sabato 28 febbraio 2009

L'aumento...della discordia

L’aumento della tassa sui rifiuti è illegittimo e il sindaco conosceva sin da marzo l’incremento del costo del servizio. Lo sostiene il prof.Salvo Vitale, avversario del sindaco Sodano alle scorse elezioni e ora punto di riferimento di giarresi che contestano la Tarsu. Vitale afferma:«A maggio, il decreto legge n°93/08 - che sopprime l’Ici sulla prima casa, convertito nella legge 126/08 - all’art.1 comma 7, vieta assolutamente agli enti locali di aumentare tributi, addizionali e aliquote, fatti salvi gli aumenti previsti nei bilanci già approvati. In estate, la legge 133/08, all’art. 77-bis disciplina il patto di stabilità interno agli enti locali per il triennio 2009-2011, e al comma 30 conferma il blocco degli aumenti per il triennio 2009-11, tranne che per la Tarsu. Quindi, si poteva introdurre un aumento della Tarsu per il 2009 ma non per il 2008». In una nota, il sindaco replica:«L’art.77 bis comma 30 della legge 133/08 ha escluso la Tarsu da qualsiasi regime giuridico di sospensione degli aumenti tributari. Pertanto il divieto posto con l’entrata in vigore del D.L.93/08 è venuto meno esclusivamente per la Tarsu. Con il D.L. 93/08 era stato posto un divieto di aumento dei tributi, legandone il termine della vigenza ad adempimenti normativi. Con la legge 133/08 tale divieto è stato abrogato per la Tarsu, ed è stato definito temporalmente il termine della decorrenza del predetto divieto, che permane per gli altri tributi. Peraltro la Tarsu è l’unico tributo il cui importo ai sensi del D.lgs 507/93, è strettamente connesso al costo del servizio per il quale viene pagata. Inoltre è sempre in vigore la norma che consente di incrementare la Tarsu sino al 30 novembre, con efficacia retroattiva dall’1 gennaio, ove il controllo della gestione evidenzi uno squilibrio nel rapporto tra spese impegnate ed entrate accertate». Vitale sostiene anche che il sindaco sapeva già da marzo dell’aumento presunto del costo del servizio, a seguito di una comunicazione dell’Ato giunta in Municipio il 19 marzo 2008, protocollo n°8180. «Perché – chiede Vitale - l’amministrazione non ha adeguato a marzo le aliquote inserendole nel bilancio di previsione per il 2008? È chiaro che non poteva divulgare tale notizia in campagna elettorale». Il sindaco, conferma di aver ricevuto a marzo la comunicazione ma sottolinea che questa «poteva subire delle modifiche anche in termini di riduzione e pertanto sarebbe stato intempestivo e irrazionale intervenire prima di operare le opportune verifiche entro la fine dell’anno».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 28 febbraio 2009)

E il capannone a chi lo dò?

Nessuna offerta è stata presentata ieri all’asta pubblica per l’alienazione di 4 capannoni della Zona artigianale "G.Trovato" di Trepunti. Non è una bella notizia per il Comune di Giarre che dal 18 novembre 2008 è in gestione limitata, cioè può compiere solo spese riguardanti servizi indispensabili come ad esempio pubblica illuminazione, protezione civile e viabilità. La gestione limitata è iniziata il 18 novembre, giorno in cui era andata deserta una precedente asta per la vendita di questi stessi quattro capannoni. Un ulteriore asta era andata deserta il 16 dicembre. Tre gare consecutive andate deserte, quindi, con l’ultima fruttuosa risalente a ottobre. Dalla vendita di questi capannoni si sperava di recuperare le somme ancora mancanti per ripianare il disavanzo per l’anno 2006. Ripiano che dovrebbe fare uscire il Comune dal regime di gestione limitata. Nei giorni scorsi, si era sparsa la voce di qualche persona interessata. Ma evidentemente l’offerta alla fine non c’è stata. Nemico del Comune, in questo frangente, è la crisi finanziaria e anche le difficoltà che gli imprenditori incontrano a ottenere prestiti. Proprio per dare ai possibili acquirenti più tempo per reperire fondi, il Comune aveva concesso per questa ennesima asta un maggiore lasso temporale.
Venerdì 6 marzo si terrà l’asta per l’alienazione di sei beni patrimoniali, sei terreni edificabili. Con la vendita di questi terreni il Comune di Giarre ha previsto di pagare anche gli interessi di cui è debitore verso l’Ato rifiuti Joniambiente. A causa di debiti pregressi che si porta dietro da anni, infatti, il Comune ha sempre pagato in ritardo il servizio rifiuti all’Ato e quindi sono maturati interessi per il ritardato pagamento che, come si legge in una nota del Comune, ammontano a 239.753,21 euro. Questi interessi non saranno pagati dalla cittadinanza e non rientrano nell'aumento della Tarsu perché saranno finanziati dall’auspicata vendita dei terreni.
(pubblicato su LA SICILIA del 28 febbraio 2009)
Maria Gabriella Leonardi

giovedì 26 febbraio 2009

"Anche i dipendenti comunali piangono..."

Oltre all’opposizione di sindacati, associazioni e cittadini sull’aumento della Tassa sui rifiuti, l’amministrazione comunale sul “fronte interno” si ritrova a fronteggiare, in questi giorni, anche i malumori di una parte dei dipendenti comunali chiamati a restituire al Comune le indennità di rientro, percepite dal 2002 al 2004. Mediamente ogni dipendente comunale (inclusi i pensionati) è chiamato a restituire all’Ente circa 2000 euro. Ma non c’entra niente il disavanzo del Comune. Queste indennità di rientro furono accordate nel 1994 con la delibera n. 457 dell’allora giunta comunale con la quale veniva introdotta l’articolazione dell’orario di lavoro su cinque mattine con due rientri pomeridiani invece delle sei mattine a settimana. Quale riconoscimento economico a tutti i dipendenti che avrebbero svolto i rientri pomeridiani fu stabilito di corrispondere 2500 lire l’ora. Per questa indennità la spesa sostenuta dal Comune è stata di 195mila euro circa nel 2002, 181mila euro nel 2003 e 93mila euro nel 2004. Nel 2005 tale indennità è stata poi eliminata a seguito di un accordo con le organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti. Nel 2007, dopo aver compiuto un’ispezione, il dott.Francesco Zompì, dirigente dei Servizi ispettivi di finanza pubblica del Ministero dell’economia e delle finanze, ha ritenuto illegittime queste somme percepite dai dipendenti.
Il Comune di Giarre con i suoi 255 dipendenti più 54 precari è l’azienda più grande della città. Tra i numerosi dipendenti interessati da questo recupero somme, Roberto Rompineve spiega:«abbiamo attivato una serie di procedure per non restituire questi soldi». In proposito il sindaco, Teresa Sodano, evidenzia che «l'Amministrazione deve solo ottemperare a quanto rilevato dall'ispettore. Si coglie l'occasione per ricordare che l'Ente comunale, già a partire dal 2005 aveva sospeso le indennità, avendo accertato che esse non andavano corrisposte. In questi giorni si stanno valutando gli aspetti operativi per l'applicazione delle trattenute chiedendo in merito un parere alla Corte dei Conti».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato il 26 febbraio 2009)

Non ancora iniziati i lavori al laboratorio di analisi dell'ospedale di Giarre


Non sono ancora iniziati i lavori di ristrutturazione del laboratorio di analisi e della radiologia dell’ospedale di Giarre. Si tratta di lavori attesi da mesi e il cui inizio era stato annunciato lo scorso novembre. E siamo appena a febbraio. Ieri, la commissione consiliare straordinaria di studio sull’ospedale, presieduta da Fabio Di Maia, ha effettuato un sopralluogo nell’ospedale dove ha incontrato il direttore sanitario del presidio, dott.Salvo Calì. I consiglieri hanno chiesto quando la ditta incaricata inizierà questi lavori e il direttore sanitario ha spiegato che, proprio oggi, mercoledì, incontrerà il tecnico della ditta. Al più presto il direttore Calì comunicherà alla commissione consiliare la data di inizio degli interventi. «Abbiamo constatato che il reparto di radiologia sta lavorando a pieno regime – ha commentato Fabio Di Maria – ma, in attesa che vengano compiuti questi lavori di ristrutturazione, il laboratorio di radiologia è stato trasferito in altri locali che potrebbero essere utilizzati per altri scopi. Per questo è importante che i lavori di ristrutturazione inizino al più presto». I consiglieri hanno visitato anche gli ambienti che ospiteranno il reparto di geriatria e sono intenti a reclamare con forza, nella prossima seduta del consiglio comunale, il rientro immediato del punto nascita e della geriatria: «sono reparti giarresi che, temporaneamente, si trovano nel territorio di Acireale» ha ribadito Di Maria. Un ulteriore novità che riguarderà l’ospedale sarà l’introduzione delle strisce all’interno del parcheggio interno del presidio. Il direttore sanitario e l’amministrazione comunale ne avrebbero già discusso. «A nostro avviso può anche essere utile – ha affermato Di Maria – attualmente non c’è vigilanza all’ingresso del presidio e, in pratica, chi arriva entra dentro e parcheggia. Questo causa un parcheggio selvaggio. Tuttavia, a nostro avviso, se si inseriscono stalli delle strisce blu nel parcheggio interno del presidio, altrettante ne devono essere soppresse nel parcheggio all’esterno. Le strisce non vanno aumentate, ma casomai solo spostate».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 25 febbraio 2009)

martedì 24 febbraio 2009

Caccia agli evasori per abbattere la Tarsu

In tre anni il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è aumentato del 30%, ma i cittadini in questi tre anni hanno pagato il 130% in più. E’ quanto è emerso ieri sera durante la riunione tra sindaco e sindacati svoltosi in municipio. Erano presenti, tra gli altri, diversi assessori, il dirigente dell’area finanziaria del comune dott.Letterio Lipari, il dirigente dell’urbanistica, arch.Venerando Russo, l’ing.Giulio Nido della Joniambiente. Numerosi giarresi hanno atteso l’incontro dinanzi al Municipio. Vincenzo Cubito della Cgil, Mario Cocuccio della Cisl e Giuseppe Camarda della Uil hanno esposto le ragioni dei cittadini. Si è discusso delle cause che hanno portato all’aumento. Innanzi tutto l’incremento dei costi di conferimento in discarica: tre anni fa il Comune di Giarre pagava 870.000 euro l’anno, adesso paga 120.000 euro al mese. Notevole l’evasione e l’elusione fiscale(chi non paga per intero tutto quello che dovrebbe), due fenomeni che aggravano sulle spalle dei contribuenti onesti il peso del costo del servizio. L’ing.Giulio Nido ha stimato al 20% l’evasione totale e ipotizzato un 40% di elusione nel 2004. Troppo poche poi le utenze non domestiche (cioè le attività economiche)dichiarate appena 1100 a Giarre, città commerciale, a fronte di 460 utenze non domestiche a Riposto. E poi c’è la quota del servizio coperta con altri fondi comunali: mentre nel 2006 dei 3.200.000 euro di costo del servizio il Comune ne copriva 1.100.000 e il resto era a carico dei cittadini nel 2008 i 4.300.000 euro di servizio sono stati totalmente a carico dei cittadini. Tre gli impegni presi dall’amministrazione: lotta all’evasione e all’elusione fiscale, coinvolgimento dei sindacati nella predisposizione del bilancio di previsione 2009 e nel bilancio sociale e l’abbattimento nel 2009 dell’aumento della tassa sui rifiuti, cioè il Comune si è impegnato a coprire, nuovamente, una parte del costo del servizio con propri fondi.

venerdì 20 febbraio 2009

E se dopo l'emergenza tarsu scoppiasse l'emergenza acqua?


E se dopo l’“emergenza tassa sui rifiuti” nascesse anche il “problema acqua”? Mercoledì a Giarre, durante il sit-in contro l’aumento della tassa sui rifiuti, qualche Cassandra annunciava il rischio di questa nuova “sventura” e l’esigenza di tenere gli occhi aperti. Dopo i disastri causati in Sicilia nel settore rifiuti dagli Ato (Ambito territoriale ottimale), a breve, a un Ato, i 58 Comuni della provincia di Catania dovranno trasferire la gestione del servizio idrico. Anche Giarre dovrà consegnare gli impianti alla Servizi idrici etnei (Sie), società al 51% pubblica e al 49% privata e che per conto dell’Ato idrico Ct 2 gestirà il servizio. Il presidente del Cda della Sie è il presidente della Provincia regionale di Catania, Giuseppe Castiglione. Come spiegano dal municipio in una nota, «al Comune di Giarre, una volta in regime di Ato idrico, spetterà il compito di supervisionare i servizi, mentre la Sie avrà la gestione degli impianti, la manutenzione e la riscossione». Diversi sindaci della zona hanno già manifestato diffidenza verso questo passaggio. E il primo cittadino di Giarre? In una nota, il sindaco Teresa Sodano, si dice «profondamente preoccupata e spera che si possa passare alla gestione dell’Ato idrico senza determinare disagi all’utenza». «Giarre – ha detto - ha dei pozzi di proprietà e per nostro conto ci batteremo per un’equa fornitura. Vogliamo capire soprattutto quali sono i benefici per i cittadini, le garanzie e seguire da vicino tutti i passi procedurali, consapevoli del rischio di essere commissariati, cosi come accaduto per l’Ato rifiuti». La Sodano, nell’avvio della fase operativa dell’Ato idrico, intende rivendicare un ruolo importante per Giarre, quale sede del centro operativo per il coordinamento dei servizi idrici. Intanto, è in corso un dibattito interno all’assemblea dei sindaci del Consorzio di depurazione di Mascali: e il prossimo 3 marzo è previsto un incontro.
(pubblicato su LA SICILIA del 20 febbraio 2009)
Maria Gabriella Leonardi

giovedì 19 febbraio 2009

Centinaia a protestare contro la Tassa sui rifiuti



Per ricordare una protesta come quella di ieri a Giarre dinanzi al municipio, i più anziani dicono che bisogna andare indietro nel tempo di 20, 30 anni. Giarre, che sinora è sempre stata una cittadina “addormentata”, ieri, per la prima volta dopo tanto tempo, ha alzato la voce. Sotto il municipio centinaia di persone hanno partecipato ieri al sit-in organizzato da Cgil, Cisl e Uil contro l’aumento della tassa sui rifiuti urbani(tarsu): lavoratori, casalinghe, pensionati, giovani, ma, soprattutto, com’è stato precisato, “cittadini che pagano le tasse”. Ad uno ad uno i rappresentanti sindacali con un megafono hanno parlato alla folla. «Ci sono pensionati che percepiscono 400 euro al mese – ha dichiarato Vincenzo Cubito della Cgil – che si sono ritrovati a pagare 400 euro di spazzatura: un mese di pensione solo per la tassa sui rifiuti!».«Anche di più» ha urlato qualcuno dalla folla. «I cittadini devono pagare secondo le proprie possibilità e devono pagare tutti» ha poi affermato Mario Cocuccio della Cisl. E Giuseppe Camarda della Uil ha aggiunto:«A bilancio avvenuto non possono arrivare avvisi di pagamento, sono illegittimi. I giarresi sono onesti e vogliono pagare, ma quel che è giusto». Ha poi preso la parola Giusy Milazzo, segretario confederale della Cgil di Catania:«l’anello debole della catena sono i cittadini, arrivano dalle amministrazioni continue richieste di soldi, cartelle illeggibili e senza spiegazioni, non ci sono controlli». Dopodiché i rappresentanti dei sindacati sono saliti a parlare col sindaco. La tensione era tanta e la gente ha chiesto più volte al primo cittadino di affacciarsi:«Sodano vergogna, esci dal palazzo!» urlavano. Ad un certo punto i manifestanti hanno bloccato il traffico in via Callipoli. Per sicurezza i vigili urbani hanno dirottato i veicoli all’altezza di piazza Duomo e del mercato ortofrutticolo. Sono arrivati numerosi carabinieri. Verso mezzogiorno i sindacalisti sono scesi. Hanno ottenuto per lunedì alle 19 un nuovo incontro con il sindaco e i tecnici. Ma la gente non se ne va. Vuole la sospensione degli avvisi di pagamento, vuole vedere il sindaco! Cominciano a prendere la parola alcuni manifestanti. Piano piano le persone se ne vanno. Ma la rabbia è solo rimandata.

Più volte invitata, ha rifiutato di affacciarsi per calmare la folla. Ieri, in un momento difficile come non mai, mentre la gente fuori dal municipio protestava, il sindaco Teresa Sodano ha cercato di spiegare ai sindacalisti come si è giunti all’aumento della tassa sui rifiuti. A partire dai 2 milioni di euro di debito con la ditta Busso - che gestiva in precedenza il servizio - e dal milione di euro di debito con la società che gestisce la discarica. Un pregresso che il Comune si è portato dietro. «Questa amministrazione ha salvato questo che era un Comune fallito – ha detto la Sodano - appena insediati avremmo potuto dichiarare il dissesto: non erano debiti che avevamo fatto noi. Ma la dichiarazione di dissesto avrebbe fatto schizzare al massimo le aliquote delle tasse e messo in mobilità più o meno 100 dei circa 300 dipendenti comunali, a fronte dell’esubero del personale dell’ente». E poi sono aumentati i costi per il conferimento in discarica e sono stati stipulati nuovi contratti con i lavoratori. La Sodano ha ribadito che non può sospendere le bollette recapitate ai cittadini. Possibile invece pianificare interventi che serviranno per alleggerire, in futuro, la tassa sui rifiuti. I sindacati stanno valutando se è possibile impugnare gli atti che hanno determinato l’aumento della tassa. Nei prossimi giorni predisporranno dei moduli attraverso cui chi lo vorrà potrà contestare la propria bolletta.
(pubblicato su LA SICILIA del 19 febbraio 2009)
Maria Gabriella Leonardi

martedì 17 febbraio 2009

Monta la protesta contro l'aumento della Tarsu

Si allarga il fronte di protesta contro l’aumento della tassa dei rifiuti urbani. Domani alle 9,30 Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al municipio. I sindacati invitano i cittadini a non pagare la prima rata della Tarsu per protesta contro amministrazione comunale e Ato. Inoltre, chiedono al Comune un incontro per discutere su alcune proposte: passaggio al regime Tia, rimodulazione della tariffa e ampliamento della raccolta differenziata. «Gli aumenti sono ingiustificati – spiega una nota- e trovano spiegazione nell’assoluta inefficienza dell’Ato competente che scarica le proprie incapacità sui cittadini». Respinge le accuse il presidente dell’Ato Joniambiente Mario Zappia:«L’affermazione che gli aumenti sono frutto dell’inefficienza dell’Ato – dichiara - oltre a essere gratuita, dimostra la scarsa conoscenza della gestione della Joniambiente. Un tempo i Comuni compartecipavano al costo del servizio di raccolta dei rifiuti facendo pagare ai cittadini solo una piccola parte. Adesso questo non è più possibile, ma i Comuni che hanno raccolto il nostro invito a diluire negli anni gli aumenti non hanno ricevuto proteste». «Pur considerando la grave crisi economica – afferma il Sindaco Teresa Sodano - è opportuno ribadire che l’aumento della Tarsu è stato disposto a novembre 2008, dopo avere appreso dalla Joniambiente l’ammontare del costo del servizio per il 2008. Non sussisteva, a tal punto, altra possibilità se non l’incremento della tassa. In caso contrario si sarebbe seriamente rischiato il dissesto finanziario. Non è ora possibile l’introduzione della Tia, in quanto dal 2007 la Finanziaria vieta ai Comuni il passaggio dalla Tarsu alla Tia, nelle more dell’attuazione di un nuovo regime di prelievo fiscale. L’Amministrazione è disponibile ad aprire un tavolo con le rappresentanze sindacali. Come sindaco ritengo doveroso ricordare ai cittadini che l’eventuale mancato pagamento della Tarsu determinerebbe, come avvenuto di recente per altri Ato, conseguenze negative sul normale espletamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICLIA il 17 febbraio 2009)

venerdì 13 febbraio 2009

Aumenta la dispersione scolastica negli istituti superiori di Giarre e Riposto


E’ in aumento la dispersione scolastica negli istituti superiori di Giarre e Riposto, lo evidenziano i dati dell’Ufficio scolastico provinciale. Il concetto di “dispersione scolastica” comprende l’abbandono, l’evasione e la frequenza scolastica saltuaria. Se nelle scuole primarie di Giarre e Riposto la dispersione non esiste, nelle secondarie di I grado, invece, nell’anno scolastico 2006-07 lo 0,63% degli alunni (pari a 10 alunni) si è iscritto ma non è arrivato agli scrutini. Il dato più preoccupante è nelle scuole secondarie ove nel 2006/07 il 2,42% degli alunni iscritti non è stato scrutinato: nell’anno scolastico 2005/06 121 alunni avevano abbandonato la scuola, nel 2006/07 sono stati 141. E poi c’è anche la dispersione sommersa, cioè quei ragazzi che continuano ad andare a scuola ma con un rendimento basso. Per arginare il fenomeno l’Ufficio scolastico provinciale appronta una serie di iniziative, come ha spiegato la dott.Rosita D’Orsi, referente per la dispersione scolastica:«stiamo cercando di realizzare delle azioni di formazione che possano sostenere gli insegnanti in una didattica più adeguata a quelle che sono le inclinazioni, motivazioni e aspettative degli alunni». «La dispersione alle superiori diventa sempre più preoccupante, tra i ragazzi c’è molta demotivazione» ha confermato la prof.Lucia Gallina, docente utilizzata presso l’Usp per la prevenzione della dispersione e la promozione del successo formativo nella rete interistuzionale degli istituti superiori di Giarre e Acireale.«Stiamo mettendo a punto un progetto sull’orientamento scolastico -aggiunge - per consentire ai ragazzini di scuola secondaria di I grado un passaggio più consapevole alle scuola superiore: gli istituti superiori di Giarre e di Riposto hanno attivato dei laboratori che saranno frequentati dagli alunni di II media». Altre iniziative sono in cantiere. Per le elementari e medie, tra le varie attività, è stato predisposto il progetto “Non perdiamo il tempo” che coinvolge i circoli didattici e gli istituti comprensivi di Giarre e Riposto. Il prof.Salvatore Prestigiovanni referente per l’osservatorio intergrato d’area di Giarre-Riposto spiega: «il progetto è in fase di stesura e mira a coinvolgere maggiormente nelle discipline scolastiche, attraverso la musica, i ragazzini a rischio di dispersione».
(pubblicato su LA SICILIA del 13 febbraio 2009)
Maria Gabriella Leonardi

giovedì 12 febbraio 2009

Ospedale di Giarre: potenziato il laboratorio di analisi

Da questo mese nell’ospedale “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro” è stato potenziato il laboratorio di analisi con l’istituzione della guardia attiva notturna e festiva. In pratica c’è sempre in servizio un’unità di personale pronta ad eseguire gli esami. La notizia è confermata dal direttore sanitario del presidio ospedaliero, dott.Salvo Calì, che aggiunge:«per rispondere al meglio alle urgenze/emergenze abbiamo anche chiesto l’ampliamento del personale medico del pronto soccorso». Una buona notizia, dunque, per il presidio giarrese che mantiene questo proprio laboratorio di analisi anche nell’ambito piano regionale di riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche di diagnostica e laboratorio, disposto nel decreto n°62 del 16 gennaio 2009 dell’assessore regionale alla sanità Massimo Russo. Il piano indica i “punto prelievi” (ove possono essere effettuati solo prelievi e non analisi) e individua tre livelli di laboratori: quelli di base, i complessi e gli specialistici. Il laboratorio di analisi del presidio ospedaliero di Acireale, secondo quanto disposto dal decreto, diventerebbe solo punto prelievi: ospedale e distretto acese dovrebbero fare riferimento all’azienda ospedaliera “Cannizzaro”. Perplesso in proposito il direttore Calì che afferma:«Non mi sembra possibile che un presidio ospedaliero possa venire privato della diagnostica di laboratorio almeno sino a quando vi insiste un pronto soccorso e il ricovero di pazienti acuti. Ancor meno ad Acireale ove esiste l’unità operativa di rianimazione». I due ospedali di Acireale e Giarre sono strettamente legati in vario modo: ad esempio è in corso l’iter per il trasferimento dell’u.o.c. di geriatria da Acireale a Giarre. Per quanto riguarda il punto nascita, invece, secondo quanto previsto dal decreto n°3473 del 22 dicembre 2008 dell’assessore regionale alla sanità, dovrebbero essere disattivati i punti nascita con meno di 400 parti l’anno: nel 2008 ad Acireale ci sono stati circa 400 parti, a Giarre poco più di 300.«Le indicazioni regionali sono in linea con quelle nazionali – afferma il dott.Calì- in base ad esse è evidente che la nostra azienda dovrà rimodulare i punti nascita. Tra Giarre e Acireale potrà essercene uno solo che, sfruttando sinergicamente le potenzialità dei due presidi, potrebbe superare gli 800 parti l’anno».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 12 febbario 2009)

lunedì 9 febbraio 2009

Tassa sui rifiuti solidi urbani esorbitante: guerra di cifre tra Comune e Joniambiente

Stanno arrivando ai giarresi le esorbitanti bollette della tassa dei rifiuti solidi urbani ed è subito polemica. Giovedì gli uffici finanziari del Comune sono stati presi d’assalto da numerosi cittadini e sono dovuti intervenire i vigili urbani. Tempestata di telefonate anche la delegazione zonale di Confoconsumatori la cui responsabile, dott. Agata Cardillo, assicura: «Esamineremo gli atti adottati, di cui abbiamo richiesto copia, e daremo un giudizio sul merito». Dal Comune, in una nota, il sindaco Teresa Sodano spiega: «Le bollette della tassa rifiuti contengono l’aumento tariffario del 2008, determinato dalla maggiorazione del costo del servizio dell’anno 2008, adottato dalla società d’ambito Joniambiente che, da tre anni, gestisce il servizio. La lievitazione dei costi è da imputare da un lato all’aumento delle spese sostenute dalla Joniambiente per il conferimento dei rifiuti in discarica (120 mila euro mensili); dall'altro, alla maggiorazione dei costi del personale degli operatori ecologici. La Joniambiente, nell’ultimo triennio, ha presentato al Comune di Giarre un consuntivo passato da 2,5 milioni di euro a 4,3 milioni di euro. Nel 2006, l'amministrazione per evitare un aggravio ai cittadini ha impegnato 700mila euro, derivanti dalla vendita di due capannoni della zona artigianale. Inoltre, dal 2003 al 2006, questa amministrazione non ha aumentato la tassa sui rifiuti, pur essendo passato il servizio gestionale alla Joniambiente». L’assessore alle finanze, Rosario Bella, aggiunge: «Comprendo il disagio dei miei concittadini e mi auguro che maggiori controlli sulla gestione del servizio possano portare alla revisione di quanto dall’Ato richiesto». Ma dalla Joniambiente il presidente Mario Zappia replica: «L’aumento delle spese sostenute dall’Ato non deriva dalla gestione amministrativa e contabile della Joniambiente, che è sempre stata e rimane parsimoniosa ed in proiezione meno onerosa rispetto alla somma dei costi che avrebbero dovuto sostenere autonomamente i 14 Comuni. Lo dimostra il fatto che le previsioni di uscita del Comune di Giarre nel 2004 erano di 3.279.266,83 euro, così come dichiarato dallo stesso Comune. Nel 2006 a consuntivo abbiamo chiesto 3.178.099 euro e nel 2007, nonostante gli aumenti, appena 3.822.196. Il consuntivo del 2008 ancora deve essere calcolato. Gli aumenti indicati nel triennio quindi non sono esatti e comunque non così eccessivi se consideriamo che il Comune di Giarre ha imposto un numero di lavoratori esorbitante rispetto al necessario e che i costi del conferimento in discarica sono stati aumentati in tutta la Sicilia dall’Agenzia regionale dei rifiuti. Giarre poi, non avendo versato nei tempi le quote dovute, nonostante abbia incassato la Tarsu dai cittadini, oggi è costretta a versare gli interessi su un debito complessivo di circa 5 milioni di euro. Di questo la Joniambiente non ha responsabilità. Infin,e per ogni tipo di controllo sulla gestione del servizio, gli uffici della Joniambiente sono sempre stati a disposizione di tutti ed in particolare dei sindaci che costituiscono l’assemblea di questa Società».
(Pubblicato su LA SICILIA dell'8 febbraio 2009)

Maria Gabriella Leonardi

giovedì 5 febbraio 2009

Abusivi e legittimi assegnatari in aula

Un consiglio comunale incandescente quello di martedì: una cinquantina circa di persone tra occupanti abusivi delle case popolari di via Romagna, legittimi assegnatari, bambini e anziani si sono recati nell’aula consiliare per seguire la seduta. L’attenzione era tutta per la mozione del consigliere Orazio Scuderi sugli alloggi popolari, riguardante i “provvedimenti intrapresi dal Comune a seguito della sentenza del TAR”, cioè il mancato sgombero degli alloggi occupati abusivamente. Dopo ritardi e rinvii è iniziata una seduta lampo ove sono stati votati all’unanimità due punti: il piano di lottizzazione “Comparto Mediterraneo” (con soddisfazione dell’assessore all’urbanistica Piero Mangano che ha ringraziato il consiglio «per un voto che ha messo fine ad una serie di contenziosi») e il riconoscimento per l’operato del luogotenente Elio Marrone. Dopodiché, il presidente del consiglio Musumeci ha annunciato che la successiva mozione sarebbe stata discussa delle commissioni IV e V e che la seduta era aggiornata al 13 febbraio. Il rinvio era già programmato ma al pubblico è parso una fuga, per questo ha iniziato ad applaudire urlando ai consiglieri «buffoni!». «Secondo noi è stato violato il principio della pubblicità del consiglio comunale» ha affermato l’avv.Elena Pulvirenti, legale degli occupanti abusivi che ha promesso: «il 13 febbraio saremo di nuovo qui». Tante le ragioni dei presenti. Clemetina Farani, legittima assegnataria dell’alloggio in cui vive, sugli abusivi dice:«Non chiamateli “abusivi” ma affittuari perché pagano l’affitto! I legittimi assegnatari avevano rifiutato le case: loro le hanno sistemate e dopo 3 anni che ci vivevano gli assegnatari le hanno rivolute» e aggiunge «abbiamo pagato la registrazione, l’anticipo dell’affitto e viviamo in case senza abitabilità, ascensore, gas, numero civico, con la fossa settica che non funziona: noi ci sentiamo abusivi! Non daremo soldi all’Iacp fin quando non sarà tutto a posto». Sebastiano Cavallaro, occupante illegittimo, ha detto:«mi hanno mandato gli assistenti sociali per vedere se davvero avevo bisogno di una casa. Hanno constatato la situazione, fatto una graduatoria ma il Comune l’ha nascosta». Dal Comune, il Sindaco, in una nota, risponde:«Del rapporto redatto dai servizi sociali è scaturito un elenco informale di casi limite e cioè di nuclei familiari in gravi difficoltà per i quali l’amministrazione, nel caso in cui avesse avuto a disposizione un alloggio, si sarebbe adoperata per garantire un tetto. E’ ovvio che, nel caso di famiglie, seppure in difficoltà, che occupano arbitrariamente immobili già assegnati a legittimi inquilini, in possesso dei requisiti previsti dal bando, l’amministrazione comunale, nel rispetto della Legge, ha l’obbligo di garantire a questi ultimi la regolare consegna dell’alloggio. Si sottolinea, infine, che è destituita di fondamento l’accusa secondo la quale la relazione dei servizi sociali sia stata nascosta». Per il presidente del consiglio comunale Raffaele Musumeci:«il problema degli abusivi afferisce all’assessore all’Erp Pippo Donzello per la sua delega, e non al consiglio». L’assessore Donzello attende la sentenza definita del Cga prevista per il 19 febbraio.«In ogni caso – ha detto - rimango in attesa dell’atto di indirizzo del consiglio comunale riguardo la linea che si intende seguire: sgombero coatto o concertazione, quindi mi adeguerò a quelle che saranno gli indirizzi della maggioranza consiliare».
Maria Gabriella Leonardi

lunedì 2 febbraio 2009

Il ripiano de debito. Intervista all'assessore alle finanze Bella

Il Comune di Giarre ci riprova e il prossimo 27 febbraio esperirà una nuova gara per la vendita dei quattro capannoni rimasti invenduti nella zona artigianale di Trepunti. Il 6 marzo sarà esperita, invece, un’altra gara per la vendita dei sei terreni invenduti nell’asta dello scorso dicembre. «Vendiamo solo per ripianare il disavanzo», afferma l’assessore alle risorse economiche, finanze, patrimonio e bilancio Saro Bella, che aggiunge: «Al momento bisogna ripianare il disavanzo del 2006 di circa 600mila euro. Inoltre, la vendita dei terreni è un’opera di bonifica del territorio: questi terreni, inutilizzati all’interno di piani di lottizzazione, sono spesso ricettacolo di rifiuti e vendendoli evitiamo addirittura che qualcuno se ne appropri con insediamenti abusivi».
- Per presentare le offerte stavolta è stato concesso un maggiore lasso di tempo.
«E’ proprio così. Forse per gli acquirenti la precedente tempistica era troppo breve per ottenere fideiussioni e prestiti dalle banche».
- E’ necessario tuttavia evitare che si creino debiti…
«Non si può accusare quest’amministrazione di fare spese voluttuarie. I debiti spesso non attengono a modalità di spesa ma a maggiori oneri derivanti da espropri di terreni o a interessi maturati su crediti contestati e poi definiti con sentenza».
- Altre iniziative permetterebbero al Comune di risparmiare, ad esempio riducendo gli affitti.
«Abbiamo già deciso di trasferire tutti gli uffici comunali nell’immobile di viale Federico II di Svevia: il Comune cambiarà la destinazione d’uso e adeguerà l’immobile. Appena daremo un assetto più sereno alle finanze, procederemo in tal senso. Speriamo di farcela entro il 2010».
- Un altro risparmio potrebbe essere l’istituzione dell’ufficio legale:le spese legali del 2007 ammontano a 700mila euro.
«L’amministrazione da sempre vi ha pensato. Il recente atto d’indirizzo votato dal consiglio comunale significa che ci si vuole muovere in tale direzione».
- E la lotta all’evasione?
«E’ allo studio il miglioramento delle entrate. Saranno gli uffici finanziari ad avanzare proposte che l’amministrazione valuterà».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su La Sicilia del 29 gennaio 2009)