sabato 29 dicembre 2007

«Nun se pò campà cchiù»

Anche questo 2007 che sta per finire si farà ricordare da molti in negativo: c’è la commessa che non lo dimenticherà perché le hanno incendiato l’auto e ora è costretta a prendere l’autobus per andare a lavoro. Ci sono i promessi sposi a cui hanno rubato l’auto durante le prove del matrimonio e la corista che non ha ritrovato la macchina finito il concerto. E anche la ragazzina che convinse papà a pagare il riscatto per riavere la macchina nuova che le era stata rubata, e dopo avere pagato la prima volta se l’è vista rubare altre due volte (vatti a fidare dei delinquenti…). Sono tante le storie che si potrebbero raccontare e molti in città non si sentono tranquilli, ma nessuno si vuole esporre. Pizzo, furti, incendi d'auto e riscatti da pagare per riavere l'auto non sono un argomento pubblicamente molto gettonato e quanti dell’esercito di candidati alle prossime elezioni si avventureranno su questo tema che non porta voti, anzi, forse li fa perdere? «Dopo anni di sacrifici potrebbero distruggerti quello che hai costruito», «se li denunci dopo un mese li vedi di nuovo in giro che ti passeggiano davanti», «ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni» dice qualche giarrese sommessamente, ma solo se non prendi appunti mentre parla. E poi c’è quello che dicono dei giarresi:«Ma com’è che tutte le auto le bruciano da voi?», «se non ti dispiace preferisco non lasciare la macchina a Giarre, vediamoci da un’altra parte!» e la beffa: «voglio aprire una concessionaria d’auto a Giarre: con tutte le auto che incendiano da voi un sacco di gente dovrà comprare la macchina…».
Anche questo 2007 si farà ricordare da molti in negativo. Prima o poi un giorno nuovo sorgerà.

sabato 15 dicembre 2007

Rifiuti, sì alla gestione «virtuosa»

In Sicilia la raccolta differenziata dei rifiuti... non s'ha da fare, per una volontà politica che ha deciso che i rifiuti dei siciliani devono essere bruciati, tutti insieme, in 4 megainceneritori a Paternò, Augusta, Bellolampo e Casteltermini. E' questa la convinzione degli ambientalisti di Sicilia che da anni combattono questa scelta e sabato, a Catania, scenderanno in piazza per dire no al piano regionale dei rifiuti del governo Cuffaro e chiedere un sistema basato sulla raccolta differenziata e il riciclaggio che garantisca tariffe eque ai cittadini, tutele sindacali per i lavoratori, sviluppo e occupazione.
Mercoledì, a Giarre, all' "Agorà" a discuterne c'erano i volontari del Wwf di Giarre, Paolo Guarnaccia del comitato contro l'inceneritore di Paternò, Angela Guardo del Wwf Catania, Rossana Zerega del gruppo "Donne e mamme" Augusta, Salvatore Cubito della Cgil Giarre. «I problemi del nostro ambito territoriale non sono isolati - ha spiegato Salvo Quattrocchi del Wwf giarrese, - il nostro scarso 6% di rifiuti differenziati non si discosta dalla media regionale». «I quattro megainceneritori sono fatti per bruciare 2 milioni e 600 mila tonnellate di rifiuti - ha spiegato Angela Guardo, - ma tutti i siciliani ne produciamo 2 milioni e 500 mila: meno raccolta differenziata si fa, meglio funzioneranno!». Rossana Zerega, che ad Augusta conosce bene i drammi causati dai tumori e i bambini con malformazioni a causa dell'inquinamento atmosferico, ha raccontato la gestione "virtuosa" dei rifiuti adottata in alcune città del Veneto e ha aggiunto: «Attuando la raccolta differenziata come si deve si potrebbero creare 15.000 posti di lavoro in Sicilia; gli inceneritori ne creerebbero solo 400».
Pubblicato su LA SICILIA del 14 dicembre 2007

giovedì 13 dicembre 2007

Restaurate le tele del Duomo

«Giarre tiene alla propria storia e al proprio patrimonio artistico»: così, ieri sera, l'arciprete don Domenico Massimino ha rimarcato al pubblico riunito nel Duomo l'importanza del restauro delle dieci tele d'altare. Qualche anno fa, l'amministrazione Sodano, su iniziativa dell'ex assessore Girolamo Barletta, aveva presentato istanza all'assessorato regionale ai BB.CC per ottenere il finanziamento del restauro. L'assessore Fabio Granata accolse l'istanza e il suo successore, Claudio Pagano, firmò due decreti di finanziamento per un importo totale di 100mila euro.
Il sindaco Sodano ieri ha espresso soddisfazione per aver restituito alla città queste opere tornate all'originario splendore. Questi quadri, sono stati sottoposti a restauro conservativo e si è intervenuti, tra l'altro, sulla foderatura e sul telaio. L'intervento ha fatto capo alla dott. Carmela Cappa, storico dell'arte, giarrese, e funzionario della Sovrintendenza di Catania: «Le tele d'altare restaurate sono dei quadri di grandi dimensioni, a schema unico, che venivano poste sopra gli altari laterali - ci ha spiegato -. Questi dipinti risalgono ai secoli al XVIII e XIX. Documentano la storia della chiesa Madre e alcuni provengono dalla chiesa del convento. Tutte sono di particolare pregio, perché appartenenti ad artisti rappresentativi all'epoca nel territorio e dimostrano come la committenza (i parroci del tempo) volesse portare a Giarre il meglio». Il sovrintendente ai beni culturali, arch. Gesualdo Campo, si è soffermato sugli aspetti architettonici della chiesa Madre che ha mantenuto lo stile tipico delle chiese nate nella controriforma. Amaro l'arciprete Massimino: «Lo splendore di questi dipinti restaurati rende maggiormente evidente l'urgenza del restauro della chiesa Madre».

pubblicato su LA SICILIA dell'11 dicembre 2007

sabato 8 dicembre 2007

Premio intitolato all'illustre giarrese "Rosario Romeo"

Giarre onora la memoria dello storico Rosario Romeno, nel 10° anniversario della scomparsa, e lo fa indicendo a cadenza biennale, il premio “Rosario Romeo”. Nei giorni scorsi è stato pubblicato all’Albo pretorio il bando del concorso, promosso dal Comune di Giarre, in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia e la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Catania. Un’iniziativa doverosa questa per Giarre che all’illustre storico, autore della più importante biografia sul Cavour, sinora ha solo dedicato una sala nel palazzo della cultura e una lapide dinanzi la casa natìa dello studioso. Rosario Romeo è stato storico e politico italiano, esponente del PRI e parlamentare europeo. E’ stato rettore della Luiss di Roma, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e ha collaborato con Federico Chabod, nome che non suonerà nuovo ai liceali. Per quest’anno l’importo del premio, offerto dal Comune di Giarre, è di € 5.000. Il premio è riservato, per questo anno, a giovani laureati da non più di dieci anni, che abbiano affrontato temi relativi alla formazione delle identità nazionali nel XIX secolo. Le opere concorrenti corredate da una scheda debitamente sottoscritta e contenente le generalità ed indirizzo dell’autore dovranno pervenire a mezzo raccomandata, in sette copie, franche di ogni spesa, al Comune di Giarre – assessorato alla Cultura, Piazza Macherione n. 1 95014 Giarre, entro trenta giorni dalla pubblicazione del Bando all’Albo pretorio dell’ente comunale ovvero recapitate a mani, entro la medesima data direttamente all’Ufficio Protocollo generale di via Callipoli, n 81.
MGL

giovedì 29 novembre 2007

«Delinquere per il superfluo»Ogni anno circa 40 i minori con procedimenti penali: in aumento i reati connessi alle droghe

Ogni anno sono circa 30-40 i minori con un
procedimento penale in corso nel distretto
socio-sanitario di Giarre. I ragazzi che
entrano nel circuito penale vengono seguiti
dall’ Ufficio di servizio sociale minorenni
di Catania del ministero della Giustizia
che opera con il delicato compito di aiutare
questi ragazzi a cambiare vita, predisponendo
progetti di reinserimento sociale.
L’Ussm di Catania è diretto, con competenza,
dalla dott.ssa Vincenza Speranza ed
opera in sinergia con gli enti pubblici e
privati del territorio.
La dott.ssa Maria Pia Fontana, assistente
sociale coordinatore, è la referente del distretto
socio-sanitario n.17 - che comprende
Giarre e altri nove Comuni - e ha una conoscenza
privilegiata della devianza minorile
nella zona: «Il numero dei minori che
seguiamo - spiega - varia quotidianamente
in base alle denunce e alle segnalazioni.
Dalle statistiche ufficiali, i minori del distretto
che la Procura della Repubblica per
i minorenni segnala all’Ussm oscillano tra
i 30 e i 40 all’anno, ma una quota della devianza
minorile non viene colta dalle istituzioni.
Negli ultimi anni non ci sono state
grosse variazioni sul piano numerico
quanto su quello qualitativo, sono cioè
cambiati i motivi che portano a delinquere
e le manifestazioni della devianza. In genere
questi ragazzi hanno una carriera
scolastica irregolare, ma non sempre».
Quali sono i reati più frequenti per i minori
del Distretto?
«I più diffusi sono reati contro il patrimonio,
ma generalmente non si delinque
per soddisfare un bisogno di prima necessità,
quanto piuttosto per procurarsi
"beni superflui". Negli ultimi anni, si è assistito
a un aumento dei reati connessi alla
detenzione e allo spaccio di sostanze
stupefacenti».
Vi sono minori coinvolti nel fenomeno degli
incendi d’auto?
«Da quanto risulta dai dati ufficiali no».
Questi ragazzi fanno parte di bande o agiscono
da soli?
«È presente una devianza di tipo individuale
e occasionale, ma sono più ricorrenti
episodi di devianza di gruppo con
una solida base organizzativa. In questo secondo
caso è elevato il tasso di recidiva,
cioè la commissione di reati dopo essere
stati già condannati per un altro reato. E
per noi consegue una maggiore difficoltà
ad avviare percorsi di recupero/reinserimento
».
E sul fronte della prevenzione?
«Con leggi come la n.285 del 1997 e la
n.328 del 2000, si è tracciata la strada per
un lavoro di più ampio respiro a favore di
tutti i ragazzi di una comunità. Occorre
fare tesoro di queste esperienze per spostare
in avanti la soglia dei risultati e per investire
sempre più risorse economiche,
competenze e creatività a vantaggio delle
nuove generazioni».
MARIA GRABRIELLA LEONARDI
(pubblicato su LA SICILIA del 27 novembre 2007)

martedì 20 novembre 2007

Anche a Giarre i clandestini possono essere curati

GIARRE Anche agli stranieri irregolari o clandestini presenti in Italia è garantita l’assistenza sanitaria, come prevede il T.U. 286/98. A Giarre, come in tutti i 10 Comuni del distretto sanitario, l’assistenza agli immigrati viene offerta nelle sedi della guardia medica secondo un calendario settimanale. A Giarre, ad esempio, avviene il lunedì e il giovedì dalle 16 alle 20; a Riposto il mercoledì dalle 10,15 alle 12. Si tratta di un servizio poco conosciuto; per capirne l’utilità basti pensare che, ad esempio, i medici di base non possono assistere un clandestino. Al servizio di assistenza immigrati, invece, possono accedere clandestini, quanti non hanno richiesto il permesso di soggiorno entro gli 8 giorni dall’ingresso regolare in Italia o con un permesso di soggiorno scaduto da più di 60 giorni. A questi viene assegnato un codice regionale STP che sta per “straniero temporaneamente presente”. Il tesserino STP viene rilasciato allo straniero se questo dichiara di essere indigente. Un fatto molto importante è che i dati personali dell’immigrato non saranno inviati alle prefettura (salvo i casi in cui sono presenti elementi atti ad ipotizzare un reato). Attraverso il codice STP l’immigrato può fruire di assistenza sanitaria urgente e non differibile presso l’ospedale, il poliambulatorio, ma non presso ambulatori convenzionati. Nel 2006, nel distretto sanitario di Giarre, i rilasci di codici STP sono stati 227 (57 uomini e 170 donne), le visite sono state 237 di cui 203 donne. Dal 2004 al 2006 c’è stato quasi un triplicarsi di rilasci di codici STP. Si è trattato prevalentemente di badanti rumene o bulgare che assistevano anziani e disabili. Spesso queste donne sono venute a partorire in Italia perché l’assistenza garantita qui è superiore a quella nei loro paesi di origine. Tuttavia, da quest’anno, rumene e bulgare sono cittadine europee e per accedere ai servizi sanitari dovranno seguire altre procedure. Gli immigrati irregolari sono comunque spesso diffidenti e anche per questo non accedono a questo servizio. Anche durante i lavori del piano di zona è emerso che gli immigrati sono molti di più di quanto dicono i dati ufficiali e che vivono in condizioni disagiate.
Maria Gabriella Leonardi
(pubblicato su LA SICILIA dell'11 ottobre 2007)

Al Ser.t. di Giarre: Ex tossicodipendenti più maturi e più numerosi

Sono circa 80 le persone che in media, ogni
giorno, si recano al Sert (Servizio tossicodipendenze)
di Giarre; un numero notevole, indice di
un fenomeno, le tossicodipendenze, che non
accenna ad attenuarsi. La maggior parte degli
utenti del Sert segue terapie con farmaci sostitutivi
dell’eroina o della cocaina, un buon numero
segue "psicosocioterapie", tra cui colloqui
con esperti, sia singolarmente che insieme alla
famiglia. Sullo sfondo di tante storie la crisi dei
valori, di tante famiglie che non danno un adeguato
supporto nella crescita dei figli e poi l’edonismo,
la ricerca di paradisi artificiali, dei falsi
modelli proposti dai media e l’uso di sostanze
per sentirsi più sicuri. Solo nel 2006, per motivi
vari, attorno al Sert giarrese sono gravitate
585 persone, nel 2004 erano 478, quindi un aumento
di utenti, in linea con quanto accade altrove.
Numeri presentati, negli scorsi mesi, durante
i lavori del piano di zone ma che indicano
soltanto i tossicodipendenti che si rivolgono alle
strutture pubbliche. Di qualche giorno fa il primo
rapporto sulle dipendenze presentato dalla
Ausl di Catania.
I Sert sono servizi delle Ausl preposti alla diagnosi,
cura e riabilitazione delle tossicodipendenze
e dell’alcoolismo. Il Sert di Giarre ha sede
nel vecchio ospedale; collabora con il centro
antifumo, la prefettura, la casa circondariale di
Giarre, che è una struttura a custodia attenuata
per tossicodipendenti - con l’autorità giudiziaria,
le forze dell’ordine e con l’ufficio esecuzione
penale esterna di Catania, riguardo alla concessione
di misure alternative alla detenzione.
A Giarre il responsabile è il dott. Salvo Di Dio
che spiega: «Si sta innalzando l’età media dei nostri
utenti: fino a 5 o 6 anni fa l’età media era intorno
ai 22 anni, adesso, sempre più spesso, incontriamo
persone che iniziano la carriera di
tossicomani intorno ai 35 anni». È cambiata,
negli ultimi anni, anche la "merce" in vendita in
zona: i ragazzi affermano che sino a 6 anni fa era
difficile trovare a Giarre uno spacciatore di cocaina
e in genere si spacciava eroina, adesso accade
il contrario. Sempre fino a qualche anno fa,
a Giarre, capitava, ai bordi delle strade più appartate,
di trovare siringhe; adesso molto di
meno: si usano di più droghe che si sniffano, eccitanti
e hanno avuto effetto anche le campagne
di sensibilizzazione sui rischi di contrarre malattie
attraverso l’uso promiscuo di siringhe.
Tuttavia, il dott. Di Dio dà un messaggio di
speranza: «Dalla droga si può uscire ma non da
soli: bisogna credere nel percorso terapeutico ed
è necessario il supporto familiare. Anche la famiglia
più disastrata può essere d’aiuto».
MARIA GABRIELLA LEONARDI
(pubblicato su LA SICILIA del 20 ottobre 2007)