mercoledì 27 maggio 2009

Le case popolari dei conti in rosso: Catania riscuote solo un affitto su dieci


Pubblico questo interessante articolo di Sergio Rizzo (giornalista del Corriere della Sera autore insieme a Gian Antonio Stella del celebre libro "La casta") riguardante le Iacp perchè li ritengo interessante anche per la situazione giarrese sia riguardo agli alloggi incompiuti, sia riguardo alla manutenzione degli alloggi abitati.
MGL

La notizia è dentro una ricer­ca fatta dal Censis e Federcasa con Dexia Crediop: alle case popolari di Catania chi paga l’affitto è una mosca bianca. La moro­sità aveva raggiunto nel 2006 il 92,5%. Su 8 milioni 617.680 euro di canoni lo Iacp del capoluogo etneo ne aveva incassati in un anno intero 644.376. Una miseria. So­prattutto considerando il costo medio del­­l’affitto: 67 euro al mese. Una situazione oltre i limiti dell’incredi­bile, che non si spiega soltanto con l’abusi­vismo dilagante, ai livelli più alti d’Italia. Su 10.003 alloggi popolari, a Catania ce ne sono 2.386 occupati abusivamente. È il 23,9% del totale. Un record nazionale bat­tuto soltanto da Palermo, dove le case po­polari occupate da inquilini senza titolo per starci sono circa 3.000, ossia il 27,3% del totale.
LA SCHEDA: guarda la situazione in tutta Italia

Di fronte a questo stato di cose sarebbe logico aspettarsi che qualcuno si rimboc­casse le maniche. E non che invece, come sta accadendo in Sicilia, si discutesse di poltrone. Cento, per l’esattezza. Il caso è stato sollevato alla Regione da due «depu­tati» regionali del Popolo della libertà, Marco Falcone e Pippo Correnti. Sono sta­ti loro a denunciare l’imminenza di una ondata di nomine agli Istituti autonomi delle case popolari siciliani. Gli enti sono dieci (uno per provincia più quello di Aci­reale), ognuno dei quali con dieci posti in consiglio di amministrazione: tre nomina­ti dalla Provincia, tre dai sindacati, due da­gli assessorati al Lavoro e ai Lavori pubbli­ci, uno dalle associazioni degli inquilini e l’ultimo dagli ordini professionali. Una lot­tizzazione con il bilancino, dove al solito sono i politici a fare la voce grossa. Un ca­so per tutti: alla presidenza dello Iacp di Catania c’era fino a poco tempo fa Vincen­zo Gibiino, parlamentare in carica eletto con il partito di Silvio Berlusconi.

Il fatto è che la Sicilia è praticamente l’unica regione a trovarsi in questa situa­zione. Nell’isola la riforma del 1998 che ha spazzato via gli Iacp in quasi tutta Italia, passando la competenza alle Regioni e tra­sformandoli in aziende con un consiglio di amministrazione al massimo di cinque componenti, non è mai stata attuata. I vec­chi istituti per le case popolari sono so­pravvissuti a ogni timido tentativo di cam­biamento. Nei mesi scorsi il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha sosti­tuito i presidenti con commissari ad acta. E ora sono partite le grandi manovre per rinnovare completamente i consigli di am­ministrazione.

Uno scandalo, anche secon­do il sindacato guidato da Guglielmo Epi­fani. Hanno denunciato Michele Palazzot­to e Antonio Crispi della Cgil: «Gli Iacp rappresentano terreno di conquista per politici di ritorno e clientele politico affari­stiche. In Sicilia ogni istituto ha ben dieci consiglieri, fra cui un presidente e un vice­presidente, tutti con status giuridico, in­dennità, diritto all’aspettativa e spese di missione». Di che cifre si sta parlando, lo spiega Falcone: «Con una legge regionale del 2008 gli emolumenti dei vertici degli Iacp siciliani sono stati parametrati a quelli dei vertici delle Province. La retribuzione del presidente di ognuno dei dieci istituti è pari al 75% di quella del presidente della Provincia». Facendo i conti, non meno di 7.500 euro al mese. «Lo Iacp di Catania, per esempio, potrà arrivare a costare 50 mila euro al mese per i compensi degli am­ministratori», sostiene il deputato regio­nale del Pdl. «L’esperienza dice che dove i vecchi Iacp sono diventati aziende e i consigli so­no stati ridotti a tre, al massimo cinque componenti, si riesce a gestire il servizio senza contributi pubblici e magari otte­nendo qualche piccolo utile. La Sardegna, per esempio, ha chiuso i vecchi Iacp e li ha riuniti in una sola azienda. In Liguria hanno fatto la scelta dell’amministratore unico. Come nelle Marche», dice Luciano Cecchi, il presidente di Federcasa, l’asso­ciazione che riunisce gli istituti riformati.

Non che i problemi manchino neppure dove la legge del 1998 è stata attuata. Nel Comune di Roma, per esempio, le case po­polari occupate abusivamente sono 5.863, l’11,1% del totale. A Milano, invece, 3.409, il 5,2%. E se a Palermo la morosità, pur no­tevolmente inferiore a quella di Catania, raggiunge comunque la vetta del 34,7%, a Roma si arriva al 41,2%, con 21 milioni di euro non incassati ogni anno, e a Cagliari si tocca il 44%. Ben più che a Torino (32,5%), e addirittura a Napoli, città nella quale non si riscuote circa il 24% degli af­fitti delle case popolari. Mentre a Milano la morosità è al 10,2%, ma fra il 2001 e il 2006 è raddoppiata.

A chi importa di piazza Duomo?

Ormai non ci fa caso più nessuno, nessuno si indigna più, nessuno protesta: piazza Duomo, il simbolo della città è degradata a parcheggio di auto. A tutte le ore. Non siamo in un quartiere degradato, ma nel centro storico, parcheggiano indifferenti sulla piazza persone per bene. Ma nessuno pensa che le auto su una pavimentazione destinata ai pedoni danneggiano le mattonelle. E, infatti, numerose mattonelle sono rotte, tante altre sono indelebilmente macchiate di olio: e che importa? I siciliani questi siamo, pensiamo al nostro interesse aldilà delle regole e abbiamo una squallida capacità di distruggere quanto possediamo di più bello: la natura, i monumenti...Chi ricorda com’era piazza Duomo trent’anni anni fa, quando era un parcheggio sconnesso e buche buche? Chi ha sentito parlare dei concerti in piazza Duomo nei primi decenni del ‘900? Quei concerti che, grazie alla cassa armonica, si udivano dalla piazza di S.Alfio? Ma non sarà certo la storia a salvare piazza Duomo. Un deterrente può essere un’azione repressiva dei vigili urbani. Sulla piazza neanche un segnale che indichi il divieto di sosta. «La questione dei parcheggi in piazza Duomo - spiega in una nota il comandante dei vigili urbani, col.Maurizio Cannavò - continua ad essere uno dei problemi della nostra città; i nostri vigili, tra molteplici impegni d'istituto, effettuano dei controlli a più riprese nel centro storico nel corso della giornata. Purtroppo, nonostante le tante multe, le auto vengono parcheggiate ai bordi della piazza. In passato sono stati collocati dei paletti che però, misteriosamente, sono stati rimossi. Ancora peggio per le fioriere posizionate lungo il perimetro della piazza (adiacenze villetta Garibaldi) totalmente distrutte da ignoti automobilisti, probabilmente nell'intento di parcheggiare a tutti i costi. Di recente - conclude Cannavò - ho inoltrato all'Utc la richiesta di collocazione di nuovi paletti dissuasori da posizionare ai bordi della piazza. Attendiamo fiduciosi novità in tal senso».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA 27 maggio 2009)

mercoledì 20 maggio 2009

Da giugno il direttore dell'ospedale di Giarre andrà a Paternò. Ma per poco tempo, dicono

Con un atto deliberativo della Asl, dall’1 giugno, il direttore sanitario dell’ospedale di Giarre, dott.Salvo Calì, sarà trasferito nell’ospedale di Paternò, dove si trovava un anno fa, e il dott. Salvatore Scala, che attualmente dirige l’ospedale di Paternò, verrà nell’ospedale di Giarre. Dall’Asl però spiegano che questo trasferimento è temporaneo. Sino a un anno fa, il dott.Calì dirigeva il presidio ospedaliero di Paternò ed era stato trasferito dalla Asl con la delibera n°998 del 10 maggio 2008, nell’ambito di una rotazione dei dirigenti medici di alcuni presidi. Contro questo atto deliberativo la Segreteria provinciale di Catania della Federazione medici (aderente alla Uil Flp) aveva fatto ricorso al Giudice del lavoro di Catania che aveva accolto il ricorso, dichiarando nullo e privo di effetti il provvedimento di spostamento del dott.Calì, in quanto assunto dalla Ausl senza preventiva informazione e richiesta alla organizzazione sindacale ricorrente. Il Giudice del lavoro aveva quindi ordinato alla Ausl di rinnovare la procedura di rotazione degli incarichi dirigenziali, previo assolvimento degli obblighi di preventiva informazione e di richiesta di nulla osta, disciplinati dalle disposizioni della contrattazione collettiva. Al momento l’Ausl non ha ancora consultato le organizzazioni sindacali. In proposito, il dott.Cosimo Rosselli, caposettore affari del personale dell’Ausl 3 spiega: «Abbiamo il dovere di eseguire l’ordinanza del Giudice del lavoro e abbiamo adottato il provvedimento che fa rientrare il dott.Calì nel suo posto. Dato che quel posto era occupato, abbiamo dovuto spostare il dott.Scala da Paternò a Giarre. Abbiamo intenzione di chiedere l’assenso dell’organizzazione sindacale di appartenenza del dott.Calì per ripristinare il movimento che avevamo fatto». La delibera n°998 prevedeva la rotazione di diversi dirigenti ma secondo Rosselli: «La questione dell’assenso posto dalla sentenza riguarda solo il dott.Calì in quanto rappresentante sindacale».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SIICLIA del 20 maggio 2009)

martedì 19 maggio 2009

Viaggio tra le cripte giarresi

L’Archeoclub di Giarre–Riposto, presieduto dall’ing. Carlo Di Bella, ha acceso l’attenzione sulle cripte di Giarre, e lo ha fatto, nei giorni scorsi, con una conferenza tenutasi nell’istituto tecnico “E.Fermi” e che ha avuto per relatrice l’arch.Giovanna Buda dirigente del Servizio per i Beni paesaggistici della Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania. Le cripte giarresi sono un patrimonio non ancora giustamente valorizzato. L’incontro promosso dall’Archeoclub, attraverso immagini e il commento dell’arch.Buda, è stato una sorta di suggestivo viaggio nei sotterranei della città che non poteva non partire dalle cripte del Camposanto vecchio, le più note, rinvenute nel 1988 e segnalate alla Sovrintendenza dall’Archeoclub. Queste cripte sono state oggetto, un paio di anni fa, di un importante restauro, diretto dall’arch.Buda, grazie a un finanziamento dell’Assessorato regionale ai beni culturali. Tuttavia, attualmente, al loro interno si è creata molta umidità e si attende a breve che sia asfaltato il tratto di strada sovrastante per impermeabilizzare, in qualche modo, il terreno.
La successiva tappa del viaggio è stata l’antica chiesa di S.Matteo, su via S.Matteo, nella frazione di Trepunti. La chiesetta e le cripte, grazie a un intervento di restauro e ricostruzione di diversi anni fa, sono in ottime condizione e sono vero gioiellino.
Immancabile nell’itinerario la chiesa del Convento che nasconde sotto di sé due cripte, una sotto l’altra, di cui una particolarmente bella e decorata. Grazie a un finanziamento di 100mila euro concesso dal del Fec, Fondo Ecclesiastico del Culto, sono stati realizzati dei primi interventi nella chiesa del convento, ma per completare adeguatamente il restauro ne occorrerebbero almeno 600mila, e si spera in finanziamenti successivi.
Le cripte giarresi probabilmente non sono solo queste: forse anche la chiesa madre di Macchia e l’oratorio S.Filippo Neri nascondono delle cripte. La speranza è che questo patrimonio giarrese possa essere meglio conosciuto e ammirato da tutti.
Maria Gabriella Leonardi
(La Sicilia martedì 19 maggio 2009)

Sindaco:"Questa è un'amminsitrazione seria"

«Ho convocato la stampa perché si sta facendo una strumentalizzazione misera sulla vicenda della Tarsu»: ha esordito così il sindaco Teresa Sodano, nel salone degli specchi, nella conferenza convocata ieri sul tema Tarsu. Nei giorni scorsi, la Confconsumatori ha ottenuto dal Tar la sospensione della determina sindacale che aumentava la Tassa sui rifiuti, un provvedimento temporaneo, concesso dal Tar in attesa del giudizio definitivo. Contro questa sospensiva il Comune ha già opposto ricorso al CGA e ieri il sindaco ha di nuovo spiegato le ragioni dell’aumento, reso necessario dall’incremento dei costi del servizio smaltimento rifiuti. «Questa è un’amministrazione seria – ha ribadito la Sodano - se ha fatto l’aumento era perché non poteva fare diversamente». Il sindaco ha anche spiegato che nel 2008 il Comune ha ricevuto 44 decreti ingiuntivi, presentati da un solo legale; per cui ha dovuto sborsare oltre 400mila non previste. Il primo cittadino ha ribadito di avere trovato, quando si è insediata, un disavanzo di 6milioni e 100mila euro e ha affermato:«Complessivamente, ad oggi, abbiamo pagato 10milioni di euro di debiti, sottratti agli investimenti e ai servizi». Ma come farà il Comune se perderà questa battaglia legale sull’aumento della Tarsu? «Il disavanzo 2008, come consente la legge, verrà spalmato nei tre esercizi successivi» ha spiegato il sindaco che ha poi ripetuto i risparmi di questi anni:«Avevo trovato, 6 anni fa, 313 dipendenti comunali, oggi sono 250. I dirigenti erano stati individuati dalla precedente amministrazione». Sulla lotta all’evasione l’amministrazione sta costituendo un apposito ufficio e a breve firmerà un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle entrate. La giunta ha fatto anche in modo di sciogliere l’ipab “Bonaventura”, da tempo non operante, e ne acquisirà il patrimonio: il palazzo che ospita il "Museo del presepio" e un immobile in via De Gasperi; quest’ultimo potrebbe anche diventare sede degli uffici comunali, cosa che permetterebbe di eliminare gli affitti. Ma il sindaco, Regione permettendo, preferirebbe trasferire gli uffici in quella che doveva essere la casa albergo per anziani “Madre Teresa di Calcutta” di via Federico II di Svevia.
Sulla richiesta dei documenti riguardanti l’aumento della Tarsu, avanzata da 16 associazioni il sindaco ha affermato:«ho interessato i dirigenti per approntare la documentazione, cosa hanno fatto non lo so ma sono disponibilissima ad incontrare le associazioni, e, così come avevo detto, i sindacati al momento di predisporre il bilancio. Desidero che le persone vedano quello che si è fatto».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA del 19 maggio 2009
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venerdì 15 maggio 2009

Politica giarrese/ Due nuovi assessori nella giunta Sodano; il Pd attacca l'amministrazione

Hanno giurato i due nuovi assessori della giunta Sodano, Fabio Cavallaro e Giovanni Spada. La cerimonia, semplice e sobria, si è svolta ieri pomeriggio nel salone degli specchi del Municipio. Il sindaco Teresa Sodano ha ringraziato, innanzitutto, i due assessori uscenti: Saro Bella, che deteneva le deleghe al bilancio e alle finanze, e Giuseppe Mangano che deteneva invece le deleghe alla cultura e pubblica istruzione. Riguardo all’assessore Bella, il sindaco ha ricordato l’importante atto compiuto in ambito finanziario dal Comune di Giarre con la vendita dei beni immobili comunali:«all’inizio – ha affermato il primo cittadino - siamo stati criticati, poi anche le amministrazioni vicine ci hanno imitato e richiesto gli atti». Il sindaco ha poi intessuto le lodi dell’assessore Giuseppe Mangano perchè ha interpretato il suo ruolo in politica con spirito di servizio, e per questo la Sodano ha auspicato che l’assessore Giuseppe Mangano sia di esempio per i nuovi assessori. Il sindaco ha, quindi, ripercorso l’attività delle giunte da lei presiedute: sei anni passati a pagare debiti assunti dalle precedenti amministrazioni e assicurando alla città tutti i servizi essenziali. Il primo cittadino ha affermato che dai primi dati del bilancio consuntivo 2008 pare che sia stato coperto quasi del tutto il disavanzo di 5milioni e 200mila euro, oltre i debiti fuori bilancio anch’essi coperti.
I due neo assessori hanno giurato, ma le deleghe saranno loro affidate in seguito. L’avv.Giovanni Spada era stato, nelle elezioni dello scorso giugno 2008, candidato per il rinnovo del consiglio comunale nella lista “E’ ora di cambiare” che sosteneva il candidato sindaco Mario Cavallaro. «Seguirò all’inizio i progetti aperti dai precedenti assessori - ha affermato - insieme a loro verificherò lo stato dell’arte dei vari progetti, nonchè i problemi segnalati a cui bisogna dare pronta risposta. Per quanto riguarda il futuro, pur nelle ristrettezze economiche dell’Ente, assicurerò il massimo impegno per servire i cittadini».
«Sono contento di questo nuovo incarico – ha affermato invece il neo- assessore Fabio Cavallaro – proseguo il mio cammino politico iniziato con Alleanza Nazionale e continuo in questo nuovo ruolo che il PdL e il sindaco hanno voluto affidarmi. Un ringraziamento particolare lo porgo ai miei elettori che mi hanno sostenuto e che mi danno la forza di andare avanti nel mio cammino politico».

m.g.l.) «L’amministrazione Sodano ha affossato il Comune» è il duro attacco lanciato dal prof.Salvo Vitale durante l’incontro organizzato dal coordinamento comunale del Partito Democratico, svoltosi ieri nella sala Romeo. Dopo l’introduzione del consigliere comunale del Pd, Tania Spitaleri, Vitale ha mosso una serie di critiche all’amministrazione:«Il Comune non si può più salvare, non resta che dichiarare il dissesto e ripartire da capo. Sei dirigenti sono troppi: la pianta organica del Comune va rimodulata alle esigenze dell’Ente. L’amministrazione ha svenduto il centro storico a una società che al momento gestisce solo le strisce blu e non si capisce quando inizieranno i lavori del parcheggio multipiano». Sulla questione Tarsu secondo Vitale l’amministrazione non doveva ricorrere al Cga dopo la sospensiva del Tar e dopo avere invitato il sindaco a un confronto pubblico Vitale ha chiesto:«vorremo sapere qual è la posizione del Comune sull’Ato idrico?».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA 15 maggio 2009)

martedì 12 maggio 2009

Rimpasto di giunta. Dimesso l'assessore che ha devoluto tutte le indennità

Rimpasto nella giunta Sodano. Ieri, una nota del sindaco ha comunicato che, a conclusione di una fase politica in seno la maggioranza, il PdL ha ottenuto l’avvicendamento in giunta di due assessori, per cui l’avv.Giovanni Spada e l’ex consigliere comunale Fabio Cavallaro subentrano rispettivamente agli assessori Giuseppe Mangano (cultura e pubblica istruzione) e Saro Bella (finanze e bilancio). Nel ringraziare i due ex assessori il primo cittadino ha espresso un particolare ringraziamento al dott.Giuseppe Mangano, unico amministratore ad aver devoluto tutte le indennità mensili di assessore a favore di associazioni, scuole e di tante iniziative culturali, dando, con umiltà, a tutti, un bell’esempio di come si dovrebbe fare politica. Ma, evidentemente, la politica ha altre vie.
«Desidero rivolgere pubblicamente – ha dichiarato il sindaco Sodano- il mio più sentito ringraziamento agli ex componenti di giunta, Saro Bella e Giuseppe Mangano al termine della loro breve ma intensa esperienza nell’amministrazione. Entrambi hanno ben operato nell’interesse della città riscuotendo unanimi consensi da parte della cittadinanza e lasciando un numero considerevole di atti ed interventi che si sono rivelati assai utili per la comunità giarrese. Un plauso lo rivolgo in particolare al dott. Giuseppe Mangano, per la serietà e la signorilità con cui ha gestito le proprie deleghe dimostrando impegno, sacrificio e grande professionalità nelle manifestazioni culturali e nell’organizzazione di eventi importanti e unici come l’imminente raduno internazionale della Fisarmonica. Proprio per la sostituzione dell’assessore Giuseppe Mangano non posso non esprimere il mio rammarico, a fronte del suo operato e per il modo con cui è riuscito in poco tempo a lasciare un segno indelebile nella non facile gestione della Cosa Pubblica».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA 12 maggio 2009)

venerdì 8 maggio 2009

Il Tar ha sospeso l'aumento della Tarsu a seguito del ricorso di Confconsumatori Sicilia

La soddisfazione nella delegazione giarrese della Confconsumatori è tanta e ieri di prima mattina, sono iniziate le telefonate per diffondere la notizia: il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, ha sospeso la determina con la quale il Sindaco di Giarre aveva aumentato le tariffe della Tassa sui rifiuti solidi urbani per l’anno 2008. L’ordinanza, pronunciata dalla Terza Sezione del TAR, è stata depositata in segreteria mercoledì. Il giudizio è nato a seguito del ricorso proposto da Confconsumatori Sicilia contro la determina sindacale di aumento che – secondo Confconsumatori - presenta diversi profili di illegittimità. L’avv. Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori Sicilia, e l’avv. Maurizio Mariani che ha rappresentato in giudizio l’associazione, spiegano le conseguenze pratiche del provvedimento del Tar, in attesa del giudizio definitivo: «Adesso tutte le richieste di pagamento pervenute ai cittadini giarresi sono sospese. Conseguentemente il Comune di Giarre deve sospendere i ruoli e la riscossione. Questo provvedimento conferma che le proteste dei cittadini e della Confconsumatori contro un atto ingiusto non erano pretestuose ma fondate».
In una nota, il sindaco Teresa Sodano ha affermato: «La sospensiva decisa dal Tar, peraltro non definitiva, non appare condivisibile in quanto basata su una interpretazione strettamente letterale del testo normativo; è stata infatti, in maniera illogica, ricompresa la Tarsu per il 2008, nella generale sospensione del potere di aumento dei tributi comunali. L’esclusione della Tarsu da tale divieto, peraltro esplicitamente confermata dalla norma per il triennio 2009-2011, infatti, trae origine dall’esigenza di assicurare l’equilibrio finanziario nella gestione di un servizio non gestito direttamente dal Comune. L’amministrazione comunale, pertanto, si riserva di interporre appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa».
«Perché il Tar accolga la richiesta di sospensiva – spiega l’avv.Calì – devono essere presenti due presupposti: il fondamento giuridico del ricorso e un danno grave e irreparabile nel caso di mancata sospensiva». Oggi, alle 10,30 nella sede della delegazione di Giarre della Confconsumatori, in via R.Pilo 34/A sarà illustrata l’ordinanza.
Confconsumatori Sicilia in passato ha vinto la battaglia per l’annullamento delle multe comminate dalla Provincia regionale di Catania sull’asse dei servizi e si è battuta a fianco dei risparmiatori vittime dei crac Parmalat, Cirio e Argentina.
Il Comune per difendersi si è rivolto all’avv.Agatino Cariola, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Catania. Una guerra legale è appena iniziata, la prima battaglia è stata vinta da Confconsumatori Sicilia.
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA dell'8 maggio 2009)