venerdì 25 settembre 2009

Protocollo d'intesa Agenzia delle Entrate-Comune

Con la delibera n°113 del 9 settembre scorso la Giunta comunale ha approvato un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle entrate - Direzione regionale della Sicilia denominato “Partecipazione dei comuni al contrasto all’evasione fiscale”. Il protocollo prevede che il Comune attivi una casella di posta elettronica dedicata attraverso cui effettuerà segnalazioni all’Agenzia delle Entrate riguardanti fattispecie fiscalmente rilevanti: soggetti che pur privi di partita Iva svolgono attività imprenditoriale; affissioni pubblicitarie abusive, enti non commerciali che in realtà hanno svolto a pieno titolo attività commerciale; realizzazione, anche abusiva, di opere di lottizzazione; partecipazione, anche in qualità di professionisti, ad operazioni di abusivismo edilizio; proprietà o diritti reali di godimento di immobili in assenza di dichiarazione dei redditi fondiari; avvisi di accertamento Ici e contestuale omessa dichiarazione dei redditi fondiari; avvisi di accertamento della Tassa sui rifiuti solidi urbani nei soggetti in qualità di occupante dell’immobile in assenza di contratto di locazione; atti di revisione delle rendite catastali; soggetti che, pur formalmente residenti all’estero, hanno all’interno del territorio comunale la residenza di fatto; possesso o disponibilità di beni, anche di fatto, rivelatori di capacità contributiva da sottoporre ad accertamento sintetico. La Direzione Regionale, nelle more dell’attivazione delle funzionalità del Sistema interscambio anagrafe tributarie enti locali trasmetterà al Comune, su richiesta, dati come le partite Iva di soggetti con sede legale nel Comune, i dati relativi a contratti di locazione registrati in un determinato range temporale e riguardanti beni immobili presenti nel Comune e dati relativi agli evasori totali in riferimento all’esercizio abusivo di attività commerciale o professionale.
I dati verranno acquisiti dagli Enti nel rispetto della legge sulla privacy e solo per consentire controlli in materia fiscale.
Maria Gabriella Leonardi
(La Sicilia 24 settembre 2009)

Un'occhio di riguardo per la zona artigianale


Una folta vegetazione circonda il recinto della zona artigianale “Giovanni Trovato” di Trepunti, dal lato che dà sulla nazionale. Una vegetazione che nasconde la visuale all’interno dell’area produttiva. Ed è un vero peccato visto che la zona al suo interno si sta vivacizzando sempre di più. Si nota che sono, infatti, sempre più numerose, nell’ultimo periodo, le insegne luminose che ora distinguono i vari capannoni, prima tutti uguali. Ed è evidente che i proprietari e i locatari hanno tutto l’interesse ad accrescere la visibilità della propria attività e a dare un’immagine più accattivante al visitatore della zona artigianale.
Ma dalla trafficata nazionale l’automobilista che si sofferma a osservare l’area produttiva non ha proprio una visuale accattivante: la vegetazione incolta, infatti, avvolge buona parte del recinto dell’area produttiva, sulle aste sventolano in alto bandiere internazionali ormai ridotte solo a brandelli (e che sarebbe il caso di ammainare) e in più tra la recinzione e la nazionale si trova un vecchio muro di pietra che, oltre ad essere ormai inutile, secondo alcuni è pure pericoloso per il rischio di possibili crolli. Il tutto dà un’immagine di abbandono a un’area che invece, al suo interno, sta crescendo sempre di più e che pulsa di lavoro.
Nei mesi scorsi sono stati eseguiti alcuni importanti interventi per agevolare l'attività dei vari operatori: è stato realizzato, infatti, l’impianto di illuminazione pubblica e il collegamento alla linea Adsl. Ma oltre a questo è necessario curare anche l’immagine di questa importante area produttiva, desiderata per decenni dagli artigiani giarresi. In futuro l’area meriterebbe anche l’organizzazione, al suo interno, di eventi, mostre che la facciano conoscere a un più vasto pubblico. Ma se al momento per accrescere il decoro del polo produttivo non sono possibili interventi costosi, basterebbe garantire l’ordinaria manutenzione. In proposito, l'assessore al Verde, Francesco Longo riferisce che è in programma, a cura dell'ufficio competente, la manutenzione del verde all'interno dell'area artigianale. Per quanto riguarda la questione del vecchio muro da abbattere la competenza è dell’Anas. E in proposito, l'assessore ai Lavori pubblici, Pippo Donzello riferisce in una nota che «è in atto un dialogo con l'Anas per acquisire la competenza di un tratto di Statale in maniera da agire autonomamente rispetto al fatto che l'Amministrazione intende realizzare un varco di ingresso che ricade su un tratto di strada statale 114».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 23 settembre 2009

martedì 22 settembre 2009

Niente penale per la ditta appaltatrice dei lavori alla Tensostruttura


All’impresa appaltatrice dei lavori per la realizzazione della Tensostruttura di via Almirante non sarà applicata la penale per la ritardata ultimazione dei lavori. Lo ha deciso la giunta nella delibera n°112 del 9 settembre scorso. Il progetto della Tensostruttura era stato finanziato nel 2004 con un mutuo alla Cassa depositi e prestiti. I lavori sono stati appaltati alla Moncada Costruzioni che ha applicato un ribasso d’asta del 21/72%, per un importo netto contrattuale di 846mila euro circa. Dopo tre perizie di variante, sospensioni dei lavori e maggiori tempi di esecuzione era stata fissata l’ultimazione dei lavori per il 31 marzo 2009. Nell’ultimo periodo l’impresa ha subito numerosi furti ed atti di vandalismo che hanno danneggiato gli impianti della struttura. A marzo la ditta ha comunicato il completamento dei lavori; a luglio, dopo «una diatriba dialettica ed epistolare sulla regolarità o meno della ultimazione» dei lavori, l’impresa «ammetteva la ritardata ultimazione dei lavori richiedendo la non applicazione della penale (…)adducendo come motivazione la serie interminabile di furti subiti nel cantiere». Nella delibera, la giunta ha approvato «la non applicazione della penale per ritardata ultimazione dei lavori a condizione che l’impresa ultimi gli stessi entro 40 giorni dal deposito del certificato di collaudo e comunque dalla data di comunicazione dell’eventuale approvazione della delibera di non applicazione di penale». Si da inoltre atto che «la Ditta rinuncia a tutte le riserve e ad ogni altra richiesta di danni o risarcimenti, condizione essenziale affinché la penale non venga applicata».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 22 settembre 2009

Presentato in Consiglio il progetto del parco dell-incompiuto siciliano

Trasformare le tribune del campo di atletica/polo in un giardino pensile che per la sua estensione sarebbe il più grande d’Europa, visibile pure da Google maps. Circondare l’edificio della bambinopoli del parco Chico Mendez con una sorta di laghetto e monumentalizzarlo. Trasformare lo scheletro di quello che avrebbe dovuto essere il Centro polifunzionale di Trepunti nella sede dell’Osservatorio nazionale sulle opere incompiute. Sono solo delle ipotesi – è bene precisarlo- ma che rendono l’idea di cosa vuole essere il progetto del Parco archeologico dell’incompiuto siciliano: ridare un’altra vita alle incompiute giarresi in una modalità che non sia un’ulteriore beffa per la città, di cui nessuno sente il bisogno. Gli ideatori, il collettivo artistico Alterazioni video e Claudia D’Aita, includerebbero nel parco solo quattro opere il cui completamento o demolizione fosse non più conveniente. Il parco diventerebbe un’attrattiva della città e a gestirlo il parco potrebbe essere una fondazione.
Giovedì il progetto (che va avanti da un paio d’anni) è stato presentato in Consiglio comunale. «E’ un’idea forte, difficile da veicolare- ha affermato il sindaco Teresa Sodano – l’amministrazione si impegna a completare le incompiute, esse stanno diminuendo. Ne restano 3 o 4 su cui decidere se avviare questo percorso. Ma l’idea deve passare attraverso la città». «Queste opere rappresentano l’illusione di un progresso che non c’è mai stato e che è stato pagato a caro prezzo – ha spiegato Andrea Masu di Alterazioni video – bisogna riprogettare il passato per una nuova prospettiva di sviluppo, sostenibile per l’ambiente e le persone». L’arch.Marco Navarra aggiunge:«occorre ricostruire il legame che si è perduto tra queste incompiute e la città. Sono una risorsa per un’idea di riqualificazione della città». «Si tratta di fare in modo che queste architetture, per noi negative, vengano percepite come nuove» soggiunge il critico d’arte Rosalba Longhitano. «Non si tratta di traghettare queste opere da un limbo all’altro- spiega Claudia D’Aita– ma di rivivificare queste opere pensando anche a nuove destinazioni d’uso, storicizzare un fenomeno per prendere le distanze da un passato che non ci appartiene».
Il progetto è stato apprezzato sia dalla maggioranza che dall’opposizione.
Maria Gabriella Leonardi
19 settembre 2009

mercoledì 16 settembre 2009

I giarresi hanno meno figli e di riaprire l'asilo nido comunale non se parla


Tra il 2002 e il 2004 sono nati meno figli da genitori residenti a Giarre. Nel 2002, infatti, sono nati 251 bebè giarresi, nel 2004 ne sono stati 199. Che importanza ha? Ad esempio, il calo delle nascite ha ripercussioni nella riduzione della popolazione scolastica, cioè meno alunni-meno insegnanti e personale scolastico. Per non parlare dello squilibrio dei rapporti tra le varie fasce d'età.
Se il calo delle nascite interessa tutta l’Europa, per quanto riguarda Giarre - dai dati del Centro elaborazione dati del Comune relativi all’andamento delle nascite dal 2002 al 2008 - si evince negli ultimi sette anni, l’anno con il minor numero di bambini nati da genitori giarresi è stato il 2004. Il dato è relativo a bambini venuti alla luce, in qualunque ospedale, da genitori residenti a Giarre. A partire dall’anno successivo le nascite hanno ripreso ad aumentare: nel 2005 sono state 222, nel 2006 sono state 235, nel 2007 sono state 217 e nel 2008 sono state 241.
Per arginare il fenomeno della denatalità, in vario modo, gli stati europei si sono impegnati per incoraggiare l’aumento delle nascite e sostenere le famiglie con figli piccoli. In Sicilia, la Regione, negli anni, ha attuato provvedimenti, ad esempio, come il “bonus figlio” e i “Piani di intervento per la realizzazione di asili nido nei luoghi di lavoro e potenziamento di quelli comunali”. E il tema degli asili nido, in particolare, è spesso molto sentito nelle famiglie con figli piccoli dove lavorano entrambi i genitori e che non possono contare sul sostegno dei nonni. Crescere un figlio costa parecchio e buona parte delle entrate servono per pagare una baby sitter.
Ma di riaprire a Giarre un asilo nido comunale non se ne parla. L’esperienza compiuta a suo tempo non diede i risultati sperati, il Comune doveva affrontare enormi costi di personale scolastico e parascolastico e le iscrizioni si erano ridotte, nell’ultimo periodo, ad appena 12 bambini. Dal Comune, in proposito spiegano che l'asilo nido comunale è stato chiuso nel 2005 in quanto ritenuto antieconomico per il Comune. «Non ci sono, al momento, i presupposti per riaprire il nido e all'ufficio pubblica istruzione non sono pervenute richieste o sollecitazioni per una riattivazione del servizio». Resta, quindi, solo l’amarezza per un servizio inesistente a Giarre, ma funzionante nella vicina Riposto e che potrebbe aiutare a crescere i piccoli giarresi e sostenere le loro mamme.
Maria Gabriella Leonardi
16 settembre 2009

lunedì 14 settembre 2009

Un palazzetto per tre squadre



Si ripropone a Giarre il problema della carenza di strutture sportive con tre squadre giarresi, militanti in campionati di un certo livello, che si ritrovano, al momento, a condividere il Palajungo: il Basket Giarre, la Sp-Libertas, di pallavolo femminile e la New Image Giarre, di pallavolo maschile. Sinora il palazzetto dello sport di viale Federico II di Svevia era stato condiviso dal Basket Giarre, che milita nel campionato di serie C regionale, e dalla squadra di pallavolo femminile Sp-Libertas, che milita nel campionato nazionale B2. Per il Basket Giarre il campionato inizierà ad ottobre, mentre per la Sp-Libertas questo mese. Adesso, però anche la New Image, militante in serie C, sta cercando una palestra ove poter giocare in vista dell’inizio del campionato a ottobre. Insufficiente per tre squadre il Palajungo. Qualche giorno fa, l’assessore allo sport Leo Cantarella ha incontrato i vertici delle tre società sportive. In una nota, l’assessore dichiara che le squadre che utilizzano il Palajungo, seppure tra problemi logistici e organizzativi, hanno deciso di comune accordo che condivideranno l'impianto sportivo di viale Federico II di Svevia. L'assessore ha invitato le società a predisporre una nota da trasmettere all'assessorato Sport e turismo, nella quale si richiede alla Provincia l'utilizzo di una palestra tra quelle annesse alle scuole di secondo grado. «Attraverso questa richiesta – afferma Cantarella - mi farò portavoce con la Provincia affinchè si possa individuare e assegnare in tempi brevi una delle palestre del territorio». Alternative non paiono esserci. Per la palestra di via Rosolino Pilo, da tempo inagibile, non c’è stato in questi anni nulla da fare, se non sopralluoghi e buoni propositi. Poi c’è la tensostruttura di via Almirante: il Comune afferma che è omologata dal Coni e che quindi vi si potranno svolgere campionati e attività agonistiche ufficiali. C’è chi dubita che la tensostruttura potrà ospitare gare di campionato, ma in ogni caso ancora si sconosce la data della consegna e il futuro dell’impianto. In proposito, infatti, l’assessore ai Lavori pubblici, Pippo Donzello, afferma:«a breve sarà espletato il collaudo e che solo dopo si deciderà il futuro della struttura polifunzionale di via Almirante».
Agli sportivi giarresi non resta che aspettare.
Maria Gabriella Leonardi
14 settembre 2009

venerdì 11 settembre 2009

Lupinacci nuovo dirigente del 2°circolo didattico

Si è insediato il nuovo dirigente scolastico del 2°Circolo didattico, Giuseppe Lupiancci, originario di Cosenza, al secondo anno di dirigenza, giunto a Giarre nell’ambito di un movimento interregionale. In questi primi giorni ha preso conoscenza del suo Circolo, che si articola su tre Comuni e nove plessi. Tallone d’Achille del Circolo al momento è la scuola elementare di Macchia, dal 2002 ospitata nel Centro Cusmano, in attesa della consegna della nuova scuola che la Protezione civile sta costruendo in viale Mediterraneo a Macchia. Ieri, il dirigente, insieme al vice-sindaco Leo Cantarella e agli assessori alla pubblica istruzione Giovanni Spada e all’urbanistica Piero Mangano, ha visitato il cantiere. Presenti i tecnici, con a capo il direttore dei lavori, arch. Alberto Vecchio del Dipartimento della Protezione civile – Servizio ricostruzione e l’ing. Alberto Zappulla. «Questa scuola- ha spiegato l’assessore Spada- è costruita grazie a un finanziamento di 3milioni di euro del Dipartimento regionale della Protezione civile. Si estende su una superficie di 6 mila m², dispone di 10 aule scolastiche, con relativi accessori, servizi e uffici. All’esterno dispone di un impianto polifunzionale all'aperto per attività ludico-ricreative che arricchirà la frazione di Macchia». Importante restituire la scuola elementare a una frazione popolosa e con una identità forte come Macchia. Secondo contratto la scuola doveva essere consegnata entro marzo-aprile 2010. Ma la ditta che esegue i lavori conta di consegnarla anche entro dicembre. Tuttavia, prima di metterla in funzione saranno necessari collaudi e prove tecniche che non dipendono dalla ditta costruttrice ma su cui l’amministrazione si impegna:«L’arch.Vecchio ha già inviato al Comune un elenco di richieste – ha affermato il vice-sindaco Cantarella- cercheremo di velocizzare i tempi per l’assolvimento delle procedure che competono all’amministrazione comunale: allacci fognari e idrici».
Maria Gabriella Leonardi
11 settembre 2009

Giarre non sarà satellite di Acireale


E’ stato l’ospedale di Giarre la seconda tappa del giro di visite istituzionali che il neo direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale 3 di Catania, Giuseppe Calaciura, sta conducendo per conoscere la realtà che è stato chiamato a dirigere. Ed è venuto al “S.Giovanni Di Dio e S.Isidoro” prima di andare altrove perché consapevole dei maggiori problemi registrati qui rispetto ad altri presidi. Il direttore generale ha incontrato i primari del presidio e poi ha sentito anche i politici, erano presenti all’incontro gli assessori Giovanni Spada, Giovanni Finocchiaro e Francesco Longo e il presidente del consiglio comunale Raffaele Musumeci. «Bisogna dare una strutturazione forte a Giarre-Acireale – ha affermato Calaciura – ho chiesto a tutti di cominciare a ragionare come presidio di Giarre-Acireale, senza pensare che Giarre sarà il satellite di Acireale». Il neo direttore non si sbilancia, per ora ascolta e studia l’organizzazione dell’azienda; solo dopo esprimerà il suo pensiero. Di una cosa è certo:«Dobbiamo dare come direzione generale, in tutta la provincia, qualità della prestazione e sicurezza del paziente, a volte forse anche a scapito di qualche piccola comodità quale può essere avere l’ospedale sotto casa». A Giarre spera di potere tornare entro questo mese e comunque deve ancora visitare gli altri cinque ospedali dell’Asp.
Soddisfatto dell’incontro il direttore sanitario dell’ospedale, dott.Salvatore Scala che ha apprezzato da parte del direttore generale la volontà di conoscere le problematiche dell’ospedale e le esigenze del territorio. Secondo il direttore Scala l’esigenza principale nel presidio giarrese è quella di rafforzare il pronto soccorso. «Durante l’incontro è stata anche auspicata una migliore integrazione tra il distretto e l’ospedale- ha aggiunto il direttore del distretto dott.Ignazio Gambino - occorre coinvolgere di più i medici di famiglia per evitare i ricoveri impropri e l’intasamento del pronto soccorso».
Soddisfatto anche l’assessore ai rapporti con l’ospedale, Giovanni Spada:«al più presto si terrà anche un incontro con gli esponenti politici di tutti i Comuni del distretto» ha annunciato. Giuseppe Patanè, presidente del Tribunale per i diritti del malato ha assicurato una collaborazione cordiale ma vigile.
Maria Gabriella Leonardi

Il Rex pronto a riaprire il sipario


Con l’approssimarsi della stagione autunnale, il Teatro Rex di via Teatro si appresta a riaprire i battenti per ospitare spettacoli, rappresentazioni teatrali e manifestazioni varie. Per una città di 27mila abitanti come Giarre la sala del Rex è di modeste dimensioni. Come non pensare che appena qualche centinaio di metri più giù, scendendo sulla stessa strada, si trova l’altro teatro, molto più grande del Rex, famoso in tutta Italia per non essere mai stato aperto, pur avendo superato da tempo i 50 anni e malgrado i circa 9miliardi delle vecchie lire che vi sono stati spesi. La struttura si sta sempre più degradando all’esterno e forse al suo interno riceve pure “visite”, visto che qualche cancello e finestra da tempo sono aperti.
Non potendo godere del grande teatro incompiuto, le attività teatrali si concentrano d’inverno al Rex. Lo scorso anno cinque compagnie vi hanno organizzato le loro stagioni teatrali. Il Rex è un punto di riferimento anche per i Comuni vicini che acquistano gli abbonamenti agli spettacoli per i loro anziani, e in una città come Giarre (che molti, a torto o a ragione, definiscono culturalmente morta)il teatro Rex con i suoi spettacoli è un continuo fermento, un luogo di svago per molti. A questa intensa attività, concentrata soprattutto nei fine settimana, sono da aggiungere le varie manifestazioni organizzate dalle scuole e da associazioni. Per tutta questa vivacità che si dipana attorno a questa struttura, è importante custodire il Rex, garantirne la manutenzione e la fruibilità. In merito alle manutenzioni interne al teatro Rex, come conferma la dirigente della III area Lavori pubblici, l'ing.Pina Leonardi: «ciclicamente e su segnalazione dell'Ufficio Sport e Spettacoli, vengono eseguite le eventuali riparazioni di poltrone e tendaggi».
Ma cosa si deve fare per usufruire del Teatro Rex? Lo spiega, in una nota, l'assessore allo Sport e Spettacolo, Leo Cantarella, che afferma:«attualmente per usufruire del Rex ci si avvale del regolamento approvato dal Consiglio comunale che prevede la cessione di una cauzione di 200 euro per eventi come una stagione teatrale, mentre per singoli affitti si paga 60 euro per eventi da svolgersi nei giorni feriali e 90 euro per quelli programmati il sabato e la domenica e giorni festivi».
Maria Gabriella Leonardi

lunedì 7 settembre 2009

Area per camperisti: consiglieri comunali contro ordinanza del Sindaco

Quest’area di sosta per i camper in corso Messina…non s’ha da fa. La IV commissione consiliare, presieduta da Angelo Spina, insieme ad altri consiglieri, tra cui il presidente della I commissione, Gaetano Cavallaro, sono contrari alla decisione dall’amministrazione che ha individuato in corso Messina un’area per la sosta gratuita per i camperisti. Qualche giorno fa, i consiglieri hanno compiuto un sopralluogo sul posto, alla presenza dell’assessore Fabio Cavallaro. L’area in questione, di 3.800m² di superficie, appartiene al Comune a seguito dell’ex Piano di lottizzazione di corso Messina, lato est, zona D2. Lo scorso 22 luglio, il sindaco ha emesso l’ordinanza n°74 per riservare quest’area alla sosta gratuita dei camper; il sindaco ha dato mandato al Comandante della Polizia municipale per regolamentarvi la sosta e per la definizione dell’allocazione e della tipologia della segnaletica; il primo cittadino ha, inoltre, impartito disposizioni all’ufficio attività turistiche per pubblicizzare l’area alle associazioni e riviste specializzate. Adesso, dopo aver sentito i malumori dei cittadini, si dichiarano contrari a questa decisione diversi consiglieri comunali, di cui la maggior parte appartenenti alla maggioranza che sostiene l’amministrazione. «Martedì prossimo - afferma Angelo Spina- abbiamo chiesto un incontro con il dirigente dell’urbanistica, arch.Venerando Russo, e l’assessore all’urbanistica Piero Mangano. Chiederemo perché per realizzare un’area per i camperisti è stata individuata questa zona centrale e strategica della città. A nostro avviso, inoltre, l’area è insufficiente ad accogliere l’eventuale afflusso di camperisti che spesso viaggiano in carovana. Chiederemo, quindi, se è stato realizzato un apposito studio. Proponiamo che quest’area sia trasformata, invece, in uno spazio per lo sport e il tempo libero, realizzandovi, ad esempio, un campo di basket o una pista di pattinaggio».
Maria Gabriella Leonardi
LA SICILIA 6 settembre 2009

Nelle intenzioni l'amministrazione vuole istituire l'ufficio legale del Comune, ma negli atti non lo prevede

Nella delibera di giunta n°105 dello scorso 7 agosto avente per oggetto il “Programma triennale fabbisogno del personale 2009/2011” non è previsto l’Ufficio legale permanente del Comune. Eppure lo scorso gennaio il Consiglio comunale aveva approvato, all’unanimità, un atto di indirizzo ove si impegnava l’Amministrazione a istituire tale ufficio. Il Consiglio comunale aveva approvato questo atto di indirizzo al fine di fare risparmiare al Comune notevoli somme. L’Ente, infatti, non avendo un proprio legale incarica, di volta in volta, degli avvocati che rappresentino il Comune nelle varie cause e così facendo solo nel 2007 ha sborsato 700mila euro per spese legali. Con l’istituzione dell’Ufficio legale, anche prevedendo, ad esempio, che esso sia composto da tre avvocati (un tributarista, un amministrativista e un civilista) il Comune risparmierebbe parecchio. Ad evidenziare che nel Programma triennale del fabbisogno del personale non è previsto l’Ufficio legale è il proponente dell’atto di indirizzo, il consigliere Josè Sorbello che afferma:«Il programma triennale del fabbisogno del personale 2009/11, atto propedeutico al bilancio, non prevede la figura del legale del Comune malgrado esso rientrasse nella pianta organica del Comune sino all’anno scorso. Il Consiglio comunale, lo scorso 27 gennaio, ha votato all’unanimità un atto di indirizzo impegnando l’amministrazione a costituire l’Ufficio legale permanente del Comune. In quell’occasione autorevoli rappresentanti della giunta si erano dichiarati favorevoli all’istituzione di tale Ufficio. La giunta, quindi, ha sconfessato quanto aveva manifestato e il Consiglio comunale». L'assessore al Contenzioso, Piero Mangano, in una nota ribatte:«è intenzione dell'Amministrazione istituire quanto prima l’Ufficio legale permanente del Comune, attraverso l'utilizzo di avvocati esterni o interni all'Ente, decisione, quest'ultima, sulla quale si sta ancora ragionando. Pertanto l'Amministrazione non sconfessa nessuno!».
Maria Gabriella Leonardi
LA SICILIA 3 settembre 2009

mercoledì 2 settembre 2009

Trepunti, la frazione delle incompiute





Il parco regionale di Trepunti è una delle celebri incompiute giarresi che da decenni, ormai, versa in uno stato di abbandono e di degrado, ben visibile anche da chi percorre in auto la nazionale. Purtroppo, oltre ad essere ricoperto di rovi e di sterpaglie, il parco regionale è diventato, da tanto tempo, anche un ricettacolo di micro discariche di rifiuti ingombranti. E come se tutto ciò non bastasse, ieri qualcuno ha pure pensato di dare alle fiamme alcuni rifiuti, tra cui vi erano pneumatici, materassi e il pericolosissimo eternit. Insomma, un crescendo di degrado semplicemente inqualificabile. Se poi si pensa che in questa infrastruttura, realizzata con fondi dell’Assessorato regionale alla Presidenza alla fine degli anni ’80, si trovano un anfiteatro con 350 posti a sedere, due campi da tennis, i servizi igienici, una pista per automodellismo e spazi a verde, che non sono mai stati resi fruibili, l’amarezza è davvero tanta.Per non dimentacare che tutto ciò si trova nella frazione che detiene il record delle incompiute. Pensate a cosa sarebbe stata oggi Trepunti se tutte le opere pubbliche che vi si trovano fossero state portate a termine e messe in funzione: il parco regionale, la piscina, il mercato dei fiori e il centro polifunzionale. Lo spreco di denaro pubblico e la desolazione rappresentata dalle incompiute di certo incoraggiano l’inciviltà e il mancato rispetto della cosa pubblica, in una terra dove, purtroppo, questi fenomeni sono già molto diffusi.
Maria Gabriella Leonardi
2 settembre 2009

Chiamatelo Bilancio di previsione...


Il Consiglio comunale di Giarre, l’ultimo giorno di agosto, ha approvato il Bilancio di previsione 2009, lo strumento più importante di programmazione di una amministrazione che, secondo un decreto del Ministro dell’Interno, doveva essere approvato entro il 31 maggio. A tenere la discussione sul Bilancio, solo i consiglieri di minoranza. Tra questi, Fabio Di Maria ha espresso insoddisfazione per la relazione presentata dall’assessore al bilancio, Fabio Cavallaro, definendola "un rendiconto spoglio e senza contenuto":«Il Comune non sta coprendo alcun disavanzo – ha affermato - ma solo vendendo beni patrimoniali del Comune». In un lungo intervento Tania Spitaleri del Pd ha dichiarato:«Il bilancio giunto in Consiglio è un atto monco e quando è stato trasmesso ai consiglieri vi mancavano alcuni atti propedeutici come il Piano dei servizi turistico-culturali e il Piano dei servizi sociali, oltre che allegati importanti come la relazione dei revisori dei conti». La Spitaleri ha segnalato anche l’assenza del Piano triennale delle opere pubbliche: «la normativa non lo prescrive più come atto propedeutico, ma senza di esso non c’è l’unità di programmazione politica perché si ha la previsione finanziaria in assenza della previsione sulle opere da realizzare». Tania Spitaleri ha anche sottolineato come durante la predisposizione dei documenti di programmazione l’amministrazione non ha consultato enti, organizzazioni e associazioni che agiscono sul territorio, come invece era stato promesso dal sindaco. Conclusa la discussione, si è passati all’esame degli emendamenti: bocciati tutti quelli proposti dalla minoranza, approvati tutti quelli della maggioranza, tranne uno (riguardante 20mila euro per la fornitura di carburante per l’area Lavori pubblici), a firma del capogruppo dell’MpA, Salvo Camarda che spiega: «ho firmato questo emendamento, proposto dall’amministrazione, e ho invitato più volte il capogruppo del PdL a sottoscriverlo. Viste le perplessità del capogruppo del Pdl responsabilmente ho ritirato l’emendamento al fine di raggiungere l’approvazione, condivisa nella maggioranza, del Bilancio di previsione, strumento importantissimo per lo sviluppo della città». Il Bilancio è stato quindi approvato con 11 voti favorevoli e 4 contrari.
Maria Gabriella Leonardi
2 settembre 2009

Una casa per gli uffici comunali

Nello stabile che doveva essere la casa-albergo per anziani “Madre Teresa di Calcutta” potrebbero essere accolti tra i 160 e i 180 dipendenti comunali. Questa è la stima approssimativa fatta dai consiglieri comunali della IV commissione, presieduta da Angelo Spina, che ieri hanno effettuato un sopralluogo nello stabile di via Federico II di Svevia. La commissione sta conducendo uno studio su quali edifici potrebbero accogliere gli uffici comunali attualmente ospitati in locali affittati a spese del Comune. Ieri, i consiglieri hanno stimato in una quarantina i dipendenti che potrebbero essere ospitati in ognuno dei quattro piani della “Madre Teresa”. La commissione chiederà all’ufficio del patrimonio quanti sono gli impiegati comunali che lavorano in locali affittati e quanto spende il Comune per gli affitti. All’ufficio tecnico la commissione ha richiesto la planimetria dello stabile e all’ufficio contratti ha chiesto di conoscere lo spazio minimo previsto in un ufficio per ogni lavoratore. Lo stabile della “Madre Teresa”, secondo i consiglieri, ha anche ampi spazi che potrebbero essere dedicati per l’utenza, oltre all’ampio parcheggio esterno. «Dopo questo studio - ha spiegato il presidente Angelo Spina- chiederemo un’audizione congiunta con i funzionari dell’ufficio tecnico e l’ufficio del patrimonio per conoscere i tempi previsti per l’adeguamento, la spesa necessaria e il reperimento dei fondi. Acquisite tutte le informazioni potremo chiedere incontro con amministrazione per conoscerne gli intendimenti».

Maria Gabriella Leonardi
2 settembre 2009

martedì 1 settembre 2009

Vigili urbani:il Comandante ne parla alla I commissione consiliare


La situazione del corpo dei vigili urbani di Giarre è stata al centro di un’audizione tenuta dal comandante, Maurizio Cannavò, nella I commissione consiliare, presieduta da Gaetano Cavallaro. Alla presenza dell’assessore al ramo Giovanni Spada, il comandante ha presentato i servizi espletati dai 28 vigili evidenziando che «vista la carenza di personale, oltre alle assenze per ferie, riposi e malattie, la presenza risulta limitata ai servizi indispensabili. In estate o nelle manifestazioni che si protraggono oltre l’orario di lavoro (le ore 22) non è possibile garantire il servizio perché oltre le 6 ore lavorative, occorrerebbe incentivare il lavoro con progetti finalizzati diretti a migliorare la funzionalità dei servizi e a garantire la presenza degli agenti nelle varie manifestazioni, oltre che ad assicurare un maggior controllo sul territorio con pattugliamenti, oggi ancora insufficienti, nelle zone a rischio. Altra ipotesi - ha relazionato Cannavò – potrebbe essere quella di estendere la copertura dell’orario di servizio e retribuirlo come lavoro straordinario, nonché l’immediato espletamento del concorso, bandito da tempo, per incrementare l’organico». Il comandante ha, quindi, riferito che al momento i vigili sono in stato di agitazione per la mancanza dei fondi necessari a garantire gli straordinari (a causa della decurtazione dello straordinario effettuato nel 2008) e per la restituzione dell’indennità di vestiario per gli anni scorsi.
La I commissione si è impegnata, approvato il bilancio, a venire incontro alle legittime richieste del Corpo, ma «ha deplorato fortemente alcune proteste poste in essere da alcuni elementi dei vigili urbani quali il presentarsi a lavoro in abiti borghesi senza autorizzazione e indire assemblee sindacali di sabato sera o in concomitanza di particolari situazioni». Alcuni vigili, infatti, in orario di servizio non indossano la divisa per protestare contro la sospensione dell’indennità di vestiario. A riguardo, il comandante, in una nota, ha sottolineato che «le carenze del Corpo sono da imputare in larga parte all’insufficiente organico». Sull’indennità di vestiario, «causa delle reazioni di dissenso di un agente», precisa che «su disposizione del sindaco Sodano, unitamente al direttore generale Giovanni Tracia e al dirigente finanziario Letterio Lipari, sarà nuovamente attivata. E’ infatti previsto il suo inserimento nel Bilancio di previsione che sarà approvato lunedì 31. Quanto alla protesta del vigile che si rifiuta di indossare la divisa la reputiamo un’iniziativa - per la quale sono stati assunti anche provvedimenti di censura - fuori luogo, immotivata e strumentale. Evidenziando, oltretutto, quella mancanza di orgoglio di appartenenza al Corpo che dovrebbe fare parte della dignità professionale di un singolo agente».
Maria Gabriella Leonardi
La Sicilia 30 agosto 2009