, 3 in via Maccarrone e altrettante in via Gorizia. La procedura prevede che l’Ufficio verde pubblico del Comune segnali le piante infette (predisponendo un’apposita scheda con le dimensioni della pianta e il luogo in cui si trova) al Servizio Fitosanitario dell'Asp3 di Acireale, che, a sua volta, con i propri tempi, incarica il Corpo forestale competente in zona per l'attuazione dell'intervento di bonifica. «La squadra dell’azienda Foreste demaniali – spiega il commissionario Alfio Coco del Corpo forestale del Distaccamento di Giarre – per evitare una maggiore diffusione del contagio porta via la parte apicale della palma che è quella in cui il coleottero si annida, ma la rimozione della parte residua della palma, cioè del fusto, spetta al proprietario».
Tra le ultime vittime del punteruolo vi sono le palme delle aiuole del Liceo scientifico “Leonardo” e quelle del cimitero di S.Giovanni Montebello ove qualche palma è stata tagliata e gli spezzoni sono rimasti sul posto. Il cimitero di S.Giovanni, grazie anche alle sue ridotte dimensioni, è sempre ben curato e, pur essendo un luogo di ricordi e di tristezza, nel suo decoro trasmette serenità; almeno fin quando non è arrivato il punteruolo rosso che sta distruggendo le palme che lo adornano. In una nota, il dirigente comunale dell’area urbanistica, arch. Venerando Russo, spiega che il Comune, smaltirà le palme del cimitero di S.Giovanni, non appena possibile reperendo le necessarie somme.
Maria Gabriella Leonardi
2 febbraio 2010

Una scuola da attenzionare, la "Macherione"


Una delegazione di genitori degli alunni della scuola media “G.Macherione” ha incontrato, nei giorni scorsi, il sindaco Teresa Sodano per avere maggiori informazioni sulla sicurezza dei due plessi della scuola e sulla situazione della palestra della “Macherione” ove, dopo la collocazione di una rete di protezione, l’Asp ha chiesto ulteriori interventi, riguardanti soprattutto i servizi igienici.
Sull’esito dell’incontro - come spiega una nota dal Comune - per la media “Macherione” e gli interventi di messa a norma dell’edificio scolastico, il sindaco Sodano ha informato i genitori che saranno utilizzati i fondi dell’Inail, uno stanziamento di 311.956 euro erogati nell’ambito di un bando indetto dall’Inail per finanziare progetti presentati dagli Enti locali per la messa in scurezza degli istituti scolastici. Per il plesso “G.Macherione” il Comune ha ottenuto l’anno scorso un finanziamento per i lavori di adeguamento degli impianti elettrico ed antincendio. Questi interventi fanno fronte alle prescrizioni dell’Ufficio Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl e ai disagi derivanti dalle carenze strutturali. Inoltre, sempre per rispondere a queste prescrizioni, l’Ufficio tecnico comunale ha già provveduto alla rimozione dell’amianto presente nell’edificio scolastico oltre che alla verifica della copertura del fabbricato.
Capitolo palestra della scuola. Dal Comune spiegano che, sulla scorta delle nuove prescrizioni riguardanti, in particolare, i servizi igienici, si è reso necessario predisporre un nuovo progetto che affianca quello già in itinere dell’importo di 7 mila euro e riguardante la collocazione di una rete protettiva per la superficie interna e la realizzazione di una struttura provvisionale a protezione del passaggio di ingresso.
Per quanto riguarda, infine, il plesso “G.Verga” della scuola media “Macherione” il sindaco Sodano dichiara: «sono in corso delle verifiche sismiche con fondi della Protezione civile. Si tratta di perizie tecniche con analisi strutturali, grafici e computi metrici, ai sensi del quadro normativo nazionale e regionale vigente. Tali interventi, in fase conclusiva, sono fondamentali in quanto propedeutici alla richiesta di un successivo finanziamento per la ristrutturazione della scuola di piazza Immacolata».
Maria Gabriella Leonardi
1 febbraio 2010