martedì 28 aprile 2009

Il dissesto non ci sarà (per ora)

Spesso, ultimamente, quando si chiede al Comune di realizzare qualche intervento, dall’Ente si risponde che, in questo periodo, il Comune è sottoposto al regime di gestione limitata, per cui può compiere solo interventi previsti per legge. Bisogna, quindi, aspettare di superare questo regime, ad esempio, per rifare la piazzetta di corso Sicilia adiacente la scuola primaria “S.Giovanni Bosco”, o per ristrutturare il museo “Genti dell’Etna” di Macchia, ma anche per accendere un mutuo per bitumare le strade giarresi ridotte male.
Con la gestione limitata al Comune, infatti, come recita la norma, “è fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge. Fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni già assunti nei precedenti esercizi”. Il Comune può compiere solo spese riguardanti servizi indispensabili, come, ad esempio, nettezza urbana, pubblica illuminazione, protezione civile, viabilità, istruzione e personale; nonché servizi per i quali l’adozione di specifiche spese derivano da obblighi di legge. Viene, quindi, da chiedersi: quando il Comune supererà questa fase di crisi? L’assessore comunale alle Politiche finanziarie, risorse economiche e di Bilancio, Saro Bella, spiega: «Dal regime di gestione limitata, previsto dall’art. 191, comma 5, del decreto legislativo 267/2000 speriamo di potere uscire con il bilancio 2009 che contiamo di approvare».
Il Comune di Giarre è in gestione limitata dal 18 novembre, giorno in cui è andata deserta una gara per l’alienazione di quattro capannoni della Zona artigianale, il cui ricavato serviva per ripianare il disavanzo della gestione 2006. Dopo quell’asta deserta il Comune di Giarre ha bandito altre aste pubbliche: due per la vendita dei capannoni e altrettante per la vendita di beni immobili, soprattutto terreni edificabili. Ma di queste quattro aste solo una, a dicembre, per l’alienazione dei beni immobili, è andata parzialmente fruttuosa, ma il ricavato non è bastato al Comune per ripianare, il disavanzo di circa 600mila euro riguardante l'esercizio 2006 che doveva essere ripianato entro il 2008. Come intende allora procedere il Comune? L’assessore Bella spiega:«Dal bilancio 2008 stiamo reperendo la somma che ci consentirà di coprire il disavanzo di 600mila euro relativo all’esercizio 2006. Resterà per il 2008 un disavanzo di 1milione e 500mila euro che il Comune dovrà risanare entro 2010». A tal fine, il Comune ha in programma di proseguire con l’alienazione di taluni beni.
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA del 28 aprile 2009)

Il Comune affida troppi incarichi a esperti esterni

«Il Comune di Giarre affida incarichi esterni non necessari e che contribuiscono non poco a gravare sulle casse del Comune in condizioni a dir poco disastrose». E’ il duro monito lanciato dai consiglieri d’opposizione Josè Sorbello e Tania Spitaleri durante l’ultima seduta del consiglio comunale. «La deficitaria situazione finanziaria dell’Ente, sempre sull’orlo della dichiarazione di dissesto, e operante in regime di art.191 del D.Legs. 267/2000, dovrebbe inevitabilmente condurre l’Amministrazione ad una politica volta alla più severa austerity, mirata ad espletare solo gli obblighi prescritti dalla legge- ha affermato il consigliere del Pd Tania Spitaleri – . Nonostante questo si assiste all’affidamento di incarichi di collaborazione e incarichi a liberi professionisti non necessari». Il consigliere Spitaleri ha portato, quindi, ad esempio la Deliberazione della Giunta n.33 del 18/03/09 con cui si affida un incarico a un tecnico libero professionista per “la progettazione definitiva, coordinamento sicurezza in fase di progettazione ai lavori di adeguamento alle norme di abbattimento delle barriere architettoniche della scuola media Verga”, mentre - secondo la Spitaleri - all’interno del Comune ci sono le professionalità in grado di svolgere questo compito. Ma gli incarichi più numerosi sono, di certo, quelli affidati ad avvocati. Il Comune deve difendersi in numerosi contenziosi e deve proporre opposizione a parecchi decreti ingiuntivi: solo lo scorso 26 marzo tre deliberazioni della giunta hanno per oggetto la resistenza a contenziosi. Per ogni contenzioso l’esborso di partenza per il Comune, per onorari e spese di avvocato, è di 3mila, 4mila euro. A tal proposito, la Spitaleri ha rimarcato come l’Amministrazione non abbia ancora avviato le procedure per istituire l’ufficio di Legale dell’Ente, previsto in pianta organica, malgrado un atto d’indirizzo unanime del Consiglio comunale.
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA del 25 aprile 2009)

giovedì 23 aprile 2009

Difensore civico e regolamento impianti pubblicitari: campa cavallo...

Il regolamento degli impianti pubblicitari e l’elezione del difensore civico possono ancora aspettare: martedì, infatti, il Consiglio comunale ha, per l’ennesima volta, rimandato ogni decisione. Il punto sul regolamento degli impianti pubblicitari è stato rinviato alle commissioni. Dall’opposizione il consigliere Josè Sorbello ha ribadito la necessità di questo regolamento, all’ordine del giorno del Consiglio comunale dal mese di gennaio. Il continuo rinvio dimostra, secondo Sorbello, divisioni all’interno della maggioranza che causano la più assoluta staticità amministrativa. A Giarre, intanto, nella cartellonistica pubblicitaria regna l’anarchia. Su questa impasse del Consiglio comunale, interpellato, il presidente del Civico consesso, Raffaele Musumeci, spiega:«il regolamento è stato esitato dalla commissione competente ma con riserva di voto in Consiglio. E’ un buon regolamento: da un lato servirà per mettere ordine nel settore, dall’altro dovrebbe fare aumentare gli introiti del Comune dalla tassa sulla pubblicità: l’anno scorso sono diminuiti gli introiti ma aumentati i cartelloni. Al momento, non è chiaro a chi affidare la gestione e le possibilità sono due: o dividere il territorio in lotti da assegnare alle ditte (e questo permetterebbe alle piccole aziende giarresi di lavorare) oppure individuare un gestore unico. La questione è stata rimandata alle commissioni, qui potrebbe essere utile sentire le imprese pubblicitarie giarresi per giungere alla decisione più opportuna».
Bocciata dalla maggioranza la mozione proposta dalla minoranza e che impegnava l’amministrazione a procedere all’elezione del difensore civico. La maggioranza ha motivato la scelta dichiarando che l’amministrazione sta approfondendo la questione; la minoranza, con i consiglieri Santo Vitale e Tania Spitaleri ha ribadito l’importanza del difensore civico e denunciato quanto sia grave privare i cittadini di questa figura, garante d’imparzialità. Sull’elezione del difensore civico il Consiglio comunale è fortemente inadempiente essendo scaduti tutti i termini. La seduta è stata rinviata a lunedì 27 aprile.
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA 23 aprile 2009)

venerdì 17 aprile 2009

Presto in funzione il mammografo

La settimana prossima il mammografo dell’ospedale “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro”, temporaneamente trasferito nel poliambulatorio dell’Asl sito in corso Sicilia, sarà collaudato per essere messo in funzione. Lo conferma il direttore sanitario dell’azienda Ausl 3 di Catania, dott.Annunziata Sciacca. Il mammografo è stato installato per il momento nel polimabulatorio per via dei lavori in corso nel laboratorio di analisi e di radiologia dell’ospedale di Giarre. Si tratta di uno dei mammografi che ultimamente l’azienda sanitaria ha collocato nei vari distretti al fine di potenziare il servizio e ridurre le liste d’attesa. «Attualmente bisogna attendere un anno per effettuare una mammografia» conferma il presidente del Tribunale per i diritti del malato di Giarre, cav.Giuseppe Patanè.
La mammografia è l'esame radiologico più importante per la diagnosi del carcinoma della mammella.
Negli ultimi anni in Italia si stanno diffondendo programmi di screening oncologici e la prevenzione oncologica è una delle priorità del “Piano Nazionale della Prevenzione”.
Nel novembre 2006, il Ministero della Salute ha emanato le “Raccomandazioni per la pianificazione e l’esecuzione degli screening di popolazione per la prevenzione del cancro della mammella, del cancro della cervice uterina e del cancro del colon retto” che, tra i programmi di screening da attuare sul territorio nazionale, individuano la diagnosi precoce del tumore mammario mediante screening mammografico, per le donne fra i 50 e i 69 anni.
La presenza di un mammografo attivo a Giarre è da tempo desiderata. Anni fa, ne arrivò uno che però non entrò mai in funzione. Al tempo, il Tribunale per i diritti del malato portò avanti pure una raccolta firme, soprattutto di donne, per farlo attivare. «Non entrò mai in funzione per mancanza di personale specializzato» ricorda Patanè. Dopo qualche anno, il mammografo da Giarre fu portato nell’ospedale di Biancavilla.
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA del 17 aprile 2009)

giovedì 16 aprile 2009

Come farebbe Giarre senza...un campo attrezzato per camperisti

L’amministrazione renderà lo spiazzo di corso Messina un’area attrezzata per i camperisti. Ma qui, spesso, si fermano i nomadi con le loro roulotte. Lunedì di pasquetta e martedì erano in tanti i rom nello spiazzo di corso Messina. Appena tre giorni prima c’era stato il sopralluogo di assessori e dirigente sul posto. Giarre non ha un campo attrezzato per i rom: il Comune come impedirà ai nomadi di stazionare nello spiazzo di corso Messina se sarà dedicato ai camperisti? non finirà questo spiazzo per diventare una sorta di campo nomadi attrezzato? non si può allora trovare un sito a Giarre per i rom? Tra l’altro, in genere, le aree per i camperisti sono appartate, immerse nella vegetazione, (vedi Acireale o Praiola). Questo spiazzo è invece nel centro di Giarre. Ma l'assessore all'urbanistica Piero Mangano ribadisce:«l'area attrezzata per i camperisti, individuata su corso Messina è perfettamente rispondente alle esigenze che si rendono necessarie. L'area, infatti - sostiene - ricade nelle adiacenze di centri commerciali e dalle principali vie di comunicazione. Citando i suoi esempi, non mi pare che il sito di Riposto sia del tutto isolato o immerso nella vegetazione: si trova sul lungomare a ridosso delle abitazioni di Riposto e Torre Archirafi e, a stretto contatto con l'agglomerato urbano. Appare poi inopportuno e allarmistico precorrere i tempi rispetto al fatto che la presenza dei rom possa pregiudicare la piena funzionalità dell'area attrezzata per i camperisti. Eventuali "disguidi" verranno segnalati alla nostra polizia municipale che avrà il compito di monitorare l'area di corso Messina. Riguardo la questione dei rom – conclude - purtroppo Giarre non ha un sito da destinare ai nomadi, in passato sono state individuate delle aree in periferia suscitando la vibrata protesta dei residenti. E' un tema assai caldo e, al momento, si è intervenuti di volta in volta con la polizia municipale invitando le carovane di rom a lasciare libere le aree occupate arbitrariamente».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA del 16 aprile 2009)

Un'operazione anti ambulantato selvaggio durata...una settimana

Mercoledì 8 aprile carabinieri e polizia municipale avevano effettuato un’operazione congiunta contro l’ambulantato abusivo. Una squadra interforze aveva effettuato controlli per verificare se gli ambulanti disponevano delle opportune autorizzazioni e ad alcuni ambulanti è stata contestata l’occupazione abusiva del suolo pubblico. L’operazione ha toccato tutta la città per concludersi in viale Libertà. E proprio su questa arteria per qualche giorno non si sono più visti ambulanti. Ieri, a una settimana di distanza, i venditori sono tornati negli stessi punti dove stazionano sempre. Non è la prima volta che gli effetti di un’operazione contro l’ambulantato selvaggio durino solo pochi giorni. Viale Libertà è, in particolare, una delle arterie preferite dai venditori che, anni fa, vi avevano pure costruito delle baracche. Al tempo l’amministrazione tentò pure di trovare un accordo con i venditori ipotizzando di realizzare, in un’altra strada, una sorta di mercatino permanente. Ma viale Libertà è una centrale arteria commerciale che difficilmente sarà abbandonata. A scapito di quei cittadini che lamentano ogni giorno di dovere oltrepassare piante, carciofi, frutta e verdura per entrare o uscire di casa.
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA del 16 aprile 2009)

mercoledì 15 aprile 2009

C'era una volta a Giarre...la segnaletica orizzontale

La segnaletica orizzontale è scomparsa o sta per scomparire in numerose strade, comprese arterie importanti come viale Libertà o corso Italia. Eppure essa è uno di quegli elementi che dà agli abitanti di una città la sensazione o meno di vivere in un territorio monitorato. In una nota, dal Comune spiegano che l’apposita squadra, ogni giorno impegnata nell'espletamento del servizio, in questi giorni sta aggiornando la segnaletica orizzontale su viale Federico di Svevia. «Gli interventi di segnatura – afferma il dirigente dell'urbanistica, Venerando Russo, – hanno registrato nell'ultimo periodo un rallentamento dovuto al cattivo funzionamento di una delle due macchine in dotazione; attualmente viene usato un secondo apparecchio per verniciare le strade dove vi è maggiore necessità. Priorità assoluta è assegnata alle strisce pedonali, in particolare quelle nelle adiacenze delle scuole. La squadra di pronto intervento è comunque in piena attività operativa, fermo restando le difficoltà connesse alle condizioni meteo che pregiudicano il normale espletamento dei servizi».
Ad agosto si era parlato di realizzare stalli bianchi per i ciclomotori attorno a piazza Carmine, inibita alle due ruote. Ma ancora di questi stalli non vi è traccia. In una nota, il comandante dei vigili urbani, Maurizio Cannavò, afferma: «si è data priorità alla rimodulazione delle strice blu, dopo l'ingresso della nuova società che gestisce il servizio. Gli stalli delimitati dalle strisce bianche saranno comunque realizzati quanto prima; a breve sarà predisposta un’ordinanza che sarà sottoposta all’amministrazione. L'intenzione è quella di realizzare gli stalli per i motorini (circa 15-20 posti) subito all'inizio di via Ucciardello».
Maria Gabriella Leonardi
(LA SICILIA del 15 aprile 2009)

martedì 14 aprile 2009

Per un gettone di presenza in più....

Dall’inizio di quest’anno, i consiglieri comunali non percepiscono più un’indennità di funzione mensile ma un gettone di presenza. La novità è stata introdotta dalla legge regionale n.22 del 16 dicembre 2008 che ha aggiornato la legge regionale n.30 del 23 dicembre 2000. In tal modo la Sicilia ha accolto così quanto disposto dalla normativa nazionale, volta a contenere i costi della politica, incluse le rappresentanze comunali. In sostanza, mentre prima, a prescindere dalla loro partecipazione o meno alle sedute, a Giarre i consiglieri percepivano un’indennità di 950 euro circa (al netto dell’Irpef) adesso percepiscono un gettone di 50 euro solo se sono effettivamente presenti alle sedute del consiglio comunale e alle sedute delle varie commissioni, in cui rientrano anche i sopralluoghi. La legge, infatti, testualmente recita «la corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata all'effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni».
La legge, come anzidetto, mirava a contenere i costi della politica, tuttavia, in questi primi quattro mesi dell’anno, almeno a Giarre, il risparmio economico per le casse comunali è stato minimo: ci sono cinque commissioni permanenti e due straordinarie, ogni commissione consiliare arriva a tenere mediamente anche due sedute la settimana a cui i consiglieri cercano di non mancare. Se per un verso c’è chi si affanna a totalizzare il massimo di presenze possibili, correndo da una commissione all’altra, per altro verso il vantaggio che almeno si è ottenuto è una migliore funzionalità del sistema. Prima, infatti - come spiegano gli addetti ai lavori - era più facile che gli eletti si assentassero: tanto a fine mese percepivano comunque l’indennità. Il numero legale facilmente mancava e, tra rinvii vari, rallentava il funzionamento delle istituzioni, alle spalle dei cittadini. Adesso il gettone incentiva la presenza e nelle sedute il numero legale manca di rado. Sono rimaste, invece, invariate le indennità di sindaco, assessori e presiedente del consiglio comunale.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato il 14 aprile 2009)

Qualcuno alla Regione non vuole che la casa-albergo diventi sede di uffici...

Qualcuno alla Regione non vuole che la casa-albergo per anziani “Madre Teresa di Calcutta” diventi sede degli uffici comunali. A ottobre dell’anno scorso il consiglio comunale, all’unanimità, aveva votato il cambio di destinazione d’uso della struttura di viale Federico II di Svevia. Ma da allora ancora nulla di fatto. Nei giorni scorsi, il sindaco Teresa Sodano ha illustrato la situazione della “Madre Teresa di Calcutta” durante un’audizione tenuta alla IV commissione consiliare permanente, presieduta da Angelo Spina. Il primo cittadino ha riferito che sul cambio di destinazione d’uso della casa albergo c’è «una forte resistenza da parte di qualche funzionario regionale che ha seguito l’iter burocratico e la concessione dei vari finanziamenti concessi per il completamento di questa struttura». L’opera, infatti, pur essendo stata da tempo portata a compimento, non è mai entrata in funzione anche se al suo interno dispone degli arredi necessari per una casa albergo: letti, materassi, armadi, tavoli, le cucine e quant’altro. Arredi che, come si può intuire, hanno avuto il loro costo. Il Comune, quindi, ha provveduto a giustificare alla Regione il cambio di destinazione d’uso attraverso relazioni preparate da dirigenti comunali: l’avv.Giuseppe Panebianco, dirigente della I area funzionale ha messo in rilievo come sul territorio siano nate molte case famiglia che ospitano anziani e, di conseguenza, il Comune rischierebbe, mettendo in funzione la struttura, di avere pochissimi ospiti o nessuno. Il dirigente della II area funzionale, dott.Letterio Lipari, ha relazionato in merito all’eliminazione dei fitti passivi che il Comune sostiene per molti uffici comunali. Questo è, infatti, il fondamentale giovamento che ne trarrebbe il Comune dalla conversione della “Madre Teresa”: risparmiare gli affitti che paga per i locali che ospitano le varie sedi dell’Ente. Al Comune adesso non resta che aspettare dalla Regione la risposta alle relazioni dei dirigenti.
Maria Gabriella Leonardi
(Pubblicato l'11 aprile 2009)

giovedì 9 aprile 2009

Non dimentichiamo l' "Ospizietto"

Una volta l’anno, il venerdì santo, nella frazione di Altarello viene aperta la chiesetta detta dell’“Ospizietto”. Qui si stabilirono, tra il 1600 e il 1700, i frati cappuccini. A quel tempo, ad Altarello, diffondevano la devozione alla Madonna di Porto Salvo e raccoglievano offerte per i loro conventi. Col tempo, non potendo portare tutta la questua ad Acireale, per la troppa distanza, costruirono un magazzino ove raccogliere i prodotti della terra da consumare durante l’anno. Per sorvegliare il magazzino i frati a turno vi abitavano. Da questo deriva il nome “Ospizietto”. Qui nel 1740 venne pure ospitato il Beato Felice da Nicosia. Intorno al 1850, i cappuccini aprirono una piccola chiesa accanto all’Ospizio per consentire ai massari e agli agricoltori l’osservanza dei precetti religiosi, dato che le case di villeggiatura dei ricchi borghesi avevano l’oratorio privato. Nel 1866, l’allora arciprete del Duomo contrastò la messa nell’Ospizio, ma i frati, forti della protezione dei ricchi Floristella di Acireale, proseguirono la loro opera.
Oggi la chiesetta dell’Ospizietto si conserva su viale delle Province, ma è chiusa tutto l’anno perché ha bisogno di restauri al tetto. Nulla però si muove a livello istituzionale per recuperare questo luogo. La dott.Maria Grazia Costantino ha raccontato la storia dell’Ospizietto nella tesi di laurea e prima ancora il preside Sebastiano Fresta in un libro. Ma sono soprattutto alcuni abitanti di Altarello che hanno a cuore il recupero dell’Ospizietto e di ciò che rappresenta per questa comunità.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 9 aprile 2009)

mercoledì 8 aprile 2009

E' giarrese la più antica corale polifonica della Sicilia


La corale polifonica Jonia, diretta dal maestro Giuseppe Cristaudo, ha introdotto ai riti della settimana santa organizzando, domenica scorsa ne Duomo, un concerto di riflessione sulla Pasqua intitolato "Crux Fidelis". L’evento era promosso dall’associazione “Amici della musica – corale polifonica Jonia”, presieduta da Dinella Spina, in collaborazione con l'arcipretura parrocchiale S.Isidoro agricola. I brani, tutti in sintonia con il tempo liturgico, sono stati eseguiti dalla corale in abito sobrio e scuro e in una chiesa con le luci diffuse, proprio per invitare l’ascoltatore alla meditazione. Interpretate musiche di Scarlatti, Cardoso, Bruckner, Bardos, Lotti, Lukas, Pergolesi e Mozart. Ad arricchire maggiormente il concerto c’erano le proiezioni di immagini sulla passione di Cristo e la lettura di brani scelti. L’ultimo canto eseguito dalla corale è stato la parte finale di una Messa composta da Karl Jenkis e che sarà eseguita per intero l’8 dicembre di quest’anno, per aprire solennemente le celebrazioni del 50° anniversario della Jonia che è la più antica corale della Sicilia.
(Pubblicato su La SICILIA dell'8 aprile 2009)
Maria Gabriella Leonardi

Appaltata la manutenzione di un terzo del verde giarrese

Nei giorni scorsi, la cooperativa sociale S.Camillo si è aggiudicata l’appalto per il servizio di manutenzione del verde pubblico in diverse zone del Comune, tra cui viale Libertà, piazza Duomo, villa S.Francesco, villa Garibaldi e via Callipoli. Il contratto durerà nove mesi e l’importo a base d'asta era di euro 81.638,25. La cooperativa, che già deteneva l’appalto – come riferisce una nota del Comune - si è aggiudicata la nuova gara offrendo un ribasso del 28,10%.
Giarre dispone di circa 40mila metri quadri di verde pubblico e appena 9 i giardinieri per curarlo, di cui cinque distribuiti in vari parchi e quattro a disposizione per le varie esigenze dell'Ente. Nei giorni scorsi, l'assessore al Verde pubblico Francesco Longo, insieme al sindaco Teresa Sodano, ha effettuato una ricognizione nelle principali aree a verde ove sono previsti degli interventi come la sistemazione e dotazione di nuovi elementi ludici. Allo studio – riferiscono dal Comune – un diverso impiego del personale per tenere aperti i parchi principali nel fine settimana.
Anche altri Comuni hanno analoghi problemi con la manutenzione del verde pubblico che, quando è possibile, si cerca di affidare alla cura gratuita di privati interessati. Anche l'assessore Longo coltiva questa idea: «è in itinere un accordo con un operatore commerciale per la cura e manutenzione della villetta comunale di piazza Tricolore a Macchia (ove si trova il monumento ai Caduti), allorquando espleta la propria attività a ridosso dello spazio a verde. Esempi analoghi - sottolinea l'assessore Longo - saranno eseguiti su tutto il territorio comunale».
(Pubblicato su LA SICILIA del 7 aprile)
Maria Gabriella Leonardi

venerdì 3 aprile 2009

A.A.A. cercasi fondi per gli alloggi incompiuti

L’istituto autonomo case popolari del comprensorio di Acireale ha inviato una lettera all’assessorato regionale ai Lavori Pubblici – interventi di edilizia sovvenzionata e pubblica, e per conoscenza al sindaco di Giarre, per chiedere un finanziamento per il completamento dei 60 alloggi popolari incompiuti di via Trieste. Durante la precedente amministrazione Sodano, l’allora assessore all’edilizia residenziale popolare, Francesco Vasta, aveva scritto allo Iacp per conoscere le azioni che l’istituto stava intraprendendo per completare questi alloggi. La risposta è questa lettera all’assessorato regionale, giunta qualche giorno fa ed esaminata in una riunione della V commissione consiliare, presieduta da Salvo Zappalà. Nella missiva, firmata dal commissario straordinario dello Iacp Salvatore Minaldi, viene ripercorsa la storia degli alloggi incompiuti, realizzati con fondi della legge 457/78 V Biennio. L’originaria gestione dell’appalto era dello Iacp di Catania e i lavori sono stati consegnati l’11 dicembre 1990 incompleti a causa del fallimento dell’impresa appaltatrice. «Da quando il Comune di Giarre fa parte del comprensorio di Acireale – si legge - nessuna attività di completamento è stata portata avanti dallo Iacp di Catania malgrado il contenzioso con l’impresa si sia chiuso da tempo».
Tra tutte le incompiute giarresi questa è di certo la più vergognosa perché priva del diritto alla casa le persone più deboli di un comune come Giarre che vive da anni un’emergenza abitativa. Inoltre l’area degli alloggi negli anni è stata invasa da discariche. Lo Iacp ha valutato che per il completamento sono necessari 2milioni 950mila euro per i lavori e 1milione e 62mila euro per oneri complementari e ha chiesto alla Regione di finanziare questa somma.
Il presidente della V commissione Zappalà afferma:«stiamo preparando una lettera ove chiediamo di incontrare il commissario per chiedergli di accelerare l’iter per il completamento degli alloggi e invitarlo a compiere un sopralluogo».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 3 aprile 2009)

giovedì 2 aprile 2009

Quale futuro per l'ospedale di Giarre?


La proposta del direttore generale dell’Ausl 3 Antonio Scavone sulla riorganizzazione dell’ospedale “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro” non piace agli amministratori del distretto di Giarre e venerdì alle ore 11 un tavolo tecnico elaborerà una nuova proposta. Ieri di questo si è discusso in un incontro, nell’aula consiliare di Giarre, a cui hanno partecipato il sindaco di Giarre Teresa Sodano, diversi assessori e consiglieri giarresi, il sindaco Salvatore Russo e il consigliere Giovanni Torrisi di S.Alfio, l’assessore Salvatore Fichera di Piedimonte Etneo, l’assessore Concetta Susini di Castiglione di Sicilia, l’assessore Giuseppe Cannavò di Linguaglossa e per il comune di Riposto l’assessore Vincenzo Caragliano, il consigliere Gianfranco Pappalardo e il presidente della commissione sull’ospedale, Saro Cerra. Presente anche il direttore del distretto sanitario Ignazio Gambino e il direttore medico dell’ospedale di Giarre Salvo Calì. Tra i vari interventi, critico alla proposta l’assessore giarrese Giovanni Finocchiaro: «non credo – ha affermato - all’arrivo nel nostro ospedale di reparti come l’oncologia o la neurologia per il trattamento di malattie demielinizzanti perché non credo che l’ospedale sia poi in grado di affrontare le problematiche connesse a queste patologie. L’ospedale di Giarre è di territorio: può dare risposte a una domanda di sanità non grave; per le patologie gravi, l’ospedale stabilizza i pazienti negli eventi traumatici per poi trasferirli nei centri di eccellenza. Ben vengano i posti letto di cardiologia, la geriatria che ci promettono sempre, l’ambulatorio di oculistica, ma, soprattutto, occorre migliorare il pronto soccorso». «Nella nostra proposta avevamo ridotto la spesa riducendo i primariati - ha affermato l’assessore Caragliano – nella proposta dell’azienda sono previsti 9 primari: dov’è la contrazione di spesa? E’ possibile mantenere a Giarre la chirurgia anche senza rianimazione e il punto nascita senza neonatologia. Inoltre, in questi tre mesi in cui il punto nascita è stato chiuso, ad Acireale non sono raddoppiati i parti». Il dott.Gambino ha invece sottolineato che, invece di fare muro contro muro, la proposta si può rielaborare. «La commissione giarrese sull’ospedale – ha sostenuto il presidente Fabio Di Maria – rigetta in toto la proposta dell’azienda sanitaria. Venerdì formuleremo una proposta di compromesso, ma l’ideale per il territorio è la proposta operativa votata dai 10 consigli comunali».

La proposta dell’Ausl 3 prevede per l’ospedale di Giarre 80 posti letto per acuti, 16 per la lungodegenza, 32 di riabilitazione (totale 128 posti letto);
pronto soccorso;
radiodiagnostica;
un’area dipartimentale chirurgica, con 12 posti letto, che racchiuderà chirurgia, ginecologia, urologia, otorino e oculistica.
12 posti letto sono previsti per l’ortopedia;
16 p.l. per la geriatria;
8 p.l. per cardiologia;
8 p.l. per neurologia;
8 p.l. pneumologia;
8 p.l. oncologia;
10 p.l. psichiatria.
Il laboratorio di analisi sarà punto prelievo centro analisi afferente all’U.O. di patologia clinica del p.o. acese.
All’ospedale di Giarre sarà aggregata la struttura sanitaria di Linguaglossa con 30 posti letto.

Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA 2 aprile 2009)