giovedì 30 ottobre 2008

Uniti per la sicurezza

Firmato ieri, nel salone degli specchi del Municipio, il protocollo di intesa per la sicurezza e lo sviluppo economico del territorio, attraverso cui Giarre (Comune capofila), in associazione con i Comuni di Riposto e Mascali, parteciperà al Programma Operativo Nazionale "Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia". La misura scelta dall’amministrazione giarrese e contenuta nel Pon è denominata “Obiettivo operativo 1.1.”. L’accordo è stato siglato tra il Comune di Giarre e i Comuni di Mascali e Riposto, la compagnia dei Carabinieri di Giarre, i comandi della Polizia municipale di Giarre, Mascali e Riposto, le istituzioni scolastiche e varie associazioni.
E’ la prima volta che in questa zona nasce un’intesa simile. Giarre, Riposto e Mascali, con la stessa vocazione economica e turistica, hanno visto aumentare, negli ultimi tre anni, i furti d’auto, gli scippi, le rapine e il racket. Per contrastare il proliferare di tali reati il progetto, intitolato “Sicurezza per lo sviluppo economico e la qualità della vita”, prevede l’individuazione in ogni Comune di aree pubbliche di interesse imprenditoriale e turistico ove saranno installate video camere collegate alla Compagnia dei Carabinieri di Giarre, alle Polizie municipali dei tre comuni e alla Guardia di Finanza di Riposto. Sarà così garantita una sorveglianza 24 ore su 24 e le forze dell’ordine, in caso di reato, potranno intervenire tempestivamente e con precisione. Oltre al potenziamento di tipo tecnologico è previsto il miglioramento del coordinamento tra Carabinieri, Polizia Municipale e altre agenzie di controllo del territorio. Se il progetto sarà finanziato, in futuro sarà possibile estendere le aree video-sorvegliate. I firmatari costituiranno un comitato tecnico di valutazione del progetto. Si riuniranno, per tre anni, due volte l’anno per monitorare gli effetti del progetto, organizzare iniziative di sensibilizzazione e far conoscere i risultati raggiunti.
«Il problema della sicurezza è molto sentito – ha sottolineato il Sindaco di Giarre Teresa Sodano – lo dimostra l’adesione unanime al protocollo delle associazioni di categoria e delle istituzioni scolastiche». «Il progetto ha un carattere tecnologico e migliorerà il controllo del territorio» ha spiegato il comandante della compagnia dei Carabinieri di Giarre, Saverio Lombardi. «E’ un progetto molto importante a cui abbiamo aderito subito» ha confermato il Sindaco di Mascali, Filippo Monforte. «Il nostro interesse è creare uno scudo a difesa del territorio- ha dichiarato il Sindaco di Riposto Carmelo Spitaleri - e per farlo è fondamentale lavorare in sinergia».

Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 30 ottobre 2008)

venerdì 24 ottobre 2008

Un giarrese a Brisbane

Gli australiani amano da più di cinquant’anni i prodotti siciliani anche grazie a un giarrese, Luigi Monforte, uno dei più grossi importatori di prodotti siciliani a Brisbane e in tutta l’Australia, insignito nel 2006, dal Governo italiano, del titolo di Cavaliere del Lavoro. Monforte, è nato a Randazzo e la sua famiglia si trasferì a Giarre quando lui era piccolo. Sei figli, il papà noto mediatore a Giarre, la mamma casalinga. Nel 1952, a 27 anni, Monforte è partito per l’Australia, senza conoscere l’inglese, iniziando a lavorare come tagliatore in una piantagione di canne da zucchero. Ogni anno torna in quella Sicilia che ama tanto. Lo incontriamo a casa di parenti, a Macchia di Giarre. Le sue parole hanno l’accento inglese, ma lui non ha scordato il siciliano.
- Come ha iniziato la sua attività?
- Nel 1957 ho messo su un negozietto di generi alimentari, mai visto in Australia, con formaggi, salumi e prodotti importati dalla Sicilia. A quei tempi non conoscevano la pasta asciutta, non c’erano negozi di caffè, ristoranti… E’ stato un lavoro duro. Negli ultimi 32 anni, ogni anno sono tornato qui per selezionare la merce. La mia azienda, con 120 lavoratori, distribuisce i prodotti importati in un’area che si estende per 2500 km. Dallo scorso luglio lavoro come sono consulente in materia di esportazioni per aziende cinesi, di Hong Kong e di altri stati.
- Quali prodotti siciliani piacciono di più agli australiani?
- Tutti, la cucina anglosassone è pessima. Noi importatori abbiamo parecchio reclamizzato la dieta mediterranea.
- Come vede l’economia siciliana?
- La Sicilia è stata gestita male, se fosse gestita bene potrebbe diventare una piccola California.
- E’ in stretto contatto con i siciliani?
- Ho tanti amici, come l’onorevole Fatuzzo; ma anche giarresi, conosco bene la sindachessa e un anno fa ho perso un carissimo amico, l’onorevole Russo.
- Cosa augura alla Sicilia?
- Che sappia gestire meglio i propri interessi. La burocrazia italiana fa rabbrividire rispetto a quella australiana. Ma i siciliani hanno le capacità, sanno risorgere, sanno creare.
Maria Gabriella Leonardi

domenica 19 ottobre 2008

I Sindacati dicono la loro su Giarre

Giarre che da sempre è stato considerato il Comune capofila del distretto, rischia di diventare un centro privo di identità ed incapace di essere la guida del territorio.
Lo stato di crisi in cui versano i settori portanti dell’economia giarrese, l’agricoltura, il commercio, l’industria, l’artigianato, il terziario, e la precarietà dei lavoratori di questi comparti, impongono una seria riflessione sulla gestione della città negli ultimi anni che è stata, a nostro parere, inadeguata al ruolo ed alla tradizione politico-amministrativa che Giarre ha sempre avuto.
- I Servizi che prima erano un fiore all’occhiello stanno sempre più scomparendo dal territorio;
- La difesa dei servizi sanitari, compreso l’ospedale, è stata condotta in maniera dilettantesca e subalterna alle decisioni che altri prendevano nei luoghi decisionali a più alti livelli politici ed istituzionali favoriti anche dall’assenza di proposte credibili ed alternative;
- Il Territorio è abbandonato a se stesso e l’arredo urbano è caratterizzato dalla presenza sempre più invadente di discariche e cartelloni pubblicitari.
- Lo stesso strumento urbanistico di cui si è dotato il comune non risponde alle esigenze di razionalizzazione del territorio e di salvaguardia di risorse territoriali importanti come le aree agricole con la loro particolarità orografica. Nessuna iniziativa è stata intrapresa per arrivare ad uno strumento urbanistico condiviso con i Comuni limitrofi;
- La città, inoltre, offre ampi spazi per l’illegalità diffusa determinando anche per questo un scarsa qualità della vita.
La città di fronte a questi problemi appare quasi rassegnata al declino, e pare assecondare la modestia della classe politica e dirigenziale che ci ha guidato e continua farlo tuttora.
Noi riteniamo che Giarre ha le potenzialità intellettuali, politiche ed economiche per avere uno scatto d’orgoglio, per reagire al torpore a cui ci hanno assuefatto. E’necessario ritrovare la propria identità aprendo un dibattito nella città che sia in grado di analizzare e guardare ai problemi e alle loro soluzioni coinvolgendo società civile, associazioni e la classe dirigente politica ed intellettuale sana e disinteressata che ha scelto di mettersi da parte.
Ai partiti chiediamo di evitare la politica clientelare e li invitiamo ad un confronto libero da pregiudizi che guardi solo ed esclusivamente ai bisogni dei cittadini, alla crescita civile, alla vivibilità ed alle prospettive di sviluppo economico e del lavoro.
Giarre 18 ottobre 2008

Salvatore Cubito CGIL,Mario Cocuccio CISL,Giuseppe Camarda UIL
(pubblicata una sintesi della lettera su LA SICILIA del 19 ottobre)

sabato 18 ottobre 2008

I volontari Avulss:"C'è allarme si teme la chiusura dell'ospedale"

«I pazienti e i loro familiari hanno paura che venga chiuso l’ospedale di Giarre, per loro è un conforto. In questi giorni parlano solo di questo». A testimoniare quanto la popolazione di Giarre e dei comuni del circondario reputi importante l’ospedale “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro” sono i volontari dell’Avulss, Associazione per il volontariato nelle unità locali dei servizi socio-sanitari. A Giarre questa associazione esiste da cinque anni e ha sede nel palazzo delle culture. Le sue finalità sono promuovere, sostenere e attuare il volontariato socio-sanitario inteso come servizio offerto alla persona in difficoltà. Gli iscritti sono circa una sessantina e il presidente è Valeria Ferro. I volontari operano nell’ospedale, nelle case di riposo e collaborano con l’assessorato comunale alle politiche sociali. Da qualche mese, i volontari dell’Avulss sono presenti anche nel pronto soccorso del presidio giarrese e confermano quanto sia intensa l’attività dell’ospedale nel periodo estivo, quando vi si rivolgono persone che trascorrono le vacanze nella zona e anziani soli. «C’è carenza di personale nel pronto soccorso come negli altri reparti – affermano i volontari – ma il personale che c’è si fa in quattro per fare funzionare al meglio i servizi, nonostante l’incertezza sul futuro non dia serenità a chi lavora». Riguardo la manifestazione generale in difesa dell’ospedale che si terrà sabato 8 novembre e che nei giorni scorsi è stata decisa dal comitato dei Sindaci del distretto sanitario di Giarre, i volontari dell’Avulss affermano: «Aderiremo sicuramente perché ne vediamo la necessità».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 18 ottobre 2008)

giovedì 16 ottobre 2008

I presidenti dei consigli in difesa dell'Ospedale

I presidenti dei civici consessi dei Comuni del distretto di Giarre hanno deciso di sostenere la manifestazione dell’8 novembre in difesa dell’ospedale “S.Giovanni di Dio e S.Isidoro” organizzata della Conferenza dei Sindaci. Martedì, nell’aula consiliare di Riposto si sono riuniti i Presidenti dei consigli Comunali di Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Milo, Piedimonte Etneo e Sant’Alfio. Nei prossimi giorni è prevista una riunione organizzativa, convocata dal Sindaco di Giarre, comune capofila, tra la Conferenza dei Sindaci ed il Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Comunali per organizzare la manifestazione dell’8 novembre. I Presidenti dei Consigli Comunali auspicano la possibilità di aprire un tavolo di concertazione a tutela della salute degli utenti del distretto e intendono sottoscrivere un protocollo d’intesa con cui si impegnano a collaborare per la soluzione di particolari problematiche di interesse comunale e sovracomunale. Il presidente del consiglio comunale di Giarre, Raffaele Musumeci, in una lunga lettera sottolinea: «Il Direttore Generale dell'ASL 3 può proporre ogni soluzione per raggiungere i suoi obiettivi strategici di mandato, ma per scongiurare il rischio di strumentalizzazioni e polemiche inutili ha il sacrosanto dovere di condividere con le forze sociali, culturali e politiche cittadine ogni scelta amministrativa che possa anche solo potenzialmente ledere e pregiudicare il diritto alla salute della popolazione di questo territorio. Senza questa concertazione preventiva è lecito contestare e contrastare le scelte imposte alla popolazione con tutti i mezzi a disposizione dei cittadini».
(pubblicato su La SICILIA del 16 ottobre)

Manifestazione in difesa dell'ospedale l'8 novembre

Sabato 8 novembre si scenderà tutti in piazza in difesa dell’Ospedale “S.Isidoro e S.Giovanni di Dio” di Giarre. A deciderlo, ieri mattina, il Comitato dei Sindaci del distretto sanitario di Giarre, a conclusione di un vertice svoltosi nel Municipio. Come si apprende in una nota, alla riunione hanno preso parte il sindaco di Giarre, Teresa Sodano, con gli assessori Giovanni Finocchiaro e Giuseppe Mangano, il sindaco di Milo, Giuseppe Messina, di Mascali, Filippo Monforte, di Piedimonte Etneo, Giuseppe Pidoto, di Castiglione di Sicilia, Claudio Scale, di Riposto, Carmelo Spitaleri, l’assessore ai Servizio sociali di S.Alfio, Nunzia Scilio e il direttore sanitario del p.o., dott.Salvo Calì. Alla manifestazione saranno coinvolte le scuole del territorio e i cittadini dei 10 Comuni del distretto: i Sindaci confidano in una partecipazione di massa. L’obiettivo è mantenere attiva nell’ospedale l’area chirurgica. «Pur comprendendo le ragioni di un Piano di rientro – ha affermato il Sindaco Sodano - una struttura come quella di Giarre, che serve un distretto di oltre 120 mila utenti, non può essere penalizzata diventando un ospedale di area medica, dimenticando, oltretutto, la sua posizione strategica.». Il ricorso ad una manifestazione generale arriva dopo i vani tentativi di trovare delle soluzioni con gli interlocutori regionali. I sindaci del distretto, in attesa di informare istituzionalmente la Prefettura e gli altri Organi sulla manifestazione dell’8 novembre, prepareranno un progetto operativo comune, nel quale si ribadirà il mantenimento delle specialità del comparto chirurgico e medico.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA il 14 ottobre)

venerdì 10 ottobre 2008

Un comitato pro ospedale

Sul destino dell’ospedale di Giarre interviene il Tribunale per i diritti del malato che, attraverso il suo coordinatore, Giuseppe Patanè, dichiara:«Il TDM della zona di Giarre si trova in perfetta sintonia con quanto espresso dal presidente del consiglio comunale di Giarre, Raffaele Musumeci. I cittadini di questa zona pedemontana non vogliono essere serie B, distanti per diversi aspetti dalla zona metropolitana di Catania dove sono concentrate tutte le eccellenze ospedaliere e le cliniche private e sovvenzionate con denaro pubblico». Patanè fa riferimento all’incontro svoltosi martedì all’ospedale, quanto i presidenti dei 10 consigli comunali del distretto, tramite il sindaco del Comune di Piedimonte Etneo, hanno consegnato al direttore sanitario dell’ospedale di Giarre, dott. Salvo Calì, le deliberazioni di tutti i consigli comunali sulla proposta avanzata da Musumeci. Patanè sottolinea:«Purtroppo all’evento mancavano i veri attori, 9 sindaci su 10 dei comuni interessati (alcuni erano rappresentati da sostituti) e il Direttore Generale dell’Az.USL3 di Catania. E questo fa rabbia in un momento così delicato». Patanè quindi propone: «E’ giunto il momento di far nascere un movimento spontaneo “pro ospedale”, con la partecipazione di tutti i cittadini del Distretto Sanitario, che coinvolga tutti i partiti politici, i sindacati, le associazioni e tutti i sindaci dei comuni interessati per la salvaguardia della nostra salute, di quella dei nostri familiari e dei cittadini in genere».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA il 10 ottobre 2008)

Una parco da valorizzare

Trepunti detiene il maggior numero di opere incompiute giarresi: la piscina, il centro polifunzionale, il parco regionale e il parco dei fiori. Opere che periodicamente rimbalzano agli onori della cronaca, senza che però nulla cambi. Ieri la IVªcommissione consiliare permanente, presieduta dal dott.Angelo Spina, ha effettuato un sopralluogo nel parco di Trepunti, opera di proprietà dell’assessorato alla presidenza della Regione Siciliana, realizzata negli anni ’80. Vi si trovano una pista di automodellismo, un anfiteatro di modeste dimensioni, due campi da tennis e i servizi igienici. Ma da anni è solo una rinomata discarica di rifiuti. In qualche aiuola vi sono coltivate zucchine. «E’ rischioso entravi per la presenza di eternit, vetro e rifiuti di tutti i tipi– ha sottolineato il giovane vice-presidente del consiglio Nunzio Musumeci – eppure adulti e bambini vi accedono». Per l’assessore alle finanze, Saro Bella:«Più che recuperare quest’opera il Comune potrebbe farsela cedere dalla Regione per inserirla come bene patrimoniale alienabile». Sulla possibilità di concederla in gestione a privati ne è nato un dibattito. L’idea piace al consigliere Josè Sorbello e al consigliere Salvo Zappalà: «L’associazione sportiva “Club Etna” di Giarre- ha affermato Zappalà – anni fa si era proposta per avere l’area in gestione ed è tutt’ora interessata». L’assessore alle incompiute Piero Mangano si è detto disponibile a valutare l’affidamento dell’opera ad associazioni, purchè siano serie. Intanto, il presidente della commissione Spina annuncia l’invio di lettere ai dirigenti dell’Utc e dell’area patrimonio del Comune per conoscere a chi compete il parco e le possibili iniziative da intraprendere.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA giovedì 9 ottobre)

mercoledì 1 ottobre 2008

Parco Jungo: ludoteca da rilanciare

Un’importante struttura da valorizzare, soprattutto perché a servizio dei bambini. E per i più piccoli ci vuole sempre il massimo. E’ la Ludoteca del parco Jungo di corso Europa ove, ieri pomeriggio, ha effettuato un sopralluogo la IV commissione consiliare che tra le competenze annovera anche i problemi della gioventù e la solidarietà sociale. A presiederla Angelo Spina.
Sono una trentina circa i bambini del quartiere Jungo che ogni pomeriggio frequentano la Ludoteca. Qui svolgono attività di animazione, giochi ma anche sostegno scolastico. D’estate i bambini aumentano di numero, arrivando a diventare anche cinquanta. A seguirli c’è una responsabile del Comune e due animatori di una cooperativa. Ieri, insieme al presidente Angelo Spina, hanno visitato la struttura i consiglieri Salvo Camarda, Fabio Di Maria, Mario Marano, Tania Spitaleri, Santo Vitale e Salvo Zappalà. Con loro anche l’assessore Giuseppe Mangano e il capo–servizio delle attività sociali del Comune, dott.Anna Vasta. La commissione ha espresso apprezzamento per l’attività svolta con tanto impegno dal personale e ha preso atto della condizione dei locali che, con una modica cifra, potrebbero essere sistemati. E’ necessario sostituire dei vetri rotti, le porte, sistemare i bagni, rinfrescare le mura. All’esterno è necessario migliorare la pavimentazione, ripristinare i giochi guasti e acquistarne di nuovi.«Soprattutto per l’inverno è necessario sistemare l’impianto di illuminazione» ha sottolineato il consigliere Zappalà. «Con una spesa minima la struttura potrebbe essere potenziata» ha aggiunto il consigliere Camarda. «Manderemo delle lettere agli organi di competenza, sia dirigenti che assessori, al fine di chiedere un intervento – ha concluso il presidente Spina che ha aggiunto – abbiamo anche visitato il parco e abbiamo constatato che l’illuminazione in alcuni punti è carente, alcune plafoniere sono rotte e occorre sistemare anche i bagni». L’assessore Giuseppe Mangano, presente al sopralluogo, ha affermato:«Riporterò in giunta che questa ludoteca ha bisogno di manutenzione straordinaria e riferirò ai colleghi di competenza la situazione riscontrata dalla IV commissione».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA dell'1 ottobre 2008)