giovedì 29 novembre 2007

«Delinquere per il superfluo»Ogni anno circa 40 i minori con procedimenti penali: in aumento i reati connessi alle droghe

Ogni anno sono circa 30-40 i minori con un
procedimento penale in corso nel distretto
socio-sanitario di Giarre. I ragazzi che
entrano nel circuito penale vengono seguiti
dall’ Ufficio di servizio sociale minorenni
di Catania del ministero della Giustizia
che opera con il delicato compito di aiutare
questi ragazzi a cambiare vita, predisponendo
progetti di reinserimento sociale.
L’Ussm di Catania è diretto, con competenza,
dalla dott.ssa Vincenza Speranza ed
opera in sinergia con gli enti pubblici e
privati del territorio.
La dott.ssa Maria Pia Fontana, assistente
sociale coordinatore, è la referente del distretto
socio-sanitario n.17 - che comprende
Giarre e altri nove Comuni - e ha una conoscenza
privilegiata della devianza minorile
nella zona: «Il numero dei minori che
seguiamo - spiega - varia quotidianamente
in base alle denunce e alle segnalazioni.
Dalle statistiche ufficiali, i minori del distretto
che la Procura della Repubblica per
i minorenni segnala all’Ussm oscillano tra
i 30 e i 40 all’anno, ma una quota della devianza
minorile non viene colta dalle istituzioni.
Negli ultimi anni non ci sono state
grosse variazioni sul piano numerico
quanto su quello qualitativo, sono cioè
cambiati i motivi che portano a delinquere
e le manifestazioni della devianza. In genere
questi ragazzi hanno una carriera
scolastica irregolare, ma non sempre».
Quali sono i reati più frequenti per i minori
del Distretto?
«I più diffusi sono reati contro il patrimonio,
ma generalmente non si delinque
per soddisfare un bisogno di prima necessità,
quanto piuttosto per procurarsi
"beni superflui". Negli ultimi anni, si è assistito
a un aumento dei reati connessi alla
detenzione e allo spaccio di sostanze
stupefacenti».
Vi sono minori coinvolti nel fenomeno degli
incendi d’auto?
«Da quanto risulta dai dati ufficiali no».
Questi ragazzi fanno parte di bande o agiscono
da soli?
«È presente una devianza di tipo individuale
e occasionale, ma sono più ricorrenti
episodi di devianza di gruppo con
una solida base organizzativa. In questo secondo
caso è elevato il tasso di recidiva,
cioè la commissione di reati dopo essere
stati già condannati per un altro reato. E
per noi consegue una maggiore difficoltà
ad avviare percorsi di recupero/reinserimento
».
E sul fronte della prevenzione?
«Con leggi come la n.285 del 1997 e la
n.328 del 2000, si è tracciata la strada per
un lavoro di più ampio respiro a favore di
tutti i ragazzi di una comunità. Occorre
fare tesoro di queste esperienze per spostare
in avanti la soglia dei risultati e per investire
sempre più risorse economiche,
competenze e creatività a vantaggio delle
nuove generazioni».
MARIA GRABRIELLA LEONARDI
(pubblicato su LA SICILIA del 27 novembre 2007)

martedì 20 novembre 2007

Anche a Giarre i clandestini possono essere curati

GIARRE Anche agli stranieri irregolari o clandestini presenti in Italia è garantita l’assistenza sanitaria, come prevede il T.U. 286/98. A Giarre, come in tutti i 10 Comuni del distretto sanitario, l’assistenza agli immigrati viene offerta nelle sedi della guardia medica secondo un calendario settimanale. A Giarre, ad esempio, avviene il lunedì e il giovedì dalle 16 alle 20; a Riposto il mercoledì dalle 10,15 alle 12. Si tratta di un servizio poco conosciuto; per capirne l’utilità basti pensare che, ad esempio, i medici di base non possono assistere un clandestino. Al servizio di assistenza immigrati, invece, possono accedere clandestini, quanti non hanno richiesto il permesso di soggiorno entro gli 8 giorni dall’ingresso regolare in Italia o con un permesso di soggiorno scaduto da più di 60 giorni. A questi viene assegnato un codice regionale STP che sta per “straniero temporaneamente presente”. Il tesserino STP viene rilasciato allo straniero se questo dichiara di essere indigente. Un fatto molto importante è che i dati personali dell’immigrato non saranno inviati alle prefettura (salvo i casi in cui sono presenti elementi atti ad ipotizzare un reato). Attraverso il codice STP l’immigrato può fruire di assistenza sanitaria urgente e non differibile presso l’ospedale, il poliambulatorio, ma non presso ambulatori convenzionati. Nel 2006, nel distretto sanitario di Giarre, i rilasci di codici STP sono stati 227 (57 uomini e 170 donne), le visite sono state 237 di cui 203 donne. Dal 2004 al 2006 c’è stato quasi un triplicarsi di rilasci di codici STP. Si è trattato prevalentemente di badanti rumene o bulgare che assistevano anziani e disabili. Spesso queste donne sono venute a partorire in Italia perché l’assistenza garantita qui è superiore a quella nei loro paesi di origine. Tuttavia, da quest’anno, rumene e bulgare sono cittadine europee e per accedere ai servizi sanitari dovranno seguire altre procedure. Gli immigrati irregolari sono comunque spesso diffidenti e anche per questo non accedono a questo servizio. Anche durante i lavori del piano di zona è emerso che gli immigrati sono molti di più di quanto dicono i dati ufficiali e che vivono in condizioni disagiate.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA dell'11 ottobre 2007)

Al Ser.t. di Giarre: Ex tossicodipendenti più maturi e più numerosi

Sono circa 80 le persone che in media, ogni
giorno, si recano al Sert (Servizio tossicodipendenze)
di Giarre; un numero notevole, indice di
un fenomeno, le tossicodipendenze, che non
accenna ad attenuarsi. La maggior parte degli
utenti del Sert segue terapie con farmaci sostitutivi
dell’eroina o della cocaina, un buon numero
segue "psicosocioterapie", tra cui colloqui
con esperti, sia singolarmente che insieme alla
famiglia. Sullo sfondo di tante storie la crisi dei
valori, di tante famiglie che non danno un adeguato
supporto nella crescita dei figli e poi l’edonismo,
la ricerca di paradisi artificiali, dei falsi
modelli proposti dai media e l’uso di sostanze
per sentirsi più sicuri. Solo nel 2006, per motivi
vari, attorno al Sert giarrese sono gravitate
585 persone, nel 2004 erano 478, quindi un aumento
di utenti, in linea con quanto accade altrove.
Numeri presentati, negli scorsi mesi, durante
i lavori del piano di zone ma che indicano
soltanto i tossicodipendenti che si rivolgono alle
strutture pubbliche. Di qualche giorno fa il primo
rapporto sulle dipendenze presentato dalla
Ausl di Catania.
I Sert sono servizi delle Ausl preposti alla diagnosi,
cura e riabilitazione delle tossicodipendenze
e dell’alcoolismo. Il Sert di Giarre ha sede
nel vecchio ospedale; collabora con il centro
antifumo, la prefettura, la casa circondariale di
Giarre, che è una struttura a custodia attenuata
per tossicodipendenti - con l’autorità giudiziaria,
le forze dell’ordine e con l’ufficio esecuzione
penale esterna di Catania, riguardo alla concessione
di misure alternative alla detenzione.
A Giarre il responsabile è il dott. Salvo Di Dio
che spiega: «Si sta innalzando l’età media dei nostri
utenti: fino a 5 o 6 anni fa l’età media era intorno
ai 22 anni, adesso, sempre più spesso, incontriamo
persone che iniziano la carriera di
tossicomani intorno ai 35 anni». È cambiata,
negli ultimi anni, anche la "merce" in vendita in
zona: i ragazzi affermano che sino a 6 anni fa era
difficile trovare a Giarre uno spacciatore di cocaina
e in genere si spacciava eroina, adesso accade
il contrario. Sempre fino a qualche anno fa,
a Giarre, capitava, ai bordi delle strade più appartate,
di trovare siringhe; adesso molto di
meno: si usano di più droghe che si sniffano, eccitanti
e hanno avuto effetto anche le campagne
di sensibilizzazione sui rischi di contrarre malattie
attraverso l’uso promiscuo di siringhe.
Tuttavia, il dott. Di Dio dà un messaggio di
speranza: «Dalla droga si può uscire ma non da
soli: bisogna credere nel percorso terapeutico ed
è necessario il supporto familiare. Anche la famiglia
più disastrata può essere d’aiuto».
MARIA GABRIELLA LEONARDI
(pubblicato su LA SICILIA del 20 ottobre 2007)