lunedì 31 marzo 2008

Giarre, quattordicenni chiedono la "pillola del giorno dopo"

Aumenta tra gli adolescenti di Giarre e dintorni l'uso... della pillola del giorno dopo. Succede, dicevamo, a Giarre ma succede un po' ovunque: il sabato sera la richiedono, in tanti, alla guardia medica e al pronto soccorso; il lunedì mattina al consultorio, prima di andare a scuola.
Anche a 13-14 anni si ha ormai il primo rapporto sessuale e permane l'usanza tra i ragazzi di non adottare alcuna precauzione nei rapporti, pur cambiando spesso «zito»/«zita»": «Amano il rischio - spiega il dott.Salvo Mauro, ginecologo del consultorio di Giarre - come quando guidano ad alta velocità». Ad alta velocità e magari un po' brilli.
In città diversi tra medici e farmacisti non prescrivono o vendono la pillola del giorno dopo perché, per credo o convinzione, la ritengono un aborto chimico; e ragazze e ragazzi, passata l'«euforia», cercano un rimedio veloce al rischio di una gravidanza indesiderata girando tutti gli enti possibili alla ricerca del medico che la prescriva senza fare problemi: che importa se non ne spiega i possibili effetti collaterali o se non si accerta se la ragazzina che ha davanti, in base al suo stato di salute, può assumerla?
Nel consultorio i ragazzi trovano un luogo dove, in assoluta riservatezza, sono ascoltati e dove possono raccontarsi.
«Occorre un'opera capillare di informazione dei giovani, bersagliati da falsi miti -evidenzia il dott. Mauro: - amore e sessualità sono spesso al centro delle loro domande e per gli educatori non sempre è facile rispondere. E' necessario organizzare corsi di formazione, per gli insegnanti e per i ragazzi, da inserire tra le materie curriculari: la tanto discussa "educazione sessuale" non può essere solo una descrizione di come si fa sesso e dei vari metodi anticoncezionali: da più parti viene interpretata e realizzata cosi! Piuttosto dovrebbe essere un percorso che comincia già dalla scuola dell'infanzia, accompagnando nella scoperta della corporeità, dell'affettività, della complementarietà dei due sessi, per giungere a una visione della sessualità come dimensione strutturale della persona e del rapporto sessuale come profonda donazione di sé.
«Spesso le scuole mi invitano a parlare ai ragazzi, ma un mio intervento di un'ora non basta».
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su La SICILIA del 29 marzo 2008)

lunedì 17 marzo 2008

Giarre: lo stile Liberty e chi l'ha fatto


Il volto bello dell’architettura giarrese
nei suoi palazzi in stile liberty porta
anche la firma di Vito Sorbello (nella
foto di Di Guardo), infaticabile costruttore
che proprio oggi, 14 marzo,
compie 100 anni.
Proprio lui ha costruito nel 1928
uno dei palazzi più belli di Giarre,
quello dell’avv. Quattrocchi, in via Callipoli
n. 154-6, e nello stesso anno pure
il palazzo di corso Italia 173; edifici
di pregio che raccontano dei primi
decenni del ’900, del ceto emergente
che ostentava la propria posizione,
dello stile liberty in voga in quegli anni,
delle maestranze dell’epoca con il
loro estro creativo e il gusto per il lavoro
fatto bene.
Niente a che vedere con le opere incompiute
o inagibili dei decenni che
seguirono e che furono ciò che invece
ha reso famosa questa città. Vito Sorbello
cominciò a lavorare ancora bambino,
a 10 anni con i due zii muratori,
Mariano e Giuseppe Parisi di Macchia.
Quando aveva 17 anni si accorse del
suo talento l’ing. Patanè di Macchia
che lo portò a lavorare con sé. E da allora
la creatività di Sorbello ha plasmato
numerosi palazzi della Giarre
bene e altri edifici in altri città della Sicilia.
Per le decorazioni delle facciate,
dei fregi, dei frontoni, Sorbello miscelava
un impasto inventato da lui che
stupiva persino gli architetti autori
del progetto.
Un impasto "speciale" lavorato dalle
sapienti mani di Sorbello per cui -
come spiega con orgoglio uno dei figli
- "lavori di ottant’anni fa, ancora oggi
sono intatti". Sul suo esempio, hanno
lavorato due dei suoi figli, Giuseppe e
Gianvito, titolari dell’azienda "Artesole",
apprezzati persino alla Casa
Bianca per un tavolo dipinto su pietra
lavica maiolicata e donato al presidente
degli Stati Uniti, come segno di
solidarietà dopo l’11 settembre.
Per festeggiare Vito Sorbello il Comune
di Giarre ha organizzato una
festa per questo pomeriggio alle 18,
nella sala Romeo del Palazzo della cultura.
Al soffio delle cento candeline
poste su una maxitorta, saranno presenti
il sindaco, Teresa Sodano, la
giunta, il presidente del consiglio comunale,
Giuseppe Donzello e, si prevedono,
centinaia di persone.
MARIA GABRIELLA LEONARDI
(pubblicato su LA SICILIA del 14 marzo 2008)

venerdì 14 marzo 2008

Palme, pronto piano contro il punteruolo


Il punteruolo rosso continua a infestare
le palme della città, sia nel verde
pubblico che in quello privato, ma ancora
non sono iniziati gli interventi. A
Giarre centro e nelle frazioni, già diverse
palme di giardini privati, visibili dalla
strada, sono state devastate dal micidiale
insetto: i proprietari hanno
l’obbligo di segnalare al Comune (ufficio
urbanistica) le piante infette e queste
devono essere abbattute a triturate
al fine di arginare il diffondersi della
malattia. Per quanto riguarda il verde
pubblico, da un mese al Comune è
pronto un piano di azione con preventivo
di spesa, ma intoppi vari hanno ritardato
gli interventi.
Tra qualche giorno però dovrebbero
smuoversi le acque: «Intendiamo intervenire
sia per tagliare le piante malate
che per adottare delle misure
adatte a prevenire la diffusione del
batterio - spiega l’assessore al Verde
pubblico del Comune di Giarre, Francesco
Vasta -: abbiamo a tal fine contattato
esperti che hanno proposto l’irrorazione
delle piante sane con alcuni
prodotti specifici. Solleciterò ulteriormente
questo intervento. Purtroppo,
non si può fare molto altro e anche i
privati devono intervenire sulle loro
palme malate».
A febbraio, nei comuni di Riposto e
Mascali, sono state tagliate numerose
palme infestate. Con la primavera che
incalza a Giarre resta poco tempo per
agire: in inverno, infatti, le basse temperature
fanno rimanere i coleotteri
rintanati nei loro nidi e gli esperti registrano
nella stagione fredda una minore
attività del punteruolo rosso.
Non appena si alzeranno le temperature,
i micidiali insetti usciranno dalle
tane e colpiranno altre piante. Se
non si taglieranno per tempo le palme
malate, quelle sane vicine potrebbero
essere contagiate.
In piazza Regina Margherita due
palme sono malate, le altre quattro sane
sono a rischio. Un’altra pianta malata
si trova nella villetta Garibaldi: potrebbero
essere a rischio le palme della
vicina piazza Duomo, luogo simbolo
della città, che però appartengono a
una specie diversa di palma?
Nel dubbio meglio non sfidare la
sorte e intervenire prontamente.
MARIA GABRIELLA LEONARDI
(pubblicato su LA SICILIA del 14 marzo 2008)

mercoledì 5 marzo 2008

Appello per l'ospedale


La situazione dell’ospedale «S.Isidoro e S.Giovanni
di Dio» preoccupa sempre più i giarresi. Tra questi i
soci dell’associazione socio-culturale «L’Agorà»
che, attraverso il presidente, Andrea La Ganga,
lanciano un appello ai sindaci della zona:
«Cogliendo la preoccupazione diffusasi nel
territorio ionico-etneo in merito alla paventata
chiusura dell’ospedale di Giarre e valutando che
la già avvenuta dismissione di alcuni reparti
operativi confermerebbe la fondatezza di tali
preoccupazioni, sollecitiamo i sindaci dei comuni
interessati a intervenire con urgenza presso le
autorità sanitarie competenti e a manifestare a
nome della cittadinanza, l’esigenza di tempestivi
interventi diretti a stabilizzare l’esistenza e il
funzionamento del presidio ospedaliero».
I soci dell’associazione in un riunione con La
Ganga sono stati concordi nel dire che: «Le carenze
nel servizio fornito agli utenti dall’ospedale non
devono costituire motivo per disinteressarsi del
problema ma indurre gli enti comunali a farsi
sempre più promotori e garanti di un’efficace
politica sanitaria, visto che l’ospedale in
questione ha costituito, può e deve sempre
meglio continuare a costituire nella storia di
questo territorio un insostituibile e
tranquillizzante riferimento».
MARIA GABRIELLA LEONARDI
(pubblicato su LA SICILIA del 4 marzo 2008)

lunedì 3 marzo 2008

Il «filosofo» amico di Wojtyla


Lo chiamano «il filosofo di Giarre» ma nella sua città natale solo in pochi sanno chi fu Michele Federico Sciacca; eppure lo conosceva bene persino un certo professor Karol Wojtyla che lo incontrava per approfondire il pensiero di Rosmini e il quotidiano nazionale cattolico Avvenire l'anno scorso a Michele Federico Sciacca ha dedicato una pagina.
Venerdì scorso, nella sala "Romeo" del Palazzo della Cultura, alla presenza di numerose autorità, il Comune di Giarre e la Società giarrese di storia patria e cultura, presieduta da Girolamo Barletta, ha voluto ricordare con una conferenza i 100 anni dalla nascita di Michele Federico Sciacca, il filosofo di Giarre.
A presentare ai giarresi chi è stato Sciacca il prof. Pier Paolo Ottonello, ordinario di storia della filosofia nell'università di Genova e presidente della "Fondazione Sciacca" e il prof.Francesco Pistoia, docente nell'università di Reggio Calabria.
Presente il dott. Giuseppe Contarino, presidente dell'Accademia Zelantea di Acireale.
I due relatori hanno presentato il pensiero sciacchiano e la sua missione: dimostrare la necessità della filosofia all'uomo che, con il proliferare delle scienze, finisce per avere tutti i mezzi per vivere senza un motivo per esistere.
Alcuni scritti di Sciacca, tratti dal libro "La Clessidra" sono stati interpretati dalla viva voce di Tiziana Emmi.
Conclusa la conferenza, con una semplice cerimonia, è stata inaugurata dal Sindaco Teresa Sodano, vicino viale delle Province, la via Michele Federico Sciacca, solo l'ultimo dei dovuti omaggi che il Comune di Giarre ha sinora tributato al suo filosofo.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA del 2 marzo 2008)

Al via il servizio di mediazione familiare


Uno spazio fisico e mentale che accolga, ascolti e gestisca con professionalità situazioni di disagio già sfociate o che stanno per sfociare in una crisi familiare. Dinanzi al crescente fenomeno di separazioni, divorzi e crisi familiari, ove spesso a farne le spese sono i figli, i Servizi sociali del Comune di Giarre, con fondi della legge 328/00, offrono un servizio di consulenza e mediazione familiare, un progetto che per le sue peculiarità è tra i primi in Sicilia. Il servizio nasce per fornire consulenza e ascolto a coppie e famiglie in crisi, assisterle nelle decisioni, tutelare il benessere dei minori, aiutare coniugi che si stanno separando a svolgere il proprio ruolo di genitori e a trovare accordi soddisfacenti per entrambi sia per quanto riguarda l’affidamento dei figli, sia per gli aspetti economico-patrimoniali. Un compito molto delicato per cui è stata selezionata, con bando pubblico, un’équipe di esperti che in questi giorni si riunirà per la prima volta. Il servizio avrà sede nel palazzo della cultura, durerà tre anni e lavorerà di concerto con i consultori. L’équipe è composta da un addetto allo sportello informativo, un esperto in dinamiche familiari e di gruppo, un avvocato, un pedagogista e un operatore esperto in consulenza e mediazione familiare. Con soddisfazione, il vice-sindaco e assessore ai servizi sociali, Orazio Pagano spiega:«Questo centro di mediazione familiare rientra tra i progetti innovativi del distretto socio-sanitario n°17. E’ un’esperienza prima in Sicilia e offrirà gratuitamente un sostegno alla risoluzione delle problematiche familiari». Si prevedono oltre venti utenti l’anno tra coppie che si stanno lasciando, indecise o già divorziate. Gli utenti accederanno al servizio tramite segnalazione degli uffici di servizio sociale.
(pubblicato su LA SICILIA del 23 febbraio)