domenica 28 giugno 2009

L’Italia a metà


Sul Magazine del Corriere della Sera del 18 giugno 2009 si parla di nuovo delle incompiute giarresi. Al Corriere però non si sono aggiornati...

Sono quelle cose che quando le sfiori viaggiando pensi subito quanto ci starebbe bene l’ambientazione di un film. È come se uno sceneggiatore banale e scontato avesse avuto mano libera attraverso tutta la penisola. Nella tradizione letteraria il viaggio in Italia è scoperta di bellezze artistiche e naturali nonché di caratteri umani. Due fotografi – Pablo Balbontin e Luca Marinelli – l’hanno invece fatto per costruire un reportage (con la collaborazione di Lega Ambiente) sulle opere incompiute del nostro paese. Opere pubbliche (o con la partecipazione di enti pubblici) lasciate a metà, inutilizzate, sbagliate e inservibili. Tante, tantissime. Dal Nord al Sud. Spopola la Sicilia, dove ne sono state censite centinaia, con l’apoteosi- record di Giarre. Va forte l’Abruzzo (“sfortunatissimo” nel settore, il terremoto l’ha appena dimostrato): negli anni ’90, a Teramo si era pensato di organizzare tour turistici per visitare strutture in abbandono. Ma anche il Nord si fa valere (lì, anzi, si registra il primato per la più antica: l’idrovia Milano-Cremona - ovvero un canale fino al Po - mai completata pur avendo dato nome a un quartiere milanese, Porto di mare). In questo campo siamo una nazione unita: da Roma a Matera, dalla Toscana a Vercelli. La casistica è variegata (e indica gradi diversi di responsabilità). Ci sono le incompiute che pur sarebbero necessarie. Quelle magari completate ma in abbandono perché nefaste. Quelle pronte ma inutilizzate per qualche ghiribizzo della politica o della burocrazia. E quelle malprogettate, ferme a metà perché le due rampe del ponte non si incontravano, erano ad altezza diversa. A valle dei madornali errori tecnici, i perché degli intoppi sono innumerevoli. Li illustra Franco Bassanini, docente di diritto costituzionale e presidente di Aspen Italia: «Innanzitutto pesa - anche se non è una caratteristica solo italiana - la complessità del sistema, con la sovrapposizione di competenze tra diversi livelli istituzionali.

Qui, però, mancano procedure efficaci per risolvere questo tipo di controversie. La legge “Obiettivo” di Lunardi dava l’ultima parola al Consiglio dei Ministri ma la Corte Costituzionale, con una sentenza un po’ acrobatica, ha detto che questo va bene se c’è l’intesa con Regioni e comuni: così finisce che l’accordo è più facile più è forte l’interesse locale. E poi alcune amministrazioni (ambiente, salute, patrimonio artistico) possono bloccare le scelte delle Conferenze dei servizi che oggi varano molti di questi progetti: forti del diritto di veto, non partecipano e non dialogano. Il problema non è la complessità ma i tempi delle procedure». Poi, altri intoppi possono bloccare tutto. Continua Bassanini: «Il sistema delle gare col massimo ribasso finisce per affidare i lavori a imprese che non hanno fatto bene i conti o, addirittura, falliscono. E la giustizia amministrativa, con ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato, determina altre situazioni di rallentamenti che, forse, si potrebbero snellire». Infine c’è un altra tagliola, quella finanziaria: «Oggi la crisi obbliga le imprese a rifare conti per opere prese in appalto prima: con la stretta del credito non tornano più. Succede, ad esempio, per alcune autostrade lombarde. E non bisogna dimenticare che gran parte di questi lavori (più dell’80%) è finanziata da Regioni ed Enti locali. I quali, dopo il patto di stabilità europeo, hanno rigidissimi vincoli sul deficit. Questo incide sulle opere pubbliche: non è che se ne avviano di meno, semmai si fanno partire (magari per ragioni elettorali) e poi si bloccano per anni». Così vanno le cose in Italia. Sperando che alla fine non succeda davvero come in un film. Quando in Tre passi nel delirio di Federico Fellini (che, detto per inciso, conosceva bene gli stabilimenti cinematografici in abbandono a Tirrenia) Terence Stamp impara mortalmente cosa vuol dire correre lungo una strada che è ancora un cantiere.

Enrico Mannucci
17 giugno 2009

martedì 23 giugno 2009

Via libera ai lavori per il parcheggio multipiano

Con l’approvazione di una delibera di giunta, ieri pomeriggio è stato dato il via libera ai cantieri per il completamento del parcheggio multipiano di piazza Jolanda. Lo annunciano la Giarre parcheggi (la società che gestisce a Giarre il servizio delle strisce blu) e l’amministrazione comunale. Adesso bisognerà attendere gli ultimi adempimenti tecnici per giungere, al massimo entro 30 giorni, alla consegna dei lavori.
Il parcheggio multipiano è una storica incompiuta giarrese. In una nota, il sindaco Teresa Sodano e l’assessore ai lavori pubblici, Pippo Donzello hanno dichiarato:«Con la consegna del parcheggio multipiano l’amministrazione intende dare una risposta concreta ad uno dei problemi che assillano la città: la mancanza di una struttura polifunzionale capace di risolvere livelli di congestionamento del traffico lungo l’asse di riferimento: la via Callipoli che attraversa l’abitato della città e nella quale si concentrano gli stalli che risultano insufficienti in assenza di una infrastruttura di servizio come appunto un parcheggio pubblico. In questo quadro è auspicabile l’avvio di ulteriori forme di indirizzo per la modifica dell’assetto circolatorio». L’amministratore della Giarre Parcheggi, ing. Mario Stanganelli ha spiegato: «Gli interventi che a breve prenderanno il via consistono nell’adeguamento alle nuove normative che regolano i parcheggi e le strutture pubbliche. Riguardo la tempistica sono assegnati al concessionario 11 mesi, ma l’impresa conta di ultimare le opere in tempi ancora più brevi. I posti auto saranno complessivamente 150 (circa 35 posti auto per piano) su quattro livelli. Rispetto al precedente progetto è stata stralciata una modesta porzione in ampliamento originariamente destinata a zone commerciali, il nuovo progetto che ricalca fedelmente l’attuale assesto e configurazione architettonica del parcheggio, comporterà la manutenzione straordinaria dell’opera esistente e tutte le opere di completamento infrastrutturali e tecnologiche per la messa in esercizio del parcheggio in linea con i moderni canoni esistenti».
Il parcheggio sarà dotato di un impianto di video sorveglianza e di un servizio di biglietteria automatizzato. Con l’entrata in funzione del parcheggio di piazza Jolanda, la Giarre Parcheggi assieme all’amministrazione e con il coinvolgimento delle categorie produttive prevede di rimodulare anche il sistema di gestione della sosta a pagamento e non di tutta la città.
Maria Gabriella Leonardi

Adottare aiule spartitraffico: perchè no?

Le aiuole spartitraffico di Largo Fleming sono le più belle e curate di Giarre, ma tante altre sono abbandonate: i pochi giardinieri comunali a rotazione si occupano degli spazi verdi di tutto il territorio e mentre altrove (vedi Acireale) si riesce ad affidare a privati la manutenzione di aree a verde, a Giarre le adozioni di spazi verdi da parte di privati sono state deludenti. Lo confermano, in una nota, l’assessore al verde Francesco Longo e il dirigente dell’urbanistica, arch. Venerando Russo: «l'amministrazione negli anni scorsi ha avviato tale procedura con alcuni commercianti che, in cambio del suolo pubblico, hanno promesso la manutenzione. Purtroppo le adozioni, nella maggior parte dei casi, sono state fallimentari. L'amministrazione, tuttavia, rimane sempre disponibile a questo tipo di operazioni».
Maria Gabriella Leonardi

A Giarre incontro del Gal Terre dell'etna e dell'Alcantara

«Dobbiamo presentare un progetto credibile che rappresenti le istanze di tutto il territorio» così, Antonino Paparo, responsabile economico-finanziario del Gal (Gruppo azione locale) “Terre dell’Etna e dell’Alcantara” ha aperto ieri sera, lunedì, nel salone degli specchi del Comune di Giarre, la riunione di concertazione organizzata dallo stesso Gal per incontrare soggetti pubblici e privati, associazioni delle categorie produttive e sindacati. Il “Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara” è composto da enti pubblici e privati ed è volto a favorire lo sviluppo locale di un’area rurale. Di recente ha organizzato diversi incontri al fine di recepire suggerimenti e proposte in vista del prossimo Piano di sviluppo locale, da candidare a finanziamento per il nuovo programma Leader 2007/2013, programma di iniziativa comunitaria attraverso cui i Gal usufruiscono di fondi europei, su disposizione dell’Assessorato regionale all’agricoltura e foreste. Ieri sera, l’incontro è stato introdotto dall’assessore del comune di Giarre con delega al Gal, Piero Mangano, e dal sindaco di Giarre, Teresa Sodano, che ha auspicato che dalla nuova programmazione possa esserci una ricaduta anche per gli enti locali. Per il Gal era presente il presidente Concetto Bellia e il responsabile del Piano di sviluppo locale del Gal, Gioacchino Pappalardo che ha presentato ai convenuti il bando pubblicato dalla Regione siciliana lo scorso 29 maggio e relativo all’asse 4 “Attuazione dell’approccio Leader” del PSR, per la selezione dei Gruppi di azione locale e dei Piani di sviluppo locali. Discussi sia gli aspetti amministrativi, relativi alle modalità di partecipazione al bando, nonché i contenuti tecnici da inserire della proposta di Piano di sviluppo locale.
Maria Gabriella Leonardi

domenica 14 giugno 2009

Dieci domande qualunque


1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?

2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?

3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?

4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?

5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?

6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?

7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?

8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?

9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?

10. Ma vi sembro normale?

Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.
MASSIMO GRAMELLINI
(LA STAMPA 9 giugno 2009)

La casa albergo per anziani dificilmente diventerà sede degli uffici comunali

«Riteniamo che sia molto difficile ottenere che la casa-albergo per anziani “Madre Teresa di Calcutta” possa diventare la sede unica degli uffici comunali». Ad affermarlo, in una nota, è l’assessore ai lavori pubblici Pippo Donzello. Mesi il fa, il Consiglio comunale aveva deliberato a favore del cambio di destinazione d’uso della struttura di via Federico II di Svevia da casa-albergo per anziani in sede degli uffici comunali. Una trasformazione che permetterebbe al Comune di risparmiare sugli affitti che paga per le sedi dei vari uffici. Ma deve essere la Regione a dare lo sta bene al cambio di destinazione d’uso. Una settimana fa, il Comune aveva trasferito in altri locali comunali gli arredi della casa-albergo. Un’iniziativa che poteva far pensare all’ottenimento dell’ok della Regione. E, invece, adesso si apprende che le speranze sono ormai pressocchè nulle. «Dall’Assessorato regionale alla Famiglia – spiega Donzello - nonostante le esplicite richieste (anche da parte del sindaco Sodano che ha spiegato i motivi di un cambio di destinazione in ragione di un ammortamento delle spese di locazione sostenute dall'Ente) non sono pervenute sinora risposte soddisfacenti. Continueremo ad esercitare le nostre pressioni - aggiunge l’assessore -. L'amministrazione rimane convinta del fatto che, oltre ai benefici in termini di risparmio, la posizione strategica dell'immobile e la sua conformazione possano assecondare le esigenze dei cittadini costretti a peregrinare per la città per recarsi nei vari uffici comunali».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA 13 giugno 2009)

Squadre antincendio in servizio

Sono entrate in servizio, dallo scorso 1 giugno, nel distaccamento di Giarre del corpo forestale, le squadre antincendio. Il distaccamento giarrese ha giurisdizione sui comuni di Acireale, Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo e Calatabiano. Per avvistare prontamente gli incendi, come ogni anno, sono state attivate tre postazioni di vedette che quest’anno sono dislocate due nell’acese (una in zona Gazzena e l’altra a Santa Tecla) e la terza a Calatabiano, nella zona Liberto, nelle vicinanze del campo di volo. Come spiega il commissario del distaccamento del Corpo forestale di Giarre, Alfio Coco: «questa postazione di Liberto si trova in una zona molto alta che permette una migliore visuale del territorio rispetto al porto di Riposto». Le squadre del distaccamento operano su due mezzi multifunzione ad acqua che saranno posizionati uno nella zona di Mascali e l’altro a Giarre, nella zona di Macchia. Questi due mezzi, in pratica, fungono da vedette mobili garantendo così una buona copertura di tutto il territorio di competenza del distaccamento. In totale gli uomini in servizio nel distaccamento, dal primo giugno, sono 15 vedette, 13 operai e 4 autisti che si aggiungono al personale in forza tutto l’anno nel distaccamento: 7 unità più il commissario. Si attende l’arrivo di altro personale.
L’anno scorso, le zone più colpite dal triste fenomeno degli incendi estivi sono stati terreni ricadenti nei comuni di Mascali e Calatabiano. «La vegetazione – spiega il commissario Coco – a seguito delle piogge abbondanti è più alta e questo può comportare maggiore rischi». Tutti i sindaci del circondario hanno emanato ordinanze con cui invitano ai proprietari di terreni a rimuovere rovi, sterpaglie, fieno, rami secchi e quant’altro possa essere veicolo d’incendio. «Per prevenire gli incendi – spiega Coco - è importante il diserbo dei cigli stradali e almeno delle aree più sensibili: i terreni incolti che si trovano vicino ad abitazioni e che in caso di incendio possono dare maggiori problemi. I comuni tramite l’ufficio tecnico possono risalire ai proprietari dei terreni».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA 12 giugno 2009)

venerdì 12 giugno 2009

"Al massimo entro settembre il nuovo tribunale di Giarre sarà aperto"


Da un paio d’anni l’apertura del nuovo tribunale di corso Europa sembra imminente, ma poi non si concretizza. Stavolta però a sostenere che al massimo entro settembre potrà essere inaugurata la nuova sede del tribunale è il magistrato dirigente in persona, la dott. Maria Pia Urso che ha dichiarato: «proprio lunedì scorso dall’ufficio tecnico del Comune di Giarre mi hanno detto che i lavori di loro competenza si sono conclusi». In proposito, l'assessore ai Lavori pubblici Pippo Donzello, in una nota, riferisce: «il Comune allo stato attuale non ha adempimenti da eseguire. Il 20 aprile scorso, a seguito di una serie di incontri tra il sindaco Teresa Sodano e i vertici del Tribunale, si è dato seguito alla realizzazione di una parte del progetto di sicurezza del Tribunale, gli interventi per un importo di circa 19 mila euro e completati il 19 maggio scorso, consistevano nella dotazione di un piano anti intrusione (collocazione radar, centralina e dispositivi sulle porte). Il Comune ha altresì provveduto a ripristinare il cablaggio che aveva subito dei danni ad opera di ignoti e la ricollocazione della componentistica dell'impianto elettrico (la struttura aveva infatti subìto dei furti), dei rivelatori di fumo, lampade di emergenza e sistemazione del controsoffitto».
Ciò che adesso resta da fare è il trasferimento degli archivi dalla sede attuale del Tribunale in corso Sicilia alla nuova sede in corso Europa. Ma, come spiega il magistrato Urso: «anche per gli archivi il Comune si è attivato con l’acquisto di scaffalature metalliche: è infatti più economico acquistare nuovi scaffali che smontare e rimontare quelli che si trovano nell'attuale sede del tribuanale in corso Sicilia». La data del trasloco dovrà essere decisa congiuntamente dal tribunale, dalla Corte di Appello e dal Comune, tenuto conto che al tribunale di Catania deve essere dato un preavviso di 30 giorni per gli allacci delle linee del computer e della telefonia.
Una nuova sede per il tribunale necessaria da tempo: «Il tribunale di Giarre – conferma la dott.Urso – è una sede importante, con un’utenza considerevole e una notevole mole di fascicoli».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA dell'11 giugno 2009)

giovedì 11 giugno 2009

Alla tensostruttura manca solo il collaudo (e chi la gestisca)

Non c’è ancora una data per l’inaugurazione, ma la tensostruttura polifunzionale di via Almirante è quasi del tutto pronta. Ormai manca solo il collaudo finale, ma lo scoglio da superare adesso è la gestione dell’impianto una volta inaugurato; e, di certo, non sarà gestito dal Comune.
Nella tensostruttura si potranno praticare basket e volley, sulle gradinate c’è posto per più di 1500 spettatori e il parcheggio annesso può accogliere circa 200 auto. E, data la carenza di strutture sportive in città, la speranza è che la tensostruttura possa essere utilizzabile nella prossima stagione sportiva. A gennaio, l’assessore alle incompiute, Piero Mangano, aveva annunciato che gli interventi di completamento della tensostruttura sarebbero stati ultimati entro l’inizio dell’estate. Siamo a giugno e, in una nota, l’assessore ai lavori pubblici, Pippo Donzello, spiega: «I lavori nella tensostruttura sono in fase di completamento, manca solo il collaudo finale per il quale si sta concordando una data utile. La ditta, prima della consegna dell'opera, si è impegnata con l'amministrazione comunale a ripristinare locali e infrastrutture danneggiate dai vandali». Più la struttura sportiva resta chiusa, infatti, più è a rischio di essere vandalizzata e, a gennaio, durante un sopralluogo, i consiglieri della IV commissione permanente, hanno constatato che nell’impianto erano state rubate porte, bocchettoni degli estintori e rubinetteria. Per questo l'assessore Donzello ha già diramato una determina per attivare nella tensostruttura un impianto permanente di video sorveglianza dinamica. «In merito alla data di apertura – ha aggiunto l'assessore Donzello - non è stata ancora decisa, mentre è quasi certo che la struttura sarà gestita dai privati. E' in atto una trattativa con una associazione locale che gestisce impianti sportivi, fermo restando che sarà necessario trovare la formula legale per la cessione e la gestione operativa della struttura sportiva».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 10 giugno 2009)

martedì 9 giugno 2009

Giarre, umidità nelle cripte di Sant'Agata. Si renderà impermeabile la strada

L’Assessorato regionale ai Beni culturali ha autorizzato la Sovrintendenza di Catania a impermeabilizzare, nel quartiere del Camposanto vecchio, il tratto di strada che costeggia le cripte di S.Agata. Il monumento ipogeo, a ridosso delle absidi della chiesa Madre, era stato restaurato grazie a un finanziamento di 171 mila euro dello stesso Assessorato ed era stato inaugurato nel 2007. Ma, a causa delle infiltrazioni di acqua piovana, l’umidità ha portato alla formazione, all’interno delle cripte, di uno strato di muschio sulle pareti e sul pavimento, oltre che di condensa nel lucernaio. Per questo, le cripte, risalenti al XVIII secolo, non sono più né visitabili né osservabili dall’esterno. Per potere avviare i lavori il Comune dovrà prima autorizzare l’asfalto di questo tratto di strada che costeggia le cripte. Come spiega il direttore dei lavori per conto della Sovrintendenza, l’arch. Giovanna Buda: «l’asfalto non è un materiale nobile: qui sino al 1985 (anno del rinvenimento delle cripte) si trovava una pavimentazione a basole poi rimossa. L’asfalto è un intervento provvisorio che serve per mettere in salvo le cripte dall’umidità. In qualunque momento potrà essere rimosso per una migliore pavimentazione. L’intervento sarà finanziato con un’economia del finanziamento originario per i lavori di restauro». Se il Comune darà l’autorizzazione, entro un mese i lavori saranno affidati ed entro l’estate saranno completati. Chiuso il cantiere, la manutenzione ordinaria del sito spetterà al Comune. Le cripte così torneranno fruibili, nella speranza che in futuro possa essere riqualificato tutto lo storico quartiere del Camposanto vecchio.
Maria Gabriella Leonardi
(La Sicilia del 9 giugno 2009)

domenica 7 giugno 2009

Il problema non sono i politici siamo noi siciliani

Ho scritto alla rubrica di Beppe Severgnini, Italians, e oggi 7 giugno il mio intervento è stato pubblicato sul sito. Lo pubblico di seguito. Tante persone da tutta Italia e dall'estero mi hanno scritto.

Caro Beppe, ho fatto un giro per la mia città. C'è, al centro, una piazza molto bella che ha sullo sfondo un panorama mozzafiato. Non dovrebbero esserci posteggiate auto perchè rovinano la pavimentazione. E invece ce ne sono diverse. Faccio qualche passo e trovo a ogni angolo venditori abusivi di frutta. Continuo a camminare e trovo in ogni strada auto in doppia fila e spesso gente che strombazza perchè non riesce a passare. Qua e là ci sono posteggiatori abusivi ai quali si deve lasciare qualcosa se non vuoi mettere in pericolo l'auto che hai lasciato nel "loro" territorio. Entro dal macellaio. Lui e la sua famiglia sono molto gentili, persone a modo. Li sento parlare tra loro prima di servirmi: "Ma sai, una volta si costruiva dove si voleva, poi si aspettava la sanatoria. Ora bisogna stare attenti". Per fortuna chiudono il discorso lì, e non mi chiedono cosa penso. Proseguendo qua e là per la città nelle strade più appartate troverò discariche abusive, qualche auto o cassonetto incendiati, spazzatura per terra. Caro Beppe, come giornalista pubblicista collaboro con un quotidiano locale siciliano. Non ti dico il nome del mio paese perchè potrebbe essere un paese qualunque della Sicilia. Quello che voglio dirti invece è che in un qualunque paese della Sicilia a chi fa questo lavoro il denunciare le illegalità a volte sembra un combattere contro i mulini a vento. Il problema non sono i politici, il problema siamo noi siciliani, allergici alle regole e al rispetto di ciò che è di tutti. Potrò ricevere la risposta risentita di un politico se denuncio un disservizio, ma un articolo o tanti articoli non basteranno per cambiare la mentalità della gente, per fare sentire in colpa chi inquina, chi costruisce abusivamente, chi parcheggia in doppia fila, chi cerca un politico per avere un favore personale. Un articolo riempie solo uno spazio sul giornale. Sono arrivata al punto di chiedermi che senso ha quello che faccio. Saluti,

Maria Gabriella Leonardi
(http://www.corriere.it/solferino/severgnini/)

venerdì 5 giugno 2009

Fogna su fogna


Questo articolo pubblicato su La Stampa di oggi, a firma di Massimo Gramellini, delinea tratti della mentalità comune che secondo me valgono anche per il nostro territorio: l'ignoranza diffusa, il ritenere che ciò che è di tutti è di nessuno, il fregarsene del futuro. Vale la pena leggerlo.
M.G.L.

Cosa spinge sessanta albergatori di un’isola incantata a svuotare le fogne direttamente in mare, davanti a una delle spiagge più belle, ammorbando la natura che dà loro lavoro e benessere? Nel gesto atroce e autolesionista degli inquinatori di Ischia si ritrova una sintesi dei tre fattori che rappresentano la fotografia della crisi morale italiana. Il primo è l’ignoranza: si usa il mare da pattumiera come se fosse il pozzo dell’oblio e le onde avessero il potere di dissolvere l’immondizia o di trascinarla in un altrove che non ci riguarda e di cui non saremo noi a pagare le conseguenze. Il secondo fattore è l’idea che ciò che appartiene a tutti in realtà non appartenga a nessuno. L’Italia è il Paese dove i cessi privati sono splendenti come musei e i musei pubblici sporchi come cessi. Lo Stato non siamo mai noi, ma Loro, un’entità astratta e tendenzialmente nemica che ha il volto della politica e il solo scopo di portarci via i soldi attraverso multe e tasse.

Il terzo fattore, a mio avviso il più grave, è la morte del futuro. Ne parlo spesso, forse per esorcizzarla. Ma in quei sessanta albergatori che per risparmiare il costo di uno smaltimento corretto dei rifiuti accettano il rischio di inquinare i luoghi nei quali vivono e sulla cui bellezza campano, vedo la mentalità diffusa di chi considera domattina l’ultimo orizzonte immaginabile della propria vita. E pur di far quadrare i conti della settimana è disposto a pregiudicare quelli dei figli e dei nipoti.

Massimo Gramellini
(LA STAMPA 5 giugno 2009)

giovedì 4 giugno 2009

Lavorare al Comune, in sicurezza

Anche all’interno del Comune di Giarre si parla di sicurezza nei luoghi di lavoro. Infatti, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, al fine di promuovere l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori del Comune, hanno chiesto al sindaco e al dirigente della IV area – ufficio del datore di lavoro, arch.Venerando Russo, di essere informati e di ricevere la documentazione sulla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative agli immobili in cui sono ubicati gli ambienti di lavoro e a tutto quanto prescritto dalla normativa in materia. Il Comune con i suoi 300 circa dipendenti è la prima azienda della città e i suoi ambienti di lavoro sono aperti al pubblico. L’arch. Russo ai rappresentanti dei lavoratori - come spiega una nota - ha specificato che «il Documento di valutazione dei rischi, redatto dall’ing. Vito Palmeri, è depositato negli uffici Urbanistica del Comune ed è a disposizione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza per la l’eventuale consultazione. Dato il cospicuo numero di pagine del documento, la riproduzione delle copie richieste rimane subordinata al preventivo impegno di spesa, motivo per cui non può essere fornito in copia. In merito alle attrezzature, l’ufficio del datore di lavoro ha provveduto all’acquisto di cassette di pronto soccorso, sirene di emergenza, cartelli per uscite di sicurezza, lampade di emergenza, tipologie diverse di estintori e relativa posa in opera sui luoghi di lavoro di tutte le aree.
«Al fine di operare in caso di incendio o altra calamità, secondo piani di intervento prestabiliti, sono stati trasmessi ai dirigenti delle Aree i piani di emergenza ed evacuazione affinchè si provvedesse alla loro pubblicazione secondo precise dislocazioni».
L’arch. Russo, informa, inoltre, che «è in programma un incontro con un medico del lavoro (a cui saranno invitati tutti i lavoratori) per promuovere la formazione dei dipendenti comunali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Programmato anche un ciclo di incontri con i rappresentanti sindacali aziendali per la sicurezza finalizzato ad individuare luoghi e attività che possono rappresentare criticità».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA 4 giugno 2009)

lunedì 1 giugno 2009

Le erbacce oscurano i segnali


Ormai da tempo nell’autostrada A 18 Catania-Messina urge la manutenzione del verde, sia nelle aiuole degli spartitraffico che nelle aree verdi ai lati della carreggiata. Numerosi automobilisti hanno, da tempo, segnalato e lamentato questa situazione. Non è solo una questione di decoro dell’autostrada per chi la percorre ogni giorno o per i turisti che arrivano in Sicilia. Nel periodo estivo il diserbo delle erbe ormai secche è anche di fondamentale importanza per prevenire gli incendi. Ma, oltre a tutto ciò, si aggiunge un ulteriore inconveniente provocato dalla vegetazione non curata, e sono i segnali stradali verticali completamente occultati dai rami oppure nascosti in parte, e non ben visibili a distanza. Sono tanti gli automobilisti che lamentano come siano nascosti numerosi segnali che indicano le prossime uscite, un inconveniente che può anche trasformarsi in un pericolo per chi non conosce il percorso e nel tentativo di leggere un cartello si distrae dalla guida. Interpellato, il geom.Nunzio Cocivera, responsabile per la sicurezza e manutenzione del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), fa sapere che è stata già esperita la gara d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori e che a breve saranno consegnati. L’appalto prevede il diserbo delle erbe laterali e dello spartitraffico che oscurano la segnaletica. I tecnici dell’autostrada hanno già effettuato una ricognizione dell’autostrada, insieme agli addetti della ditta che si è aggiudicata l’appalto, per presentare all’impresa il lavoro da fare.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato l'1 giugno 2009)