sabato 31 maggio 2008

Squadre antincendi e più prevenzione


Dai primi giorni di giugno nel distaccamento di Giarre del Corpo forestale, come ogni anno, entreranno in attività le squadre antincendio. Nel 2007, anche la fascia jonico-etnea, come è accaduto altrove in Italia, è stata particolarmente colpita dagli incendi e i primi episodi di quest'anno, già a maggio, non fanno ben sperare.
La giurisdizione del distaccamento forestale di Giarre comprende i comuni di Acireale, Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo e Calatabiano. «Il nostro territorio - spiega il commissario Alfio Coco - sarà monitorato da tre vedette per l'avvistamento degli incendi: una da Fornazzo, una dal Citelli e la terza dal campo di volo di Calatabiano. In genere, quest'ultima era dislocata nel porto di Riposto, ma quest'anno per i lavori in corso nel molo è stata trasferita».
Le squadre antincendio saranno in servizio sino a ottobre: saranno due e garantiranno la copertura per 18 ore al giorno; le restanti 6 ore (quelle notturne durante le quali gli incendi sono rari) saranno coperte dal distaccamento di Zaffarana Etnea. Chiunque avvisti un incendio può segnalarlo al 1515. Risponderà la centrale operativa di Palermo che dirotterà la chiamata al distaccamento più vicino.
Sul fronte della prevenzione, finalmente, dopo anni, i Comuni hanno avviato le procedure per il catasto dei terreni, anche se, al momento, solo Calatabiano ha ultimato l'iter. Il catasto dei terreni bruciati permette di rilevare i perimetri delle aree bruciate su cui sarà vietato per anni edificare, pascolare e cacciare: i motivi per cui vengono, di solito, appiccati gli incendi. Le zone più incendiate, l'anno scorso, sono state a Mascali, Scorciavacca e Calatabiano.
I sindaci a maggio hanno emanato le ordinanze in cui si intima ai proprietari di provvedere alla rimozione di rovi, sterpaglie e tutto ciò che può veicolare un incendio, oltre che realizzare fasce di terreno taglia fuoco lungo i confini con strade, sentieri ed edifici. Ordinanze che avranno un effetto solo se i vigili urbani effettueranno i controlli elevando multe.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 30 maggio 2008 - Jonica)

"Ma si deve pensare alle scorie nucleari"

Catania. Dopo 21 anni in Italia si torna a parlare con ampia eco del nucleare, ma spesso si dimentica il fatto che sono siciliani tre dei cinque siti scelti sul territorio nazionale per il deposito dei rifiuti radioattivi prodotti dalle centrali del italiane dismesse dopo il referendum dell'8 novembre 1987. Il più famoso di questi siti - per via delle dure proteste fatte dalla comunità locale cinque anni fa - è Scanzano Jonico, gli altri sono Assoro-Agira, Salinelle e Resuttano, in provincia di Enna, e Fiume Neto (Cr). Fanno luce sull'argomento il dottor Santo Gammino e il dottor Giovanni Ciavola, rispettivamente primo ricercatore e dirigente tecnologo presso i Laboratori nazionali del sud dell'Istituto nazionale di fisica nucleare di Catania.
«La Sogin (Società gestione impianti nucleari) azienda del gruppo Enel - spiega Gammino - ha l'esclusiva in Italia per le attività relative al nucleare, la gestione delle scorie e la sicurezza. Nel 2003 ha compiuto uno studio per la localizzazione di siti per il deposito nazionale centralizzato dei rifiuti radioattivi, individuandone cinque di cui tre in Sicilia. Dei 45 siti studiati 36 erano in Sicilia: si tratta spesso di miniere con un notevole spessore delle pareti che le rende idonee per schermare completamente le radiazioni».
Le scorie delle quattro centrali nucleari italiane (non operative dal 1987) attualmente sono trattate in Francia, ma tra il 2012 e il 2025 ritorneranno in Italia; i tre siti siciliani, stando così le cose, sono candidati ad ospitarle. A seguito delle proteste popolari di qualche anno fa a Scanzano Jonico il progetto è stato messo a mollo e non ripreso dai vari governi, ma prima o poi la questione dovrà essere affrontata. In ogni caso, spiegano i ricercatori: «Ogni centrale produce scorie e se si considera l'ipotesi di realizzare nuove centrali nucleari si deve pensare anche al trattamento delle scorie».
Il problema può e deve essere risolto: «Più che al deposito bisogna pensare a tecnologie che trattano le scorie, riducendone la pericolosità - aggiunge Gammino. E' già disponibile questa tecnologia grazie a un progetto proposto in Italia da Carlo Rubbia e avviato dieci anni fa dall'Infn e dall'Enea, ma non completato a causa della carenza di fondi per la ricerca: si tratta di un acceleratore per la trasmutazione delle scorie».
In questo progetto i due ricercatori catanesi hanno avuto una partecipazione di successo con la realizzazione del primo apparato di grande complessità. L'impianto completo tratterà le scorie producendo più energia di quella che consuma: l'Italia risparmierebbe i soldi che adesso dà alla Francia per trattare le scorie e potrebbe, a sua volta, guadagnarci trattando le scorie altrui, o esportando questa competenza industriale.
Secondo il dott. Ciavola, «sapendo cosa fare delle scorie che saranno prodotte, si può riproporre il nucleare come fonte di energia, dato che della sicurezza intrinseca degli impianti non c'è da preoccuparsi».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 30 maggio 2008, pag.12)

lunedì 26 maggio 2008

«Politici, denunciate le illegalità» Le proposte delle associazioni ai candidati Sindaco

Potenziare le forze dell'ordine per contrastare la microcriminalità, creare asili nido e una politica di aiuto alla vita, riorganizzare i trasporti pubblici, ridare vigore alle agenzie educative.
Sono in sintesi le proposte avanzate da nove associazioni giarresi ai candidati sindaco dei Comuni di Giarre e Riposto, durante la conferenza sul tema: "Politica è ricerca del bene comune - Alcune proposte per la nostra città", che si è svolta venerdì scorso nel salone dell'istituto "Majorana-Sabin".
L'iniziativa era promossa dall'associazione "Insieme.Persone" onlus, presieduta da Angelo D'Anna, insieme all'Azione cattolica del Duomo, alla comunità "Papa Giovanni XXIII", agli Scout Cngei, al Centro aiuto alla vita, al Rinnovamento nello Spirito, al Centro promozione famiglia, all'Associazione italiana maestri cattolici e all'Oasi famiglia. Erano presenti tutti i candidati sindaco al Comune di Giarre (Mario Cavallaro, Giuseppe Longo, Teresa Sodano e Salvo Vitale), due dei candidati sindaco per il Comune di Riposto (Mariella Di Guardo e Angelo Di Mauro) e uno dei candidati sindaco a Mascali (Francesco Sgroi).
Tre relatori di spicco hanno declinato il concetto di "bene comune". Il geom. Andrea Vecchio ha ribadito: «Non voglio ricevere complimenti: voglio vedervi andare dai carabinieri a denunciare le illegalità» e ha invitato i candidati a non promettere favori in cambio di voti.
Il prof. Giuseppe Leonardi, ex sindaco di Zafferana Etnea, ha sostenuto: «Molte politiche sono fallimentari perché calate dall'alto senza coinvolgere i cittadini». Infine, don Luigi Perrelli, ispettore dei salesiani in Sicilia, ha parlato dell'emergenza educativa.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 25 maggio 2008)

giovedì 22 maggio 2008

I campioni sicelioti alle Olimpiadi

Quali sono le origini dello sport e come veniva praticato in Sicilia nell’antichità? Quanti sanno che gli abitanti delle città siceliote erano tra i più assidui vincitori delle gare olimpiche e che la pratica agonistica, o almeno fisica di tipo greco, era molto diffusa sull’isola? L’attività sportiva in Sicilia nell’antichità è stata poco studiata anche perché non sono rimaste sino ai nostri giorni strutture come stadi o ippodromi e le competizioni solenni, i cosiddetti “agoni” si svolgevano nella madrepatria. Conosciamo i nomi di “campioni” sicelioti negli agoni panellenici (come il famoso pugile Tysandros di Naxos) ma è troppo poco per una lettura complessiva del fenomeno. In questo inesplorato aspetto dell’antichità si è addentrato il Liceo scientifico “Leonardo” di Giarre (Ct), diretto dal preside Mario Catanuto, che ha dato alle stampe un libro intitolato “Sport e cultura nel mondo antico: il contributo della Sicilia” frutto di un omonimo progetto multidisciplinare durato due anni. Il progetto nasce dalla singolare collaborazione tra due docenti di educazione fisica, Filippo Cantarella e Filippo Polisano, con due docenti di lettere, Maria Rosaria Grasso e Carmela Turnaturi; i testi sono degli studenti di IIIC e IV H. «Nella nostre conoscenze sullo sport antico – spiega nella prefazione Francesco Privitera, Dirigente tecnico della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania - tante informazioni sulle modalità di svolgimento degli agoni e dell’azione scenica, a prescindere da quelle ricavabili dal testo, ci sono date da fonti lontane dagli eventi. Non esiste nell’antichità greca l’equivalente della cronaca sportiva dell’ultimo secolo». Per ricostruire una storia delle gare occorre fare riferimento, oltre che alle fonti letterarie, a quelle epigrafiche; per vedere invece la concretezza dell’azione agonistica al repertorio archeologico, soprattutto vascolare: sono le anfore panatenaiche che rappresentano più di tutte i vivaci gesti degli atleti nelle varie specialità. Su questa analisi si sono impegnati i liceali giarresi che hanno concentrato lo studio alle raffigurazioni vascolari di attività sportive greche e romane conservate nei musei e nelle collezioni siciliane.
Il libro, dopo avere presentato sport e cultura nel mondo antico, nella seconda parte tratta il contributo della Sicilia: la partecipazione degli atleti sicelioti agli agoni panellenici e regionali e le strutture e le attività sportive praticate nelle città della Sicilia: dai numerosi “campioni” siracusani alle ragazze dei mosaici della Villa del Casale di Piazza Armerina raffigurate mentre svolgono attività sportive. La ricerca evidenzia come, anche nell’antichità, lo sport era uno strumento di propaganda e legittimazione politica.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato nella sezione Cultura & spettacoli de La SICILIA del 23 maggio 2008)

mercoledì 21 maggio 2008

L’odore dell’aglio

E’ forte l’odore dell’aglio appena scendo dalla macchina. Un ambulante è all’angolo della strada, ma l’odore dei suoi mazzi d’aglio si diffonde tutt’intorno per diversi metri. Lui ha un aspetto austero, se ne frega. Forse sa di essere guardato: il suo volto è conosciuto e non solo perché lo si vede sempre lì. Era in un riquadro in bianco e nero sul giornale, qualche tempo fa, insieme ad altri volti di persone che erano state arrestate insieme a lui. Subito viene di pensare: “di nuovo fuori: chissà come saranno contenti quelli che l’avevano messo dentro!”. Ma poi pensi: “Forse ha pagato il suo prezzo alla giustizia”. Adesso avrà cambiato vita? Basteranno quei mazzi di agli, così odorosi, a farlo tirare a campare? Oppure sono solo una copertura, un modo per tornare lì, al suo posto, e far sapere a tutti, anche attraverso l’odore dell’aglio: “Guardate bene, sono di nuovo qui”.
In fondo si, avrei voluto rivedere quel volto in giro, ma magari impegnato in qualche lavoro di pubblica utilità, assieme a qualche altro volto conosciuto e di fiducia che mi garantiva che il futuro di quella persona non sarebbe stato più come il passato. O almeno ci si sta provando. Ma in questa terra dove le opportunità mancano per la gente onesta, per chi ha studiato, per chi è costretto a partire e i furbi, i raccomandati in genere la spuntano; qui dove la gente vota chi ti fa il favore, non chi è capace di governare, che opportunità potremo dare al venditore di agli?
Eppure dal suo riscatto passa anche la mia vita, la mia serenità quando cammino per strada a un orario che non è quello delle brave ragazze, quando lascio la macchina sotto casa, quando tu, o il tuo amico calate la saracinesca del negozio. L’odore di quell’aglio forse è l’odore della sconfitta, l’odore di un destino segnato, l’odore della paura e dell’omertà. L'odore che fa chi si fa i fatti propri.
E' questo l’odore quello che dovremo sempre respirare?
Cosa fa ognuno di noi per rendere l’aria che respiriamo…pulita?
MGL

lunedì 19 maggio 2008

A Giarre per la scerbatura e pulizia caditoie lavora una squadra per 26 giorni al mese... e si vede!!



In riferimento all’articolo pubblicato ieri dal titolo "Erba alta, in
molte strade allertata l’Aimeri Ambiente", il direttore di Aimeri,
dott. Alfio Agrifoglio, precisa: «Risulta necessario chiarire gli
oneri e i compiti del capitolato speciale d’appalto il quale
prevede per il servizio di scerbatura e pulizia caditoie stradali
l’impiego di cinque squadre per 300 giorni l’anno,
proporzionalmente al numero di abitanti serviti. Da ciò si
possono desumere i limiti di un capitolato che appare non solo
"blindato" ma che non è rispondente alle singole esigenze del
territorio. Infatti, Comuni minori facenti parte dell’Ato
usufruiscono del servizio di scerbatura una volta al mese,
mentre per un Comune delle dimensioni come Giarre il
capitolato per i servizi di scerbtura e pulizia caditoie, prevede
l’impiego di una sola squadra per 26 giorni al mese. Risulta
quindi evidente che con l’approssimarsi della stagione estiva le
strade non potranno essere disserbate nella giusta misura non
certo per inadempienze contrattuali da addebitare all’Aimeri,
bensì per i limiti del capitolato. Mi auguro - conclude Agrifoglio
- che si possa al più presto indire la nuova gara con un
capitolato più confacente alle esigenze delle città e risolvere
anche l’annoso problema dello spazzamento stradale».
(pubblicato su LA SICILIA del 18 maggio 2008)

precisazione riferita al mio articolo
pubblicato il 17 maggio 2008
«Erba alta» in molte strade
allertata l’Aimeri Ambiente

Maggio è il mese delle rose e... dell’erba alta. Varie strade cittadine non so-no ancora state diserbate: da piazza Arcoleo al viale Moro. Il Comune, nei giorni scorsi, ha, via fax, segnalato all’Ato Joniambiente la necessità del di-serbo. Il presidente della Società Ato, dott. Mario Zappia, ha convocato ieri d’urgenza i vertici della ditta appaltatrice «Aimeri Ambiente» per segnala-re i disservizi. La Aimeri ha assicurato un intervento immediato. «I sopralluoghi effettuati da parte del nostro personale - ha affermato Zap-pia - hanno dimostrato come il servizio del diserbo in diverse zone non è sta-to effettuato. Per questo motivo abbiamo invitato la Aimeri Ambiente, so-cietà che si è aggiudicato l’appalto di raccolta dei rifiuti e che deve effettua-re anche il diserbo, ad un vertice per richiamarla ai suoi doveri. Speriamo che il servizio venga svolto con efficienza e che in futuro disservizi simili non debbano più verificarsi. Nel caso in cui, nonostante i solleciti ed i richiami, le piazze e le strade nei 14 Comuni dell’ambito dovessero in futuro rimane-re pieni di erbacce, la Joniambiente provvederà a ripulire le strade e le piaz-ze in altro modo prendendo i dovuti provvedimenti».
MARIA GABRIELLA LEONARDI

venerdì 16 maggio 2008

Spazi pubblici, in campo i privati

Prendersi cura di un’opera pubblica, gratis, come se fosse propria, ma per renderla fruibile a tutti. Gli enti locali per problemi di bilancio o di personale sempre più spesso non riescono a manutenere spazi pubblici, e questi diventano preda del vandalismo o dell’abbandono. C’è chi si lamenta e c’è chi si rimbocca le maniche e chiede al Comune di potersi occupare di qualcosa. Dal piccolo al grande impegno, lo spirito è lo stesso: il servizio e il legame con la città. «Nei giorni scorsi – spiega il presidente del Lions club di Giarre-Riposto, Mario Vitale - il nostro consiglio direttivo ha ribadito la volontà di mantenere l'adozione dell'aiuola spartitraffico ubicata all'ingresso dell’autostrada e si provvederà a farla sistemare e pulire. Ritengo che tale iniziativa rientri nello slogan che ho scelto per il mio anno di presidenza: testimoniare nel territorio». L'associazione “Insieme…persone onlus" sta riordinando l'archivio storico comunale, attività svolta cinque giorni la settimana, a turno, da dodici volontari: «Il riordino dell'archivio giova per far sentire le persone legate al luogo in cui vivono– afferma il presidente Angelo D'Anna – concluso il riordino, si renderà l’archivio fruibile alla città, a cominciare dalle scuole». Altre opere pubbliche sono state concesse a privati durante l’attuale amministrazione:a Peri la parrocchia “S.Camillo” ha creato un centro sociale in un immobile concesso dalla Regione; l’ex macello di piazza Ungheria è stato affidato all’istituto professionale “Majorana-Sabin”, l’ex scuola di Sciara è stata concessa alla parrocchia, a Peri è in corso l’affidamento del parco “Quattro stagioni” alle famiglie di un condominio. C’è infine pure l’azienda che manutiene il parco “Don Milani” di Trepunti e in cambio ottiene dal Comune di poter far parcheggiare i propri clienti nel viale del parco.
Se l’assessore al verde Francesco Vasta propone di coinvolgere anche le scuole, il Sindaco Sodano afferma «L’amministrazione è stata aperta al territorio e ha accolto le richieste di tanti cittadini che vogliono collaborare». Ma prendere in affido un’opera pubblica non deresponsabilizza il Comune:«Certamente – ribadisce il Sindaco – gli interventi straordinari e la sorveglianza restano a carico nostro». Altre opere in cerca di affidatario? «Il Parco “Chico Mendes”- afferma la Sodano -e, una volta completa, anche la tensostruttura».
Maria Gabriella Leonardi
(Pubblicato su LA SICILIA del 16 maggio 2008)

martedì 13 maggio 2008

Dipartimento salute mentale in aumento i ventenni "fragili"

Trent’anni fa, il 13 maggio 1978, la legge Basaglia chiudeva i manicomi sostenendo che il “folle” doveva essere curato attraverso servizi nel territorio. Con quella legge nascevano in Italia i Dipartimenti di salute mentale per la prevenzione, cura e riabilitazione della malattia mentale. A Giarre in via Sturzo 3, ha sede il Dsm del distretto socio-sanitario di Giarre, struttura della Asl molto attiva ma che ancora, dopo 30 anni, come è accaduto altrove in Italia, non dispone di un locale adeguato per le attività del Centro diurno, previsto dalla Basaglia. Eppure il lavoro è notevole: nel 2007 hanno usufruito del servizio 985 persone, di cui 200 circa sono quelle seguite più assiduamente. Il Dsm segue in genere persone affette da psicosi schizofrenica, nevrosi, disturbi d’umore; negli ultimi anni sono aumentati gli utenti giovani con disturbi della personalità, ventenni fragili, incapaci di gestire le frustrazioni e le sconfitte della vita. Numerose sono le attività di riabilitazione del Dsm, oltre le visite specialistiche ambulatoriali e domiciliari: l’attività teatrale, i gruppi occupazionali che realizzano manufatti, i cineforum, l’attività motoria, l’inserimento lavorativo; a questi vanno aggiunti i servizi per le famiglie con l’associazione di familiari “Il Melograno” e i gruppi di mutuo-aiuto che si incontrano nei locali del Dsm. Attività che necessiterebbero di locali idonei, oltre che di maggiori risorse che diano compimento ad una legge rivoluzionaria, rimasta in alcune parti incompiuta in tutta Italia, non solo a Giarre.
Maria Gabriella Leonardi
(Pubblicato su La Sicilia del 13 maggio 2008)

lunedì 5 maggio 2008

Agenzia Inps di Giarre: i numeri della disoccupazione

Ritarda, rispetto all'anno scorso, l'inizio della stagione turistica nella zona di Taormina e per questo stanno rimanendo disoccupati, per un periodo più lungo rispetto al 2007, quanti lavorano negli alberghi e con il turismo.
E' uno dei dati che emerge dall'agenzia Inps di Giarre, competente su 11 comuni, da Giarre a Randazzo e diretta dal dott. Vincenzo Brighina. La disoccupazione ordinaria è un sussidio che riceve chi perde involontariamente il lavoro, avendo lavorato almeno 52 settimane nei 2 anni precedenti il licenziamento.
All'Inps «disoccupati ordinari» sono stati 1772 nel 2007, erano 1657 nel 2006 e 1429 nel 2005. Trend in crescita anche a seguito dell'aumento dei contratti a tempo determinato. Circa 500 istanze provengono ogni estate da docenti precari e personale scolastico. Sulle 700, a novembre, dagli stagionali degli alberghi. Chi non riesce a conseguire la disoccupazione ordinaria può chiedere quella con requisiti ridotti se ha avuto, nell'anno solare precedente la data di presentazione della domanda, un rapporto di lavoro di 78 giorni.
Per la disoccupazione con requisiti ridotti nel 2007 le pratiche sono state 1412. Stabile la disoccupazione agricola per cui per il 2006 sono state trattate 4500 pratiche. Spesso le ditte non trasmettono con regolarità all'Inps i dati relativi ai rapporti di lavoro, provocando difficoltà ai lavoratori al momento della pensione o della disoccupazione. Per questo è opportuno verificare che il proprio datore di lavoro trasmetta i dati all'Inps.
(pubblicato su LA SICILIA del 3 maggio 2008)